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Pensi che la sua valutazione sia accurata?

FONTE: SAKER.IS

“Pensi che la sua valutazione sia accurata?” è stato l’oggetto di una e-mail che ho ricevuto di recente da un buon amico. L’e-mail si riferiva all’articolo di Paul Craig Roberts “Un giorno il domani non arriverà[TRAD ITA QUI], che afferma che “l’esercito statunitense è ora di seconda classe rispetto all’esercito russo”. L’articolo poi prosegue elencando un certo numero di sistemi d’arma russi che sono chiaramente superiori alle rispettive controparti statunitensi (sempre ammesso che esistano). La mia risposta è stata breve “Fondamentalmente sì. Gli Stati Uniti hanno sicuramente un vantaggio quantitativo, ma in termini di qualità e addestramento, la Russia è molto avanti. Tutto dipende da scenari specifici, ma sì, PCR ha fondamentalmente centrato il punto”. Questo scambio di e-mail si è svolto dopo una interessante incontro che ho avuto con un amico americano molto ben informato, che, in totale contrasto con PCR, insisteva sul fatto che gli Stati Uniti avessero una supremazia militare totale nei confronti di qualsiasi altro paese, e che l’unica cosa che trattiene gli Stati Uniti dall’utilizzare questa schiacciante forza militare è il fatto che i leader degli Stati Uniti non credono nell’“uso brutale e senza vincoli della forza”. Cosa sta succedendo? Perché persone altrimenti molto ben informate hanno opinioni così contraddittorie?

In primo luogo, un avvertimento. Per avere un minimo di autorità per parlare di questo argomento, dovrei avere accesso a molti dati classificati sia sulle forze armate statunitensi che quelle russe. Ahimè, non ne ho la possibilità. Quindi ciò che segue è interamente basato su fonti pubbliche, conversazioni con alcuni contatti personali mescolate con alcune, diciamo, congetture ben fondate. Lo ripeto, sono sicuro che ciò che segue è corretto e logico.

Per riassumere lo stato di cose attuale, direi che il fatto che le forze armate statunitensi siano in un grave stato di decadimento non è così sorprendente, così come il fatto che questa realtà quasi impossibile da nascondere è quasi universalmente ignorata. Quindi separiamo le due questioni in “cosa è successo” e “perché nessuno sembra esserne a conoscenza”.

Cosa è successo

Cominciamo dall’inizio: le forze armate statunitensi non sono mai state l’invincibile forza militare che la propaganda statunitense (inclusa Hollywood) vi hanno fatto credere che fosse. Ho esaminato l’argomento del ruolo degli alleati occidentali nella mia “Lettera ai miei amici americani” e non ripeterò tutto qui. Diciamo solo che il più grande vantaggio che gli USA avevano su tutti gli altri durante la Seconda Guerra Mondiale era una base industriale completamente intatta che ha reso possibile produrre fantastici numeri di sistemi d’arma ed equipaggiamenti in condizioni quasi perfette. Alcuni, diciamo gentilmente, americani “patriottici”, lo hanno interpretato come segno del “vigore” e della “superiorità” dell’organizzazione economica capitalista, mentre in realtà questo era semplicemente un risultato diretto del fatto che gli USA erano protetti da due enormi oceani (i sovietici, per contro, dovettero spostare tutta la loro base industriale sugli Urali e oltre di essi, mentre, per quanto riguarda i tedeschi, dovettero produrre sotto un’implacabile campagna di bombardamento). La morale è questa: le forze statunitensi erano meglio equipaggiate (quantitativamente e talvolta anche qualitativamente) rispetto agli altri, e potevano accumulare potenza di fuoco in quantità difficili da raggiungere per i loro nemici. E, sì, questo ha dato un forte vantaggio alle forze statunitensi, ma di per sé non le ha rese in alcun modo “migliori”.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti sono stati l’unico paese industrializzato del pianeta la cui industria non venne ridotta in frantumi, e nei successivi due decenni gli Stati Uniti godettero di una situazione di monopolio quasi totale. Di questo beneficiarono di nuovo enormemente le forze armate statunitensi, ma divenne ben presto chiaro che in Corea e Vietnam quel vantaggio, seppur esistente, non comportò necessariamente alcuna vittoria statunitense. Dopo il Vietnam, i politici americani limitarono sostanzialmente la loro aggressività a paesi molto più piccoli, che non avevano alcuna possibilità di resistere in maniera significativa. Se guardiamo all’elenco delle aggressioni militari statunitensi dopo il Vietnam (vedi qui o qui [entrambi i link in inglese]) possiamo vedere chiaramente che le forze armate statunitensi si sono specializzate nell’attaccare i paesi indifesi.

