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MARINE USA: “AD HADITHA HO PISCIATO SUL CADAVERE DI UN IRACHENO”

DI MARTY GRAHAM
Reuters

CAMP PENDLETON, California, 9 Maggio (Reuters) – Mercoledì un marine ha testimoniato che, arrabbiato perché un amato membro della sua squadra era stato ucciso da un’esplosione, egli ha urinato su uno dei 24 cadaveri di civili iracheni, uccisi dalla sua unità ad Haditha.

Il sergente Sanick Dela Cruz che non può essere perseguito dal momento che le accuse di omicidio contro di lui sono cadute, ha anche detto di aver visto il capo della sua squadra uccidere cinque civili iracheni che stavano cercando di arrendersi.

In una drammatica testimonianza durante un’udienza pre processuale per uno dei sette marine accusati degli omicidi del novembre 2005 ad Haditha, e per il presunto successivo insabbiamento, Dela Cruz ha descritto la sua amarezza dopo che una bomba su un lato della strada aveva dilaniato in due pezzi sanguinanti il soldato scelto Miguel Terrazas, noto come T.J.
“So che ciò che abbiamo fatto è qualcosa di brutto, ma l’ho fatto perché ero arrabbiato che T.J. fosse morto e quindi ho pisciato sulla testa di un iracheno,” ha detto privo di emozioni Dela Cruz in un’aula di un tribunale militare a Camp Pendleton, a Nord di San Diego, California.

Dela Cruz ha anche detto di aver visto il comandante della sua squadra, il sergente Frank Wuterich, sparare a cinque uomini che avevano le mani legate vicino a una macchina. Dela Cruz ha detto che anche lui sparò ai cinque uomini mentre giacevano a terra.

Wuterich “mi si avvicinò e disse che, se qualcuno lo avesse chiesto, essi stavano fuggendo e i soldati iracheni avevano sparato loro” ha testimoniato Dela Cruz.

Tre marines sono stati accusati di omicidio, e quattro ufficiali sono stati accusati di inadempimento del dovere e ostruzione alle indagini.

I procuratori accusano che gli omicidi furono una vendetta per la morte di Terrazas, mentre i marines accusati affermano che si trattava di una operazione di sgombero, condotta in seguito a regolari ordini, che ha avuto risultati disastrosi.

L’avvocato del capo della squadra Wuterich ha poi definito falsa la testimonianza di Dela Cruz.

“E’ più o meno la quarta o quinta versione dei fatti che abbiamo sentito dal sergente Dela Cruz. È falsa, naturalmente,” ha detto via e-mail Neal Puckett. “È molto triste che egli debba testimoniare contro il suo compagno NCO [diretto superiore] nei marines in modo da garantirsi la libertà. Anche egli è una vittima.”


[I muri sporchi di sangue in una delle case di Haditha dove i Marines della Kilo Company hanno compiuto la strage. Da Wikipedia]

GLI HANNO CHIESTO DI MENTIRE

Il corpo dei marines riportò inizialmente le morti come risultato di un bombardamento e di uno scontro a fuoco contro gli insorti. Un articolo del magazine Time nel gennaio 2006 ha spinto poi il corpo dei marines a indagare sugli omicidi.

Dela Cruz ha detto che gli era stato chiesto quattro volte di mentire su ciò che era successo ad Haditha, sebbene nessuno per un po’ di tempo gli avesse chiesto degli omicidi.

Nato a Chicago, Dela Cruz è stato coinvolto in intense azioni durante il suo primo turno di servizio in Iraq nel 2004. Un articolo del Marine Corps News lo aveva raffigurato come uno degli eroi sconosciuti della guerra in Iraq.

L’udienza di mercoledì è stata incentrata sul capitano Randy Stone, che ha servito come consulente legale per la Kilo Company. Il trentaquattrenne Stone è accusato di violazione di un ordine e due volte di inadempimento del dovere in relazione agli omicidi.

Il 19 novembre un convoglio di marines della Kilo Company stava attraversando la città di Haditha quando esplose una bomba al lato della strada uccidendo Terrazas e ferendo altri due soldati. I marines sopravvissuti fermarono una macchina e spararono ai suoi cinque occupanti, poi fecero irruzione in due case uccidendo chi vi era dentro.

Secondo le testimonianze i cinque uomini nel veicolo furono i primi di 24 vittime. Dela Cruz ha detto che dopo aver aiutato Wuterich a sparare agli uomini andò in una direzione insieme a soldati iracheni mentre Wuterich andò in un’altra direzione.

Un altro marine, il sergente Albert Espinosa, ha testimoniato mercoledì di aver fatto pressioni per un’indagine sugli omicidi quasi immediatamente dopo che erano accaduti nel novembre 2005.

Egli ha testimoniato mercoledì di essere rimasto frustrato dall’apparente indifferenza dei suoi comandanti. “Meritiamo una risposta su ciò che è accaduto, e non ero contento delle risposte che ricevevo,” ha testimoniato il primo sergente Albert Espinosa.

Fonte: http://www.reuters.com/
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10.05.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • Sven

    L’Italia è costellata di luoghi in cui vediamo lapidi e cippi commemorativi del partigiano tal dei tali fucilato dai tedeschi, dell’eccidio di Marzabotto piuttosto che di Sant’Anna di Stazzema e così via.

    Mi chiedo se anche in Iraq, in un futuro libero (che ritengo lontano per loro) poseranno una lapide per ogni civile ucciso dalla furia degli occupanti.

    Mentre in Italia rinverdiamo di continuo l’ipocrisia della “Resistenza” e denigriamo gli occupanti, piangendo (giustamente, perchè le vite sn tutte uguali e preziose) i nostri morti, ci illudiamo che essere stati in Iraq rientri nella “costruzione di pace” e nell'”instaurazione della democrazia”.Mi sembra oltremodo ipocrita come ho detto, dimostriamo ancora una volta di avere due pesi e due misure, non a caso siamo stati fondati (secondo alcuni addirittura “risorti”) su un tradimento come quello dell’8 settembre, uno dei peggiori atti che la storia politico-militare ricordi.

    L’occupante assassino che agiva in Italia nel triennio 43-45 va condannato, ma gli Americani che in buona parte si macchiano di crimini di guerra (ricordo che i tedeschi applicavano con i civili il 10 per 1 previsto dalle Convenzioni internazionali) contro civili innocenti e non belligeranti, rimangono nostri “buoni alleati”, e i nostri politici, nonché gran parte della popolazione (cresciuta a MTV e Italia 1, che dell’America sn voce) applaudono ogni cosa che profuma d’America, dalla moda, ai modelli economici, alle scelte di politica estera.

    Due pesi e due misure.Del resto anche a Norimberga qualcuno dei processati nazisti obiettò ai vincitori che loro per primi si erano macchiati di crimini di guerra con i bombardamenti sui civili a Dresda, Berlino, Amburgo ecc (per non dire di Tokyo, con bombe incendiarie, dove la temperatura raggiunse gli 800° e le fiamme per poco non lambivano gli aerei).
    Eppure noi ricordiamo solo quello che ci interessa, celebriamo i nostri morti del biennio 43-45 con contorno politico-mediatico, ma facciamo finta di niente davanti ad Abu Ghraib (in tutto e per tutto uguale alle carceri delle Brigate Nere della RSI o ai campi italiani di smistamento gestiti dai nazisti) e ai morti di oggi in Iraq.

    Due pesi e due misure.