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PERCH LA GENTE ODIA JOHN MAYNARD KEYNES?


DI MIKE WHITNEY
Information Clearing House

Chiunque abbia passato un po’ di tempo sui blog di economia saprà che Keynes è incolpato di tutto, dal tracollo di Wall Street all’alleggerimento quantitativo. Ma perchè? Non c’è niente ne “La teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta” di Keynes che suggerisca che egli avrebbe supportato il salvataggio delle banche o il QE2. Di sicuro non avrebbe permesso il collasso del sistema finanziario, ma questo non significa che avrebbe cominciato ad emettere assegni in bianco a istituiti finanziari insolventi, gestiti da banchieri disonesti.
Non era né un cretino, né un pupazzo della grande finanza. Credeva semplicemente che, quando l’economia va in caduta libera, sia una cosa da pazzi preoccuparsi del deficit. Teorizzava che prima bisogna rimettere l’economia su un sentiero di solida crescita, dopo di che le crescenti entrate andranno a diminuire automaticamente il deficit. È una soluzione ragionevole che ha funzionato molte volte. Ora che i fanatici dell’austerity hanno preso le redini di Washington e hanno chiuso i rubinetti degli stimoli fiscali, la teoria economica testata e provata è stata gettata al vento per placare questi esaltati. È un vero casino.

Comunque, questo ancora non risponde alla nostra domanda: perchè così tante persone odiano John Maynard Keynes?E’ forse perché credono che il governo non debba mai immischiarsi nel libero mercato o perché i rimedi di Keynes, di solito, comportano conti in rosso? Oppure c’è un motivo del tutto diverso, un obiettivo politico che si traveste da ‘principio di libertarismo’, ma in realtà è un tentativo di distruggere la classe media e trasferire più ricchezza ai super-ricchi? Tenete a mente che la guida del Partito Repubblicano non ha mai avuto problemi nell’aumentare il deficit e a raddoppiare il debito nazionale durante la presidenza di G.W. Bush. Solo recentemente si sono convertiti. Ci sono diversi motivi per essere scettici.

Lo sanno i critici di Keynes che lui riteneva che i deficit di bilancio sarebbero stati bilanciati durante i periodi positivi? Sicuramente no, dato che i suoi critici più accaniti non hanno mai letto nulla di quello che ha scritto. Preferiscono basare i loro giudizi su blog di ciarlatani invece di dargli una possibilità e sfogliare il testo originale. E’ per questo che respingono le sue molte intuizioni con un gesto della mano, come se fosse un democratico spendaccione qualunque, non interessato ai conti che lascia in rosso.

Tutte sciocchezze. Keynes è il miglior amico che il capitalismo abbia mai avuto. Ha dato un volto umano ad un sistema che, spogliato dalle sue sottigliezze, è poco più di una lotta per la sopravvivenza. L’enfasi data alla piena occupazione ha contribuito a rafforzare la classe media e a creare l’economia più prospera e produttiva che il mondo abbia mai visto. La “Teoria Generale” fu un lavoro innovativo che rivoluzionò l’economia. Non era un attacco al capitalismo o al libero mercato, ma, al contrario, era uno studio approfondito di come il sistema poteva esser fatto funzionare in modo più efficiente. L’idea centrale era che il sistema funziona al meglio con la piena occupazione, dato che i redditi supplementari generano una grande domanda, che porta a maggiori investimenti e ad un circolo virtuoso. Qui un estratto da un articolo preso da “The Library of Economics and Liberty”:

Contrariamente alle affermazioni dei critici, Keynes era un relativo sostenitore del libero mercato. Fu Keynes, non Adam Smith, a dire che “non c’è da sollevare nessuna obiezione contro la classica analisi della modalità per cui l’interesse privato determinerà quello che viene prodotto, in quali proporzioni i fattori di produzione saranno combinati e di come il valore del prodotto finale verrà distribuito tra loro”. Keynes credeva che una volta raggiunta la piena occupazione tramite politiche fiscali, il mercato avrebbe potuto operare liberamente. “Di conseguenza,” continuava Keynes, “a prescindere dalla necessità di controlli centrali per realizzare gli adeguamenti tra la propensione al consumo e l’incentivo ad investire, non c’è ragione di intervenire maggiormente nella vita economica rispetto a quanto si faceva prima”.
(“John Maynard Keynes”, The Library of Economics and Liberty)

