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Migranti, e cervelli migrati all’ammasso

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Domandarsi il motivo della stupidità umana, quasi sempre è un esercizio retorico, giacché la stupidità è una qualifica della mente umana, come la speculare intelligenza. Se desideriamo, almeno, tratteggiarla rimane il noto adagio di Carlo Maria Cipolla: “La persona intelligente è colei che riesce, contemporaneamente, a soddisfare se stesso e gli altri. Lo stupido, contrariamente, riesce a non soddisfare né se stesso e né gli altri.”

C’è da chiedersi se poi, veramente, i tanti parvenu della politica che affollano esclusive ville ed inaccessibili panfili in questa stagione – oltre ad ingombrare le pagine dei rotocalchi che sfogli distrattamente dal medico – si rendano conto che Internet, in futuro, sarà giudice e testimone, la Storia sempre presente, ad un click. Mi torna alla mente la vicenda di Remo Gaspari – rais democristiano del Molise e dell’alta Campania – che finì i suoi giorni in una casetta di campagna, solo, e morì durante il “cambio” delle due badanti che l’assistevano. Dopo tanto sbattersi, finì per crepare solo come un cane.

Oggi ho due vicende da raccontarvi (reali), che mostrano a quale nequizia siano giunti il PD ed i suoi galoppini, compreso Tito Boeri – presidente INPS – che si dà tante arie di “riformatore” bonaccione.

La prima è una persona di 57 anni, ex autotrasportatore dipendente, che aveva iniziato a lavorare a 16 anni. L’uomo non sta bene: la malattia che gli hanno riscontrato fa parte delle molte sindromi simili alla SLA. In altre parole, è stato colpito gravemente nella locomozione: si muove con passettini brevi, come una persona di 90 anni. Non può fare la doccia da solo, poiché l’acqua calda sui muscoli gli provoca la perdita del controllo dei nervi. Sta ore ed ore seduto alla finestra, come un vecchio, e pensa a cosa l’ha ridotto la vita. Senza più la minima speranza di guarire: non ci sono interventi chirurgici possibili, non c’è niente da fare. Le relazioni dei medici sono limpide come l’acqua di fonte: anche un profano si rende conto, leggendole, che la situazione è grave e non c’è rimedio.

Decide di fare richiesta d’invalidità all’INPS: insomma, ho pagato decenni di contributi…avrò diritto a trascorrere quel che mi resta da vivere senza dovermi far mantenere dai parenti?

Presenta la domanda, va alla visita presso la sede INPS, il medico legale stende una relazione sul caso e, dopo una ventina di giorni, l’INPS si pronuncia: è invalido, ma non inabile. Come invalido ha già diritto alla pensione – sempre secondo l’INPS – che verrà decurtata di una percentuale, perché la pensione completa l’avrebbe avuta se fosse stato anche inabile. Va beh, pensa, qualcosa mi daranno: meglio di niente.

Una successiva nota dell’INPS, però, afferma che alcuni periodi di contribuzione sono “troppo bassi” e non raggiungono la “soglia” per essere considerati validi. Perciò, siccome quei periodi cadono proprio negli ultimi 5 anni, non avrà diritto ad alcuna pensione.

Lasciamo a dopo i commenti, perché i casi che vi proporrò sono due: per ora, pensate che c’è un uomo – da qualche parte d’Italia – che vive di fronte ad una finestra, che guarda fuori quel mondo il quale non gli appartiene più, ed ora sa anche che la società italiana lo considera sì invalido per il lavoro, ma che per l’INPS può anche crepare, anzi meglio. Crepa, così i tuoi contributi se li godrà qualcun altro.

Il secondo caso riguarda una donna di 64 anni, che ha creduto nella proposta della cosiddetta APE, ossia Anticipo PEnsionistico, mediante la quale l’obiettivo strombazzato da Renzi e dai suoi sodali doveva essere quello di fornire, alle persone occupate, d’anticipare (a 64 anni) la pensione stipulando una sorta di mutuo, che avrebbero ripagato con la successiva pensione. Oppure, dipendenti (sempre over 64) che le aziende volevano togliersi di torno: in questo caso, il “mutuo” dovrebbe anticiparlo l’azienda. Il terzo caso riguarda persone senza lavoro né pensione, che difficilmente potranno trovarlo a 64 anni: in questo caso, è lo Stato che dovrebbe intervenire, senza nessun rimborso.

La signora ha 64 anni, 34 anni di contributi versati (ne bastano 30), ma si sente rispondere di no: perché? Perché sono 25 anni di contributi INPS e 9 come Co.Co.Pro, e gli anni come lavoratore “atipico” sono considerati “metà” (protervia maxima!) per i lavoratori “atipici” (i quali non possono accedere alla contribuzione volontaria), perché la contribuzione dei lavoratori “atipici” è inferiore allo “standard” INPS. Quindi, 25 + 4 e mezzo fa 29 e mezzo: torni nel 2020 signora, sempre che la normativa non cambi ancora!

Non voglio continuare la questione “tecnica” – se mai, sarà qualche troll a cercare di smentire – ma un principio – violato – mi è saltato agli occhi. Gli anni trascorsi sul lavoro, non contano più come “tempo” bensì come moneta, denaro, soldi, grano…o come volete chiamarli? Insomma, un’equivalenza che non ha senso: tempo e valore. Assurdo, inconcepibile.

Se i miei contributi versati sono minori, mi verrà corrisposta una pensione più bassa, ma non si possono eliminare come se non fossero mai esistiti!

Ovvio che ne deriva la domanda: che fine faranno quegli anni con versamenti “insufficienti”?

E poi: quando mai s’è visto che tempo e denaro siano due valori corrispondenti? Certo, potrete impiegare il vostro tempo per guadagnare denaro, ma nessun milione di dollari potrà regalarvi più tempo se la vostra ora è giunta. Forse migliori cure…ma la malattia non si cura del vostro denaro, e avanza inesorabile: due giorni, tre mesi di vita in più? Credo che dipenda più dalla nostra mente che da qualche alchimia terapeutica.

Queste mefitiche novità giungono in un’epoca nella quale la “vecchia” società italiana non esiste più da tempo: il mondo agropastorale – poche pretese, risorse a portata di mano e capacità, apprese di padre in figlio, di saperle sfruttare, la famiglia patriarcale, musicanti e teatranti di strada, cura della terra e delle acque, poiché erano la tua terra e le tue acque…insomma, un mondo povero ma tranquillo…al più, se eri proprio solo e abbandonato, bussavi alle suore di carità – poi il mondo industriale, maggiori pretese, ritmato da regole ferree ma precise: orari, tempi, lavoro, retribuzione, pensioni. E diritti codificati, precisi.

