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NEW ORLEANS DOPO 24 MESI

DI GREG PALAST

‘Volevano mandar via di lì quei poveri negri’

“Volevano mandar via di lì quei poveri negri e non hanno alcuna intenzione di far rientrare quei poveri negri, capisci? E questo è il risultato finale.”
Non era una bella affermazione. Ma non stavo cercando cose belle. Avevo portato il mio team investigativo a New Orleans per incontrare Malik Rahim. La bellezza non è una preoccupazione di Malik.

Avevamo bisogno di dare una risposta a una strana, sconvolgente e orribile scoperta. Tra le miglia e miglia di case devastate e macerie che ci sono ancora oggi a New Orleans abbiamo trovato delle case splendide e asciutte. Ma ai loro residenti è stato detto da tizi vestiti come Ninja e con il distintivo “Blackwater” addosso: “Provate ad entrare nella vostra casa e vi arresteremo”.

Queste non sono case qualunque. Fanno parte dei progetti di edilizia pubblica della città, le Lafitte Houses e altre. Ma a differenza dei mostri di calcestruzzo nel Bronx, queste sono belle case di città, con verande di ferro battuto e giardini proprio accanto al lussuoso Quartiere francese. Costruite su terreni elevati, con pavimenti e muri di cemento, sono state alcune delle poche case rimaste intatte dopo l’alluvione dovuta a Katrina.

Eppure, due anni dopo, hanno ancora le sbarre alle finestre, le porte sono chiuse con le saldature e ai residenti è impedito di ritornare. Il giorno del primo anniversario dell’ alluvione stavamo filmando questa strana scena quando vidi una donna sul marciapiede che singhiozzava. Stava scendendo la notte. Qual’ era il problema?

“Ci stanno proprio mettendo nei guai. Mi hanno messo fuori dalla nostra casa. Siamo tornati per rientrare nella nostra casa e quando siamo arrivati lì hanno chiamato la polizia per portarci fuori. Oh, no, questo non è giusto. Sono tornata qui dal Texas per vedere se posso riavere la mia casa. Ma loro mi hanno detto che non lasceranno entrare nessuno. Ma dove dobbiamo andare?”

Come uno stupido le chiesi: “dove andrete stanotte?”

“È proprio ciò che voglio sapere signore. Dove andrò-io e i miei bambini?”

Con l’aiuto di Patricia Thomas, una abitante di Lafitte, scassinammo un appartamento. Il posto era attraente. Le scatole di cereali erano ancora asciutte. Questa era la casa di Patricia. Ma decidemmo di uscire prima di venire beccati.
Non ero uno stupido. Avevo un’idea su cosa fosse in gioco in questa truffa: 89.000 poveri e appartenenti a famiglie della classe lavoratrice bloccati nel parcheggio di roulotte – gulag della Homeland Security mentre le loro belle case venivano custodite da mercenari per impedire il loro ritorno. Vent’anni fa lavoravo per la Housing Authority di New Orleans. Anche allora il piano era di cacciare i poveracci da queste abitazioni di grande valore. Ma è servita la copertura di un uragano per farlo.

L’organizzazione di Malik, la Common Ground, non era disposta ad aspettare il permesso da commissari locali e federali per aiutare la gente a tornare. Organizzarono occupazioni delle case popolari da parte dei residenti. E, di fronte alle minacce e al disprezzo ufficiale, hanno restaurato 350 appartamenti nel quartiere residenziale privato sulle terre attorno al Mississippi nella zona chiamata “Algiers”. Gli inquilini ricostruirono le loro case con il loro sudore e i loro pochi soldi sulla base della promessa da parte dei proprietari terrieri di vendere la proprietà alla Common Ground in cambio del restauro.

Perché, chiesi a Malik, questo strano sbarramento per le case popolari?

Malik scosse i suoi dreds. “Non le volevano aprire. Le volevano lasciare chiuse. Volevano mandar via di lì quei poveri negri.”

Per Malik il particolare importante è “poveri”. La politica razziale del profondo sud è orribile come lo è a Philadelphia, Pa. Ma l’establishment di New Orleans non ha problemi con i neri in quanto tali. Dopo tutto i genitori del sindaco Ray Nagin sono afro americani.

Il problema sono i neri sopravvissuti senza denaro. Perciò l’idea è di creare, dov’era New Orleans, con la complicità del regime Bush che è più che felice di lasciare un quarto di milioni di poveri (cioè di democratici) fuori da questo stato critico per le elezioni, una nuova città: una città turistica con un Quartiere Francese, ubriachi spendaccioni, alberghi a prezzi popolari e alcuni neri per recitare la versione moderna degli spettacoli per menestrelli.

Malik mi ha spiegato: “Sarebbero due città. Capisci? C’è la città per i bianchi e i ricchi. E c’è un’altra città per i poveri e i neri. Sai, la città per i bianchi e i ricchi è stata rimessa a posto. Hanno avuto lo Jazz Fest. Hanno avuto il Mardi Gras. Faranno suonare i Saints per coloro che sono tornati. Ma per coloro che non sono tornati non c’è nulla.”

Allora dove sono ora? La donna che singhiozzava e i suoi bambini se ne sono andati: sono tornati in Texas o chissà dove. Ma non verrà loro permesso di tornare a Lafitte. Mai.

E Patricia Thomas? la donna di mezza età lavorava pulendo il vomito e la birra ogni mattina in un locale karaoke del Quartiere Francese. Poca paga, nessuna assicurazione sanitaria, naturalmente. Nel tempo passato da quando la filmammo è morta-in una città priva di assistenza sanitaria. New Orleans ha chiuso tutti i suoi gli ospedali pubblici tranne un improvvisato reparto di emergenza di “carità” in un magazzino abbandonato.

E l’unico fiore all’occhiello, il progetto edilizio di Malik? il lavoro da parte degli inquilini è stato fatto lo scorso dicembre. Entro Natale ricevettero le loro ingiunzioni di sfratto-e sono stati tutti portati fuori dalle loro case ricostruite da poliziotti subito dopo Capodanno, tutti compreso un paraplegico che aveva vissuto in un edificio di Algiers per decenni.

Riparare i danni fatti dall’uragano è una guerra di classe combattuta con altri mezzi. In questa guerra di potenti contro deboli il signor Bush potrebbe a buon diritto far atterrare il suo caccia in Louisiana e dichiarare, a differenza che per la guerra in Iraq, questa volta, davvero, “Missione Compiuta.”

Greg Palast è un giornalista investigativo e autore del bestseller, secondo la classsifica del New York Times, “ARMED MADHOUSE: From Baghdad to New Orleans — Sordid Secrets and Strange Tales of a White House Gone Wild)” (Manicomi Armati ) . Visitate il sito di Greg.

Titolo originale: “New Orleans After 24 Months ‘They wanted them poor niggers out of there.'”

Fonte: http://www.gregpalast.com/
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01.09.2007

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss