di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)
La politica italiana, a pochi mesi dalle elezioni ha paura dell'esito delle urne, e torna a parlare di aumentare gli stipendi abbattendo il cuneo fiscale. Nelle segreterie di partito, dove ci si prepara alla più difficile campagna elettorale del dopoguerra, questa volta "la paura fa veramente novanta".
Il paese viene da un ventennio di sostanziale recessione economica, che ha messo in ginocchio famiglie ed imprese, oggi definitivamente atterrate e senza possibilità di rialzarsi, dalle tremende misure imposte per fronteggiare la farsa pandemica e dall'attuale fenomeno del caro-prezzi nei settori vitali (energetico ed alimentare), frutto della speculazione alla quale il nostro governo rinuncia volutamente a mettere fine.
Enrico Letta, ovvero il segretario del partito che per ideali, più ha tradito il popolo italiano, già mette le mani avanti:

Pienamente consapevole del dramma in arrivo in autunno per le famiglie italiane, propone la sua ricetta: "Immagino un'operazione strutturale di taglio del cuneo che parta a gennaio prossimo, ma preceduta da un intervento che si sviluppi nella seconda metà dell'anno per far arrivare ai lavoratori in busta paga una sorta di quattordicesima, una mensilità in più". [1]
E' in questo clima che si è svolto il CNPR Forum, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca [2] - dove l'urgente necessità di alzare gli stipendi abbattendo il cuneo fiscale, è stata la soluzione, da tutti indicata, per poter riportare potere di acquisto nelle tasche degli italiani.
Per chiarezza, il cuneo fiscale è la differenza tra il costo totale sostenuto dal datore di lavoro e il netto ricevuto dal lavoratore in busta paga o se preferite la differenza tra lo stipendio lordo versato dal datore di lavoro e la busta paga netta ricevuta dal lavoratore.
Tutti sappiamo che quando il datore di lavoro procede al pagamento dello stipendio al lavoratore, tre sono i destinatari delle somme che escono dalle sue casse:
- il lavoratore per lo stipendio netto;
- l’Erario per le imposte;
- l’ente previdenziale per i contributi;
In definitiva quando parliamo di abbattimento del cuneo fiscale, si prefigura di trasferire parte di quello che il datore di lavoro dovrebbe versare all'Erario e/o all'ente previdenziale, in tasca al lavoratore. In pratica lo Stato si ritroverebbe con minori entrate fiscali.
Se leggiamo gli interventi dei vari esponenti politici al forum, ci cadono le braccia se pensiamo a quanto il "pensiero unico" abbia fatto breccia in ognuno di loro. Ogni loro proposta è caratterizzata dall'assurdo dogma che impone loro la necessità di trovare una copertura all'interno del bilancio dello Stato, per ogni spesa in più che il governo deve sostenere.
In pratica, seguendo il "mantra" del pareggio di bilancio, si spostano soldi da una voce di spesa all'altra, all'interno di un macroeconomico risultato finale a "somma zero".

Eccoli nella foto, da sinistra, in senso orario, coloro che sono intervenuti: Ylenja Lucaselli (deputata di Fratelli d’Italia in Commissione Bilancio a Montecitorio) - Davide Zanichelli (parlamentare del M5s nella Commissione Finanze della Camera) - Raffaele Trano (deputato di Alternativa in Commissione Bilancio) - Alessandro Colucci (Noi con l’Italia). [3]
“Tutte le forze politiche sono d’accordo a ridurre il cuneo ma bisogna trovare le risorse. Dove trovare le risorse? Partiamo dalla "spending review" e dai tanti carrozzoni inutili che servono a sistemare politici trombati", queste le parole del deputato Trano.
Vedete, il principio è chiaro, togliere a qualcuno per dare a qualcun altro. Un principio che di per sé, sarebbe anche animato da spirito di giustizia sociale, se realmente si togliesse a chi ha molto di più per dare a chi ha poco o niente. Certo, fa sorridere sentir parlare di "carrozzoni" da smantellare, direttamente da chi è seduto sul comodo stipendio di quello che è il carrozzone per eccellenza, ovvero le poltrone di Montecitorio, Palazzo Madama e Palazzo Chigi.
Il problema è che poi, quando si va ad individuare a chi togliere, si ricade sempre nelle stesse politiche di matrice elitaria che seguono il principio di dare a chi ha poco prendendo da chi non ha nulla.
Sto parlando delle stesse politiche fiscali ad esclusivo vantaggio di pochi, che ormai sono in atto da un trentennio nel nostro paese e che oggi Mr. Draghi sta portando avanti con ancora più specifica e spietata precisione.
