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NOAM CHOMSKY NON HA “MAI VISTO NULLA DEL GENERE”

DI CHRIS HEDGES
Countercurrents.org

Noam Chomsky è il principale intellettuale americano. La sua massiccia produzione, che include quasi 100 volumi, per decenni ha influenzato e messo in luce le menzogne dell’elite al potere e i miti che portava avanti. Chomsky ha fatto ciò a costo di essere inserito nel libro nero dai media commerciali, di essere trasformato in un paria dall’accademia e, per sua stessa ammissione, di diventare un oratore pedante e talvolta noioso. Egli combina l’autonomia morale con una rigorosa erudizione, una notevole attenzione ai particolari e un’intelligenza bruciante. Liquida seccamente il nostro sistema a due partiti come un miraggio orchestrato dallo stato corporativo , colpisce l’intelligentsia liberale in quanto vanesia e cortigiana, e descrive le sciocchezze dei media commerciali come una sorta di lavaggio del cervello. E in qualità di critico di capitalismo sregolato, globalizzazione e veleno dell’impero più lungimirante della nostra nazione, entra nel suo 81esimo anno di età avvertendoci che abbiamo poco tempo per salvare la nostra democrazia anemica.

“E’ molto simile alla Germania di Weimar dell’ultimo periodo” mi disse Chomsky quando lo chiamai nel suo ufficio a Cambridge, nel Massachussets. “I parallelismi sono impressionanti. Vi era anche una tremenda disillusione riguardo al sistema parlamentare. Il fatto che colpiva di più di Weimar non era che i Nazisti fossero riusciti a distruggere i socialdemocratici e i comunisti, ma che i partiti tradizionali, i conservatori e i liberali, fossero odiati e finirono per scomparire. Ciò lasciò un vuoto che i nazisti riuscirono a colmare in modo molto astuto ed intelligente.”Gli Stati Uniti sono estremamente fortunati che nessuna figura onesta e carismatica sia emersa.”, proseguiva Chomsky, “ogni figura carismatica è talmente truffaldina da finire per autodistruggersi, come McCarthy, Nixon, o i preti evangelisti. Se compare una figura onesta e carismatica, questo paese si troverà nei guai, a causa della frustrazione, della disillusione, della rabbia giustificata e dell’assenza di qualsiasi risposta coerente. Cosa dovrebbe pensare la gente, se qualcuno dice ‘Ho la risposta, abbiamo un nemico.’? Là erano gli ebrei. Qui saranno gli immigrati clandestini e i neri. Ci diranno che i maschi bianchi sono una minoranza perseguitata. Ci diranno che dobbiamo difendere noi stessi e l’onore della nazione. Verranno esaltate le forze militari. La gente verrà malmenata. Potrebbe diventare una forza travolgente. E se ciò accade diventerà più pericoloso che in Germania. Gli Stati Uniti sono la prima potenza mondiale. La Germania era potente, ma aveva antagonisti più forti. Non credo che tutto ciò sia molto remoto. Se i sondaggi sono accurati, non saranno i Repubblicani, bensì i Repubblicani di destra, i Repubblicani invasati, a vincere le prossime elezioni.”

“Non ho mai visto nulla del genere in vita mia”, aggiungeva Chomsky, “Sono abbastanza anziano per ricordare gli anni Trenta. La mia intera famiglia era disoccupata. La gente sperava. Si stava organizzando il CIO. Nessuno vuole più dirlo, ma fu il Partito Comunista l’iniziatore dell’organizzazione dei movimenti sindacali e dei diritti civili. Anche cose come dare alla mia zia cucitrice disoccupata una settimana in campagna. Era vita. Non c’è niente del genere oggi. Lo stato d’animo del paese è spaventoso. Il livello di rabbia, frustrazione e odio per le istituzioni non è organizzato in maniera costruttiva. Va evolvendosi in fantasie autodistruttive.”

“Ascolto programmi radiofonici” diceva Chomsky, “non voglio ascoltare Rush Limbaugh. Voglio sentire la gente che telefona. Sono come Joe Stack (pilota suicida). ‘Cosa mi sta succedendo? Ho fatto tutte le cose giuste. Sono un cristiano timorato di Dio. Lavoro sodo per la mia famiglia. Ho una pistola. Credo nei valori del paese, e la mia vita è al collasso’.”

