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PERCHE’ E’ GIUSTO PARAGONARE SIONISMO E NAZISMO


DI KHALID AMAYREH
DesertPeace

Credo fortemente che agli ebrei in tutto il mondo, compresi quelli in Israele, debba essere costantemente ricordato degli orribili crimini commessi in Palestina sotto il loro nome collettivo e che debbano comprendere la stretta somiglianza ideologica tra nazismo e sionismo.

Credo che questo sia uno strumento legittimo per ottenere che gli ebrei, specialmente quelli che hanno a cuore giustizia ed onestà, riconsiderino la loro identificazione e infatuazione per questa entità malvagia e per la sua altrettanto nefasta ideologia e le sue azioni.

Gli ebrei in tutto il mondo semplicemente non possono amare Israele e appoggiare la sua sfrenata criminalità contro il popolo palestinese e allo stesso tempo parlare al mondo delle crudeltà del nazismo. La coerenza morale è assolutamente di importanza primaria.

Appoggiare oppressione e razzismo è spesso tanto sbagliato quanto praticare oppressione e razzismo. Infatti un’oppressione qual’è l’occupazione non può persistere per un tempo tanto lungo senza l’appoggio materiale e morale e il sostegno di persone che possono spesso parlare con moderazione e sembrare gentili. Anche molti dei sostenitori dell’ Apartheid in Sudafrica e del nazismo in Germania parlavano con moderazione e sembravano gentili, non sapendo (o sapendo) che stavano tacitamente sostenendo criminali malvagi e razzisti che commettevano orrendi delitti contro l’umanità.
Il sionismo (la cui incarnazione centrale è lo Stato israeliano dell’ apartheid) è malvagio a causa della sua malvagia ideologia razzista e dei comportamenti ed azioni criminali in Palestina.

Il sionismo ha dichiarato che tutti gli ebrei sono un’etnia distinta, proprio come i nazisti avevano dichiarato che tutti tedeschi erano un’etnia distinta.

Intanto il sionismo quanto il nazismo desideravano costruire uno ‘Stato’ che sarebbe stato ‘ redento’ tramite una purificazione violenta (nel caso della Germania nazista) e un ‘muro d’acciaio’ (nel caso dell’Israele sionista).

In entrambi i casi la pulizia etnica è stato il maggiore strumento utilizzato per cancellare gli ‘inferiori’, i portatori d’acqua e tagliatori di legna in modo da creare insediamenti per ‘soli tedeschi’ in Europa e per ‘soli ebrei’ in Palestina.

In tutta onestà non ci sono differenze fondamentali tra il socialismo nazionale ebraico (sionismo) e il socialismo nazionale tedesco (nazismo). I nazisti predicavano la ‘ razza dominante’ per giustificare il nazismo mentre i sionisti hanno adottato l’antico mito del ‘popolo eletto’ per giustificare il sionismo.

Inoltre non possiamo davvero ignorare l’assoluta somiglianza tra la conquista etnica sionista della Palestina con l’inserimento di ‘coloni ebraici’ alle spese dei nativi cristiani e musulmani palestinesi e la spinta nazista per il ‘Lebensraum’ in Polonia con l’importazione di ‘Ariani’ a spese della popolazione indigena.

Già, in Europa i nazisti hanno cercato di appropriarsi dei Sudetenland [regione dei Sudetti n.d.t.] mentre in Palestina i sionisti stanno rubando la Cisgiordania. Gli argomenti sono gli stessi, le bugie le stesse e i mezzi praticamente identici.

Dobbiamo sottolineare queste somiglianze e il ‘terreno comune’ tra sionismo e nazismo indipendentemente da quante persone saranno urtate da questi paragoni. La verità è sempre di per sé un valore supremo.

Non c’è dubbio che il terzo Reich abbia commesso contro gli ebrei indifesi crimini mostruosi e molto maggiori di quelli commessi da Israele contro gli egualmente indifesi palestinesi. Sì, sappiamo tutti di Auschwitz-Birkenau, Bergen Belsen, Treblinka e degli altri campi di detenzione dove molti ebrei, in gran parte non sionisti e anti sionisti, sono morti per mano degli sterminatori nazisti.