Al Forum, ci pensa Alessandro Colucci deputato appartenente a Noi con l'Italia, a sostenere le posizioni draghiane: "la strada giusta è quella di convertire le risorse economiche impegnate per il Reddito di Cittadinanza nel taglio del cuneo fiscale. Una misura che amplierà gli effetti sui mercati generando positività. Il premier Draghi intendeva proprio questo quando parlava di debito buono e debito cattivo. Un euro investito dallo Stato deve produrre una somma maggiore. Il taglio del costo del lavoro è la ricetta per la quale ci batteremo".
Ecco, il deputato Colucci, visto che si avventura ad introdurre concetti economici come il famoso "moltiplicatore keynesiano" ("un euro investito dallo Stato deve produrre una somma maggiore"), dovrebbe anche avere la capacità di mostrarci e convincerci, su come un euro tolto ad un disoccupato e dato ad uno soggetto con stipendio minimo (700/800 mensili), possa agire da moltiplicatore a livello macro.
Magari, se quell'euro lo togliamo al 5% degli italiani più ricchi e lo diamo al 60% delle famiglie italiane che non arrivano a fine mese, forse un effetto moltiplicatore, soprattutto attraverso l'aumento dei consumi, lo otterremo..... voi che dite!
“Il lavoro lo danno le imprese, non certo un decreto legge o provvedimenti di assistenzialismo. Crediamo che sia sbagliato il principio con il quale viene riconosciuto il Rdc. Ci sono altri modi per aiutare chi è in difficoltà. Erogare risorse per non andare a lavorare è un segnale sbagliato. Il ‘Reddito’ sta distraendo i giovani, la nostra forza lavoro del presente e del futuro” - continua Colucci nel suo excursus.
Sul fatto che sia sbagliato erogare risorse per non andare a lavorare, mi trova pienamente d'accordo, ma affermare che il lavoro venga fornito, in prima battuta, dalle imprese e non per decreto governativo, significa non aver nessuna conoscenza su come funziona il mercato del lavoro a livello di teorie economiche.
Se parliamo di teoria dei giochi, il mercato del lavoro non è un gioco equo, e se non supportati in qualche maniera, i salari reali stagneranno a livelli bassissimi. Questo perché le persone devono “lavorare per mangiare” mentre le imprese assumono solo se possono realizzare un ritorno sugli investimenti.
La domanda nozionale è rappresentata dalla tassazione e dal desiderio di risparmio, mentre l’offerta nozionale viene dalla spesa pubblica e/o dall’indebitamento sovrano. La disoccupazione è la prova dell’insufficienza nell’offerta del monopolista [cioè lo Stato, della moneta, ndt].
Quindi, essendo lo Stato il monopolista della moneta, è lui che determina la disoccupazione e di conseguenza è lui stesso (e non le imprese), che determina il tasso occupazionale ed il livello dei salari, contrariamente a quanto sostiene Colucci.
Per chi di voi fosse interessato ad approfondire l'argomento, consiglio la lettura della risposta che Warren Mosler diede a suo tempo all'economista Emiliano Brancaccio . [4]
Sulla stessa lunghezza d'onda del trasferire le risorse dal reddito di cittadinanza al taglio del cuneo fiscale, si pone anche la deputata di Fratelli d'Italia Ylenja Lucaselli: "Le risorse ci sono, non bisogna arrivare alla Legge di Bilancio. Si possono reperire fondi dal reddito di cittadinanza eliminando la misura per chi non ha compiuto ancora trent’anni ed è perfettamente in grado di lavorare".
Del resto che in via della Scrofa a Roma (sede di FDI), siano da sempre sprovvisti e totalmente disinteressati ad un messaggio chiaro e competente in materia di economia, ce ne siamo resi perfettamente conto, quando a Settembre scorso, insieme a Warren Mosler, abbiamo proposto loro la soluzione definitiva, rappresentata dei Piani di lavoro garantiti ideati della MMT (PLG), per risolvere il drammatico problema occupazionale che da anni affligge il nostro paese. Infatti, dopo aver accolto con favore la proposta, l'hanno lasciata cadere nel nulla. Evidentemente anche loro, quando si tratta di misure finalizzate al benessere della maggioranza degli italiani, che contrastano con quelle dei poteri profondi, hanno l'ordine di allinearsi all'Agenda di Draghi.
