Lo scandalo Weinstein ci dice cos'è veramente Hollywood

Lo scandalo Weinstein ci dice cos'è veramente Hollywood

FONTE: RT.COM

Weinstein era un potentissimo produttore cinematografico, co-fondatore di Miramax Films e grande finanziatore di politici Democratici. È stato licenziato dal suo incarico di co-presidente della Weinstein Company dopo che il New York Times ha pubblicato un articolo che rivelava le sue seriali molestie sessuali verso impiegate donne. La sua storia è una tale tempesta perfetta di corruzione, depravazione ed ipocrisia che rappresenta alla perfezione il decadimento morale dell'America.

Il pezzo del Times ha rivelato che Weinstein negli anni ha patteggiato almeno otto diverse cause legali per molestie sessuali. L'articolo era solo la punta di un iceberg veramente grottesco, perché a séguito è emersa una serie di altre accuse.

In un articolo del New Yorker, ironia della sorte scritto da Ronan Farrow, figlio del presunto pedofilo Woody Allen, emergono ulteriori conferme del comportamento predatorio di Weinstein. Sarebbero state coinvolte anche l'attrice/regista italiana Asia Argento ed altre due donne che dicono di esser state violentate.

Le accusatrici più famose sono Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie, Ashley Judd, Rose McGowan e Rosanna Arquette.

Praticamente ogni personaggio pubblico ora sta facendo il proprio ipocrita teatrino di denunce. Tutte le star del cinema, membri dei media e politici che ora rimproverano aspramente Weinstein, durante il suo grottesco regno non avevano mostrato altro che vile codardia.

Molti pesi massimi di Hollywood, come Meryl Streep, George Clooney, Ben Affleck e Jennifer Lawrence, fingono di non sapere che Weinstein era un depravato. Il rotondo e ripugnante Harvey è noto nell'industria cinematografica per il suo approccio petulante ed imperioso, che comprende l'abuso fisico dei propri sottoposti e l'essere una bestia lasciva con le donne. I racconti dei suoi cattivi comportamenti sono così numerosi che anche un signor nessuno come me li conosceva.

Allora come ha fatto Harvey a fare il pervertito impunemente per così tanto tempo? La ragione principale è che possedeva un talento raro che tutta Hollywood brama, cioè la capacità di far guadagnare ai propri film candidature all'Oscar. I suoi film sono stati nominati per Best Picture 26 volte negli ultimi 28 anni e sono stati nominati complessivamente per oltre 300 Academy Awards. In altre parole, Harvey poteva rendere le persone ricche e famose al di là dei loro sogni più selvaggi, motivo per cui tanti ad Hollywood guardavano dall'altra parte quando si comportava da troglodita. Per citare Upton Sinclair, "è difficile far capire qualcosa ad un uomo quando il suo stipendio dipende dal suo non capire".

La cieca ambizione non è l'unica ragione per cui Hollywood ha lasciato fare Weinstein, anche l'opportunità politica ha giocato un ruolo. Weinstein è un vecchio sostenitore dei Democrats, in particolare di Obama e della Clinton, ed ha donato un sacco di soldi per le loro campagne.

Un esempio perfetto di patto col diavolo con Weinstein per motivi politici è Lena Dunham. La Dunham, grande sostenitrice della Clinton e femminista devota, ha ammesso che conosceva la reputazione di Weinstein, ma che nonostante ciò gli ha stretto la mano e si è esibita ad una raccolta fondi per la campagna di Hillary. La Dunham ha dichiarato di aver tradito i propri valori da femminista perché "voleva disperatamente sostenere la Clinton".

