Meta-analisi evidenzia utilità dell’agopuntura per evitare il diabete di tipo 2

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Un lavoro scientifico da poco uscito, risultato di una revisione sistematica e meta-analisi di studi controllati randomizzati, evidenzia che l’agopuntura è una potenziale strategia che può contribuire a un migliore controllo glicemico nella gestione del prediabete.
Ricercatori della Edith Cowan University, analizzando 34 studi sugli effetti dell’agopuntura su 3620 partecipanti con prediabete, hanno potuto riscontrare che l’agopuntura è in grado di migliorare significativamente i marcatori chiave come la glicemia a digiuno, la glicemia a due ore e l’emoglobina glicata. I trattamenti con agopuntura, inoltre, hanno comportato un maggiore calo dell’incidenza del prediabete e non ci sono state segnalazioni di reazioni avverse tra i pazienti.

Il diabete sta colpendo sempre più persone. La dottoressa Min Zhang, che ha fatto parte del team di ricerca, ha dichiarato che senza intervento adeguato il 93% delle persone con prediabete sviluppa il diabete di tipo 2 entro 20 anni e che molte persone con prediabete (quindi con livelli di glucosio nel sangue  superiore al normale, ma non ancora sufficientemente elevati per essere diagnosticati come diabete) non hanno sintomi e si sentono bene, ma che poi alcuni progrediscono nel diabete non più di sei mesi dopo la diagnosi di prediabete.

Fortunatamente il prediabete è reversibile con interventi sullo stile di vita come, ad esempio, una dieta migliore e un aumento dell’attività fisica; tuttavia, la maggior parte delle persone non si adatta a mantenere tali cambiamenti di abitudini a lungo termine e torna alla vecchia routine in tre o sei mesi. Per queste persone ancor di più l’agopuntura potrebbe rivelarsi preziosa.
La dottoressa Zhang ha specificato che l’agopuntura non si basa semplicemente solo sull’utilizzo degli aghi, ma su varie tecniche di stimolazione dei punti lungo i meridiani; quindi, anche attraverso impulsi luminosi ed elettrici, e che ci sono anche altri strumenti della medicina tradizionale cinese da tenere in considerazione (come ad esempio la moxibustione) e ha concluso che, benché siano necessarie ulteriori ricerche per diversi gruppi etnici e per l’efficacia a lungo termine, i risultati attuali mostrano tuttavia che l’agopuntura è in grado di ridurre significativamente la gestione e l’incidenza del prediabete.

La medicina tradizionale cinese sta guadagnando sempre più popolarità come terapia complementare e alternativa per il controllo del prediabete nei paesi asiatici dal momento che gli interventi sono volti non solo a riequilibrare il corpo, ma anche rafforzare il sistema immunitario. L’agopuntura, in particolare, viene eseguita sui punti terapeutici distribuiti lungo i meridiani e serve a modulare la fisiologia del corpo attraverso la trasmissione di impulsi al cervello e ad altri organi e a migliorare il flusso del Qi restituendo così all’organismo uno stato di equilibrio.
Studi condotti in occidente nel corso degli anni confermano tale capacità dell’agopuntura di aiutare il controllo glicemico, sia migliorando la produzione di insulina nelle cellule beta del pancreas che l’efficacia dell’utilizzo della stessa. Non solo: mostrano anche che il trattamento con gli aghi può avere effetti preventivi su alcune complicanze del diabete di tipo 2 come la degenerazione neurologica, vascolare e retinica.

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VB

 

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