PICCO DEL 35% DI MORTALIT INFANTILE DOPO L'INCIDENTE DI FUKUSHIMA

NELLE CITTÀ DEL NORD-OVEST DEGLI USA

DI JANETTE D. SHERMAN E JOSEPH MANGANO
Counterpunch

Il drammatico aumento dei decessi infantili negli Stati Uniti è il risultato della ricaduta radioattiva di Fukushima?

I bambini negli Stati Uniti stanno morendo a un ritmo sempre maggiore. E anche se gli Stati Uniti spendono miliardi di dollari per l’assistenza medica, dal 2006 si classificano ventottesimi al mondo per la mortalità infantile, spendendo più del doppio rispetto alle nazioni che si trovano agli ultimi posti della classifica. (DHHs, CDC, National Center for Health Statistics. Health United States 2010, grafico 20, pag.131, Febbraio 2011.)

Ultimamente il Morbidity and Mortality Weekly Report del CDC [Rapporto settimanale sull’infettività e mortalità, ndt] ha segnalato che otto città del nord-ovest degli Stati Uniti (Boise in Idaho, Seattle nello stato di Washington, Portland in Oregon, oltre alle città nel nord della California, Santa Cruz, Sacramento, San Francisco, San Jose e Berkeley) hanno registrato i seguenti tassi di mortalità fra i minori di un anno d’età:


4 settimane prima del 19 Marzo 2011: 37 morti (con una media 9,25 alla settimana);

10 settimane prima del 28 Maggio 2011: 125 morti (con una media di 12,50 alla settimana).

Ciò equivale ad un aumento del 35% (il totale per tutti gli Stati Uniti sfiora il 2,3%) ed è statisticamente rilevante. Di ulteriore rilevanza è il fatto che tali date comprendono le quattro settimane precedenti e le dieci successive al disastro dell’impianto di Fukushima. Nel 2001 la mortalità infantile era di 6,834 per 1000 nati vivi, aumentata fino a 6,845 nel 2007. Tutti gli anni dal 2001 al 2007 hanno registrato dei tassi più alti rispetto al 2001.

Dal reattore di Fukushima sono fuoriusciti isotopi radioattivi compreso lo iodio (I-131), lo stronzio (Sr-90) e il cesio (Cs-134 e Cs-137), che vengono assorbiti dal cibo e dall’acqua. Lo iodio si concentra nella tiroide, lo stronzio nelle ossa e nei denti ed il cesio nei tessuti molli, incluso il cuore. I feti e i bambini sono più vulnerabili poiché le loro cellule si riproducono rapidamente e la dose che li investe è in proporzione più concentrata rispetto a quella ricevuta da un adulto.

I dati di Chernobyl mostrano in modo evidente come il numero di neonati deboli e malati e il numero di decessi di feti e neonati fosse aumentato subito dopo la fusione del reattore nucleare. Questo è accaduto in Europa come nell’Unione Sovietica. Risultati simili sono stati individuati nelle forme di vita animali in aree con alti livelli di ricaduta radioattiva.

I livelli di radioisotopi furono misurati nei bambini deceduti nell’area di Minsk investita dalle ricadute di Chernobyl. Le evidenze patologiche cardiache erano le stesse di quelle riscontrate nelle cavie a cui era stato somministrato del Cesio-137 (Bandashevsky, Y. I, Pathology of Incorporated Ionizing Radiation, Belarus Technical University, Minsk. 136 pp., 1999). A causa di questo studio pionieristico, il Prof. Bandashevsky, fu arrestato nel 2001 e detenuto per cinque degli otto anni comminatigli.

Il tasso di nati sottopeso (sotto i 2,500 grammi) è aumentato del 23% fra il 1984 ed il 2006. Ogni anno negli Stati Uniti sono nati quasi 400.000 bambini sotto i 2.500 grammi. Nello specifico, la maggior parte della mortalità infantile è dovuta a neonati nati con un peso inferiore ai 750 grammi.

