Niente più Washington o America

DI RAUL ILARGI MEIJER

theautomaticearth.com

La valutazione della virtù etica degli Stati Uniti con “A”, il massimo dei voti, ha già raggiunto nuove vette, e non ci sono ragioni per non credere che arriverà anche molto più in alto, mentre a noi non resta che segnalarlo con orgoglio. Durante il percorso di questa indagine scopriremo che applicare una logica all’impresa ci porterà in luoghi imprevisti e assai sgraditi (per la maggior parte dei partecipanti). Ma a quel punto saranno stati fatti parecchi danni, sia che pensiamo sia una buona o una pessima cosa.

L’emittente HBO ha aperto un vaso di Pandora tutto suo quando ha censurato “Via col vento”, benché Hattie McDaniel sia stata la prima attrice di colore a ricevere una nomination all’Oscar. Magari vorremmo addirittura scordarcelo. Insieme a TUTTI gli altri film che descrivono la schiavitù sotto una luce “sbagliata” o, meglio ancora, che non descrivono affatto la schiavitù.

Non ci resta che vietare tutti i ricordi della schiavitù, potremmo anche far finta che non sia mai esistita, perché diversamente forse sarà impossibile decidere tra ciò che stiamo facendo e ciò che vorremmo si ricordi nel tempo. Del resto non tutti hanno gli stessi gusti o le stesse opinioni, nemmeno tra le persone di colore.

E mentre parliamo di film e le statue di Colombo vengono rovesciate in tutta la nazione, perché Cristoforo (prima che ci fossero gli “americani”) trattava gli americani come indiani e con arroganza, allora censuriamo tutti gli western di Hollywood in cui gli “indiani” sono raffigurati come carne da cannone. Non più John Wayne quindi. Sono esclusi anche i pochi non-western in cui Wayne era apparso, perché il suo nome e la sua faccia sono sempre legati allo sterminio di “indiani”. Niente più Duke.

E perché fermarsi qui? Solo per citare un esempio, “To Kill a Mockingbird” (Uccidere un usignolo), della scrittrice statunitense Harper Lee, probabilmente un grande libro e un ottimo film (Il buio oltre la siepe), raffigura un bianco “compassionevole” verso un nero oppresso da uomini bianchi. Censurato anche quello!! Non potremmo certo vederlo, perché l’oppressione verso i neri è ovviamente razzista e lo è anche l’onesto (!) bianco (!), protagonista della storia, scritta da una donna bianca (!).

Ma anche se esaminassimo tutta la letteratura americana e quella di altri paesi dell’ultimo mezzo millennio, che abbiano raccontato storie di schiavitù, incluse quelle che raccontano di “bianchi buoni”, sono certo che non ci sarebbe stato nessun bianco buono!

Qualsiasi storia, romanzo, racconto, film, che abbiano avuto a che fare con i nativi americani dovranno comunque essere censurati. Proprio perché i neri hanno subito violenza durante i 500 anni di storia che hanno condiviso con i bianchi (europei). Anzi la subiscono anche oggi, guarda gli afroamericani. Stesse discriminazioni. Phillis Wheatley, Harriet Beecher Stowe, Alice Walker, Toni Morrison? Tutte queste scrittrici parlavano di schiavitù. Sostenevano opinioni assolutamente non condivisibili, quindi è necessario rovesciare le loro statue per censurarle.

Frederick Douglass? Stiamo scherzando? La sua autobiografia si chiama “Vita di Frederick Douglass, uno schiavo americano”. Non basta per rovesciarne la statua? James Baldwin, Ralph Ellison, ci ricordano tutti un periodo che non vorremmo più ricordare. Ebbasta! Niente più schiavitù!

Martin Luther King? Sii serio, parla solo di oppressione. Sosteneva persino che i neri del suo tempo fossero ancora schiavi! Ovviamente Muhammad Ali non è più il benvenuto nemmeno lui, non ha fatto altro che parlare come uno schiavo.

Washington D.C. è la capitale degli Stati Uniti d’America. George Washington è stato uno schiavista, ovviamente è fuori anche lui. D.C. sta per District of Columbia, dal nome di Columbus, quindi ha bisogno di un nuovo nome. Il Paese poi prende il nome da un collega esploratore di Colombo, che era mercante di schiavi e trattava le popolazioni indigene dei paesi che “visitava” non meglio di Colombo.

Da wikipedia: “Amerigo Vespucci scrisse le sue volontà nell’aprile del 1511. Lasciò la maggior parte della sua modesta tenuta, inclusi cinque schiavi domestici, a sua moglie.  [..] Dopo Hispaniola fece un breve raid di schiavi alle Bahamas, catturando 232 nativi e poi tornò in Spagna.” 

C’era un tempo in cui Washington D.C. era la capitale degli Stati Uniti d’America. Ma quei giorni devono passare presto. Come puoi conservare per la tua capitale il nome di un uomo che era uno sporco schiavista? Che ha dato il proprio nome addirittura al distretto in cui si trova la capitale? E come puoi respirare in un paese che prende il nome da uno spregevole schiavista e commerciante di schiavi italiano?

