L’obiettivo di Mario Draghi: liberare la “distruzione creativa” del mercato

Di Thomas Fazi, la Fionda.org

Molto si chiedono quale sarà la filosofia di politica economica a cui si ispirerà il nascente governo Draghi. Diversi commentatori – basandosi su un’interpretazione assolutamente fallace dell’operato di Draghi alla BCE (l’idea che le politiche monetarie espansive rappresentino una politica “keynesiana”); su un suo ormai celebre articolo di qualche mese fa sul Financial Times, in cui Draghi ha sdoganato il debito pubblico (quello “buono”); e in alcuni casi, persino tirando in ballo i suoi studi con uno dei più grandi economisti keynesiani del secolo scorso, Federico Caffè – sembrano convinti che Draghi si muoverà nel solco di una politica sostanzialmente espansiva, addirittura, appunto, “keynesiana”. Insomma, una politica opposta a quella austeritaria di Monti.

Ma è lo stesso Draghi a smentire queste previsioni ireniche nella sua ultima uscita pubblica, ovvero il recentissimo rapporto sulle politiche post-COVID redatto dal G30 – ufficialmente un think tank, fondato su iniziativa della Rockefeller Foundation nel 1978, che fornisce consulenza su questioni di economia monetaria e internazionale, secondo molti un centro di lobbying dell’alta finanza – presieduto proprio da Draghi insieme a Raghuram Rajan, ex governatore della banca centrale indiana.

In esso si dice chiaramente che i governi non dovrebbero sprecare soldi per sostenere le aziende che purtroppo sono destinate al fallimento, definite nel rapporto “aziende zombie” – pensiamo per esempio, per quello che riguarda l’Italia, alle centinaia di migliaia di negozi e di esercizi pubblici messi in ginocchio dalla pandemia e dalle relative misure di contenimento della stessa e solo parzialmente puntellati dagli insufficienti “ristori” del governo –, ma dovrebbero piuttosto assecondare la “distruzione creativa” del libero mercato, lasciando queste aziende al loro destino e favorendo lo spostamento dei lavoratori verso le imprese virtuose che continueranno a essere redditizie e che si svilupperanno dopo la crisi.

La tesi di fondo è che il mercato debba essere lasciato libero di agire (perché più efficiente del settore pubblico) e che i governi dovrebbero limitarsi a intervenire solo in presenza di conclamati «fallimenti del mercato» – concetto intrinsecamente liberista che sta a indicare una deviazione rispetto alla normale “efficienza” del mercato –, mentre laddove è un’impresa a fallire per il “naturale” operato del mercato, lo Stato non dovrebbe mettersi di traverso.

Nel documento del G30 ci si concentra anche sul mercato del lavoro, scrivendo che «i governi dovrebbero incoraggiare aggiustamenti nel mercato del lavoro […] che richiederanno che alcuni lavoratori dovranno cambiare azienda o settore, con appropriati percorsi di riqualificazione e assistenza economica». Il messaggio è chiaro: i governi non dovrebbero cercare di impedire le espulsioni di forza-lavoro dalle aziende destinate al fallimento, come in Italia e in diversi altri paesi si è tentato finora di fare, in parte, con il blocco dei licenziamenti (in scadenza a marzo) e il largo ricorso alla cassa integrazione. Piuttosto, dovrebbero assecondare e agevolare questo processo per permettere al mercato di provvedere ad una “efficiente” allocazione di risorse (tra cui gli esseri umani).

Come nota l’economista Emiliano Brancaccio, siamo di fronte a «una visione “schumpeteriana” in salsa liberista che rischia di lasciare per strada una marea di disoccupati», nonché a gettare nella disperazione centinaia di migliaia imprenditori piccoli e medi. Altro che Keynes (o Caffè!): la visione di economia e di società incarnata nel documento del G30 – e implicitamente sposata da Draghi – sembra ricordare l’ideologia liberista degli albori, giustamente messa in soffitta in seguito al secondo conflitto mondiale, in cui i rapporti sociali, la vita delle persone, l’essenza stessa della società venivano subordinati ad un unico principio regolatore, quello del mercato.

