Merz fa la guerra e gli operai gli fanno perdere le elezioni

Il colpo di Stato silenzioso
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz


Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org


In un articolo pubblicato per CDC, titolavo: “Quando i droni cadono le falsità volano”. Ebbene, dopo quanto accaduto in terra tedesca, non posso fare altro che confermare questa asserzione. In questo caso a volare sono state le menzogne arroganti dell’accusatore alla Russia, nonché cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Le sue sono state delle sentenze lapidarie, in tutti i sensi, perché a impennarsi è stata anche la percentuale di Alternative für Deutschland (AfD) nel land della Sassonia-Anhalt. Il partito, fondato nel 2013, negli ultimi tempi sta vivendo un apice politico senza precedenti.

Con il 43,8% dei voti, il candidato AfD Ulrich Siegmund è riuscito a detronizzare il filogovernativo Sven Schulze. L’Unione Cristiano-Democratica di Germania, conosciuta per essere la dimora politica di Angela Merkel, è letteralmente crollata sotto i voti dei vincitori. Con il 17,2% e con soli 15 seggi conquistati, la CDU è in picchiata libera. Ma non poteva essere da meno, visti gli sfaceli economico-politici che l’amministrazione nazionale sta portando. Vediamo una Germania sempre più in crisi economica e sempre più dedita a guerreggiare, fregandosene dei propri cittadini.

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Risultati elezioni (Foto: Wikipedia)


Un cancelliere che taglia i posti di lavoro nell’industria più importante della nazione (quella dell’auto), comportando l’incremento del costo della vita quotidiana e aumentando il debito pubblico/PIL al 65,8%, non può godere del consenso elettorale. Anzi, forse è proprio il caso di dire che Merz sia uno dei politici più impopolari nella storia della Paese.

Infatti, l’AfD gioca facile, sparando sulla croce rossa mettendo in ridicolo giornalmente il Cancelliere per i suoi provvedimenti. Dopo tutto ciò, il Pierferdinando Casini di Germania, dinanzi alla debacle, cosa ha fatto? Si sarà scusato con gli operai mandati a casa? Avrà ammesso i suoi errori?

Ma neanche per sogno, mentre l’apparato produttivo perde ulteriormente pezzi con la cessione al fondo israeliano Aurelius Capital dello stabilimento Volkswagen di Osnabruck (nell’altro Stato federato di Bassa Sassonia), l’uomo BlackRock ha enunciato - imperterrito - che continuerà con la sua stagione di riforme. Insomma, un discorso elaborato da un miscuglio della tipica retorica antifascista e di sfacciataggine, che lo renderà ancora più odioso agli occhi della gente.

A proposito di gente. Scandagliando le varie statistiche di fine voto, il dato più indiscutibile è la percentuale della classe lavorativa che si è espressa a favore della forza politica di Alice Weidel. Infatti, il 61% dei proletari di Sassonia-Anhalt, ha votato AfD, certificando non solo il malcontento popolare, ma anche l’assenza della sinistra in Germania (fatta eccezione per il BSW di Sahra Wagenknecht). Le votazioni di ieri attestano la teoria di Costanzo Preve riguardante la morte della sinistra, la quale è stata sostituita con il progressismo elitario a cui assistiamo.

Tant’è che non essere parte della classe dominante è un reato mortale non solo per il governo tedesco. La “pravda bianca di Cernobbio”, il cosiddetto “giornale” dal nome "la Repubblica" pubblica un articolo della “Cassandra progressista” Tonia Mastrobuoni dal titolo: “Uomini, operai, persone economicamente disagiate e con un’istruzione bassa: ecco chi ha votato Afd”.

Ecco, forse abbiamo trovato un soggetto che riesce a banalizzare maggiormente gli eventi rispetto a Merz e a snobbare un intero ceto sociale, facendo intendere dal tono che a votare per AfD siano stati gli “sporchi, i poveracci"… la gente senza cultura”.

La Germania di oggi è l’Italia di domani.

Così come dovevamo guardare anticipatamente Atene per comprendere le rovine dell’euro, oggi, per capire la futura direzione politica italiana, bisogna osservare gli avvenimenti tedeschi, che - di fatto - non riguardano solo lo Stato federale preso in considerazione.

Futuro nazionale come l’AfD. È un destino già scritto e che sarà impresso dalle matite votanti.


Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org

09.09.2026




Commenti (2)

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    1. A.P. 12 settembre 2026

      Visto che don chisciotte limita le righe ai commenti proseguo noiosamente con la chiosa che volevo fare. Bersani, il "comunista" bersani una volta disse che lui non era e non voleva essere assolutamente un novello Robespierre; bene, il punto è che si dimenticò di dire che dal falso giacobinismo, tradotto: termidoriano, era passato direttamente alla palude. La tristezza della sinistra di oggi: totalmente anti-marxista e completamente neoliberista. E dunque dove potrebbe dirigersi l'operaio oggi se non a destra?
      Al pesce quando togli il nutrimento naturale è facile che abbocchi all'amo.

    1. A.P. 12 settembre 2026

      E' senz'altro vero che la massa del sottoproletariato voti a destra. Ma la domanda vera è: chi ha trasformato in sottoproletariato il proletariato? E la risposta è altrettanto semplice: la sinistra anti-anticapitalista.
      E di più, visto che l'autore ha citato Costanzo Preve, mi permetto di aggiungere che lo stesso Preve ha teorizzato che il proletariato si sta dimostrando nella storia di non essere una classe rivoluzionaria; su questo punto però Preve ha detto anche che il proletariato non è rivoluzionario semplicemente perché la guida del proletariato ha perso la consapevolezza storica della necessità della rivoluzione anti-capitalista. Infatti riprendendo tediosamente, ma necessariamente, per l'ennesima volta il pensiero di Preve l'obiettivo del capitalismo è l'impedimento della nascita di un nuovo Lenin e la prima cosa che ha fatto è stata la seguente: adeguare la sinistra ex-rivoluzionaria a una forza semplicemente riformatrice e nello stesso tempo utilizzare le forze di destra per impedire rigurgiti rivoluzionari di ogni tipo. Purtroppo però il capitalismo monopolistico ha commesso il grave errore di sottovalutare la corretta lettura del marxismo da parte dei cinesi. Ora al capitale monopolistico non resta che fare la guerra alla Cina, pena il ridimensionamento strutturale della sua egemonia. Peccato che la stupidità di quelli come merz non l'abbiano ancora capito, cosa che invece quelli di afd hanno capito benissimo; afd: nazisti certo, ma senza, per ora, manie di grandezza. La storia presenta sempre ed inequivocabilmente i conti, e per chi è avvezzo al materialismo storico, questo "ciarpame ideologico del novecento", i risultati non sono certo delle sorprese. Purtroppo c'è da dire che oggi il proletariato è sommariamente più ignorante rispetto a quello degli anni 60/70, subisce angherie del riformismo senza conoscere la genesi del proprio sfruttamento se mai ritesse addirittura di essere sfruttato.

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