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PROCESSO AGLI ECONOMISTI: POVERI ILLUSI O RICCHI ILLUSIONISTI ?

DI DAMIANO MAZZOTTI
agoravox.it

“Processo agli economisti” (www.chiarelettere.it, 2009), è il libro del giornalista Roberto Petrini che descrive i punti deboli della professione tra le più “tristi” e le più pagate del mondo, con un’esposizione chiara, sintetica e ben documentata.

Si potrebbe considerare l’economista come un ragioniere pagato dagli Stati e dalle varie istituzioni per esaminare i conti, senza avere quasi mai la possibilità di intervenire attivamente sui processi in corso. Il primo grande problema riguarda i difetti dei modelli econometrici (un mix di equazioni e statistiche): “Si fondano prevalentemente su quanto è accaduto nel passato e sulle serie storiche di dati statistici. Di conseguenza, quando accade un evento nuovo, in presenza di nuove regole e di atteggiamenti inediti da parte dei soggetti economici, si verifica una discontinuità non prevista e il passato cessa di essere una guida attendibile per prevedere il futuro” (p. 17).

Nessuno è in grado di prevedere il futuro, nemmeno gli economisti. Infatti quasi tutti i migliori economisti ed esperti finanziari hanno perso grandi fortune durante le grandi crisi finanziarie. La storia degli uomini e dell’economia è fatta di eventi irripetibili mescolati a corsi e ricorsi storici. Non si può prevedere il momento esatto della scoppio di una crisi o la sua reale entità: si può solo stabilire una fascia temporale di alcuni mesi e le dimensioni indicative della crisi in arrivo (piccola, media, grande). In alcuni casi si viene colpiti semplicemente da un meteorite emotivo. Questi concetti vengono mirabilmente espressi nel libro “Il Cigno Nero” da un grande esperto di “Scienza dell’Incertezza”: Nassim Nicholas Taleb (un uomo dotato di una grande e profonda cultura poliedrica). Quindi “gli economisti prendono dei modelli matematici ma non stanno a guardare la qualità di quello che ci mettono dentro” (Giuseppe Roma, direttore del Censis).

Il secondo grande problema è quello ideologico: “i modelli progressisti-keynesiani sembrano più adatti a considerare una crisi rispetto a quelli conservatori-neoliberisti più in voga negli ultimi anni” (p 18). Purtroppo gli esseri umani vivono ancora in tribù e clan, anche ideologici, e non riescono ad unire i diversi punti di vista sulla conoscenza economica e sociale, e non possono così affrontare l’imperversare delle dure realtà e crisi economiche in maniera razionale. Inoltre, in realtà, il Fondo Monetario Internazionale è gestito dagli Stati Uniti e i 170 membri del suo comitato esecutivo sono nominati dai governi e dagli istituti di emissione, perciò questa istituzione (come molte altre) non ha la possibilità di confrontarsi con dei veri punti di vista esterni. C’è la solita cricca di burocrati indottrinati dalle università private che credono nelle verità pregiudiziali e alle loro stronzate. O per dirla in modo più raffinato è un luogo dove c’è “quel costante scambio d’idee vuote e solenni che è così comune tra personaggi importanti e presuntuosi” (J. Galbraith).

Quale sarà quindi il futuro della nostra economia? Un grande economista, a volte considerato conservatore, a volte considerato originale, fece la previsione della trasformazione del capitalismo in un socialismo burocratico che avrebbe inibito l’innovazione e la creatività. Se pensiamo agli innumerevoli azionisti-cittadini delle varie aziende e multinazionali in un certo senso la previsione si è già avverata: esiste una grande rete di mega-aziende finanziate in gran parte dai cittadini attraverso la Borsa (si sono trasformati i cittadini in minicapitalisti anche per ingabbiarli dentro al sistema) e dirette da burocrati delle risorse umane programmati per recintare, monopolizzare e sorvegliare dei mercati privatizzati. Infatti sono più di cento anni che utilizziamo il motore a scoppio per muoverci e circa cinquant’anni che utilizziamo l’energia nucleare per scaldare l’acqua e far girare delle turbine a vapore. Schumpeter ha avuto ragione e potrebbe avverarsi anche la seconda previsione: qualche vero imprenditore sopravvissuto alla dominazione burocratica si sarebbe alleato alla cittadinanza globale per creare nuove imprese più responsabili e creative. La “distruzione creatrice” punirebbe i vecchi elefanti distruttori della foresta (perché hanno bisogno di troppo cibo per sopravvivere), per premiare molte altre piccole creature più adattabili.

John Kenneth Galbraith, che fu consulente dell’amministrazione Kennedy, riteneva che l’enorme sviluppo delle grandi società multinazionali e del marketing, avesse ridotto il cittadino a consumatore senza vero potere e i rapporti umani a semplici scambi commerciali. Inoltre Galbraith affermò che la borsa era stata inventata per separare il denaro dai cretini. Anche J. M. Keynes non fu molto tenero con lo strapotere distruttivo della finanza: “Il decadente capitalismo internazionale, eppure individualistico, nelle cui mani siamo finiti, non è un successo. Non è intelligente, non è bello, non è giusto, non è virtuoso e non fornisce nessun bene” (The New Statesman and The Nation, 8-15 luglio 1933).

Dopotutto “Un economista è un esperto che verrà a sapere domani perché ciò che ha previsto ieri non si è verificato oggi” (Anonimo), e i più realisti e onesti vengono evitati accuratamente dalla Tv e dalla stampa, che sono gestite dai vecchi gatti spelacchiati capitalisti e dalle vecchie volpi sogghignanti a capo delle istituzioni finanziarie. Se non ci credete provate a leggere quello che scrive Lyndon LaRouche su www.movisol.org o www.larouchepac.com. Poi ci sono i fenomeni descritti da Nouriel Roubini su www.rgemonitor.com e la descrizione delle irrazionali e brevi vite delle bolle finanziarie raccontate da Robert J. Shiller (Finanza shock, www.egeaonline.it, 2008). In ultimo cito Nino Galloni, un economista accademico, originale e controcorrente, che riconsidera la teoria del Diritto di Signoraggio della Banca centrale, e ha scritto un libro profetico nel 2007: “Il Grande Mutuo. Le ragioni profonde della prossima crisi finanziaria” (www.studimonetari.org).

Purtroppo “la maggior parte degli economisti non si occupa di problemi gravi per l’umanità e per la società, ma di cose che danno loro modo di dimostrare la loro destrezza” (Giorgio Fuà, 2000), utilizzando “formalizzazioni astratte, eleganti, ma inadatte ad interpretare la realtà” (Paolo Sylos Labini, Un paese a civiltà limitata, 2001). E la gente continua a comprare pensando che la bolla non scoppi mai o pensando di poter sfuggire prima delle conseguenze peggiori dello scoppio. Solo i grandi finanzieri godono di questa asimmetria informativa: cioè hanno una massa determinante di informazioni che il risparmiatore ignora (Joseph Stiglitz, La globalizzazione e i suoi oppositori, 2002). È un po’ come se un giocatore di poker potesse giocare vedendo le carte dei suoi avversari. E quando rimangono solo giocatori che si possono vedere le carte a vicenda cosa succede? Si chiede di giocare con lo Stato… Ed è per questi motivi che “il valore nominale dei derivati in giro per il mondo è pari a 8-9 volte il Pil del pianeta che ammonta a 65 mila miliardi di dollari”. Quindi si può ipotizzare che senza un nuovo sistema economico usciremo dalla megadepressione fra circa dieci anni, seguendo un percorso simile a quello del Giappone.

