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Perché la NATO non sta bombardando Madrid da 78 giorni?

 

FONTE: RT.COM

È un po’ tardi perché l’Unione Europea ricordi la legge internazionale sul suo confine occidentale, quando l’ha ignorata su quello orientale. Così parla Marko Gasic, commentatore di affari internazionali.

Il leader della Catalogna si è impegnato a dichiarare nei prossimi giorni l’indipendenza della regione dalla Spagna.

Carles Puigdemont, presidente della regione scissionista, ha detto martedì alla BBC di esser pronto a dichiarare l’indipendenza “alla fine di questa settimana o all’inizio della prossima”.

Le autorità spagnole continuano a dire che il voto di domenica era illegale ed incostituzionale, mentre l’UE ha dato il proprio sostegno al primo ministro per risolvere la crisi.

La mossa è stata criticata dal presidente serbo, che ha accusato l’Unione di aver avuto una posizione diversa sul Kosovo.

Il presidente serbo Aleksandar Vucic non ha moderato i termini quando ha fatto una domanda piuttosto ovvia: “Come avete fatto a dichiarare legale la separazione del Kosovo, avvenuta senza previo referendum, e come hanno fatto 22 paesi dell’Unione Europea a legalizzare questa secessione, in barba al diritto comunitario?”

Marko Gasic, commentatore di affari internazionali, ha detto che il voto in Kosovo è stato riconosciuto perché quel paese non fa parte dell’Unione.

“Alcuni dicono che l’UE abbia due pesi e due misure su questo argomento. Io direi che semplicemente non conosce o non rispetta il diritto internazionale, perché si oppone alla secessione catalana e supporta quella kosovara in Serbia”, dice Gasic ad RT.

Ha aggiunto: “Questa è palese schizofrenia”.

Gasic ha fornito una visione storica sul passato atteggiamento dell’UE sulla secessione del Kosovo.

“Ora si oppone al referendum in Spagna, allora lo organizzava in Jugoslavia”, ha ricordato. “In Jugoslavia dicevano che non importava cosa recitasse la Costituzione; in Spagna dicono che la Costituzione è la cosa più importante. In Jugoslavia dicevano «avete due settimane per decidere sull’indipendenza di parti del paese, e noi decideremo per voi entro una settimana» – questo accadeva nel ’92”.

Gasic dubita che l’Unione abbia imparato qualsiasi lezione dalla sua esperienza passata, dato che “non ha mai ammesso alcun errore”.

“Credo che l’UE si comporterà di nuovo allo stesso modo, perché [il Kosovo] non appartiene al club dei ricchi, la Spagna sì”, ha aggiunto.

Nel caso di Jugoslavia e Kosovo, l’UE “sta decidendo il destino di paesi al di fuori della propria sfera”, perché, sebbene voglia “stabilità all’interno dell’Unione”, non ha alcun problema quando si tratta di “instabilità al di fuori… questo dà infatti all’Unione una scusa per proiettarsi in tali aree”, sostiene Gasic.

L’analista politico ha rilevato che “se l’UE vuole essere coerente con il diritto internazionale, dovrebbe opporsi alla secessione in Spagna, in Serbia o in qualsiasi altro paese, in conformità con l’Atto finale di Helsinki e lo Statuto delle Nazioni Unite. L’autodeterminazione dovrebbe avvenire all’interno degli Stati nazionali, o meglio all’interno, non senza di essi”.

“L’UE si comporta in modo diverso a seconda di come le conviene. Sostiene la Spagna perché ha interesse a farlo. E si opponeva alla Jugoslavia, ed alla Serbia ora, perché è un’opportunità per estendere il proprio potere laggiù”.

“Penso che i serbi capiscano il paragone tra la Catalogna e il Kosovo e la Metohija. È un qualcosa che i catalani stessi capiscono. Il governo della Catalogna si aspetta che l’Unione sostenga il proprio tentativo di indipendenza, perché pensa: “se una cabala criminale in Kosovo, che smercia droga ed organi, può separarsi dalla Serbia, allora perché noi civili catalani non dovremmo avere lo stesso piacere a spese della Spagna?”.

Non si può biasimare i catalani per aver agguantato il vaso di Pandora aperto dall’UE. È un po’ tardi perché l’Unione ricordi oggi la legge internazionale sul suo confine occidentale quando l’ha ignorata su quello orientale”, ha dichiarato Gasic ad RT.

‘Doppia morale ed ipocrisia’ – #Il presidente della Serbia sfida l’UE dopo la denuncia del #referendum#catalano https://t.co/NsgPYZWRZk pic.twitter.com/IhbhKe3UhL
– RT (@RT_com) 3 ottobre 2017
    
‘Perché la NATO non sta bombardando a Madrid da 78 giorni?’

L’ex diplomatico britannico William Mallinson ha dichiarato ad RT che una parte importante del problema che coinvolge la crisi catalana è “l’enorme dimensione dell’Unione Europea e la globalizzazione” che stanno provocando la “lenta distruzione degli Stati-nazione stessi”.

Questo indebolimento dello stato nazione causa l'”irritazione delle parti più piccole”.

Mallinson ha poi tracciato parallelismi tra quel che sta accadendo oggi in Spagna e gli eventi passati, quando la NATO aprì un’implacabile offensiva contro la Jugoslavia e la sua capitale Belgrado sulla questione dell’indipendenza del Kosovo.

“Perché la NATO non sta bombardando Madrid da 78 giorni? La situazione è la stessa sotto moltissimi aspetti”.

“Anzi, il Kosovo è ancor più parte della Serbia rispetto a quanto la Catalogna lo è per la Spagna. Ricordiamo che si unì nel Medioevo quando Ferdinando ed Isabella misero assieme tutti quei pezzi del paese. La Spagna è un paese unito ma resta un conglomerato. Dobbiamo anche sottolineare un pericoloso effetto domino. Tutta la situazione farà arrabbiare ancor di più i baschi. Ed ovviamente anche altre parti d’Europa, forse anche i Valloni in Belgio, per non parlare della Scozia”, ha proseguito.

Mallinson pensa che una possibile soluzione alla crisi in corso sia quella di “cacciare le teste calde e far sì che Rajoy ed i leader della Catalogna trovino un temporaneo compromesso, mentre tutti si riuniscono e cercano di metter fine a questi effetti deleteri della globalizzazione e della distruzione dello Stato nazione”.

“Tenere fuori chi interferisce“, ha sottolineato.