Chomsky, più di ogni altro intellettuale americano, è riuscito a delineare la spirale discendente del sistema politico ed economico americano in opere come “On Power and Ideology: The Managua Lectures” (Sul potere e l’ideologia: I discorsi di Managua, n.d.t.), “Rethinking Camelot: JFK, the Vietnam War, and US Political Culture,” (Ripensare a Camelot: JFK, la Guerra del Vietnam, e la cultura politica statunitense, n.d.t.), “A New Generation Draws the Line: Kosovo, East Timor and the Standards of the West,” (La nuova generazione traccia la linea: il Kosovo, la paura orientale e gli standard dell’Occidente, n.d.t.), “Understanding Power: The Indispensable Chomsky” (Capire il potere: il fondamentale Chomsky, n.d.t.), “Manufacturing Consent” (La Fabbrica del Consenso, n.d.t.), e “Letters From Lexington: Reflections on Propaganda”(Lettere da Lexington: riflessioni sulla propaganda, n.d.t.). Ci ricorda che l’indagine intellettuale genuina è sempre sovversiva. Sfida ogni assunto politico e culturale. Critica le strutture. E’ incessantemente autocritico. Comprime tutti gli indulgenti miti e stereotipi che usiamo per elevare noi stessi e ignorare la nostra complicità in atti di violenza e oppressione. E mette i potenti, e i loro apologeti liberali, profondamente a disagio.

Chomsky riserva il suo veleno più potente per l’elite liberale della stampa, delle università e del sistema politico, che serve da cortina di fumo per la crudeltà del capitalismo incontrollato e della guerra imperiale. Presenta la loro posizione morale ed intellettuale come fraudolenta. Ed è per questo che Chomsky è odiato, e forse temuto, più tra l’elite liberale che all’interno della destra, che ugualmente colpisce. Quando Christopher Hitchens decise di diventare una marionetta dell’amministrazione Bush dopo l’attacco dell’11/9, una delle prime cose che fece fu scrivere un articolo brutale contro Chomsky. Hitchens, diversamente da molti di coloro di cui era al servizio, era a conoscenza di quali fossero gli intellettuali che contavano in America. (n.d.e. Per leggere alcuni degli articoli circa lo scambio del 2001 tra Hitchens e Chomsky, cliccare qui, qui, qui e qui ).

“Non mi interessa scrivere di Fox News” diceva Chomsky. E’ troppo semplice. Quello di cui parlo sono gli intellettuali liberali, quelli che si ritraggono e si percepiscono come forza minacciosa, coraggiosi, in lotta per la verità e la giustizia. Sono fondamentalmente i guardiani della fede. Loro fissano i limiti. Ci dicono fino a dove possiamo spingerci. Ci dicono ‘Guarda come sono coraggioso.’, ma non vanno un millimetro oltre quello. Almeno per quanto riguarda i settori istruiti, sono loro i più pericolosi supporti del potere”.

Chomsky, poiché è esterno a qualsiasi gruppo e schiva ogni ideologia, è stato cruciale all’interno della questione americana per decenni, a partire dal suo lavoro sulla guerra in Vietnam fino al criticismo dell’amministrazione Obama. Mantiene ostinatamente la sua posizione da iconoclasta, che diffida del potere in ogni sua forma.

“La maggior parte degli intellettuali ha una consapevolezza di sé come coscienza dell’umanità”, ha affermato lo studioso del medioriente Norman Finkelstein. “Loro apprezzano e ammirano gente come Vaclav Havel. Chomsky è sprezzante di Havel. Chomsky abbraccia la visione del mondo di Julien Benda. Ci sono due serie di principi. I principi del potere e del privilegio, e i principi della verità e della giustizia. Se insegui verità e giustizia significherà sempre una diminuzione di potere e privilegio. Se cerchi di ottenere potere e privilegio, ne faranno le spese verità e giustizia. Benda afferma che il credo di ogni intellettuale deve essere, come dice Gesù, ‘il mio regno non è in questo mondo’. Chomsky smaschera la falsa apparenza di coloro che affermano di essere i tenutari di verità e giustizia. Egli mostra che in verità questi intellettuali hanno potere e privilegio, e tutto il male che viene insieme ad essi.”

