DI CHRISTOF LEHMANN
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La ritirata delle antiche potenze coloniali dell'Africa, nel contesto di una Guerra Fredda in via di sviluppo (1), della nascita di uno un nazionalismo pan-africano (2) e il costo crescente del mantenimento di un sistema di amministrazione coloniale, negli anni ’60 lasciò le nazioni africane in un stato di euforia per l'indipendenza. Nella maggioranza dei casi questa euforia non tardò a essere sostituita da sconvolgenti massacri e dai conflitti, dai colpi di stato, dalle rivolte e dalla destabilizzazione. I governanti coloniali erano tornati per vendetta.Più di cinquanta anni più tardi la maggioranza delle nazioni africane sono, nonostante la ricchezza delle loro risorse e la produttività delle popolazioni, è ancora catastroficamente sottosviluppata, povera, indebitata, piagata dai conflitti, dalle tensioni e dall’instabilità dovute all'influenza delle potenze coloniali. I paesi africani che non sono riusciti a venire a patti con gli ex governanti sono attaccati senza pietà. La Libia e la Costa d’Avorio sono esempi dell’influenza sovversiva delle nuove colonizzazioni e un avvertimento per i dirigenti africani di affrontare insieme la minaccia o di venire divorati uno a uno.
I denominatori comuni
Tutti i conflitti nelle guerre post-coloniali dell'Africa, come i tumulti interni, hanno gli stessi elementi comuni: la partecipazione delle nazioni straniere, la strumentalizzazione degli elementi locali e l'obiettivo di controllare le risorse, l'economia e geopolitica, in quanto luoghi di importanza strategica. La vulgata dei mezzi di comunicazione sul coinvolgimento di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti in Africa consiste di solito nella fabbricazione del consenso popolare, sollecitando un sostegno favolistico per la stabilità, i diritti umani e la democrazia nei paesi africani: niente di più lontano dal vero. La stabilità, i diritti umani e la democrazia non sono altro che il pretesto per l'aggressione neo-coloniale, la sovversione, l'invasione, la presenza militare a lungo termine e il controllo. Questa sovversione e l'invasione ha acquisito una dimensione ulteriore quando la Cina iniziò a investire massicciamente nel continente africano. Mentre le potenze coloniali tradizionali e gli Stati Uniti mantenevano il ruolo tradizionale di supremazia tipico dell'usurpatore, la Cina, anche se sempre orientata alle risorse, al commercio e al lucro, ha iniziato a fare progetti condivisi e ha contribuito allo sviluppo delle infrastrutture delle nazioni africane (3). Dopo tutto, il modello cino-africano di impresa nel mercato libero e le joint venture non possono funzionare se i paesi africani non riescono a svilupparsi al punto da poter importare beni di consumo che si fabbricano in Cina. Così, da quando la Cina ha iniziato ad avere interessi in Africa, le potenze coloniali tradizionali e le sovversioni e le aggressione degli Stati Uniti cominciarono a essere dirette contro la Cina e, in secondo luogo, la Russia, che di recente ha riscoperto la sua forza come potenza mondiale, dopo un periodo di ristrutturazione e di consolidamento dopo il collasso dell'URSS (4).

Patrice Lumumba
Il modello neocoloniale della sovversione si basa sulla direzione e la cooptazione di componenti locali, come i partiti di opposizione, le organizzazioni per i diritti umani, un continuo conflitto interno a bassa intensità, così come le comunità di espatriati, gli espatriati sovvenzionati e con legami con il National Endowment for Democracy o con altri istituti, ONG ed organizzazioni che sono note per la loro partecipazione nelle sovversioni (5). Queste componenti si interfacciano con i servizi di intelligence civili e militari e le forze per le operazioni speciali, in un approccio logico e sistematico che ottiene sempre lo stesso risultato, la sovversione del paese e l'installazione di un governo controllato, amichevole o delegato. La stessa metodologia viene spiegata da un'analisi della sovversione in Siria che è iniziato con la "Primavera Araba" del 2011 (6). Una sovversione coronata dal successo senza la cooperazione di elementi locali non è né fattibile, né desiderabile.