Oggi, tutto questo non esiste più. I tuoi anni di lavoro contano come capitale versato e, se non raggiungono determinate soglie, diventano niente, nell’attesa che tu passi a miglior vita: fra l’altro, tutte queste “riforme” sono state emanate da governi illegali in modo assolutamente unilaterale, senza confronto, mai sottoposte a referendum, con il solito occhio delle banche che vegliano su quei “capitali”.

Ora, mi fa sorridere Salvini: vuole sottoporre a referendum la Legge Fornero? Nessun problema: siccome il referendum è solo abrogativo e per una determinata legge (come hanno fatto per l’acqua) vareranno prontamente una legge “Fornaretto”, che riporterà i flussi di cassa al livello desiderato. E tu, raccogli le firme, presentale alla Consulta…ecc, ecc…

E’ tutto, soltanto, propaganda elettorale.

Ma c’è dell’altro, i migranti, ai quali vorrebbero fornire lo “ius soli”. Ora, io mi metto nei panni di un povero tizio che nasce in Italia, parla solo italiano, scrive in italiano, tifa per la Juve o per la Roma…e beh…non riesco proprio a capire perché non possa essere italiano. Al massimo, alla maggiore età, gli chiedi cosa vuol fare. Qualcuno non sarà d’accordo, perché c’è il sangue e la razza…ma, da ex insegnante, vi posso dire che se un albanese o un marocchino è nato in Italia, non ha proprio niente di culturalmente diverso da noi. Chiusa parentesi.

Perché s’arrabattano così tanto per far diventare italiani gli immigrati? Per i voti – dite voi – ma a me la cosa fa ridere, ridere a crepapelle.

Sapendo di che forza è il gelataio di Rignano, e di che forza sono quelli che tirano i fili del burattino Big Jim, vi sembra credibile che “investa” in “qualcosa” che potrà, al più, dargli qualche risultato elettorale fra almeno un decennio?

Lo sapete che un buon politico pensa alle prossime generazioni, mentre un arruffone da parlamento italiano pensa solo alle prossime elezioni, vero?

Ma, i migranti, sono un affare, un grande affare. Non c’è lavoro in Italia, lo hanno distrutto a forza di tasse e cessioni a multinazionali estere, ma a loro non frega un accidente.

Sapete quanta gente lavora (e vota) – partendo dal centro – ossia capi-divisione ministeriali per le migrazioni? Poi, si scende ai mille funzionari, statali o locali. Si arriva a chi deve coordinare il lavoro delle ONG, per arrivare al personale delle ONG stesse. Quando il migrante è arrivato, bisognerà accoglierlo: ecco che parte il settore “assistenza”, con stuoli di dirigenti regionali, provinciali, comunali…fino agli assistenti sociali, che devono trovare soluzioni per ospitarli. Poi, ci vorranno altri stuoli di persone che gl’inventino uno straccio di lavoro, qualcosa come fare lo sguattero in cucina per 200 euro il mese. Part time, ovvio, perché dopo c’è la scuola dove li devono alfabetizzare, insegnare loro tutto…dai segnali stradali fino a recarsi dal medico, eccetera, eccetera…

La Chiesa Cattolica è per l’accoglienza, ovvio: sono loro a beccare fior di quattrini dallo Stato per le loro “comunità”.

I migranti sono un grande affare – come raccontava Emma Bonino – e l’Italia chiese che fossero tutti dirottati in Italia, poi parecchi finirono in Grecia. Perché? Poiché sono i due Paesi coi bilanci più disastrati dell’Unione, più facili da ricattare. Vuoi dare gli 80 euro e vincere le elezioni? Beccati ‘sto stuolo di africani in casa!

Sull’altro versante, il problema dei migranti è serio: perché rischiano la vita nel Mediterraneo per fuggire dall’Africa?

Oh bella: perché Areva deve macinare le loro montagne per tirar fuori l’Uranio (Ciad e Niger), mentre nel delta del Niger ENI, BP, Exxon Mobil e tutto il resto non vogliono gente fra le palle mentre riducono un paesaggio palustre in un inferno dantesco, con colossali incendi che tutto devastano. E poi c’è la “normalità” dell’Africa, ossia dittatori che vivono in residenze protette da centinaia di miliziani, che pagano in dollari.

E poi c’è la fame, la fame vera, atavica, ereditata da centinaia d’anni di schiavismo, colonizzazione, decolonizzazione, ricolonizzazione a forza di propaganda su un “ideale collettivo” di vita euroamericana assurta a religione del Pianeta.

Direte voi: ma costa un sacco di soldi mantenere in moto una macchina del genere, che parte dai gommoni nel Canale di Sicilia ed arriva al pacco-viveri nella periferia di Milano.

Eh beh?

Ricalcoliamo le pensioni, alziamo la “soglia” del contributo previdenziale per diventare conteggiabile, portiamo l’età della pensione a 70 anni, raddoppiamo – in un solo anno – le tasse a favore degli Enti Locali (2016), mettiamo 100 euro di tasse sulla bolletta dell’ENEL e chiamiamolo “canone RAI” poi, sul metano mettiamo CIP6, 5, 4, 8, 9…20 euro di metano ed 80 euro di tasse. Non sai più se ti conviene entrare dal gioielliere o in Comune, per pagare la spazzatura: forse oro e brillanti costano meno.

Non è poi così difficile, ed otterremo un risultato clamoroso: gli italiani, dopo essere emigrati ovunque, diventeranno razzisti e si dimenticheranno di noi, che li fottiamo alla grande tutti i giorni! Basterà far blaterare un Salvini qualunque per ottenere che la loro rabbia si scarichi su di loro, mica su di noi! Poi Salvini, come già Bossi, passerà all’incasso.

La febbre del voto contagerà tutti, da Grillo fino a Renzi, bisogna far fruttare tutto! Da destra a sinistra bisognerà raccontare che l’Europa è cattiva non perché ci fotte con l’euro tutti i giorni, ma perché non si vuole prendere i migranti! Così loro confonderanno l’Europa ed i migranti, dicendo: vadano tutti affanc…Così ci lasceranno in pace.

Ma quanti sono?