Anche un allievo di Schumpeter, Hyman Minsky, descrisse il meccanismo delle crisi finanziarie: quando le cose vanno bene e i prezzi degli immobili salgono, la gente può continuare facilmente ad indebitarsi in modo sempre più rischioso. Se salgono i tassi d’interesse e il flusso di cassa degli investimenti non basta più a ripagare i debiti, scattano le vendite, che provocano la caduta del valore degli immobili (“Potrebbe ripetersi?”, 1984). Negli Stati Uniti l’ultima serie di crisi ha reso insostenibili i quattro debiti americani: pubblico, estero, delle imprese e dei privati cittadini (Sylos Labini, 2005). La megacrisi è quindi pronta a presentarsi davanti agli sportelli bancari americani…

Del resto l’economia è nata con la rivoluzione industriale ed è quindi una scienza giovane con tutti i difetti derivanti dall’immaturità. Inoltre l’avvento della finanza e l’alta remunerazione del settore ha attratto le migliori menti economiche degli ultimi anni in un settore dove regna la matematica e hanno inventato un gergo incomprensibile per affascinare la gente comune. I grandi classici non avevano bisogno di molte formule matematiche e un grande economista come John Maynard Keynes scrisse la “Teoria dell’occupazione, dell’interesse e della moneta (l’opera che ci aiutò ad affrontare la Grande depressione) senza usare una sola formula matematica (Loretta Napoleoni, prefazione). Quindi “gli economisti sanno quel che dicono? È a questo punto che sorge un dubbio malizioso: l’economia è un argomento che suscita oggi un grande interesse… e tuttavia poiché i fenomeni sono complessi, gli andamenti spesso caotici, le variabili difficili da individuare e da valutare, e poiché molte sono le zone opache, può anche darsi che alcuni economisti ci capiscano meno di quanto vorrebbero far credere” (Annamaria Testa).

Secondo Loretta Napoleoni molti economisti non si sono accorti della crisi alle porte per aver peccato di arroganza e superbia: “L’economia non è una scienza esatta, ma chiunque la professa sogna che lo sia”. A mio parere questa è solo una visione a 180 gradi della realtà: gli altri 180 gradi ci dicono che nel mondo della finanza d’élite molti vengono pagati per vedere solo un certo tipo di problemi, così una ristretta minoranza può vivere beatamente nell’abbondanza. Dopotutto la dimostrazione di status symbol di grado più elevato “impone” agli uomini quattro comportamenti caratteristici: molti agi, molti consumi, molti sprechi e molti comportamenti scandalosi (è la psicologia del prestigio magistralmente descritta da Thorstein Veblen e Quentin Bell).

Comunque la nostra ignoranza può essere suddivisa in problemi e misteri (Noam Chomsky), e la verità è forse questa: a tutti piacerebbe scommettere con i soldi degli altri, ma solo i banchieri e i finanzieri ci riescono. Dunque gli economisti stipendiati sono dei semplici croupier della ruota della fortuna. Gli altri sono solo degli studiosi molto tristi perché quando arrivano il paziente è già moribondo.

P. S. A chi piace tenersi aggiornato sui diversi fenomeni economici segnalo questi siti: www.sbilanciamoci.info e www.lavoce.info (fondato e diretto dall’economista bocconiano Tito Boeri). Invece agli interessati ai diversi processi legati alla globalizzazione segnalo www.globalresearch.ca.

Damiano Mazzotti (Sito Web dell’autore: WWW.ITALIACITTADINI.NET)
Fonte: www.agoravox.it
Link: http://www.agoravox.it/Processo-agli-economisti-poveri.html
3.09.2009

Pubblicato da Davide

  • Jung_Zorndike

    Non credo che questo testo contribuisca a chiarire davvero i motivi di una crisi che non è di metodo ma è fondazionale. L’unico testo di riferimento, a mio parere, insuperato, pietra miliare per capire è “La grande Trasformazione” di Karl Polanyi. Scritto negli anni 40 del secolo scorso contiene tutto ciò che serve a capire gli anni che stiamo vivendo.

  • Tonguessy

    Ho avuto modo di leggere “Processo agli economisti” di R.Petrini. Non
    l’ho trovato un libro importante; lo sarebbe stato se fosse stato
    scritto anni fa ma nel 2009, dopo tutto quello che e’ stato scritto e
    detto riguardo la crisi attuale (specialmente nei siti di
    controinformazione) non fa piu’ molto effetto.

    Una cosa pero’ mi ha colpito. Pare che la deriva che l’economia
    mondiale ha preso da qualche decennio a questa parte sia da imputare
    all’uso indiscriminato e prepotente della matematica che ne ha
    “snaturato” i precetti fino a prima in uso. Keynes stesso nella sua
    “Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta” (il
    testo che, secondo molti, determino’ l’uscita dalla crisi del ’29) non
    uso’ una sola formula matematica. Via via che la finanza comincio’ a
    dominare l’economia, la matematica inizio’ a farla (e la fa ancora) da
    padrona, al punto che alcuni Nobel per l’economia sono andati agli
    inventori di formule complicatissime “simili a quelle dei fisici
    nucleari” si legge.

    Nel libro viene citato Paolo Sylos Labini che accusa la finanza di
    usare “formalizzazioni astratte, eleganti ma inadatte ad interpretare
    la realta'”. E Giorgio Fua’, il quale denunciava costantemente le
    “insidie dei numeri”. Sylos prosegue con un’interessante quesito: dato
    che gli scacchi rappresentano un’esercizio di intelligenza, un grande
    scacchista -si chiede- migliora il mondo? In altri termini:
    l’intelligenza matematica porta necessariamente a dei miglioramenti
    diffusi, oppure e’ solo un esercizio fine a se’ stesso?
    E ancora: a chi o cosa e’ da imputare lo spostamento dell’asse su cui
    precedentemente poggiavano gli studi economici da terreni discorsivi
    verso terreni sempre piu’ astratti e quindi lontani dalle necessita’
    sociali?

    Giusto per fare un esempio pratico: i CDS (credit default swap) sono
    assicurazioni contro il fallimento. Il valore futuro di questi
    prodotti derivati, ovvero di un titolo il cui valore deriva da un
    altro come nelle scatole cinesi, e’ calcolabile tramite modello
    matematico. Lo potete vedere anche su wiki. All’inizio dell’anno
    corrente i CDS rappresentavano il 1300% del PIL mondiale. In pratica
    hanno assicurato anche cio’ che non esiste, grazie a quei modelli
    matematici. E cosi’ succede che interi paesi come l’Islanda siano in
    bancarotta conclamata e diversi altri siano sull’orlo del baratro
    default (fallimento).
    Counterpunch ci informa che “l’AIG si è sputtanata parecchie migliaia
    di miliardi di dollari in prodotti finanziari, tenuti insieme da
    aristocratici geniacci della matematica e campioni dell’arte arcana
    dell’arbitraggio”
    http://doppiocieco.splinder.com/post/21112563#more-21112563

    Ripeto la domanda: l’intelligenza matematica porta necessariamente a
    dei miglioramenti diffusi, oppure e’ solo un esercizio fine a se’
    stesso?