Un Manuale di Addestramento statunitense per la guerra non convenzionale riesce a chiarire la fattibilità della sovversione fin dentro i dettagli operativi (7). La cooptazione dell'opposizione locale nelle sovversioni africane è stata una parte invariabile della strategia neocoloniale dal primo giorno del neocolonialismo, quando il Governo del Congo e Patrice Lumumba furono deposti per creare e aggravare le tensioni interne, oltre al sostegno finanziario e alle operazioni segrete militari per l’insurrezione armata, con la base affidata a milizia locale (8). La funzione di tutte queste sovversioni è, invariabilmente, il controllo delle risorse e la ricchezza, mantenendo i paesi africani poveri e indebitati e, sin dall’inizio del rapido sviluppo dell'economia cinese, la guerra geopolitica e economica contro Russia e Cina.
Gli eserciti dei mercenari nella
guerra coloniale e Al Qaeda

Abdelhakim Belhadj del LIFG
L'uso degli elementi locali per la sovversione si è basato sugli aspetti sia tribali che religiosi. Un buon esempio di questa strategia è l'Angola. Dopo che la MPLA Socialista, appoggiato da Cuba e URSS, giunse al potere, il blocco occidentale, ossia i paesi della NATO, cominciò a costruire e appoggiare due movimenti alternativi: la NFLA al nord e UNITA al sud. Sia la NFLA che l’UNITA avevano le stesse politiche, ma si divisero per le adesioni tribali (9). Nel caso dell'Afghanistan gli Stati Uniti e i paesi della NATO appoggiarono in larga misura quelli che allora vennero chiamati "mujahideen" e una rete di mercenari arabi gestiti dalla CIA che diventò famosa col nome di Al-Qaeda (10). Lo stesso conglomerato di mercenari, principalmente arabi e afgani, fu utilizzato dalla NATO nella guerra contro la Serbia e per la conquista del Kossovo (11), e poi è stata usata in Libia per decenni dai servizi segreti occidentali da decadi e al momento sta costituendo il nucleo dei cosiddetti "ribelli" (12). Il modo in cui la NATO utilizza questa "rete" in funzione di ciò che va compiuto in un'operazione determinata – e viene considerata nemica o alleata a seconda di quello che viene deciso dal West Point Study (13) -, ci mostra che la stessa componente terroristica di Al-Qaeda presente a Bengasi e a Derna - Gruppo Combattente Islamico Libico – ha fornito il maggiore contributo di combattenti stranieri contro gli USA in Iraq, mentre ora questo Gruppo sta costituendo il nucleo attorno al quale vari altri combattenti afgani cooptati dalla CIA (14) si sono stabiliti nel teatro delle operazioni per l'occupazione della Libia.
All'inizio di quella che in Libia venne definita "Primavera Araba", gli Stati Uniti e il presidente Barack Obama sancirono un ordine, designando agenti della CIA nelle città orientali di Derna e Bengasi, per la preparazione della fase finale di un’operazione segreta e per avviare le fasi iniziali della sovversione del governo libico (15). Pubblicamente, Obama inviò agli agenti della CIA "analizzare" le forze ribelli. Questa analisi, tuttavia, era già stata realizzata molto tempo prima nello West Point Study (ib.) e, sapendo come vengono realizzate le operazioni di intelligence, ciò faceva parte di una strategia graduale per la sovversione, così come viene spiegato nel Manuale per la Guerra Non Convenzionale TC18-01 (ibid.). Il leader militare della fazione di Al Qaeda nota come Gruppo Combattente Islamico Libico venne etichettato come i "ribelli" e non molto tempo dopo come Consiglio Militare di Tripoli (16). Nel frattempo, i media occidentali villaneggiarono e collocarono Muammar Gheddafi e il governo libico tra i brutali dittatori, che bombardano indiscriminatamente "i manifestanti pacifici", mentre Al Qaeda e gli associati dell’esercito dei mercenari, i politici per procura come Mahmud Jibril e Jalil, e una coorte di elementi "anonimi" del Consiglio Nazionale di Transizione furono convertiti negli eroi della rivoluzione libica. La produzione del consenso nei mezzi di comunicazione è un elemento invariabile della guerra. La fabbricazione di un nuovo governo legittimo è una costante della strategia neocoloniale, come si può osservare con l’esempio del Consiglio Nazionale in Siria, anche lui sotto il cappello della NATO (17). L’ostacolo principale per l’avanzata nel neo-colonialismo nel continente africano non è mai stato Al Qaeda, quanto Muammar Gheddafi, il governo della Libia, così come Laurent Gbagbo in Costa d’Avorio e Robert Mugabe nello Zimbabwe.