 

Fonte: www.rt.com

Link: https://www.rt.com/news/405659-catalonia-referendum-spain-serbia/#.WdUSK3ahYLY.facebook+ù

04.10.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a  cura di HMG

Pubblicato da Davide

  • Denisio

    Perchè la politica occidentale non è fondata sui valori umani di cui si riempie la bocca per esempio mozzarella inaugurando l’anno accademico ma sugli interessi economici di una infame elitè capitalista. Il capitalismo è nei fatti la negazione della democrazia, della legaltà e della pace. Chiaro e limpido ancora una volta.

    • a-zero

      Abbattere sì … ma senza farsi cadere il tronco addosso … è questo il problema da risolvere, secondo me. Io propendo per l’autonomia di nuove reti sociali che soppianti le funzioni sociali monopolizzate da stato e capitale. Se ci fai caso si ragiona sempre dentro le strutture concettuali e ideologiche del dominio che chiamiamo “politica”, “economia”, ecc…

      • Denisio

        Anche questo concetto del non segare il ramo sul quale siamo seduti o di non farsi travolgere nasce del sucuritismo, un concetto che nasce dalla necessità dell’uomo primitivo di accendere un fuoco per tenere lontani gli animali e che viene tenuto vivo oggi con la necessità di spendere risorse ingenti per stare al sicuro da false minacce e false persecuzioni o di minacce create ad arte come quella di liberare le prigioni Tunisine sulle nostre coste. Il sistema stesso infonde nelle menti occidentali come modus vivendi il concetto di sicurezza e vi costruisce sopra una marea di leggi e di obblighi da assolvere che sono essi stessi la minaccia REALE più grave per l’esistenza. A mio modo di vedere la paura di affrontare questo sistema fallito e fallimentare discende ancestralmente dalla negazione del dolore e della fatica che gli spot la propaganda e il comune senso del “benessere” hanno creato nell’immaginario. Aggiungi la mancaza di autocritica personale e di autocritica collettiva per esempio sulle scelte sociali quando i giornali o gli esperti parlano dei crimini occidentali a danno delle popolazioni di altri paesi, raramente c’è autocritica e l’incazzamento VERO a cui dovrebbe senza se e ma seguire la denuncia e le mobilitazioni popolari. Si è instillato nella gente il semplicismo e il menefreghismo nonchè il senso di superiorità e questo è una bomba atomica a livello personale e ma sopratutto sociale perchè impedisce alla gente di reagire e quindi verrà schiacciata dagli avvenimenti. Traggo da un articolo:

        (…)Una signora Ceca mi confessò che nel suo Paese la gente stava meglio sotto il vituperato comunismo: non era comunista né nostalgica, specificò – semplicemente “allora eravamo molto meno stressati, più sereni”. Non era, la sua, una voce fuori dal coro… e in questo apparente paradosso c’è una logica: il regime capitalista in veste democratica satura di regole e imperativi i propri cittadini sapendo per esperienza che un individuo stressato è molto più incerto e manipolabile di chi non lo è, che la sua capacità di intendere e di volere è offuscata – dà di matto, magari, ma non vede le cose con chiarezza.
        Accanto alle ragioni economiche, vi è dunque un’ulteriore esigenza che “giustifica” questa impostazione: quella del controllo sulle menti. I soldati non stanno soltanto in strada: sono anche nella nostra testa, e la pattugliano a caccia di pensieri sovversivi.
        L’ossessione per la sicurezza genera dunque il suo contrario, la menzognera promessa fattaci (evita tutti i comportamenti nocivi ecc., vivrai meglio) si basa su una falsa premessa: che la neutralizzazione dei rischi – della totalità dei rischi – sia un obiettivo alla portata. Non è così, perché il gesto del singolo fanatico non è prevenibile da alcuno spiegamento di forze; la caduta o il soffocamento di un bimbo, la tragica dimenticanza di una madre, l’insorgere di una malattia, una caduta, uno scontro frontale sono talvolta scritti nel destino. La sicurezza di cui ci parlano è semplicemente impossibile, perché siamo deboli e mortali, suggestionabili e distratti: migliorare la nostra esistenza materiale e spirituale non è utopistico (“loro” però stanno facendo il contrario), ma un minimo di fatalismo è indispensabile.
        Altre “sicurezze” potrebbero al contrario essere pienamente garantite: quelle di ricevere un’adeguata istruzione, di essere curati gratuitamente e al meglio, di avere paghe, pensioni decorose, e tempo libero per informarsi e realizzare i piccoli desideri di ognuno. Ma tutte quelle or ora citate, mi spiace, sono monete fuori corso: al loro posto è stata introdotta l’illusione della sicurezza, una cambiale in bianco strappataci dall’élite per i suoi scopi.

        • a-zero

          Caro Denisio,

          ti ringrazio del tuo ammonimento. il mio però non è un monito anti-insurrezionale. Giustamente da poche parole non potevi intendere quel che intendo. Non è la sicurezza che invoco, sarebbe assurdo farsi la frittata senza rompere le uova.

          La mia analisi verte sul fatto economico come propedeutico a quello morale. Faccio il ragionamento semplice che lo spossessamento è propedeutico allo sfruttamento. Abbattere il dominio si, ma chi vuole (non mi rivolgo a tutti) deve pur sapere quanto e come ormai si dipende dal dominio per la nostra riproduzione biologica individuale e sociale.

          Ho perso col tempo la fascinazione nell’idea anarchica che dal nuovo nulla nasce il meglio. Potrebbe, ma lo ritengo improbabile, perché per me gli umani sono fatti di esperienza, apprendimento e quindi auto-costruzione, di qui auto-organizzazione, come mi sembra la vita stessa.

          Ho maturato col tempo l’idea anarchica che bisogna prendersi da subito quel che serve per auto-organizzarsi fregandosene del sistema proprietario e della psico-economia e stare dietro al dominio senza far niente o scegliere il male minore.

          Partire da subito in autonomia e alterità, creare situazioni di produzione fuori dallo stato-capitale (quindi dai concetti di tasse, stato, ecc …) e sperimentare in autonomia quelle funzioni biologiche e sociali che sono monopolio dello stato-capitale. Questo porta, sempre secondo il mio film, inevitabilmente allo scontro: ma un conto è arrivarci da spossessati e alla rinfusa, un conto invece e arrivarci con esperienza, mezzi e reti sociali autonome.

          Lo so, detta così a parole è solo un film. Non ho altro da vendere. Però in parte nel mio piccolo è anche la mia vita e quella di parecchi altri ed è sempre meglio che buttarsi via. Altri fanno meglio, ma l’isolamento è tanto.

