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L’ultima impresa dell’esercito di Israele, “il più etico del mondo.”

 

PHILIP GIRALDI
unz.com

Otto giorni fa, undici edifici palestinesi contenenti settanta appartamenti monofamiliari situati nel villaggio di Wadi al-Hummus, nella parte est di Gerusalemme occupata illegalmente da Israele, sono stati demoliti in un’operazione militare da oltre 1.000 fra soldati, poliziotti e lavoratori municipali israeliani, con l’utilizzo di bulldozer, terne ed esplosivi. I residenti che hanno provato a resistere sono stati picchiati dai soldati, buttati giù dalle scale ed anche colpiti a distanza ravvicinata con proiettili di gomma. I soldati sono stati filmati mentre ridevano e festeggiavano durante il loro sporco lavoro. Anche agli occupanti che non avevano opposto resistenza e che avevano alzato le mani in segno di resa non era stato risparmiato il bastone, così come agli osservatori stranieri che si trovavano sul posto per aggiungere la loro voce a coloro che protestavano contro il vile gesto. Le lesioni subite da alcune delle vittime sono state fotografate e sono disponibili online.

Dodici Palestinesi e quattro osservatori britannici sono stati feriti abbastanza gravemente, tanto da essere ricoverati in ospedale. Gli Inglesi hanno riferito di essere stati “calpestati, trascinati per i capelli, strangolati con una sciarpa e irrorati con spray al peperoncino dalla polizia di frontiera israeliana.” Uno dei ricoverati in ospedale ha descritto come i soldati israeliani lo avessero trascinato per i piedi, sollevandolo e prendendolo a calci nello stomaco, mentre un soldato gli calpestava la testa quattro volte “con tutta la sua forza,” prima di tenerlo fermo e tirargli i capelli. Un altro ha avuto una costola fratturata dopo che “[il poliziotto] mi aveva colpito alla gola ed altri avevano iniziato a prendermi a pugni sul torace. E’ stata una sadica esibizione…

Anche un’osservatrice straniera è stata trascinato fuori da una casa, “… le sue mani sono state schiacciate in modo così grave da subire una frattura ad una nocca della mano sinistra, mentre la destra ha riportato gravi danni ai tessuti ‘che rimarranno permanentemente deformati, a meno che non subisca un intervento di chirurgia estetica.‘”

Edmond Sichrovsky, un attivista austriaco di origine ebraica, che si trovava in una delle case, ha descritto come le forze israeliane avessero sfondato la porta, trascinando fuori i Palestinesi per primi, “facendo cadere il nonno sul pavimento di fronte ai suoi nipoti che piangevano e gridavano.” I telefoni cellulari erano stati rimossi con la forza per eliminare qualsiasi foto o ripresa prima che i soldati iniziassero ad attaccare lui ed altri quattro attivisti. “Mi hanno ripetutamente preso a calci e a ginocchiate,  procurandomi una ferita al naso ed escoriazioni multiple, oltre a rompermi gli occhiali con una ginocchiata in faccia. Una volta fuori, mi hanno sbattuto contro un’auto mentre urlavano insulti contro di me e le attiviste, chiamandole puttane.

Gli edifici sono stati demoliti con il pretesto che erano troppo vicini all’illegale muro divisorio di Israele, mentre il governo Benjamin Netanyahu citava presunti “problemi di sicurezza.” Le famiglie residenti negli edifici che non avevano avuto né il tempo né la capacità di portar via i mobili e gli oggetti personali dovranno ora passare al setaccio le macerie per vedere che cosa riusciranno a recuperare, se i soldati israeliani daranno il loro benevolo consenso. Dovranno anche trovare un nuovo posto dove vivere, perché gli Israeliani non hanno nessuna intenzione di fornire loro un tetto.

Le case erano state legalmente costruite su terreni nominalmente sotto il controllo dell’Autorità Palestinese (PA), una sottigliezza che le autorità israeliane hanno ritenuto irrilevante. Quando i Palestinesi si oppongono ad un tale arbitrario comportamento, vengono mandati davanti ai tribunali militari israeliani che ratificano sempre le decisioni del governo. E il cleptocratico regime di Netanyahu ha chiarito che non riconosce il diritto internazionale sul trattamento delle persone sotto occupazione militare.