Però poniamoci la seguente domanda: i nazisti erano ‘nazisti’ solo perché crearono e utilizzarono le camere a gas per bruciare le loro vittime ebraiche e non ebraiche? I nazisti sarebbero stati meno malvagi e perciò ‘meno nazisti’ se avessero sterminato le loro vittime tramite proiettili anziché forni, o facendole morire di fame come Israele ha fatto ai palestinesi? Inoltre, se gli ebrei hanno avuto il diritto di definire “nave dell’esodo” una Auschwitz galleggiante, perché dovrebbe essere sbagliato per i palestinesi descrivere come “nazista” l’estirpazione in corso di un intero popolo dalla propria patria ancestrale? Gli ebrei hanno un diritto esclusivo di definire i loro critici e nemici come “nazisti” mentre gli altri, ad esempio i palestinesi, non hanno un diritto simile di definire “nazisti” i crimini e i criminali israeliani?

Inoltre dovremmo astenerci dall’usare l’epiteto di nazista per descrivere i criminali razzisti del nostro tempo, ovunque essi siano e indipendentemente a quale religione aderiscano, a meno che, o sino al momento in cui, essi inizino ad utilizzare camere a gas per sterminare le loro vittime?

Più precisamente, per quale logica Israele e i suoi sostenitori utilizzano la seconda guerra mondiale (una guerra crudele in cui alcuni milioni di ebrei e quasi 50 milioni di non ebrei sono morti) come giustificazione e copertura per espropriare, disumanizzare e praticare la pulizia etnica ai danni del popolo indigeno palestinese?

Bene, Israele potrebbe in teoria sterminare gran parte dei palestinesi con armi nucleari, chimiche o biologiche, o semplicemente tramite un’intensa campagna di massiccio bombardamento aereo e tramite l’artiglieria. Un tale atto renderebbe gli israeliani meno ‘nazisti’?

Voglio chiedere a coloro che potrebbero agitarsi e scrivere contro di me la seguente domanda: in quale momento dovremo iniziare a definire ‘nazista’ Israele? Quando il numero delle sue vittime raggiunge un milione? Due milioni? O forse 6 milioni? O quando i sionisti iniziano ad utilizzare lo Zyklon B per ucciderci? O quando il 90% dei palestinesi sono racchiusi in campi di detenzione, circondati da muri di cemento alti 8 metri pieni di torri di guardia gestite da una Gestapo sionista dal grilletto facile?

So che alcuni apologeti dei sionisti saranno pronti, quasi istintivamente, ad argomentare che, a differenza di Israele, il terzo Reich aveva stabilito in anticipo un piano, una soluzione finale, per sterminare tutti gli ebrei in Europa e nel mondo.

Indipendentemente dall’autenticità storica di una tale affermazione sfiderei i sionisti e i loro sostenitori ed apologeti a dimostrare che Israele non ospita una soluzione finale per i palestinesi.

L’estirpazione brutale virtualmente di un intero popolo dalla propria madre terra storica non equivale ad un genere di soluzione finale? La pulizia etnica non è una forma di soluzione finale? Che dire dell’affamare continuamente, del circondare e perseguitare i palestinesi? Inoltre, c’è una fondamentale differenza tra il tentare di distruggere un intero popolo in base ad un piano e tentare di distruggerlo senza un piano? L’esito ultimo non sarebbe lo stesso?

Non invocate la calunnia del terrore. Sappiamo, e sapete, e tutto il mondo sa che parole come ‘terrore’, ‘terrorista’, ‘asse del male’ e ‘nemici della libertà’ sono tutti termini ideologici usati in modo tendenzioso dai potenti e dagli arroganti, quali Israele e gli Stati Uniti, per giustificare il loro autentico terrore contro i deboli e gli oppressi. Persino lo stesso Satana chiamerebbe terroristi i suoi nemici.

Come analisi finale, il ‘terrorismo’ neè la guerra del povero contro il potente e l’arrogante, e la ‘guerra’ è il terrorismo del forte contro il debole e l’oppresso.

È vero, lo scopo dell’Olocausto nazista è maggiore di quello dell’occupazione criminale sionista della Palestina. Ma la mentalità, la psicologia, la malizia, l’odiosità e specialmente lo scopo autenticamente malvagio in entrambi i casi non sono certamente così distanti l’uno dall’altro.

