MOLTO SOSPETTO IL RITIRO DELLE TRUPPE USA DALL’IRAQ

MOLTO SOSPETTO IL RITIRO DELLE TRUPPE USA DALL’IRAQ

I progetti dei think-tank per
l’Iran lasciano sul tavolo solo un attacco israeliano o una provocazione
per la guerra totale.

DI TONY CARTALUCCI

Land Destroyer

Da dieci mesi l’amministrazione Obama sta coordinando la "Primavera Araba", un sotterfugio geopolitico plasmato da anni, che si è realizzato simultaneamente in varie nazioni nel Medio Oriente e nel Nord Africa all’inizio del 2011. La conflagrazione regionale è stata alimentata da un continuo supporto, in un primo momento negato con simulata sorpresa, fornito ai gruppi dell’opposizione dagli Stati Uniti, poi con un sostegno più aperto, e alla fine con i bombardamenti della NATO, armi, addestramento e forze per le operazioni speciali prestate alla ribellione in Libia e armamenti e supporti inviati ai militanti in Siria. Queste iniziative collettive che sono partite dalla Tunisia e si sono spinte fino alle porte dell’Iran sono al servizio di un programma specifico, contenere e alla fine interrompere la risollevazione della Russia così come contenere l’ascesa della Cina. Rovesciare l’Iran

Nella stesura di quest’agenda c’è il rovesciamento del regime iraniano e la sua integrazione dell’”ordine internazionale” di Londra e Wall Street. Gli sforzi per abbattere il regime siriano da parte dei gruppi di opposizione appoggiati e ora apparentemente armati dagli Stati Uniti con l’obbiettivo di isolare e anche provocare la Repubblica Islamica per poter giustificare una risposta degli USA o di Israele (o di entrambi). Come già riportato in modo esteso, la sceneggiatura di questi stratagemmi è descritta nel documento stilato dalla ben finanziata Brooking Institution, "Which Path to Persia?", dove si afferma specificamente:

Sarebbe di gran lunga preferibile se gli Stati Uniti citassero una provocazione iraniana per giustificare i bombardamenti prima che questi avvengano. Chiaramente, tanto più l’azione iraniana sarà sconvolgente, terribile e non provocata, tanto meglio sarà per gli Stati Uniti. Naturalmente, sarebbe molto difficile per gli Stati Uniti dar fastidio all’Iran per portarlo a realizzare una provocazione simile se il resto del mondo riuscisse a riconoscere il “gioco”, cosa che lo manderebbe a monte. (Un metodo che potrebbe avere una certa probabilità di successo sarebbe quello di portare avanti, in modo discontinuo, iniziative segrete per il cambio di regime nella speranza che Teheran reagisca in modo palese, o semi-palese, cosa che potrebbe essere poi descritta come un atto di aggressione non provocato da parte dell’Iran.)

La "Rivoluzione Verde" del 2009 era solo un tentativo per un "operazione segreta per un cambio di regime" per "spingere l’Iran in una provocazione" anche se ha fallito in modo ignobile. Sembra che oltre a finanziare, armare e dare copertura all’organizzazione terroristica Mujahedin-e Khalq (MEK), gli Stati Uniti hanno deciso di architettare completamente "tali provocazioni". Il recente complotto DEA-Arabia Saudita annunciato dal Procuratore Generale Eric Holder si poggia su un terreno assai instabile, ora ancor di più visto che l’Iran ha controbattuto che il presunto membro delle Brigate Quds implicato dagli Stati Uniti potrebbe essere in effetti un membro della succitata organizzazione terroristica appoggiata dagli USA. Gli Stati Uniti hanno fatto tutto quello che era in loro potere per spingere l’Arabia Saudita verso la linea dura contro Teheran. Nel 2009 il documento del Brooking aveva da dire questo a riguardo:

Ad esempio, l’Arabia Saudita è molto preoccupata dei programmi nucleari iraniani, così come dalla sua condotta pericolosa in Libano, in Iraq e nei Territori palestinesi. Finora Riad ha chiarito di non voler sostenere operazioni militari di qualsiasi genere contro l’Iran. Tutto questo potrebbe cambiare, ma è difficile immaginare come.

