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MEMBRO DEL CONGRESSO: “MINACCIATA LA LEGGE MARZIALE SE IL PIANO PAULSON NON FOSSE PASSATO”

DI STEVE WATSON
Infowars.net

Un membro democratico del Congresso ha avvertito che un’atmosfera di panico è stata intenzionalmente creata perché fosse approvato il decreto sugli aiuti finanziari, affermando inoltre che diversi membri del Congresso sono stati avvertiti, prima del voto di lunedì, che se la legge fosse stata bocciata in America sarebbe stata instaurata la legge marziale.

Il membro del Congresso Brad Sherman, eletto nel ventisettesimo distretto della California, ha detto in un discorso ieri sera alla Camera dei Rappresentanti, che conosce personalmente diversi rappresentanti del Congresso che hanno affermato di essere stati minacciati con la prospettiva della vera e propria legge marziale se avessero votato in opposizione al piano di aiuti da $ 700 miliardi.

Sherman ha essenzialmente avvertito che potenti forze che vogliono che il decreto passi hanno tentato di ricattare i rappresentanti eletti.

“L’unico modo in cui possono far passare questo decreto è creando e sostenendo un’atmosfera di panico. Questa atmosfera non è giustificata” ha affermato Sherman.

A seguito, Quando 700 miliardi sono bazzeccole (Pino Cabras, Pinocabrasblogspot);
Il membro del Congresso ha continuato: “A molti di noi è stato detto in conversazioni private che se lunedì avessimo votato contro il decreto il cielo sarebbe crollato, il mercato sarebbe caduto di 2000 o 3000 punti il primo giorno, altri 2000 il secondo giorno, e ad alcuni membri del Congresso è stato persino detto che ci sarebbe stata la legge marziale in America se avessimo votato no”.

“Questo è ciò che chiamo spargere paura. Ingiustificata. Dimostrata falsa. Abbiamo una settimana, abbiamo due settimane per scrivere un buon decreto. L’unico modo per far passare un cattivo decreto è mantenere la pressione del panico” ha insistito Sherman.

Guardate il discorso dell’onorevole Sherman ieri alla Camera:

Guardate l’intero discorso dell’onorevole Sherman su CSPAN.

Sherman è membro della Camera dei Rappresentanti dal 1997 e fa anche parte del Comitato sui Servizi Finanziari insieme al parlamentare eletto in Texas Ron Paul.

Alla vigilia di un secondo voto del Congresso sulla legge, queste rivelazioni mostrano che la libertà in America è sotto attacco. Il Congresso dovrebbe costringere a un’immediata indagine su queste serie accuse per scoprire quali privati individui e funzionari dell’amministrazione, se ce ne sono, sono coinvolti con la diretta minaccia di un rovesciamento militare dei lavori del governo Usa.

I commenti di Sherman seguono quelli dell’onorevole Michael Burgess (repubblicano, Texas), che, lunedì, ha avvertito che l’unica informazione che egli aveva ricevuto sul piano di salvataggio era quali argomenti utilizzare di fronte al popolo americano, e che egli era stato cacciato da delle riunioni per non aver ciecamente appoggiato il decreto.

Profeticamente Burgess ha anche commentato: “Signor presidente [della Camera], capisco che siamo sotto legge marziale come dichiarato dal presidente [della Camera] la notte scorsa”.

L’onorevole Burgess è apparso alla trasmissione di Alex Jones all’inizio di questa settimana per discutere i suoi commenti. Chi è iscritto al sito [Prison Planet] può ascoltarlo a questo link.

Bisogna comunque sottolineare che la definizione di legge marziale a cui si riferisce il membro del Congresso Sherman è una piena sospensione militare della normale amministrazione della giustizia, mentre l’onorevole Burgess si riferiva alla temporanea sospensione delle regole e procedure del Congresso da parte dei suoi leader in modo che il decreto fosse fatto rapidamente passare.