I liberal di Hollywood hanno chiamato i Cristiani Evangelici ipocriti per aver sostenuto Trump, nonostante la sua depravazione morale e misoginia. Concordo che lo siano, ma lo sono anche i liberal di Hollywood per aver lasciato fare Weinstein. Entrambe le parti dovrebbero scendere dal piedistallo e leggere Matteo 7:5: "Ipocrita, prima togli la trave dal tuo occhio, poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello".

https://twitter.com/RT_America/status/917647562244526080?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.rt.com%2Fop-edge%2F406478-weinstein-hollywood-scandal-women%2F

3 decenni di molestie sessuali: gli scandali del pezzo grosso di Hollywood 'coperti' per anni https://t.co/vbVjPTCywp pic.twitter.com/tf8cyHafhd
- RT America (@RT_America) 10 ottobre 2017

Lo scandalo di Weinstein mi ha portato alla mente un verso di una canzone degli U2: "se cerchi qualcuno da incolpare, lancia un sasso in aria, colpirai un colpevole". Quando lancio il mio sasso, spesso ricade sui media, e così è anche in questo caso.

Ronan Farrow ha pubblicato la sua storia sul New Yorker solo perché la NBC, sua datrice di lavoro, ha rifiutato di seguire la storia. NBC è in affari con Weinstein su vari progetti cinematografici e televisivi e senza dubbio non ha voluto infastidire un uomo tanto potente. Questa storia quindi ci dice molto anche dei media.

Anche il New York Times, che per primo ha diffuso la cosa, ne è uscito profumando più come un mucchio di letame che come una rosa. Si è infatti saputo che nel 2004 il giornale aveva insabbiato una storia simile su Weinstein dopo le minacce dei suoi avvocati.

Il NYT che omette una storia importante nei primi 2000 non dovrebbe sorprendere nessuno che abbia seguito le nefandezze di Bush. La cosa scioccante è chi ha contruibuito a nascondere il suddetto articolo del 2004. Matt Damon. Sì, Matt Damon, il signor Will Hunting e presunto bravo ragazzo, chiamò il giornalista del Times per difendere Weinstein e fermare la storia. Lo stesso fece Russell Crowe. Mi chiedo come Damon e Crowe facciano a dormire di notte, sapendo di esser stati complici di ulteriori tredici anni di donne abusate?

È scomodo dirlo, ma un altro gruppo di persone che avrebbero potuto fermarlo ma non l'hanno fatto sono le sue vittime più famose, cioè Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie, Mira Sorvino ed Ashley Judd. Avrebbero potuto fermarlo se si fossero fatte avanti anni fa. Il motivo per cui punto verso di loro e non verso le altre vittime è perché erano sia in grado di difendersi sia di sfidare Weinstein. Voglio dire che la Paltrow, la Jolie, la Sorvino e la Judd provengono tutte da famiglie dell'entertainment, ben conosciute ed apprezzate nell'industria. Non erano impotenti perché hanno forti alleati e connessioni profonde nel settore. Queste donne, a parte la Judd, hanno anche vinto Oscar, il che dava loro, ancor di più, credibilità e visibilità per fare le loro affermazioni. Non "incolpo" queste donne di esser state molestate o aggredite da Weinstein, vorrei solo che fossero andate oltre le proprie ambizioni ed avessero salvato altre da quel terribile destino.

La carrellata di condanne per Weinstein continuerà senza sosta nei prossimi giorni e settimane, a ragione, ma vederlo solo come bersaglio di derisione sminuisce quel che lui rappresenta. Weinstein è semplicemente un sintomo della più ampia malattia che io chiamo "reality show America". Essa vede gli esseri umani come cose usa e getta e merci il cui valore è misurato in termini di utilità per intrattenimento o piacere.

Questa storia ci conferma che il "reality-show America", che impera nell'ambiente politico-culturale, è una raccolta di ipocriti egocentrici ed amorali, rapidi a condannare gli altri ma incapaci di guardarsi allo specchio.

Gli abitanti di "reality-show America" ad Hollywood, Washington e nei giornali si chiederanno quanto abbiano contribuito alla cultura che ha coltivato un uomo come Harvey Weinstein? Sinceramente ne dubito, perché l'elusione, la miopia emotiva e l'amnesia storica sono americani quanto la torta di mele.

