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PANTOMIMA SUL PALCO, FUGA DALLE QUINTE: INTERVISTA A MARCO SABA

DI DANIELE MARTINELLI

E’ un tiro alla fune fra il buffo e il patetico la pantomima dei governanti che dicono di farsi scudo della crisi finanziaria in atto.
Brunetta sferra “fondi bancari” inesistenti, Tvemonti cavalca “l’Italia al vipàvo dalla cvisi” Alessandro Profumo di Unidiscredit che ha perso il 20% del suo valore in 36 ore dice al tg1 dello sguattero Gianni Ricotta che le “banche sono solide” Berlusconi col saluto romano “difende i risparmi degli italiani” in modo più farlocco del peggior Duce sulla via di piazzale Loreto.

Le bugie colossali che vengono perpetrate in queste ore da giornali e televisioni che amplificano i connotati sorridenti di questi garanti del nulla, pronti a fuggire chissà dove pur di scampare a possibili rivolte e saccheggi, non sono altro che quotidiani attentati a una sorta di “non procurato allarme” che invece sarebbe opportuno diffondere con serenità.
Siccome non esistono fondi di riserva bancari e siccome l’Italia sta per essere travolta, come il resto del mondo, dalla crisi dei mutui e dei numeri gonfiati, De Benedetti è uno di quelli che è già salito sulla scialuppa di salvataggio trasferendosi a St. Moritz.
Se ci abita da 11 anni dov’è la notizia, se non fra le righe, in cui si legge che De Benedetti ha attraversato in fretta e furia la Val Poschiavo perché “l’Italia è un Paese cancellato che non conta più nulla” (!!). Messaggio implitico a quelli della casta ricca come la sua che si uniranno molto presto. Tutti pronti a salire sulle scialuppe che traghettino lontano dal vortice di questa nostra Argentina mediterranea ormai a picco.

Fonte: http://www.danielemartinelli.it
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03.10.2008

Pubblicato da Das schloss

  • 2novembre

    il fatto che de benedetti sia andato fuori dall’ Italia, è una buona notizia,
    che dà sollievo alla gente perbene, che “tira la carretta”.
    Un parassita in meno sul suolo italico.
    In mezzo a tanto casino anche una piccola cosa così , dà conforto.

    Certo con gli svizzeri deve stare al pelo, loro non sono come i politici leccapiedi italiani , a cui basta che uno sia ebreo per ossequiarlo e mettersi in genuflessa compunzione, e dare ragione di ogni stronzata dica. ( altrimenti sei antisemita….)
    vero Prodi ?

  • glomer

    Visto che le banche hanno tagliato proprio da qualche minuto i tassi d’interesse…cosa si prevede? solo un pò di ossigeno prima della fine o tirerà avanti la carretta per un pò…fino al superamento di questa situazione???
    Grazie.
    Saluti.

  • alcenero

    ERA INEVITABILE
    di Antonio Pagliarone

    L’intervento del governo USA per “sanare” il crash del sistema del credito che ricadrà inevitabilmente sulle spalle dei lavoratori americani (già oberati da 3 miliardi di dollari per l’avventura irachena) non ha sortito alcun effetto. Non si facciano illusioni i keynesiani che, dopo aver rialzato la testa per questa sortita di keynesismo finanziario, si fanno in quattro per convincersi e convincerci che questo sistema economico “regge” e che inevitabilmente vi sarà una ripresa (penso che preghino inisieme al papa inneggiando alla solidità della religione a fronte delle sabbie mobili della finanza). E’ l’ulteriore conferma che sarà dura cancellare la montagna di derivati pari a 4000 miliardi di dollari che ha inondato il mondo intero, non risparmiando la tanto decantata Germania indicata dai cultori delle aree economiche differenziate come paese dalla solidità economica ineccepibile per la sua germanica insistenza sull’economia capitalistica di produzione. Fallimenti finanziari anche qui e inevitabili interventi di tamponamento. Il sistema politico e gli economisti più o meno radical fanno a gara nel rivendicare la paternità nell’aver previsto la debacle finanziaria mentre fino ad un mese fa andavano cianciando di tutto non sapendo nemmeno cosa fossero i credit derivatives.