Gli africani sanno davvero cos’è
la Corte Suprema
In Costa d’Avorio la situazione non era diversa da quella libica. Si tennero le elezioni presidenziali, con un risultato apparentemente molto simile. Nei media corporativi occidentali si poté udire solamente che la commissione elettorale aveva dichiarato che Outara fosse il vincitore delle consultazioni. Ma i media occidentali non citarono il fatto che c’era stata una diffusa frode elettorale, che il presidente della Costa d’Avorio e il suo partito sottoposero il risultato delle elezioni alla Corte Suprema e che la Corte di Giustizia attribuì la vittoria delle elezioni a Laurent Gbagbo, che divenne così il presidente legittimo del paese. Venne riportato solamente, e in modo molto enfatizzato, che "le forze di sicurezza" avevano represso i "manifestanti pacifici" e che "l’Esercito di Outara" aveva costretto Gbagbo "nel suo bunker" (18). Questa diffusione delle notizie e questa fabbricazione del consenso è possibile solo per quelle popolazioni che sono inerentemente razziste e tradizionaliste, o per le potenze neo-coloniali (19). La domanda da porsi è come fosse riuscito Outara, autoproclamatosi vincitore delle elezioni, a conseguire un "esercito". A meno che una popolazione sia talmente abituata al pensiero razzista e alla condiscendenza colonialista, si dovrebbe dire che non è la commissione elettorale a dover decidere i risultati delle elezioni, ma la Corte Suprema di Giustizia. Non in questo caso, se l’audience è totalmente razzista e se pensa nel modo classico dei poteri coloniali ed è accondiscendente verso i selvaggi e gli incivilizzati africani (ibid.). Per chiarire facciamo un esempio dall’Occidente. Quando George Bush e Al Gore si sfidarono nell’elezione più combattuta della storia degli Stati Uniti d’America (20), chi certificò l’elezione? La Corte Suprema di Giustizia (21). Malgrado molti statunitensi si sentano completamente privati dei propri diritti, la popolazione rispetta la Corte Suprema. Vi potete immaginare per un istante che "Al Gore ha rinchiuso Bush nel suo bunker con il suo Esercito, e ha tolto il potere alla Corte Suprema lasciando che fosse una commissione elettorale a dichiararlo vincitore." Intanto ci sarebbe da capire come Al Gore possa costruirsi un Esercito. Tutto questo è avvenuto in Costa d’Avorio, dove Francia e Stati Uniti hanno deciso di appoggiare Outara per sfiduciare la Corte Suprema e il Consiglio Costituzionale della Costa d’Avorio per il fatto che la Corte Suprema di Giustizia si era espressa a favore di Laurent Gbagbo, e del presidente per procura del neocolonialismo in Africa.

