NEXTA come coordinatore della protesta. (Una nuova tecnologia di “Maidan” con l’aiuto del canale Telegram è stata sperimentata in Bielorussia)

DI VLADIMIR MALYSHEV

Coloro che, nella notte, quando dopo le elezioni presidenziali a Minsk con il tentativo di un “Maidan” bielorusso, o meglio, di un colpo di stato, hanno seguito su internet gli eventi di questo Paese, certamente hanno prestato attenzione al canale Telegram NEXTA. È proprio su questo canale che si trovavano i video più scottanti delle proteste con le migliori angolazioni e le ultimissime informazioni. È da li che sono state lanciate sullo schermo anche le “papere” informative più scandalose: sul fatto che Lukashenko sembrò già scappato in Turchia, sul presunto primo manifestante ucciso, che in seguito è riapparso sano e salvo, sulla immaginaria fraternizzazione dei poliziotti con i manifestanti in una delle città bielorusse, sugli “omini verdi” delle presunte forze speciali russe a Minsk, ecc… Come risultato, quella notte il canale è cresciuto di 148mila abbonati, un record per Telegram.

“NEXTA” è un termine che somiglia all’inglese, ma in realtà ha una radice bielorussa e deriva da “Nekhta”, che tradotto in russo significa “qualcuno” o “qualcheduno”. Il nome allude all’anonimato del canale, come in molti lo percepiscono. Tuttavia, a dirigere il canale non è affatto “qualcheduno”, ma una persona del tutto reale. Il suo fondatore è Stepan Putilo (nei programmi si fa chiamare Svetlov), un giovane nato nel 1998. Secondo Wikipedia, è un bielorusso: giornalista, blogger, regista, conduttore televisivo, musicista, autore e creatore di canali divulgativi su argomenti sociali e politici.

Stepan ha studiato a Senitska alla scuola secondaria Yanka Kupala, dopo di che si è diplomato al liceo umanistico bielorusso Yakub Kolas. Attualmente si è già trasferito in Polonia, dove studia all’Università della Slesia, specializzandosi in organizzazione di produzioni cinematografiche e televisive. Ha iniziato la sua attività pubblica nell’ottobre 2015 con la creazione del canale YouTube NEXTA.

In origine era un progetto musicale, ma in seguito ha aggiunto “testi d’intrattenimento e d’informazione”. Il numero totale dei suoi iscritti tra tutti i social network è di oltre un milione e mezzo, di cui più di 450mila su YouTube e più di un milione e mezzo sui canali Telegram con il nome generico “NEXTA”.

Oggi, il canale di Telegram NEXTA che trasmette dalla Polonia risulta il più popolare in Bielorussia e, dopo i recenti eventi, il numero dei suoi abbonati sui social network è aumentato in maniera repentina.

Tuttavia Stepan con il suo canale non è apparso dal nulla. Suo padre Aleksandr Chepushilo è un giornalista bielorusso, che in precedenza ha lavorato come commentatore sportivo per la società “Belteleradio” e ora è l’autore e il conduttore di programmi sportivi sul canale televisivo “Belsat” in Polonia, che trasmette in Bielorussia.

Nascosto alle forze dell’ordine

È da tempo che le forze dell’ordine bielorusse s’interessano a Stepan: subito dopo il primo video sul suo canale della canzone intitolata “Non c’è scelta”; uscita in coincidenza con le imminenti elezioni presidenziali in Bielorussia (del 2015 ndr.) si chiedeva il loro boicottaggio a causa di possibili falsificazioni dei risultati.

Funzionari delle autorità si recarono alla scuola in cui studiò Stepan, per capire chi era e da dove veniva. Nel 2017, Putilo prese parte a diverse proteste, inclusa la “Marcia dei bielorussi arrabbiati”. Successivamente, sul suo canale YouTube, pubblicò diversi video sul tema delle proteste in Bielorussia.

Nel febbraio 2018, contro Stepan hanno provato ad avviare un procedimento penale ai sensi dell’articolo 368 del Codice Penale della Repubblica di Bielorussia: “Insulto al presidente”, per i video su YouTube. Tuttavia, il giovane blogger era già lontano – in Polonia.

Redattore capo di NEXTA oggi è il giornalista Roman Protasevich, un veterano dell’opposizione in Bielorussa. Nel 2012 venne arrestato come amministratore di gruppi d’opposizione sui social network. Protasevich, a quei tempi, era un membro del “Fronte Giovane”, un’organizzazione filoeuropea di centrodestra che organizzava proteste di piazza contro Lukashenko. È stato giornalista per “Euroradio” e persino per “Radio Svoboda” (Radio Liberty), finanziate dalla Polonia e dalla Lituania. Protasevich sostiene la de-comunizzazione e la legalizzazione della cannabis. Come Putilo, anche lui ora si trova in Polonia.

Da dove proviene il denaro?

Sul canale Telegram NEXTA praticamente è assente qualsiasi pubblicità, quindi le fonti ufficiali del suo finanziamento rimangono sconosciute. Il 25 ottobre 2019 sullo stesso canale è apparso il film documentario “Lukashenko. Materiali criminali”. Il giorno dopo era già in cima ai trend del YouTube bielorusso. Nei primi due giorni, il video ottenne quasi 700.000 visualizzazioni e in un mese circa 1.800.000. È chiaro che un giovanotto che se ne sta accovacciato in Polonia, da solo, non avrebbe potuto ottenere materiali “accusatori” di natura esclusiva da utilizzare sul suo canale. Non è difficile indovinare da dove provengano, dato che tra i partner di “Belsat”, dove lavora suo padre, e dove lui stesso lavorava, figura l’emittente radiofonica americana “Liberty”, supervisionata dalla CIA.