    Da epicureo dantan queste domande non possono che farmi piacere.
    Epicuro amava ricordare che nel pensiero logico e deduttivo basta un
    assioma sbagliato, un passaggio logico fuori luogo che tutta
    l’impalcatura cade. Alle volte rovinosamente per tutti noi, come
    l’attuale crisi testimonia. Molto meglio fidarsi dei propri sensi,
    insegnava.
    Certo che di trappole astratte la matematica ne offre, e neanche
    poche. A partire da quell’otto coricato che per taluni simboleggia
    l’infinito dei guadagni borsistici, l’infinito della crescita
    dell’economia e della finanza. Tutte cose che nella finitezza del
    nostro pianeta non dovrebbero trovare spazio alcuno di discussione
    (figuriamoci di dimostrazione).
    E invece sono li’: modelli Ponzi divenuti oggetto di premi Nobel da
    decenni.

    Epicuro: “non bisogna infatti ragionare sulla natura per enunciati
    privi di riscontro oggettivo e formulazione di principi teorici, ma in
    base a ciò che l’esperienza sensibile richiede”. Altri tempi: correva
    l’anno 300AC, e Merton e Scholes non avevano ancora ricevuto il Nobel
    per la matematica dei derivati.

    A difesa della categoria interviene il “solito” Odifreddi che nel suo
    “Il matematico impenitente” ci informa che “in fondo sono un logico, e
    credo che (…) la scienza abbia ragione, anche e soprattutto per il
    suo metodo, che consiste nel basarsi su esperimenti verificabili e
    dimostrazioni comprensibili” (pg102)
    L'”esperimento” di mandare in malora l’economia mondiale grazie alle
    costruzioni sugli specchi dei derivati mi sembra perfettamente
    riuscito dal punto di vista della verifica (e l’economia rimane pur
    sempre una scienza,no?), e la “dimostrazione” della validita’ dei
    derivati finanziari mi sembra che ci abbia lasciato tutti con gli
    occhi sgranati.
    E col culo per terra.

    http://groups.google.it/group/approfondimenti/browse_thread/thread/e8fe43e6e031cc4b?hl=it

  • vic

    Nassim Taleb lo dice a chiare lettere che negli ambienti della finanza d’assalto vengono usate ipotesi di lavoro matematiche assurde. D’altronde ci son stati casi eclatanti di fondi d’investimento basati sulle ultime “trovate” dei geni della finanza (secondo il comitato Nobel). I detti fondi sono andati effettivamente a fondo con iperperdite da capogiro, degne di un Nobel d’immersione nella fossa delle Marianne.

    L’argomento della bulimia numerica e’ comunque molto interessante. Tocca anche altri ambiti.

    Ad esempio i famosi modelli sul clima. Che non ne azzeccano mezza. Se non riescono a spiegare fenomeni quasi ciclici, come le precipitazioni equatoriali o l’arrivo del Niño nel Pacifico, chi ci crede che predicano alcunche’ fra tot mille anni!

    Taciamo dei modelli solari, fin che non si raccapezzano un po’.

    Abbiamo un esempio in piccolo di bulimia numerica. La meteorologia grazie ai satelliti, ad una rete di dati senza precedenti, a calcolatori potentissimi, a modelli che non si potevano usare prima, si spinge a far previsioni un po’ oltre la punta del naso. Predice il tempo di dopodomani, di dopodopodopodomani. Pero’ piu’ si spinge oltre e meno c’azzecca.

    Il caso eclatante e’ successo quest’anno in Inghilterra. Si son azzardati, visti i sofisticatissimi mezzi a disposizione e i sofisticatissmi algoritmi numerici soggiacenti, a fare previsioni stagionali, su come sarebbe stata questa ultima estate. La loro sofisticatissima matematica predisse un gran bel tempo. Il tempo reale fu invece una gran pioggia. Un’impiastro di previsione!

    Mettiamola un po’ a mollo tutta sta matematica. Ah, a proposito c’e’ il Niño sul Pacifico. Allora facciamola noi una previsione, dal famoso proverbio:
    “Niño di la’ d’estate, caldino di qua d’inverno”.

    L’ho appena inventato il proverbio, in omaggio a questo blog. Se va’ male, inventero’ il controproverbio la primavera prossima. Imparo dagli economisti.

    Salutino

  • vic

    Odifreddi sembra il coniglio che salta sempre fuori dal cilindro sul piu’ bello.

    Secondo logica uno gli darebbe ragione al volo. Su qualunque argomento disquisisca, essendo lui un logico.

    Ops, mi picchiano sulle spalle. Che c’e’?
    I tempi avanzano, nessuno usa piu’ i sillogismi!

    Oh gia’, le cose si complicano: oggi ci sono tante logiche. Quindi anche il famoso detto “ma e’ logico che sia cosi'”, e’ diventato troppo generico.

    – La deduzione rigorosa secondo una logica mi porta a concludere questo.
    – La stessa rigorosita’ secondo un’altra logica mi porta invece a concludere quello.
    – Un terzo formalismo, rigorosissimo pure lui e pieno di numeri, mi fa’ concludere sia questo che quello.

    Accidenti, non ci raccapezziamo piu’! Chi ha ragione?
    Tutti han ragione, ognuno secondo la propria logica matematica.

    C’e’ stato un grande matematico tedesco (e dalli coi tedeschi) Gottlob Frege, che dedico’ l’intera vita all’idea che tutta la matematica potesse essere costruita sulla logica. Ahime’, il suo castello, peraltro utilissimo, crollo’ proprio sul finale. La perfida albionica spintarella fu’ di un filosofo iche se ne intendeva un po’ di logica: Bertrand Russell.

    Eppure la logica matematica e’ andata avanti. Oggi comprende logiche dure, che non lasciano scampo: e’ cosi’, impossibile che sia cosa’. Alternativamente si possono usare logiche che ai tempi dei Greci erano inconcepibili. Logiche che ammettono il famoso terzo escluso. Oppure che ragionano sul possibile e sul necessario. Oppure sulle sequenze temporali. Ci sarebbe da dire anche sulla logica che per far le sue deduzioni usa un formalismo tipico della fisica quantistica, tanto caro all’esimio Paul Dirac. Ce n’e’ da sbizzarrirsi, insomma. Qualche passo e’ stato fatto, dunque.

    Tutto cio’ per dire che ad un Odifreddi si contrappongono molti altri Oditiepidi, Odicaldi, Odigelidi, Odiduri, Odimolli. La logica matematica di oggi non e’ piu’ solo rigorosa e senza alternative. Ce la fa benissimo anche a trattare concetti definiti vagamente, ambigui. Le conclusioni allora saranno per forza di cose sfumate.

    Diffidiamo dunque di chi afferma: e’ cosi’ perche’ lo dice la matematica. A meno che non aggiunga quale matematica.

    Salviamo la matematica

    Oggi abbiamo una matematica piu’ multiforme che mai. Talmente vasta che e’ piena zeppa di superspecialisti che si capiscono solo fra loro. Fortunatamente ogni tanto arriva uno/a fuori dal coro che costruisce ponti fra questi iperspecialisti o addirittura osa tirar ponti con altre discipline. Ed ecco il pericolo. Se sul ponte cominciano a camminare dei grassoni, e si mettono pure a saltellare all’unisono, finisce che il ponte crolla con gran fracasso. Finanza docet.