Nella mia mente non c’è alcun dubbio che Israele avrebbe sterminato, o almeno cercato di sterminare, il popolo palestinese molto tempo fa se fossero state disponibili le ‘circostanze obiettive’. Non c’è bisogno di dire che per ‘circostanze obiettive’ intendiamo qui un grande evento internazionale (per esempio una guerra nucleare, un disastro globale o un qualche gigantesco evento) che sposterebbe o allontanerebbe la tensione internazionale da un tale evento genocida.

È vero che Israele preferirebbe ‘risolvere il problema’ senza una campagna di terrore e omicidi di massa, per esempio terrorizzando e maltrattando i palestinesi, o la grande maggioranza di loro, sino a fargli lasciare la propria patria ancestrale.

Eppure non c’è dubbio che Israele contemplerebbe l’ipotesi di ricorrere allo ‘scenario peggiore’ nel caso che i palestinesi rimanessero legati alla loro patria e rimanessero ostinatamente nelle loro case, città e villaggi.

Nel 2001, alcuni giorni dopo gli eventi dell’11-9 negli Usa, l’allora ministro della difesa israeliano Benjamin Ben Eliezer si vantò di come la preoccupazione dei media internazionali per gli eventi negli Usa avesse concesso a Israele la possibilità di uccidere più palestinesi in Cisgiordania senza essere criticato dalla comunità internazionale.

Similmente, l’ex primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, disse agli studenti della Bar Ilan University nel 1989 che “ Israele avrebbe dovuto sfruttare la repressione della manifestazione in Cina (gli eventi di piazza Tiananmen) che aveva focalizzato l’attenzione del mondo su tale paese, per portare avanti un’espulsione di massa degli arabi dai territori”.

Persino oggi, i leader israeliani affermano sfacciatamente che vorrebbero svegliarsi e trovarci tutti morti.

Infatti la morte della palestina come nazione è sempre stata e continua a essere lo scopo finale del sionismo, questo è il motivo per cui il sionismo non riconosce la nostra esistenza come popolo, e quando lo fa o è costretto a farlo sotto la pressione della realtà, insiste che la Palestina è la Giordania e che la capitale della Palestina è Amman e non Gerusalemme.

Inoltre non c’è dubbio che i quotidiani atti di omicidio, terrore, umiliazione e violenza a cui sono costantemente sottoposti i comuni cittadini palestinesi per mano dei soldati israeliani dal grilletto facile che gestiscono i checkpoint e i posti di blocco in tutti i territori occupati sono paragonabili in molti aspetti agli stessi atti di umiliazione e terrore che ebrei e non ebrei dovettero subire nell’Europa occupata dai nazisti.

I nazisti hanno stampato numeri sulle braccia dei prigionieri ebrei, e gli israeliani hanno fatto lo stesso ai palestinesi.

I nazisti hanno trattato gli ebrei come semplici numeri piuttosto che come esseri umani, e gli israeliani hanno fatto la stessa cosa ai palestinesi.

La Gestapo brutalizzò, affamò e maltrattò gli ebrei nel ghetto di Varsavia per distruggere la loro volontà e Israele sta facendo la stessa cosa i palestinesi di Gaza e della Cisgiordania.

I nazisti praticavano ogni genere di comportamento sadico ai danni degli ebrei, come, ad esempio, costringere i musicisti ebrei a suonare musica per i soldati della Gestapo e della Wehrmacht e gli israeliani hanno fatto la stessa cosa ai check point della Cisgiordania.

Non so se gli ebrei siano stati costretti a bere l’urina dei soldati tedeschi come le guardie di confine israeliane hanno obbligato le loro vittime palestinesi.

Durante gli anni delle due Intifada ho viaggiato attraverso la Cisgiordania, passando attraverso i check point e i posti di blocco dell’esercito israeliano. Lì ho visto quanto bestialmente si comportino verso gli indifesi palestinesi i soldati israeliani, molti dei quali nipoti dei sopravvissuti dell’Olocausto.

Ho visto soldati uccidere persone innocenti su due piedi per nessuna ragione. Ho visto soldati costringere i giovani palestinesi a spogliarsi nudi e rimanere per ore sotto la pioggia battente. Ho visto soldati rilassarsi e godersi il dolore e la sofferenza inflitte a migliaia di palestinesi, passeggeri ed automobilisti, la cui unica ‘colpa’ era essere deboli e palestinesi.

Ho visto con i miei occhi gli atti oscenamente sadici praticati dagli ebrei contro le loro vittime indifese. Questo comportamento non avviene in incidenti isolati. Questa è la norma, non l’eccezione.

L’occupazione in stile nazista della Palestina da parte di Israele non è opera di pochi ebrei israeliani. Non è nemmeno opera del solo establishment militare. È un atto collettivo di una società moralmente desensibilizzata che ha quasi perso la sua umanità soccombendo ad una psicosi collettiva che non è dissimile dalla cecità morale che colpì il popolo tedesco quasi sessant’anni fa.

Oggi gran parte degli ebrei sono più o meno o sostenitori entusiasti, oppure silenziosi e apatici, per quanto riguarda le atrocità perpetrate in loro nome a Gaza, nella Cisgiordania e in Libano.

Di fatto esagererei poco nel dire che molti, probabilmente una maggioranza, degli ebrei israeliani stanno ricavando benefici dall’occupazione.

Per alcune cose ai palestinesi è andata peggio che alle vittime di Hitler; la tragedia palestinese è ancora in corso e i palestinesi, a differenza degli ebrei, che ancora ricevono un risarcimento per perdite vecchie di sessant’anni non ricevono alcun risarcimento per la proprietà personale perduta, e nemmeno un riconoscimento da parte dei loro tormentatori di alcuna responsabilità per queste espropriazioni.

Sessant’anni fa i sionisti demolirono 438 villaggi palestinesi e avvelenarono o distrussero i pozzi in modo da assicurarsi che i loro legittimi proprietari non sarebbero tornati. Oggi i sionisti continuano a comportarsi più o meno secondo queste tradizioni, demolendo case, distruggendo fattorie e restringendo gli orizzonti delle persone, tutto ciò con lo scopo di farle emigrare.

Oggi in ogni scuola media d’America gli studenti leggono Anna Frank, mentre in ogni liceo ‘Notte’ di Elie Wiesel è una lettura obbligatoria. Questo è l’uomo che afferma sfacciatamente che egli si identifica prontamente con i crimini di Israele e che non potrebbe mai arrivare a dire cose negative di Israele.

Le vittime della prima Notte dei Cristalli godono dell’approvazione e della simpatia del mondo, mentre allo stesso tempo sono riusciti a demonizzare un intero popolo per il quale la notte dei cristalli rimane ancora una notte senza fine.

Ma, a differenza dei nazionalsocialisti tedeschi, i nazionalsocialisti ebraici falsificano la storia e la realtà per giustificare i loro crimini contro l’umanità. La narrativa dell’Olocausto, che è stata elevata allo stato di religione, permette allo Yad Vashem, il museo dell’Olocausto a Gerusalemme, di invocare il mantra ‘ mai più’ e allo stesso tempo di sorgere su terra araba rubata a Ein Karem affacciandosi sulle tombe senza nome dei palestinesi massacrati dai terroristi giudeo-nazisti a Deir Yassin.

È triste, veramente triste, che gran parte degli ebrei si trovino ora, consciamente e consapevolmente, nei panni dei loro vecchi oppressori.


[Vittime del massacro sionista nei campi profughi palestinesi in Libano di Sabra e Shatila .]

Il 23 agosto 1947, quasi un anno prima della nascita di Israele, Harry Truman scrisse le seguenti parole a Eleanor Roosevelt, apparentemente in seguito ad un’altra atrocità ebraica in Palestina:

“Ho veramente paura che gli ebrei siano come tutti gli sconfitti. Quando si trovano al vertice diventano tanto intolleranti e crudeli quanto lo erano le persone verso di loro quando erano essi a trovarsi in basso. Mi dispiace davvero tanto questa situazione perché la mia simpatia e sempre stata dalla loro parte.”

Oggi, alla luce del comportamento nazista di Israele in Palestina, è difficile guardare alle parole profetiche di Truman con indifferenza. Infatti è un obbligo morale del primo ordine opporsi al sionismo con lo stesso vigore e la stessa determinazione che il mondo dimostrò nei confronti del nazismo.

Alcuni ebrei, per ignoranza, per lealtà tribale o per entrambe le cose, insistono che l’opposizione al sionismo è antisemitismo. Bene, se oppressione e razzismo sono coerenti con l’essere ebraici, allora il mondo sarà obbligato ad essere in un certo senso antiebraico. Infatti se l’antisionismo è antisemitismo allora lo stesso antisemitismo diventa un obbligo morale per le persone coscienziose come argomenta eloquentemente Michael Neumann, professore di filosofia alla Trent University in Ontario, Canada.

