Oltre “la pandemia”. Congetture sul prossimo futuro

Oltre “la pandemia”. Congetture sul prossimo futuro

Di Guido Cappelli

Stanno per compiersi due anni da quando l’Oms dichiarò l’emergenza pandemica. E da qualche giorno girano, insistenti, voci di fine (quasi) imminente di pass e restrizioni varie. “È finita, abbiamo vinto, il piano è fallito!”, si ascolta sui social e nelle chat – e non si tratta solo di bufale messe in giro probabilmente ad arte (che pure ce ne sono e si vedono), ma di sinceri canti di vittoria, levati da un popolo del dissenso che incomincia a mostrare comprensibili segni di stanchezza e di confusione.

Per la verità, l’enigmatico ministro della Salute (enigmatico perché non si comprende razionalmente per quali meriti e titoli sia riuscito ad attraversare due governi e tutta la crisi senza praticamente un graffio), in un’intervista al quotidiano ufficioso del regime, La Repubblica, ha già espresso chiaramente la volontà governativa di prolungare le misure distopiche di limitazione delle libertà fondamentali anche al di là della fine eventuale dello stato di emergenza. Ma anche lui lascia intravvedere un sia pur fumoso e lontano “liberi tutti”.

Non è così. Non c’è e non ci sarà nessun “liberi tutti”. Mai, se da questa gente dipenderà. E non perché gli oligarchi mondialisti alla Gates ripetono un giorno sì e l’altro pure che ci saranno nuove pandemie, nuove catastrofi che giustificheranno nuovi stati d’eccezione. E nemmeno per l’ideologia di queste oligarchie feudali, palesemente intrisa di neo-gnosticismo antiumano ed eugenetismo dalla terrificante genealogia.

Ma perché l’ammorbidimento delle restrizioni – in Italia e fuori – è funzionale al prosieguo dell’instaurazione di quella nuova “razionalità politica” (per dirla con Fusaro) che dovrebbe risultare dal grande reset in corso. In Italia e fuori: è bene ribadirlo, perché, se è vero che l’Italia (e comunque non solo l’Italia) sembra all’avanguardia nella sperimentazione di misure psico-politiche in senso distopico, è chiaro – ed è un’ingenuità credere il contrario – che il reset investe il mondo intero e molto in particolare l’Occidente in preda a un senso di tramonto, di sfinimento che meriterebbe ampie riflessioni non solo e non strettamente politiche. In ogni caso, se esiste un “nucleo duro” di paesi, Italia compresa, che si stanno portando avanti nell’instaurazione di misure gravemente lesive delle libertà e dei diritti umani, in pressoché tutto l’Occidente si osserva quel salto di qualità nell’accettazione sociale dell’eccezione, quella sorta di “resa” della società di fronte a una tecnocrazia che richiede poteri sempre più pieni e tirannici nel nome di un’imminente catastrofe. È questa la chiave di volta, al di là dei tempi e dei modi in cui ciascuna realtà nazionale si sta adeguando e sta implementando questo progetto.

Ma esaminiamo alcuni degli elementi di questo salto qualitativo nella mentalità, per cercare di capire a che punto si trova il progetto di rifondazione sociale su basi tecnocratiche e totalitarie, un disegno geopolitico e imperiale di tale portata che nessun individuo razionale può ritenere se non appena iniziato. “Guardare discosto”, ci ammoniva il Machiavelli. Discosto, cioè più avanti, là dove il Potere ha le sue mire e dove non vuole che nessuno guardi.

Intanto, se si guarda indietro, ad appena due anni, se si fa un confronto, anche solo personale, intimo, con la vita prima della “pandemia”, molti aspetti di quella che conoscevamo come “vita normale”, sia sul piano individuale che su quello sociale, sono profondamente e forse irreversibilmente mutati. Certo, molti elementi erano già in campo. Ma non si può non vedere il salto qualitativo sul piano degli usi sociali e della mentalità, oltreché su quello della legislazione e della comunicazione, grazie allo stato d’eccezione in cui le oligarchie pubblico-private, sovra- e a-nazionali, hanno scientemente precipitato buona parte del mondo. A volte, questa insistenza sulla continuità, questo “era già così” o, peggio, “è sempre stato così”, suona un po’ come un’autogiustificazione della vigliaccheria di chi lo sostiene: dopo tutto, se è sempre andata così, a che serve reagire?