    La regina di tutte le scienze moderne e’ e resta la matematica. Le altre discipline si dicono scientifiche perche’ ne fanno un certo uso. Difficile effettuare e valutare un esperimento senza matematica. Niente esperimento, niente scienza, cosi’ c’insegnano. Sara’ poi vero Albert, tu che fai finta di farlo l’esperimento? E se non lo facciam del tutto, neanche per finta (ops, scusate, devo allacciarmi una stringa)?

    Stringa allacciata, rieccomi. (Pssst: detto fra noi l’ho gettata quella stringa)

    La conoscenza e’ fatta anche d’altro, non solo delle scienze, non dimentichiamocelo. E poi chi vorrebbe buttar via cose come le emozioni, l’intuito e lo spirito?

    Cordialmente, implicitamente ed esplicitamente

  • marcello1950

    CHE QUALCUNO PROCESSI TREMONTI:

    MA C’è UN GIUDICE A ………….? COME RECITAVA IL FAMOSO FILM.
    I CAPI DI IMPUTAZIONE SONO:
    SCIP 1
    SCIP 2
    ASSOCIAZIONE A DELINQUERE CON I FRUITORI ED ACQUIRENTI FINALIZZATA ALLA APPROPRIAZIONE INDEBITA DI BENI PUBBLICI.
    DISTRAZIONE DI DENARO PUBBLICO, ASTE TRUCCATE, FAVOREGGIAMENTO, ECC. ECC.
    INTENDENZA ED ASSOCIAZIONE A DELINQUESRE CON NAZIONI E GRUPPI STRANIERI ED ITALIANI INTERESSATI ALLA DISTRUZIONE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ITALIANE PER PERMETTERE ALLE NAZIONI CONCORRENTI DI ACCAPARRARSI DETTE PRODUZIONI E AI
    SUDDETTI GRUPPI FINANZIARI DI REALIZZARE INCREMENTI AZIONARI DELLE SOCIETA POSSEDUTE IN CINA E NELLE ALTRE NAZIONI DEL SUD EST ASIATICO INCREMENTI NON REALIZZABILI CON LE IMPRESE ITALIANE PER LA MINORE REDDITIVITA’ MA SOPRATTUTTO PER NON ESSERE QUOTATE IN BORSA.
    Da cui deriva l’altra imputaizone che però PREVIDENTI CON CALDEROLI pare che abbiano depenalizzato; intendenza con il nemico per la distruzione dell’economia e della società italiana.
    Depenalizzate o no da tali azioni derivano le conseguenze di:
    distruzione del pil e della ricchezza nazionale
    distruzione delle entrate per lo stato e dei redditi
    distruzione della scuola
    distruzione della ricerca
    distruzione dell’Università
    fra poco smantellamento del sistema sanitario nazionale
    distruzione delle funzIoni delle amminisraizoni locali per mancanza di introiti.
    distruzione delle pensioni
    distruzione delle forze di polizia e abbandono di zone del paese alla delinquenza organizzata
    MA INSOMMA C’E’ UN GIUDICE IN ITALIA ! ? ! ?.
  • adriano_53

    sono arci sicuro: la seconda!

  • LonanHista

    PESSIMO ARTICOLO:sembra che si voglia giustificare la stupidità e la deficenza umana…..di questi guru dell’ovvio, delle cose che vanno sempre bene perché il Pil cresce, senza considerare che la crescita è finanziata dal debito e basata sul nulla, sulle cambiale rifinanziate all’infinito come succede negli Usa…………………………….è più affidabile un veterinario nella cura di una malattia di un uomo, piuttosto che un economista capire di economia……la finanza è una giungla, e ha bisogno di legittimazione…per cui si prendono questi coglioni, gli si dà un aureola di affidabilità e la finanza, la criminalità finanziaria diventa scienza esatta….ECCO COSA SONO GLI ECONOMISTI….IMBECILLI PAGATI PER LEGITTIMARE LA CRIMINALITà FINANZIARIA, LA MAFIA DELLE BORSE E DEI POCHI CHE GESTISCONO I GRANDU FLUSSI DI DANARO(2 terzi di tutto l’apparato finanziario globale è gestito dalle stesse persone)………..il guaio vero è che questi coglioni, gli economisti SONO PROFESSORI CHE INSEGNANO NELLE SCUOLE E PREPARANO LE CLASSI DIRIGENTI DEL DOMANI….cosa imparano i ragazzi da questi coglioni?………………………………………………..ps.si suggerisce nell’articolo la lettura di global reseach(CHE SCOPERTA!)e di la voceinfo, proprio il sito che non ne ha azzeccata una, e tra l’altro si è fatto promotore della lettera scritta dai coglioni(GLI ECONOMISTI)ai governi europei per salvare le banche, per usare il danaro pubblico a tappare i buchi creati dalla speculazione, la stessa che i COGLIONI NON HANNO SAPUTO VEDERE…..

  • Kevin

    vic, il problema non è la matematica, è la gente che fa uso della matematica in questi ambiti. Mi spiego meglio: è evidente che non puoi pretendere di fare delle previsioni del clima sul lungo termine: le variabili in gioco sono troppe per poter fare una previsione accurata e più ti spingi in là, meno è precisa la soluzione numerica (teoria del caos), quindi se un tale dice di aver fatto una previsione su come sarà il tempo tra 2 mesi costui è sicuramente poco credibile, ma questo non dipende dalla matematica, ma dalla potenza limitata dei calcolatori che abbiamo oggi giorno. Un discorso analogo vale per l’economia. Riporto: “John Maynard Keynes scrisse la “Teoria dell’occupazione, dell’interesse e della moneta (l’opera che ci aiutò ad affrontare la Grande depressione) senza usare una sola formula matematica”. Non ho letto l’opera originale, ma so che Keynes studiò matematica prima di studiare economia. (il viceversa non vale: chi studia prima economia spesso non capisce una mazza di matematica e questo vale anche per i professori di economia). Dunque Keynes aveva una certa forma mentis (che gente come Milton Friedman si sognerebbe) che gli permetteva di analizzare i processi economici logicamente, anche senza fare uso di troppe formule. Semmai un problema può essere quello della matematizzazione dei comportamenti umani, che non sono deterministici come i fenomeni fisici, e dunque difficili da studiare. La matematica applicata descrive la realtà attraverso dei modelli (che vengono espressi da equazioni differenziali), ma attenzione: DESCRIVE. Questo poi dipende dalla complessità del modello, da quante variabili entrano in gioco ecc… Quindi l’attuale crisi economica era prevedibile dal tipo di modelli che i “grandi” economisti hanno utilizzato. Ma bastava vedere dove ci stiamo muovendo: economisti che nel ventunesimo credono ancora nel dogma del libero mercato. Gli ci vorrebbe una lobotomia, altro che modelli.