“La piattaforma principale per la comunicazione tra gli oppositori di Lukashenko è messenger di Telegram” – scrive il sito web ucraino Strana.ua. – “Sui canali pubblici dell’opposizione vengono annunciati i piani d’azione dei manifestanti. Vengono anche dati consigli su cosa fare in un dato momento delle rivolte di massa, dove correre, dove riunirsi. Inoltre, i canali svolgono una funzione di propaganda: parlano costantemente delle atrocità delle autorità, che illustrano con video e foto d’effetto… In questo campo, in Bielorussia, la piattaforma Telegram NEXTA oggi è leader”.

Secondo tale sito, il canale “NEXTA Live” è diventato il principale fornitore di notizie dalle strade di Minsk e dalle altre città della Bielorussia. Oggi ha varcato la soglia di un milione di abbonati nonostante sia stato ampiamente citato solo qualche giorno fa, quando sono iniziati gli scontri per le strade della capitale. Ha un canale fratello “Nexta” con mezzo milione di abbonati. Entrambe le piattaforme in prevalenza s’inoltrano i messaggi l’un l’altra. Ma quello di base è il canale con il prefisso “Live” nel nome. Li appaiono i video più operativi dai luoghi degli eventi. E, cosa più importante, è proprio da lì che vengono pubblicati i piani per la protesta: a che ora e dove riunirsi per una manifestazione, quando iniziare uno sciopero e così via.

24 ore su 24, e specialmente durante le manifestazioni notturne dell’opposizione, questo pubblico viene aggiornato ad una velocità di diversi messaggi al minuto, la maggior parte dei quali sono video e foto esclusivi direttamente dai focolai delle proteste.

Oltre ai video, il canale coordina costantemente le azioni dei manifestanti: gli stessi vengono informati sui movimenti degli OMON (Otrjad Mobil’nyj Osobogo Naznachenija, “Unità Speciale Mobile” della Polizia” ndr.), ai simpatizzanti viene detto come proteggere i manifestanti. Un’altra funzione del canale sono i continui appelli ad uscire in strada e incoraggiare le aggressioni agli agenti di polizia. La terminologia in relazione alla Polizia incita al massimo odio: “fascisti”, “canaglie”, “feccia di Lukashenko”, “banditi in nero”, “punitori”. Per di più, in parallelo, gli autori dei messaggi invitano le forze dell’ordine a “stare con la gente”, come pure i manifestanti a bruciare la Polizia e gli agenti della OMON.

Ma perché i suddetti canali che trasmettono dalla Polonia sono diventati i principali mass media sul territorio della Bielorussia?

Questa è una diretta conseguenza della politica “multi-vettoriale” di Aleksandr Lukashenko: da un lato, la creazione insieme alla Russia di uno Stato nell’Unione, e dall’altro, il flirtare con l’Occidente. Ma, come dimostrano gli eventi in Bielorussia, un tale “approccio multi-vettoriale” non porterà a nulla di buono a “bat’ka” (“padre”, sopranome di Lukashenko in Bielorussia ndr.).

La Polonia che, a livello ufficiale, ultimamente ha pure “flirtato” con lui, infatti ha creato sul proprio territorio centri d’informazione, che ora, di fatto, si sono trasformati in coordinatori di proteste e di propaganda ostile verso le autorità bielorusse.

A suo tempo, Napoleone disse che due giornali ostili sono più pericolosi di centomila truppe. Ai nostri giorni il ruolo di tali giornali, che in sostanza rappresentano un vero “esercito” di propaganda, è svolto da canali d’informazione come NEXTA. E non c’è alcun dubbio che alle loro spalle non solo ci siano le autorità ufficiali della Polonia, ma anche i servizi speciali americani, che sono gli organizzatori di tutte le “rivoluzioni colorate” nello spazio post-sovietico.

In Bielorussia, con l’aiuto di NEXTA, è stata testata una nuova tecnologia di “rivoluzione colorata”, dove il “Maidan” non è più guidato da partiti d’opposizione, ma da una risorsa d’informazione dall’estero.

Tuttavia la storia di NEXTA è un avvertimento anche per la Russia. Sul nostro territorio c’è già un tale megafono pronto, coordinatore per una “rivoluzione colorata” – la stazione radio dell’opposizione liberale “Echo of Moscow”: le sue filiali in tutta la Russia, i suoi canali su internet e sui social network.

Ed è proprio questo media che descrivendo il tentato colpo di stato a Minsk con esultanza, è ora impegnato nella propaganda più aggressiva volta a minare il nostro stato. Ecco perché è sbalorditivo come fino ad ora sia ancora finanziato da una compagnia statale – “Gazprom” …

 

Vladimir Malyshev

Fonte: www.stoletie.ru

Link: http://www.stoletie.ru/politika/nexta_kak_koordinator_protesta_223.htm

13.08.2020

 

Scelto e tradotto per comedonchisciotte.org da  Eliseo Bertolasi