Molte cose scritte da Keynes potrebbero trovare d’accordo anche il più ardente sostenitore della ‘moneta forte’, ma, dal momento che il suo punto di vista è stato ridotto a ‘questo e quello sono keynesiani’, è difficile convincere le persone diversamente. Ma Keynes non era lo spendaccione che molti credono. In realtà era piuttosto conservatore. E difficilmente avrebbe supportato le politiche della Fed, dove le perdite degli speculatori o quelle dei ‘troppo grandi per fallire’ sono state bypassate nel bilancio pubblico. Nessuna di queste concezioni è coerente con le sue idee di libero mercato. Chiamare i salvataggi ‘keynesiani’ non è solo ingiusto, è ridicolo.

L’American Recovery and Reinvestment Act (ARRA) di Obama, d’altra parte, era chiaramente una misura keynesiana; ha fornito direttamente sgravi fiscali per l’economia e, stando al CBO, ha ridotto sostanzialmente la disoccupazione, diminuito il gap di produzione e incrementato la crescita. L’ARRA ha fermato la crisi finanziaria prima che questa provocasse un’altra Grande Depressione e questo dimostra che gli stimoli keynesiani funzionano.

Ma Keynes è più di un singolo stimolo fiscale. Aveva una profonda conoscenza della psicologia degli investitori, della natura umana e del funzionamento dei mercati. Ecco un estratto da “La Teoria Generale” che ci da un esempio del suo pensiero:

Il nostro desiderio di avere denaro come riserva di ricchezza è il barometro del grado di sfiducia nei nostri stessi calcoli e delle nostre convenzioni riguardo il futuro…. Il possesso del denaro culla la nostra inquietudine; e la ricompensa per essere incorporati al denaro è la misura del grado della nostra inquietudine.

Questo è molto acuto e spiega perché un’improvvisa flessione del mercato può rapidamente trasformarsi in un crash completo. Gli investitori si spaventano, ritirano i loro soldi e si nascondono. Poco dopo i capitali che sostengono i mercati scemeranno, ci saranno gli assalti agli sportelli bancari e il tutto spingerà l’economia verso un prolungato stato di semi-coma. E tutto perché la gente perde fiducia nella sua capacità di anticipare il futuro. Un investimento è tutto anticipazione, anticipazione e fiducia. Ecco come Keynes ha riassunto:

Sarebbe stupido formare le nostre aspettative e dare molto peso a questioni molto incerte. Perciò è ragionevole essere guidati a un livello considerevole dai fatti sui quali riponiamo abbastanza fiducia, anche se possono essere decisamente meno rilevanti per il risultato rispetto ad altri fatti dove la nostra conoscenza è però vaga o scarsa. Per questo motivo i fatti della situazione attuale rientrano sproporzionatamente nella formazione delle nostre previsioni future; la nostra pratica usuale è quella di prendere la situazione attuale e proiettarla nel futuro, con qualche modifica se abbiamo delle ragioni di aspettarci un cambiamento.

Lo stato delle prospettive future, sul quale si fondano le nostre decisioni, non dipende quindi solo dalla previsione più precisa che possiamo fare. Dipende inoltre dalla sicurezza di queste previsioni, da quanto valutiamo possibile che la nostra miglior previsione risulti completamente sbagliata. Se ci aspettiamo grandi cambiamenti, ma siamo molto incerti riguardo alla forma precisa che prenderanno, allora la nostra sicurezza si indebolirà.
Lo stato di fiducia, come lo hanno definito, è una faccenda su cui gli uomini hanno sempre riposto la più stretta e ansiosa attenzione.”

