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NUOVE RIVELAZIONI SUL CASO JFK DAL FIGLIO DI UNO DEI COSPIRATORI

DI PAUL JOSEPH WATSON
Prison Planet

Mentre continuano a risuonare attraverso Internet le esplosive rivelazioni sul letto di morte da parte di E. Howard Hunt [vedi “EX AGENTE CIA CONFESSA: HO PARTECIPATO ALL’OMICIDIO DI JFK” n.d.t.], in cui l’ex agente della C.I.A. e imputato nel caso Watergate ammette di essere stato parte di una congiura della C.I.A. per assassinare JFK, i media dell’establishment rimangono praticamente muti su quella che è senza dubbio una delle più importanti storie del decennio.

Il figlio maggiore di E. Howard Hunt, Saint John Hunt, si è riunito con Alex Jones per gettare nuove rivelazioni bomba sulla storia di suo padre. Cliccate qui per ascoltare.

Hunt venne per la prima volta a conoscenza di ciò che suo padre sapeva sugli eventi del 22 novembre 1963 quando gli capitò di ricevere degli appunti scritti a mano che delineavano la nascita a Miami del complotto per uccidere JFK, dove si discusse che era necessario un colpo di Stato per rovesciare Kennedy e salvare la C.I.A. dal pericolo di essere frantumata in migliaia di pezzi come JFK aveva promesso.Saint John aprì poi la sua casella delle lettere una mattina del gennaio del 2004 per scoprire un nastro senza etichetta in cui il padre descriveva in dettaglio l’identità degli individui che erano coinvolti nell’omicidio di JFK.

E. Howard Hunt fa i nomi di numerosi individui con legami diretti o indiretti con la C.I.A. che avrebbero avuto un ruolo nell’omicidio di Kennedy, mentre descrive se stesso come uno “scalda-sedie” del complotto. Saint John Hunt è d’accordo nell’affermare che l’uso di questo termine indica che Hunt era disposto a giocare un maggiore ruolo nella cospirazione omicida se gli fosse stato richiesto, ma che era prevalentemente usato in un ruolo di supervisione.

Hunt afferma nel nastro che l’allora vicepresidente Lyndon B. Johnson era coinvolto nella pianificazione dell’omicidio e nel suo insabbiamento, dicendo che LBJ, “aveva un bisogno quasi maniacale di diventare presidente, considerava JFK come un ostacolo verso il raggiungimento di ciò”.

Nell’intervista durante l’Alex Jones Show, Hunt rivela come Kevin Costner, star del film “JFK”, aveva stretto una reciproca amicizia con E. Howard Hunt e aveva successivamente fatto visita a Hunt a Miami essendo interessato a produrre un documentario basato su quanto Hunt sapeva del complotto.

“Kevin Costner vola giù a Miami e viene presentato a mio padre da questo comune amico e Kevin subito dice ‘allora chi ha ucciso JFK’ ? mio padre rimase a bocca aperta, si girò, guardò la moglie e disse ‘cosa ha detto?'”

“Perciò la cosa praticamente gli esplose in faccia e lì finì” ha detto Hunt.

Hunt ha detto anche che Costner era diventato “qualcosa come un entusiasta della cospirazione” dopo aver fatto il film “JFK” ed era molto interessato nell’iniziare un progetto basato sulle rivelazioni di E. Howard Hunt.

“Ciò che escogitò mio padre fu un codice e una chiave per dare a Mr. Costner le informazioni rilevanti senza fare realmente i nomi,” ha detto Hunt, “egli elencò la catena di comando, una cronologia degli eventi e delle cose che erano accadute, e i più importanti protagonisti del complotto.”

Costner considerò le informazioni come “roba esplosiva”, ma elementi della “mafia di Miami” boicottarono il progetto e il documentario non decollò mai.

