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PREPARARSI AL COLLASSO. TRE COSE CHE POTETE FARE

DI CAROLYN BAKER
CarolynBaker.org

Mick Winter, membro di DryDipstick.com e BeyondPeak.com, ha scritto una guida estremamente pratica, intitolata Prepararsi al Picco del petrolio: Tre cose fattibili per prepararsi al picco del petrolio, ai cambiamenti climatici ed al crollo economico. Prima di entrare nel merito della recensione di questo realistico manuale di sostenibilità e sopravvivenza, è necessario ricordare due cose: in primo luogo, il libro di Winter non è un libro solo sul picco del petrolio e le sue conseguenze. I lettori sensibili alla drammatica realtà dei cambiamenti climatici e del possibile tracollo economico globale troveranno il libro molto istruttivo in quanto fornisce dei pratici suggerimenti per la sopravvivenza in un mondo in cui i servizi e prodotti oggi garantiti potrebbero in un futuro non lontano essere non più disponibili o notevolmente diminuiti.

In secondo luogo, quei lettori maniacali che insistono nel dirmi quanto mi sono “ingannata” e quanto sono “cieca” a “credere” nel picco del petrolio, devono capire che il picco del petrolio costituisce il paradigma di tutti i miei scritti e del mio attivismo. Tuttavia, non credo che il picco sia un fenomeno disgiunto dagli altri due trattati nel libro di Winter, poiché tutti e tre i temi, da me citati in passato come il Triangolo terminale, vanno visti congiuntamente. Se i lettori “necessitano” che io disconosca la tesi del picco del petrolio, non dovrebbero sprecare il loro tempo a leggere il contenuto del mio sito, né farmi sprecare tempo con le loro e-mail volte a “farmi vedere la luce”. La scienza è chiara, la ricerca ha parlato: il picco del petrolio è un evento del ventunesimo secolo ed i suoi profeti sono divenuti degli storici. Detto ciò, non pretendo di discutere quale dei tre aspetti del triangolo terminale sia il più drammatico, il più “mortale” ed il più determinante nell’annientare la civiltà occidentale, se non la specie umana.

Il picco del petrolio ed il caos climatico sembrano essere cause alla pari della fine del mondo come lo conosciamo oggi, con, sullo sfondo, una catastrofe economica di lungo periodo. Tutti e tre i fenomeni sono interconnessi, con tempi e direzioni differenti, o come James Howard Kunstler potrebbe dire, sono tempeste di merda interdipendenti. In questa recensione, quindi, userò il termine “ collasso” per indicare il picco del petrolio, il caos climatico ed il crollo dell’economia globale.

Winter offre alcune spiegazioni del Triangolo terminale in Prepararsi al picco ma si concentra innanzitutto sulle tecniche di sopravvivenza, introducendole con il tema del capro espiatorio, scrivendo, “quando gli effetti del picco del petrolio si faranno davvero sentire e le economie sprofonderanno, ci saranno molte persone arrabbiate che probabilmente cercheranno un capro espiatorio; delle persone o gruppi a cui dare la colpa di tutto”. Nel libro c’è l’implicita assunzione, su cui non concordo, che il crollo sarà rapido.

Quando immaginiamo un crollo ci vengono alla mente determinate immagini, come ad esempio un crack della borsa, un ghiacciaio che sprofonda improvvisamente in mare o il prezzo della benzina che schizza a 10 dollari al gallone in una notte. Queste immagini sono spettacolari anche per la rapidità del loro realizzarsi, ma credo che un collasso della stessa portata su tempi più lunghi, risulterebbe comunque molto grave. In altre parole, ritengo più realistico e probabile la morte di migliaia di individui, intere famiglie della classe media, di operai, la scomparsa di interi ecosistemi e dell’attuale sistema energetico basato sugli idrocarburi. Di conseguenza, se l’ipotesi di Winter è esatta – e cioè che la gente nei periodi di crisi va cercando dei capri espiatori, è probabile che l’identificazione dei capri espiatori si presenterà su un periodo di tempo più lungo e coinvolgerà molti più gruppi marginali [rispetto al caso di un brusco collasso, NdT]. In primo luogo, le avversità prolungate potranno sembrare “esser causate” da un particolare gruppo etnico o da una singola nazione, in seguito, quando risulterà meno evidente che quel gruppo è il colpevole, un altro gruppo verrà scelto come capro espiatorio e così via ad infinitum. A meno che gli individui non vengano informati sulle reali cause del triangolo terminale, la ricerca del capro espiatorio sarà sempre molto seducente e pericolosa.