Forse i terroristi del MEK che fingono di essere le Brigate Quds, che intrappolano un tossico venditore di auto usate per progettare un attentato terroristico contro un ambasciatore saudita per poi dare la colpa all’Iran.

Con il destino della Libia ancora sospeso, con le truppe USA che ancora occupano sia l’Iraq che l’Afghanistan, e con un rinnovato vigore da indirizzare in Siria dopo la caduta presunta del leader libico Muammar Gheddafi, è altamente improbabile che gli Stati Uniti abbiano abbandonato i propri progetti per rovesciare alla fine il regime iraniano nel crescendo di questa continua campagna regionale. Infatti, molti all’interno dell’amministrazione Obama sono stati tra i più rabbiosi sostenitori dell’esecuzione dell’atto finale di questa strategia a lungo termine iniziata sotto l’amministrazione Bush. Il rivale alle elezioni presidenziali del 2008 John McCain e ovviamente la solita ridda di politici non eletti e finanziati dalle grandi aziende che provengono dalle mura della Brookings Institution, della Foreign Policy Initiative e dell’American Enterprise Institute (AEI) sono stati più che decisi nel sostegno dato a questo programma.

Che questi politici, che hanno aiutato, plasmato e sostenuto il percorso tenuto da Obama, si siano imbronciati per la sua decisione di ritirare le truppe dall’Iraq quando, in realtà, non hai mai preso, e mai prenderà, un’iniziativa del genere, è una cosa davvero sospetta. Kenneth Pollack, uno dei co-autori di "Which Path to Persia?", di recente ha espresso un disappunto nel suo articolo intitolato "With a Whimper, Not a Bang". Anche Frederick Kagan, l’architetto della finanziatissima AEI che sta dietro l’”incremento delle truppe” in Iraq, si è lamentato in un pezzo intitolato "Obama abbandona l’Iraq". Kagan ha esplicitamente affermato che il ritiro "concederebbe a Teheran la più importante richiesta che sta perseguendo da anni, il ritiro completo delle forze armate statunitense dall’Iraq".

Possibili scenari

Gli Stati Uniti stanno tentando di far crescere l’illusione di uno sgombero dall’Iraq, lasciando sul campo solo una forza simbolica per una ragione precisa, che ha a che fare con la mossa finale da giocare contro l’Iran, l’ultima tessera del domino che deve cadere nella "Primavera Araba” pianificata dagli Stati Uniti. Questi sono i due possibili scenari:

  1. Lasciare una piccola forza simbolica che possa essere attaccata dagli iraniani dopo un bombardamento “unilaterale” israeliano. Qualsiasi cosa l’Iran decida di fare, potrebbe non essere in grado di farla in modo continuato, ma lo farebbe brutalmente nella prima fase. Lasciando una forza simbolica in Iraq, gli Stati Uniti possono raccogliere, in senso politico, la simpatia e la rabbia necessaria in casa propria per lanciare una più larga operazione contro l’Iran per "rappresaglia".
  2. Fingere che gli Stati Uniti si stiano disimpegnando in Medio Oriente, di modo che un attacco terroristico false flag o a un’altra provocazione perpetrata contro gli USA possono sembrare un notevole atto di guerra commesso dall’Iran. Mentre una ridotta presenza statunitense in Medio Oriente potrebbe dar adito a una maggiore pazienza da parte di Teheran, gli stesori della sceneggiatura dell’ultimo attentato DEA-Arabia Saudita sono stati molto attenti per assicurarsi che la vulgata su "’’l’Iran che è diventato più audace" sia stata messa in onda in modo ripetitivo e che sia arrivata nella testa negli ignari americani. È ben più di una mera speculazione. Prendendo a modello il report della Brookings Institution "Which Path to Persia?", quasi tutte le misure proposte, a parte le più estreme, sono già state messe in pratica. L’unica opzione rimasta sul tavolo ancora non utilizzata riguarda un attacco aereo israeliano unilaterale designato per provocare una significativa risposta che porti per questo gli Stati Uniti in guerra con l’Iran, con una varietà di opzioni per poter giustificare anche un’invasione in piena regola.