          • Denisio

            Ciao, penso di aver capito quello che vuoi dire, il mio monito, se così posso dire è una constatazione di carattere generale e antropologico nel senso che come società, ci siamo trincerati dietro delle presunte o reali sicurezze e comodità che talvolta spesso non ci permettono di scoprire molto sulle reali potenzialità umane, per puro esempio se avessimo paura che manchi la farina creeremmo immeiatamente un allarmismo e una psicosi inutile dato che si può vivere senza farina magari spostandoci su un’altro stile e modificando sia l’aspetto economico che quello culturale senza estinguerci e magari certamente aprendo a nuove idee. L’uomo nasce nomade e poi si aggrega formando società stanziali di vario tipo, diciamo che la nostra agli occhi della storia è una mega società piena di tasselli e regole complementari che rischiano di essere talmente cementati da risultare in uno staticismo culturale ed una incapacità di rinnovamento terrificante.
            Molti nel loro piccolo cercano di star fuori dalle logiche proposte e dalle catene pur navigando a vista e includendo una percentuale di rischi che cercano di gestire ed io tra questi ma facendo ciò mi rendo conto che spesso la gente e la società è ingessata e ha paura persino della propria ombra per mancanza di identità che è causata dalla assenza di vertigine intesa come voglia di volare più che…paura di cadere.

      • Pfefferminz

        “…si ragiona sempre dentro le strutture concettuali e ideologiche del dominio…” Secondo me hai detto qualcosa di molto importante da tenere sempre presente. Daniele Ganser parla di “frame”. Forse si tratta di quello che DesEsseintes ha chiamato “la manipolazione da parte delle élites dei codici linguistici”. Già la parola “popolo”, per esempio, presuppone l’esistenza di una élite. A volte ho l’impressione che manchino proprio le parole per esprimere certi concetti. (La mia è solo una breve osservazione, spero di non “disturbare” lo scambio di idee).

        • DesEsseintes

          Popolo non presuppone minimamente l’idea di élite.
          Questa tua convinzione ti viene dal fatto che tu, per condizionamenti culturali molto diffusi, consideri popolo equivalente a gente di bassa condizione.
          Distinguiamo popolo da plebe e soprattutto, errore purtroppo comunissimo, distinguiamo popolo da massa.

          • Pfefferminz

            A dire il vero, DesEsseintes, io intendevo “popolo” come il 99% dell’intera popolazione, in contrapposizione all’ “élite” 1% (se ne è
            parlato spesso di queste due categorie contrapposte negli ultimi tempi qui sul blog).
            Secondo te, per denominare il 99% dell’intera popolazione quale parola (in gergo tecnico “significante”) avrei dovuto utilizzare?
            Se “popolo” è l’intera popolazione, l’élite è parte del popolo?

            “…consideri popolo equivalente a gente di bassa condizione”
            Io non “penso” in questo modo, perché, per me, ogni persona ha una sua dignità indipendentemente dalla sua “condizione”. Dal mio punto di vista, esprimendomi nel modo che mi attribuisci, mi sembrerebbe di negare la dignità alle persone.

            Da questo breve exkurs si intravede bene la carica ideologica delle parole.

          • DesEsseintes

            Cito copincollando allegramente

            “Da questo breve exkurs…”

            Bello…indubbiamente…il “k” poi è una ricercatezza…

            Pfeffer a parte gli scherzi, va bene come dici tu però a mio avviso popolo è un altra cosa e non corrisponde al 99% almeno fino a che questo 99% non diventi una comunità unita, solidale, pronta a lottare per condividere equamente e ugualmente la vittoria come la sconfitta.
            Per adesso, secondo il mio modo di vedere, siamo ancora molto lontani.

          • Pfefferminz

            “Exkurs” è un vocabolo tedesco preso dal Duden, das Fremdwörterbuch: kurze Erörterung eines Randproblems. Però avrei dovuto scriverlo in maiuscolo. Adesso correggo.

          • DesEsseintes

            Scusami allora, in italiano si scrive excursus e non mi aspettavo che scrivessi in un’altra lingua

        • a-zero

          “Secondo me hai detto qualcosa di molto importante ..”

          Ovviamente io riporto solo vecchi concetti. E’ importante, ma non nuovo né originale. Constatare che questa ovvietà non è più ovvia non è incoraggiante.

          • Pfefferminz

            Hai ragione. Per me, purtroppo, è una novità. Ho dovuto riflettere su questo fatto ascoltando una conferenza del prof. Mausfeld su Youtube, il quale dice che, nel momento in cui accettiamo di usare certe parole, così come ci vengono proposte, ne assumiamo, senza rendercene conto, l’ideologia in esse contenuta. E nel momento in cui poi le usiamo acriticamente, siamo “perduti”, abbiamo cioè già accettato inconsciamente il modo di vedere le cose. E’, in sintesi, una forma di manipolazione della mente, una specie di gabbia o una trappola. Per spiegare meglio il concetto, il prof. Mausfeld continua dicendo che le parole sono come delle scatole che devono venire aperte per vedere cosa c’è dentro. Questo psicologo è diventato una “star” in Germania dopo che una sua lezione universitaria è stata messa in rete. Nel giro di poco tempo è stata visionata da migliaia di persone. Il suo merito è, secondo me, oltre ai contenuti, la sua capacità di spiegare concetti difficili con parole semplici. Questa sua prima conferenza in rete si intitolava “Perché tacciono gli agnelli?”, vale a dire “perché la gente non si ribella?”, in un momento in cui, già da decenni, sono le élite, le oligarchie a condurre una lotta di classe “dall’alto” contro la popolazione.

          • a-zero

            Ciao,

            ti ringrazio della segnalazione. spero di aver tempo di vedere il video.
            Il dissidio fra significato e significante è un punto focale dei rapporti sociali, del logos, in assenza di … telepatia.

            Ad es. carmelo bene lottava contor i significanti.

            Cmqe se ritrovo qualcosa di letteratura rivoluzionaria fine anni ‘900 sulla degradazione del lignuaggio gestita dal potere te lo segnalo.

            Il giorno 11 ottobre 2017 00:24, Disqus ha scritto:

          • a-zero

            oops,

            la fretta. ho sbagliato mittente.

            La paura, e già. La gestione della paura è fondamentale per il dominio. La religione, non intendo la spiritualità o i sentimenti teleologici, ma la religione ha ha che fare con la prima fae avanzata della gestione della paura ai fini di dominio.