Nel 2016, sono arrivati in Italia 181.436 persone (fonte: Viminale), nello stesso anno, il saldo nascite/morti è stato negativo per circa 86.000 unità (2): considerando gli italiani che vanno all’estero, non sono cifre da disastro epocale. Grosso modo, la popolazione rimane stabile.

Cambia la qualità – sono d’accordo – partono le teste pensanti ed arrivano dei poveri disgraziati (molti con una laurea in tasca, ma non riconosciuta), ma a loro cosa frega? Niente.

Pensate che la poderosa razza italica venga inquinata da DNA troppo diversi? Beh…se la razza italica è riuscita a farsi un simile autogol, a sopportare una simile accozzaglia di mangiapane a tradimento nei posti di potere, e non muovere un muscolo per ribellarsi a tanta presa per i fondelli…se lo merita, speriamo che quel “DNA” ci porti qualcosa di nuovo, perché con quel che ci ritroviamo, c’è veramente da strapparsi i capelli.

Sappiamo tutti – anche l’uomo della strada che legge solo la Gazzetta dello Sport – che rubano e ci fottono per rubare, sappiamo tutti che sono d’accordo nel presentarci le “soluzioni” elettorali che più ci aggradano – ieri il rassicurante “professore”, poi il bravo “imprenditore”, quindi il ragazzo “giovane e bello”, domani il sogno di Grillo, il quale si guarda bene dal dire a chiare lettere la verità: se vado al governo, il giorno dopo referendum consultivo sull’Europa…l’ha detto? E quando? E come? Tanto oggi ne dice una e domani la smentisce… – sappiamo tutti che in Italia comanda il duopolio franco-tedesco…sappiamo questo ed altro…e allora? Tutto quello che riusciamo a cogitare è la speranza, un domani, chissà quando, di riuscire a far parte dei fottitori e di lasciare l’universo dei fottuti.

Questa è la favolosa razza italica? Questa è la grande cultura italica? Spero tanto in un buon apporto di DNA africano, come in Francia, che diede asilo a 7 milioni di algerini e, oggi, se Macron prova a toccare pensioni ed assistenza gli vanno a fuoco le banlieu. In Francia, signori miei, si è giunti con gran fatica alla pensione a 62 anni, ma oltre nessuno ha il coraggio d’andare. In Francia, un autotrasportatore, dopo 25 anni – a qualsiasi età – va in pensione: in Italia, un macchinista delle ferrovie va a 67 anni, con una speranza di vita media di 62!

Noi ci lamentiamo coi colleghi di lavoro, lanciamo petizioni su Change.org, scriviamo commenti di “vibrante protesta”. Aderiamo al voto “di protesta”. Poi, dopo il Tg…c’è la partita o un film?

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso, e non trovi scuse sulla razza o l’invasione: osservi la sua coscienza. E pianga.

 

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it/

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2017/08/migranti-e-cervelli-migrati-allammasso.html

7.08.2017

 

 

(1) http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-01-05/migranti-2016-record-sbarchi-e-accoglienza-162035.shtml?uuid=ADdVMwQC

(2) http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Istat-86-mila-italiani-in-meno-nel-2016-nascite-minimo-storico-e82256d6-2954-427a-8950-226945b0bfa6.html

Pubblicato da Davide

  • GioCo

    Solo alcune piccole precisazioni. Il Paese non è mai stato “una cultura”, quindi la cultura può soppravvivere benissimo senza il paese se difesa localmente: chi la difenderà se la ritroverà per il tempo che occorre, magari arricchita; i governanti italici non sono mai stati migliori degli attuali (a meno che qualcuno non pensi ai “Savoia” con onore).
    Di questa Italia, nazione più per caso storico che per volontà popolare, di questa “cultura nazionale” di cui l’unità è un mero frutto nazional-socialista, quindi più un artifizio politico che un desiderio popolare, di questa grandezza creativa e intelligente che raramente ha fruttato più dell’opportunismo e della furbizia macchiavellica, ne abbiamo sempre fatto stracci. Perchè di stracci si è sempre trattato. Certo, abbiamo vissuto un periodo di relativa prosperità, dovuto al godimento delle briciole del ventennio di ricostruzione del secondo dopoguerra. Possibile che ce ne sarà ancora, ma non prima di un’altra bella devastante guerra epocale. Per ciò ora, chiunque venga qui a cercare fortuna non potrà che trovare le sue disgrazie future. Tolte le comunità locali, l’insieme è nato marcio, rimasto marcio e sempre più marcio sarà in futuro. Non è un caso che siamo tra gli autori dell’UE quelli che meglio sono riusciti a donare il cuore marcio. Draghi e li a testimoniarlo. il Golem UE è mosso da un cuore marcio italiota (con buona pace dei tedeschi che credono di porvi rimedio) e questo lo rende un accozzaglia di fesserie non diversa da quella che ha retto la nazione Italia fino a oggi. Fesserie che non hanno mai trasformato l’UE in una unione come non hanno mai fatto dell’Italia una nazione.
    Per ciò tutto questo sarà necessario demolirlo, Altrimenti non ci sarà spazio per ricostruire le realtà identitarie come adava fatto fin da principio, cioè senza l’opportunistica partecipazione di questo o quell’altro furbacchione.

    Comunque, non è il periodo per demolire qualsivoglia cosa. Il Golem UE deve rimanere insieme a tutti i costi per giustificare la NATO. Tuttavia il marcio non fa che diffondersi e peggiorare. Per ciò qualunque buon proposito avesse la politica atlantista, ora è marcia oltre ogni orrore. La NATO degli orrori, sarà come la volontà di Dracula e delle sue vittime. Dura da dissolvere, a prescindere dal cretinismo che rappresenta.

    • An 19th century man

      EEEEEHHHH???

    • cenzino fregnaccia pettinicchi

      Di la verità, sei il Trota.