Saint John Hunt ha anche rivelato per la prima volta che E. Howard Hunt riteneva che l’incidente aereo di Chicago che uccise sua moglie nel 1972 non fosse un incidente. Gli investigatori scoprirono almeno $ 10.000 nel bagaglio di Dorothy Hunt, denaro che Saint John Hunt afferma essere stato parte dei fondi della campagna di Nixon usati per pagare le famiglie di coloro che si introdussero nello Watergate in modo da tenerli zitti sul coinvolgimento della Casa Bianca di Nixon nell’effrazione allo Watergate e nell’insabbiamento.

“Più tardi nella sua vita, in una di queste confessioni dal letto di morte…iniziarono ad accumularsi lacrime nei suoi occhi ed egli disse, ‘sai Saint, ero così profondamente preoccupato che potessero fare a voi ragazzi ciò che fecero a vostra madre’, ciò mi fece rizzare i capelli in testa-era la prima volta che mio padre rivelava che riteneva ci fosse qualcos’altro oltre a un errore del pilota”, ha detto Hunt.

I testimoni oculari riferirono che l’aereo esplose sopra al livello degli alberi prima ancora di colpire la strada.

Hunt ha detto che “almeno 20-25 membri dell’FBI”, così come numerosi agenti della DIA erano sulla scena dell’incidente entro pochi minuti, prima che il personale di soccorso fosse arrivato, e che questo fatto fu riconosciuto in una lettera mandata dall’ FBI di Chicago all’investigatore Sherman Skolnick.

Hunt ha citato numerose coincidenze che circondano ciò che è accaduto dopo l’incidente, compresa la nomina da parte di Nixon del suo tirapiedi Egil Krough alla National Transportation Safety Board che indaga sugli incidenti aerei, esattamente il giorno dopo l’incidente.

Quando gli viene chiesto sulle foto dei “tre vagabondi” che erano stati arrestati sulla scena dell’omicidio di JFK ma di cui venne successivamente ordinato il rilascio, Hunt concorda che probabilmente mostrano suo padre e due altri importanti cospiratori.

“Come figlio di mio padre, ogni volta che vedo l’immagine che lo paragona ai vagabondi -q uello mi sembra proprio mio padre”, ha detto Hunt.


[Al centro il vagabondo fermato sulla Delay Plaza dopo l’omicidio Kennedy. Ai lati due foto di H. Hunt]


[Al centro un altro vagabondo fermato sulla Delay Plaza. Ai lati due foto di Frank Sturgis]

Hunt ha anche detto di essere abbastanza sicuro che uno degli altri vagabondi fosse l’agente C.I.A. Frank Sturgis, che suo padre aveva anche nominato come uno dei membri chiave del complotto omicida.

Hunt ha detto che suo padre non era uno dei tiratori ma era più che altro uno che dirigeva il complotto a un livello di comando, ma fu poi “lasciato ad asciugare” [nel senso di “messo da parte” perché troppo compromesso n.d.t.] dalla C.I.A. e dal governo.

Alla domanda sul perché Hunt entrò di buon grado a far parte del complotto per uccidere JFK, S. Hunt ha risposto, “nella cerchia dell’intelligence egli percepiva che era imperativo non permettere al presidente Kennedy di rimanere in carica perché stavano venendo fuori molte vicende cruciali, vi era la guerra nel Vietnam, e vi erano anche la rabbia, e la minaccia fatta da Kennedy di frantumare la C.I.A. in migliaia di pezzi.”

Hunt ha anche detto che suo padre desiderava alla fine di diventare il direttore della C.I.A. e che Kennedy era un ostacolo verso questo obiettivo.

Hunt ha concluso dicendosi d’accordo che l’eredità di suo padre è stata quella di un patriota che era stato manipolato e rigirato da gente come LBJ e Nixon, per essere poi abbandonato, e con la famiglia distrutta, da questi stessi criminali.

E. Howard Hunt si è infine riscattato appena prima della sua morte spifferando quanto sapeva dell’omicidio di JFK, ma ora c’è un nuovo tentativo di seppellire queste informazioni da parte dei codardi e compromessi media dell’establishment, che non hanno concesso quasi nessuno spazio a questa storia esplosiva mentre dedicavano generosamente il loro spazio alle stupidaggini del ritorno di Britney Spears e dei commenti del conduttore radio Don Imus [accusato di avere detto frasi razziste n.d.t.].

