Napoli: sciopero della fame dei pompieri contro il Green Pass

Il presidio permanente davanti alla sede RAI di Napoli in via Marconi 9 durerà fino al 20 dicembre e si aspettano partecipanti da tutta Italia

Di Marco Di Mauro per ComeDonChisciotte

NAPOLI – Quello che tutti i resistenti si auguravano da tempo, con maggiore o minore scetticismo, potrebbe già essere successo, anche se nessuno se n’è accorto. Sotto i riflettori della narrazione dominante – cui spesso contribuisce anche il pulviscolo di canali Telegram della libera informazione – le forze dell’ordine sono volti anonimi, coperti da caschi e scudi di plexiglass, che, inesitanti, elargiscono manganelli, lacrimogeni e getti d’acqua gelida al popolo inerme, che si gettano in tre o quattro su un pacifico cittadino, per poi tradurlo in questura con la sola colpa di aver espresso il proprio dissenso alla “distruzione creativa” delle politiche targate Davos. Sebbene veritiera, questa immagine della forza pubblica non dà il quadro complessivo della situazione, e ridursi a essa equivale ad alimentare il divide et impera dei padroni globalisti. Esiste un’altra faccia della medaglia, o meglio del distintivo: circa 50mila persone, tra poliziotti, carabinieri, finanzieri, municipali e pompieri, hanno scelto di non fare da cavie per la sperimentazione su scala mondiale dei farmaci etichettati come “vaccini” contro la CoViD19. Lavoratori spolpati fino all’osso per tenere in piedi il carrozzone dell’emergenza, e per i quali già dal 15 ottobre è iniziato l’inferno. Mutui o affitti da pagare, cessione del quinto, figli all’università, figli disabili, saranno dal 15 dicembre (data di entrata in vigore del DL 172/2021) problemi insormontabili per i lavoratori che non si saranno fatti pungere il braccio, poiché smetteranno di percepire lo stipendio. Per questo, il 10 dicembre è iniziato il presidio permanente di un gruppetto di vigili del fuoco aderenti al FISI davanti alla sede RAI di Napoli, in Via Guglielmo Marconi 9. Sebbene siano ancora pochi, hanno subito ricevuto il sostegno del Coordinamento No Green Pass di Napoli, che si è organizzato per dare sostegno materiale e logistico ai lavoratori in lotta. Già un primo gruppo di sostenitori e solidali si è mosso da Roma sabato 12 dicembre, e si aspettano partecipanti da Napoli e dal resto d’Italia. La RAI di Napoli, dal canto suo, ha rifiutato ogni contatto con i lavoratori, rifiutandosi persino di farli stare sotto la pensilina all’ingresso della sede per ripararsi dalla pioggia. D’altronde, se sono stati scelti proprio loro come interlocutori del presidio, è perché sono i peggiori sgherri del regime sanitario, foraggiatori principali dell’odio di massa, del terrore che da due anni si è impadronito delle menti degli italiani. La squadra napoletana di ComeDonChisciotte si è recata sul posto, e lo farà per tutti i giorni del presidio, a dare sostegno militante e a raccogliere le testimonianze dei resistenti di via Marconi.

Il presidio permanente dei pompieri alla sede RAI di Napoli, via Marconi 9

Il presidio permanente dei pompieri alla sede RAI di Napoli, via Marconi 9
Il presidio permanente dei pompieri alla sede RAI di Napoli, via Marconi 9

«I lavoratori in divisa che dal 15 dicembre saranno sottoposti a sospensione dal servizio» ha dichiarato a CDC Ciro Silvestri, segretario vicario FISI, «non riceveranno neanche l’assegno alimentare, previsto invece per i sospesi per motivi disciplinari. Gli viene negato perfino il diritto alla sopravvivenza: siamo arrivati alla barbarie, perché le persone sono costrette a morire di effetto avverso o di fame, e che sia uno stato occidentale a praticare queste misure barbare è veramente offensivo per i diritti umani».

«Siamo venuti a Napoli consapevoli che sarebbe stata una scelta proficua.» ne è convinto Antonino Musco, anima della protesta e segretario nazionale di FISI – Vigili del fuoco «E la scelta della RAI non è casuale: i media hanno veicolato finora informazioni pilotate, per conservare la pandemia. Che ormai deve essere conservata, per privarci progressivamente dei diritti. Tra pochi giorni si potenzierà l’estorsione al lavoro iniziata il 15 ottobre. Siccome abbiamo giurato sulla Costituzione, ora siamo qua a difendere la libertà di scelta. L’estorsione al lavoro deve essere fermata. Dobbiamo difendere l’integrità di tutti coloro che si trovano sotto il ricatto di fare un trattamento sanitario. Napoli deve capire che è una grande occasione per unire tutta la cittadinanza a questa protesta. Dobbiamo liberarci dalla schiavitù tecnocratica che ci vogliono affibbiare: è un nostro preciso dovere, soprattutto per noi in divisa, che abbiamo giurato sulla costituzione.»

«Il presidio dei vigili del fuoco è il primo concreto baluardo di resistenza. Le forze dell’ordine devono capire che stanno servendo dei poteri che non hanno nulla a che fare con il nostro popolo. Il popolo sta da un’altra parte, che è quella delle piazze No Green Pass» così Roberto Siconolfi, sociologo e membro del Coordinamento No Green Pass Napoli.

Sul posto anche una delegazione della Polizia di Stato, rappresentata da Antonio Porto, segretario generale provinciale di LES – Polizia di Stato di Caserta: «Anche se le nostre divise hanno colori diversi, siamo tutti fratelli. Numerosi appartenenti alla Polizia di Stato saranno sospesi dal 15 dicembre. Supportiamo quest’iniziativa perché non si può ricattare dei lavoratori pubblici, togliendogli lo stipendio e obbligandoli a una scelta che per legge è facoltativa. Non è nostra competenza entrare nel merito dell’efficacia dei vaccini, ma come lavoratori siamo molto preoccupati. Dal 15 dicembre saranno costretti a stare a casa oltre 10mila poliziotti, lasciando i cittadini scoperti della propria sicurezza nel periodo natalizio, quando aumentano i reati e sale sensibilmente il rischio di attentati. E la cosa più grave è che in questo momento viene tolto lo stipendio a colleghi che hanno figli disabili.»

Non tutti i colleghi tuttavia sono solidali. Sabato 12 dicembre alcuni cittadini solidali sono stati identificati dalle forze dell’ordine e sanzionati con 400 euro di multa. Ciononostante, il presidio andrà avanti fino al 20 dicembre, e sono chiamati a partecipare tutti i cittadini liberi, da Napoli e da tutta Italia.

Marco Di Mauro per ComeDonChisciotte

13/12/2021

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