  • MarioG

    Appunto, chi e’ causa del suo mal pianga se stesso.
    Il problema e’ che occorre piangere anche del male degli altri.
    Per decenni, fino a ieri, GUAI (soprattutto in certe aree) a porre obiezioni all’immigrazione.
    Ben altri erano i problemi (quelli che dice lei, e infatti SI E’ VISTO come sono stati affrontati…).
    E in ogni caso era ed e’ cosa vergognosa in se’.
    Forse adesso qualcuno (e certo ancora troppo pochi) si e’ svegliato. Ma tardi.
    Come se non si fosse potuto sapere prima a cosa puntava e dove portava l’immigrazione di massa.
    Certo COSTUI deve “guardare la sua coscienza”.
    Ha dovuto vedere arrivare 100/200 mila immigrati all’anno e vederseli alloggiare in caserme, scuole, ALBERGHI. E fra un po’ sotto il suo letto.
    Stolido sicuramente. Se per retaggio di razza, non so.
    E speri pure che siano gli africani a portare lo spirito di ribellione. Lo spirito di ribellione delle banlieu!
    (Tanto certi “tic” ideologici non spariscono mai)

  • Ronte

    Articolo tutto sommato sensato e intriso di alcune verità. Manca, come tutte le altre note postate, di proposte possibilmente risolutive. Volendo riassumere e guardando però a un capovolgimento delle cose, possiamo intanto rammentare un’espressione del Che Guevara: “Fino a quando il colore della pelle non sarà considerato come il colore degli occhi, noi continueremo a lottare…”. Ecco, lottiamo per buttare a mare (senza gommoni di sorta) i Berlusconi, i Renzi, i Grillo, i Salvini e tutti quei lestofanti che ci azzannano la vita prendendoci pure per il C…

  • Mario Poillucci

    Ed anche oggi una giornata rovinata ed incazzata! Se non è Carlo è Rosanna, oppure Paul, oppure Pablo ma anche Maurizio! E che caz.o vi siete coalizzati per caso????????????? Va bene, avete ragione anche perchè osservate ciò che accade e informate, commentate, postate ciò che altro non è che la visione, e l’esposizione, di una realtà tangibile ed incontrovertibilmente disgustosa! E, poi, lo dite anche a me che adoro armamento pesante e bombe, SANTE BOMBE di origine giustizialista, giustamente e necessariamente rivoluzionaria, estremamente incazzosa nonchè incazzata!! Ma certo che la ns realtà è schifosa, putrida, malsana ecc. ecc.ecc.ecc. ma, oltre e la verbale denuncia e doverosa informazione, resta sempre in piedi la domanda pressante e urgente: CHE CACTUS SI FA??? Solo birignao! Non credo che si vada molto lontano oppure si concretizzi qualcosa con la semplice protesta verbale a meno che anche voi, Sacre Camene al cui canto siamo interessati e devoti, non vi limitiate alla solita protesta sul web (ma siete proprio come noi!! Oltre non andate!!!). Conferiscono tutte le ”risorse” in italietta? E certo dove lo trovi un paesello servile ed ambiguo per natura dove si insorgerebbe per una partita di pallone o un concerto ma prendere le armi contro i veri delinquenti neppure se ne parla! Spopolano nazioni in africa per saccheggiare ogni risorsa! Lo sappiamo ma, visto che siamo degli smidollati privi di c…..ni paghiamo almeno dei serial killers per rimuovere quella feccia putrida e immonda; non si commette peccato, non si commette reato bensì doverosa bonifica e pulizia e via dicendo! Oppure ci limitiamo a dire ”o come sono cattivi, o come sono malvagi, ma che mascalzoni, ma è una grossa ingiustizia disonesta la loro azione e vai col tango!!!” E poi? Restano i ”politici’, i tumori lobbysti, i ”liberisti”, i capitalisti, le banche e tutta la fetida, schifo esistenza di analoga merda sterile!! Ma fatemi il piacere!!!!!!!!!!!!!!

    • riefelis

      Classico leone da tastiera

    • Hai perfettamente ragione, però per quanto mi riguarda non mi accontento unicamente della denuncia, e credo ancora che il ricambio della classe politica italiana potrebbe cambiare le cose in meglio, credo ancora che il voto, sia l’unica possibilità di cambiamento, anche se il gioco è truccato, anche se ci sono TUTTI i mezzi d’informazione contro … diversamente la denuncia non potrebbe bastare, ma continuare a fare vera informazione è la condizione indispensabile per allarmare le coscienze assopite degli italiani.

      • Per ogni proposta che leggo mancano sempre le indicazioni sui tempi di attuazione. Fino al Recepimento dei decreti attuativi … tar permettendo. Se poi uno vuole ancora star male o peggio e incazzarsi o deprimersi può leggere i primi due post di oggi su rischio calcolato. Ciao.

        • Se ti riferisci ai post di Mauro Bottarelli, lo leggo sempre …

          • scimmia

            anche io ma è aria sul fuoco per razzisti purtroppo, come del resto è la piega che ha preso RC, i commenti vanno in quella direzione.
            sta diventando la valvola di sfogo per quelli che utilizzano la parola negro al posto di nero e così facendo spostano il problema su quelli che arrivano in massa e non su chi li fa arrivare e perché.

      • Mario Poillucci

        Personalmente apprezzo chi informa continuamente e puntualmente per risvegliare le coscienze letargiche quando non comatose degli italiani! Epperò, nonostante i suoi sforzi, tentativi e sacrifici per farlo i risultati sono deludenti, a quanto pare! Temo sia, purtroppo, un proicere perlas ante p….s stando ai risultati. Temo siano e si rendano inevitabili altre azioni ben più ”sostanziose” ed incisive. Temo che la sola denuncia, il diffondere le maialate del andalizzaregime, delle lobby, dei c.d. poteri forti non potrà mai sortire adeguati risultati! Per restare in tema con l’art. del sig. Bertani sempre apprezzabile e divulgativo ed a proposito di mascalzonate del regime a danno di poveri cristi lei ritiene più utile una manifestazione con la presenza di 10.000 20.000 ed anche più manifestanti pacifici (e per questo sottovalutati ed irrisi dal regime che solo e soltanto teme una reazione uguale a contraria alla sua violenza) oppure una bella ”iniziativa” da parte di molto meno persone ma ben più decise nonchè ”attrezzate”? Che i rigor montis, i fanfaroni paffuti e falsoni, le fornerine ed altri improbabili politici ed amministratori troppi per elencarli compreso chi per troppi boeri si è trasformato in boeri, non abbiano avuto necessità dell’intervento di qualche valente ortopedico mi disturba e scandalizza! Voglia scusarmi ma da frequentatore ed estimatore del ’68 e poi del ’72 (anni aurei) l’ignavia di oggi