            Molti nel loro piccolo e noi fra quelli.

            Certo, io sono aperto ad allentare l’isolamento e rafforzare nuove reti relazionali e, quindi, sociali. Trovo anche che sarebbe meglio uscire dal fatalismo “ma la gente è così…” per diversi motivi. Si è così, ma io non sono meglio delgi altri. Su questo piano rimane aperta la possibilità di interrelazione orizzontale.

            Tornando alla paura pnso che l’esercizio individuale e sociale all’autogestione (uso questo termine in maniera bruta senza tanti distinguo che pur sono necessari) rinforza l’individuo nella sua integralità mente-azione e riduce l’impatto della paura.

            Tu come la vedi su questo punto? Mi illudo troppo?

            Il giorno 13 ottobre 2017 13:55, Antonio Di Cagno ha scritto:

          • Pfefferminz

            “oops, la fretta. ho sbagliato mittente”
            Perhaps hai sbagliato anche il destinatario…Puoi cancellare se vuoi.

    • Fabio A.

      ” Il capitalismo è nei fatti la negazione della democrazia, della legaltà, della verità, della natura umana e della pace”
      Parole da incorniciare.
      E da integrare. Ormai l’occidente tutto è in preda a correnti distruttive. Società, valori umani, lavoro, famiglia, sanità, pensioni, cura dei più deboli (anziani e bambini). Tutto sotto attacco feroce. Denatalità suicida il sintomo cardine.
      I Paesi che si ribellano, distrutti sotto bombe molto democratiche. Quando non possibile, perché forti e pericolosi militarmente (unica barriera, ormai, alla distruzione, la Russia ne è l’emblema) questi stessi sono soggetti ad una propaganda negativa dei “mainstrem” assordante a dire poco.
      Una forza distruttrice, che ha accelerato negli ultimi 16 anni, sta coinvolgendo il nostro mondo. Perché?
      Io non riesco a trovare una risposta razionale a tutto questo.
      Perché un governo, intere classi dirigenti, fanno gli interessi di una elite, ormai divenuta oligarchia, formata da persone, dinastie che già hanno tutto. E che vogliono cosa? Decisioni politiche apparentemente assurde. Che stanno portando la concentrazione della ricchezza mondiale nelle mani di una sparuta minoranza, a scapito della assoluta maggioranza. Che sempre di più non ha una vita serena a cui DEVE avere diritto.
      Io non riesco a trovare una risposta.
      Eppure oggi viviamo in un mondo in cui la tecnologia permetterebbe a tutti di vivere più che serenamente. Ma questa stessa tecnologia viene usata a finì diametralmente opposti.
      A meno di una presa di coscienza della maggioranza silenziosa, che sempre più viene anestetizzata, non vedo un futuro rassicurante.

      • oriundo2006

        Sono semplicemente gli esordi del comando sionista sul mondo intero. Con quello che ne consegue sul piano teologico.

        • Primadellesabbie

          E ti pareva!

      • Denisio

        Il fatto che la vita stessa sia sotto attacco per causa del sistema dovrebbe essere il fondamento imprescindibile dal quale partire con ogni tipo di ragionamento. Invece la morale cattolica e la morale del potere politico fa indiscutibilmente convergere le colpe e il peso di tutto verso l’uomo e la sua presunta natura devastatrice. Chiesa e Stato convergono in questo, l’una attraverso il peccato e i suoi infiniti rivoli di impostazione spirituale e l’altra attraverso il debito e i suoi corollari di impostazione logico-giuridica. Le due forze convergono sulla società creando lo stato d’animo di senso di colpa e di impotenza (infatti gli occidentali sono sempre più minuti e impotenti sessualmente e pieni di problemi psicologici, non a caso)

        Ieri sera ho ascoltato su Rai(!) l’intervista di Oliver Stone a Vladimir Putin e una cosa che non posso dimenticare è la risolutezza del presidente Russo nell’affermare che il popolo che rappresenta è forte e risoluto, afferma che l’occidente non otterrà MAI NULLA DALLA RUSSIA finchè continua con le minacce e con la forza del ricatto. È stato chiaro sul fatto che il popolo Russo non è disposto a vendere la sua identità ai costumi americani ed è aperto su ogni fronte al dialogo ma intransigente e pronto a difendersi ad oltranza se la sua dignità e il suo territorio vengono minacciati.

        Mi sembra che anche Jim Morrison avesse scritto una cosa del genere:

        “Se devi vivere per strisciare, alzati e muori”

        In occidente ormai si striscia come vermi e lombrichi, ecco il vero problema.

        • Fabio A.

          Credo che la morale cattolica abbia poca influenza su tutto questo. Anzi, penso che l’aver ucciso il “timore di Dio”, nella massa della popolazione, abbia contribuito e contribuisce non poco alla situazione che descrivi con molto triste realismo. Perché così è. In occidente si striscia, non potevi descriverlo meglio.
          La creazione di un senso di colpa così radicato (quello instillato nel popolo tedesco è esemplare, nella perfezione della realizzazione) non credo che abbia origini da ricercare a Roma. Anzi, in tal senso la considerazione di Oriundo2006 è quanto mai pertinente.
          La morale del potere politico ha un nome, che descrive quasi una religione, quella del politicamente corretto e del buonismo. Due fattori che stanno sgretolando il nostro vivere.

          • Denisio

            Ho usato la dicitura “morale cattolica” per non offendere l’innominabile e se vogliamo allargare il concetto per salvare ogni sano esercizio spirituale. Per il resto concordo con voi.

        • ndr60

          Non hai detto però che l’intervista di Stone è stata preceduta da un pippone dell’Annunziata, nel quale rimarcava tutte le cose che (secondo lei) Stone aveva omesso di chiedere a Putin, e tutte le risposte (secondo lei) evasive di Putin. Come a dire: noi della Rai siamo veri giornalisti, vi facciamo vedere l’intervista ma vi diciamo prima che sono tutte str****te. Se l’Annunziata facesse una cosa del genere prima di un’intervista a Renzi o Trump (o a Obama…), la caccerebbero a pedate.

          • Denisio

            Ti dico onestamente che sono arrivato a casa alle 9:30 e per puro caso mi sono perso l’Annunziata bubbola…

          • ndr60

            Allora sei stato fortunato, non ti è andata la cena di traverso 🙂
            E comunque, si capisce perché i neocons ce l’abbiano a morte con Putin: lo sport preferito da Yeltsin era l’attaccamento alla bottiglia, quello di Vladimir è il judo.