Trattasi di una visione non solo esecrabile dal punto di vista etico e morale, ma anche falsa: non esiste un mercato che opera “esternamente” allo Stato, in base a una sua logica autoregolante, rispetto al quale lo Stato può decidere se intervenire o meno; i mercati, al contrario, sono sempre un prodotto della cornice legale, economica e sociale creata dallo Stato. In altre parole, non c’è nulla di “naturale” nel fatto che una certa azienda fallisca piuttosto che un’altra. Se oggi le piccole attività rischiano la chiusura, mentre le grandi multinazionali macinano profitti da capogiro, è unicamente una conseguenza del fatto che come società ci siamo dati un principio organizzativo – che Draghi oggi punta a rafforzare – che privilegia le grandi imprese private rispetto alle piccole attività. Ma si tratta, appunto, di una scelta politica.

Inutile dire che la visione di società del G30 e di Draghi è letteralmente agli antipodi della visione di Keynes e di Caffè – nonché di quella incarnata nella nostra Costituzione, che si appresta ad essere nuovamente stuprata – secondo cui il compito dello Stato è quello di dominare e governare i mercati, e l’opera distruttiva degli stessi, subordinandoli ad obiettivi di progresso economico, sociale, culturale, umano.

Abbiate almeno la decenza di non accostare i loro nomi a quello di Draghi.

Di Thomas Fazi, la Fionda.org

link fonte: https://www.lafionda.org/2021/02/09/lobiettivo-di-mario-draghi-liberare-la-distruzione-creativa-del-mercato/

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

 

51 Commenti
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giovanni cordioli
giovanni cordioli
16 Febbraio 2021 13:21

Quindi potrebbe essere la volta buona che ci liberiamo di quel campanile nel culo che è Alitalia?
Ormai in 30 anni gli abbiamo dato talmente tanto denaro pubblico, che ogni italiano dovrebbe aver diritto a volare gratis per sempre.

Annibal61
Annibal61
Risposta al commento di  giovanni cordioli
17 Febbraio 2021 4:51

Scommetto un caffè di no.

lady Dodi
lady Dodi
Risposta al commento di  Annibal61
17 Febbraio 2021 5:52

Scommetto anch’io.
Purtroppo temo di no.
Magari!

Simsim
Simsim
Risposta al commento di  giovanni cordioli
18 Febbraio 2021 4:56

Su Alitalia hai certamente ragione storicamente. Ció detto, il problema non é Alitalia, ma chi la gestisce da anni senza trovare il bandolo della matassa, che non é introvabile, basta volerlo trovare.
Non avere piú una compagnia di bandiera sarebbe tutto fuorché una buona cosa.

colzani2
colzani2
16 Febbraio 2021 13:24

Metti Bertinotti, La Malfa, Salvini e Renzi insieme, un contentino a Grillo e un po’ di Letta, ed ecco in sintesi quello che trapela da questo articolo: socialismo ma non troppo, un po’ liberale ma progressista.

danone
danone
16 Febbraio 2021 13:27

Si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima.
Guardate il signore in foto, direi che qui siamo di fronte ad un esemplare non animico rettilo-branchiale.

giovanni cordioli
giovanni cordioli
Risposta al commento di  danone
16 Febbraio 2021 13:33

E me piaceva di più conte.

Cangrande65
Cangrande65
Risposta al commento di  danone
16 Febbraio 2021 19:10

Il mio concittadino ebreo, Cesare Lombroso, tanto vituperato per le sue teorie, aveva ragione.

Una controprova della correttezza dei suoi studi: ammirare il faccione di Renzi.

Cangrande65
Cangrande65
Risposta al commento di  danone
16 Febbraio 2021 19:10

Il mio concittadino ebreo, Cesare Lombroso, tanto vituperato per le sue teorie, aveva ragione.

Una controprova della correttezza dei suoi studi: ammirare il faccione di Renzi.

alessandroparenti
alessandroparenti
Risposta al commento di  Cangrande65
16 Febbraio 2021 22:29

Da maiale, come disse Tinto Brass.

oriundo2006
oriundo2006
Risposta al commento di  alessandroparenti
17 Febbraio 2021 3:35

Quello che razzolava nei Boschi felici ? Adesso mi sa che preferisce piu’ tranquille passeggiate un po’ di qui ed un po’ di la’…le cibarie sono piu’ succulenti…!

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  Cangrande65
17 Febbraio 2021 8:26

E la parlata.

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  danone
16 Febbraio 2021 23:43

Io lo trovo affascinante

danone
danone
Risposta al commento di  Violetta
17 Febbraio 2021 6:08

Violetta e il Drago, bel titolo per una intrigante novella.

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  Violetta
17 Febbraio 2021 8:28

Chissà perché non mi stupisco

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  danone
17 Febbraio 2021 8:28

Ne ho trovato in giardino uno simile, ho ponderato per un attimo l’idea di dargli in gestione orto e giardino, poi l’ho guardato meglio e l’ho schiacciato.