Laurent Gbagbo
Come ha potuto Outara formare un esercito? L’"Esercito" di Outara era costituito da una raccolta di "forze ribelli" o di insorti francesi appoggiati dalla parte settentrionale della Costa di Avorio che era stato convinta dalla DGSE francese (22) e dalle vecchie strutture di potere coloniale - inerenti anche alla massoneria francese in Africa - di schierarsi con Outara per ostacolare Laurent Gbagbo (23). Oltre a questi furono presenti 2.500 soldati francesi (24) oltre a militare dell'ONU (25) che ebbero un ruolo attivo nel rovesciamento di Laurent Gbagbo e del governo legittimo della Costa d’Avorio. Ecco da dove Outara è riuscito a ottenere il "suo esercito". Gli insorti, le truppe francesi e dell'ONU: queste erano le truppe di Outara (26) Un esercito che ha assassinato migliaia di cittadini della Costa d’Avorio in un colpo di stato neo-coloniale post-moderno. La giustizia per Laurent Gbagbo è stata quella propinata dalla CPI delle Nazioni Unite, dove l'ONU, la Francia e gli Stati Uniti sono il giudice, la giuria e il boia (27).
Ecco “perché” la Francia dove togliere il potere a Gbagbo
La domanda a cui bisogna rispondere, quando ancora è possibile discernere qualcosa, è perché gli Stati Uniti e la Francia hanno voluto destituire Laurent Gbagbo e Gheddafi dai loro incarichi politici. I tumulti, l'ingegneria della dissidenza, le alleanze con le milizie armate, i politici ed oligarchi non sono nient’altro che "funzioni" e "strumenti". È paragonabile a un copione per un'opera nel teatro del mondo politico: il copione è steso, gli atti sono programmati molto prima che venga scelto l'elenco degli attori. I dibattiti di informazione politica e la fabbricazione dell'opinione discutono del cast, raramente dello scrittore, che mai parlano della loro motivazione, e questo è uno degli aspetti più critici rispetto ai media per quanto riguarda l'ingegneria sociale. È assolutamente necessario avere una comprensione di questo contesto per comprendere la sovversione in Costa di Avorio e in Libia. Dopo la Seconda Guerra Mondiale le economie europee si sono impegnate nella ricostruzione. Ciò avvenne anche in Francia dove vennero progettati piani a lungo termine per il recupero economico in varie fasi. La forma tradizionale di controllo coloniale tramite la forza militare e il controllo politico assoluto era diventata, nonostante la ricchezza delle risorse africane, troppo costosa, pieni di intralci e , tenendo in considerazione l'esaurimento della forza militare dopo due grandi conflitti, era diventata impossibile. Va anche sottolineato come il periodo successivo alla guerra fu quello in cui lo sviluppo dei mezzi di comunicazione e delle relazioni pubbliche iniziarono a sostituire la polizia e la forza militare come strumento di controllo sociale (28).
Laurent Gbagbo ebbe dei colloqui con altri dirigenti visionari dell’Africa che non solo sapevano che la nuova colonizzazione dell'Africa costringeva il continente nella povertà e nella schiavitù e che i suoi abitanti erano la spina dorsale dell'economia delle nuove potenze coloniali, ma che avevano la visione, il coraggio e l'integrità di resistere contro gli usurpatori dell'Europa, degli Stati Uniti e delle multinazionali globalizzate. I più importanti erano Robert Mugabe, Presidente dello Zimbabwe, e Muammar Gheddafi, leader onorario della rivoluzione libica. Una delle ragioni principali per la quale Laurent Gbagbo dovette essere sostituito dalla Francia, e anche rapidamente, è perché Gbagbo non solo stava lavorando seriamente alla creazione di una moneta della Costa d’Avorio indipendente dalla Francia ma che, come Robert Mugabe e Muammar Gheddafi, fece pressioni e incoraggiò le altre nazioni africane del CFA a seguire il loro esempio (29). La ragione principale per la quale la Francia “non permetterà mai che ciò avvenga” in una delle sue ex colonie è perché il CFA è una delle fonti principali dell’economia francese. La Francia non solo controlla il valore del CFA, e quindi quanto va a guadagnare grazie al commercio con le nazioni del CFA, non solo la Francia coopera con il FMI alle continue svalutazioni del CFA (30), ma la Francia stampa il denaro ed esercita una pressione assoluta sull’economia di otto nazioni africane.