“Oggi, quando Israele potrebbe avere la pace a portata di mano conduce deliberatamente e lentamente un altro giro di espropriazioni, rendendo la Palestina invivibile per i palestinesi e vivibile per gli ebrei. E lo scopo qui non è quello di ottenere sicurezza, come vorrebbero farci credere i propagandisti e i promotori di Israele. Il vero scopo è l’estinzione di un popolo, il popolo palestinese.

E Israele dispone di un numero sufficiente di esperti di pubbliche relazioni per eliminare i palestinesi con un livello di violenza di tipo americano piuttosto che di tipo hitleriano. Questo è un genocidio più leggero, gentile e strisciante che ritrae i perpetratori come vittime e le vittime come terroristi.”

“È assolutamente chiaro che Israele stia costruendo uno Stato razziale, non uno Stato religioso. Come i miei genitori io sono sempre stato ateo. Per la biologia della mia nascita ho diritto alla cittadinanza israeliana; forse voi siete i più ferventi credenti del giudaismo ma non ne avete diritto. I palestinesi vengono schiacciati e uccisi per me, non per voi. Devono essere spinti con la forza in Giordania, perire in una guerra civile. Perciò sparare ai civili palestinesi non è come sparare ai civili vietnamiti o ceceni. I palestinesi non sono ‘danni collaterali’ in una guerra contro una ben armata forza separatista o comunista. Si spara contro di loro perché Israele pensa che tutti i palestinesi dovrebbero scomparire o morire, in modo che la gente con un nonno ebreo possa costruire dei lotti sulle macerie delle loro case. Questo non è un sanguinoso errore ma una emergente crudeltà, la deliberata strategia di uno Stato dedito e progettato per un sempre più crudele nazionalismo etnico. Esso ha la responsabilità di un numero relativamente basso di cadaveri, ma le sue armi nucleari possono uccidere forse 25 milioni di persone in poche ore.”

Francamente credo che i sionisti non siano nemmeno moralmente adatti a parlare al mondo delle crudeltà del nazismo, e la ragione per questo sta non solo nei crimini nazisti del sionismo contro il popolo palestinese e gli altri popoli del medio oriente. Va ben al di là di ciò.

Il sionismo cooperò e collaborò col nazismo, non necessariamente per salvare ebrei, come si afferma mentendo, ma piuttosto per portare a compimento il sionismo e lo Stato sionista. E per accelerare lo scopo malvagio, i sionisti acconsentirono quietamente all’omicidio di centinaia di migliaia di ebrei che sarebbero potuti essere salvati e mandati in altre parti del mondo, specialmente nel Nord America.


[La lettera del 1941 con cui il gruppo armato sionista Lehi, di cui faceva parte il futuro primo ministro israeliano Yitzhak Shamir, offriva collaborazione alla germania nazista. Vedi storia su Wikipedia.]

Nel 1949 l’intelligence israeliana impiegò Walter Rauff, un ufficiale delle SS che si ritiene sia stato responsabile dell’omicidio di almeno 100.000 persone e che era ricercato dagli alleati come criminale di guerra. Israele, invece di portarlo alla giustizia, lo pagò per i suoi servigi e lo aiutò a scappare in sud America. Rauff che aveva escogitato un piano per distruggere gli ebrei in Palestina non fu il solo criminale nazista impiegato da Israele.

Certo, è sbagliato incolpare ogni singolo ebreo sulla terra per i crimini di Israele. Gli ebrei però, se lo desiderano, possono fare la differenza parlando contro la criminalità e il razzismo israeliani.