In una sezione del documento intitolato "Lascia fare a Bibi: consentire o incoraggiare un attacco militare israeliano" (pag. 89, pag. 102 del .pdf) sembra che l’intelligence israeliana stia lavorando con l’organizzazione terroristica MEK:

    Le operazioni di intelligence contro l’Iran hanno già fatto un salto in avanti e hanno riguardato l’uso di terze parti per dare risalto alla minaccia iraniana senza rivelare la mano di Israele. I programmi iraniani per l’arricchimento segreto dell’uranio e per i reattori nucleari pressurizzati ad acqua pesante sono stati rivelati in pubblico nell’agosto del 2002 da un gruppo dissidente iraniano (i Mujahedin-e Khalq), che si dice abbiano ricevuto involontariamente l’informazione dall’intelligence israeliana.

Il documento prosegue parlando di un bombardamento israeliano approvato dagli USA:

    Comunque, come già indicato nel capitolo precedente, gli stessi bombardamenti sono solo l’inizio di questa pratica. Ancora, gli iraniani ricostruiranno senz’altro i loro siti nucleari. Probabilmente si vendicherebbero contro Israele e potrebbero vendicarsi anche con gli Stati Uniti (creando così un pretesto per un bombardamento americano o persino un’invasione).

Consentire agli israeliani di attaccare dallo spazio aereo e sacrificare le truppe USA in Iraq come pretesto per una guerra più allargata è quasi sicuramente una delle possibilità. Il report continua sancendo la necessità di mantenere un certo livello di possibilità di smentita riguardo i bombardamenti israeliani. Le truppe statunitensi in Iraq implicherebbero in ogni caso l’America in ogni attacco aereo israeliano che avrebbe bisogno di passare dallo spazio aereo iracheno. Le truppe USA "in ritirata" in Iraq potrebbe anche mitigare tali implicazioni, così come far sembrare la rappresaglia iraniana come totalmente "oltraggiosa, terribile e non provocata".

Possiamo star sicuri che, dopo anni di perseguimento di un programma che ha preceduto la sua presidenza, Obama non ha deciso improvvisamente di ritirare unilateralmente le truppe dall’Iraq. La doppiezza e l’impazienza della sua amministrazione nella "Primavera Araba” concepita dagli Stati Uniti non fa altro che dar conferma al fatto che l’agenda includa anche l’accerchiamento e il rovesciamento del governo in Iran. Non è sfuggito alla Casa Bianca il fatto che un ritiro dall’Iraq darebbe all’Iran un po’ di spazio per respirare e diminuirebbe grandemente l’influenza dell’America in tutto il Medio Oriente.

Proprio come nel caso del falso riavvicinamento dell’Occidente con la Libia di Gheddafi prima che gli Stati Uniti riarmassero, riorganizzassero e sguinzagliassero il Gruppo combattente islamico libico, quando l’Occidente tornerà a tormentare Teheran, lo farà con un senso di vendetta. Tenete gli occhi aperti su Israele per un suo attacco e sugli Stati Uniti complici che aspettano ancora di "guidare dietro le quinte". E se conoscete qualcuno nelle forze armate USA che staziona e si stanno attardando in Iraq, preparatelo al peggio. Come affermato spudoratamente da Henry Kissinger, "i militari sono fessi, sono stupidi animali da essere usati come pedine in politica estera". (Woodward e Bernstein, The Final Days, capitolo 14). Sicuramente, qualche G.I. morto in Iraq dopo una ritorsione iraniana dopo un attacco aereo israeliano sarebbe le pedine adatta da spostare per la "politica estera".

