DI MASSIMO BORDIN
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Massimo Bordin ha fatto la storia del giornalismo in Italia. La mattina, quando andavo al lavoro, il suo vocione da Radio Radicale accompagnava il mio viaggio in auto. Per me è la solita storia, d’accordissimo con lui sul piano dei diritti della persona, in grave disaccordo quando parliamo di politica economica, ovvero del diritto ad essere il più possibile al riparo dal bisogno. Bordin (ma è un po’ che non lo sento più) è un atlantista, un filo europeista, un convinto liberal-liberista. Quello che ha scritto va nel senso di lanciare un allarme: “compattiamoci, o vincerà Grillo (LN, FdI)”.
Consultare sfere di cristallo non mi pare facesse parte del suo bagaglio professionale, lo avrà cambiato. Un giornalista serio come lui dovrebbe sapere che la situazione è ancora molto, molto confusa sia in Italia che nel mondo. Ovvero che la risultante delle forze in gioco non appare ancora all’orizzonte. Sul lungo termine l’eurozona avrà fine, non ho dubbi. Ma sul breve-medio termine mettersi a predire la data ed anche l’ora in cui accadrà (o come finiranno le elezioni in Italia o negli altri paesi europei) è uno sport al più per il Dezzani di turno. Lasciamo perdere ed incrociamo le dita (direi di lasciar stare anche i sondaggi. Li fanno al telefono fisso intercettando, di conseguenza, soprattutto un certo tipo di elettore. E quelli che usano solo il cellulare?) …
Riconosco più logica nella tua analisi che in quella del post...poi debbo dire che la lettura del messaggio allarmista che fai a proposito del vero impulso per il quale l'autore scrive, ha un valido fondamento! Bravo
Sarei anche d´accordo con te, solo che questo Massimo Bordin, docente di Storia e Filosofia presso un Liceo Scientifico, é solo un omonimo del Bordin radicale. Il Bordin radicale avrebbe probabilmente scritto meglio questo articolo sul piano stilistico e formale.
Quindi i 5 Stelle avrebbero "sostenuto" 4 governi e 4 presidenti differenti?? osservazione perspicace ...
Rileggi attentamente ;)
Ok, scusa ... la lettura su web alle volte è frettolosa, e induce ad equivoci, però credo che il destino dei 5 Stelle sia proprio quello di ereditare le macerie, e di prendersi di conseguenza ogni tipo di vaffanculo ... vedi il caso Raggi.
Ho paura che se i 5S non vincono, si verrà a creare il fantasma di una destra più estrema capace di catalizzare il vero disagio e convogliarlo in direzioni tutt'altro che pacifiche!
Ho la netta sensazione che Beppe Grillo potrebbe sciogliere il M5S nel caso in cui dovesse perdere le prossime elezioni politiche. La destra estrema, quella vera, non è utopia (purtroppo).
I 5 stelle sono per tenersi l' euro. Hanno votato per togliere l'immunita' a Marine. Sono un partito atlantista e non di rottura.
Secondo te un partito di rottura (apparentemente) così violenta quale il FN di Marine Le Pen potrà vincere le elezioni ?? Senza contare che la Le Pen appartiene per storia e identità alla casta, tant'è che durante le manifestazioni violente contro la Loi Travail si è schierata dalla parte delle forze dell'ordine, spesso cita Sarkozy come punto di riferimento ... una bella "rivoluzione", non c'è che dire.
Lo sai che non l'ho ancora capito da che parte stanno in realtà....sono li per un bisogno ingenuo di fare qualcosa di propositivo o ce li hanno messi per prevenire una deriva di "estrema destra"....che in casi di forte disagio sociale solitamente prende forza..!?!
E' vero, il M5S è solo un raccoglitore ben organizzato della protesta e non governerà mai e se dovesse succedere sarà la catastrofe per l'Italia. Immaginate la composizione del governo: primo ministro Di Maio, alle finanze Fico, agli esteri Di Battista e via di seguito degli incompetenti
Il Movimento 5 stelle non andrà al governo, almeno non nelle prossime elezioni, il perché è facile a dirsi...in primis si rifiutano di allearsi con qualsivoglia compagine politica, poi le modifiche che apporteranno alla legge elettorale faranno si che il premio di maggioranza vada alla coalizione e non al singolo partito più votato di conseguenza il nuovo DP assieme al PD aggiunti ad altri frammenti di sinistra ex SEL+Si uniti tra loro formeranno la famosa coalizione ammucchiata alla caccia di poltrone e di conseguenza saranno in grado di ottenere più voti per raggiungere il tanto agognato traguardo in termini di percentuali tornando nuovamente a governare! Però sarà per l'ultima volta...dopo ci saranno solo macerie, e nessuno vuole governare sulle macerie... li poi si vedrà chi si prenderà questa enorme responsabilità...