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  danone
17 Febbraio 2021 8:28

Ne ho trovato in giardino uno simile, ho ponderato per un attimo l’idea di dargli in gestione orto e giardino, poi l’ho guardato meglio e l’ho schiacciato.

RUteo
RUteo
16 Febbraio 2021 14:00

Ero sgomento perché in questa tragica barzelletta mancavano i Draghi .

Papaconscio
Risposta al commento di  RUteo
16 Febbraio 2021 16:42

All’inizio c’erano i Piccoli, Storti, Malfatti.

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  Papaconscio
16 Febbraio 2021 23:59

….. e li stiamo rimpiangendo.

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  Papaconscio
16 Febbraio 2021 23:59

….. e li stiamo rimpiangendo.

oriundo2006
oriundo2006
16 Febbraio 2021 15:15

”…il mercato debba essere lasciato libero di agire perché più efficiente del settore pubblico…” Ahahaha…vallo a dire alla mafia degli strozzini, alle cosche del pizzo, a chi viene aiutato dalle banche e chi invece viene fatto fallire ad arte per liberare il posto ad altri. Queste idee oltretutto sono false perche’ presuppongono uno stato guidato SEMPRE da idee passatiste ed un mercato SEMPRE CON IMPRENDITORI LUNGIMIRANTI dotati di liquidita’ ottimali da allocare in situazioni prive di vincoli come dire … ‘ambientali’. L’ Italia e’ un fulgido esempio di tali imprenditori schumpeteriani…ma anche gli USA: quando la concorrenza giapponese sulle allora nascenti tecnologie dei computer stava rendendo obsoleta l’ industria americana e stava anche creando un gap militare, Reagan inondo’ di dollari pubblici le nascenti aziende della Silicon Valley: le creo’ punto e basta. E poi, e’ anche ‘falsificabile’ per un criterio che viene anch’esso presupposto: il criterio dell’ efficienza. Quale sarebbe ? Ovvio: la ricerca del profitto ed il suo raggiungimento. Ma l’ intervento ‘ottimale’ dello stato NON ha questo obiettivo: ha l’ obiettivo di limitare le conseguenze ‘interne’ della concorrenza internazionale, o limitare l’impatto delle crisi economiche, oppure ha l’ obiettivo di dotare lo stato stesso di attivita’ strategiche… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
16 Febbraio 2021 14:15

Breve riassunto: “La tesi di fondo è che il mercato debba essere lasciato libero di agire”.
Eh, questa l’avevo già sentita però

anonimouso
anonimouso
16 Febbraio 2021 14:27

preferisco il socialismo di stampo keynesiano della cina piuttosto che keynes in salsa socialista. L’uno ha il controllo dello sviluppo, l’altro sviluppa per controllare

danone
danone
Risposta al commento di  anonimouso
16 Febbraio 2021 15:01

C’è un piccolo vulnus nel tuo ragionamento.
Il socialismo di stampo keynesiano che ha il controllo dello sviluppo, ha come precondizione base che sia gestito da una democrazia parlamentare elettiva-rappresentativa, se no è come avere un micro-chip nel c.lo e non cambia molto dal secondo modello che hai descritto.

anonimouso
anonimouso
Risposta al commento di  danone
16 Febbraio 2021 17:03

controllo e democrazia spesso sono in antitesi, soprattutto se c’è da organizzare una società di un miliardo e mezzo di persone, cioè 25 italie.

oriundo2006
oriundo2006
Risposta al commento di  anonimouso
17 Febbraio 2021 3:33

Guarda che la Cina non ha Keynes: ha il corporativismo degli anni ’20 e ’30 inaugurato in Italia con il motto: niente fuori dallo stato, tutto nello stato, nulla contro lo stato perche’ tutto deve essere per lo stato … ed il partito, di cui lo stato e’ garante e garantito al tempo stesso. Molti dei problemi della ‘democrazia’ in Cina dipendono da quest’ultimo assioma: ovvero l’ inesistenza di oggettivita’ per i cittadini e per le imprese ( Jack Ma, ubi es ? ) oltre il potere del partito che si e’ fatto stato. Qui e’ l’ origine del totalitarismo orientale ( molto simile ad un confucianesimo modernizzato ) che invece in Occidente e’ stato interpretato sostituendo il partito con il ‘mercato’, ovvero i poteri che da sempre dirigono quest’ ultimo. Ogni riferimento al ‘mercato’ e’ qui da noi solo un mot de passe per garantire l’ ossequio ad affiliazioni che venerandolo confermano il loro potere sulla societa’ intera. Ad Majora…

