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PERCHE’ IL DOLLARO VALE COSI’ POCO

DI PETER MORICI
Counterpunch

La crescita di euro e oro

Il dollaro viene scambiato, per buone ragioni, con la valutazione più bassa di tutti i tempi rispetto a oro e euro. L’amministrazione Bush ha inondato il mondo di biglietti verdi e gli investitori globali hanno poca fiducia nella gestione dell’economia USA.

Durante gli anni di Bush, il deficit commerciale Usa è raddoppiato. Grazie ad una politica energetica disfunzionale e alla tolleranza verso il mercantilismo cinese, il deficit ha superato i $ 700 miliardi in ciascuno dei tre passati anni ed è oltre il 5% del Pil.

La politica energetica di Bush enfatizza gli incentivi per la produzione nazionale di petrolio e il lasciar salire i prezzi per spingere al risparmio, ma tutto ciò ha fallito. La produzione nazionale di greggio sta calando, il prezzo del gas è salito da $ 1,51 a $ 3,21, i produttori di auto hanno riempito le strade Usa con SUV che tracannano benzina, e il petrolio è ormai responsabile di circa $380 miliardi di deficit commerciale.

Importazioni a basso costo dalla Cina hanno cacciato milioni di americani dai posti nel campo manifatturiero, dal momento che gli acquisti Usa dal Regno di Mezzo superano di 5 a 1 le nostre esportazioni verso di esso. Il deficit commerciale con la Cina è di circa $ 250 miliardi.

La Cina è riuscita a produrre questo trionfo della competizione mantenendo il suo yuan più economico del dollaro, dell’euro e dell’oro. Annualmente essa vende a basso prezzo l’equivalente in yuan di $ 460 miliardi per acquistare dollari, euro e altre valute sui mercati stranieri. Tutto ciò fornisce un 33% di sussidio sulle esportazioni cinesi e mantiene economici i beni cinesi sugli scaffali di Wal-Mart.

L’amministrazione Bush ha cercato di ottenere, tramite la diplomazia, cambiamenti nella politica monetaria cinese, ma ha fallito. Paradossalmente, il segretario al Tesoro Henry Paulson è riuscito a denigrare come protezionista ogni proposta di azione da parte del governo Usa per bilanciare i sussidi cinesi.

Il resto del deficit commerciale è dovuto in gran parte a veicoli, e loro component,i dal Giappone e dalla Corea, che, anche, sono riusciti a mantenere basso il valore di yen e won con vari mezzi.

L’enorme deficit commerciale deve essere finanziato o attraendo investimenti stranieri in nuovi settori produttivi negli Stati Uniti, o stampando dichiarazioni di debito. L’investimento ha fornito solo il 10% del denaro necessario, perciò ogni anno gli Stati Uniti vendono a stranieri valuta, depositi bancari, buoni del Tesoro, obbligazioni e cose simili. Tali impegni sull’economia Usa ammontano oggi a circa $ 6.500 miliardi.

Ciò inonda i mercati finanziari mondiali con dollari Usa e beni cartacei che funzionano più o meno come dollari stessi–ciò che gli economisti chiamano liquidità. Ciò evoca una ferrea legge dell’universo. Se si stampa troppa moneta essa non avrà alcun valore.

Fino a poco tempo fa, gran parte di tale potere di acquisto dato in prestito veniva messo nelle mani di consumatori Usa dalle grandi banche di Wall Street. Essenzialmente, tramite i commercianti di mutui e le banche regionali, queste grandi banche di Wall Street prestavano denaro agli americani perché comprassero case e rifinanziassero i loro mutui. In cambio le banche ottenevano il denaro di cui avevano bisogno impacchettando mutui, così come auto-prestiti e debiti provenienti dalle carte di credito, in obbligazioni di debito collateralizzato [collateralized-debt-obligations-bonds], sostenute dalle promesse di pagamento dei consumatori, da vendere a chi investiva sui redditi fissi, sugli hedge funds e altri.

Le banche potevano diventare ragionevolmente ricche con questo schema, ma sono diventate avide. La scorsa estate abbiamo saputo che le banche non stavano creando obbligazioni legittime. Invece spezzettavano, affettavano e frullavano i prestiti in titoli incomprensibilmente arcani, per poi venderli, ricomprarli, rivenderli e assicurare tali contrattazioni per generare grasse rendite, enormi profitti e generosi bonus per i dirigenti delle banche.

Ora gli investitori, che vanno dalle compagnie di assicurazione Usa ai reali sauditi, non sono più tanto interessati a comprare obbligazioni create dalle grandi banche Usa, e le banche non possono più fare prestiti a molte imprese e consumatori meritevoli di credito. Senza credito l’economia Usa non può crescere e prosperare.

La Federal Reserve ha una diretta responsabilità regolatoria sulle grandi banche Usa, ed è compito di Ben Bernanke chiedere che esse aggiustino le loro pratiche affaristiche e facciano risorgere il mercato per obbligazioni sorrette da prestiti bancari.

Eppure, il presidente della Federal Reserve Bernanke non ha offerto alcun piano per affrontare questi problemi, e non ha nemmeno riconosciuto l’urgenza della situazione. E senza un sistema bancario ben funzionante l’economia Usa si avvia verso una recessione di cui non si sa la profondità e la durata.

Gli investitori internazionali, riconoscendo che l’economia Usa manca di uomini guida competenti tanto al Tesoro quanto alla Federal Reserve, stanno scappando dal dollaro per andare verso i migliori sostituti disponibili–l’euro e l’oro.