Se Keynes ha ragione, allora cosa ci dicono della politica indubbiamente più incompresa e controversa della storia della Fed, il QE2 di Bernanke? Bernanke ha adempiuto al suo ruolo di amministratore del sistema, riducendo l’incertezza e costruendo la fiducia per le aspettative a lungo termine, oppure ha semplicemente aggiunto ansia agli investitori con programmi che nessuno capisce davvero? E se la fiducia non viene ristabilita velocemente cosa accadrà quando la Fed terminerà il suo programma di acquisto di obbligazioni (QE2) alla fine di giugno? Ecco cosa ha detto Keynes:

[…] gran parte delle nostre attività positive dipendono dall’ ottimismo spontaneo piuttosto che da previsioni matematiche,…. Probabilmente, molte delle nostre decisioni di fare qualcosa di positivo, le piene conseguenze che si protrarranno per molti giorni a venire, possono solo essere il risultato di spiriti animali – di un impulso spontaneo ad agire invece di non agire, e non come il risultato di una media ponderata dei vantaggi quantitativi moltiplicati per le probabilità…. Quindi se gli spiriti animali sono offuscati e l’ ottimismo spontaneo vacilla lasciandoci dipendere solo da una speranza matematica, le imprese si affievoliranno e moriranno […].

Questa citazione mostra la differenza tra il Keynes ‘psicologo’ e il Bernanke ‘tecnico’. Indirizzare l’economia non è solo questione di saper muovere le giuste leve della banca centrale. Abbassare i tassi di interesse e aumentare gli aggregati monetari possono essere utili per dare una scossa, ma da solo il trucco non funzionerà. Gli ‘spiriti animali’ hanno bisogno di essere rivitalizzati riducendo il più possibile l’ incertezza. Ecco come Keynes ha riassunto:

L’altra serie di errori, di cui temo gli sviluppi, ha origine da una cruda dottrina economica, comunemente nota come ‘teoria quantitativa della moneta’. Se la quantità di moneta viene fissata rigidamente, l’aumento della produzione e dei salari subirà prima o poi una battuta d’arresto. Alcune persone sembrano dedurne che la produzione e i salari potranno essere alzati incrementando la quantità di moneta. Ma è come cercare di ingrassare acquistando una cintura più larga. Negli Stati Uniti attuali la vostra cintura è parecchio più grande della vostra pancia. Sottolineare la quantità di moneta, che è solo un fattore limitante invece che il volume di spesa che è il fattore attivo, è la cosa più ingannevole che si possa fare.

Questa è davvero roba forte. Gli allarmisti della massa monetaria stanno puntando al picco della base monetaria come il segnale che il paese stia velocemente diventando come lo Zimbabwe e ciò è assurdo dato che il meccanismo di trasmissione tradizionalmente usato dalla Fed (le banche) è ancora fuori uso. Sì, le banche sono cariche di riserve, ma le famiglie e i consumatori non hanno accesso a queste riserve e continuano a ridurre il proprio indebitamento. Le montagne di soldi non creano da sole inflazione, solo lo spenderli la crea. Ora, i prestiti stagnano e le riserve bancarie sono fuori dalla circolazione. Il pericolo d’inflazione è minimo.

Keynes pensava che la politica monetaria da sola non poteva ridare fiducia e rimettere l’economia in carreggiata. Sapeva anche che i tassi di interesse e la facilitazione al credito non fornivano un efficace meccanismo di trasmissione per aumentare la domanda e questa è la ragione per cui il governo deve fornire un supporto fiscale quando il business taglia gli investimenti e i consumatori sono obbligati ad aumentare i risparmi. Ecco ancora Keynes, dal capitolo 12 de “La Teoria Generale”:

Mi trovo ora un po’ scettico sul successo di una politica puramente monetaria […] aspettiamo di vedere lo Stato – che è in grado di calcolare il margine di efficienza del capitale-merce con lungimiranza e sulla base di vantaggi generali per la società – prendere sempre più responsabilità nell’ organizzazione diretta degli investimenti.

Questo è quello che fa lo stimolo fiscale, aiutare il recupero dell’economia generando attività (ad es. spesa pubblica) quando i consumatori sono alle corde e le imprese non investono. L’alternativa è una maggiore disoccupazione, meno entrate, prezzi in caduta, aumenti dei default, crescita lenta e un rafforzamento di questa spirale verso il basso. Detto questo, potremmo assistere al riemergere di pressioni deflazionistiche già nel prossimo mese, quando il QE2 di Bernanke terminerà e la falla nella strategia della Fed diventerà sempre più palese. Ecco cosa dice Keynes al riguardo:

Il modo per mantenere il boom economico si realizza mantenendo alti volumi di investimento e aumentando la propensione al consumo tramite la redistribuzione dei redditi […] così che un livello di occupazione possa richiedere un investimento minore per il suo supporto.
(Robert Skidelsky, “Keynes; The Return of the Master”, pag. 68, Public Affairs, New York)

Così Keynes era per la redistribuzione? Potete scommetterci. Ha avuto la lungimiranza di capire che una grossa diseguaglianza porta ad un calo di domanda. Quando i lavoratori non avranno più i mezzi per sostenere l’ economia attraverso il consumo, allora il sistema dovrà essere riorganizzato per sostenere la domanda. Non è questione del ‘Big Government‘ che spenna i ricchi per realizzare un’utopia socialista. Stupidaggini.