Nella fase iniziale nel libro, Winter cita “Le Tre Grandi Cose” che tutti possono fare: 1) Sostituire le lampadine incandescenti con le lampadine a basso consumo; 2) Camminare o andare in bicicletta invece di guidare; 3) Coltivare un giardino. Personalmente, pur approvando questa formula pratica e fattibile per introdurre cambiamenti quasi immediati nello stile di vita di ognuno, ritengo che manchi di proposte a livello “macro” del crollo, dove cioè gli individui e le famiglie hanno un’influenza minore per indurre dei cambiamenti significativi.

Prepararsi al picco fornisce delle linee guida per trasferirsi dentro o fuori dagli Stati Uniti, suggerendo azioni pratiche a tutti i livelli, per cambiare l’educazione, i media e la generale dipendenza dall’economia globale, azioni che non tutti potranno permettersi di adottare, il concetto più efficace e, a mio parere, necessario, di Winter è “l’aggregazione”. Sia che viva nelle città che in periferia, il lettore può trarre vantaggio dai suggerimenti di Winter per l’organizzazione di vicinato. Desidero aggiungere che “organizzare” in questo contesto non va inteso nel senso dell’organizzazione politica, ma in quello della logistica nell’eventualità del crollo. I nostri vicini potranno essere incapaci di comprendere sia il crollo che le sue cause, in tal caso potrebbe essere utile una riunione di tutto il vicinato per discutere come prepararsi al disastro o valutare le opzioni per ottenere sconti di gruppo ed acquisti all’ingrosso; in tali riunioni possono venir stilate liste telefoniche e generare una banca dati dei membri. Un’altra possibilità consiste nella creazione di giardini di vicinato o l’organizzazione di uso in gruppo delle auto (“carpooling”) per chi è disponibile. Con i prezzi della benzina crescenti, questo non dovrebbe essere molto difficile.

Se un vicinato è sufficientemente organizzato, può lavorare per cambiare le leggi di zonizzazione per un uso misto così da poter sia includere i commerci nelle aree residenziali che le unità abitative e centri per telelavoro nei centri commerciali. Le vicinanze organizzate possono anche lavorare per convertire le scuole in ritrovi comunali.

Prepararsi al picco offre suggerimenti eccellenti per concimare col compost e praticare il giardinaggio, così come per riciclare di tutto. L’autore include le opzioni specifiche per la cottura, generi alimentari da mangiare e quelli da evitare, lo stoccaggio degli alimenti, fare la birra ed il vino. Tutto quello che desiderate sapere sul risparmio energetico in ogni stanza della vostra casa, raffreddamento, illuminazione, riscaldamento e l’elettricità è trattata, così come le questioni monetarie e finanziarie. Sono stata particolarmente impressionata dai suggerimenti di Winter per la creazione di reti per il baratto con vicini ed amici. L’autore dedica molte pagine alla descrizione dei beni suscettibili di baratto e dà un grande risalto alle sue potenzialità per far fronte al crollo. Winter ritiene che il baratto diventerà essenziale quando innumerevoli articoli di consumo non saranno più disponibili o così cari da non essere più accessibili alla maggioranza della popolazione.

Nel libro viene inoltre dato ampio risalto alla necessità di sviluppare delle abilità pratiche, con una lista di quelle essenziali nella fase post-crollo. Richard Heinberg chiede spesso al pubblico quanti di loro sanno fare delle scarpe. Nessun individuo può sviluppare tutte le abilità di cui lui o lei ha bisogno in una società crollata, ma chiunque può sviluppare un’abilità particolare che risulterà essere estremamente utile.