Oltre tutto, la politica monetaria della Francia nel governo dell'economia di queste otto nazioni è, in realtà, gestita dal Tesoro francese, senza alcuna voce in capitolo delle autorità centrali di questi otto paesi. In base ai termini dell'Accordo del CFA, è la Francia che crea in modo unilaterale le Banche Centrali di queste nazioni, e ognuno degli otto paesi è obbligato a tenere almeno il 65 per cento delle proprie riserve di valuta in un "conto operativo” presso il Tesoro francese, così come un altro 20 per cento per coprire le passività finanziarie (31). In altre parole, l’85 per cento di tutte le riserve valutarie di Costa di Avorio, Benin, Burkina Faso, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo sono al 100 per cento sotto il controllo del Tesoro francese, e la Francia ha la possibilità di svalutare e manipolare le economie di questi paesi a proprio beneficio. Il CFA fu creato per mantenere le nazioni africani nella povertà, per proseguire il saccheggio delle sue risorse e delle sue ricchezze, nutrendo così l’economia francese e quella europea (32). Le rivolte sociale che seguono queste nuove svalutazioni (33) vengono difficilmente represse da questi “Viceré Africani” senza un aiuto esterno, ma sono abbastanza nepotisti da cooperare con la Francia come agenti per la schiavizzazione della loro gente e delle loro nazioni. Laurent Gbagbo si oppose a questa tendenza coloniale perché iniziò a lavorare a beneficio del suo popolo e della Costa d’Avorio. Per questo Laurent Gbagbo doveva essere estromesso.
Ecco perché i Re Sole africani e gli Stati Uniti odiano Gheddafi
Il colonialismo in Africa è cambiato radicalmente da quando gli Stati Uniti sono entrate nella politica del continente dopo la Seconda Guerra Mondiale, e molto radicalmente con la formazione dell'Unione Europea. Mentre la Francia ha i propri interessi nazionali nella regione del CFA, la maggioranza degli stati del sud dell'Europa stanno lavorando per un'espansione del Mercato Europeo del bacino del Mediterraneo e per una nuova colonizzazione tramite il controllo economico e la presenza militare nel nord Africa. Quasi mai citata dai mezzi di informazioni, la famiglia reale del Marocco è una forte sostenitrice di questa politica. Sono anni che viene implementata una cooperazione in varie zone, così come il controllo della Rete delle Economie Sociali del bacino del Mediterraneo (34).
Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, si è posto come obbiettivo personale qualcosa che neppure Napoleone riuscì a conseguire, ossia la colonizzazione di tutto la parte nord e di quella occidentale del continente africano. Nel 2008 la Francia e l'Unione Europea erano così avanti nei preparativi che l'unico ostacolo rimasto per le ambizioni coloniali nord-africane era la Libia, e la Libia si rifiutò di affidarsi alle mani dei colonialisti in pectore. Quando gli fu chiesta un’opinione sull’Alleanza del Bacino del Mediterraneo, Muammar Gheddafi rispose: "Se l'Europa vuole cooperare, dovrebbe passare dal Cairo e da Addis Abeba." (35). Nel 2008 il presidente Sarkozy volle fare dell'Alleanza del Mediterraneo il proprio contributo all'Unione Europea e nel corso dei sei mesi di presidenza francese dell’UE (ibid.) il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, non solo comunicò la "delusione" di Sarkozy, ma suggerì chiaramente che la Libia e Gheddafi si erano trasformati nell’ostacolo per l'espansione coloniale nel nord Africa, quando affermò che "il colonnello Gheddafi è non è di accordo con questo approccio. E neppure ha acconsentito al Processo di Barcellona che noi abbiamo l’intenzione di appoggiare e di portare a compimento" (ibid.)