Poi arrivarono il collasso dell’Unione Sovietica, la Prima Guerra del Golfo e la Guerra Mondiale contro il Terrore, quando i politici americani hanno chiaramente creduto nella loro stessa propaganda che li spacciava come “l’unica superpotenza” o una “iperpotenza”, e si sono impegnati in attacchi militari potenzialmente molto più complessi, tra cui l’invasione su larga scala dell’Afghanistan e dell’Iraq. Queste guerre rimarranno nella storia come casi di ciò che succede quando i politici credono alla loro stessa propaganda. Anche se Dubya [George W. Bush] dichiarò la vittoria non appena l’invasione venne completata, a tutti divenne presto chiaro che questa guerra era un disastro da cui gli Stati Uniti si sono dimostrati completamente incapaci di tirarsi fuori (anche i sovietici hanno unito i puntini e si sono ritirati dall’Afghanistan più rapidamente degli americani!). Allora, ecco cosa ci racconta tutto questo sulle forze armate statunitensi: (in nessun ordine particolare)

  1. Sono grandi, molto più grandi di chiunque altro
  2. Hanno capacità di proiezione della forza (mobilità) senza pari (in tutto il mondo)
  3. Posseggono grandi quantità di alta tecnologia, il che gli dà un grande vantaggio in alcuni tipi di conflitti
  4. Hanno i mezzi (armi nucleari) per cancellare qualsiasi paese dalla faccia della terra
  5. Controllano gli oceani e gli stretti strategici

Basta questo per vincere una guerra?

In realtà, no. Tutto ciò che serve per annullare questi vantaggi è un nemico che è consapevole di essi e che si rifiuta di combattere quello che io chiamo “lo stile di guerra americano” (riguardo a questo concetto, vedi qui). Le recenti guerre in Libano, Kosovo, Afghanistan e Iraq hanno chiaramente dimostrato che tattiche ben adattate per lo più eliminano i vantaggi delle forze armate USA sopra elencati o, per lo meno, li rendono irrilevanti.

Se accettiamo la tesi di von Clausewitz che “la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi”, allora diventa chiaro che gli Stati Uniti non hanno vinto una vera e propria guerra da molto tempo, e che l’elenco dei paesi che vogliono sfidare apertamente lo Zio Sam sta crescendo costantemente (e comprende non solo l’Iran e la Corea del Nord, ma anche l’Afghanistan, l’Iraq, lo Yemen, la Siria, il Venezuela e persino la Russia e la Cina). Ciò significa che i paesi che gli Stati Uniti cercano di minacciare e costringere alla sottomissione concordano sempre di più sul fatto che, nonostante tutte le minacce e la propaganda, gli Stati Uniti non sono affatto un nemico formidabile come alcuni vi hanno fatto credere.

