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NEL FUTURO DI INTERNET UNA “TELECAMERA SPIA” SUL VOSTRO PC

DI SEAN POULTER
Daily Mail

Il fondatore della rete mette in guardia: il sistema di rilevamento Internet per scopi pubblicitari metterà una “telecamera spia” nelle case di milioni di persone

L’inventore del world wide web ha lanciato un attacco fortemente critico ai piani per spiare le abitudini di navigazione su Internet di milioni di nuclei familiari.

Sir Tim Berners-Lee ha messo in guardia che questo tipo di tecnologia sarebbe molto più sinistra che consentire alle aziende di installare telecamere nelle nostre case, e ha dichiarato che le informazioni personali rivelate potrebbero essere utilizzate dai molestatori o da agenti stranieri intenzionati a ricattare i politici britannici.

I fornitori di accesso ad Internet BT, TalkTalk e Virgin Media stanno tutti prendendo in considerazione un sistema noto come Phorm, che registrerebbe le pagine web viste dai loro 11 milioni di clienti. Il sistema potenzialmente lucrativo crea un profilo anonimo degli interessi dei navigatori che viene quindi utilizzato dalle aziende per rivolgersi a loro con pubblicità pertinenti.

[Gli sviluppatori di] Phorm sostengono che esso sia meno intrusivo degli attuali sistemi di rilevamento e molto meno intrusivo dei sistemi di rilevamento e di creazione di profili dei navigatori attuati da motori di ricerca come Yahoo e Google. Essi affermano che non vi è alcun elemento che colleghi un nome o un indirizzo al profilo e i clienti possono anche negare il proprio consenso.


[Sir Tim Berners-Lee]

Tuttavia, Sir Tim, 53 anni, ha dichiarato ad un incontro parlamentare dedicato alle leggi sulla privacy che “è molto importante che si possa utilizzare Internet senza pensare al fatto che, quando facciamo click, una parte terza saprà su che cosa abbiamo cliccato in un modo che potrebbe riguardare come il nostro premio assicurativo cambia, o la possibilità di ottenere un’assicurazione sulla vita o un altro lavoro”.

Il termine tecnico per il monitoraggio delle informazioni personali durante la navigazione su Internet è ‘Deep Packet Inspection’.

Sir Tim ha affermato che questo tipo di attività fornisce informazioni senza precedenti su un singolo individuo.

“Esso rivela enormi quantità [di informazioni] sulle vite delle persone, i loro amori, i loro odii e le loro paure. Le persone usano la rete quando sono in una crisi.

“È molto importante che si possa utilizzare Internet senza pensare al fatto che, quando facciamo click, una parte terza saprà su che cosa abbiamo cliccato in un modo che potrebbe riguardare come il nostro premio assicurativo cambia, o la possibilità di ottenere un’assicurazione sulla vita o un altro lavoro”.

Egli ha dichiarato: “Consentire a qualcuno di spiare il proprio traffico Internet è come consentire ad un’azienda di mettere telecamere nella propria stanza, con l’eccezione che questo direbbe loro molto di più”.

“Io credo che l’atto di utilizzare Internet sia qualcosa che dobbiamo essere autorizzati a fare senza subire interferenze o essere spiati”.

Sir Tim ha detto: “Una volta che le informazioni sono state raccolte, esse possono essere utilizzate in seguito o dall’azienda o da un insider”.

“Si potrebbe trattare di informazioni sulla navigazione di un parlamentare, che potrebbero essere usate da un ente straniero per attaccare la Gran Bretagna individuando persone chiave e cosa hanno fatto e ricattandole.

“Vi è ogni genere di cose sgradevoli che potrebbero accadere. Persino un maniaco sessuale potrebbe essere in grado di utilizzarlo per molestare una vittima nei più minimi dettagli”.

Sir Tim ha definito le aziende che vogliono sviluppare ed utilizzare questa tecnologia i “furfanti al centro della rete”.

Egli ha dichiarato: “Mi sento in imbarazzo come cittadino britannico per quanto sta accadendo, mentre gli Stati Uniti hanno redatto una legge molto dura per fermarlo”.

Il guru di Internet ha parlato durante un incontro tenutosi presso il Parlamento inglese a cui hanno partecipato parlamentari e colleghi che stanno riflettendo su eventuali cambiamenti alle leggi sulla privacy che possano rendersi necessari.

Le reazioni produrranno una forte pressione su BT, Virgin e Talk Talk per indurli ad abbandonare i loro piani per l’adozione del sistema Phorm.