Invece la rottura col passato è stata profondissima, brutale. Dall’inizio del 2020 possiamo davvero dire che è iniziata un’altra èra, si è prodotta una spaccatura, una faglia esistenziale, a livello individuale e collettivo. Nulla sarà più come prima, dopo il trauma dei lockdown, dei coprifuoco, delle regole insensate. È importante tenere presente questa periodizzazione, perché uno degli obiettivi dell’oligarchia del new normal è proprio la cancellazione del ricordo, la normalizzazione, l’interiorizzazione del nuovo corso distopico. Come se un “prima” non ci fosse mai stato. Scurdammoce ‘o passato. Come se gli uomini abbiano sempre vissuto indossando mascherine e misurandosi la temperatura prima di uscire o esibendo lasciapassare per entrare in un luogo pubblico. Come, nel citatissimo libro di Orwell, il passato svanisce triturato da solerti funzionari del Ministero della Verità, così oggi passato, e presente, sono soggetti alla tirannia dell’algoritmo che mostra e occulta con criteri che agli umani comuni non è dato afferrare.

Quest’obiettivo però non l’hanno ancora (del tutto) raggiunto. Nonostante il possesso di nove decimi dei mezzi di comunicazione, nonostante un grado di manipolazione e disinformazione privo di ogni minimo scrupolo, nonostante i Repubblica e i Fan page di ogni angolo della Terra lavorino a marce forzate per fare della pubblica informazione un gigantesco, inevadibile Ministero della Verità, questo obiettivo non l’hanno (ancora) raggiunto. Sarà che il senso comune non è così facilmente modellabile, sarà che esiste davvero un nucleo duro dell’umano, refrattario alla Caverna.

Gli obiettivi raggiunti sono però vari e inquietantissimi. Anzitutto, il diffondersi dell’uso sociale e l’accettazione ormai irreversibile della mascherina, che fin dal primo momento si è profilata come il dispositivo, semplice perché immediato, di segnalazione dell’obbedienza e di isolamento del dissenso, isolamento e segnalazione feroci, perché legati al senso di vulnerabilità dei tanti suggestionati dalla paura indotta dal regime. Se senti l’altro come un potenziale killer, non avrai freni inibitori nell’aggredirlo quando ritieni che ti mette in pericolo. La mascherina appunta a una nuova etichetta, a una versione estrema, dunque grottesca, della civiltà delle buone maniere che un celebre sociologo faceva coincidere con la modernità europea. Questo è il principio-base della separazione sociale, il sogno bagnato di ogni totalitarismo: un mondo in cui tutti lottano contro tutti: omnia secundum litem fiunt, disse Eraclito, ma il caos universale questa volta è indotto, dominato dai nuovi mangiafuoco, i gerarchi della tecnocrazia eugenetica di cui sopra.

È avanzata anche, in una misura impossibile al di fuori di un’eccezione prolungata e sostenuta per due anni, la devastazione del diritto, cioè lo svuotamento della lettera e dello spirito dei sistemi legali e delle Costituzioni occidentali – queste ultime storicamente tra i principali idoli polemici da abbattere per le oligarchie tecnocratiche. Troppi diritti, troppe garanzie, a cominciare dal per costoro intollerabile habeas corpus, invenzione europea quasi millenaria che contrasta frontalmente con l’aspirazione delle élites globaliste alla concessione in “comodato d’uso” del corpo del cittadino comune. Qui, in realtà, c’è un sottofondo filosofico che dovremo affrontare prima o poi: perché solo mezzo secolo di Decostruzione in filosofia e in letteratura hanno potuto permettere che la lettera delle costituzioni potesse essere disinvoltamente ribaltata o cinicamente svuotata di senso, come nel caso della tristemente celebre frase dell’art. 32: “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Ovviamente, senza lavoro né accesso a servizi, inermi di fronte a un nuovo, inedito regime autorizzatorio, non c’è né ci può essere nessuna dignità, nessun rispetto; ma questo non sta impedendo che gli alti traditori che siedono al Governo se ne infischino. Solo la Decostruzione – il vero virus che sta erodendo l’umanità – ha permesso tutto questo. Dovremo riparlarne.

