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NOVE SEGNI DELL'AMERICA IN DECLINO

DI RICK NEWMAN
USnews

Il cielo non ci sta cadendo sulla testa, non esattamente. Gli Stati Uniti non sono sulla corsia preferenziale verso l’irrilevanza. Persino in uno stato di totale abbandono, potremmo probabilmente trascinarci per qualche altro decennio da arruffata superpotenza.

Ma tutti gli imperi finiscono, ed i segni premonitori del declino statunitense sembrano brillare con piu` forza. Nel piu` recente “indice di prosperita`”, pubblicato dall’Istituto Legatum, un istituto di ricerca con base a Londra, gli Stati Uniti sono al nono posto in classifica per la nazione piu` ricca del mondo. Cinque posti piu` in giu` dell’anno scorso. Quando gli Stati Uniti si trovavano al quarto posto. La discesa nella classifica potrebbe sembrare priva di conseguenze, specialmente nel mezzo di un’estenuante recessione – se non fosse che la maggior parte del mondo ha sofferto la stessa recessione, ed altre nazioni si stanno riprendendo piu` in fretta.

Per esempio la Cina e l’India si sono riprese elegantemente dalla recessione. Il Brasile sembra essere in rapida ripresa. L’Australia sta crescendo piu` velocemente del previsto, tanto da fare temere ai propri governanti di avere stimolato l’economia in maniera eccessiva. Ed intanto gli Stati Uniti si dibattono in una debole ripresa, in mancanza di nuovi posti di lavoro, e con una serie di altri problemi che potrebbero rendere la prosperita` un bene elusivo per ancora molto tempo.Continuano ad esserci milioni di Americani diligenti e innovativi, che potrebbero aiutare la Nazione a tirarsi fuori da questo buco. Ma nel complesso la popolazione Americana tira indietro in una varieta` di modi. Eccone alcuni:

Posti di lavoro. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che il tasso di disoccupazione statunitense rimarra` al 9,3% durante tutto il 2010. Meno che in alcune nazioni europee, ma di piu` che non in Canada e molto peggio che nella maggior parte dei paesi scandinavi ed in Asia. Considerato tutto, il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti e` nella media per un paese sviluppato ed e` probabile che rimarra` cosi`. Potrebbe essere peggio, ma la capacita` di creare posti di lavoro non e` un segno di leadership globale.

(vedi anche “7 modi per sopravvivere a una ripresa senza nuovi posti di lavoro”)

Crescita economica. Il FMI prevede inoltre che l’economia statunitense crescera` dell’1,9% nel 2010. E` un pochino meglio della media per le economie avanzate, ma almeno 10 nazioni sviluppate cresceranno piu` in fretta. Evviva. Tre urra` per la mediocrita`.

Poverta`. Il tasso di poverta` negli Stati Uniti, circa il 17%, e` il terzo peggiore tra le nazioni avanzate studiate dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. In quel campione, soltanto la Turchia ed il Messico hanno un tasso peggiore.

Educazione: i giovani statunitensi di 15 anni hanno risultati al di sotto della media tra le nazioni avanzate in matematica e scienze. Ma non preoccupatevi, i futuri leader della nostra nazione hanno un punteggio maggiore dei loro simili in Messico, Turchia, Grecia ed alcuni altri posti.

Competitivita`. Nell’ultimo rapporto sulla competitivita` globale del Forum Economico Mondiale, gli Stati Uniti sono caduti dal primo al secondo posto. Certo, consoliamoci che al primo posto c’e` la piccola Svizzera, esterna all’unione, e che essere spodestati dalla prima posizione non sembra avere poi un gran significato. Aggiungi una nota a pie` di pagina e siamo ancora il numero uno.