          • Pedro colobi

            L’annunziata fa parte dell’Aspen istitute i cui soci sono membri del Concil of forein relation cioe massoneria internazionali pilotata dai soliti noti.

          • oriundo2006

            Certo, alla faccia dei fessi che anche qui non vogliono vedere le connessioni internazionali e che si studiano di inventare razionalismi di facciata per coprire eventi manipolati ad ogni evidenza.

      • Perfidissimo Volto

        Guardi che le masse sono sempre state anestetizzate. Le basti soffermarsi sull’anestesia totale operata dal cristianesimo nei primi secoli d.C. e che cosa quest’anestesia della ragione abbia provocato fino a oggi.
        Io non vedo molte differenze sostanziali tra il passato e il presente. C’è sempre stata la stessa, medesima bramosia del potere da parte del più astuto e del più forte. Vinceva sempre il più astuto.
        Se riprendesse a studiare un po’ di Storia e a rifletterci su ritroverebbe moltissimi atteggiamenti nostrani e si sentirebbe meno fuori posto. Cominci dalla Guerra del Peloponneso di Tucidide.

  • DesEsseintes

    Fine della “rivoluzione” catalana.

    Il re usa toni durissimi contro la Catalogna, le banche cambiano redidenza fiscale, le industrie ci stanno pensando, la UE dopo qualche esitazione si decide ad appoggiare Mdrid e addirittura il Papa si dichiara contro l’indipendenza.

    Non subito, ci sono voluti alcuni giorni perché si decidessero a prendere posizione.

    Cos’è successo improvvisamente?

    Che si sono accorti che c’era un popolo che si stava ribellando.
    La cosa più pericolosa che sia possibile immaginare.
    E tutti sono corsi ai ripari.

    Lo dice espressamente questo articolo del Pais

    https://elpais.com/ccaa/2017/10/05/catalunya/1507204482_792420.html

    Tanti saluti agli zuzzrelloni che c’era Soros dietro e la Ue sotto, a tramare contro gli indomabili stati nazionali.

    Non ultimo il fatto che forse Puigdemont non aveva il consenso necessario.
    Almeno è quello che si ipotizza qui

    https://elpais.com/ccaa/2017/10/05/catalunya/1507204482_792420.html

    • –<>– –<>–

      Zuzzurelloni si nasce, non si diventa ….
      C’è un pò di soror anche dietro di te.
      http://www.voltairenet.org/local/cache-vignettes/L400xH283/Voltairenet-org_-_1_2_-27-f015e.jpg

    • a-zero

      Se è così come dici allora è partita una speranza che spero si sviluppi in autonomia dalla politica. Negli anni trenta in Catalogna avevano sviluppato reti sociali che soppiantavano lo stato e nel ’36 erano già rodate e pronte. Oggi c’è solo la rappresentanza politica.

    • giulio pelernei

      Anch’io ho pensato che la partita fosse chiusa, ma qua mi dicono che sono abituati a questa guerra psicologica.
      Sono io che non sono abituato.

  • –<>– –<>–

    Chi sarebbe questo Marko Gasic?
    A che titolo parla, e getta benzina sul fuoco?
    Secondo me bisognerebbe dare meno spazio a chi cerca di alzare la tensione, come questo qui.
    Se si è sbagliato sul Kossovo, non vuol dire che si debba perseverare con la Catalogna.
    La politica del “occhio per occhio dente per dente” è distruttiva, oltre che rivelatrice di ignoranza da parte di chi la propugna.

    • Pedro

      Non è che bisogna sempre avere un nome riconosciuto internazionalmente per poter scrivere un articolo, basta che sia scritto bene e porti a far ragionare chi legge. Già il fatto che riconosci che con in Kossovo si sia sbagliato tutto è un successo. Poi “benzina sul fuoco” l`hanno gettata in molti, pro e contro, soppratutto i contro che si sono sempre rifugiati dietro la costituzione spagnola. Quando una gran massa di popolazione vuole esprimersi, da parte mia, non manderei mai i poliziotti che adesso verranno per un bel po di tempo additati come il braccio armato contro la libertà di espressione.

      • –<>– –<>–

        Anche io, all’epoca, stavo dalla parte dei serbi sulla questione kosovara.
        Ma non ė che oggi auspico (come sembra fare questo), che in catalogna accadano drammi perchè ” così imparano”.
        E non devo neanche partecipare al premio (ammesso che esista) ” ve l’avevo detto io … 2017″ .
        Quindi a che scopo questo articolo?
        A parte chi sbaglia, ci dobbiamo aggiungere chi ha rancore per i torti subiti?
        In Catalogna c’ è una minoranza rumorosa che vuole l’indipendenza e una maggioranza silenziosa che non la desidera o non le interessa.
        La persistente prepotenza e l’arroganza di questa minoranza, in qualche modo deve essere placata.

        • Primadellesabbie

          Prova a citare un solo caso in cui un cambiamento, nei costumi, nell’assetto sociale, nell’adozione di tecnologie, nelle abitudini, nei vizi, o in quello che vuoi tu, non sia stato provocato da una minoranza.

          Perfino la democrazia é stata pensata prima e introdotta, millenni dopo, da una minoranza.

          Poi se vuoi placare le minoranze, accomodati pure, non inventi nulla.

          • –<>– –<>–

            Una cosa è l’evoluzione, un altra sono gli ideali.
            Che cosa ci sia di evoluto nel voler tornare a trecento anni fa, con tanti staterelli bellicosi.
            Tanto vale rinchiudersi nei castelli, (basta un referendum fai da te) e torniamo ai fasti del medioevo.

          • Primadellesabbie

            Con le opinioni sull’argomento, più o meno rispettabili ma legittime, abbiamo riempito il blog da settimane.

            Qui, ho commentato questa tua affermazione:

            “In Catalogna c’ è una minoranza rumorosa che vuole l’indipendenza e una maggioranza silenziosa che non la desidera o non le interessa.
            La persistente prepotenza e l’arroganza di questa minoranza, in qualche modo deve essere placata.”

            Aggiungo che, non di rado, la minoranza é spinta ad agire da volontà inespresse, che maturano proprio in quella gran parte di popolazione che é notoriamente restia a manifestarle.

          • –<>– –<>–

            Non è chè magari, dietro il romanticismo dei sentimenti c’è dell’altro, per esempio i soldi.
            Forse avrei fatto meglio a scrivere minoranza danarosa.
            Mi pare l’unico caso in cui si facciano valere le proprie istanze …. Pagando.