Ora, proprio il diffondersi pressoché incontrastato del sospetto generalizzato del tutti contro tutti simboleggiato e reso manifesto dalla mascherina, rende possibile che questo collasso sia garantito dalla collaborazione sociale: chi si sente minacciato dal disobbediente è disposto alla delazione e al controllo: per questo assistiamo (esterrefatti e attoniti) al trasferimento di poteri di polizia in capo a una pluralità di soggetti che all’improvviso si trovano promossi a controllori, a piccoli kapò, a zelanti sergenti del sistema. Hanno paura, ed esorcizzano la paura sentendosi parte di un potere, rubacchiandone i resti, les entrailles. Il potere, anche il micropotere, calma l’ansia e dà una parvenza di senso un po’ a tutto.

Prende forma una “nuova soggettività”, introflessa, confusa, sospettosa fino all’isteria ma al tempo stesso prona a ogni manipolazione, a ogni stimolo tossico. E per questo ci sono i media e i social, dove “la notizia” si sostituisce alla realtà, in un mostruoso gioco sofistico in cui tutto è uguale a tutto e la somma è zero. La potenza di questi media è tale da aver potuto creare un’evidente dissociazione tra la realtà empirica e la percezione soggettiva, una sorta di dissonanza cognitiva che installa nelle menti un senso sproporzionato di pericolo imminente. Ma se la narrazione è blindata, inchiodata sul terrore di massa, è logico che la decisione politica venga sostituita dalla scelta a senso unico della tecnica – che loro chiamano “scienza” ma che noi sappiamo essere nient’altro che il sapere iniziatico che legittima l’esercizio di un potere onnivoro, non più soggetto ad alcun limite. Il millenarismo, in verità, è una formidabile arma di dominazione, perché vive dell’attesa paralizzante della catastrofe.

Poi c’è la digitalizzazione forzata, un processo che possiamo chiamare disciplinamento digitale: soprattutto in paesi relativamente “arretrati” sotto questo aspetto, l’identità digitale, e dunque il meccanismo di controllo totalizzante della vita individuale, ha spiccato un salto in avanti di proporzioni inimmaginabili. Giova valutarlo negli strati bassi della popolazione, quelli più restii, più estranei al mutamento sociale. Le app, lo spid, il pagamento elettronico, sono entrati quasi d’improvviso a far parte della vita quotidiana di settori sociali che in condizioni normali avrebbero richiesto anni di campagne di “pubblicità progresso”. Famiglie che fino a poco fa ignoravano se non irridevano questi dispositivi apparentemente burocratici, ora obbediscono, e lo fanno nella forma più vincolante: quella inconsapevole della rassegnazione a un’ineluttabile “fiumana del progresso” che loro non sono in grado di comprendere né tanto meno di schivare. È questo il significato autentico della loro “inclusione”: integrarsi o sparire.

Sullo sfondo, illogica eppur minacciosamente incombente, la guerra, guerra imperiale che trasferisce sul piano geo-politico il reset socio-politico e antropologico, e che ne è il segno più tangibile se solo si guarda ai poteri che la stanno scatenando, esattamente gli stessi che promuovono l’involuzione totalitaria dell’Occidente. Chi abbia qualche dubbio, legga il documento confidenziale del governo ucraino (https://t.me/lamiarussia/8084) recentemente venuto alla luce, ispirato a una logica analoga: far passare il principio per cui i diritti naturali diventano oggetto di concessione (e dunque possono essere ritirati) vale anche per scatenare la pulizia etnica, come, a quanto pare, a Kiev pianificavano di fare nel Donbass. In fondo, nell’incubo ipertecnologico, si scorgono trucchi antichi come l’uomo: la minaccia esterna, il nemico che viene da lontano, Serse, Attila, Gengis Khan.

Frenano le restrizioni, sì, forse. Ma solo per consolidare lo status quo del laboratorio Italia. C’est ne pas que le début: ci attende un lunghissimo inverno.

Questo è lo stato dell’Arte, ancora all’inizio dell’anno del Signore 2022.

Di Guido Cappelli, docente di Letteratura italiana, Università degli Studi di Napoli L’Orientale

23.02.2022

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (16)

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Mostra commenti 16 caricati
    1. BrunoWald 25 febbraio 2022

      Articolo di esemplare lucidità, meritevole di ogni lode, degno di essere citato in ogni singolo passaggio. Senza le solite fregnacce sul nazismo/comunismo, inquadra con grande precisione le caratteristiche, i fini e le conseguenze ineluttabili di questo colpo di stato globale, che mira a trasformarci in una società di insetti geneticamente modificati.