È questione di riconoscere i difetti di questo sistema e trovare il modo di farlo funzionare in maniera efficiente. E questo era il pezzo forte di Keynes, trasformare un sistema instabile, sempre in crisi, nel veicolo per diffondere benessere e creare ricchezza. Per questo ha dedicato così tanto tempo alla disoccupazione, proprio perché aveva capito che questa era sintomatica di un problema profondo, di una mancanza di volontà di investire da parte del settore privato. Quando le imprese trattengono gli investimenti – perché non c’è domanda per i loro prodotti – allora la disoccupazione sale, i consumi calano e l’economia si deprime. Keynes si rese conto che questa tendenza (depressione) può durare per un tempo indefinito, a meno che il governo si intrometta e riempia il vuoto creato dalla mancanza della spese da parte dei privati.
Così, quando i consumatori devono tagliare le spese e ridimensionare i bilanci e le imprese non riescono a trovare sbocchi vantaggiosi, sta al governo spendere per il tempo necessario a rivitalizzare l’ economia e creare una ripresa autosufficiente.

I rimedi di Keynes funzionerebbero se venissero applicate le giuste misure, ma che la politica attuale non sostiene. Così, quando terminerà il programma di acquisto di obbligazioni della Fed, probabilmente ci sarà di nuovo una contrazione economica e il paese dovrà affrontare la prospettiva di un nuovo tremendo crollo.

Titolo originale: “Why Do People Hate John Maynard Keynes?”

Fonte: http://informationclearinghouse.info/
Link
09.04.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di REIO

Pubblicato da Das schloss

  • Albert_Wesker

    Quello che dice l’articolista e’ profondamente vero: Keynes non era
    un fanatico della spesa pubblica in sostanza,diceva solamente che
    aumentandola in periodo di crisi per portare il paese alla piena occupazione si sarebbe ricominciato un circolo virtuoso che avrebbe
    successivamente portato a nuove entrate fiscali e dunque ad azzerare
    o diminuire il debito.Un debito pubblico sociale insomma,la qual cosa
    sarebbe giustissima a patto di non confonderla con un debito assistenziale come ha fatto la dc in italia in tanti anni di malgoverno.
    Adesso chiaramente i seguaci della teoria del signoraggio bancario
    diranno invece che un debito puo’ essere anche enorme purche’ sia
    sovrano, ma questo il buon Keynes non l’ha mai detto.

  • lucamartinelli

    ormai è chiaro che ogni discussione su articoli come quello postato sia totalmente inutile. Si parla in antitesi completa. Quando si discutono problematiche a prescindere dalla truffa monetaria non si va da nessuna parte. Keynes è solo uno dei tanti che ha contribuito a chiacchierare di fumo e soprattutto ad ingannare i popoli. che vada al diavolo, lui e i suoi soci.

  • sovranidade

    Concordo pienamente.
    I politici, gli economisti e i preti sono quei soggetti specializzati in quella pratica molto comune nelle società capitalistiche, i cosiddetti “ciarlatani”. Questi cialtroni sono in grado di parlare per ore ed ore senza dire assolutamente…nulla, o meglio, sono specialisti nel “parlare d’altro”. Il sistema capitalistico li alleva e li cresce proprio per assolvere a questa funzione che definirei “distrazione di massa”. Esempi ne sono i vari Tremonti, Draghi, Prodi oppure anche Santoro, travaglio Grillo ecc. Per non parlare poi del capo supremo: Il pastore tedesco vestito di bianco…quello te lo raccomando, è il peggiore!

  • mikaela

    che vada al diavolo, lui e i suoi soci.