          • Primadellesabbie

            Certo.
            Le buone intenzioni le hai solo tu, e quelli che non le condividono sono appestati.

          • –<>– –<>–

            L’autodeterminazione dei popoli non è un concetto assoluto, e non può esistere senza la solidarietà tra i popoli.
            I catalani stanno dimostrando di non avere rispetto per altre regioni spagnole, e il loro diritto all’autodeterminazione lo pretendono, come i leghisti, in base a un principio antisolidaristico, perciò sono da condannare in toto.

          • DesEsseintes

            Le vicende catalane hanno mostrato cosí tante e importanti sfaccettature dei problemi e delle strategie relative a una lotta di popolo contro un potere centrale che mi sembra un peccato limitare il discorso al solito ottuso confronto fra “ferree convinzioni” difese con le unghie e coi denti.

          • –<>– –<>–

            È una lotta di popolo insignificante quella catalana.
            Un indipendentismo di stampo liberalborghese sostenuto dalla solita feccia anarco/trotzkysta,cioè la vergogna della sinistra.

          • DesEsseintes

            Non capisco questo tuo timore nell’esprimere delle opinioni precise.
            Dovresti essere più esplicito, meno sottilmente allusivo e non focalizzarti troppo sulle “sottili implicazioni”.
            Di’ pane al pane e vino al vino!

          • –<>– –<>–

            Le mie opinioni le sto esprimendo, se non le cogli è un problema tuo.
            A me pare che sia tu che stai girando un po troppo sulle parole, senza esprimere la tua posizione, che pare essere filoindipendentista.
            Ma siccome non si può essere filocatalani e antileghisti, sacrocostituzionalisti per italia e cessocostituzionalisti per la spagna, capisco bene che bisogna camuffare in qualche modo.
            Tanto, coerenza e onestà intellettuale ormai sono fuori moda.

          • DesEsseintes

            “Le mie opinioni le sto esprimendo, se non le cogli è un problema tuo.”

            😀

            Tesoro, hai letto quello che ti ho scritto sopra?
            Come mai hai cosí tanta difficoltà a capire un testo?

          • –<>– –<>–

            Hai scritto che non è soltanto una questione di soldi e che ci sono altre motivazioni.
            Che a quanto pare sono segreti da tenere nascosti, dato che non le hai ancora esposte.
            Per il resto sei come il criceto nella ruota, tante parole, niente sostanza.

          • DesEsseintes

            Ci ho provato.
            Ormai lo so che è inutile ma “un” tentativo va fatto sempre.

          • –<>– –<>–

            Ho letto la tua tesi nell’altro commento, e ti ho risposto che soros c’entra eccome con l’indipendentismo catalano.
            È una tesi fallace e non può essere condivisa.

          • giulio pelernei

            Dunque, quando i catalani finalmente otterranno – dopo 300 anni di tentativi – la loro sospirata repubblica, dovranno inginocchiarsi e dire: “Da questo momento noi diventeremo tuoi sudditi Principe Soros”.

          • –<>– –<>–

            Preghiera che dovrebbero recitare ogni giorno milioni di persone, in italia piddini e affini.
            Con tutti i soldi che regala!!

          • giulio pelernei

            Le vere motivazioni sono di natura identitaria [“Noi siamo catalani e non spagnoli, il nostro destino è diverso”] e non mercantili.

          • –<>– –<>–

            Infatti, ora che il loro destino hanno iniziato ad intravederlo, qualcuno se la sta gia facendo sotto.
            Alla fine, non solo non sono così duri e decisi come li rappresentano, ma si stanno rivelando anche poco intelligenti.

          • giulio pelernei

            Sono abituati a ricevere questo tipo di trattamento e non ci fanno troppo caso.
            Sapevano che il governo avrebbe reagito in questo modo.
            Vediamo ora se la prossima settimana faranno la DUI oppure se troveranno un accordo con PP-Felipe.
            Nel caso sorgessero alcuni intoppi, dirò loro che l’intelligenza politica di –<>– –<>– è a loro completa disposizione.

          • –<>– –<>–

            Forse non hai capito che alla maggioranza dei catalani, viste le prospettive, non interessa l’indipendenza, e vogliono continuare a vivere tranquillamente e non complicarsi la vita.
            La minoranza di invasati verrà annichilita, e molti vedranno il sole a scacchi.
            I leoni da tastiera di mezza europa tornerranno a miagolare.
            Forse gli è andata anche troppo bene, questo giro.

          • giulio pelernei

            Al tuo commento aggiungerei solo: “Viva el Rey!”.
            Credo che tu abbia ragione.
            Dirò a questi idealisti invasati che il grande politologo da tastiera – con un nome che sembra un esercizio di scrittura rupestre della Val Camonica – ha profetizzato l’Apocalisse in terra catalana.

          • Primadellesabbie

            Esprimi tanti di quei giudizi secondari e marginali caricati di enormità, che sembri averne bisogno per rimanere convinto di quello che dici.

            Pensa per un momento che le cose non stiano come dici tu e che ci sia un’altra possibilità.

            É un esercizio che va fatto, poi torna pure alla tua posizione.

          • –<>– –<>–

            Basta esporre tesi plausibli, anzichè nascondersi dietro sentimentalismi, ideologie e populismo d’accatto (tipo “i catalani oppressi”)

          • Primadellesabbie

            Dove l’hai trovato i catalani oppressi?

          • –<>– –<>–

            Ma se è proprio questa la retorica di questa vicenda!
            Visto che dal punto di vista giuridico i catalani hanno torto marcio, vogliono promuovere le loro istanze inventandosi un inesistente brutale repressione con 800 inesistenti feriti, cianciando di democrazia e diritti calpestati.
            Questa non è una rivolta popolare, qui il popolo è stato aizzato da quattro politicanti cialtroni, protetti da qualcuno a livello internazionale.

          • Primadellesabbie

            Questo lo hai detto e ridetto in coro con altri, non so se abbiate ragione, ma non si può discutere a questo modo.