Perché nessuno sembra esserne a conoscenza

La cosa paradossale è che, anche se questo è chiaramente ben compreso nei paesi che gli USA stanno attualmente cercando di minacciare e costringere alla sottomissione, questo è anche completamente ignorato e trascurato negli stessi Stati Uniti. La maggior parte degli americani, inclusi quelli molto ben informati, credono sinceramente che le loro forze armate siano “seconde a nessuno” e che gli USA potrebbero schiacciare qualsiasi nemico che osasse disobbedire o sfidare l’Impero Anglo-Sionista. Di solito, quando gli si mostrano le prove che l’USAF, la USN e la NATO non potevano affatto sconfiggere il Corpo d’Armata serbo in Kosovo, o che in Afghanistan le prestazioni militari americane sono state sostanzialmente di molto inferiori a quelle della 40a Armata sovietica (composta per la maggior parte da coscritti!), gli interlocutori rispondono sempre la stessa cosa: “sì, forse, ma se avessimo voluto li avremmo potuti bombardare con le atomiche!”. Questo è sia vero che falso. I potenziali paesi che gli Stati Uniti avrebbero potuto nuclearizzare si possono suddividere in tre categorie:

  1. Paesi che, se bombardati, potrebbero cancellare completamente gli Stati Uniti dalla faccia della terra (Russia) o almeno infliggere danni immensi agli Stati Uniti (Cina).
  2. Quei paesi che gli Stati Uniti potrebbero nuclearizzare senza temere ritorsioni simili, ma che potrebbero ancora infliggere enormi danni convenzionali e asimmetrici agli USA e ai loro alleati (Iran, Corea del Nord).
  3. Paesi che gli Stati Uniti potrebbero bombardare con relativa impunità, ma che gli Stati Uniti potrebbero anche schiacciare con forze convenzionali, rendendo inutile l’uso di armi nucleari (Venezuela, Cuba).

E, naturalmente, in tutti questi casi, l’utilizzo di armi nucleari da parte degli Stati Uniti per primi porterebbe ad un fantastico contraccolpo politico con conseguenze completamente imprevedibili e potenzialmente catastrofiche. Ad esempio, personalmente credo che l’uso delle armi nucleari in Iran rappresenterà la fine della NATO in Europa, perché tale azione comprometterebbe irrimediabilmente le relazioni UE-USA. Allo stesso modo, l’utilizzo di armi nucleari contro la Corea del Nord comporterebbe un’enorme crisi in Asia, con la potenziale chiusura delle basi statunitensi in Corea e in Giappone. Altri, senza dubbio, non sono d’accordo 🙂

La morale: le bombe americane sono utili solo come deterrente contro altre potenze nucleari; per tutti gli altri ruoli sono fondamentalmente inutili. E dato che né Russia né la Cina contemplerebbero mai un attacco preventivo contro gli Stati Uniti, si potrebbe dire che sono quasi totalmente inutili (dico quasi, perché nel mondo reale gli Stati Uniti non possono semplicemente affidarsi alla sanità mentale e alla buona volontà di altre nazioni, e quindi, in realtà, l’arsenale nucleare statunitense è davvero una componente vitale della sicurezza nazionale statunitense).

Il che ci lascia con la Marina e l’Esercito. La US Navy controlla ancora i mari e gli stretti strategici, ma questo sta diventando sempre più irrilevante, soprattutto nel contesto delle guerre locali. Inoltre, la US Navy è ancora ostinatamente portaerei-centrica, il che ci dimostra solo che la visione strategica arriva seconda, distanziata dall’inerzia burocratica e istituzionale. Per quanto riguarda lo US Army, è da tempo diventato una sorta di forza di supporto per le Forze Speciali e i Marines, cosa che ha senso nelle piccole guerre (Panama, forse il Venezuela), ma che è completamente inadeguata nelle guerre medio-grandi.

E che dire del fatto che gli Stati Uniti spendono più nella “difesa” (leggasi “guerre d’aggressione”) che tutto il resto del pianeta messo insieme? Sicuramente questo conta qualcosa?

In realtà, no, non conta. Innanzitutto, perché la maggior parte di quei soldi viene spesa per riempire le tasche di un’intera classe di parassiti del Corpo dell’Intelligence Militare, che fa sparire miliardi di dollari nella baraonda causata da quel budget per la “difesa” ridicolmente gonfiato. La realtà mai menzionata è che, rispetto agli USA, anche l’esercito ucraino sembra solo “moderatamente corrotto”!