Gli edifici sono stati distrutti pochi giorni dopo che gli inferociti coloni israeliani in Cisgiordania avevano continuato la loro campagna di distruzione dei mezzi di sussistenza dei loro vicini palestinesi. Il 10 luglio, in Cisgiordania sono stati bruciati centinaia di ulivi, in un deliberato tentativo di scacciare gli Arabi dalla loro terra, bloccando le attività agricole e strangolando l’economia locale. Gli ulivi sono particolarmente presi di mira perché sono redditizi e gli alberi impiegano molti anni per raggiungere la maturità e produrre. E’ anche risaputo che i coloni israeliani uccidono il bestiame, avvelenano l’acqua, distruggono i raccolti, bruciano gli edifici e picchiano, arrivando persino ad uccidere, i contadini palestinesi e le loro famiglie. Ad Hebron i coloni hanno circondato la città vecchia e scaricano escrementi ed altri rifiuti sui negozi palestinesi sottostanti che stanno ancora cercando di rimanere aperti. Non dovrebbe sorprendere nessuno che i coloni ebrei che praticano la violenza raramente vengano presi, ancor meno processati e quasi mai puniti. L’odioso governo di Benjamin Netanyahu ha dichiarato che quella che un tempo era la Palestina è ora un paese chiamato Israele, ed è solo per gli Ebrei. L’uccisione di un Palestinese da parte di un Ebreo israeliano è considerato, di fatto, un reato minore.

Intanto, a Gaza continua la carneficina, con il bilancio delle vittime fra i manifestanti disarmati che ora ammonta a più di 200, oltre a diverse migliaia di feriti, molti dei quali bambini e operatori sanitari. Di recente, ai cecchini dell’esercito israeliano è stato dato l’ordine di colpire i manifestanti alle caviglie, in modo da renderli sciancati a vita. Questo è ciò che serve per essere “l’esercito più etico” del mondo, come è stato definito dallo pseudo intellettuale francese Bernard-Henri Levy, dimostrando ancora una volta che la tribù sa come fare causa comune. Ma i crimini di guerra compiuti da Israele richiedono anche un sostegno illimitato da parte degli Stati Uniti, sia in termini finanziari che di copertura politica, per fare in modo che tutto ciò possa accadere. Israele non ucciderebbe i Palestinesi con tale impunità se non vi fosse il via libera di Donald Trump e del suo pseudo ambasciatore prono al volere dei coloni, David Friedman, sostenuto da un Congresso che sembra avere a cuore più gli Israeliani che gli Americani.

Com’è possibile che l’orrendo trattamento dei Palestinesi da parte degli Israeliani, sostenuto e favorito dalla diaspora ebraica mondiale, non sia presente nei titoli della stampa di tutto il mondo? Perché il mio governo, con la sua assai sospetta, ma comunque dichiarata, agenda di voler portare democrazia e libertà a tutti, non dice nulla sui Palestinesi? O, perché non condanna il comportamento israeliano, come aveva fatto tempo fa nei confronti del Sudafrica?

Riuscireste ad immaginare i titoli del New York Times e del Washington Post se soldati e poliziotti americani stessero sfrattando e picchiando gli abitanti di un complesso residenziale in una qualsiasi città degli Stati Uniti? Ma, in qualche modo, Israele ottiene sempre il via libera, non importa cosa faccia e i politici di entrambe le parti si dilettano nel descrivere come il “rapporto speciale” con lo stato ebraico sia scolpito nella pietra.

Dopo le demolizioni degli edifici, Washington ha ancora una volta protetto Israele dalla condanna delle Nazioni Unite per il suo comportamento ponendo il veto al Consiglio di Sicurezza. Di conseguenza, lo stato ebraico non è stato ritenuto responsabile per il suo comportamento scorretto; ad essere onesti, Israele è il regime canaglia per antonomasia, dedito a trasformare i suoi vicini in rovine fumanti con l’assistenza degli Stati Uniti. È un programma diabolico e non è nell’interesse dell’America continuare ad essere trascinata lungo quella strada.