Titolo originale: ” Why Zionism-Nazism comparisons are legitimate”

Fonte: http://desertpeace.wordpress.com/
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16.04.2008

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

9 Commenti

  1. Gaza, cannonate su una casa
    sette morti, quattro sono bambini
    [www.repubblica.it]

    Le piccole vittime erano fratelli e sorelle di età compresa tra 15 mesi e i 6 anni

    GAZA – Orrore a Beit Hanun, campo profughi nel nord della Striscia di Gaza. Quattro bambini palestinesi sono rimasti uccisi, da una cannonata che ha centrato la loro casa mentre stavano facendo colazione. La mamma, ferita gravemente, è morta dopo il ricovero in ospedale. A fare fuoco è stato un mezzo dell’esercito israeliano impegnato in un raid nel territorio controllato dal movimento islamico Hamas partito in risposta al lancio di razzi Qassam contro il sud di Israele. I piccoli erano fratellini con un’età compresa tra i 6 anni e i 15 mesi. Lo hanno riferito i servizi di emergenza palestinesi, secondo cui tra le vittime ci sono anche due miliziani.

    Il raid è stato confermato anche da un portavoce militare israeliano, secondo il quale sono morte cinque persone. Negli scontri a fuoco, ha detto il portavoce israeliano, un soldato dello stato ebraico è stato ferito in modo leggero e un numero imprecisato di miliziani palestinesi è stato colpito.

    Secondo il portavoce israeliano, gli scontri sono scoppiati nel corso di un’operazione terrestre di un’unità dell’esercito contro “infrastrutture del terrorismo”. Durante l’operazione i soldati sono stati attaccati e hanno risposto al fuoco. L’aviazione israeliana è intervenuta e ha effettuato due raid aerei.

    Il portavoce ha detto che non gli risulta che una casa palestinese sia stata colpita da una cannonata, causando un alto numero di vittime. Ha aggiunto che se vi sono state vittime civili la responsabilità è dei miliziani che hanno scelto di attaccare le forze israeliane all’interno di aree densamente abitate da civili.

    (28 aprile 2008)

  2. Credo che paragonare sionismo e nazismo sia storicamente errato e politicamente pericoloso, oltre che moralmente deplorevole.
    Il sionismo non prevede di pianificare la distruzione di un popolo, ma chiede una terra per un popolo che non l’aveva mai avuta.
    Ogni popolo ha diritto ad una terra dove vivere, pretenderla per il proprio non é nè criminale né ignobile.
    Quindi non trovo nulla di ignobile o criminale nel sionismo.
    Nè lo Stato d’Israele in quanto tale ha fra i propri principi fondanti lo scopo di distruggere un altro popolo, quello degli arabi che vivono sui terriotri dell’ex mandato britannico. Un simile obiettivo non é stato mai né progettato né realizzato. Al contrario alcune organizzazioni arabe hanno come proprio obiettivo la distruzione dello Stato d’Israele.
    Come purtroppo spesso accade, quando due popoli debbono convivere su una stessa terra, dall’aspirazione degli ebrei ad uno Stato proprio é nata una guerra, brutta, lunga, sanguinosa e con molti crimini da ambo le parti.
    Si tratta delle nefaste ed oscene conseguenze di una guerra, non di un piano di genocidio.
    Peraltro, l’equiparazione é errata anche sotto un altro profilo: la creazione di uno Stato in oriente che fosse una terra per gli esuli ebrei non implica necessariamente la creazione di uno Stato solo di ebrei e molti israeliani sono stati ed alcuni ancora sono favorevoli ad uno Stato federale di ebrei ed arabi, mentre il nazismo intendeva sterminare tutti gli ebrei.
    Un saluto

  3. Ciao Crotalo, in realta’ il sionismo si propone la creazione di uno stato ebraico, cioe’ a maggioranza ebraica, gli ebrei che sono favorevoli ad uno stato federale credo siano pochissimi, in realta’, a parte gli attivisti anarchici di Matzpen, a lungo criminalizzati e vessati in Israele, non ne conosco alcuno che si sia pronunciato favorevolmente sulla questione. La legge israeliana proibisce addirittura ai partiti politici di avere come programma la modifica dello status di israele come stato a maggioranza ebraica, un parlamentare arabo-israeliano e’ dovuto andare in esilio per avere ventilato l’idea…

    Molti sionisti, tra cui l’estrema destra che raccoglie molti voti tra i coloni e forma spesso alleanze di governo con il Likud (ora Kadima) propone apertamente l’espulsione di massa dei palestinesi, inoltre i cittadini arabo-israeliani da un punto di vista legale godono di molti meno diritti dei cittadini di discendenza ebraica.