[Nota a margine: pensate che stia esagerando? Fatevi una semplice domanda: perché gli Stati Uniti necessitano di 17 agenzie di intelligence [in inglese] mentre il resto del mondo ha bisogno solitamente di 2-5 agenzie? Pensate davvero, sinceramente, che questo abbia qualcosa a che fare con la sicurezza nazionale? Se sì, per favore, mandatemi un’e-mail, ho alcuni ponti da vendervi a prezzi meravigliosi! Seriamente, solo il fatto che gli Stati Uniti dispongano di circa il quintuplo delle agenzie di “intelligence” rispetto al resto del pianeta è un chiaro sintomo del livello veramente astronomico di corruzione dello “stato della sicurezza nazionale” americano]

Sistema d’arma dopo sistema d’arma, vediamo casi in cui la priorità numero uno è quella di spendere più soldi possibile, invece di fornire un sistema d’arma col quale i soldati possano combattere efficacemente. Quando questi sistemi vengono impiegati, vengono impiegati tipicamente contro avversari che sono due o tre generazioni indietro rispetto agli Stati Uniti, e questo li fa sembrare formidabili. E non solo, in ogni caso gli Stati Uniti hanno un enorme vantaggio numerico (da cui la scelta di attaccare paesi piccoli). Ma vi assicuro che secondo i veri specialisti militari la superiorità dei sistemi d’arma americani è una barzelletta. Ad esempio, i sistemi francesi (come il Rafale o il carro armato Leclerc) sono spesso migliori e meno costosi degli equivalenti americani, da qui la necessità di grandi tangenti e di importanti “partecipazioni industriali militari”.

Il budget militare russo è minuscolo, almeno rispetto a quello statunitense. Ma, come hanno osservato William Engdal, Dmitrij Orlov e altri [entrambi i link in inglese], i russi ottengono risultati migliori rispetto alle spese. Non solo i sistemi d’arma russi sono progettati dai soldati per i soldati (a differenza di quelli progettati dagli ingegneri per i burocrati), ma le forze russe sono molto meno corrotte di quelle statunitensi, almeno quando si tratta di somme multimiliardarie (per quanto riguarda le piccole somme di denaro i russi sono ancora molto peggiori degli americani). Alla fine della giornata, si ottiene l’F-35 contro il Su-35/T-50 o, ancor più pertinente, la media tra i guasti e le ore di volo che abbiamo visto tra le forze statunitensi e russe in Siria di recente. Basta dire che gli americani non hanno potuto nemmeno cominciare a contemplare di eseguire il numero di attacchi che ha eseguito la piccola task force delle Forze Aerospaziali russe in Siria. Tuttavia, rimane il fatto che, se gli americani volevano, riuscivano a tenere centinaia di aeromobili nei cieli sopra la Siria, mentre la minuscola task force delle Forze Aerospaziali russe non ha mai avuto più di 35 aerei da combattimento: lo stato attuale dell’industria militare russa semplicemente non permette la produzione del numero di sistemi di cui la Russia avrebbe bisogno (ma le cose stanno lentamente migliorando).

Quindi, in breve: gli americani sono i leader in termini quantitativi; ma in termini qualitativi sono già dietro i russi e retrocedono sempre più rapidamente ogni giorno che passa.

I comandanti militari americani lo sanno?

Ovvio che lo sanno.

Ma ricordate cosa è successo a Trump quando ha menzionato i gravi problemi delle forze armate americane? La macchina propagandistica della Clinton lo ha immediatamente attaccato per il fatto di non essere patriottico, di “non sostenere le truppe”, di non ripetere il mantra politicamente obbligatorio “siamo i numeri uno, secondi a nessuno” e tutte le sciocchezze infantili che la macchina propagandistica statunitense dà da bere a coloro che hanno ancora una TV a casa. Parlare esplicitamente e sinceramente dei veri problemi delle forze armate statunitensi è molto più probabilmente un esercizio che può porre fine alla carriera, che un modo per riformare un sistema disperatamente corrotto.