Non è un gran che come analisi.
-Ha messo FI come partito anti euro? A me non sembra. Se Renzi gli darà assicurazioni sulle aziende, Berlusconi si potrebbe benissimo alleare con il Pd, in fondo lo ha già fatto con il patto del Nazareno.
-"Il PD è ormai scisso in due"??? Gli scissionisti fanno al massimo un 3%, un decimo del Pd.
-È logico attendersi che Grillo dovrà fare alleanze con qualcuno, qualunque sia la legge elettorale. Se la fa con Salvini la base, che è sostanzialmente di sinistra, si ribellerà. Se la fa con Berlusconi i giustizialisti lo mangeranno vivo. Forse si cercherà qualche partitino da comprare con un po' di poltrone per arrivare alla maggioranza numerica.
-Se si farà un referendum sull'euro mi aspetto che la maggioranza voglia continuare a tenersi l'euro.
-L'asso nella manica del Pd è lo ius soli. Con questo potrebbe comprarsi il voto dei cosiddetti "nuovi italiani" , specie se prometterà di continuare con l'immigrazione attuale.
P.S. Ma Massimo Bordin è quello della rassegna stampa di Radio Radicale o è un omonimo?
Nella peggiore delle ipotesi in Italia si farà una nuova scelta politica nel 2018, mentre Mario Draghi terminerà il suo mandato alla BCE nel 2019. Riuscirà la nostra economia a metabolizzare la peggior moneta che ci potesse capitare, dalla caduta dell'impero romano, per ancora un anno o due? O vomiterà prima tutta la bile accumulata in meno di vent'anni di moneta iperliberista? Facile dire che l'uscita dall'euro si avvicina senza rispondere a quest'alternativa.
La politica, quel che ne resta dopo il sopravvento del lobbismo, di cui l'euro è motore e scudo, non potrà che andare a rimorchio di un processo inesorabile come il destino, la fine di uno strumento nato marcio, costituzionalmente sbagliato ai fini sociali, tanto quanto potente come idrovora di ricchezze da pompare dalla platea dei più deboli verso l'elite dei più forti. L'euro è il simbolo di un'ideologia mai votata nell'epoca del totale disfacimento delle ideologie politiche del '900, racchiudendo in sè il distillato dei principi e dei tabù propri del tardo liberismo capitalista occidentale, partorito ovviamente nel cuore dell'impero, di là dell'atlantico, con una sponda ancora incredibilmente potente di là della manica. In quanto tale l'euro, o il "sistema euro" se si preferisce, è stato un arma formidabile in mano ai nemici della democrazia, per farla a pezzi nei fatti, mentre la magnificavano a parole, non potendo fare altrimenti. Il tutto cementato dalla paura nella tenuta di un sistema economico che "non ha alternativa", mentre affama le masse sfamandole a malapena, con sempre maggior difficoltà, come nei periodi più bui del medioevo seguito alla caduta dell'impero romano. Con la differenza che oggi siamo la più sfigata delle grandi colonie europee dell'impero.
E' ovvio che l'euro, inteso come moneta di Stato, è prossimo alla fine, per semplice motu proprio, avendo esaurito il suo compito devastante dell'economia europea in generale e di quella dei PIIGS in particolare. Obiettivo raggiunto, maturazione fino a marcescenza delle contraddizioni intrinseche insanabili. Il problema allora è chi e come affronterà il giorno dopo, non avendone ancora capito la lezione.
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cdcuser 12 marzo 2017
La magistratura non è un potere ma un ordine dello Stato. Così la pensava anche Cossiga, uno che la sapeva lunga in materia e che giudicava con disprezzo lo sconfinamento di campo dei giudici nella vita politica.