Philip Giraldi

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/pgiraldi/israel-has-the-most-moral-army-in-the-world/
30.07.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.

15 Commenti

  1. Gli ritornerà tutto, con gli interessi.
    Non dureranno ancora a lungo.

  2. Bastardi merdosi schifosi…

  3. ebrei,da vittime a carnefici il passo è stato fin troppo breve.

  4. Siamo i primi noi italiani a non esserci liberati del peso di ciò che è accaduto nella seconda guerra mondiale e voi vi lamentate del fatto che Israele faccia quel che gli pare e magari siete gli stessi che quando uno dice che Mussolini non face solo cose negative si stracciano le vesti….

  5. “Ci accusano di terrorismo”

    Il 30 aprile 1998, all’età di 75 anni, è morto lo scrittore siriano Nizar Qabbani, uno dei maestri della poesia araba contemporanea nonché testimone della resistenza all’occupazione israeliana. Di seguito l’ultima poesia di N. Qabbani.

    Ci accusano di terrorismo
    Se osiamo scrivere dei resti di una patria
    Dispersa e in rovina
    Decaduta e confusa
    Una patria che cerca un posto per sé
    E una nazione che non ha più volto
    Una patria che non ha lasciato niente dei suoi grandi, antichi poemi
    Ma solo molti lamenti e panegirici
    Una patria che al suo orizzonte non ha
    Libertà né varietà di persone o ideologie
    Una patria che ci impedisce di comprare un giornale
    O di ascoltare non importa cosa
    Una patria in cui agli uccelli è sempre proibito cantare
    Una patria al di là dell’orrore, i cui scrittori usano inchiostro invisibile
    Una patria che assomiglia alla poesia del nostro paese
    Improvvisata, importata, smarrita e senza confini
    Di lingua e anima straniere
    Svincolata da Uomo e Terra, totalmente ignara dei suoi mali
    Una patria che si presenta al tavolo dei negoziati
    Senza dignità né scarpe
    Una patria
    Che non ha più uomini risoluti
    Al suo interno solo donne
    L’amarezza è nelle nostre bocche,nelle nostre parole, nei nostri occhi
    Riuscirà a piagare anche le nostre anime come un’eredità giuntaci da tempi lontani?
    La nostra nazione non ha lasciato nessuno, nemmeno il più insignificante
    Nessuno per dire ‘NO’ in faccia a quelli che ci portano via la casa, il pane e il burro
    Trasformano la nostra storia variegata in un circo
    Non abbiamo una sola poesia
    Che non abbia perso la verginità in un harem dei dominatori
    Siamo cresciuti nell’umiliazione
    E allora così resta un Uomo
    Se ci si trova bene?
    Frugo nei libri di storia
    In cerca di uomini capaci di liberarci dalle tenebre
    Di sottrarre le nostre donne alla brutalità del fuoco
    Cerco uomini di ieri
    Ma tutto quello che trovo sono gatti spaventati
    Che temono per la propria anima in balia dei topi
    Siamo davvero affetti da una cecità nazionale
    Oppure accettiamo di non vedere più i colori
    Ci accusano di terrorismo
    Se rifiutiamo di morire
    Sotto la tirannia di Israele
    Che calpesta la nostra unità
    La nostra storia
    La nostra Bibbia e il nostro Corano
    La Terra dei nostri profeti
    Se questo è il nostro peccato e il nostro crimine
    Allora il terrorismo è la cosa giusta
    Ci accusano di terrorismo
    Se rifiutiamo di essere spazzati via
    Dai barbari, Mongoli o Ebrei
    Se scegliamo di scagliare pietre contro il fragile consiglio di sicurezza
    Saccheggiato dal re delle divisioni
    Ci accusano di terrorismo
    Se rifiutiamo di negoziare col lupo
    E teniamo a distanza la prostituta
    L’America lotta contro la cultura dell’Uomo
    Perché ne è priva
    E contro la civiltà perché ne ha bisogno
    E’ una struttura colossale ma non ha un muro
    Ci accusano di terrorismo
    Se rifiutiamo questi tempi
    In cui l’America – l’arrogante – la potente – la ricca
    E’ divenuta la voce degli ebrei