C’è ancora una cosa. Non per soffermarmi ancora sulla tesi che la maggior parte degli americani non è abbastanza istruita per capire la teoria marxista di base, ma il fatto è che la maggior parte non sa niente della dialettica hegeliana. Essi, dunque, considerano le cose in modo statico, non come processi. Ad esempio, quando si complimentano con loro stessi per avere “le forze armate più potenti e capaci nella storia dell’umanità” (amano quel tipo di linguaggio), non si rendono nemmeno conto che questa presunta superiorità genererà inevitabilmente la propria contraddizione, e che questa forza potrebbe pertanto anche produrre la propria debolezza. Gli ufficiali statunitensi ben istruiti, e ce ne sono molti, lo capiscono, ma la loro influenza è quasi trascurabile rispetto alla sovrastruttura multimiliardaria e massicciamente corrotta nella quale sono immersi. Sono inoltre assolutamente convinto che questo stato di cose sia insostenibile, e che prima o poi apparirà un leader militare o politico che avrà il coraggio di affrontare di petto questi problemi e cercare di riformare un sistema attualmente pietrificato. Ma il presupposto dovrà probabilmente essere una sconfitta militare enorme e imbarazzante per gli USA. Posso facilmente immaginare che succederà nel caso di un attacco statunitense contro l’Iran o la Corea del Nord. Posso garantirlo nel caso in cui la leadership statunitense diventasse sufficientemente delirante da tentare di attaccare la Russia o la Cina.

Ma per il momento sarà tutto “rosso, bianco e blu”, e Paul Craig Roberts rimarrà una voce solitaria che urla nel deserto. Sarà ignorato, sì. Ma ciò non cambia il fatto che ha ragione.

Il Saker

PS: Per quanto mi riguarda, voglio dedicare questa canzone di Vladimir Vysockij [in inglese] a Paul Craig Roberts e a tutte le altre “Cassandre” che hanno la capacità di vedere il futuro e il coraggio di avvertirci. Di solito finiscono per pagare un prezzo elevato per la loro onestà e coraggio.

*****

Articolo pubblicato su The Saker.is il 3 novembre 2017.

Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci su SakerItalia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

 

Fonte: http://sakeritalia.it/

Link: http://sakeritalia.it/america-del-nord/pensi-che-la-sua-valutazione-sia-accurata/

5.11.2017

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    purtroppo la formattazione della pagina rende questo articolo illeggibile,,,,

    • GiNoDue

      Meno male….. 😀

  • Primadellesabbie

    Si tratta di un’ampia risposta a quanti mostrano insofferenza nei confronti della posizione responsabilmente pessimista di PCR, in merito agli sviluppi politici guidati dall’andazzo prevalente nel suo Paese.

  • Denisio

    La “cultura” americana, sopratutto negli ambienti che contano bandisce ogni questione di carattere umanistico e si rifà semplicemente a dei mantra che vengono veicolati con le tecniche della PNL. Questa pillola intelletualoide new-age che si diffuse già dagli anni 80 anche in europa rappresenta un vero e proprio trappolone non solo per il disgraziato che ne facesse uso ma per l’intera società. Il motivo di fondo è che anzichè sviluppare le potenzialità analitiche e critiche limita a sostenere ad oltranza obiettivi basati su premesse più o meno distorte, invita a cavalcare emozioni”vincenti” anzichè conoscee se stessi. Ed ecco fiorire in ogni ambiente che conta sciagurati parolai del nulla che fanno uso di una tecnica fondamentalmente egoica che produce non solo frasi tristi e banali ma una completa cecità nei confronti delle proprie debacle e dei propri limiti. Secondo la logica di questi trucchetti new age considerarsi in posizione di svantaggio rispetto ad un avversario è già una sconfitta, mentre secondo la filosofia orientale classica non bisogna mai sottovalutare l’avversario e sopratutto bisogna comprenderne i punti di forza e debolezza. Questo è solo un piccolo punto ma fondamentale da ricordare anche quando vedete arrivare il treno di Renzi, ovvero il treno con il parolaio del nulla.