    Leggi cosa scriveva MIKE WHITNEY nel 2008 cosi’tanto per rinfrescarti un po’ la memoria, rileggi le decine di commenti dei nostri “esperti” te compreso sotto l’articolo riproposto propio qui su CDC. :):):):)

    Se non fosse stato per Barnard che ha analizzato tutte le varie fonti e scritto il Piu’ Grande Crimine oggi non se ne sarebbe neanche parlato, cosa che ha te da veramente fastidio.
    Rispetta le idee altrui perlomeno loro si impegnano e propongono delle tesi ,tu invece apparte un semplice “andate al diavolo” non proponi niente a questa discussione. .

    Non sono qui per le tue provocazioni ma per sostenere un articolo che a mio avviso spiega tante contradizioni delle politiche monetarie mai evidenziate.

    PERCHE’ IL SALVATAGGIO DI WALL STREET PUZZA
    [www.comedonchisciotte.org]

  • AlbertoConti

    Il vero difetto di Keynes era quello di essere un inglese, e di quelli potenti, che hanno capacità di manovra. La fonte del suo potere era il pensiero, e questo gli fa onore, ma nulla può togliere al demerito di aver contribuito alla grande truffa anglo-americana in salsa monetario-finanziaria. Oltre a questo, per geniale che fosse, ragionava di un mondo che sembrava ancora infinito, come l’orizzonte di un bambino che gioca a cosa farà da grande. Il pianeta ai suoi tempi pareva poter dare tutto, senza limiti, se non la “capacità di chiedere”. Abbiamo voltato decisamente pagina, il brusco risveglio dell’adolescenza tecnologica ci fa, o ci dovrebbe far guardare in tutt’altra direzione. La grande crisi americana, tanto annunciata, precipiterà clamorosamente quanto prima, e non è amando o odiando Keynes che il mondo potrà gestire il giorno dopo.

  • Iacopo67

    Va bene, Keynes e Roosevelt non hanno fatto la guerra alle banche, ma per il resto non hanno operato poi tanto male, dal punto di vista del popolo statunitense.
    Noi siamo messi molto peggio, direi.

  • victorserge

    di economia non capisco un’acca, ma l’articolo mi è piaciuto.
    io sono per un’economia socialista in cui lo stato detiene il potere delle risorse energetiche, della comunicazione e della finanza.
    per il resto un attività piccolo imprenditoriale sarebbe sufficiente per stimolare il mercato interno dei consumi.
    insomma, io sono per l’assistenzialismo: cioè il socialismo, un domani, forse comunismo.

  • GioCo

    Articolo interessante con un solo piccolo neo a mio avviso. Keynes si riferisce a al mercato del suo tempo e parla di persone che “sono il mercato” (nel senso che permettono la sua esistenza) nel suo periodo. Abbondando possiamo metterci in quel mondo la maggior parte degli americani della sua epoca, bianchi e della classe media. Ma lasciando anche perdere che nel mondo di Keynes non sono mai entrate larghe fette di società, in genere quelle più fragili, invisibili e ridotte all’impotenza dalla mercificazione e ammettendo che la sua sia stata un buona opera, in grado di dare un volto “umano” al disumano per antonomasia, c’è il problema che nel 2010 (ma in realtà già dal 1960, ma ci sono voluti 50 anni per realizzarlo) il mondo e i suoi equilibri sono mutati: la classe in cima alla piramide del potere mercantile s’è accorta che il pianeta, come entità materiale, nel suo complesso, era comperabile. Questo ha segnato uno stacco preciso tra il vecchio mondo “di confine” (territoriale) che aveva permesso l’emersione del potere mercantile, definendo la proprietà e il nuovo mondo, spostando l’asse di interesse dalla conservazione del denaro alla conservazione del potere, di chi aveva ottenuto il massimo della centralizzazione del potere mercantile. Come dire: siamo diventati i padroni del mondo, ora cambieremo il mondo per impedire ad altri di prendere il nostro posto. Da lì la lenta e costante corrosione dei diritti che punta a costruire una società tecno-fantasy medievale, a metà tra il Signore dei Monelli e Star Wares che immagina un futuro di lacchè fantozziani, schiavizzati e ridotti a vivere funzionalmente ai loro padroni (fisici, cioè padroni del corpo) in agglomerati ben circoscritti, come gli ingranaggi di un orologio. Chi si ribella si preme un bottone (biiip) e sparisce. Fanculo ai film di Shwarzy, tanto la realtà è molto diversa … Ora siamo lontanini da questo futuro, tanto che c’è ancora chi si permette il lusso di credere che sia una fantasia improbabile; peccato sia solo prossima stazione verso cui questo treno è diretto …