Questo scandalo è un'opportunità, non solo di vedere Weinstein per quel che è veramente, ma anche di vedere l'America per quel che siamo diventati... un branco di codardi senza più etica, allergici all'introspezione ed alla verità.

Questa "reality-show America", attualmente interpretata dai Trump e dalle Kardashian (con special guest i Clinton) e prodotta da Harvey Weinstein, rivela quanto l'America sia moralmente caduta in basso e quanto tutti noi cittadini non abbiamo più alcuna autorità etica perché, come i nostri padroni, siamo incapaci di essere onesti con noi stessi.

È dura ammetterlo, ma se trovassimo il coraggio di vederci come siamo veramente, riconosceremmo che Harvey Weinstein è l'America e l'America è Harvey Weinstein. Entrambi sono tronfi, corrotti, bulletti ambiziosi, pieni di paura e di odio, che usano il proprio ingombrante potere per sfruttare gli indifesi alimentando i loro impulsi più scuri

Fonte:

LInk: https://www.rt.com/op-edge/406478-weinstein-hollywood-scandal-women/

12.10.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Commenti (51)

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    1. MarioG 14 ottobre 2017

      Lo scandalo Weinstein ci sussurra anche cos’è veramente Asia Argento?

    2. An 19th century man 14 ottobre 2017

      Che tra l'altro da piccola era caruccia ma mo non si può guardare...

    3. MarioG 14 ottobre 2017

      Beh, è già un miracolo, se si tiene presente il sembiante del pur valente genitore.

    1. --<>-- --<>-- 14 ottobre 2017

      Lo scandalo Weinstein ci dice cos’è veramente Hollywood ...
      Ci dice anche cos'è il partito democratico.

    1. Vamos a la Muerte 14 ottobre 2017

      Tutto giusto, Tutto corretto ma... gli Stati Uniti non hanno MAI avuto un'Etica. MAI pervenuta.
      Gli yankees sono oggi, erano ieri e saranno domani soltanto un branco di "ipocriti egocentrici ed amorali, rapidi a condanne gli altri ma incapaci di guardarsi allo specchio".
      Che poi Hollywood sia il Trionfo di quest'immondezzaio chiamato "Stati Uniti d'America" è senz'altro vero: ed è la più straordinaria Macchina di Propaganda che ha lobotomizzato - e continua a lobotomizzare - centinaia di milioni di babbei che credono che gli Usa siano "la più grande democrazia", "la terra della libertà", "il Paese delle opportunità" e tutto il corollario di castronerie spacciato per verità.

    1. illupodeicieli 14 ottobre 2017

      Se andiamo anche un po' oltre nei media nostrani è un continuo mea culpa da parte dei maschi ,cui viene "passato il microfono": non capisco perché una persona, uomo o donna che sia, in questo caso uomo, si deve sentire in colpa perché Tizio ha o avrebbe abusato di Sempronia? Solo perché uno ha il pisello ? Non so mi ricorda troppo i discorsi sui femminicidi e giornate delle varie memorie e ricordi (che vale sempre e solo per alcuni, altri vanno rimossi e gettati nell'oblio). Arriverà, e sta in parte arrivando quando guardiamo al nostro cinema e mondo dello spettacolo (e il mondo della musica?) , qualcuno che dirà "ma anche qui, ma pure lui però ", e non solo per allargare la visuale, ma proprio per trovare spunti per servizi, reportage, e consumare inchiostro e minuti nei media.

    1. Sandrokan 14 ottobre 2017

      Per parlare di Hollywood e l'industria musicale a certi livelli, dovremmo tirare in ballo MK
      Ultra, handlers, pedofilia, satanismo, sacrifici e quanto di più perverso e disgustoso si possa immaginare.
      Per quanto riguarda Weinstein, tenendo conto che le informazioni arrivano dai Mass Media, quindi distorte, mi sento di dire che per molestia o violenza sessuale io intendo un uomo che con la forza abusa di una donna non consenziente ed incapace di difendersi.
      Se Weinstein offriva a queste donne il posto X nel film Y in cambio di sesso, e quest'ultime accettavano in nome di fama e denaro, questo si chiama prostituzione.