        • Anch’io mi sono chiesta come mai gli italiani non scendano in piazza contro il potere, così com’era avvenuto nel ’68, e invece sembrino accettare tutte le imposizioni politiche più nefaste, nell’assoluta indifferenza. Però facendo le dovute riflessioni i motivi sono diversi e le cause sono complesse:
          – in quel tempo il capitale era produttivo, quindi aveva necessità di quadri dirigenziali, di welfare, di democrazia, per far funzionare le fabbriche, da cui lui traeva lauti profitti
          – oggi il capitale è finanziario, quindi non ha più bisogno di quell’apparato statale così costoso e così ingombrante, dato che deriva i propri profitti dalle speculazioni finanziarie
          – in quel tempo il welfare si consolidava, per i motivi detti prima, ora invece il welfare è diventato obsoleto, ma gli italiani non se ne sono ancora accorti, e quando se ne accorgeranno sarà troppo tardi
          – oggi viviamo immersi nella società dello spettacolo, per cui i media hanno acquisito un potere esorbitante, e possono divulgare le loro panzane ininterrottamente, sul globo terrestre ogni giorno ci sono 2 milioni di televisori accesi 24 ore su 24, nel ’68 c’erano solo alcuni canali tv, oggi ce n’è un centinaio
          – ogni epoca ha il suo fascismo e il nostro ha la camicia bianca e il volto di Mentana, il suo fine è il medesimo, il dominio sulla massa globalizzata, quindi spaccia globalismo invece di nazionalismo, privatizza invece di statalizzare e usa i media piuttosto che i manganelli
          – ogni epoca ha il suo fascismo e chi manca di contrastarlo è un suo complice, lo si può fare a parole, con i fatti, con i proclami, con le manifestazioni, con le azioni politiche, possono essere tante le azioni di protesta … noi facciamo la nostra parte, ed anche voi che commentate e contribuite a divulgare la verità ….
          – ma finché non ci saranno le necessità storiche, finché ci sarà una media borghesia con la panza ancora piena, finché si potrà permettere una vita ancora dignitosa, sarà molto difficile cambiare drasticamente le cose. Grazie e buon pomeriggio anche a te !!

          • scimmia

            ottima sintesi
            questa su tutte:
            “ogni epoca ha il suo fascismo e chi manca di contrastarlo è un suo complice…”

            ne parlavo a pranzo con un mio parente e la conclusione è stata proprio questa.

          • Io sono uno di quelli che hanno paura. Paura di finire dentro per manifestazione non autorizzata. Dentro per fermo come negli anni di mani pulite. In più se anche è vero che potrei sapere e conoscere un sacco di cose , è anche vero che non vedo nessun programma di politica economica. Oggi per quanto ne so io , le leggi sono fatte per non essere cambiate o perché ciò avvenga ci vuole un sacco di tempo e accordi strani. A monte c’è la credibilità e il carisma di persone che non ci sono o che non vedo. Poi non è facile parlare e trovare interlocutori a parte qualche forum o sito. Ma per fare davvero qualcosa, coraggio e programmi a parte, occorre farlo di persona.

          • Emilia2

            Nel 68 c’erano anche Partiti potenti, che aiutavano le manifestazioni.

    • fastidioso

      “Se non è Carlo è Rosanna, oppure Paul, oppure Pablo ma anche Maurizio! E che caz.o vi siete coalizzati per caso?????????????”

      Se vai in una biblioteca puoi trovare sempre Liala…

  • olmo

    Tante cose vere in questo articolo…. ma siamo sempre lì, autocommiserazione, espiazione delle proprie colpe come vendetta, evento esterno per liberarci da noi stessi, questa è la medicina amara della cura “progressita”, senza offesa, ben salda in certi archetipi mutuati dal cristianesimo.
    E’ l’INTENTO che è sbagliato.

  • clausneghe

    Questo Stato o meglio chi lo ha usurpato, è un assassino, ladro e imbroglione. Punto.
    Mi ci riconosco, nei due casi umani presi ad esempio dall’Autore.
    Anch’io sono sulla sessantina, con ventisette anni di contributi versati, che però lo Stato non mi permette di goderne il pur minimo frutto. Proprio ora che ne avrei disperatamente bisogno, devo mangiare oggi e domani, non posso aspettare 5 anni.
    Non mi danno nulla, nè la pensione nè il lavoro e nemmeno il reddito di sopravvivenza.
    Per fortuna fisicamente e mentalmente sto benone, anche dopo quaranta anni di fumo e di una vita spericolata, alla faccia di tutte le Delorenzin, di tutti i Ronziloni e teppaglia varia.
    Mi arrangio alla meglio, è dura, una vera lotta per continuare a vivere e non precipitare nel girone Infernale dei vinti dalla vita, dove questo Stato assassino e i suoi servi orrendi vorrebbero scaraventarmi.
    Ma con me (credo) non vinceranno, li batto con la mia “resistenza umana” personale e individuale.
    A volte mi ci diverto, anche, a fotterli.
    Abbasso lo Stato, dove c’è lo Stato non c’è Libertà.

    • Gino2

      quoto ma ti correggo alla fine
      dove ci sono i ladri non c’è libertà
      lo Stato sarebbe stato “concepito” proprio per darti quella libertà che invece ti è negata dai ladri.
      occhio a buttare tutto in vacca…..che è quello che vogliono proprio i ladri usurpatori di cui sopra.

      • clausneghe

        Eh, caro Gino, stai parlando con un anarcoide quale io sono…
        Lo Stato è un artificio di cui farei volentieri a meno.
        Ciao.

        • Gino2

          ti stai GIUSTAMENTE lamentando della pensione. Stai vivendo in una situazione anarcoide…allora perchè non ti sta bene?
          Questa è l’anarchia. senza stato senza stato sociale con i ladri che prendono tutti e nessuno garantisce onesti poveri malati e deboli.
          Dovresti essere felicissimo.

          • Rolmas

            No, non è questa l’anarchia. Questi sono soltanto luoghi comuni

          • Gino2

            dici? E cos’è l’anarchia?

          • Rolmas

            L’anarchia è tutt’altro, ma andiamo fuori tema. Ci saranno occasioni migliori per approfondire l’argomento.

          • Rolmas

            A proposito, anarchia non è nemmeno quello che intende clausneghe. Quello è individualismo qualunquista ed è diffusissimo in Italia. E’ un po’ quello che ha sempre fregato gli italiani. Bisognerebbe fare a meno di usare quella parola, se non si conosce bene il suo significato. Facile fare quello ti pare e poi dire che sei anarchico.

          • Gino2

            anarchia in senso di forma sociale é utopia che si fonda sul principio che l uomo è tendenzialmente buono. senza regole precise e una autorità il forte mangia il debole, cosa già successa col la democrazia liberale e liberista.