La ragione per cui la Libia si oppose all'Alleanza del Mediterraneo è perché avrebbe separato, invece che unire, le nazioni africane. Invece di istituire un’altra "zona" come la regione del CFA nel nord Africa, Gheddafi e Libia stavano spingendo l'Unione Africana per abbandonare i trattati del CFA con la Francia per istituire una moneta pan-africana, basata sull’oro, che avrebbe posto fine all'usura, al furto delle ricchezze delle nazioni africane e alla schiavizzazione della popolazione di un intero continente. Gli argomenti della Libia erano convincenti. La Libia aveva il PIL pro capite più alto, il più alto livello di vita, i migliori servizi sociali, salari, sicurezza lavorativa, programmi per l'educazione, tasso di alfabetizzazione e un'infinità di altre "prime posizioni" tra le nazioni africane. Dopo il deciso rifiuto di Gheddafi e della Libia a partecipare all'Alleanza del Mediterraneo (ibid.) e il successo per la promozione di una divisa pan-africana, gli Stati Uniti e l’Unione Europea avevano solo una possibilità, quella di rovesciare il governo libico con ogni mezzo necessario.
Il mito di un'Unione Africana
Per capire le dimensioni del problema creato dalla Libia, è necessario comprendere cosa sia l'Unione Africana. L'Unione Africana fu formata nel 2002 dagli Stati membri dell'ex Organizzazione dell'Unità Africana (OUA). L'OUA venne istituita nel 1963 con la funzione di facilitare la transizione all'indipendenza di nazioni africane, per lottare contro ogni forma di colonialismo e per proteggere l'indipendenza e l'integrità nazionale dai paesi africani (36). La transizione dall'OUA all'Unione Africana del 2002 non era altro che la cooptazione da parte dell'Unione Europea dell’unica organizzazione che aveva lavorato attivamente contro il neo-colonialismo, per sostituirla con un’Unione Africana modellata sull'Unione Europea (37). L'Unione Africana non è altro che una nuova amministrazione coloniale di un Europa ora unita.
Visto che circa un terzo della totalità dei finanziamenti all'Unione Africana proviene direttamente dall'Unione Europea – una forma di elemosina concessa all'Africa, col denaro usurpato nel continente - l'Unione Africana non altro che un'amministrazione coloniale dell'Unione Europea. Una Corte Africana di Giustizia (38) modellata sulla Corte Penale Internazionale, la Banca Africana per gli Investimenti, una Banca Africana per lo Sviluppo e una Banca Centrale dell'Africa, gestita dall'Europa per Europa e gli Stati Uniti (39) e per il capitale finanziario globale (40). L'Unione Africana "non si spaventa per le pressioni dell'UE" (41), alcuni interpretarono queste frasi come un appoggio alla Risoluzione 1973 (42): l'Unione Africana, per farla breve, ha funzionato esattamente per come era stata progettata, uno strumento per la nuova colonizzazione dell'Africa. Così come Laurent Gbagbo fu fatto fuori perché voleva che la Costa d’Avorio avesse una sua propria moneta o una moneta pan-africana sotto il controllo africano invece che di quello della Banca Nazionale della Francia, anche a Muammar Gheddafi doveva esser riservato lo stesso trattamento, perché era il solo ostacolo che impediva la formazione dell’Alleanza del Mediterraneo e perché le sue idee sul dinaro d’oro pan-africano furono prese seriamente in considerazioni da vari dirigenti del continente, di cui però non osavano parlare ad alta voce. Questo è il motivo per cui Gheddafi andava estromesso.
La spirale verso un conflitto
mondiale
La Costa d’Avorio e il rovesciamento dall’incarico dell'attuale presidente Laurent Gbagbo, la guerra criminale di guerra contro la Libia e il rovesciamento del suo governo legittimo, l'aggressiva espansione dell’AFRICOM, la sovversione permanente in Siria, la fabbricazione della guerra in Afghanistan, Pakistan, Iraq, Yugoslavia, Somalia, Sudan, Ossezia, la fabbricazione dell'insurrezione in Cecenia, Yemen tra altri, e un'infinità di rivoluzioni colorate e di Colpo di Stato delle primavere arabe sono stati possibili per due sole ragioni. Il fatto che la Russia era stata severamente si era destabilizzata dopo dell'URSS e che sotto la presidenza di Boris Yeltsin che tira degli attivi spacciati agli oligarchi russo Mondiale, e che doveva trovare che è piede come una potenza mondiale; e che, nella trasformazione cinese, si diede la priorità all’economia rispetto alla difesa dei paesi africani, che forniscono gran parte delle risorse che nutrono il gigante asiatico.