    Penso che il voler creare uno stato su base etnica in un luogo abitato da un altro popolo contenga in se (e la storia per me lo dimostra) le idee di pulizia etnica, purezza razziale, stato razziale, razzismo. Sotto questo punto di vista credo che sionismo e nazismo siano assolutamente affini. Sono assolutamente d’accordo con l’autore quando dice che non e’ il massacro perpetrato con le camere a gas che rende ‘nazisti’ i nazisti ma le loro idee in materia di razza e di creazione di uno stato ‘razzialmente puro’. Naturalmente come dice l’autore i crimini compiuti dal nazismo sono, come numero di vittime e degenerazione morale, molto peggiori. Ma l’affinita’ ideologica tra nazismo e sionismo, e la conseguente pericolosita’ e aberrazione morale, rimangono.
    Ciao,
    alcenero

  4. E’ moralmente deplorevole comportarsi da nazisti.
    Dire la verità è sempre una cosa encomiabile.
    Il sionismo prevede di cacciare il popolo palestinese dalla sua terra per instaurarci un insieme di individui appartenenti a tante popolazioni diverse ma con la religione ebraica in comune.
    E’ storicamente e scientificamente provato che non esiste un popolo ebraico ma solamente una religione ebraica.
    Gli ebrei hanno già la loro terra in cui vivere. Alcuni in Francia, altri in Italia, altri in Germania, altri negli USA, e così via.
    Non si capisce per quale motivo questi ebrei dovrebbero abbandonare la loro terra d’origine per andare ad occupare la terra che è sempre stata abitata dal popolo palestinese.
    Le organizzazioni arabe che hanno come obiettivo la distruzione dello stato di Israele, non hanno come obiettivo l’uccisione delle persone che vi abitano. Il loro obiettivo è la cancellazione dell’entità politica che costituisce lo stato Israeliano.
    I sionisti non hanno mai cercato di convivere pacificamente con i palestinesi, ma al contrario li hanno attaccati brutalmente con attentati terroristici fin dai primi momenti. Stessa cosa hanno fatto con gli Inglesi per convincerli ad andarsene dalla Palestina.
    Andare a stabilirsi in massa su una terra già abitata da un’altro popolo è un’azione pianificata e premeditata, confermata da una grossa quantità di documenti. Il che equivale ad aver premeditato una soluzione finale.
    Il nazismo, pur con tutte le sue colpe e i suoi crimini, inizialmente ha cercato di allontanare tutti gli ebrei dalla Germania. E’ stato il sionismo a impedire che potessero trasferirsi in massa negli USA, scatenando lo sterminio.

    Chi si comporta come un nazista è un nazista.
    Non ci sono scuse o giustificazioni.

  5. Caro Oracolo,
    chi si comporta da nazista è nazista. Bene! Allora sono sicuro che un buon sionista non è nazista.
    A me, infatti, non risulta che il sionismo abbia avuto tra i propri principi o obiettivi lo sterminio dei precedenti abitanti della Palestina.
    Anzi, l’entità politica che rappresentava gli ebrei di Israele fino al ’48 accettò perfino la risoluzione ONU, che prevedeva l’esistenza di un’entità politica araba a fianco di una ebraica e la guerra del ’48 fu scatenata dagli arabi che invece tale soluzione non accettarono.
    Invece, trovo difficile pensare che sia possibile cancellare lo Stato d’Israele senza massacrarne gli abitanti e trovo deplorevole che una persona intelligente possa davvero credere che senza lo Stato d’Israele gli ebrei di Palestina se ne potrebbero stare tranquilli.
    Tanto più che questo obiettivo è proprio di organizzazioni arabe alimentate da fanatismo religioso e spirito terroristico, come Hamas. Non trovo alcuna giustificazione storica, morale e politica per l’obiettivo di distruggere lo Stato d’Israele, dopo 60 anni dalla sua nascita, che non sia l’odio e la volontà di sterminarne gli abitanti. Lo stesso odio alimentato dai dittatorucoli arabi che hanno sempre usato i palestinesi come carne da cannone contro gli ebrei, nemico esterno necessario alle loro misere politiche interne.
    Di certo chi si propone un tale obiettivo oggi non è un uomo di pace.
    Nè il paragone con il nazismo regge per l’argomento che pianificare il trasferimento in massa su un territorio già popolato equivale a pianificare il genocidio dei primitivi abitanti: semplicemente non é vero e lo é tanto meno in relazione alla Palestina, che aveva una densità abitativa infima.
    Non capisco poi perché l’assassinio di donne e bambini da parte dell’esercito israeliano sia un crimine nazista mentre le bombe kamikaze che uccidono civili innocenti israeliani no: li c’é una guerra e quindi o sono entrambi crimini di guerra o non lo é nessuno dei due!
    Scusa Oracolo, ma nel tuo delirio finisci per dire che il nazismo è addirittura meglio del sionismo, perché voleva solo allontanare gli ebrei dall’Europa; anzi, finisci per dire che lo stesso Olocausto sarebbe colpa dei sionisti, perché avrebbero impedito l’emigrazione verso gli USA.
    Vuoi citarmi quali documenti proverebbero che il nazismo avrebbe tentato la via dell’emigrazione forzata? A me risulta che già nel Mein Kampf Hitler prefigurasse la soluzione finale.
    Di grazia, inoltre, vuoi dirci quando e come i sionisti avrebbero impedito la migrazione ebraica in America?
    In ogni caso, lo Stato d’Israele da che è nato non ha mai pianificato né il massacro né l’espulsione dei palestinesi e nessuna di queste due misure è stata mai attuata.
    Tutto il resto è propaganda.
    Francamente, trovo moralmente deplorevole paragonare il nazismo al sionismo, lo trovo un’offesa alla civiltà, al buon senso ed alla storia.