Le accuse di Sherman di minacce contro i rappresentanti eletti è stata anche ripresa dal sincero attivista politico Lyndon LaRouche che ha detto ad un’assemblea: “c’è gente in posizioni elevate che sa che, se non lasceranno passare questo decreto, ci sono persone dietro l’amministrazione Bush che li costringeranno a farlo passare o li uccideranno…”. LaRouche ha affermato che fonti bene informate gli hanno riferito che l’uso di forze armate per costringere il passaggio del decreto è “realtà”. [E’ doveroso ricorda a riguardo che diversi osservatori e media alternativi hanno notato la anormalità dell’assegnamento al territorio nazionale americano, a partire dal primo di Ottobre, di una brigata da combattimento dell’esercito, cosa che dovrebbe essere proibita dalla legge Posse Comitatus Act: si veda questo link. ].

Titolo originale: “Democratic Congressman: Representatives Were Threatened With Martial Law In America Over Bailout Bill “

Fonte: http://www.prisonplanet.com/
Link
03.10.2008

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • Tao

    QUANDO 700 MILIARDI SONO BAZZECCOLE

    DI PINO CABRAS

    Il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari nei giorni in cui la finanza mondiale collassa, il “bailout” strappato ad ogni costo a un Congresso riluttante, è solo una delle facce – e non la più grande – con cui si presenta l’immenso disastro politico, finanziario e morale della leadership statunitense forgiatasi intorno all’11 settembre e alla Guerra Infinita.
    700 miliardi di dollari sono settecentomila milioni di bigliettoni verdi. È già una cifra difficile da concepire. Eppure non è la più clamorosa che possiamo immaginare.
    I grandi media che sono espressione dell’establishment – cioè quasi tutti – danno ampia copertura giornalistica a quel “bailout” discusso nel parlamento USA, ma tengono ben lontano dai riflettori un altro “bailout” in pieno svolgimento, un instancabile iniettore monetario che ha già pompato su Wall Street migliaia di miliardi di dollari, molti di più di quelli su cui oggi si costruiscono infiniti reportage.

    Ci sono stati giorni in cui la Federal Reserve riversava sul sistema quasi 190 miliardi di dollari al giorno (“crediti di emergenza”).
    Mentre i 700 miliardi si spalmeranno teoricamente lungo un arco di tre anni, alla Fed bastano pochi giorni per superare l’ammontare. Dopo che la Camera dei Rappresentanti aveva respinto la prima versione della disperata proposta Bush-Paulson-Bernanke, la Fed ha reagito con un annuncio: avrebbe riversato ancora 630 miliardi per evitare (rimandare?) il collasso del sistema finanziario. Siccome la Fed non funziona come il deposito di Paperone, quelli non sono bigliettoni tratti fisicamente da una Reserve (nome ingannevole), bensì flussi creati dal nulla, in forma di “prestiti” alle banche per mezzo di accordi di riacquisto. Inutile dire che tutto ciò causa inflazione e agisce con la forza di una “tassa” impropria. Anche la Banca Centrale Europea ha gettato cifre enormi nella fornace.
    Altri esempi di cifre impossibili, eppure vere. Gli economisti Joseph Stiglitz e Linda Bilmes hanno calcolato che la guerra in Iraq costerà 3 mila miliardi. Cioè tre milioni di milioni di dollari.
    La bolletta Iraq ha un costo insostenibile, nascosto per anni da una coltre di bugie e propaganda, da tutte le armi di “distrazione di massa” che hanno intossicato il sistema della comunicazione.
    Ma i tratti di questa follia finanziaria vanno ancora più indietro.