  • Kevin

    Hai dimenticato la logica fuzzy! Comunque Odifreddi è uno scientista, oltre ad essere un esaltato dall’ego ipertrofico. Il guaio è la gente che gli va appresso.
    Non condivido però:
    “Diffidiamo dunque di chi afferma: e’ cosi’ perche’ lo dice la matematica. A meno che non aggiunga quale matematica.” La matematica è una sola, all’interno ci sono diverse teorie, alcune di esse non necessariamente si ecludono a vicenda. Comunque per quanto riguarda le branche come algebra astratta, analisi matematica, geometria ecc.. nei teoremi e nelle relative dimostrazioni viene sempre usato il linguaggio della logica matematica classica. Che poi se vogliamo essere pignoli la logica non è vera e propria matematica, è più filosofia del linguaggio. La geometria è matematica. L’analisi è matematica. La teoria dei numeri è matematica. E di cosa si occupa Odifreddi? Di logica. E si atteggia anche a matematico. Bah.

  • vic

    Forse mi sono espresso male. Volevo mettere in evidenza l’uso spropositato che si fa’ dei modelli numerici, e soprattuto del marketing acritico degli stessi fatto poi dai mass media.

    Le previsioni a lunghissima distanza possono essere fatte senza problemi, ammesso che si siano scoperti dei meccanismi ciclici sottostanti. C’e’ un notissimo matematico serbo, Milutin Milankovic, che ha studiato moltissimi cicli legati alla terra, ad esempio. Non so fino a che punto li abbia poi sviscerati dal lato fisico e se siano poi tutti misurabili.

    Oppure esempio banalissimo: io senza far nulla posso farti la previsione che in media l’inverno del 2020 sara’ piu’ freddo dell’estate del 2020. Uso la conoscenza che abbiam tutti del ciclo astronomico della rivoluzione terrestre attorno al sole e il fatto che la terra abbia l’asse di rotazione diurna inclinato rispetto al piano dell’eclittica.: banalmente il ciclo stagionale.

    L’esempio della meteorologia l’ho fatto proprio per mettere in evidenza le false aspettative che ci inculcano acriticamente i media. E’ ovvio che piu’ cerchi di prevedere lontano, piu’ l’errore aumenta. Ma i media non ce lo dicono! E’ una forma estremamente subdola di disinformazione. Poi si finisce con dei politic che credono ai modelli come se fossero la parola di chissa’ quale Dio, oppure all’estremo opposto che non vogliono nemmeno sentirne parlare/

    Un bel esempio l’abbiamo col famoso film-intervista di Al Gore sul riscaldamento climatico. Quello che prese perfino l’Oscar. C’e’ un finale molto americano, dove vien mostrata la curva della storia del clima sulla terra. L’ultimo milione di anni. Vien rappresentata la temperatura media e la concentrazione di CO2. Poiche’ qualunque schermo ha una definizione finita, e’ impossibile rappresentare sul grafico ogni singolo anno. Dove stava la disinformazione colossale? Proprio nel dettaglio della risoluzione.

    La tesi del riscaldamento globale e’: il CO2 causa l’effetto serra. Guardando il grafico effettivamente si vedeva che le curve della temperatura e della concentrazione di CO2 nell’atmosfera avevano un andamento molto simile. personalmente uscii dal cinema convinto della tesi di Gore.

    Poi pero’, andando a cercare le curve originali, estratte dalle misure del laboratorio che analizzo’ i carotaggi di Vostok nell’Antartico, risulta che la curva del CO2 segue di ben 800 (ottocento!) anni quella della temperatura. Cosa significa? Significa che non s’e’ mai vista una causa che segua il proprio effetto di 800 anni, la causa viene sempre prima dell’effetto (meccanica quantistica a parte).

    La colpa della disinformazione e’: da un lato, del gruppo di Al Gore, che verosimilmente ha mentito sapendo di mentire; dall’altro dei media che han bevuto il grafico come gonzi.

    Per smontare i dati di Vostok adesso occorre un secondo Vostok con dati al contrario.

    Tornando all’uso della matematica, ripeto, mi da fastidio il marketing assolutamente acritico che se ne fa. Dando cosi’ all’opinione pubblica l’impressione che con computer sufficientemente potenti e con le equazioni giuste si possa prevedere tutto. Non e’ per niente cosi, la meteorologia lo dimostra molto bene.

    Per non citare altri campi meno noti al pubblico.

    Cordialmente

  • Tonguessy

    “Tornando all’uso della matematica, ripeto, mi da fastidio il marketing assolutamente acritico che se ne fa. Dando cosi’ all’opinione pubblica l’impressione che con computer sufficientemente potenti e con le equazioni giuste si possa prevedere tutto. Non e’ per niente cosi, la meteorologia lo dimostra molto bene. ”

    Straquoto.
    ADNKronos il 16 Marzo
    2009.
    Tony Barnstone, direttore del Dipartimento Previsioni Climatiche
    dell’International Research Institute for Climate and Society della
    Columbia University, afferma che “abbiamo calcolato che ci sono 45
    possibilità su 100 che già fino a maggio le temperature siano più
    calde della media”. Non è dato sapere a quanto ammontino le
    probabilità che altre sue affermazioni tipo “”Secondo noi il caldo
    crescerà soprattutto tra giugno e agosto” si avverino.
    http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.3113656908

    Quindi questo scienziato si mette alacremente al lavoro per
    determinare con precisione che le sue affermazioni, frutto di
    elaborati algoritmi e della fatica di un team preparatissimo che fa
    uso di sofisticati sistemi di acquisizione ed elaborazione, sono al di
    sotto del lancio di una monetina. Quello stesso giorno in un impeto di
    curiosità ho eseguito magistralmente un lancio di moneta che mi ha
    dato una risposta precisa: ho il 50% di possibilità che già fino a
    maggio le temperature siano più fredde della media. Io ho il 50% di
    probabilità, lui il 45%.

    Ora la mia domanda è semplice: cosa differenzia una previsione
    definitivamente incerta da un’altra definitivamente
    incerta? In che modo la prima è considerata scienza mentre la seconda
    è considerata pseudoscienza?

    http://groups.google.it/group/approfondimenti/browse_thread/thread/ad16bb86774668ad?hl=it

    Ormai ce l’hanno inculcato nel DNA che una cosa “scientifica” o “matematica” è assolutamente provata e al di la di qualsiasi discussione. A me tutto sto scientismo fa venire il voltastomaco

  • Tonguessy

    “E poi chi vorrebbe buttar via cose come le emozioni, l’intuito e lo spirito?”
    Sicuramente Cartesio. Secondo lui solo chi pensa esiste. Chi ha emozioni o intuizioni molto meno, forse per niente.

  • Tonguessy

    “La matematica è una sola, all’interno ci sono diverse teorie, alcune di esse non necessariamente si ecludono a vicenda.”
    Interessante paradosso questo. Se è una sola, ma si contraddice (anche se non necessariamente) che razzo di schizofrenia è?
    Hmmm….

  • vic

    Toh, qualcuno che s’interessa di matematica gira nei blog!
    Bene, mi fa piacere.

    Son sincero, ho dimenticato la traduzione di fuzzy in italiano. Ho tentato con “molle”, ma non mi convince troppo. Piu’ in la’ ho provato con “sfuocata”.

    Dunque per il “quale matematica”, ad esser pignoli andava inteso “quale logica”. Scusami per il fraintendimento.