  6. Crotalo, hai scritto una serie di menzogne nel primo commento.
    Nel secondo commento in risposta al mio, non hai fatto altro che aumentare il numero di menzogne e ad attribuirmi cose che non ho detto. Evito di replicare alle menzogne che hai scritto perchè tanto è tempo perso.
    Facciamo così. Dimostrami con documenti verificabili che quello che dici è vero e io ti dimostro che quello che dico io è vero.

    Non si può ragionare con una persona che scrive cose del genere.
    Non fai altro che confermare il fanatismo di chi appoggia il sionismo.

  7. Strano modo di fare: chi non la pensa come te é un fanatico. Atteggiamento molto razionale, non c’é che dire!
    Comunque, dimmi quali specifici fatti da me richiamati sarebbero menzogne e cercherò di dimostrarti il contrario.

  8. Il problema non sono i principi, ma le azioni che da queste scaturiscono.
    Israele purtroppo avendo il coltello dalla parte del manico lo ha sempre fatto valere.
    L’unico nome che si può dare a quello che succede oggi in palestina è sterminio.
    I palestinesi NON hanno un esercito regolare in grado di fronteggiare l’esercito di Israle, per questo non si può definire guerra, solo se esistesse un esercito palestinese con armi sufficientemente avanzate si potrebbe definire guerra.
    Qui invece si tratta di un’esercito contro una popolazione che quando si organizza e risponde viene definita terrorista.
    L’uica soluzione è uno stato misto che sarebbe stata realizzabilissima da subito visto che come dici la Palestina aveva una densità abitativa infima, sarebbe bastato creare un clima che permettesse l’incontro delle 2 culture, con la creazione di un governo misto, di un esercito misto, delle istituzioni miste, con delle elezioni democratiche in cui tra un voto di un israeliano e uno di un palestinese non ci fosse differenza.
    Questo non era invece lo scopo di chi ha concepito l’attuale stato di israele, è questo il problema principale, poi certo il fondamentelismo islamico è un grosso problema per il dialogo, ma se invece di concepire uno stato che si basa sulla divisione razziale e religiosa, sull’espropriazione e la divisione, si fosse creato uno stato unico e democratico, senze differenze razziali e religiose, oggi probabilmente non ci sarebbe nessun conflitto e nussun ghetto-Gaza.

  9. Insomma crotalo non stiamo qui a fare tanti giri di parole.

    Gli ebrei si sono presi di prepotenza la terra dei palestinesi si o no?

    Li hanno rinchiusi in ghetti come quello di Gaza si o no?

    Allora cosa stai cercando di giustificare non si capisce.

    Se io entrassi di forza a casa tua e ti chiudessi nello stanzino come ti sentiresti?

    E se poi tutte le volte che tu per reazioni tirassi qualche calcio alla porta io entrassi e ti spaccassi la faccia cosa diresti?

    Perchè questo è quello che succede. E chi non vuole vederlo o ha le fette di salame sugli occhi o è in mala fede.