    Il 10 settembre 2001 il Segretario della Difesa Donald Rumsfeld nel corso di una conferenza stampa ammise che oltre duemila miliardi di dollari nei fondi del Pentagono non potevano essere rendicontati. Più precisamente Rumsfeld dichiarò che «in base ad alcune stime non possiamo rintracciare le transazioni relative a 2,3 trilioni di dollari».
    Una tale rivelazione di norma avrebbe innescato un immenso scandalo. Tuttavia, l’inizio dell’attacco su New York e Washington la mattina seguente avrebbe garantito che la storia restasse sepolta, perfino meglio di un’altra vistosa vicenda del 2001 come il fallimento della Enron, pure costellata di personaggi strettamente legati ai clan repubblicani.
    2,3 trilioni di dollari corrispondono a ottomila dollari per ciascun uomo, donna o bambino statunitense.
    Irrintracciabili. Segreti.
    Cosa si fa con tutto quel denaro che si perde in un campo occulto?
    Alle migliaia di miliardi di dollari già mancanti dai registri, l’arrendevole Congresso, allora terrorizzato dagli attentati con l’antrace, avrebbe poi aggiunto ulteriori centinaia di miliardi di stanziamenti per combattere la ‘guerra al terrore’. Lo “stato d’eccezione” diventò il principale riferimento costituzionale dell’amministrazione Bush già allora, a spese di qualsiasi bilanciamento parlamentare.
    Il controller, ossia il Capo dell’Ufficio finanziario del Pentagono, all’epoca degli attentati era il rabbino lubavitcher Dov Zakheim, assegnato alla carica nel maggio 2001.
    Prima di sovrintendere alle finanze del Pentagono, Zakheim era amministratore presso la System Planning Corporation, un fornitore della difesa specializzato in armamenti elettronici, fra cui spiccano i sistemi per ‘aerei telecomandati’.
    Zakheim è stato membro del Project for a New American Century (PNAC) e co-firmatario del documento PNAC del 2000 intitolato Rebuilding America’s Defences.
    È curioso notare che uno degli uffici del Pentagono, il ‘Resource Services Washington’, perse nell’attentato 34 dei suoi 65 addetti, in gran parte analisti di budget.

    Se la strage sotto le false bandiere dell’11 settembre riuscì a far dimenticare duemilionitrecentomila milioni di dollari, cosa accadrà quando scoppierà la bolla dei derivati? Un quadrilione di dollari (dieci volte il PIL dell’intero pianeta Terra) è il valore virtuale di questo denaro inesistente che troppi istituti finanziari hanno tradotto in poste attive di bilancio apparentemente concrete, e invece pronte a svanire come fantasmi.
    Quella di oggi non è una crisi finanziaria di liquidità. È peggio. È una crisi d’insolvenza. Mettete da parte gli inutili manuali che hanno imperversato negli ultimi decenni. L’economia sarà tutta da reinventare e da studiare, per trovare soluzioni equilibrate, in mezzo al Grande Disordine Globale.

    Pino Cabras
    Fonte: http://pino-cabras.blogspot.com
    Link: http://pino-cabras.blogspot.com/2008/10/quando-700-miliardi-sono-bazzeccole.html
    3.10.08

  • kiteni

    Piano, piano, ci avviciniamo con eterei sussurri digitali, scodinzolando opinioni consolatorie, all’epilogo di questa farsa. Non preoccupatevi amigos, tutto é sotto controllo: per ora pagheremo solo in cartamoneta le stronzate degli inversionisti mafiosi ma presto quello che seguirá potrebbe rivelarsi troppo salato. In fondo quello che succede é logico, saranno almeno 15 anni che il settore finanziario e “borseggi affini” hanno staccato con la economia reale. Questi signori e signore vivono in un mondo a parte, meraviglioso e farcito di liete sorprese come per esempio una possibile legge marziale in un paese di per sé giá quasi totalmente militarizzato. Eh si, non dobbiamo dimenticare che prima di costruire basi militari in giro per il mondo questi “simpaticoni di yankees” le hanno costruite in casa propria. In pratica quello che applicano nel loro paese lo stanno applicando nel resto del mondo. Per questa ragione la non-importanza delle loro notizie domestiche. Ora hanno limitato i cambiamenti radicali al campo economico-finanziario ma niente gli impedisce di farlo nel campo socio-politico a parte il loro senso dell’ urgenza per evitare una rivoluzione in casa. Cosa fareste se un pugno di disgraziati integrati in un sistema criminale vi fregassero la pensione o i risparmi di una vita? Darvi del COGLIONE per tre giorni e tre notti di fila non risolverá la situazione, quindi?
    Tutto ció puzza di Déjá Vu, a me ricorda gli anni Trenta del secolo passato…….