anonimouso
anonimouso
Risposta al commento di  oriundo2006
17 Febbraio 2021 5:14

mai stato in cina? keynes avrebbe apprezzato buona parte di quello che è stato fatto in campo economico e culturale; altro discorso è l’aspetto sociale e religioso, laddove i mondialisti di draghi non sono secondi a nessuno in quanto a libertarismo pilotato, inoculato a forza o a piccole dosi nella società occidentale. Entrambi, totalitarismo e libertarismo (in campo economico: liberismo) sono le due facce della stessa medaglia, perseguono il controllo delle masse, utilizzando modi diversi (stato-partito o stato-mercato). La domanda da un milione di dollari è: chi dei due sistemi si dimostra più keynesiano?

uparishutrachoal
uparishutrachoal
16 Febbraio 2021 14:38

Bé..una cosa è lasciar fallire le imprese che non reggono il mercato..e una cosa è obbligarle a fallire..non facendole lavorare..
Qui non c’entra nulla Caffé o i liberismo.. ma c’entra la criminalità organizzata fattasi Stato..

Tizio
Tizio
Risposta al commento di  uparishutrachoal
16 Febbraio 2021 18:35

Eh già… più chiaro di cosi, si vuole distruggere l’ex 4 potenza mondiale economica del mondo.. con la complicità dei camerieri di roma, fedeli ubbidienti di forze oscure. Questo qua completerà il lavoro iniziato damonti, Ma ciò che non capisco è perchè il mio barbiere p.iva e nero a palate sia innamorato di monti, letta, cottarelli e di questo qua oltre ad essere un fedele PD

Cangrande65
Cangrande65
Risposta al commento di  Tizio
16 Febbraio 2021 19:14

Di dove sei ? Così, per tentare di capire la mentalità del tuo barbiere…

Tizio
Tizio
Risposta al commento di  Cangrande65
17 Febbraio 2021 10:03

Veneto

Cangrande65
Cangrande65
Risposta al commento di  Tizio
17 Febbraio 2021 11:46

Subito credevo Emilia o Toscana: la gente storicamente col cervello all’ammasso di guareschiana memoria.
Ma la coglionaggine è dilagata anche qui in Veneto, storicamente il bastione contro le vulgate e il politicamente corretto.

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  Tizio
17 Febbraio 2021 0:04

Si spiega tutto nel “fedele pd”.
Lui ama ciò che il partito dice di amare, riconosce nelle direttive del partito il giusto, inopinabile.
I compagni…..

Ettore
Ettore
16 Febbraio 2021 16:22

Non faccio parte del coro che venera Draghi come il Messia ma anche questa demonizzazione come fosse il Male assoluto non è migliore della venerazione di molto giorali. La verità sta sempre nel mezzo.

Tonguessy
Tonguessy
Risposta al commento di  Ettore
16 Febbraio 2021 17:57

In mezzo alle gambe c’è la verità?

alessandroparenti
alessandroparenti
Risposta al commento di  Tonguessy
16 Febbraio 2021 22:32

In mezzo alle chiappe poi te la ritrovi!

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  alessandroparenti
17 Febbraio 2021 8:32

Hai vinto.

Maurizio
Maurizio
16 Febbraio 2021 16:33

Sr fosse realmente possibile attuare politiche simil keynesiane in questo contesto e in questo periodo sarebbe capace anche mio nipote (9 anni)

AlbertoConti
AlbertoConti
16 Febbraio 2021 16:46

Per uno chiamato a governare dopo i lockdown parlare di “aziende zombi” è pericoloso per la salute, la sua.

mingo
mingo
16 Febbraio 2021 17:15

Questo signore è un globalista liberista puro ,viene a finire il lavoro di svendita delle ultime aziende con partecipazione statale e con l’altra mano farà a pezzi tutto il resto, per dallo in pasto al mercato e alle multi nazionali .
Chi non lo capisce o è molto miope o totalmente d’accordo con queste idee.

Tizio
Tizio
Risposta al commento di  mingo
16 Febbraio 2021 18:37

La prima che hai detto

Lucio
Lucio
16 Febbraio 2021 18:02

beh… se si tratta di lasciar fallire aziende come l’Alitalia mi troverebbe d’accordo (ma stai sicuro che non si tratta di questo ma di tanti piccoli in difficoltà per cause esterne come il Covid).
Il mercato senza intervento statale lo apprezzerei molto se questo significasse piena liberta di acquistare le cose senza sorbirmi tassazioni finalizzate ad influenzare la mia scelta (tipo l’automobile, la cui scelta viene molto influenzata da bollo e superbollo).