  • Rolmas

    Segnalo alla redazione che l’articolo non è leggibile.

    • WM

      Abbiamo sistemato, grazie per la segnalazione, ci scusiamo con gli utenti.
      La prossima volta che dovesse succedere, si fa prima ad intervenire se il problema viene segnalato al webmaster dalla pagina dei contatti, solo per informazione.
      Grazie in ogni caso.

  • DesEsseintes

    Uno può pensarla come gli pare, che ci sarà una guerra atomica o che non ci sarà.
    Non bisogna essere delle cime per formulare una delle due opinioni.
    Se però uno scrive nel suo blog deve portare argomenti seri, fare valutazioni non banali e possibilmente avere delle informazioni che non sono disponibili per il lettore comune.

    PCR non fa nulla di tutto questo e si limita a sparare frasi ad effetto nell’evidente intento di suggestionare un certo tipo di lettore particolarmente inkatzato.

    La riprova, se non bastassero i reiterati e urlati allarmismi nucleari, è la sequela di post deliranti del tutto senza fondamento sull’attentato di Las Vegas.

    Oltretutto oggi la situazione è molto più complicata di qualche decennio fa e per esempio non si capisce a che gioco sta giocando Trump minacciando in continuazione NK e Iran mentre allo stesso tempo cerca di trovare un accordo con Putin.
    In una simile contingenza geopolitica, limitarsi a dire (ripetendolo in continuazione) “L’america è impazzita e arriverà a distruggere il mondo” è semplice chiacchiera da bar.

    Quanto al Saker è ovvio che cerchi alleati.

    • Tonguessy

      Il gioco di Trump in effetti è complicato, strattonato com’è da una parte dalla destra patriottica USA che non ne vuole sapere di globalizzazione (che secondo loro è di proprietà della sinistra apolide, vedi Clinton) e dall’altra dall’accozzaglia faccendiera che se ne frega di destra e sinistra e che ha il grilletto facile. Poi ci sarebbe da nominare anche la fazione dei dirittumanisti, quelli che Trump fa schifo perchè palpa le donne e ce l’ha con gli arabi, che stanno dando una mano ai faccendieri e detestano la destra patriottica (Michael Moore e soci). Anche se è stato messo alla casa bianca dalla destra patriottica, Trump si trova a dover gestire un gioco alquanto complicato e pericoloso e nel corso dei mesi ha dovuto ammorbidire la propria militanza nella destra per andare ad accordi con i globalisti. Resta solo aperta la questione dirittumanista, dato che né gli uni né gli altri hanno alcun interesse verso queste pratiche, che vengono minuziosamente scandagliate solo dalla sinistra sinistrata. Intanto chi lavora o ha perso il lavoro spera che Trump riesca a chiudere le frontiere per evitare che la libera circolazione di capitali, uomini-merce e merci delocalizzino ancora quel poco di produzione che ancora resiste negli USA.
      Quando si libera una zona politica (latitanza della sinistra) altre forze si espandono.

    • neroscuro2014

      A me sembra che la schizofrenia di Trump sia spiegabile ipotizzando che cerchi di isolare i prossimi obiettivi politico-militari. Per colpire l’Iran gli serve almeno la neutralità dei Russi, per colpire il NK (nonostante tutto quello che ne potrebbe conseguire) gli servirebbe anche il benestare della Cina. Anche senza arrivare all’opzione militare, isolare e sanzionare Iran e NK sarebbe già una leva fortissima e una vittoria in politica estera per Trump. Escludo che russi e cinesi siano ancora così “imbecilli” da credere alle blandizie americane, ma il mestiere di Trump è provarci. Sebbene sia vero che capire adesso la direzione dei movimenti dell’amministrazione americana richieda delle capacità paranormali, sappiamo che questo caos è frutto di una guerra intestina e PCR in quell’ambiente ha vissuto e anche in assenza di contatti interni al governo, credo abbia ancora il polso della situazione. PCR sarà anche un po’ sensazionalista, ma l’appoggio di Saker non è uno scambio di favori tra bloggher. Se Saker la pensa come PCR c’è da fidarsi che le cose stanno così.