Possiamo solo sperare che quest’analisi pessimista sia totalmente errata e che gli Stati Uniti abbiano vinto e che abbiamo semplicemente deciso di ritirarsi dal campo di battaglia e alla fine dall’impero. Comunque, se le rivolte in Siria proseguiranno - che essenzialmente sono guerre per procura statunitensi a bassa intensità contro Damasco, e a sua volta contro Teheran – possiamo esser certi che tutto l’ottimismo verrà mandato al macero dagli oligarchi di Wall Street e Londra.

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Fonte: Withdrawal of US Troops From Iraq Highly Suspect

22.10.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

Commenti (10)

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    1. robertoz 3 dicembre 2011

      Non sarebbe possibile vedere nella stessa pagina i commenti dei commenti? Sarebbe più veloce la consultazione.
      Grazie.

      qualche annetto fa lessi una cosa secondo me molto interessante, spero anche per voi.
      Una volta gli stati bene organizzati e più "evoluti" alias guerrafondai, utilizzavano l'esercito per conquistare altre nazioni per poi sfruttarle, il problema era che se si voleva mantenere sottomessi quei popoli, bisognava dare poi dei servizi, tipo costruire strade (che servivano anche al proprio esercito), dare l'impressione che c'era maggiore benessere, magari costruendo anche degli ospedali e delle scuole, altrimenti c'era il rischio che con altrettanta velocità si perdeva il dominio su quella nazione. e magari arrivavano anche alla richiedere il diritto di voto. Oggi con la globalizzazione, finanziaria, non ci sono più questi problemi, si sfruttano direttamente le ricchezze di quello stato, pagando in cambio dei compensi minimi concordati con governanti fantoccio. Senza il problema di costruire infrastrutture e doversi preoccupare per la popolazione. Spero di essere stato chiaro.
      Un saluto a tutti.

    1. lucmartell 27 ottobre 2011

      Ciao,geopardy...la logica ha abbandonato la politica da un pezzo!...la politica economica,quella energetica,quella agricola,quella sociale!!ecc.. Quello che dico nel commento è che l'Iran oggi rappresenta il cattivo di turno,l'utile capo espiatorio per la strategia della tensione... se non cè un nemico,non cè necessità di finanziare le lobby degli armamenti..non cè necessità di mantenere basi strategiche USA sparse per il mondo!! ..quindi capisci che l'Iran ha un suo perchè!
      Dici "facciamo guerre con straccioni per anni" è vero!..anche lì cè da analizzare...
      Non sò,se un giorno con una scusa qualunque cercheranno di coinvolgere l'Iran in una guerra...non ne sò gli esiti,le prospettive!..,ma sò che non gliene importa niente di nessuno!..sò che sono le corporation a dettare tempi e modi della politica mondiale,sò che un esercito "umano"ha bisogno di una bandiera,e ha una coscienza,e mangia..mentre a uno meccanico nn serve niente!!..e sò che gli Usa lo stanno costruendo!!
      La distruzione non è un buisness?? pensa all'Iraq,pensa alla Libia TUTTO DA RICOSTRUIRE!!
      Quella gente non scende in battaglia!! sorseggia un cocktail sulla sua isola privata!!..come dico alla fine del commento,quella gente ha già risorse ILLIMITATE!! qual'è il senso?? a cosa gli servono altri miliardi di dollari??....da quello che dici tu attaccare l'Iran provocherebbe il CAOS totale...e se pensiamo alla "logica" delle politiche agricole,energetiche,sociali ed economiche portate avanti,dai burattini della politica globale per conto delle corporation,con la parola CAOS abbiamo la risposta!!!!
      Ciao:Lucmartell.
      Solo la Rivoluzione!!...tutto il resto è lenta agonia!!