(vedi anche “5 miti sulla ripresa economica

Prosperita`. Le nazioni piu` ricche, secondo il rapporto dell’Istituto Legatum, sono la Finlandia, la Svizzera, la Svezia, la Danimarca e la Norvegia. Questi paesi europei piuttosto omogenei sono i cocchi di mamma delle classifiche globali, ed appaiono spesso in cima alle classifiche grazie ad economie a misura del loro paese ed un sottoproletariato quasi inesistente. Per un’economia enorme come quella statunitense un nono posto in classifica e` ancora rispettabile. E causa parziale della discesa dal quarto posto dell’anno scorso e` un cambiamento nella metodologia, che pone maggior enfasi sulla salute e la sicurezza dei cittadini. Pero`, nelle sottoclassifiche dell’Indice, gli Stati Uniti non sono nemmeno tra i primi 10 per elementi economici fondamentali, sicurezza o governo. Dovremmo fare meglio.

Salute. Nello studio Legatum, gli Stati Uniti sono al 27esimo posto per la salute dei loro cittadini. La speranza di vita in America e` inferiore alla media tra 30 nazioni avanzate misurata dall’OCSE, ed il tasso di obesita` americano e` di gran lunga il peggiore tra le 30 nazioni. E, ovviamente, spendiamo molto di piu` a persona in sanita` che chiunque altro – ma i nostri soldi non danno grandi risultati.

Benessere. Nell’Indice di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite, che cerca di misurare il benessere complessivo dei cittadini nel mondo, gli Stati Uniti sono al 13esimo posto, uno al di sotto dell’indice emesso precedentemente. La Norvegia, l’Australia, l’Islanda e il Canada sono in cima.

(vedi anche “4 nazioni con una sanita` migliore della nostra”)

Felicita`. Gli Stati Uniti sono all’undicesimo posto come misura di “soddisfazione di vita” dell’OCSE – al seguito di Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e degli altri soliti sospetti. Non e` male, ma gli Stati Uniti sono una delle solo quattro nazioni in cui la soddisfazione di vita e` in discesa, e non in salita. Le altre nazioni in discesa sono il Portogallo, l’Ungheria, il Canada ed il Giappone. Inoltre, la ricerca dietro questa particolare classifica precede la recessione, quindi e` probabile che gli Stati Uniti siano parecchio meno soddisfatti al giorno d’oggi.

Il ritratto degli Stati Uiniti che viene fuori da queste ed altre considerazioni non e` solo cupo; vi sono aree in cui sembra che continuiamo ad avere un importante vantaggio. Per esempio, l’indice di prosperita` Legatum mette gli Stati Uniti al primo posto per imprenditoria ed innovazione. Ed in un sondaggio della GfK Roper su come alcune nazioni siano considerate come “marchi” globali, gli Stati Uniti sono schizzati dal N.7 nel 2008 al N.1 nel 2009, soprattutto perche` il mondo ha salutato con entusiasmo l’elezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti. Ma un leader di un marchio globale non puo` semplicemente sforzare la propria nazione di nuovo verso la gloria. Ha bisogno di molto aiuto da cittadini educati, sani ed impiegati, che siano determinati a condividere la propria prosperita`.

Titolo originale: “9 Signs of America in Decline”

Fonte: http://www.usnews.com
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26.10.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MAD

Pubblicato da Das schloss

  • myone

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    Allora questo sistema immagine cade da se’, piano o veloce che sia, cade da se’, cade nell’ incredibilita’, nel sostegno, e sulla sua condizione reale, collassa.
    Se gli rimane solo l’ esercito e le atomiche, continuare a tutti i costi, sara’ presagio duro e allucinante, ma nulla da allarmarsi, ma di preoccuparsi si, perche’ nella caduta, agrapparsi a tutto pur di non soccombere, e’ lecito.
    IL fatto e’ che, si tirera’ dietro mezzo mondo, perche’ ne e’ immagine, ne e’ ancora vincolato, e il potere o poteri, non sono per nulla separati da altri stati, sia come potere finanziario, che di influenza, che militare.