    Frege c’era arrivato vicinissimo al fondare la matematica sulla logica. Oggi e’ un po’ passato di moda, anche a causa del linguaggio logico peculiare da lui usato.

    Ci sono metodi di calcolo che abbandonano completamente l’aritmetica tradizionale, abbracciando esclusivamente la logica di Boole. E cosa si scopre? Si scopre che si possono fare calcoli a precisione infinita, completamente reversibili. Con tanto di spazi duali, alla Fourier, o Walsh per intenderci. In questo mondo non esistono piu’ numeri tradizionali, solo bit. Niente piu’ incubo di come approssimare decentemente i numeri reali. Sarebbe il mondo ideale dei calcolatori elettronici, intuitivamente. Ehm, il problema e’ che le equazioni non sono scritte in quel mondo li’. Ed allora siamo di nuovo ai piedi della scala.

    Ahah, mi par di capire che vale sempre il detto “mille teste, mille opinioni”. Prendiamo la teoria dei numeri, affascinante di suo, con dei bei misteri ancora irrisolti. John Baez, che tiene una pagina web settimanale/mensile di fisica matematica, e’ stato attratto dalla teoria dei numeri a causa della sottostante geometria.

    Da osservatore abbastanza distaccato dalle guerricciole di clan, mi sembra che l’approccio algebraico-geometrico stia guadagnando terreno in vari campi. Per quel che riguarda le dimostrazioni, mi par di capire che si faccia avanti un metodo bizzarro di dimostrazione, quello di usare il computer. Molti matematici sono contrari, altri meno. Poi occorre dimostrare che il software utilizzato e’ senza pecche, che in se e’ gia’ un’affermazione azzardata, in generale! Come tocchiamo tutti giornalmente con mano. E qui rientra dalla finestra la logica che era uscita dalla porta. Viene utilizzata per dimostrare in modo automatico che il software e’ senza pecche. Insomma, sembra tutto un mezzo inciucio.

    Ormai la matematica e’ come la medicina, fatta essenzialmente da specialisti. E’ diventata troppo vasta, oppure siam noi che siam troppo limitati. Eh, mi sa’ che di matematici universali non ce ne siano piu’, allora per farsi capire alla domanda professione rispondono: matematico. Baez dovrebbe rispondere: Categorico. Poi va a finire che lo portan via in manette! metti l’imbarazzo dello specialista di teoria dei numeri, lo prendono per un numerologo, e gli invadono la casa tutti i vicini per farsi predire questo e quello. Oppure chi si occupa di geometria, si vede costretto a prendere le misure dei terreni, perche’ il coomune l’ha catalogato come geometra.

    Lasciamo che Odifreddi sia un matematico. Ci semplifichiamo un po’ la vita.

    Salutino semiserio

  • vic

    Senti quest’altra storiella vera.

    Lui e’ un Inglese. Gli Inlgesi sono un noto popolo di scommettitori. Fatto sta che volle sfidare i meteorologi sulle previsioni stagionali. Misero per iscritto i termini della scommessa.

    L’isitituto di meteorologia, usando le tecniche piu’ sofisticate a disposizione emise la sua previsione per la prossima stagione.
    Il nostro invece si mise ad osservare il sole, essendo convinto che ci fosse una correlazione fra sole e tempo che fara’ fra qualche mese. Poi emise il suo pronostico.

    Sara’ un caso, ma i meteorologi persero la scommessa ed il nostro incasso’ un bel gruzzoletto.

    Emblematico, nevvero!

    Purtroppo ho dimenticato il nome. Gira di certo su YouYube qualche sua intervista, perche’ a suo tempo fece parecchio scalpore.

    Cordialmente

  • Kevin

    “Ci sono metodi di calcolo che abbandonano completamente l’aritmetica tradizionale, abbracciando esclusivamente la logica di Boole.”

    Quali?

    “Per quel che riguarda le dimostrazioni, mi par di capire che si faccia avanti un metodo bizzarro di dimostrazione, quello di usare il computer.”

    Dipende dal tipo di problema. Ad esempio, per il teorema dei quattro colori è stato fatto uso di calcolatori. Ma l’utilizzo del computer non è una dimostrazione, tant’è che numerosi matematici fanno fatica tutt’ora a chiamarla dimostrazione e se un domani venisse proposta una dimostrazione senza l’ausilio di alcun calcolatore verrebbe presa in considerazione quest’ultima.

    “E’ diventata troppo vasta, oppure siam noi che siam troppo limitati.”

    Penso entrambi.
  • Kevin

    Sì, il caso più noto è quello della geometria euclidea/geometria iperbolica/geometria ellittica. Differiscono per il postulato delle parallele e per qualche altro assioma, ma non per questo la matematica intera è da ritenersi contraddittoria.

  • Kevin

    “Le previsioni a lunghissima distanza possono essere fatte senza problemi, ammesso che si siano scoperti dei meccanismi ciclici sottostanti.”

    Ovviamente esistono fenomeni periodici come il cambio di stagione (che riporti tu stesso) o la precessione degli equinozi, ma non è il caso del clima.

    “Ma i media non ce lo dicono! E’ una forma estremamente subdola di disinformazione.”

    Sì, ma infatti a livello di divulgazione scientifica siamo sotto zero. Nei media prende piede ciò che all’italiano medio è dato di capire, tipo Piero Angela. Anzi, mi correggo: Piero Angela è lievemente sopra la media. Non faranno mai una trasmissione in prima serata sui quasicristalli (è la prima cosa che mi è venuta in mente). Basta sentire sui media ufficiali chi si permette di pontificare a favore del nucleare, senza sapere un H di fisica nucleare (ne so poco persino io).

    “La colpa della disinformazione e’: da un lato, del gruppo di Al Gore, che verosimilmente ha mentito sapendo di mentire; dall’altro dei media che han bevuto il grafico come gonzi.”
    I giornalisti non sono qualificati per questo. Non mi sembra abbiano studiato fisica, matematica o chimica. Conseguenza: se le bevono facilmente. Con effetto immediato, non di 800 anni ;).

    “Tornando all’uso della matematica, ripeto, mi da fastidio il marketing assolutamente acritico che se ne fa. Dando cosi’ all’opinione pubblica l’impressione che con computer sufficientemente potenti e con le equazioni giuste si possa prevedere tutto. Non e’ per niente cosi, la meteorologia lo dimostra molto bene.”

    Sono d’accordo, ma questo è dovuto alla scarsa preparazione di chi lavora nei media e della pessima divulgazione. Per restare in tema di divulgazione, uno dei migliori libri divulgativi di matematica che ho avuto il piacere di leggere è stato: “Che cos’è la matematica?” di Courant e Robbins. Una vera perla.
  • vic

    Se t’interessano quei metodi di calcolo che fanno a meno dell’aritmetica, poi fare una ricerca su Google: “Gérard Langlet APL”. Eventualmente prova anche con “Zaus hypercubic calculus”. “Camacho Langlet” dovrebbe portarti ad un breve articolo divulgativo sulla figura di Langlet.

    I suoi articoli (generalmente in francese, talvolta in inglese) sono fuori dal coro. Interessantissimo. Purtroppo un cancro l’ha portato via precocemente qualche anno fa’, il buon Gérard. Probabile che venga ricordato come l’inventore della trasformata di Langlet, e della trasformata cognitiva. Era d’una intuizione formidabile.