    1. lucmartell 27 ottobre 2011

      Hai ragione...nel nord africa,sono state tutte pilotate l'ho sempre detto!...se avessi letto i miei commenti passati,in particolare quello relativo all'articolo di Debora Billi,sull'inutilità delle sfilate (quello si riferiva alla manifestazione degli indignados a Roma)...io dico di evitare anche le bandiere,o i pulman organizzati tipo no tav,acqua pubblica ecc...proprio per evitare di essere manipolati!! ..sul fatto che tu abbia dei dubbi,che la rivoluzione sia l'unica alternativa per noi,esseri umani che chiedono solo una vita,normale!...mi dispiace!...forse sei distratto,forse poco informato,o forse come la maggior parte della gente aspetta di trovarsi di fronte il muro della realtà!...pensare che già da un bel pò è ben visibile!!...non è tanto lontano!!...sei un essere libero e io dico che l'unica rivoluzione disponibile,quella che vorrei è individuale!!.. la gente,e spero anche tu deve smettere di vivere secondo il detto "mangia sta minestra o salta dalla finestra!"..ci sono alternative!!..i cuochi globali ti passeranno solo quella!!..e con l'andare degli anni la qualità di questa "sbobba!" per noi "paesi ricchi???" E' SEMPRE PEGGIORATA!!..MENTRE,SEMPRE PIU' PERSONE QUI E NEL MONDO NE RIMANGONO SENZA!!!...ognuno di noi è PADRONE DEL SUO FUTURO!! INDIVIDUALMENTE!!.. io voglio guardare lontano!! ...non sarà una gran consolazione dare la colpa a berlusca,o a bersani...alle prossime elezioni "voto per me!!"...per tutto quello che questa gente si RIFIUTA DI OFFRIRMI!!!... una vita dignitosa,un futuro possibile!!..prendere coscienza della realtà,diventare consapevoli e smettere di ESSERE COMPLICI,vittime e carnefici allo stesso tempo!!!.
      Solo la rivoluzione!! tutto il resto è lenta agonia!!.. decidi tu!
      Ciao.Lucmartell.

    1. geopardy 27 ottobre 2011

      Pilotate?

      Favorite?

      Cavalcate?

      Spontanee?

      Un po' di tutto ciò? Da chi?

      Chi ne beneficia?

      Sii più chiaro.

      Ciao

      Geo

    1. geopardy 27 ottobre 2011

      Il business ha senso quando a beneficiarne in qualche maniera c'è una larga fascia della popolazione e quando puoi esercitare un controllo della situazione in qualche maniera.

      Far scoppiare una guerra con l'Iran aprirebbe le porte dell'inferno per l'intero mondo e stavolta sul serio.

      Il rischio di perdere completamente il controllo della situazione, secondo me, andando nel senso che dici tu le cose, non credo possa intreressare il mondo del business, altrimenti non apetterebbero che l'Iran, che ha droni sempre più efficienti, lancia satelliti a carico crescente nello spazio e si sta dotando di un sistema integrato super computerizzato di difesa e attacco (in più la Cina annovera l'Iran tra i paesi tecnicamente capaci per realizzare insieme un nuovo sistema Gps asiatico), raggiunga livelli di enorme efficienza.

      Lì, contrariamente a noi italiani, la ricerca si fa sul serio e su tutti i campi e non c'è la fuga dei cervelli.

      Una cosa credo di aver capito seguendo le questioni iraniane, quando esprimono una minaccia sanno di poterla attuare in maniera ancor più potente della minaccia stessa.

      Una sola opzione potrebbe (non so per quanto ancora) distruggere l'Iran, un attacco devastante di tipo nucleare, ma non credo sia un ipotesi cavalcabile neanche nella follia di oggi

      Facciamo guerre contro eserciti straccioni e durano anni e anni (sicuramente la corruzione ne è una concausa), senza sapere neanche se si vinceranno mai, figurati contro l'Iran.

      Noi vediamo le cose da dentro la botte di Diogene atlantista, ma c'è la maggioranza del mondo fuori da questa botte che chiede e pretende la sua parte.

      Per il resto sono d'accordo con te sulla rivoluzione.