Mentre il lettore tipico di Prepararsi al picco saprà probabilmente già molto su quali spese eliminare per ridurre il debito, molti meno sanno quali sono gli articoli su cui dovremmo invece spendere soldi, come le biciclette, le sementi, le lampadine fluorescenti, insieme a corsi ed esercizi pratici per aumentare le nostre conoscenze e tecniche. Ulteriori suggerimenti includono l’investimento nel commercio locale e l’acquisto di metalli preziosi. Un’altra questione su cui dobbiamo istruirci è la salute mediante tecniche olistiche per il rilassamento e la meditazione.

Alla luce delle presenti paure riguardo alla sicurezza dei cibi per animali, ho particolarmente apprezzato trovare in Prepararsi al picco delle ricette per l’alimentazione degli animali (che il mio cane adora), oltre a tecniche di cura naturali. Parlando di animali, Winter suggerisce, l’allevamento di polli per le uova e carne, conigli e capre.

L’autore conclude il libro con una discussione su come Cuba è sopravvissuta al dopo picco del petrolio e la conseguente crisi. Coloro che non hanno seguito il documentario “Il potere della Comunità” troveranno utili informazioni storiche sulla riconversione di Cuba nei campi dell’energia e della produzione alimentare, rincuorandosi nell’apprendere come proprio lo spirito di Comunità generato dalla crisi abbia trasformato la popolazione.

Il capitolo su Cuba è seguito da una eccellente raccolta di risorse sul Picco del petrolio. Tuttavia, una lista esaustiva sulle altre due componenti del Triangolo Terminale – cambiamenti climatici e collasso economico – sarebbe stata altrettanto utile. In ogni caso, Winter ci fornisce uno splendido manuale che contiene i principi fondamentali per prepararsi a un mondo inevitabile in un avvenire non lontano.

In questa fase storica, diviene urgentissimo scrivere sulla preparazione psicologica e spirituale a tale mondo. In un mio articolo del 2006, Attraversare il crollo della civiltà: Un programma spirituale, ho tentato di porre la questione, ricevendo dai lettori delle risposte entusiastiche. Il documentario di Tim Bennett e Sally Erickson “Che Strada Lunga: La vita alla Fine dell’Impero” enfatizza in modo molto bello e poetico la crisi di significato e di scopo che il collasso porta con sé.

Dalla mia prospettiva, qualunque cosa possiamo fare per costruire delle scialuppe di salvataggio per noi stessi e i nostri cari quanto più ci avviciniamo al crollo sono essenziali. Prepararsi al picco del petrolio di Mick Winter è una guida pratica e potente per fare proprio questo.

Fonte: http://carolynbaker.org/
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07.04.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Giancarlo (www.locchiodiromolo.it)

Pubblicato da Das schloss

  • Truman

    Sostituire lampadine a basso consumo al posto di quelle ad incandescenza mi appare un mito consumista, che spinge a spendere di più per le lampadine, contando su un risparmio successivo e mettendo così a posto la propria coscienza ecologica.

    In prima approssimazione i consumi delle lampadine sono trascurabili in una casa di oggi, mentre la produzione di acqua calda tramite elettricità è sempre una follia energetica. Ancor più assurdo è il riscaldare casa con l’elettricità, ancora diffuso in alcuni uffici.

    Altri folli consumatori di elettricità sono i condizionatori d’aria, oggi sempre più diffusi. Seguono gli elettrodomestici, sempre più voraci. Lavastoviglie e lavatrice vanno sempre considerate.

    Le lampadine da evitare sono quelle alogene, così diffuse per motivi di estetica, quelle che forniscono una gradevole luce diffusa o riflessa. Anche i lampadari con molte lampadine hanno una bassa efficienza. Forse la cosa più importante da fare sarebbe semplicemente leggere la potenza scritta su tutti gli oggetti che assorbono elettricità e farsi un’idea del loro consumo. Un lavaggio in lavatrice di classe A per esempio è almeno un kWh (un chilowatt per un’ora), corrispondente ad una lampadina da 100 watt accesa per 10 ore consecutive.