    2. pingus 14 ottobre 2017

      Concordo.
      "terribile destino" , "complici di ulteriori tredici anni di donne abusate"...
      un po' troppo moralista, ma Russia Today ha i suoi motivi.
      Di tutti questi scandali sulle manie sessuali di qualcuno, soprattutto nel
      mondo dei media, non ce ne frega niente, nessuno si e' mai scandalizzato. Se poi c'e' di mezzo un politico puzza ancora di piu' di scandalo a orologeria.
      Secondo qualcuno la cosa punta ai dem, con propaggini nella pedofilia, fino al clan Clinton ed e' una manovra di Trump
      https://scenarieconomici.it/pedofilia-usa-sta-per-scoppiare/

    3. Glock 16 ottobre 2017

      Beh, non esageriamo, è un po’ più complicato. Una (o uno) dovrebbe poter lavorare nel cinema anche senza dover per forza prostituirsi al megaproduttore quasi monopolista. Il caso di Asia Argento mi perplime: figlia di un regista di fama mondiale, nipote di un importante produttore... boh.

    4. Sandrokan 16 ottobre 2017

      Non e' affatto complicato, si può benissimo lavorare nello spettacolo senza darla al produttore, lo dimostra il fatto che Asia Argento già lavorava prima di farsi sbattere da Weinstein.
      Si può fare l'attore o il cantante e vivere bene, magari senza diventare famosi in tutto il mondo e senza essere ricchissimi, ma "solo" ricchi.
      Qua interviene il fattore squallore, chi accettava le avances di Weinstein lo faceva per arrivare al TOP, per essere nelle produzioni da Oscar, per guadagnare ed essere famoso in tutto il mondo.
      C'è' chi accetta di vendere l'anima per fama e soldi, figurati se non c'e' chi accetta di darla (o darlo), ma far passare questo "scambio" per violenza non è giusto per tutte le donne che sono state realmente violentate.
      Ci sono svariate testimonianze di donne che sono scappate da Weinstein, non accettando le sue sporche proposte, quindi, a quanto pare, una via d'uscita c'era, cosa che durante una violenza non c'è'.
      Pare che Mira Sorvino ad esempio abbia avuto un brusco stop alla carriera dopo aver rifiutato Weinstein, lui è un merdoso e siamo d'accordo, ma lei adesso può guardarsi allo specchio e vedere una donna vera.

    1. Zerco 14 ottobre 2017

      La scrofa che dà del maiale al verro. Angelina Jolie, la missionaria delle ricche statunitensi purchessia nei paesi poveri, quella che protegge povere donne con le bombe, sarebbe una vittima? Asia Argento che per un pacco di droga e un po' di notorietà che non merita venderebbe, se non ha già venduto, sua madre e suo padre, drogati pure loro, sarebbe una vittima? Quelle altre che chiamarle 'attrici' è come definire 'statista' Gasparri, sarebbero vittime? Cominciamo a dare i nomi giusti alle cose. Non c'è nessuna vittima, solo feccia.

    2. natascia 16 ottobre 2017

      Le donne veramente aggredite non possono fare a meno di chiedere cure mediche tempestive. A mio avviso, questo maiale ha perso dei protettori.

    1. Filippo Gregoretti 14 ottobre 2017

      Splendida la frase finale...

    1. Gino2 14 ottobre 2017

      "Lo scandalo Weinstein ci dice cos’è veramente Hollywood"

      Non ci dice niente che non sapessimo già.

    1. Annibale Mantovan 14 ottobre 2017

      Secondo me articolo pieno di illazioni. Parrocchia a parte... Di cosa si sarebbe macchiato il signor Weinstein, cosa si intende per molestie sessuali? Un linquaggio scurrile, dei palpeggiamenti non accettati? Erano ricatti o una sorta di scambio? Non si capisce. L' articolo non specifica, non dice niente. Le stesse denunce delle attrici fatte oggi in un altro contesto, dopo anni, non valgono nulla.