      Ciao

      Geo

    1. Truman 27 ottobre 2011

      dice lucmartell:


      Solo la rivoluzione!!...tutto il resto è lenta agonia!!


      Ho seri dubbi che questa sia l'unica soluzione. Le ultime rivoluzioni nel nord Africa erano tutte pilotate.

    1. lucmartell 27 ottobre 2011

      L'America dalla seconda guerra mondiale,in avanti ha scoperto il favoloso buisness degli armamenti,cosa che l'ha portata ad essere la prima potenza militare del pianeta e che gli consente di dominare politicamente 2 terzi? del mondo.Oggi una crisi finanziaria guardacaso,nata in USA creata a doc,e che casca a pennello!, ha reso l'esercito (che forse sarebbe in crisi di "vocazioni") un ammortizzatore sociale,cioè uno dei pochi posti,che ti consentono di portare a casa la pagnotta,o la cittadinanza nel caso di immigrati.
      Per "costruire" tutto questo e per mantenerlo,le lobby americane da sempre hanno bisogno di "un nemico" da dare in pasto all'opinione pubblica!! l'altarino vuoto che hanno lasciato vacante i "comunisti"...e oggi,liberatisi,dell'invenzione di laboratorio bin laden, dei "despoti" (con DOTE!) igorati per anni!! saddam hussein,e gheddafi, chi meglio dell'Iran può supplire a tale a tale compito?..il nemico perfetto per giustificare congrui investimenti negli armamenti!!..e portare avanti la realizzazione di un esercito meccanico,che conta già 1500 aerei senza pilota,e robot cingolati armati...mezzi che non distinguono buoni e cattivi,ma servono chi ha i soldi per aquistarli..nessuna bandiera!!..nessuna giustizia!!.
      Deve essere ben chiaro,che gli Stati Uniti,non sono governati dalla classe politica,ma dalle CORPORATION..e quando sarà per loro conveniente,si prenderanno anche l'Iran!...disastri umani,o ambientali,o quello che volete a "loro" NON interessano!!!...visto da diverse prospettive,cè sempre un buon buisness!!
      E quale può essere il buisiness,per gente che già adesso ha possibiltà ILLIMITATE????....a voi la risposta!!
      Solo la rivoluzione!!...tutto il resto è lenta agonia!!
      Saluti a tutti:Lucmartell.

    1. geopardy 27 ottobre 2011

      utte queste interpretazioni frediane (stile Freda) delle rivolte arabe, che sarebbero tutte pilotate e organizzate dagli Usa e similari, sembrano continuamente smentite dai fatti, poichè, il primo atto del nuovo governo tunisino, dalle dichiarazione di uno dei soui leaders, sarà quello di interrompere le relazioni con Israele.

      A seguito un articolo pubblicato su irib. Se seguiranno i fatti, poi lo vedremo.

      Ciao

      Geo

      Tunisia/partito Ennahda: interruzione completa relazioni con Israele prima azione dopo vittoria ad elezioni Tunisia/partito Ennahda: interruzione completa relazioni con Israele prima azione dopo vittoria ad elezioni TUNISI –

      Uno dei leaders del partito tunisino Ennahda, la cui vittoria è ormai certa alle elezioni nel paese nordafricano, ha affermato che la completa interruzione delle relazioni con Israele e la chiusura dell’ambasciata di questo regime a Tunisi sarà la prima cosa che il suo partito farà dopo la vittoria allo scrutinio elettorale. Parlando al quotidiano Az-Zaman, Al-Munsif Ben Salem ha affermato:

      “Bisogna distruggere tutte le relazioni che l’ex dittatore Ben Ali ha stabilito con il regime sionista”.

      L’esponente del partito che finora si è aggiudicato 89 seggi su un totale di 217 ha spiegato che bisogna pure impedire l’ingresso in Tunisia dei prodotti israeliani e di licenziare tutti gli impiegati del Ministero degli Esteri del suo paese che hanno avuto un ruolo nelle relazioni con il regime di TelAviv.