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  Lucio
16 Febbraio 2021 23:41

No
Il mercato senza interventi dello stato non significa meno tasse significa solo che tu conti meno

Rossi Mario
Rossi Mario
17 Febbraio 2021 2:08

Più che thomas fazi,mi sembra che l’articolo lo abbia scritto tafazzi,picchiandosi ripetutamente sugli zebedei.Ma prima di pubblicare gli articoli,almeno qualcuno li legge,e li capisce,mi sembra che in questo caso,la risposta sia no.

Annibal61
Annibal61
17 Febbraio 2021 4:42

Della serie ” Predichiamo bene ma razzoliamo come ci pare”. Il sig. Draghi, SERVO dei poteri forti, cita il libero mercato quando si tratta di far fallire i piccoli imprenditori ma, al contrario, quando si tratta di soccorrere i grandi non lesina QUANTATIVE EASING (acquisti della Banca Centrale Europea di titoli carta straccia mediante emissione di moneta) al fine di rifinanziarLi a fondo perduto. Il sig. Draghi come tutti i soliti bolscevichi interventisti insomma: liberisti con il culo degli altri!

ant85
ant85
Risposta al commento di  Annibal61
17 Febbraio 2021 6:43

Lo stesso vale per la carta da Culo dei grandi giornali, liberisti con gli altri e socialisti statalisti quando si tratta di prendere finanziamenti a fondo perduto.

lady Dodi
lady Dodi
17 Febbraio 2021 5:52

E vediamo cosa dice e soprattutto cosa fa anche questo. Mi ha colpito che, come Monti, ha istituito il Ministero della Coesione Sociale.
Cosa vuol dire “coesione sociale”?
Non sarà mica un assembramento sociale?

ant85
ant85
17 Febbraio 2021 6:50

Tutti i giornali a sbavare per il discorso del nuovo pdc, mentre gli elettori del pd – telepaticamente uniti da una massa di mer.a e privi di ogni pensiero critico – gridano in coro “grazie presidente Draghi”. L’euro e’ irreversibile, cosi’ ha tuonato il nuovo messia circondato da amebe che fino a qualche tempo fa ci promettevano una dura lotta contro l’euroburocrazia.
L’unica nota positiva e’ che Mario Draghi dovrebbe essere l’ultima carta a loro disposizione, ergo dovra’ spolpare l’Italia una volta per tutte o trascinare la Ue (e l’euro) nel giusto posto che merita: all’inferno.

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  ant85
17 Febbraio 2021 8:35

Sì, e sarebbe bene anche che le amebe antisistema venissero spolpati ed eviscerati ancora vivi come si faceva con i traditori, non c’è inferno che basti per certa feccia.

oriundo2006
oriundo2006
Risposta al commento di  ant85
17 Febbraio 2021 10:46

Tempo addietro l’ ‘irreversibilita’ era il dogma politico principale del sistema comunista dell’ URSS. Un dogma che si e’ capovolto nel suo contrario…il comunismo e’ finito nel mare magnum dei regimi che la storia umana ha condannato e poi dimenticato. Sara’ lo stesso per l’ euro ? Piu’ in generale, i sistemi ‘rigidi’ ovvero quelli necessariamente sempre piu’ complessi e dogmaticamente fissi su alcuni postulati fondamentali, hanno sempre piu’ bisogno di ‘energia’ per mantenersi: questa puo’ esser declinata in diverse forme ma non deve mai mancare per tener uniti i sottosistemi sempre piu’ avidi di risorse e l’enorme apparato di input/output ( sistema normativo ). Alla fine vince l’entropia del sistema, ovvero il disordine delle particelle che lo compongono, sulla struttura oramai ingestibile e insostenibile, i cui input e output sono sempre meno coerenti con gli assiomi di base proprio per tenerne assieme le parti. Il sistema, troppo complesso, troppo rigido, per troppo lungo tempo tenuto come metafisicamente immutabile e dunque mai adattato in modo intelligente, divenuto preda nel suo interno da istanze centrifughe sempre maggiori, crolla. Puo’ farlo con eleganza o con fragore, con molto sangue o in modo ‘soft’, ma crolla ‘come corpo morto’ che cade e piu’… Leggi tutto »