            Tu hai risposto così a me, che non ho tirato in ballo nessuna delle cose che elenchi e, a proposito di tesi plausibili, ho le mie ipotesi, che non hanno bisogno di essere sostenute a spada tratta ed in comitiva:

            “Basta esporre tesi plausibli, anzichè nascondersi dietro sentimentalismi, ideologie e populismo d’accatto (tipo “i catalani oppressi”)”

          • giulio pelernei

            Mi dispiace, ma sei fuori strada.
            L’indipendentismo catalano è un movimento trasversale [nel quale partecipano anche le borghesie] sotto il denominatore comune dell’identità catalana.
            Ti posso garantire [lo constato ogni giorno perché vivo qui da molti anni] che i Poteri Forti sono I M P A U R I T I.
            Lo capisco da come stanno reagendo [violenza, guerra psicologica, diffamazione, incitamento all’odio, inchieste giudiziarie, ecc.].

          • –<>– –<>–

            Che sia fortemente identitario non c’è dubbio, ma può far paura al massimo ai politici spagnoli, non certo ai poteri forti transnazionali, con i quali sembra molto accondiscendente, e lo si vede proprio in questi giorni.

          • giulio pelernei

            Corretto, hanno applicato le tecniche della rivoluzione non violenta di Sharp. Evito di dire ‘rivoluzione colorata’ altrimenti nella mente di alcuni commentatori del blog scatta automaticamente l’effetto pavloviano: “Lo sapevo, dietro c’è Soros che vuole creare un’Eurabia-Eurafrica genderizzata e nichilista”…
            Ma le tecniche di Sharp, pur essendo potenti, non sono la chiave del successo di questo grande movimento popolare.
            La chiave è il denominatore comune che unisce tutti i gruppi, vale a dire, il desiderio di avere la Repubblica de Catalunya.
            A obiettivo raggiunto, via i corrotti e che vinca il migliore.

          • DesEsseintes

            Non so nulla di prima mano ma mi chiedo se avessero un vero piano o se sono partiti a testa bassa.
            L’hanno già fatto nel 1934 l’errore.
            Comunque vada però si è visto che esiste lo spazio per una lotta non violenta contro un avversario più forte.

          • mago

            Mi sembra che negli ultimi 20 anni tutti i casini mondiali siano stati per l`autodeterminazione dei popoli…salvo per i poveri Palestinesi e quelli dalla parte sbagliata….

          • –<>– –<>–

            I casini degli ultimi 20 anni sono dovuti al crollo dell’urss e all’unilateralismo usa.

          • DesEsseintes

            Dicevo proprio ieri che la gente “ci tiene” a credere che le motivazioni profonde di qualsiasi azione umana siano dei fattori puramente materiali.
            In particolare i soldi che consentono considerazioni addirittura scatologiche sulla vera natura dell’animo umano (scatologico riguarda la cacca – “il denaro è lo sterco del diavolo!” – escatologico con la “e” i destini ultimi).

            I fatti di Catalogna invece hanno dimostrato che le cose sono più complesse di come pensavo io ma anche di come pensano quelli che “è sempre una questione di sghei”.

            Meno male che siamo su un forum in cui non ci si interessa minimamente delle opinioni diverse dalle proprie sennò, sulle importanti e nuove implicazioni del caso spagnolo. si rischiava di iniziare un discorso che chissà dove avrebbe portato.

          • Primadellesabbie

            Il progetto a buon punto, che alcuni definiscono neoaristocratico, e che viene attribuito ad un ungherese (questi ungheresi andrebbero tenuti d’occhio), viene attuato per mezzo del denaro da gruppi che del denaro non hanno bisogno perché se ne prendono quanto vogliono e come vogliono o se lo stampano.

            Dai loro executive, cioè capi di stato, primi ministri, ceo di multinazionali, stati maggiori, in giù c’é la corsa al denaro.

            Noi, che vorremmo ribellarci al progetto ed attuarne uno fondato su quelle che riteniamo nostre esigenze, costruiamo strategie tese a contrastare o sconfiggere gli executive.

            Se e quando riuscissimo a spuntarla troveremmo bella e pronta un’altra linea fortificata completamente differente, é già successo con l’URSS.

            É da qui che bisogna partire.

          • DesEsseintes

            Noi chi?
            C’è un noi o parli di te e me?

            Qual è l’altra linea fortificata?
            L’URSS ha trovato una cortina di ferro che era messa in atto dall’alleanza degli executive.
            Siccome dopo dici che “da lí si deve partire” immagino ti riferisca a questa seconda linea fortificata.

            Come mai nell’elenco degli executive non citi i presidenti delle banche private e le banche centrali?
            È quella la seconda linea fortificata?
            Io li avrei messi fra gli executive, invece nel caso fosse quella la seconda linea, tu vedi qualche differenza di ruolo o di status o altro?

          • Primadellesabbie

            Con l’URSS é stata abbattuta una linea fortificata, superata la quale si é palesata la seconda, completamente differente dal padronato archeologico che costituiva la prima, questa seconda é rappresentata dal neo liberismo, con il quale siamo alle prese.

            Credo che tra il massimo livello e le banche ci siano quelli che ho citato, anche se sembra il contrario, se le decisioni importanti vengano generalmente motivate da esigenze di ordine economico.

            Con partire da lì intendo da queste considerazioni.

          • DesEsseintes

            Come pensi che si dovrebbe contrastare il neo liberismo?
            Cioè: cosa opporre come filosofia-prassi e come si fa a diffondere questo nuovo modo di pensare alternativo in una società che sembra irrimediabilmente divisa proprio dall’influenza che riescono a esercitare i “poteri forti”?

          • Primadellesabbie

            Bel quesito.
            Ma mi pare che qui non si parli che di questo.

            Io sono per quello che ritengo un imprendibile “monastero diffuso”.

          • DesEsseintes

            Qualcuno sta mettendo in atto il monastero diffuso?

            E sul “noi”?

          • Primadellesabbie

            Non lo so, ma alcune iniziative sembrano sfiorare l’idea. Che so, la decrescita felice (sottolineo che non sostengo sia l’ideale), tutta questa tendenza a rendere inutile il denaro ad inseguire una ricchezza non monetizzabile, a misura del tesaurizzatore.

            Noi sono tutti quelli che cercano una via d’uscita e quelli disposti a servirsene, posto che si trovi. Poi c’é chi preferisce che non ci sia, la via d’uscita, chi la vuole sbarrata, ecc. Come sempre e ovunque.

          • DesEsseintes

            Purtroppo è un noi vago.
            I catalani che andavano a votare fra le manganellate erano un conato di “noi”, molto bello a vedersi.

            Forse se si susseguissero numerosi conati sparsi ovunque può essere che il noi inizi a prendere corpo.

            Non so dire se sono i primi conati o gli ultimi, però.