    2. Holodoc 14 ottobre 2017

      Nel mondo dei media accusa e condanna coincidono. Si vede che era arrivato il momento di metterlo fuori gioco.

    1. giorgio peruffo 14 ottobre 2017

      Condivido in toto l'articolo e penso che Harvey Weinstein non sia l'unico, ma uno dei tanti dalle parti di Hollywood.
      Non si capisce come mai i nostrani "giornalai" non abbiano mai realizzato che Hollywood e sempre stato un enorme puttanaio sostenuto da politici e produttori che di mestiere fanno i magnaccia.

      La frase di Upton Sinclair, riportata nell'articolo " è difficile far capire qualcosa ad un uomo quando il suo stipendio dipende dal suo non capire”, calza benissimo anche per tutta ia "informazione" italiana.

    1. Cataldo 14 ottobre 2017

      Spero che l'america non sia come questo personaggio laido, non dobbiamo confondere troppo il popolo con la sua leadership, è vero che ognuno ha i leader che merita, ma non siamo più ai tempi di Voltaire, e le cose sono più sfumate e forse più complicate di allora.
      Sul punto specifico mi sembra che ci sia oggi la corsa a dare il "morso dell'asino" al potente di turno che cade, da personaggi che mi risultano ancor più ripugnanti del laido profittatore.

    1. enricodiba 14 ottobre 2017

      Che risate, ma perché anche nella provincialotta italia non funziona cosi, basta pensare ai nostri produttori dei tempi d'oro e delle loro mogli attrici o modelle dell'epoca.
      Oggi il cinema italiano è morto, ma questo meccanismo funziona ancora in tv, dove veline e soubrette varie sono le prime che la danno a dirigenti e presentatori per un posticino in tv, dove il massimo che fanno è mostrare un po' di coscie, tanto poi vanno ad arrotondare.
      http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/cronaca/vittorio-emanuele-2/sottile/sottile.html
      Anche le attrici americane alla fine tolte pochissime eccezioni, come Meryl Streep che ha messo a posto De Laurentis in italiano quando era una sconosciuta( https://www.youtube.com/watch?v=MihpVBrtGLM); ma le altre sono per lo più delle minus habens, che hanno avuto molta fortuna, tra cui andare con qualche produttore.
      Del resto già la Monroe lo definiva un un bordello sovraffollato.

    1. gix 14 ottobre 2017

      Nulla da aggiungere sulla bassezza morale dell'impero, che l'autore denuncia. Ma lo stesso cognome del laido soggetto denuncia l'appartenenza ad una parrocchia che nel mondo dello spettacolo americano, e non solo, va per la maggiore, o almeno così è stato finora. Che dire, probabilmente si tratta di colpi bassi, nel vero senso della parola, tra congreghe che litigano.

    2. Holodoc 14 ottobre 2017

      Esattamente, probabilmente se la storia è venuta fuori adesso è perché qualcuno ha deciso che fosse il momento di farlo fuori.
      Riguardo alla famosa "parrocchia", fa riflettere che siano solo il 2% circa della popolazione americana...

    1. olmo 14 ottobre 2017

      Come disse qualcuno la dialettica si prende sempre le sue rivincite impietose; di fronte ad un mondo hollywoodiano che sbarellava all'idea di un trump sessista e misogino come presidente con tanto di roboanti discese in campo, si disvelano ora per quello che sono cioè un branco di arrivisti ipocriti, narcisisti senza un pensiero coerente e dignità, strumenti della manipolazione mentale dell'inconscio collettivo che ribolle nelle fucine degli studios, un settore dominato della classe dominante! (continuare nell'elenco sarebbe inutile)

    1. Primadellesabbie 14 ottobre 2017

      A parte lo scontro Trump Hillary, del cui contesto sembra essere una schermaglia, perché hanno tirato fuori questa banalissima storia e la tengono in prima pagina così a lungo?

    2. paolfili 15 ottobre 2017

      Condivido appieno !

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