La costituzione americana è stata in gran parte scritta da mercanti schiavi. Ne dovremo scrivere una nuova.

Ci sono 1747 “simboli della Confederazione” degli Stati Uniti. Immagino che Nancy Pelosi, una volta che quelle 11 statue al Campidoglio siano state rimosse, inizierà a lavorare anche per sbarazzarsi degli altri 1736. Ma attenzione, questi non includono anche Colombo, Vespucci o chiunque nativo americano sia stato “maltrattato”, offeso, ridotto in schiavitù, assassinato. Se li includessimo avremmo facilmente il doppio del numero.

Del resto, se sei Nancy Pelosi, come e perché ti vesti con i tessuti di “kente cloth”, che hanno origine dall’etnia Akan del Ghana occidentale, che governò quel Paese dalla metà del ‘600 alla metà del ‘900, e che erano loro stessi … proprietari di schiavi e mercanti di schiavi? Chi ha venduto dio sa quanti schiavi africani siano stati venduti ai mercanti di schiavi europei? Come puoi vestirti con gli abiti dei mercanti di schiavi per protestare contro la violenza dei nipoti degli schiavi? Corto circuito? Solo temporaneo?

Per tutti gli attivisti di tendenza politica diversa da quella di Nancy Pelosi, che hanno manifestato con lei solo per ragioni politiche, ecco una domanda: sei contrario al concetto di schiavitù in genere o solo alla schiavitù sul suolo americano? Perché, sapete, i romani avevano schiavi, molte tribù africane avevano schiavi, oggi anche i cinesi li hanno. Australia? Paese di schiavi, se mai non ne avessi visto nessuno. Più a fondo scavi nella storia, più li troverai. Non voglio annoiarti con un ampio elenco, perché sarebbe troppo lungo.

Magari abbiamo già risposto a una seconda domanda: questa protesta riguarda solo la schiavitù o l’oppressione delle persone in genere? Ne abbiamo già fatto un accenno quando abbiamo nominato la rimozione della statua di Colombo, dal momento che Cristoforo non era propriamente un trafficante di schiavi, per quanto ne sappiamo, quindi, vedi sopra, stiamo parlando sia di “indiani” che di “negri”.

Uso di proposito entrambi i termini dispregiativi, proprio perché dipingono perfettamente il quadro storico. Il fatto che non siano più tollerati i due termini la dice lunga. Senza dubbio è necessario fare molto di più, ma cosa si può ottenere  rovesciando statue e vietando libri e film? È così che quei due termini sono stati  banditi?

Non possiamo cercare di sfuggire al nostro passato e probabilmente questa è la ragione per cui non dovremmo nemmeno provarci. Ciò che dovremmo fare è capire qual è il nostro ruolo nella storia, cercare di fare meglio e non rincorrere le “orme dell’errore”. Abbiamo migliori possibilità per correggerci e per sfuggire alla  “violenza” se e quando bandiremo tutti i suoi simboli, così da non poterla più vedere?

O la nostra migliore possibilità non è forse custodire scrupolosamente la memoria di tutti questi fatti, in modo da poterli riconoscere e condannare come sbagliati!? Se elimineremo tutto, statue, libri e film, come faranno i nostri figli a capire?

E non ho ancora nemmeno menzionato la musica, il melting pot unico composto di melodie europee e ritmi africani, che hanno dato vita al mondo del blues, jazz e rock, tutti nati dalla vita delle piantagioni, che tante storie hanno raffigurato tramite la musica, nati sotto gli occhi statuari di personaggi del calibro di Jefferson Davis o George Washington.

Forse se ti piacciono i tuoi blues, il jazz, il rock e il rap, dovresti chiedere che le statue e i libri rimangano in piedi, perché senza le narrazioni di cui sono testimoni, non ci sarebbe blues o nulla di ciò che verrà dopo. Forse dovresti celebrare il genio dei tuoi antenati che hanno dato all’America (o come finirai per chiamarla presto) la sua musica, che, per caso, ha conquistato tutti i paesi di tutti gli schiavisti del passato.

Forse la musica, i libri, rappresentano la vittoria dei tuoi antenati sui loro oppressori, e forse rischi di contaminare quella vittoria conquistata col sangue, quando cerchi di cancellare i ricordi di coloro che hanno combattuto per raggiungerla.

E no, non puoi semplicemente scegliere i libri, le statue e la musica che desideri e scaricare tutto il resto. Non funziona così. Il tuo vicino potrebbe avere gusti  leggermente diversi e scegliere altri “preferiti”, e così via.

Non puoi dire che ci aggrapperemo a Toni Morrison e butteremo via Harper Lee, non puoi scaricare “Via col vento” ma tenere “Indovina chi viene a cena”, perché entrambi fanno parte della stessa storia.

È un pacchetto, chiamato storia. E non ci avrai guadagnato nulla fingendo che la storia non esista.

 

Raúl Ilargi Meijer

11 giugno 2020

Link: https://www.theautomaticearth.com/2020/06/no-more-washington-or-america/

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da Rosanna