Già nella Conferenza Internazionale di Sicurezza tenuta a Monaco nel 2007, l’allora presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, usò le parole più forti che si possono utilizzare in un contesto diplomatico per additare gli Stati Uniti d'America, affermando che il loro espansionismo aggressivo ci sta avvicinando a una terza guerra mondiale come mai avvenuto prima d’ora (43). Dopo che l'abuso assolutamente criminale e sfacciato della Risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unita e il tentativo dei paesi della NATO di abusare ancora dell'ONU con una risoluzione simile in Siria, la Cina e la Russia hanno risposto con un veto (44). Il pericolo globale non è tanto nel veto, quanto nel fatto che oggi, visto che le Nazioni Unite sono state totalmente cooptate dai paesi della NATO (45), non esiste alcuna organizzazione per la risoluzione pacifica di quello che sembra sempre più trasformarsi in una guerra globale. Si tratta di una crisi senza precedenti, che richiede una leadership, un coraggio e un’integrità senza precedenti.
Note:
1. Guerra Fredda, Wikipedia.
2. Nationalists, Cosmopolitans, and Popular Music in Zimbabwe, Thomas Turino.
3. The Guardian, China sais the Booming Trade with Africa is Transforming the Continent.
4. NATO’s War on Libya is Directed Against China.
6. The National Counsel of Syria and U.S. Unconventional Warfare.
7. TC 18-01 Special Forces and Unconventional Warfare.
8. New Data on Murder of Lumumba.
9. Frontline Vol. 2, numero 8, dicembre 2008, How Africa Won Freedom.
11. German Intelligence and CIA supported Al Qaeda Terrorists in Yugoslavia.
12. Abdelhakim Belhadj, The Mask behind the Many Men.
13. Al Qa’ida’s Foreign Fighters in Iraq. Combatting Terrorism center at West Point.
14. CIA recruits 1.500 from Mazar-e-Sharif to fight in Libya.
15. U.S. Sends CIA agents into Libya to analyze rebel forces.
16. Abdelhakim Belhadj, The Mask Behind the Many Men.
17. The National Counsel of Syria and US Unconventional Warfare.
18. Cornered in Abidjan as Fears Grow.
20. Gore won election by 538.948 votes; Bush won the count by 300.
21. Supreme Court of the United States; George W. Bush, et al., Petitioners v. Albert Gore, Jr., et al.
22. DGSE
23. West African Leaders On The Square Against Gbagbo.
24. Ivory Coast’s Gbagbo held after French Troops move in.
25. Ivory Coast’s Gbagbo Captured at Presidential Compound.
26. UN forces launch assault on Gbagbo stronghold in Abidjan.
27. ICC Prosecutor requests judges for authorization to open an investigation in Cote d’Ivoire.
28. History is a Weapon, Propaganda, E. Bernaise.
29. Laurent Gbagbo wants Ivory Coast to leave CFA and create Ivoryan Currency.
30. IMF, France and Devaluation of CFA.
31. French Treasure controlls 8 African Nations Central Bank.
32. CFA Created To Keep African States Poor.
33. CFA Devaluations, Poverty and Social Unrest.
34. The Euro-mediterranean Network of Social Economy.
35. Libya rejects mediterranean Alliance.
36. InfoPlease OAU.
39. Financial Institutions of the A.U.
40. GIGA EU-African Economic Relations.
41. The African Unions Mistake of Policy and Principle.
42. UNSC Resolution 1973.
43. ISC Munich 2007 – Putin, Full Text of Speech.
44. Russia, A Force to be recogned with…..
45. U.N. DONE.
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Fonte: Neo-Colonialism, Subversion in Africa and Global Conflict
16.10.2011
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE
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terzaposizione 23 dicembre 2011
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