    1. Teopratico 23 febbraio 2022

      Gran bel pezzo, molto articolato e ficcante anche grazie all'ottimo utilizzo della lingua italiana, aria fresca in questo scantinato paese alla deriva...

    2. Fedeledellacroce 24 febbraio 2022

      Direi aria fresca e basta. E a febbraio non é che se ne senta proprio il bisogno.
      E poi dove sono le congetture sul prossimo futuro che annuncia il titolo?

    3. sbregaverse 24 febbraio 2022

      Incertum certius.

    4. sbregaverse 24 febbraio 2022

      Il Paradiso può attendere!?

    1. LuxIgnis 23 febbraio 2022

      Ecco io mi fermo a neo-gnosticismo disumano, perché probabilmente l'autore non sa un c@zzo di gnosticismo, ma ultimamente fa fico metterlo dappertutto.

    2. Teopratico 23 febbraio 2022

      Sai che, da ignorante, mi sono chiesto "ma che c'entra lo gnosticismo?" Non conoscendolo però ho pensato che avesse qualche ragione per metterlo in mezzo!

    3. LuxIgnis 23 febbraio 2022

      Va solo di moda soprattutto fra gli ambienti cattolici usare quest'epiteto. Ora non sto a fare una "lezione" sullo gnosticismo, ma mi basta dire che gli gnostici storicamente non hanno mai perseguitato qualcuno, non hanno mai fatto del male a qualcuno, non hanno mai vietato a qualcuno di pensarla come gli pare, e non hanno mai adorato il diavolo anzi.
      In compenso sono stati perseguitati, sono stati uccisi compreso donne e bambini, i loro scritti e libri bruciati ed occultati. E da chi? Dai cattolici.
      Non so se l'autore ne sia consapevole o meno, ma a me uno che se ne esce con questo non merita attenzione.

    4. Arthur 23 febbraio 2022

      1.
      Non esiste un unico gnosticismo, ma ci sono numerose correnti gnostiche (come non esisteva un'unica gnosi nel mondo antico, bensì diverse gnosi).

      2.
      Lo gnosticismo o neo-gnosticismo (lo si chiami come si vuole) permea largamente l'ideologia del NWO ed è diffusissimo in certi ambienti elitari.

      3.
      Lo gnosticismo permea largamente il pensiero e l'ideologia massonica, che in definitiva è una forma di gnosi elitaria.
      Sono molti massoni a dirlo.

      4.
      Esistono correnti gnostiche vicine a movimenti di neo-paganesimo e persino correnti gnostiche vicine al satanismo.
      È una verità conclamata e sono gli stessi adepti ad ammetterlo.

      5.
      Negli ultimi decenni un'infinità di massoni, neo-pagani, satanisti, guru new age, artisti, intellettuali, etc. si sono autoproclamati gnostici e continuano a farlo.

      * * *

      NWO e Great Reset sono permeati di gnosticismo e la prova lampante è nel livore e nell'odio profondo che il NWO prova per il Cristianesimo, soprattutto verso il Cattolicesimo Romano.
      Ovviamente i cattolici tradizionalisti non possono vedere gli gnostici.
      È verissimo quindi che gnostici e cattolici non si sopportano a vicenda.

      Però tutti i cattolici tradizionalisti, in massa, sono contrari al NWO, in quanto progetto disumano ed anticristiano.
      Ci sono gnostici, invece, che sono chiaramente a favore, anche se ovviamente non tutti.

      Gli gnostici non hanno mai fatto male a nessuno?
      Magari in passato è stato così, poiché non erano al potere.
      Ma adesso alcuni (neo)gnostici insieme ad alcuni transumanisti, alcuni massoni, alcuni cristiani e cattolici modernisti, alcuni (neo)comunisti, alcuni liberisti "radical" e, forse, alcuni satanisti, portano avanti il progetto più criminale e disumano che sia mai stato concepito.

      Forse la Chiesa, nonostante tutte le malefatte e tutto quello che ha combinato in duemila anni, aveva ragione quando metteva in guardia da questa gente... (massoni, gnostici, neo-pagani, satanisti, modernisti, comunisti, liberali)

    5. Arian Van Heisen 24 febbraio 2022

      I cattolici tradizionalisti chi sono ?
      non capisco,... quelli della Chiesa romana o gli Ortodossi , ma quanti Cattolici Romani esistono se
      la Chiesa Romana è una, nello stato Pontificio..!
      Arthur mi spieghi pe favore .