  • Leo Pistone
  • ndr60

    Il complesso militare-industriale americano non solo si è ingigantito dai tempi della denuncia di Eisenhower, ma è diventato il collettore principale delle risorse dello stato federale, quindi non sorprende che il Pentagono possa “perdere le tracce” di 6,5 trilioni di dollari (cfr. http://www.imolaoggi.it/2016/09/19/il-pentagono-non-sa-dove-sono-finiti-6-500-miliardi-di-dollari/). Certo che scoprire che le portaerei non sono niente più che costosissimi ferrivecchi alla mercè dei nuovi missili ipersonici russi non farà che rendere ancora più nervosi i neocons. Conclusione: fuori dalla NATO, e di corsa…

  • Cataldo

    PCR ha preso da alcuni mesi una deriva “millenaristica”, sarà un segno di stanchezza in una lotta che dura da anni, o una conseguenza del fatto che le sue previsioni fatte anni addietro si sono man mano avverate e la deriva neo-con, con il suo nichilismo, non ha ancora trovato un antidoto nel sistema di potere e nella società americana.
    Questa trasparente frustrazione rende antipatici i suoi scritti, ma non per questo meno veritieri, la cancellazione della minaccia nucleare dal discorso pubblico dell’occidente USA-NATO è un elemento di pericolo immenso, impossibile da sopravvalutare.
    Detto questo le sue preoccupazioni sulle conseguenze insite nella continuazione delle politiche estere USA sono del tutto condivisibili, ovviamente ne conviene il falchetto.

    E’ da alcuni anni, prima ancora dell’intervento in Siria, che molti analisti tra cui i citati, parlano della “superiorità” di sistemi d’arma russi strategici su quelli USA, quasi sempre a sproposito; quando si passava infatti ad una valutazione sulla base delle evidenze concrete più recenti, tipo la guerra di Georgia del 2008, o quando si inquadravano sul piano della capacità industriale, questa “superiorità” si mostrava approssimativa o velleitaria, anche adesso ci sono delle esagerazioni, un bias da depurare in queste valutazioni, ma il contesto è più fluido.
    Oggi ci sono due elementi che cambiano completamente il quadro

    1) Il rapporto strutturale costruito con la Cina dai russi
    2) la vittoria in Siria

    Gli investimenti cinesi nell’apparato militare industriale russo hanno permesso la creazione di una capacità aggiuntiva ai russi in alcuni settori chiave, come la missilistica, dove si sono costruiti almeno tre poli ex novo di cantieristica di alto livello, con linee nuove di zecca, a cascata si sono quindi attivate nuove linee per tutti i sistemi d’arma principali*.
    Il regime sanzionatorio ha solo incrementato le opzioni russe, a ben vedere, in alcuni settori i cinesi hanno ormai capacità rilevanti che ora saranno valutate dai russi in modo più concreto.
    Le azioni in Siria hanno mostrato che il nuovo corso ha solide basi, si sono visti decine e decine di nuovi sistemi d’arma**, certo hanno anche perso in mare degli aerei un po goffamente 😉 ma sono sbavature, si è vista un ritmo delle operazioni senza precedenti con un rateo di successo impressionante.
    La sovraesposizione dell’apparato di difesa USA è oggi molto più evidente, se ne parla da tempo, ma ora si vedono i segni sul campo, le capacità russe di colpire a lunghissima gittata da sorgitori protetti è un “game changer” non da poco, cosi come la disponibilità di un link satellitare completo e ridondante, etc etc, tutti elementi che erodono la superiorità USA-NATO.
    Ricordo che negli anni 80 si parlava della necessità di fronteggiare i sovietici con la qualità rispetto il numero, il blocco sovietico aveva più carri, più missili, la risposta era una qualità maggiore, ora sembra siamo al contrario, i numeri USA contro la qualità Russa, sono semplificazioni, ovviamente, ma il ricorso storico adombra una nemesi al lavoro 😉