Ancora una volta è compito dei media alternativi e di Internet assicurarsi che la storia di E. Howard Hunt venga conosciuta.

Titolo originale: “Son Of JFK Conspirator Drops New Bombshell Revelations.
Costner was set to make documentary on Hunt’s confession, before Miami mafia stepped in, E. Howard believed government had sabotaged his wife’s plane”

Fonte: http://www.prisonplanet.com
Link
03.05.2007

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

VEDI ANCHE:

EX AGENTE CIA CONFESSA: HO PARTECIPATO ALL’OMICIDIO DI JFK

LA FAMIGLIA BUSH, LA MAFIA CUBANA E L’ASSASSINIO DI KENNEDY

UN’ALTRA GEMMA DAGLI “X-FILE” CRIMINALI DELLA FAMIGLIA BUSH

E’ STATA LA CIA AD UCCIDERE BOB KENNEDY?

OSAMA & OSWALD

Pubblicato da Das schloss

  • magnesia

    E’ una fitta rete.

    Alex Jones non mi piace nè mai mi piacerà. Ha preso la strada sbagliata (tanto per non dire che l’ha scelta per sopravvivere come mezzo-informatore, nel senso proprio di disinformatore) come tutto lo zoccolo duro composta dai “9-11 researchers” americani, con Ruppert in prima fila, che è andato avanti evitando di proposito le diatribe sul famoso Flight 757 del Pentagono, cardine di tutta la vicenda, per chi ancora non se ne fosse accorto.

    La CIA ha commesso il crimine? Ma va? La stessa cosa può essere detta per la mafia americana, FBI, membri dell’establishment finanziario, Lindon Johnson, e molti altri ancora. Quante ne sono state dette e ridette.

    C’erano tutti quanti quell’infausto giorno, il 22 novembre 1963, a prendere la mira al Dealey Plaza, a muovere le loro pedine. Ma chi teneva in mano le redini?

    La fitta rete che ha strangolato JFK, primo teorico della cospirazione della storia imminentemente “ricordabile”, che nell’aprile del 1961 si azzardò a dire, durante un suo discorso al Waldorf-Astoria Hotel di New York…

    http://tinyurl.com/2vk4jq

    “For we are opposed around the world by a monolithic and ruthless conspiracy that relies primarily on covert means for expanding its sphere of influence–on infiltration instead of invasion, on subversion instead of elections, on intimidation instead of free choice, on guerrillas by night instead of armies by day. It is a system which has conscripted vast human and material resources into the building of a tightly knit, highly efficient machine that combines military, diplomatic, intelligence, economic, scientific and political operations.

    Its preparations are concealed, not published. Its mistakes are buried, not headlined. Its dissenters are silenced, not praised. No expenditure is questioned, no rumor is printed, no secret is revealed. It conducts the Cold War, in short, with a war-time discipline no democracy would ever hope or wish to match.”

    … è stata dettagliatamente sgomitolata da Michael Collins Piper, nel suo “Final Judgement”, disponibile su http://www.americanfreepress.net

    Un altro riepilogo, che prende in considerazione in più capitoli tutte le facce di questo devastante caleidoscopio, partendo dalle tracce del libro “Farewell America” di James Hepburn, può essere letto su

    http://tinyurl.com/yo3lg5

    Dispiace il fatto che sia tutto in Inglese, a noi spesso arrivano solo notizie di seconda mano…(sic)

    Segnalo anche il video documentario, in 5 parti su google video, “Evidence of Revision”,

    http://video.google.com/videoplay?docid=666048701355447870

    specialmente se si vuole approfondire su figure ed eventi quali: LBJ, RFK, The Jonestown massacre, Sirhan Sirhan, e su tutto il marcio che ribolle sotto la più grande caricatura democratica di tutto l’Occidente.