  6. Prima o poi si troverà una cura contro il cancro …

  7. La gente non dimenticherà.
    Il tempo come la storia, è una ruota che gira.

  8. Giraldi non è stato ancora eliminato, buon segno, vuol dire che la “tribù”, che purtroppo conta le famiglie dei banchieri più potenti del mondo, non riesce a stare più dietro a tutti i suoi nemici.
    Del resto scorrendo i media controllati dalla tribù ci si accorge che fanno molto affidamento su speranze ormai svanite, tipo Isis che si riorganizza ed è pronto a riprendersi Baghdad (mai occupata e comunque è più probabile che prossimamente si prenda Londra, Parigi o Berlino), oppure che Putin venga sostituito da Navalny.
    La verità è che il blocco eurasiatico è ormai preponderante in medio oriente e l’asse sciita aspetta tranquillo che gli USA evacuino gradualmente le loro malandate forze.
    Tra l’altro le propagandate sanzioni contro l’Iran non sembrano avere molta efficacia, l’Iran sta incrementando i suoi rapporti economici con i vicini, sopratutto Turchia e Irak, esporta sempre più petrolio e gas verso la Cina, produce sempre più energia elettrica da centrali termiche e nucleari, insomma se gli iraniani non si fossero fatti raggirare dal piccolo e semidefunto Qatar e avessero fatto come Kim Jong un che sta incrementando il suo arsenale nucleare ora sarebbero al sicuro.

  9. Più che coloni,si tratta di terroristi ebrei,i militari si sa,ovunque sono dei pezzi di merda..Sono sessant’anni che questa storia va avanti,nulla è cambiato e nulla cambierà.

  10. Una modesta proposta: d’ora in poi invito tutti, articolisti e commentatori del Forum, a definire “Israele” con le virgolette, perchè in effetti è uno pseudostato, e quello è il linguaggio che questi nazisti di fatto usano regolarmente per parlare con la loro oscena arroganza dello Stato Palestinese che hanno usurpato e ancora schiacciano

  11. Il problema, di per se prossimo alla irresolubilità, viene aggravato dal modo col quale vengono eventualmente riferite notizie del genere dai mezzi d’informazione. Ricordo distintamente, molti molti anni addietro, un servizio del TG1 nel quale si lamentava la morte di un vecchio palestinese, schiacciato dal crollo della propria abitazione; il servizio proseguiva con le solite storie sul conflitto israelo-palestinese e solo alla fine veniva aggiunto che quelle case erano state abbattute dai militari israeliani con dei bulldozer … In quesro modo cercando di separare la narrazione in due eventi scorrelati, di rompere il legame causale tra il bulldozer e il vecchio. Questa guerra viene combattuta, anche, nei nostri salotti.

  12. Il Medio Oriente è un mondo che sento estraneo e lontano, ma come non condividere Quel che dice Berserkr che definisce questo un comportamento da carogne? Io mi ero accorta decine e decine d’anni fa che le cose stavano così quando, sentendo parlare di Israeliani e Palestinesi, le cronache dei nostri giornalai si esprimevano così: “Sono morte due dozzine di Palestinesi. Punto” “”Si è ferito al mignolo un Israeliano, aveva 28 anni, ha moglie e tre figli, i suoi genitori si chiamano…e vivono a….il poverino è stato ricoverato in prognosi riservata”
    Insomma due pesi e due misure insopportabili, per chi apprezza la Giustizia.
    Il fatto è, e mi spiace ripetermi, che chi perde una guerra ha sempre torto e chi la vince sempre ragione. ma attenzione! Siamo tutti sotto lo stesso cielo e oggi a me e domani a te.
    Conviene essere giusti.
    Correggo: Non conviene essere carogne.

  13. Un giorno corre il cane, ed un altro corre la lepre…..
    Guardatevi dll´ira dei buoni.

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