          • clausneghe

            Non sono un qualunquista, orrenda etichetta sinistrata, sono un essere umano unico e irripetibile, con un mio codice di condotta etico e morale.
            Sono semmai un guerriero, alla Donchisciotte se vuoi, ma lo sono. Ciao anche a te.

          • clausneghe

            Giusto.

          • clausneghe

            Felicissimo no, ma a tanti va peggio.
            Non mi lamento, prendo atto, il che è diverso.
            E sono ricco di tempo, il mio tempo che nessuno mi ruba più, come quando stavo in fabbrica.
            Non tutti i mali eccetera ecc. Ciao.

  • Giuseppe Dezio

    Ma che c’entra il molise e l’alta campania con remo gaspari, straordinario deputato e ministro della repubblica italiana, nato a Gissi provincia di Chieti – ABRUZZO ???

  • il gobbo

    Personalmente,non ho mai contato o fatto affidamento sullo Stato Italiano, sia come previdenza sociale come sanità come tutto, non avendo i mezzi per combattere questo “putridume sia politico che sociale, ho cercato sistemi alternativi alla dipendenza
    delle corrotte varie agenzie statali, siano esse di sostegno o altro, mi sono reso libero da ogni legame o dipendenza Italiana, la sola cosa che mi rimane è la cittadinanza che
    non serve a un tubo, non sono nemmeno sicuro che il mio voto tramite Ambasciata
    giunga a chi di dovere. io sono giovane non ho aspettato aiuto da nessuno mi sono
    preso in carico e ho fatto scelte difficili che col passare del tempo si sono rivelate appropriate, guardo sereno al mio futuro, ma stando al balcone ad osservare i rantoli di una Italia che si muore o meglio che si lascia andare, disfare, annientare, invadere da
    orde di infelici, una Italia molle,fiappa, servile, autolesionista e masochista.
    La cosa che manca agli Italiani? Il coraggio di prendere in mano la loro vita il loro futuro,
    sono abituati che un’altro pensi e faccia le cose al loro posto, e poi parlando con un Romano mi ha risposto: Basta che la Roma vinca! Detto questo detto tutto!

  • Enrico S.

    Cosa suggerisce di fare?
    Votare? Non votare? Votare per chi?
    Ritirarsi in mezzo ad un deserto? Incrociare le braccia?
    Sbattere la testa al muro sperando nella seconda venuta di Luigi Tenco (cit.)?

    No, perché le offerte elettorali sono quelle che sappiamo, e sono ugualmente scadenti per non dire tossiche. Perciò: votare significherà affidarsi all’ennesimo pifferaio del niente; non votare sarebbe la scelta coerentemente più giusta ma di dubbia efficacia, almeno nell’immediato e aldilà della sua valenza simbolica.

    Tutto vero, tutto giusto, tutto assolutamente inutile. Tenco, a questo punto, mi sembra la scelta più logica e razionale.

    • Gino2

      quello che ti resta è pensare a te stesso. Al meglio che puoi. se ognuno pensasse a se stesso al meglio, faremmo tutti il meglio degli altri.

  • gix

    Come non essere d’accordo su tutto o quasi? Ormai la fase della convergenza delle opinioni, fra chi ce le ha o prova a farsele (una minoranza ancora, purtroppo), sta per terminare, bisogna fare un salto di qualità. Non è più un problema trovarsi più o meno d’accordo su certe cose, si tratta di far giungere queste rivelazioni, chiamiamole così, ad un numero sempre maggiore di persone che normalmente se ne frega o non vuole partecipare al gioco del cambiamento. Inoltre bisogna cominciare ad individuare, per isolarli, i guastatori, gli infiltrati, come è il caso di chi queste rivelazioni le pone come un recinto invalicabile dal quale non c’è modo di uscire, perchè non vi sarebbe alcuna speranza contro il sistema, che lavora 24 ore su 24 per fotterci, come fa e dice, purtroppo, l’ultimo Barnard. E’ vero che non c’è da illudersi sulla natura umana, nel male si ma anche nel bene, nel senso che, ovunque se ne avrà l’occasione e le circostanze, la maggior parte degli uomini sarà quantomeno corruttibile, ma non è detto che circostanze diverse non possano agevolare un minimo di partecipazione e spirito di emulazione in positivo. Inoltre è necessario cominciare a guardare le cose nel loro contesto generale soffermandosi su quello che veramente è determinante cominciare a fare, evitando di perdersi in problemi, magari anche importanti, ma da affrontare successivamente. Bisogna rielaborare una semplice scala dei bisogni, delle priorità da affrontare, questo serve per sopravvivere e per tentare di riappropriarsi, almeno un po’, del proprio destino come comunità. So che può sembrare un pistolotto abbastanza banale, ma, la verità in fondo è spesso anche banale

  • SanPap
  • Maura

    Lo Jus soli non è affatto quello che lei dice. Non è che è italiano chi nasce in Italiano, parla italiano e tifa Juve (oddio). Questo è quello che avviene ADESSO. Ma chi nasce in italia da padre residente in Italia e poi va a vivere in Germania, parla tedesco, e ha fratelli turchi che parlano italiano, ma sono nati in Turchia.

  • Rolmas

    “molti con una laurea in tasca, ma non riconosciuta”
    Affermazione un po’ naif. Molti “dicono di avere una laurea in tasca”, come da istruzioni ricevute dagli operatori ONG-sorosiani che li assistono lungo il viaggio. Laurea non riconosciuta anche perché risulta essere sempre indimostrabile.Tra le informazioni che vengono fornite agli aspiranti italiani, con tanto di depliant, ci sono le cose da fare e da dire quando verranno “salvati” dal mare in burrasca e traghettati in luoghi sicuri: i numeri di telefono utili, le garanzie fornite dalle leggi italiane, le dichiarazioni da fare alle autorità italiane, i loro diritti, vantare “almeno” l’iscrizione all’università. Inoltre, per loro è obbligo morale dichiarare di essere stati torturati in Libia e durante il viaggio, anche se non è vero, per ricadere e far ricadere i compagni di viaggio nella protezione garantita dalla legge italiana (recente) sulla tortura nonché dalle convenzioni internazionali.
    Per quanto riguarda il nostro DNA, quelle di Bertani mi sembrano considerazioni un po’ buffe. Il DNA (chiamiamolo così) italiano è quello che ha permesso all’Italia di avere più del 60% del patrimonio culturale del mondo. Senza considerare che una parte del restante 40% è stato prodotto da italiani emigrati all’estero (non coi barconi a chiedere di essere mantenuti o a chiedere l’elemosina negli angoli di tutti i supermercati esistenti).
    Non so quanto possa beneficiare l’Italia del nuovo DNA in arrivo. Bertani mi fa un po’ ricordare quella affermazione in cui Saviano diceva, rivolgendosi agli africani: “venite, venite, non lasciateci soli con gli italiani” (o qualcosa del genere). Ma che Saviano dica queste cose lo capisco, so da che parte sta e quali sono gli interessi che gli stanno a cuore. Ma che Bertani insinui una cosa simile non lo capisco.
    Ultima precisazione. I galli erano difficili da sottomettere, già all’epoca dei romani. Lo sono sempre stati. E’ nel loro DNA (?). Non è grazie ai milioni di algerini che vivono nelle periferie e controllano tutte le attività criminali se la Francia è quello che è e se i francesi hanno i diritti che hanno (Macron e Attali permettendo). Anche qui, siamo proprio fuori strada.