“Alcuni dei libri di Chomsky affronteranno temi come l’analisi dei travisamenti del piano Arias in America Centrale, a cui lui dedicherà 200 pagine”, ha detto Finkelstein, “e due anni dopo, chi avrà sentito parlare di Oscar Arias? Ci fa pensare se Chomsky non sarebbe forse stato più furbo a scrivere di argomenti su più larga scala, cose con una maggiore durata nel tempo, di modo da poterle leggere ancora tra 40 o 60 anni. E’ questo che Russel ha fatto in libri come ‘Marriage and Morals’ (Matrimonio e morale). E’ ancora possibile leggere quello che Chomsky ha scritto sul Vietnam e l’America centrale? La risposta spesso è no. Questo fa capire qualcosa su di lui. Non scrive per il suo ego. Se scrivesse per l’ego, l’avrebbe fatto in uno stile magniloquente tale da rendere grande la sua eredità. Lui scrive perché vuole un cambiamento politico. Gli importano le vite delle persone, e lì i dettagli contano. Sta provando a fermare le bugie che quotidianamente vengono diffuse dai media dell’establishment. Avrebbe potuto impiegare il suo tempo a scrivere trattati filosofici che avrebbero resistito nel tempo, come Kant o Russell. Ma si è dedicato ai piccoli dettagli che fanno la differenza per vincere la battaglia politica”.

“Io cerco di incoraggiare la gente a pensare per sé, a porsi delle domande su ciò che viene dato per scontato”, ha detto Chomsky quando interrogato a proposito dei suoi obiettivi. “Non dare nulla per scontato. Cominciare ad avere un atteggiamento scettico verso le conoscenze convenzionali. Fare in modo che siano giustificate. Di solito non si riesce. Cercare di fare domande a proposito di quato viene dato per scontato. Cercare di pensare da soli. Ci sono tantissime informazioni. Bisogna imparare il modo di giudicare, di valutare e fare paragoni con altre cose. Per alcune cose ci vuole la fiducia, o non se ne esce. Ma se si tratta di cose importanti e significative non ci si può fidare alla cieca. Se si legge qualcosa di anonimo bisogna subito diffidare. Se si legge in un giornale che l’Iran sta sconfiggendo la comunità internazionale, bisogna chiedersi ‘chi è la comunità internazionale?’. L’India si oppone alle sanzioni. Il Movimento dei Non-allineati è fortemente contrario alle sanzioni, e lo è da anni. Chi è la comunità internazionale? È Washington, e tutti coloro che la seguono. E’ una cosa che si può immaginare, ma bisogna lavorarci. E’ la stessa cosa per ogni questione”.

Il coraggio di Chomsky di parlare a nome di quei popoli che, come i Palestinesi, vedono le proprie sofferenze minimizzate o ignorate nella cultura di massa, regge la possibilità della vita morale. E forse ancor più della sua erudizione, il suo esempio di indipendenza morale ed intellettuale sostiene tutti coloro che sfidano l’ipocrisia della folla a dire la verità.
“Non posso dirti di quante persone, me stesso incluso, e non è un’esagerazione, abbia cambiato la vita”, ha detto Finkelstein, che ha perso diverse cattedre universitarie per via del suo coraggio intellettuale e della sua indipendenza.
“Se non fosse stato per Chomsky avrei finito per soccombere tempo fa. Nella mia vita professionale sono stato colpito e maltrattato. E’ stata solo la consapevolezza che una delle più grandi menti della storia umana aveva fiducia in me a compensare queste continue, costanti e taglienti sferzate. Ci sono molte persone considerate non-entità, la cosiddetta piccola gente di questo mondo, che all’improvviso ricevono un’e-mail da Chomsky. E’ una cosa che soffia aria nuova dentro di te. Chomsky ha spinto molta, molta gente a raggiungere un livello del loro potenziale che sarebbe altrimenti andato perduto.”