    Coi suoi algoritmi si eseguono le trasformate digitali tipo Walsh, notoriamente abbastanza zeppe di calcoli, senza usare nessuna operazione aritmetica, niente +, niente -, niente x, niente /. Esclusivamente operazioni logiche su dei bit.

    Zaus ha ripreso le sue idee e c’ha scritto un libro, divagando anche su altri argomenti. Altri discepoli li ha avuti in Russia, oltre che in Francia ovviamente.

    Per farla breve, filosoficamente si puo’ dire che il discorso suo e’: torniamo alla semplicita’. E poi mostra ad esempio come generare delle figure frattali, ad esempio le curve di Sierpinski solo con operazioni logiche. Disarmante ed affascinante.

    Cordialmente

  • Kevin

    Ho dato un’occhiata su “Crisp and soft computing with hypercubical calculus, di Michael Zaus”. Nella parity logic inizia con la definizione: “La funzione di parità p : B^n -> {0,1} dice se un vettore x n-dimensionale di bit ha un numero pari o dispari di 1:

    p(x)= {1 se x in B^n ha un numero dispari di 1, 0 se x in B^n ha un numero pari di 1}.

    Già qui siamo all’aritmetica: (lavoriamo in base 2, con stringhe di n numeri}

    Un certo numero di ragioni motivò l’autore (Bart Kosko) a entrare nei fondamenti della logica fuzzy. Primo, la fuzzy logic complementa la parity logic nel senso che la prima risiede nell’ipercubo unitario n-dimensionale [0,1]^n = I^n dove la seconda opera sui vertici di I^n. Così esse coesistono in armonia.

    […]

    L’integrale scalare binario (BSI) è la somma XOR: x1 XOR x2 XOR … XOR xn.

    Il Corollario 2.2 mostra che il BSI è congruo modulo 2 alla somma degli x in B^n.

    Finora si è usato: numeri binari, una funzione caratteristica, un politopo (l’ipercubo), un integrale di XOR (la stessa idea di integrale di funzioni) e l’aritmetica modulare (congruenze modulo n).

    Vorrei sapere l’autore poi come potrà fare a meno dell’aritmetica se già nelle prime pagine non può fare a meno di tutto il resto.

  • vic

    In pratica Langlet fa a meno dell’aritmetica.

    Che le principali operazioni logiche siano isomorfe con l’aritmetica in base 2 gia’ lo sapeva bene Boole. E’ ovvio che si possano interpretare i bit come sottoinsieme dei numeri naturali. E con cio’? Se due spazi sono isomorfi non vuol dire che siano la stessa cosa. In certe circostanze conviene di piu’ muoversi in uno spazio che nell’altro. Uno spazio puo’ permettere estensioni e generalizzazioni che il primo preclude, ad esempio.

    Langlet usa esclusivamente operazioni logiche, non aritmetiche. Mostra il ruolo centrale dell’operatore XOR (nel suo formalismo e’ identico al NOT, e anche alla disuguaglianza binaria). Mostra che lo XOR da solo tiene in piedi tutta la logica delle proposizioni. Mi pare che Langlet sia il primo a dimostrarlo.

    Inoltre mostra come tutti i 16 operatori, anche quelli piu’ bizzarri, della logica delle proposizioni nel mondo dei bit diventano matrici binarie 2×2. Matrici su cui si opera esclusivamente con operazioni logiche, non aritmetiche! Non si addiziona mai, non si moltiplica mai. Solo XOR, AND e cosi’ via.

    Se ci si addentra un po’ nel suo pensiero, poi si scopre che in quel mondo sparisce la famosa diatriba linguaggio-metalinguaggio. Un operatore puo’ essere applicato indifferentemente ad un altro operatore oppure ad uno stato logico. Il linguaggio diventa metalinguaggio e viceversa. Nell’aritmetica base 2 l’operazione +* non esiste. Li’ l’operatore, sia esso il + o il *, si applica ad un numero preso dall’insieme {0,1}. per definizione.
    ++, +*, ** sono senza significato nell’aritmetica base 2.

    Con la trasformata di Langlet poi ci si addentra in uno spazio duale, sempre di tipo logico-binario. C’e’ un parallelo affascinante con lo spazio duale che si ottiene con le trasformate di Walsh-Hadamard, ma usando esclusivamente operazioni logiche, non aritmetiche. Nessuno l’aveva mai mostrato prima.

    Detto fra noi, io prefersico leggere Langlet di Zaus. Mi e’ piu’ congeniale il suo modo di scrivere a volte con voli pindarici e senza troppi fronzoli formali. Non finira’ mai nel gotha dei matematici anche perche’, se non sbaglio, si occupava di cristallografia a Grenoble.

    La sua biografia potrebbe benissimo servire da soggetto per un film del genere “A Beautiful Mind”. Vien fuori chiaramente come uno non del giro, debba trovarsi una nicchia per esprimere le proprie idee. Son sicurissimo che se fossero vivi Heisenberg o Dirac, gli salterebbero addosso e forse la meccanica quantistica oggi avrebbe un’altra veste, una veste binaria!

    Chissa’!

    Amichevolmente.

  • Tonguessy

    Esattamente. I muratori mica abbandonano l’archipenzolo perchè la terra è una sfera. Ci costruiscono sopra da millenni usando la geometria euclidea anche se, strettamente parlando, è un errore nel sistema nostro di riferimento. Quindi esistono diversi risultati finali a seconda dei riferimenti presi e delle logiche sottese. Sarebbe bene che non si dimenticasse mai che tutta la scienza ha delle finalità utilitaristiche. L’utilità della finanza e della relativa scienza è abbastanza palese specialmente da qualche decennio a questa parte, e tutta la questione scienza vera/pseudoscienza (o epistemologia) dovrebe essere ricondotta all’interno di questo alveo, senza invece divagare su presunti principi che mai sono esistiti se non nelle fervide immaginazioni di chi si parla addosso con piacere. Insomma: l’economia è vera scienza la cui utilità sta nel depredare le classi inferiori (i buoi) per arricchire le elites. L’uso spropositato di matematica non fa altro che rendere più nebuloso questo scopo, e contrabbandare il dio Mercato (la quintessenza dell’economia) per una necessità ed una “ficata”

    Giova ricordare che il Nobel per l’economia fu introdotto nel 1968 dalla Sverige Riksbank, ed è attualmente rifiutato da parte della famiglia Nobel. Tecnicamente NON E’ un premio Nobel, ma una contraffazione.

    Ripeto la domanda: l’intelligenza matematica porta necessariamente a dei miglioramenti diffusi, oppure e’ solo un esercizio fine a se’ stesso?

  • Truman

    Scusate se intervengo anch’io.

    Non è del tutto scontato che la regina di tutte le scienze sia la matematica. I matematici la pensano così, ma i fisici tendono a dare la prevalenza alla fisica e a vedere la matematica come uno strumento. Credo la differenza stia nel fatto che il fisico non concepisce una scienza senza esperimento.

    Una scienza priva di esperimenti in effetti mi suona come una scienza monca più che come una regina.