Quando George Bush inaugurò la sua presidenza, l’euro veniva scambiato a 94 centesimi e l’oro costava $ 266 l’oncia. Ora essi vengono scambiati rispettivamente a $ 1,52 e $ 985 l’oncia. Questa è una chiara indicazione di inaffidabilità del modello economico di BushBernanke.

Peter Morici è professore della University of Maryland School of Business ed ex Economista Capo della U.S. International Trade Commission.

Titolo originale: ” Why the Dollar is So Cheap — Rise of the Euro and Gold”

Fonte: http://www.counterpunch.org
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06.03.2008

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • LonanHista

    Ma questo che cazzo scrive?

    LA GUERRA IN IRAQ ED IN AFGANISTAN QUANTO è COSTATA E COSTA?

    E QUANTO HA RICAVATO DA QUESTA GUERRA?

    a parte i profitti delle 7 sorelle e gli appalti della varie halliburton e agenzie di mercenari?

    clinton lasciò attivi sulla bilancia commerciale per 250 miliardi di dollari e la situazione economica era la stessa cioè la deregulation era già stata avviata.

    cioè gli americani se la sarebbero passata male lo stesso però bush nega 10 miliardi di dollari per estendere l’assistenza medica ai bambini, ma aumente le spese militari….senza che da queste spese gli usa ne traggano vantaggio, a parte le industrie belliche e tutto ciò che ruota attorno all’apparato militare che non paga neppure le tasse abolite o ridotte proprio da bush.

    3mila miliardi di dollari sono cistate finora le guerre in medio oriente e gli usa come collettività che ci hanno guadagnato?

    poi la crisi sistemica, quella riguarda tutto l’occidente, DOVE è IN ATTO UNA NECESSARIA ED INDISPENSABILE CINESIZZAZIONE DELLE MASSE.

    ovvero, se i prodotti asotoci costano meno, o li si produce in concorrenza con loro, abbassando i costi(STIPENDI INNANZI TUTTO, POI IL WELFARE) oppure nel volgere di pochi anni si farà LA FAME!

    ma i guai finanziari degli usa, dipendono soprattutto dalla guerra, dove per ammissione dello stesso greenspan(ex capo della fed) bush ha investito con la speranza ed il sogno di guadagnarci,cioè controllare tutto il medio oriente dal libano fino al pakistan assogettando tramite israele la siria ed il libano, e gli usa conquistando l’iraq e l’iran, mentre si sottometteva l’afganistan,base di lancio per avere il controllo anche dell’heartland, cioè delle ex repubbliche sovietiche del centro asia.

    PURTROPPO PER GLI USA , BUSH HA FALLITO!
    e non è da escludere il colpo di coda:attacco simultaneo di iran(usa) e siria-libano(israele).

  • Lestaat

    No Lonan
    Stai confondendo un po’ le cose.
    Le guerre, al contrario di quanto sostieni, stanno SOSTENENDO l’economia americana.
    Il punto centrale è che tu stai parlando dello stato federale, mentre l’articolo parla dell’economia americana tutta.
    E’ verissimo che le guerre hanno indebitato pesantemente lo STATO americano, ma per lo più l’hanno fatto nei confronti dell’industria bellica USA che equivale ad una crescita dell’economia americana nel suo complesso.
    Aumento della spesa pubblica=incremento del pil..
    E’ naturale.
    L’articolo però prende in considerazione non la bilancia commerciale dell’ “entità economica stato federale americano”, ma il pil e l’economia del paese nel suo complesso, che sono due cose mostruosamente diverse.
    Per spiegarmi meglio.
    Crollano le torri gemelle, lo stato paga per liberare le macerie, indennizzi vari…ecc, risultato indebitamento dello stato federale.
    Ma, dall’altro lato, chi ha sgombrato le macerie è una azienda americana, gli indennizzi sono entrati nelle tasche di americani…..e questo vuol dire che il pil è aumentato.
    L’economia di un paese è una cosa, il bilancio dello stato un’altra.

  • _bardamu_

    Ebbene si, il delirio economico di questi loschi personaggi sta portando il mondo verso la distruzione totale. Aspettiamoci il peggio. Lo scenario è questo: guerra, repressione interna e confisca dei beni. Ai sopravvissuti sarà consentito obbedire.

  • LonanHista

    No, non volevo confondere le cose.
    Quello che tu affermi è sacrosanto, e cioè che anche la guerra produce ricchezza.
    Però un conto è se si vince la guerra, e cioè si crea valore aggiunto, un altro è se si perde la guerra o ci si rimane impantanati ed allora è la stessa cosa della deregulation.
    Cioè gli Usa hanno delocalizzato anche la guerra, l’industria bellica che da ricchezza solo ai pochi a scapito dei più.

    Voglio dire che se invadendo l’iraq il petrolio sarebbe poi costato 20 dollari al barile, questo era un valore aggiunto.
    Ma costando il petrolio oltre 100 dollari in pratica gli americani hanno fallito anche sotto questo aspetto.

    Lestaat abbiamo ragione entrambi, però io voglio dire che paradossalmente per gli usa sarebbe stato più vantaggioso se il conflitto fosse avvenuto al suo interno, avrebbe portato danni come ad esempio l’uragao Katrina.
    Mentre gli usa sono arrivati a delocalizzare anche la guerra!
    (tra l’altro, tanto per fare uno stupido esempio dei 60.000 contractor a cui gli usa hanno appaltato la guerra, cioè alcune funzioni, una grossaparte non sono neppure americani).

    Spero di averti chiarito il mio punto di vista, dato che ho ben compreso il tuo!
    ciao!