  • mikaela
    • 1 Ecco cosa dice Keynes al riguardo:
      Il modo per mantenere il boom economico si realizza mantenendo alti volumi di investimento e aumentando la propensione al consumo tramite la redistribuzione dei redditi […] così che un livello di occupazione possa richiedere un investimento minore per il suo supporto.
      (Robert Skidelsky, “Keynes; The Return of the Master”, pag. 68, Public Affairs, New York)
      Così Keynes era per la redistribuzione?
      Non è questione del ‘Big Government’ che spenna i ricchi per realizzare un’utopia socialista. Stupidaggini.
    • 2 Per questo ha dedicato così tanto tempo alla disoccupazione, proprio perché aveva capito che questa era sintomatica di un problema profondo, di una mancanza di volontà di investire da parte del settore privato
    • 3 sì, quando i consumatori devono tagliare le spese e ridimensionare i bilanci e le imprese non riescono a trovare sbocchi vantaggiosi, sta al governo spendere per il tempo necessario a rivitalizzare l’ economia e creare una ripresa autosufficiente.

    Per realizzare tutto questo ci vuole la sovranita’ Monetaria non ce’ bisogno di trasformare uno stato democratico ad uno stato comunista, basterebbe uscire dall’Euro.

  • lucamartinelli

    mi sembra un tantino aggressiva, gentile signora. Le faccio notare che non le ho fatto nulla. Per tornare a noi qualche modesta proposta il sottoscritto l’ha fatta nel tempo. Inoltre mi sono rivisto l’articolo che mi ha consigliato di rileggere, ma non ho trovato le decine di commenti di cui lei parla. In quanto al rispettare le opinioni altrui non significa che non possa contestarle, anche con veemenza. In fondo, siccome chi ha la cortesia di leggermi ha da tempo capito che non gradisco l’inganno di una finanza fatta di sciacalli che rapina i popoli da sempre lasciando, quando va bene, le briciole se ne deduce che qualche volta possa esprimere il mio disappunto tagliando corto. tutto qua. Ognuno è libero di farsi ingannare come vuole e da chi vuole. Il mio concetto di democrazia è stato stupendamente espresso da Pericle nel discorso agli Ateniesi nel 461 a.C. e riportato da Tucidide. Mi spiace, ma non ho spazio per altro. Non me ne voglia. A rileggerla.

  • victorserge

    mi scusi mikaela, ma il nostro è uno stato democratico?
    secondo quale tipo di decisione democratica non siamo più a sovranità monetaria?
    secondo quale criterio i governanti hanno deciso che i soldi dello stato, cioè dei cittadini, siano passati da una gestione di stato a una gestione di uno “stato” che non esiste?

    inoltre uno stato comunista non esiste, il comunismo non prevede nessuno stato; si legga marx.
    eppoi le dico che il problema non è l’euro in sè, ma il fatto che gli stati non sono più sovrani, indipendentemente dalla moneta: il problema è stato mastricht, da lì deriva tutto il marasma.

    infine, io sono per il socialismo: lei è per il capitalismo?

  • mikaela

    Non conosco il discorso di Pericle, ma riconosco quelli che hanno lottato per sostenere l’Euro e continuano a farlo solo perche’ non c’hanno niente da rimette.
    Io Sono per una battaglia contro un sistema monetario che ci ha portati alla rovina per il beneficio di pochi intimi che lo hanno voluto, e non capisco un sostenitore dell’Euro come te per quale motivo debba essere incazzato visto che vi sta’ andando come previsto.
    Sapevo benissimo che non c’era nessun commento,
    era per dimostrarti che prima del Saggio di Barnard nessuno scrivea o commentava perche quelli che sanno la verita’ fanno di tutto per tenersela per loro perche’ e’ solo a loro che fa comodono e quelli che non conoscevano la verita’ non hanno potuto commentare perche’ non sapevano neanche le basi della verita.