    Adesso siamo di fronte ad un pullulare di commentatori che con la faccia come il didietro si spostano da una televisione all’altra o dalle pagine di un quotidiano all’altro per sostenere con la pacatezza che nasconde l’angoscia un ritorno all’economia reale, alla solidità della produzione come se la finanza fosse diventata la peste bubbonica che ha infettato la sana società capitalistica. Persino i più radicali con l’immancabile riferimento al male del capitalismo in realtà tremano di fronte ad una economia in fase di sfascio per la mancanza delle masse che li dovrebbero seguire non si sa dove. Grande è il disordine sotto il cielo ma tutti fanno a gara per rincuorare tutti e se stessi incrociando le dita. In fondo anche loro hanno investito nei fondi comuni e si sono ritrovati bastonati. Purtroppo saranno i lavoratori a pagarla più di tutti e nei prossimi anni. Intanto la Fed dopo l’ulteriore crash del nuovo lunedì nero di un settembre da incubo si è messa addirittura ad acquisire quei titoli spazzatura tanto deprecati quanto ignorati sino ad ora. Le borse di tutto il mondo sono crollate e non è ancora finita. Altro che economia stabile quella italiana. Non esistono isole felici in un sistema malato globalmente. Tutti hanno paura e quindi non si vede niente all’orizzonte. Hanno persino paura i pochi che vanno predicando di rivoluzione e che sono terrorizzati davanti ad una eventualità che li spazzerebbe via insieme a tutto il sistema politco obsoleto ed incapace di fare alcunché. Non ho inoltrato gran che in questo periodo poichè ero occupato a scrivere delle cose sulla questione che usciranno in un volumetto dal titolo “Mad Max Economy” che uscirà per la casa editrice Sedizioni. Non serve a granché ma almeno ho cercato di indagare la dinamica che ha portato poi al crash dei credit deivatives. Ne “Il capitalismo si espande ancora” abbiamo raccolto considerazioni risalenti a qualche anno fa che facevano luce sulla trasformazione dell’economia in un sistema basato sulla finanza speculativa, cosa che andiamo facendo da anni sul nostro sito http://www.countdownnet.info e negli articoli presenti nel sito come don chisciotte.

    E’ una rivendicazione di paternità dovuta a chi in questi anni ha cercato pazientemente e sopportando la pochezza corrente di introdurre una riflessione di buon livello in un ambiente poco incline all’approfondimento e dedito alle esternazioni di principi e valutazioni al massimo rubate dalla pubblicistica comune.

  • IVANOE

    Sono convinto che ci sia la grande fuga come già successso in passato, almeno per quei i potentati che hanno una intelligenza normale.
    Io credo che invece i nostri politicanti il cervello non lo abbiano perchè dopo essersi arricchiti ed aver arricchito la loro cricca per anni e anni non hanno abbandonato la barca perchè non si sono accontentati del bottino. E non lo faranno perchè la loro cupidigia mista all’impregnante senso di impunità di cui si sentono protetti li ha allontantati dalla realtà.
    Non si rendono conto perchè sono anni che non governano il paese, sono anni che se ne fregano dei problemi della gente, sono anni che non danno esempio su cosa sia la giustizia e quanto è importante esercitarla sopratutto in campo sociale ( bisogna redistribuire la richezza e non come hanno fatto loro che sono stati gargarozzoni )
    Allora possono immaginare quello che può succedere ma non sanno quando e come.
    Non è un caso che dopo aver perso la fiducia delle forze di pubblica sicurezza ( il 60% dei poliziotti non arrivano a fine nmese ) abbiano calato le forze armate sulle strade ( apparentemente per ordine pubblico… in realtà per controllare le reazioni della popolazione normale… altro che ladri e delinquenti e camorra, quelli ci sono sempre stati e forse anche tollerati… ).
    Però non sarannosufficenti ad arginare l’evenutuale rabbia di un popolo dormiente. Se si dovessero muovere tuti insieme 5- 10- 15 milioni di persone ( una valanga umana ) chi riuscirebbe a fermarla ? ( argentina docet ).
    Sono troppo legati ai loro averi nazionali per lasciarli e probabilmente può essere una scelta masochista.
    Spero che non avvenga mai nulla, ma sante sarebbero le parole di martinelli se scappassero via, lasciando tutte le frontiere ben aperte perchè non rimanga più nessuno, almeno lascerebbero i loro anzi i nostri beni ad una gestione più oculata e più produttiva per il nostro paese.
    Triste sarebbe invece la sorte di tutti quei lacchè, galoppini, collaborazionisti dai colletti bianchi che hanno infestato le nostre aziende ( i cosidetti yuppies rampanti ).Per questi purtroppo non lasceranno posto sulle “scialuppe” e saranno abbandonati al loro destino.