    • Cair

      Per quanto concerne la storia delle “luree non riconosciute” hai riferimenti e testimonianze oppure è una tua “impressione”.

      • Rolmas

        Le lauree conseguite all’estero, per essere riconosciute in Italia, richiedono la traduzione in italiano di tutte le materie oggetto d’esame e dei programmi svolti. Le traduzioni devono essere fatte da traduttori iscritti all’albo dell’ambasciata italiana di quel paese e da questa autenticate. Questo non basta. Bisogna che tra il paese dove è stata conseguita la laurea e l’Italia ci siano accordi bilaterali specifici e, in ogni caso, il riconoscimento non è automatico per tutte le lauree ma soltanto per alcune. Ad esempio, è praticamente impossibile ottenere il riconoscimento di una laurea in ingegneria, ovunque si vada, molto difficile anche per medicina. In alcuni casi è ammesso il sostenimento di esami integrativi, ma i casi sono davvero rari. Quindi, il laureato in economia, in scienze politiche o in informatica può presentarsi in azienda e vedersi riconoscere il titolo, almeno in modo informale. Il laureato in ingegneria o l’architetto difficilmente potranno firmare un progetto. O meglio, lo faranno firmare a uno del posto.
        Tornando al caso dei migranti. Quando si imbarcano non portano con sé i documenti di identità, figuriamoci la laurea. Molti dichiarano di averla e vanno a finire nelle statistiche come laureati, ma questo non vuol dir nulla. Ce l’hanno per davvero questa laurea? Chi lo sa. Dopo molti anni di permanenza in Italia non sono ancora in grado di dimostrarlo ed è logico che sia così, anche per quelli che sono in buona fede. Sta di fatto che la maggior parte dei migranti dicono di essere studenti, o di avere in mano un diploma o una laurea. Nella realtà non sanno far niente. E’ semplicemente un inganno globale al quale gente in buona fede ci crede o ci vuole credere e gente in mala fede dice di crederci. Tu a quale categoria appartieni?

        • Cair

          Ti ringrazione dell’interessante risposta molto articolata.
          Io potrei credo che difficilmente tra gli sbarcati dall’africa potrei trovare laureati però sono mie ragionevoli supposizioni. Ma posso basarmi solo sulle mie ragionevoli supposizioni senza neanche avere una statica su quanti si dichiarano con studi superiori… magari è solo una diceria.

  • enzo

    Decisamente gradito per la lettura per quanto riguarda la lingua italiana. Di simili articoli purtroppo sono pieni i blog di pseudo protesta e il loro risultato è in buona parte lo stesso delle partite di calcio e dei concerti alla Vasco Rossi. Soddisfare la richiesta di protesta e di cambiamento con il solo appagamento virtuale della mente ma lasciando tutto immutato. Se notate è alquanto difficile trovare fra i vari blogger famosi (una dovera eccezzione per Alberto Micalizzi e Marcello Foa) uno che indichi una strategia di cambiamento e delle possibili concrete soluzioni. Non arrivo a pensare che siano pedine infiltrate dai padroni universali ma è tale la loro posizione, anche se incoscia a loro stessi, così scrivendo si assolvono dal dovere organizzare azioni concrete, difficili e anche pericolose. Un Grillo o un Salvini, con tutti i loro limiti o possibili deviazioni, sono dei giganti propositivi in confronto alle solite Italiche lamentele da bar sport fatte di aria fritta che i suddetti blogger rappresentano perfettamente.

    • Rolmas

      Le proposte di Alberto Micalizzi potranno essere realizzate soltanto dopo la terza guerra mondiale, quando tutto sarà raso al suolo e lui potrà fregiarsi del titolo di Imperatore dell’emisfero nord del pianeta e avrà diritto di vita e di morte su tutti. Se non succede nulla di tutto questo, le sue rimangono soltanto chiacchiere al vento.
      Marcello Foa va in giro a tenere conferenze e dibattiti. Illumina le serate di quelli che intuiscono che c’è qualcosa che non va. Arriva un po’ di gente emozionata, lui firma qualche autografo, dice cose per noi scontate, e nemmeno tante, poi se ne torna a casa felice e contento. Le porte della televisione per lui sono sempre aperte. Strano no?
      Entrambi sono funzionali al sistema, rappresentano una specie di valvola di sfogo dei dubbiosi. Il primo non conta nulla. Solo per noi è importante.
      Attenzione però, non sto dicendo che non dicono cose interessanti. Dico soltanto che non sono più utili degli altri blogger, anzi forse sono soltanto degli incanalatori del dissenso.portandolo verso il nulla. Gatekeeper inconsapevoli (spero).

    • Epiphanius

      Attenzione perchè questo BERTANI sottotraccia sdogana IUS SOLI e INVASIONE INCONTROLLATA, con malcelato compiacimento e argomentazioni risibili e patetiche, appunto assimilabili a quelle dei vari “Soloni” come Caracciolo, Saviano ecc. Non è l’assenza di proposte, il problema; è che, sapientemente, in un articolo di pseudoprotesta, non si rinuncia (giammai) ad una farcitura di concetti buonisti e terzomondisti (ma BERTANI li vede “gli affamati” energumeni che sbarcano!? Da loro sta gente E’ IL CETO MEDIO!!!! SVEGLIA BLOGGER!) e quindi nel complesso è un articolo di acuta disinformazione…Un colpo al cerchio, uno alla botte, parto dall’INPS per arrivare allo ius soli e a Salvini..e così inoculo il veleno. Gente così e Mentana in fondo lavorano per un padrone che potrebbe essere il medesimo.