    6. Arthur 24 febbraio 2022

      Se vai su wikipedia, trovi la voce "Cattolici tradizionalisti".
      Ti puoi fare un'idea, con tutti i limiti di wikipedia.

      I Cattolici non sono Ortodossi.
      Gli Ortodossi sono un'altra cosa, anche se bisogna dire che gli Ortodossi sono rimasti su posizioni tradizionaliste secondo la loro tradizione orientale.

      Poi non so cosa tu voglia dire quando parli di Stato Pontificio...oggi...

    7. gianB 24 febbraio 2022

      Intorno al 600 dc venne deciso quali testi avrebbero fatto parte delle "sacre scritture", ovvero ció che sarebbe stato considerato "verità " tutta la rimanente marea di scritti vennero definiti "gnostici". Penso che avere bene in mente questa cosa ci faccia ben capire la differenza tra canonico e gnostico. Argomento poi da studiare se si vuol conoscere nelle sue sfaccettature .

    8. LuxIgnis 24 febbraio 2022

      Vero il primo punto anche se tutte le correnti gnostiche hanno un principio comune che si può riassumere con si può avere solo un rapporto personale e diretto con la divinità senza nessuna forma di intermediari (la gnosi). E questo giustifica le varie correnti; il che mi sembra anche giusto in quanto principio di libertà che non appartiene e non è mai appartenuto ai cattolici tradizionali o meno.
      Tutto il resto sono menzogne e propaganda. Ripeto sfido chiunque a portarmi delle evidenze storiche, prove non chiacchere da salotto, in cui qualunque forma di gnosticismo abbia prevaricato, represso, ucciso chicchessia. Invece sono stati distrutti dalla mano di coloro che ora invocano il pericolo di un fantomatico neo-gnosticismo che non esiste e che non ha nessun legame con la massoneria.
      Se tu conoscessi lo gnosticismo, ed avessi letto minimamente i loro testi sopravvissuti al rogo lo sapresti. Ma ripeti a pappagallo per disonestà intellettuale la propaganda, millenaria purtroppo, del potere.
      Allora mi chiedo che differenza c'è tra questi ed il potere dominante di ora? In fin dei conti usano gettare menzogna e crimini su degli innocenti colpevoli solo di aver voluto vivere la vita come credevano e di professare la loro religione. Così come ora gli innocenti di ora, i no-vax (per farla breve termine inadatto) che vengono additati di colpe che non hanno.
      Che differenza c'è?
      Lo gnosticismo è complesso, non è detto che abbia la verità in mano, ma questa non ce l'ha nessuno e nessuno ha il diritto di sopprimere la ricerca della verità di chiunque.
      Se continuate su questa strada non siete dissimili da coloro che dite di combattere perché usate le stesse armi, e personalmente, sarò molto diretto, non voglio avere niente a che fare con voi.

    9. BrunoWald 25 febbraio 2022

      Non cerchiamo il pelo nell'uovo per sminuire un articolo eccellente. E comunque lo gnosticismo di "iniziati" come Schwab & C. non ha evidentemente nulla a che fare con quello dell'Egitto ellenistico.

    10. BrunoWald 25 febbraio 2022

      Che sia di moda in ambienti cattolici sproloquiare sullo gnosticismo, non ci sono dubbi. Come il fatto che non abbiano alcuna autorità morale, da quegli oppressori oscurantisti che sono sempre stati. Ma qui non si sta parlando degli alessandrini, bensì dei demenziali "iniziati" del NWO.

    11. LuxIgnis 26 febbraio 2022

      Una persona onesta intellettualmente dovrebbe sapere di quello che parla. Chiunque può appropriarsi di un nome, di un'idea e renderla altra cosa.
      Non esiste nessun gnosticismo del NWO perché non è assolutamente gnosticismo. E nemmeno mi risulta che si siano mai definiti così. E' sempre una definizione che viene data da altri.
      Capiscono che i cattolici ancora hanno paura dello gnosticismo e vorrebbero vederlo bruciare sul rogo, come in passato, ma se la prendono in quel posto.
      Gli assolutismi sono tutti negativi ed un pericolo e nemico dell'umanità. Tutti nessuno escluso.

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