    Su Frege mi pare che ci sia stato qualche problemino. C’era sì la voglia di uniformare la logica con la matematica, ma il tentativo fallì. Credo a questo fallimento abbia contribuito anche Godel, che dimostrò l’indecidibilità di un sistema logico al suo interno. Insomma nessun linguaggio matematico può dimostrare di essere coerente e valido. Serve un metalinguaggio ad esso esterno. Ma chi dimostra la validità del metalinguaggio?

  • Kevin

    “I matematici parlano con Dio, i fisici parlano con i matematici, gli altri parlano fra loro”

  • vic

    Si’ lo so, ma senza matematica che fanno? Guardan le stelle, e poi e’ dura prender nota di quel che vedono, senza matematica. Spiegarlo, non parliamone.

    😉

    PS
    Che ne dite di “la mamma di tutte le scienze”?
    Suona piu’ affettuoso e casalingo.

  • Kevin

    Mi hai incuriosito. Appena ho del tempo, spulcio un po’ su internet e leggo questo Langlet.

  • Kevin

    “Ripeto la domanda: l’intelligenza matematica porta necessariamente a dei miglioramenti diffusi, oppure e’ solo un esercizio fine a se’ stesso?” Duole ammetterlo, ma non necessariamente. Anzi, al servizio del capitale porta a dei peggioramenti. Non penso di parlare a nome dell’intera categoria dei matematici, ma secondo me è un esercizio fine a se stesso. Uno scacchista non gioca a scacchi per migliorare la società in cui vive, ma perchè vuole sapere fin dove può arrivare. Come un’atleta. Nel caso della matematica c’è anche il lato estetico, come l’arte (e credimi: risolvere dei problemi o dimostrare teoremi elegantemente è un’arte, proprio come fare una scultura) Lo stesso penso che valga per gli scienziati. Il loro fare ricerca è (cit.) “un’attività sostitutiva”, è pura speculazione. Quando si dice che si fa ricerca per migliorare l’umanità spesso si mente sapendo di mentire. Per quanto riguarda il Nobel, ho sempre nutrito dei dubbi nei confronti di questo premio. Ci sono premi di maggiore rilevanza scientifica (ma di minore rilevanza mediatica) come la medaglia Copley, la medaglia Fields o la medaglia Rumford. Questo fatto del Nobel dell’economia non lo sapevo. Comunque l’economia non è una scienza. E’ una truffa.

  • Tonguessy

    “Comunque l’economia non è una scienza. E’ una truffa.”
    Per quello che riguarda gli standard attuali mi sento di contraddirti. Non è una scienza dura, forse, ma rimane pur sempre scienza visto che si insegna all’università e che alla fine del corso viene rilasciata una laurea. Che sia una truffa siamo ben d’accordo, ma che c’entra? Forse che parlare di un ipotetico avvenimento successo 10^-37 secondi dopo 15 miliardi di anni fa è una cosa seria? O la storia del Tamiflu, Rumsfeld, l’OMS e l’aviaria, giusto per fare un esempio di Big Pharma?
    Insomma non nego che ci siano ricercatori che antepongono il servizio alla comunità all’arricchimento personale (vedi Stefano Montanari) ma queste mi risultano essere devianze. La norma è ben diversa. Non si insegna mai a contestualizzare la conoscenza, ma a parcellizzarla. Tu come esperto di settore puoi offrire uno spunto all’apparato industrialmilitare, spunto che tornerà utile a lorsignori che sanno esattamente come mettere assieme i pezzi sparsi. Chi invece come Montanari fa il contrario se li trova tutti addosso. A David Kelly è andata peggio.

  • Tonguessy

    Storicamente fu Cartesio a gettare le basi per un’analisi matematica della realtà. Ma lo fece assieme a Galilei, ci assicurano. Quindi mi pare il classico paradosso dell’uovo e della gallina.

  • vic

    Ehm, a dir la verita’, ci dicono quelli che san decifrare il cuneiforme, gia’ ai tempi dei Babilonesi facevano largo uso della matematica. Ci sono tavolette che descrivono ad esempio il teorema del triangolo rettangolo. Altre tavolette descrivono con dovizia di particolari problemi di contabilita’.

    I Liguri a quei tempi, tanto per dire, vivevano nella famosa eta’ della pietra. Probabilmente c’avrebbero tirato una sassata in testa al menzionargli un teorema qualunque.

    Hai l’orologio al polso vero? Guardalo bene. Ha l’ora divisa in 60 minuti e ogni minuto scandisce 60 secondi. Incredibile ma vero, il sistema di conto sessagesimale e’ arrivato fino a noi dalla civilta’ Sumera! Quindi ha dovuto attraversare indenne perlomeno 2-3 altre civilta’, che il sessagesimale non lo usavano per niente.

    Se poi parliamo della realta’ come cosmologia (il cielo, le stelle ed i pianeti). Beh li’ i Maya ci han bagnato il naso di parecchio. Avevano un calendario precisissimo che il nostro calendario gregoriano a confronto e’ un abito raffazzonato di pezze.
    Come facessero a calcolare con quei ghirigori complicatissimi, poi Dio solo lo sa’!

    Che nelle nostre scuole si insegni una storia delle scienze in ottica occidentale e’ un altro discorso. E ci dan d’intendere che tutto e’ cominciato con Galileo e soci. Facciam finta di credergli per comodita’ e quieto vivere.

    Quelli che han studiato bene Newton per esempio cosa dicono? Dicono che Newton in realta’ fu l’ultimo degli alchimisti! Ce l’han mai detta a scuola questa cosa? Angela l’ha mai spiegato in TV che Newton dedico’ almeno 30 anni della sua vita allo studio delle scienze antiche? Allora che figura di newton ci vendono? La figura che vogliono loro, che gli conviene venderci.

    Ci sono fortissimi sospetti che la stessa cosa e’ successa con Gesu’ Cristo, ma mi fermo per carita’ cristiana.

    Cordialita’

  • vic

    Per seguire bene Langlet conviene imparare l’APL. Prima rifletti bene se preferisci imparare il cuneiforme oppure l’APL!

    APL, linguaggio di programmazione “write once”, perche’ una volta che hai scritto qualcosa, meglio non piu’ toccarlo, anche perche’ non ci capisci niente un giorno dopo che l’hai scritto.

    A tuo conforto, oggi ci sono versioni un po’ piu’ “umane”.
    Gia’ che ci sei t’imbatti nella vita di Iverson, l’inventore di questo APL.
    Bisogna mettere tutto nel contesto dei tempi, sia di Langlet che di Iverson.

    Prima di morire iverson aveva proposto una forma moderna di APL, molto utile per la didattica della matematica, chiamata J. Con gran sollievo non occorre piu’ usare una tastiera con caratteri speciali, ma van bene i caratteri alfabetici ASCII.

    http://www.jsoftware.com se ben ricordo

    Auguri e buon divertimento

  • Tonguessy

    Guarda che non dicevo “chi ha inventato la matematica”! Ho scritto che “fu Cartesio a gettare le basi per un’analisi matematica della realtà”. Tutto un altro discorso.

    Certamente se vogliamo dirla tutta la matematica è nata come utilizzo di computo per le elites. Nelle prime scritture cuneiformi c’è il computo delle greggi e dei possedimenti dei potenti locali. Poi si potrebbe tirare in ballo Talete, il quale si “inventò” la geometria per calcolare la distanza delle navi dal porto di Mileto. E così via… ma questo, ripeto, non è il punto che stavo sollevando.