    1. geopardy 27 ottobre 2011

      Tutte queste interpretazioni frediane (stile Freda) delle rivolte arabe, che sarebbero tutte pilotate e organizzate dagli Usa e similari, sembrano continuamente smentite dai fatti, poichè, il primo atto del nuovo governo tunisino, dalle dichiarazione di uno dei soui leaders, sarà quello di interrompere le relazioni con Israele.
      A seguito un articolo pubblicato su irib.
      Se seguiranno i fatti, poi lo vedremo.
      Ciao
      Geo

      Tunisia/partito Ennahda: interruzione completa relazioni con Israele prima azione dopo vittoria ad elezioni

      Tunisia/partito Ennahda: interruzione completa relazioni con Israele prima azione dopo vittoria ad elezioni
      TUNISI – Uno dei leaders del partito tunisino Ennahda, la cui vittoria è ormai certa alle elezioni nel paese nordafricano, ha affermato che la completa interruzione delle relazioni con Israele e la chiusura dell’ambasciata di questo regime a Tunisi sarà la prima cosa che il suo partito farà dopo la vittoria allo scrutinio elettorale. Parlando al quotidiano Az-Zaman, Al-Munsif Ben Salem ha affermato: “Bisogna distruggere tutte le relazioni che l’ex dittatore Ben Ali ha stabilito con il regime sionista”. L’esponente del partito che finora si è aggiudicato 89 seggi su un totale di 217 ha spiegato che bisogna pure impedire l’ingresso in Tunisia dei prodotti israeliani e di licenziare tutti gli impiegati del Ministero degli Esteri del suo paese che hanno avuto un ruolo nelle relazioni con il regime di TelAviv.

    1. geopardy 26 ottobre 2011

      Se Israele attacca l'Iran, si vede che ha deciso di far cessare la sua esistenza, dal momento che quest'ultimo non ha alcuna necessità di attaccare le truppe americane in Iraq per rispondere ad un aventuale attacco del mini-stato mediorientale, ammesso che riescano ad avvicinarsi agli obbiettivi senza essere prima abbattuti.

      Se qualcuno pensa che sia possibile invadere l'Iran da chicchessia, dovrebbe chiedere aiuto a Russia e Cina quanto meno, la vedo molto dura.
      In quel caso dovresti invadere tutto il medioriente fino al Pakistan, perchè gli sciiti in questa fascia sono circa 200 milioni e, in caso di attacco contro l'Iran, saranno costretti, se vogliono sopravvivere, a combattere al fianco della nazione più tecnologicamente avanzata dell'intero mondo islamico e non solo.

      Il respiro geopolitico dell'Iran va ben oltre il mondo islamico sciita e ricopre il ruolo di un equilibrio che va dall'Asia centrale fino all'Africa, passando per tutto il medioriente ed è determinante sia per la Russia che per la Cina e, contemporaneamente, strizza l'occhio all'India.

      Dopo il tentativo ancora in atto per accaparrarsi il petrolio libico, un attacco all'Iran sarebbe interpretato come lesivo per tutta l'Asia ed in buona parte anche per il Sud America. In partica per tutto il cosiddetto BRIC.
      Ricordiamoci sempre che oltre alla tanto sbandierata comunità internazionale (in pratica, i paesi Nato, esclusa probabilmente la Turchia per interessi strettissimi in comune con l'Iran), esistono quasi 200 paesi che potrebbero (molto probabilmente) non pensarla alla stessa maniera e dove l'iran gode di molta stima nella maggioranza di essi.
      Certamente molto più degli avidissimi e retrogradi sauditi. Sarebbe un salto nel buio totale.

      L'unica cosa che stanno tentando con il mare di illazioni è un contenimento dello sviluppo iraniano, ma sembra non sortire l'effetto voluto. L'Iran è militarmente in grado di bloccare il petrolio del Golfo Persico, chi se la prenderebbe questa distruttiva responsabilità, specialmente oggi con la fame di idrocarburi esistente e la crisi in atto? Ciao Geo

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