  • Adriano Pilotto

    Dalle considerazioni di Bertani sorge spontanea una domanda: tutto giusto, ma cosa dobbiamo fare?
    I fiumi, dal più piccolo al più grande, dal più pacifico al più rissoso, sono tutti composti da innumerevoli molecole d’acqua. Possiamo concedere la consapevolezza ad una o a molte delle molecole che transitano su questi fiumi, ma è comunque impossibile concedere che
    questa o queste molecole dotate di consapevolezza siano in grado di modificare il corso del fiume.
    Allargare o sopprimere la consapevolezza è la scelta a disposizione di ogni molecola.
    Scegliere, scegliere seriamente, che vuol dire scegliere ora e tra tra le scelte realisticamente possibili. Altre scelte si presenteranno quando il fiume incontrerà delle rapide, o si dividerà, o si getterà nel mare, o qualsiasi altra condizione verrà a cambiare il suo normale fluire.
    Uno dei benefici della consapevolezza è la possibiltà di prevedere il verificarsi di questi cambiamenti. Tenendo conto che nemmeno il fiume sa verso dove sta andando, non è un risultato da poco per una molecola.

  • fastidioso

    “se Macron prova a toccare pensioni ed assistenza gli vanno a fuoco le banlieu”
    Mmmmmmmm non sono al corrente della situazione pensioni, però si son fatti fottere lo stesso dalla Loi du Travail e dal bell’imbusto con la complicità del “compagno” melenzana

    E noi che fidavamo tanto …

  • Antonello S.

    P.s.
    Egr.sig.Bertani, non cada anche lei nel trabocchetto del partito xenofobo.
    Salvini l’ha ripetuto molte volte, pur non condividendo i comportamenti e gli usi di alcuni immigrati, lui ce l’ha essenzialmente con chi li fa entrare indiscriminatamente, senza regole.
    Non è una questione di razzismo, perchè gli immigrati sono principalmente dei disperati, con scarsa cultura ed educazione diversi dalle nostre.
    E’ un problema di logica, tutti non li possiamo accogliere, ma se continuiamo a farlo loro continueranno a credere che invece sarà possibile.

  • fastidioso

    Una domanda a Carlo Bertani:
    A Carlo, correntista di una delle banche venete fallite, “volatilizzano” (verbo transitivizzato per l’occasione) i risparmi della liquidazione…
    Carlo tu che avresti fatto ?

    Magari se qualche lettore si volesse immedesimare in qualcuno di quei disgraziati r vloesse rispondere…

    • Rolmas

      Rispondo io: reciterei un mea culpa

  • agendone

    Berlusconi ha mandato in rovina il paese per soddisffare se stesso e coloro che lo seguivano, i quali in effetti erano entusiasti di Silvio. Il PD riesce a mandare in rovina il paese scontentando tutti. In base alle teorie di Cipolla chi è il più intelligente?

    • Rolmas

      Berlusconi aveva qualche idea di futuro , ad esempio l’alleanza con Putin e quella con Gheddafi valevano parecchi punti di PIL e significavano progresso. Quali sono le idee del PD? Gli 80 Euro?

      • Epiphanius

        Era un personaggio discutibile..ma sicuramente migliore (anche se la muffa precede il marcio) di quelli attuali, ben più legati a poteri transnazionali.

  • Epiphanius

    Sì i migranti energumeni che vediamo sui barconi scappano decisamente dalla guerra (le loro famiglie dove sono?) e soprattutto hanno decisamente “fame”.. una fame che merita tutta quella perifrasi e quegli aggettivi… Ma per favore!!!
    Il punto, caro Bertani, è che anche se le venature sinistrorse non possono essere cancellate (l’ideologia genera pur sempre “seguaci”), pure qua dovreste capire che si combatte una guerra: ibrida, psicologica, asimmetrica o come vi pare.
    SI può ricamare alla Caracciolo dell’autorevole LIMES (sbugiardato da EURASIA) per colpevolizzarci e farci digerire l’invasione, ma la sostanza di tutti i giorni, caro Bertani, è quella.
    Lo IUS SOLI? UNa mossa ideologica Sorosiana, evidentissimo, ma forse qua si finge di non vedere o non capire.
    Guerra asimmetrica…Se non ve lo siete letti, cercatevi il libro dei due colonnelli cinesi “Unrestricted War” del 1999.. Le cose ottime che ho letto in questo articolo per altri aspetti discutibile (dare addosso a Salvini serve a etichettarsi..tipo Mauro Corona “Gli intrusi in casa mia?!? Li avrei ammazzati..però io sono di sinistra eh!?), sono il ruolo devastante delle multinazionali (distruggono la polverizzazione della ricchezza e il commercio al dettaglio, nonché la produzione), il mondo agropastorale, moralmente e socialmente migliore e la denuncia sullo scandalo dei contributi, e nonché la giustissima considerazione che Italia e Grecia siano ampiamente ricattabili.
    Ma in fondo siamo in presenza di un articolo di disinformatjia a mio avviso: molti tasselli utili e sensati e alcune considerazioni che sono un vilipendio in quanto direttamente connesse alla REGIA di tutto ciò che stiamo vivendo da almeno 20 anni.
    Però per Bottarelli l’importante è lo Ius Soli al migrante che è nato qua e tifa Roma o Juve, Ma per piacere.
    Ah mi raccomando censuratemi, ma tanto il messaggio vi è giunto.
    ALCUNI ITALIANI NON SI ARRENDONO.

  • Cair

    Articolo molto Banale.
    Vengono evocati vicende e considerazioni a effetto ma del tutto superficiali e scollegate dalla realtà.
    Vi è grande una serie di inesattezze mescolate a giuste considerazioni per costruire l’articoletto per il solito pubblico indignato da web.
    Vi è il solito predicozzo contro il popoli italiano che non si ribella ai politici. Ma Bertani si è informato sulla stato e la dinamica delle democrazie nel mondo?

  • Wilcoyote

    “Remo Gaspari rais del Molise e dell’alta Campania”… Ma che, davero davero?
    “Morì solo come un cane”… di nuovo, ma che, davero davero?
    Bertani studi di più.
    Cioé, uno inizia a leggere, vede ‘ste cazzate… Con quale disposizione d’animo continua?