  • glomer

    Quindi state dicendo che tra un pò BOOM! Scoppia tutto?
    Bene che sollievo…:-) mi sento meglio!!!
    A parte gli scherzi, io sono sempre stato pessimista…ma in questo momento fare il catastrofista non mi sembra sia una cosa saggia…in quanto scatenerebbe un pandemonio!!! Ci sono possibili soluzioni per le “persone normali” cioè quelle che risparmiano prima e comprano in contanti quasi tutto?? oppure anche per loro/noi è arrivata la fine???
    Ciao a tutti e grazie per le risposte!

  • albertgast

    Credo che nessuno, nemmeno i più esperti, sappiano cosa succederà nell’immediato futuro. In parole poverissime, se riusciranno in qualche modo a metterci una pezza, potremo tirare avanti ancora per un po’, altrimenti sarà davvero crack. Sarebbe saggio riuscire a gestire la decrescita, ma per ora non vedo nessuna iniziativa che faccia ben sperare in questo senso. Dovesse succedere il peggio, non solo le banche e quelli che ci hanno depositato i soldi sarebbero in crisi, ma tutte le aziende e quindi non ci sarebbe più lavoro, nè servizi, nè nulla. Chi ci è passato (mia madre) mi dice che era così nel dopoguerra. Ora però le condizioni non sono più le stesse, molte aziende si sono trasferite in altri paesi (delocalizzazione) e la vedo dura ricominciare. SICURAMENTE molti stanno affrontando il problema nella maniera peggiore: in un periodo di recessione mettere a casa i lavoratori è assolutamente controproducente: si rischia di fermare del tutto l’economia. Una delle cose da fare sarebbe dare sostegno alla parte più debole della popolazione, per far sì che qualcosa continui a muoversi. Di sicuro gli “esuberi” o i cassaintegrati non contribuiranno a fare ripartire l’economia. Un altro intervento sarebbe quello di dare inizio ad opere pubbliche, in modo da creare nuovi posti di lavoro. Sicuramente si potrebbe (per me si dovrebbe) dare un grosso taglio alle spese ritirando tutti i nostri militari dalle missioni all’estero (tanto c’è e ci sarà da fare anche qui in patria). Le cose da fare sarebbero molte, ma per ora quello che vedo è che si danno soldi agli stessi soggetti che sono coinvolti nel crack. Che questi ultimi riescano di colpo a rinsavire e a risanare la finanza mi sembra una barzelletta.

  • Truman

    Mi ritorna in mente quando negli anni ’90 la lira non riusciva a reggere la parità con le altre monete europee e gli esperti spiegavano che la lira era solida. Dopo avere buttato colossali riserve in pasto alla speculazione di Soros la lira infine fu svalutata. Quando arriva l’uragano chi si oppone frontalmente soccombe.

  • lino-rossi

    non vedo strade diverse da quelle seguenti, da realizzare subito e congiunte:
    1) poderoso piano di opere pubbliche; sono state utili negli anni ’30 e lo saranno anche ora;
    2) rigorosa socializzazione delle rendite, da realizzare, ad esempio, con un drastico aumento della base monetaria e della riserva obbligatoria (per contrastare l’inflazione).
    3) finirla con la pagliacciata degli aiuti agli sciacalli. che falliscano e nazionalizziamole, le banche. gli aiuti vadano alle attività produttive ed al welfare.