Con Tangentopoli i magistrati hanno, invece, decretato la morte della I Repubblica e condizionato pesantemente l’attività della II, con risultati devastanti, fino ai nostri giorni. Sono stati i togati ad aver facilitato, agli inizi degli anni ’90, il golpe di Palazzo che ha spazzato via democristiani e socialisti, tenendo in piedi gli ex comunisti e i cattolici di sinistra. Quest’ultimi hanno preso il controllo delle istituzioni, sia civili che “morali” (producendo varie distorsioni culturali), del Paese approfittando del nuovo clima internazionale post guerra fredda. Con l’implosione dell’Impero Sovietico gli Usa hanno esteso il loro dominio all’Europa dell’ex Patto di Varsavia spostando la prima linea del fronte antirusso alle porte di Mosca. Le classi dirigenti nostrane che avevano fatto da argine al socialismo realizzato, giostrando con le contraddizioni del bipolarismo imperfetto Usa-Urss per tenere d’occhio l’autonomia e il benessere nazionale, furono ritenute inadatte a gestire la mutata situazione dei rapporti di forza, ormai totalmente sbilanciata a favore di Washington e del suo ordine unipolare.
Chi non è capace di leggere l’azione di Mani pulite in quest’ottica mondiale non è in grado di comprendere la portata di quella finta rivoluzione che ha ridotto l’Italia ad un concorrente di serie B del panorama occidentale. L’importanza strategica del Belpaese per i predominanti Usa non è mutata ma è cambiato il prezzo al quale la sua subordinazione viene assicurata dai servi che ora l’amministrano, senza badare al suo presente e al suo futuro.
Non contiamo più nulla all’estero e in Europa non perché non vi siano i margini per recuperare spazi d’azione, anzi l’aprirsi di una recente fase multipolare suggerirebbe il contrario, ma perché abbiamo al potere gente priva di spina dorsale e completamente dedita alla cessione di sovranità, per accreditarsi verso i padroni-predoni stranieri.
In assenza di una politica forte è allora ancora la magistratura a condizionare gli scenari istituzionali, colpendo sia in ambito parlamentare che economico. E’ quest’ultima a frenare con le sue indagini ad orologeria la penetrazione delle nostre imprese di punta sui mercati esteri, qualora vengano toccati gli interessi degli Stati che ci sovrastano, ed è quest’ultima ad entrare a gamba tesa nella bagarre politica per influenzare gli esiti di governo, al fine di garantirsi privilegi di casta e rispondere ad ordini sovranazionali. C’è da dire che essendo i partiti e gli uomini di partito tutti ricattabili – per via di quel passato in cui hanno aderito alla sceneggiata moralizzatrice giudiziaria, pur avendo l’anima sporca e preservandola sempre tale, con successive malversazioni e ruberie di Stato a scopo personale o, al massimo, categoriale – diventa agevole colpirli con indagini, avvisi di garanzia e arresti volti a condizionare gli equilibri politici con la costante vidimazione dei nostri “protettori” extraterritoriali. Ora ci stanno provando anche con Renzi, dopo che lo stesso si è avvantaggiato di speculari sistemi per screditare avversari e amici-nemici interni al Pd. Un circolo vizioso che non accenna ad esaurirsi da quasi vent’anni, con grande nocumento per le prospettive del Belpaese, sia geopolitiche che interne. I pochi elementi non implicati nel disastro in atto (penso ai 5 Stelle) hanno, tuttavia, sposato, con un’enfasi settaria e persecutoria, le deleterie logiche giustizialistiche e moralistiche alla base di tutti i nostri guai, dimostrando di non essere all’altezza del compito di liberare la Penisola dai suoi carnefici. Aderendo, inoltre, a sciocchezze ambientalistiche e complottistiche di ogni tipo, propalate apposta per frenare il nostro sviluppo economico, i grillini sbarrano il passo all’innovazione di cui avremmo bisogno in svariati campi scientifici ed industriali.
Stesso ragionamento vale anche per i cosiddetti populisti (Lega e FdI) i quali non riescono a slegarsi dai famigerati richiami democratici che producono solo lagne e piagnistei, provando di non essere poi così cattivi come sembrano e come, invece, dovrebbero, laddove si tratta proprio di rompere la gabbia d’acciaio della democrazia in stile americano e la sua scimmiottatura europeistica, per restituire all’Italia un proprio stile originale, adeguato ad evadere dalla sua sudditanza agli Usa-Ue e per rispondere a quelle istanze liberatorie che potrebbero rilanciarla sul teatro internazionale.
Finché non apparirà all’orizzonte una forza nazionale capace di respingere democrazia, falsi miti di pace e solidarismo ed idiozie ecologistiche non usciremo dal burrone storico in cui siamo tristemente piombati. Eppure l’avvento di una forza così fatta e risoluta è la nostra unica speranza.
Fonte: http://www.conflittiestrategie.it/rompere-con-la-democrazia