Chris Hedges scrive regolarmente una rubrica per Truthdig.com. Hedges si è laureato alla Harvard Divinity School, ed è stato per quesi due decenni corrispondente estero per il New York Times. E’ l’autore di molti libri, tra cui War Is A Force That Gives Us Meaning (La Guerra è una forza che ci dà significato, n.d.t.), What Every Person Should Know About War (Quello che ognuno dovrebbe sapere a proposito della guerra, n.d.t.), e American Fascists: The Christian Right and the War on America (Fascisti americani: la destra cristiana e la guerra contro l’America, n.d.t.). Il suo libro più recente è Empire of Illusion: The End of Literacy and the Triumph of Spectacle (L’impero delle illusioni: la fine della cultura e il trionfo dello spettacolo, n.d.t.).

Titolo originale: “Noam Chomsky Has ‘Never Seen Anything Like This’”

Fonte: http://www.countercurrents.org
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19.04.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ARLEQUIN

Pubblicato da Das schloss

  • nettuno

    NOAM CHOMSKY aspetta … se no hai visto nulla di simile ..adesso viene il secodo tempo

  • wiki

    che certi intellettuali siano indirettamente e parzialmente causa di alcuni mali della socità è condivisibili…al tre volte a far danni alla società si aggiungono anche degli pseudo intellettuali che assomigliano più a ciarlatani o venditori di fumo che dir si voglia…

  • wiki

    penso che di gente che combatte per la verità non ce ne sia solamente tra gli intellettuali o tra gli intellettuali famosi…c’è anche gente del popolo che lo fà ed il loro compito, vista la loro debolezza personale è molto più gravoso…

  • Tao

    INTERVISTA – Noam Chomsky: «Allarme crisi»

    Abbiamo incontrato Noam Chomsky reduce da una serie di conferenze al Left Forum dal titolo significativo «Il centro non può reggere». L’occasione è l’uscita negli Stati uniti del suo ultimo libro – Hopes&Prospects, presso la casa editrice Heymarket. Nel saggio analizza, insieme alle «Speranze&Prospettive», i pericoli e le possibilità ancora aperte del nostro XXI secolo, il crescente divario fra Nord e Sud, i miti e le delusioni dell’eccezionalismo americano inclusa la presidenza di Obama, i fiaschi delle guerre in Iraq e in Afghanistan, l’assalto israelo-americano a Gaza, la nuova divisione internazionale del terrore nucleare e la natura dei recenti salvataggi finanziari. «La situazione che viviamo in America oggi fa paura. Il livello di rabbia, frustrazione e disgusto nei confronti delle istituzioni ha raggiunto livelli impressionanti e non è organizzata in modo costruttivo. Le somiglianze con la repubblica di Weimar dopo il 1925 sono strabilianti e molto pericolose». È con queste gravi considerazioni di Chomsky che si apre l’incontro.

    Quali sono i paralleli economici e sociali della realtà americana odierna rispetto al periodo della repubblica di Weimar del l925 che aprirono la strada a Hitler?

    L’appoggio di base della popolazione tedesca che abbracciò l’ascesa di Hitler al potere era costituita essenzialmente dalla piccola borghesia e dalla grande industria che utilizzò il nazismo come arma politica per la distruzione della classe operaia in Germania. La coalizione di governo venne formata molto prima della Grande Depressione del ’29. Per conseguenza, con le elezioni del 1925 la Germania di Hindenburg – e la coalizione governativa formatasi – era sociologicamente e quasi demograficamente molto simile a quella che appoggiò l’ascesa al potere nel 1933 di un oscuro personaggio come Hitler. Ma già fin dai primi anni Venti in Germania dilagava questo malessere originale composto di disillusione e risentimento nei confronti del sistema parlamentare. Meno attenzione viene riposta in genere ad un fattore di grande importanza e cioè che il nazismo, a parte la distruzione dei comunisti e dei socialdemocratici, riuscì nell’intento di distruggere i partiti tradizionali dei conservatori e dei liberali al potere, già in declino durante la Repubblica di Weimar degli anni Venti. È questa l’impressionante somiglianza storica per quanto sta maturando in America. I sondaggi di opinione pubblica recenti indicano che il consenso della popolazione per come è governata dai democratici e dai repubblicani è sceso al 20%. L’odio nei confronti del Congresso e della direzione che ha preso il governo del paese supera l’85%. Come per il periodo di Weimar in Germania, la popolazione americana è disgustata dal patteggiamento fra i due maggiori partiti per salvaguardare soltanto i propri interessi. La mentalità diffusa che pervade la middle class americana è che i membri del Congresso debbano essere combattuti come «gangster» ed eliminati. La composizione demografica di coloro che abbracciano queste idee è formata da bianchi della middle America, uomini senza particolare identità e soprattutto senza idee di prospettiva politica, se non in chiave antigovernativa. Questi gruppi, come il «Tea party» e altre frange che sono nate nel vuoto politico di direzione, sono stati mobilitati e strumentalizzati dall’estrema destra con seri rischi. Le classi industriali americane utilizzano quelle che sono legittime istanze economiche e sociali della piccola borghesia per criminalizzare l’immigrazione e il surplus di popolazione in prevalenza afroamericana che riempie le prigioni, come una nuova risorsa di manodopera a infimo prezzo o a livello statale o delle carceri private.