          • Primadellesabbie

            Mi pare il caso di dire che questo é “quello che passa il convento”.

            Come potrebbe, data la situazione, non essere vago il noi?

          • DesEsseintes

            Siccome conosci i compagnoni francesi magari avevi altre notizie sui noi che resistono.

            Una volta c’era il partito, il sindacato, la chiesa…il cattolicesimo si proclamava apertamente nemico del sistema, vietava alla gente di votare, le famiglie della aristocrazia nera tenevano chiusi i portoni dal 1870 (segno di lutto), quasi tutti li hanno riaperti solo nel 1929 ma l’ultimo negli anni settanta.
            Sapevi dove guardare perché esistevano alternative.
            Oggi è più difficile.

          • –<>– –<>–

            Gli sghei sono un mezzo, fondamentale, per portare avanti le istanze.
            Non mi pare che ai catalani li abbia spinti la fame, ma un gruppo di politicanti ben finanziati per attuare le loro politiche.
            Le rivoluzioni colorate mi pare siano emblematiche in tal senso.

          • DesEsseintes

            Perché i greci che hanno dei probkemi economici molto più urgenti di quelli dei catalani non si ribellano?

          • –<>– –<>–

            Perchè non hanno sghei ….
            Se domani qualcuno iniziasse a finanziare un movimento di ribellione in grecia, ne porterebbe in piazza milioni.
            Poi, è già successo, vedi tsipras.
            Anche in germania, cosa c’è dietro il successo di afd, se non la massiccia iniezione di danaro a scopo propagandistico. Avevano anche i supereroi in tuta blu!

          • DesEsseintes

            😀

            Quindi sei un sincero rivoluzionario solo se non fai la rivoluzione.

            Se la fai sei pagato o sei interessato.

            Nella vita reale ho incontrato mille volte questo modo di pensare che si presenta in molte varianti utte però riconducibili a una medesima radice comune.
            Ci ho provato in tanti modi ma riconosco senza riserve che siete più forti di me.

        • giulio pelernei

          E la maggioranza silenziosa, oltraggiata, disillusa, impaurita e indignata del popolo europeo, schiacciata dai banchieri e dai loro pretoriani?
          Questa gente o sono anni che non va più a votare oppure vota il meno peggio [della serie: “Preferisci morire di cancro o d’infarto?”].
          Svegliatevi, i catalani stanno facendo scuola.

    • Nikos

      “Se si è sbagliato sul Kossovo”,
      Non si e’ sbagliato in Kossovo. E’ stata una scelta ben studiata. E non e’ stata l’ unica. L’ ocidente si comporta e sempre si e’ comporato cosi. Gli occidentali appoggiano tutte i secessionisti quanto vogliono destabilizzare gli stati sui quali appartengono. I Kurdi fino a pochi anni fa si consideravano dei terroristi. Adesso vengono appogiati in funzione Anti Erdogan. Stai tranquilo che se Mardid fosse contraria agli interessi dell’ Occidente, questi ipocriti,criminali , mafiosi farabutti sarebbero qui a gridare per i diritti del popolo Catalano. Voi degli altri esempi?. I tre sati balitici appartenevano al URRS. Sono stati sostenuti nella loro indipendernza e adesso fanno parte pure della NATO(contrariamente i patti).
      L’ occidente se non si espande soffoca.
      Se poi sul Kosovo si e’ sbagliato chi pagera’ le conseguenze?. Serbia e’ sata ditrutta.
      Esiste poi sempre la possibilita’ di correggere gli errori. Da gente coerente.Da criminali mai.

      • –<>– –<>–

        Non ci piove che sia come dici tu.
        In questo caso “aver sbagliato” non significa che è capitato qualcosa di fortuito e non voluto, è inteso come che è stato fatto qualcosa di “non giusto”

  • Pedro

    Sottoscrivo ogni parola. Effettivamente scindersi dalla Spagna ma restare in EU proprio non lo capisco.

    • –<>– –<>–

      Il progetto dell’ue prevede le macroregioni, non gli Stati nazionali.
      Qui la vicenda appare confusa perchè qualcuno (ue) sta, per ora, bluffando.

  • giulio pelernei

    La solita narrativa forgiata all’interno del no-mainstream pseudocomplottista: se ti ribelli contro i Poteri Forti [PF] stai facendo il gioco dei Poteri ExtraForti [PEF] i quali vogliono cambiare il paradigma di dominio [tramite il classico metodo Problema-Reazione-Soluzione].
    Che facciamo dunque?
    NULLA.
    Ma se non facciamo nulla stiamo comunque facendo l’interesse dei PEF…
    Pertanto, fare QUALCOSA o non fare NULLA è esattamente lo stesso.

  • Vamos a la Muerte

    “L’analista politico ha rilevato che “se l’UE vuole essere coerente con il diritto internazionale”: qui sta il punto. Del Diritto Internazionale non frega niente a nessuno; basti vedere la marea di sinistri che, non più tardi del 2003, si stracciava le vesti per l’intervento militare in Iraq in quanto “andava contro il Diritto Internazionale” salvo poi fregarsene altamente di tale Diritto quando si trattò di bombardare la Libia da parte del loro beniamino Obama. Per non parlare della Siria dove addirittura si stracciavano le vesti implorando il bombardamento di quell’orribile orco di Assad benché fosse e sia il governante legittimo di quel Paese.
    Diritto Internazionale! Chi era costui?
    ““L’UE si comporta in modo diverso a seconda di come le conviene”: e sotto dettato Usa.
    Il Resto è Fuffa buona solo a riempire i giornaletti di Regime e a mandare in onda Giovanna Botteri e Lucia Goracci con le loro patetiche fesserie.
    Il fatto poi che gli indipendentisti catalani vogliano scappare da Madrid ma rimanere ben dentro la Prigione dei Popoli chiamata Unione Europea testimonia comunque quanto sia grottesca e surreale tutta questa vicenda.

    • giulio pelernei

      Per uscire dalla prigione più grande devi prima uscire da quella più piccola.
      Per molti commentatori del blog invece è inutile uscire da quella più piccola perché tanto c’è quella più grande.
      Questa logica è paralizzante.

  • Andando ancora più indietro bisognerebbe ricordare la guerra civile dell’Irlanda del nord dove gli inglesi hanno sterminato la maggioranza irlandese a favore della minoranza orange.
    Il Kosovo fu un grossissimo errore

  • lusc sbar

    Bella provocazione, il buonsenso però alberga altrove.