Parti plurimi provocano spesso la nascita di bambini sottopeso, ma la maggior parte delle nascite di neonati al di sotto dei 750 grammi è avvenuta fra nati singoli e fra madri fra i 20 e i 34 anni d’età. (CDC, National Vital Statistics Report, 52 (12): 1-24, 2005.)
Dal punto di vista ostetrico, le donne nella fascia d’età fra i 20 e i 34 anni sono quelle fisicamente più adatte a mettere al mondo bimbi sani. Allora cosa è andato storto? Gli indizi delle cause sono spesso individuabili quando c’è una modifica dell’incidenza, una distribuzione geografica sospetta e/o un incremento del rischio di contrarre patologie che notoriamente influenzano in maniera negativa la salute e lo sviluppo.

Il rischio di avere un bambino con difetti di nascita ha una probabilità che va dal 3 al 5 per cento. A partire dal 2005, l’Institute of Medicine ha stimato che il costo per i bambini prematuri negli U.S.A supera i 2,6 miliardi di dollari, circa 51,000 dollari per ogni neonato.

I bambini che nascono sottopeso, troppo presto e troppo piccoli, vanno incontro a una vita fatta di problemi di salute, che includono paralisi cerebrale, problemi comportamentali e cognitivi che impongono un’ipoteca emotiva ed economica sulla società e su coloro che se ne prendono cura. La morte di un bambino piccolo è devastante per una famiglia.
Il 5 giugno 2011 il Japan Times ha riportato che le radiazioni nel reattore 1 di Fukushima raggiungevano i 4,000 millisievert/h. In proporzione, un lavoratore avrebbe ricevuto la dose massima di radiazioni “consentite” in quattro minuti. Inoltre, ci sono più di 40.000 tonnellate di acqua radioattiva sotto il reattore e altra radioattività che si espande nell’aria e nel mare. Si ritiene che le barre di carburante si siano fuse e siano precipitate sul fondo dei reattori 1, 2 e 3.

TEPCO, l’azienda proprietaria, ha impiegato più di due mesi per confermare la fusione e ha ammesso di avere mentito sui livelli di distruzione e contaminazione, il che ha dato come risultato la perdita di credibilità presso l’opinione pubblica. Più di 100.000 tonnellate di scorie radioattive permangono sul sito.

Perché dovremmo preoccuparci del fatto che possa esserci un collegamento fra Fukushima e la mortalità infantile? Perché dobbiamo misurare gli attuali livelli di isotopi nell’ambiente e nei corpi delle persone esposte per determinare se le fuoriuscite stiano davvero uccidendo i componenti più deboli della nostra comunità? La ricerca non è difficile tecnicamente, ma gli ostacoli politici ed economici possono essere un maggiore ostacolo. Bandshevsky e altri l’hanno fatto e hanno confermato questa relazione. Le informazioni sono reperibili nel succitato Chernobyl Book.

I rilevamenti biologici a Chernobyl non possono essere ignorati: l’assunzione di isotopi può determinare il futuro di ogni vita sulla terra, degli animali, dei pesci, degli uccelli, delle piante e degli uomini. E’ fondamentale avere queste informazioni per evitare danni ulteriori e catastrofici.

Janette D. Sherman è l’autrice di “Life’s Delicate Balance: Causes and Prevention of Breast Cancer and Chemical Exposure and Disease“, è specialista in medicina interna e tossicologia. Ha pubblicato il libro “Chernobyl: Consequences of the Catastrophe for People and Nature“, scritto da A. V. Yablokov, V. B., Nesterenko e A. V. Nesterenko, pubblicato da New York Academy of Sciences nel 2009. Il suo principale interesse è la prevenzione delle malattie attraverso l’educazione.
Joseph Mangano è un epidemiologo e direttore esecutivo del gruppo di ricerca Radiation and Public Health Project .