    *La perdita dei rapporti con l’industria ucraina ha causato dei rallentamenti, ma ha anche comportato un aggiornamento, quando vareranno finalmente una turbina navale di buon livello il gap ucraino sarà stato assorbito

    **Ce chi li contati ed è arrivato a ben 162 nuovi sistemi provati sul campo, sono numeri impressionanti

  • oriundo2006

    Non penso proprio che sia cosi’: l’articolista dice bene quando sottolinea che NON ha informazioni di prima mano ma solo una collezione di notizie di stampa logicamente connesse ( sulla logica e sulla stampa meglio non approfondire ). Venendo al punto, gli USA hanno una struttura industriale enorme edi prima mano, ipertecnologica, e sono in cima alla classifica quanto a brevetti civili e militari. Tutta la tecnologia é loro, la ricerca scientifica di punta idem, l’esplorazione dello spazio ecc. ecc. Inoltre, come é stato notato, sono in una posizione geografica senza ari, potendo proiettarsi sui due oceani senza peraltro aver alcun nemico alle frontiere: ed in piu’ hanno i servi Nato da mandare allo sbaraglio alla bisogna. Che volete di piu’ ? E se poi hanno qualche ‘aiutino’ da parte degli ‘extra’, tipo fabbricare Hanebu e simili, non c’è nessun tipo di armamento ‘tradizionale’ che possa stargli dietro: le atomiche sono del secolo scorso, è bene ricordarselo…a allora parecchie novità sono occorse nel campo militare. Semplicemente, gli USA stanno FACENDO CREDERE di essere fortemente indeboliti A PROPOSITO. Aspettano solo il momento propizio per distruggere competitori, avversari e quant’altro…specie se questi sono talmente deficienti dall’attaccare per primi. Chi attacca PERDE. Sempre. Oppure, se mai toccasse la vittoria sarebbe di Pirro, ovvero senza benefici. Sempre che non si giochi a poker con dei bari patentati.

  • Vamos a la Muerte

    “un amico americano molto ben informato, che, in totale contrasto con PCR, insisteva sul fatto che gli Stati Uniti avessero una supremazia militare totale nei confronti di qualsiasi altro paese, e che l’unica cosa che trattiene gli Stati Uniti dall’utilizzare questa schiacciante forza militare è il fatto che i leader degli Stati Uniti non credono nell’“uso brutale e senza vincoli della forza””.
    Come si dice in questi casi, questo amico americano sarà anche “molto ben informato” ma non si capisce bene su che cosa: sembra più che altro il classico, zotico yankee lobotomizzato dalla televisione e da Hollywood che ripete a pappagallo le fesserie propagandistiche propinategli per vari anni.
    Il comparto militar-industriale statunitense è un buco nero di corruzione e malaffare al cui confronto anche il nostro comparto riguardante i Lavori Pubblici impallidisce sensibilmente.

    • GiNoDue

      ” i leader degli Stati Uniti non credono nell’“uso brutale e senza vincoli della forza””.”

      Bè devi dire al tuo amico che “credere” una cosa del genere è come credere a BabboNatale, contro ogni evidenza, nonostante non si abbia nemmeno il camino!!!
      ahahahah

  • disqus_iUEFcL1eJR

    E se la “disattenzione” dei circoli dominanti americani verso le proprie forze armate dipendesse dal fatto che hanno a disposizione armi segrete e potentissime? vi dice niente la “guerra climatica”? E davvero c’è da credere che tutti gli avvistamenti di astronavi aliene sia roba di qualche “altro mondo” piuttosto che progetti americani già realizzati, già operativi di un nuovo e rivoluzionario sistema d’armi?