    Perché lei utilizza il parallelo con la Germania di Weimar in particolare per quello che avviene negli Stati uniti e non altrove, come in Europa, dove i principi del neoliberismo conservatore sono stati ampiamente globalizzati?

    Perché l’Europa è riuscita ancora a mantenere in vita una struttura socialdemocratica. Sottolineo anche che solo l’America Latina, e già da un decennio, ha rifiutato il modello dettato da Washington. Qui, negli Stati uniti, le conseguenze dei principi del neoliberismo selvaggio stanno – insisto – chiaramente e visibilmente crollando. Il capitalismo è fallito, ma il disastro irreparabile viene pagato essenzialmente dalla maggioranza della popolazione. Qui i progetti corporativi collusi con il governo hanno scaricato ai margini sociali intere comunità ora allo sbando, solamente per portare a termine la finanziarizzazione sociale ed economica degli «executives» dei sistemi bancari. Allo stesso tempo la classe imprenditoriale americana utilizza la rabbia ed il disgusto della maggioranza della popolazione per fomentare l’odio antigovernativo, anche se è consapevole dei rischi di un trionfo elettorale dell’estrema destra del partito reubblicano. La situazione è preoccupante. Perché il danno irreparabile provocato dal liberismo conservatore ha prodotto il risultato di un debito pubblico assorbito dalla Cina e dal Giappone. Ora metà del deficit del bilancio americano è dovuto al bilancio della Difesa. Nel contesto globale questo equivale al totale di tutti i bilanci di Difesa del resto del mondo. L’altra metà del deficit è causata dall’esplosione della spesa sanitaria dovuta ad un inefficiente sistema assolutamente privatizzato.

    Ma ora c’è stata l’approvazione della riforma sanitaria di Obama…

    La riforma sanitaria di Obama approvata dai democratici non è un cambiamento profondo del sistema sanitario americano, l’industria privata della sanità alla fine la vive come una sua vittoria politica. E sullo sfondo la realtà resta ben più drammatica, perché la disoccupazione e la ripresa economica non accennano a cambiare.

    Patricia Lombroso
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it
    1.05.2010

  • Nellibus1985

    Non finirò mai di ammirare la grandezza sconfinata di questo essere umano.

  • fm

    Concordo.

  • Xeno

    ha pure 82 anni, tanto di cappello.

  • g10rdan0

    Un solo appunto su una delle n.d.t:
    la traduzione del titolo “A New Generation Draws the Line: Kosovo, East Timor and the Standards of the West,” (La nuova generazione traccia la linea: il Kosovo, la paura orientale e gli standard dell’Occidente, n.d.t.) è errata per quel che riguarda “timor east”.
    Con Timor East infatti si indica lo stato insulare di Timor Est, divenuto indipendente a partire dal 2002.

  • davecubed

    Il fatto che Noam Chomsky sostiene le NAZIONI UNITE (che sono state istituite per la creazione del un nuovo ordine mondiale) é tutto quello che devo sapere sul soggetto.

    CHOMSKY é un disinformatore della peggior razza, perché sembra uno giusto, ma di fatto non indica le cause, ma solamente i sintomi.

    Adesso credo che non dico più niente, perché questo sito mi ha già fatto passare la voglia, dare informazioni vere, non disinformazioni per favore.