Dame Wendy Hall, professore di informatica all’Università di Southampton, ha dichiarato ai presenti che “spiare su Internet è come aprire le nostre lettere personali.

“Monitorare le nostre conversazioni su Internet, attraverso i social network ed altri siti, è simile all’intercettazione delle nostre telefonate.

‘Questo riguarda chi siamo e quello che ci appartiene personalmente nell’era digitale. I governi devono pensare a proteggere ciò”.

BT ha condotto tre sperimentazioni sui propri clienti con il sistema Phorm, inclusa la creazione, avvenuta in segreto, dei profili delle attività di navigazione di centinaia dei propri clienti nel 2006.

Il “furto” pilota è stato portato avanti senza il consenso dei clienti perciò può essere stato compiuto illegalmente in base alla normativa dell’Unione Europea.

[Gli sviluppatori di] Phorm ribadiscono che esso è molto meno intrusivo degli attuali sistemi di rilevamento e di creazione di profili dei navigatori gestiti da motori di ricerca come Yahoo e Google.

Essi sostengono che non vi è alcun elemento che consenta di collegare un nome o un indirizzo al profilo. Allo stesso tempo, non vi è alcun database degli utenti ad essere venduto agli inserzionisti. I clienti possono anche decidere di uscirne.

Il direttore generale di Phorm Kent Ertugrul ha respinto gli attacchi definendoli neo-luddisti e ha affermato che Sir Tim ed altri critici non capiscono come funziona la tecnologia.

Ertugrul ha dichiarato: “Sono state diffuse voci in base alle quali è stato lanciato qualcosa di oscuro e diabolico che raccoglie quello che tutti stanno facendo. Ma questo è esattamente il modo in cui il nostro sistema non funziona”

“Abbiamo creato qualcosa che concilia il bisogno di privacy… e il bisogno di commercio”.

Il signor Ertugrul ha affermato che la sua tecnologia consentirebbe ai siti Internet di diventare commercialmente validi offrendo pubblicità mirata.

La Phorm insiste che il proprio sistema è molto più sicuro dei sistemi di rilevamento esistenti attraverso i più noti browser.

Ertugrul ha dichiarato: “Condivido l’opinione secondo cui esiste un problema di privacy al giorno d’oggi. Ma la risposta non è entrare in una sorta di difensivismo neo-luddista ma creare una soluzione tecnologica ai problemi esistenti. Questo è quello che crediamo di aver fatto”.

Titolo originale: “Internet ad tracking system will put a ‘spy camera’ in the homes of millions, warns founder of the web “

Fonte:http://www.dailymail.co.uk/
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12.03.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANDREA B.

Pubblicato da Das schloss

  • AlbaKan

    “Bisogno di privacy e bisogno di commercio” Due cose inconciliabili…ma loro dicono di averle conciliate…che bravi!

  • sacrabolt

    Essi sostengono [gli sviluppatori di Phorm] che non vi è alcun elemento che consenta di collegare un nome o un indirizzo al profilo. Allo stesso tempo, non vi è alcun database degli utenti ad essere venduto agli inserzionisti. I clienti possono anche decidere di uscirne.

    Il problema sta proprio qui, per phorm e per chiunque altro si illuda della privacy in internet. Tutto è digitale, tutto è estremamente semplice da memorizzare ed analizzare. I fornitori di servizio internet continueranno sempre a catalogare i legami tra il navigatore (colui che ha firmato il contratto della linea) ed i suoi contenuti immessi-prelevati dalla rete.

    Se escludiamo i frequentatori di facebook ed affini, che dovrebbero sapere di essere “pubblici” (leggi scandagliabili a fondo: dati, abitudini, legami personali) per gli altri non resta molta privacy.
    Tutte le traccie restano e sono pure retroattive… per esempio è bastata qualche promessa al governo di riassunzioni alla telecom per rendere legale l’uso delle banche dati precedenti al 2005 (quell per cui credevi di poter essere escluso a richiesta)… in culo alla privacy solo per qualche milionata di euri, figuriamoci cosa si può fare in nome della sicurezza, delle lotta all'”eversione”.

  • maumau1

    altro che commercio..
    è solo un modo per tener sotto controllo la popolazione infatti
    dopo un pò si vede che quelle società vengono acquistate da strani personaggi che poi si scopre lavorano per enti governativi o cmq enti di controllo pubblici o privati..
    il commercio è solo una scusa..
    non c’è più niente da commerciare nè da produrre in occidente..ma solo da controllare le folle che prima o poi affamate tenteranno l’assalto ai piani alti..