  • mikaela

    Per sostenere l’ uscita dall’Euro non c’e’ bisogno di leggere Marx
    Basta farsi un giro per i negozi e vedere che la genta non ha piu’ soldi basta andare per la strada e vedere quanda gente non ha lavoro.
    Non c’e’ nessuno partito di sinistra o socialista, se guardi attentamente sono tutti di destra anche se hanno bandiere diverse

    L’unico Comunismo e’ a Cuba o il socialismo in Venezuela e Dio li salvi dopo la morte di Castro perche’ faranno propri la fine di Haiti se si faranno mettere i piedi in testa dal grande potere.
    .
    Mi chiedo invece se tu hai letto il piu’ grande Crimine. Di Barnard
    e se veramente hai capito il principio della tesi di keynes attraverso le spiegazioni di questo articolo o da quello che ha detto Barnard.
    cerca su google video ( Nigel Farange) cosi’ senti un vero parlamentare di turno in quella specie di associazione a deliquere che e’ il parlamento europeo.

  • consulfin

    Eh sì! Non ci sono più le mezze stagioni. Meno male che c’è rimasto Barnard-santo-subito-prima-di-giovanni-paolo-II (che non è giovanni paolo ii)

  • consulfin

    p.s. tutto il mio rispetto per gli sforzi di barnard, è sottinteso

  • Siculo

    Esattamente! E aggiungo che uscire dall’Europa non ci risolvera i problemi come vogliono i teorici del signoraggio, i problemi li dovrebbe risolvere l’europa (politicamente parlando) iniziando a fare un po di politica monetaria e sociale seria, anzichè farsi dettare dikat sempre piu restrittivi da quei burocratici che siedono ai vertici della BCE che mettono il cappio al collo a noi poveri cittadini “europei”. Insomma il problema non è l’Europa in se ma l’Europa cosi com’è strutturata. Un europa sempre piu in mano alle lobby (finanziarie e non), dove il parlamento europeo e la politica conta sempre meno, e l’unico motto amato è quella pazzia tanto decantata della “mano invisibile” di smithiana memoria. Il mercato non si autoregola da solo, ma necessita di regola, altrimenti il mercato diventa quello che stiamo nuovamente conoscendo: un mare aperto ai predatori, ovvero quei parassiti (i big dell’economia) che si avventano con tutta la loro foga per accaparrarsi il piu possibile in una lotta senza quartiere fra loro e tutto naturalmente a scapito dei cittadini-lavoratori ormai privi di sistema immunitario (iniziando dai sindacati e finendo alla politica e alle protezioni statali)

  • mikaela

    Quei burocrati che siedono alla BCE sono gli inventori della Comunita’ Europea , e quelli che siedono al palamento europeo sono solo i loro porta borse di turno.
    Figurati se si preoccupano delle politiche sociali degli stati della comunita’.
    Loro sono li per prestare soldi non per fare feneficenza.
    Il dollaro debole incentiva gli acquisti in america e noi saremo sempre di piu penalizzati nell esportazioni, perdiamo turisti ,la loro economia prima o poi si riprendera’ quella della comunita’ non si riprendera’ mai neanche svendendo quel poco che Prodi non ha svenduto perche’ non ci sono soldi per gli investimenti.

    Ci hanno aggredito piano , piano, piano e ora siamo nelle loro mani e il giorno che ve ne accorgerete anche voi non avremo piu’ neanche la forza per rialzarci.

  • victorserge

    che dire.
    non saprei aggiungere altro a quello che ho già scritto: il capitalismo è un mostro, il socialismo lo può solo attenuare; il comunismo è la liberazione dal capitalismo.

    io la vedo così la faccenda, sarà semplificatorio e superficiale, ma oltre io non ci arrivo.

    saluti.

  • lucamartinelli

    cara signora, il discorso di Pericle puo’ sempre leggerlo. E’ vero che ho una certa eta’ e potrei avere vuoti di memoria, ma non ricordo proprio di avere mai postato un commento a favore dell’euro. Non è che mi scambia con qualcun altro? io sono quello che ha invitato tutti a togliere i risparmi dalle banche e a cambiarli in franchi svizzeri o in oro fisico…le dice nulla questo?

  • Johnny_Cloaca