Titolo originale: “A 35% Spike in Infant Mortality in Northwest Cities Since Meltdown
– Is the Dramatic Increase in Baby Deaths in the US a Result of Fukushima Fallout?

Fonte: http://www.counterpunch.org/sherman06102011.html

12.06.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ALESSANDRA LAURITO

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surfgigi
surfgigi
19 Giugno 2011 , 13:17 13:17

apetto che veronesi mi rassicuri…..

Truman
21 Giugno 2011 , 4:19 4:19

Un commento ricevuto per e-mail: Sono Andrea Mattera, un dottorando di ricerca all’Università di Uppsala (in Svezia). Sono capitato su questo articolo dopo aver cercato (su suggerimento di un collega) se in Italia fosse già arrivata la teoria di Joseph Mangano a proposito dei (presunti) effetti di Fukushima sulla mortalità infantile negli USA. Il vostro articolo è già stato copiato “as is” su molti altri blog e siti internet (ovviamente – per la maggior parte – anti-nuclearisti), e credo quindi che garantirne la veridicità e l’accuratezza sia particolarmente importante. Non sono qui per promuovere la causa nucleare (che non è certamente la mia missione e che, dopo il voto che c’è stato in Italia la scorsa settimana, sarebbe assolutamente fuori luogo). Ma, appellandomi anche alla citazione che capeggia sulla vostra homepage (“Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”), vi chiedo di fermare sul nascere questo falso mito che rischiamo di portarci dietro per molti anni a venire! L’analisi fatta dal dott. Mangano sui dati che avete riportato è, per usare un eufemismo, poco accurata! Mangano sceglie di mediare la mortalità precedente all’incidente di… Leggi tutto »

Truman
21 Giugno 2011 , 4:47 4:47

L’articolo citato nel commento fa riferimento a Philadelphia, mentre l’articolo di Mangano qui sopra è relativo a Boise, Seattle, Portland, Santa Cruz, Sacramento, San Francisco, San Jose e Berkeley.

Le critiche a Mangano poi puntano sulla scelta dei dati, che cambiano a seconda delle settimane di riferimento scelte. Però prendendo 8 città (il caso qui sopra) i dati dovrebbero essere nettamente più affidabili.

Truman
21 Giugno 2011 , 5:02 5:02

L’articolo giusto dovrebbe essere questo:

Shame on you, Janette Sherman and Joseph Mangano! [nuclearpoweryesplease.org].

Tao
Tao
22 Giugno 2011 , 6:20 6:20

Su diverse pagine web è stato recentemente citato un articolo pubblicato sul sito Counterpunch con il titolo “Il drammatico aumento dei decessi infantili negli Stati Uniti è il risultato della ricaduta radioattiva di Fukushima? – Un picco del 35% nella mortalità infantile nelle città del Nord-Ovest degli Stati Uniti a seguito del meltdown [fusione del nocciolo – NdT]”. L’articolo, pubblicato il 10 giugno 2011, è firmato da Janette D. Sherman e Joseph Mangano, entrambi persone affermate nel movimento anti-nuclearista. Nel testo, gli autori sostengono che – in otto città selezionate della costa Ovest degli USA – si può osservare un aumento statisticamente significativo della mortalità infantile, con un picco del 35% dopo l’incidente di Fukushima. Scrivono: Ultimamente il Morbidity and Mortality Weekly Report del CDC [Rapporto settimanale sull’infettività e mortalità, ndt] ha segnalato che otto città del nord-ovest degli Stati Uniti (Boise in Idaho, Seattle nello stato di Washington, Portland in Oregon, oltre alle città nel nord della California, Santa Cruz, Sacramento, San Francisco, San Jose e Berkeley) hanno registrato i seguenti tassi di mortalità fra i minori di un anno d’età: 4 settimane prima del 19 Marzo 2011: 37 morti (con una media 9,25 alla settimana); 10 settimane prima… Leggi tutto »