Forse ogni politico, dovrebbe appendere nella propria cameretta, il grafico qua sotto, così da potersi finalmente rendere conto della gravità del problema:

Come possiamo vedere, l'Italia è l'unico paese in UE dove si guadagna meno di 30 anni fa. [5]
È impressionante vedere come tra il 1990 e il 2020 lo stipendio medio sia calato tanto da arrivare al -2,90%.
Una recente analisi della Fondazione Di Vittorio condotta sugli ultimi dati Eurostat disponibili evidenzia il netto divario che c'è tra l'Italia da una parte e il resto dell'Europa dall'altra. La ricerca prende in esame il salario lordo annuale medio per un lavoratore dipendente nelle quattro principali economie europee. In Italia nel 2019 era pari a 29.623 euro. Nel 2020, complice il Covid, era sceso a 27.868, per poi risalire a 29.440 nel 2021 senza però riuscire a raggiungere il livello pre-pandemico. In Spagna è più basso: 27.587 euro nel 2019, 27.404 l'anno scorso. Mentre in Francia è molto più alto: nel 2019 era pari 39.385 euro e lo scorso anno è addirittura salito a 40.170. Stessa cosa in Germania: 43.485 tre anni fa, 44.468 nel 2021.
Da notare che nonostante il salario medio nell'Eurozona, con 37.382 euro, sia ben al di sopra di quello italiano, al momento il governo di Mario Draghi, non ha ritenuto opportuno intervenire sulle buste paga degli italiani, nonostante l'inflazione galoppante.
L'aver raggiunto livelli estremamente più vergognosi rispetto al resto d'Europa, conferma ancora una volta di più se mai ce ne fosse bisogno, che il disegno predatorio in atto nel nostro paese da anni, è totalmente a vantaggio della ristretta élite di casa nostra e che sono loro a tenerci ancora stretti in questa gabbia.
In conclusione, gli italiani devono aver ben chiaro nelle loro menti, che vista cotanta incompetenza asservita al potere, in chi ci rappresenta, il Titanic Italia, è in piena corsa diretto verso l'iceberg, con il pilota automatico inserito da Mario Draghi.
di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)
NOTE
[1] Pd, Letta: 'Quattordicesima mensilità a tutti i lavoratori a fine anno' | Sky TG24
[2] CNPR Forum: Taglio del cuneo fiscale per dare subito più soldi in busta paga (ilmessaggero.it)
[4] MMT: LA RISPOSTA DI MOSLER A BRANCACCIO - MMT (mmtitalia.info)
Petrus 8 luglio 2022
Impressionante il grafico della crescita salariale in Europa dal 1990 ad oggi.
Ho appena cercato i dati relativi all'Australia per capire come fossimo messi qui nella terra dei canguri rispetto alla UE, ed ho trovato che la paga media nel 1990 era 450 dollari/settimana, a Marzo 2022 era di 1436 dollari settimana, 319% di crescita che praticamente e' una volta e mezza le migliori performances europee.
Nessuna meraviglia che l'Europa tutta stia naufragando, purtroppo...
maghi 8 luglio 2022
Australia, bel suol d'amore, direbbe il Duce. Un continente sterminato con risorse infinite per gli appena 30 mln di abitanti, cioè la metà nostra con un territorio di 7.688.000 km2 (Italia 301.000), quasi 26 volte più grande. Teoricamente ogni australiano ha a disposizione 52 volte le risorse di un italiano. Quando la smetterete di guardare solo ai soldi? Mai, se continuerete solo a guardare informazione e controinformazione, che sono la due faccie della stessa medaglia, perchè parlano entrambe solo di soldi.
Petrus 8 luglio 2022
Beh, in realta' la maggior parte del territorio qui e' deserto non utilizzabile, pero' si, certamente ci sono piu risorse pro-capite.
Non c'e' cultura, storia, ci sono potenzialita' per il turismo ma niente di paragonabile ai tesori Italici, non c'e' il genio intellettivo che ha consentito all'Italia di essere, non molti anni addietro, la quarta economia al mondo, ogni export o import viaggia su percorsi (e costi) molto maggiori che in Europa...
E comunque, io non sono venuto qui per i soldi, ma perche' la citta' dove vivo gode del privilegio di essere la capitale piu isolata del pianeta, a cinque ore d'aereo dalla citta' piu vicina, e quindi ogni "bomba", che sia economica, sanitaria, politica, qui fa molto meno rumore, perche' i "lanci" avvengono sempre dall'altra parte del mondo...
Megas Alexandros 8 luglio 2022
Infatti…. l’Australia è così autosufficiente che da 40 anni ha la bilancia commerciale passiva…. ovvero importa più di quello che esporta…… quindi vedi che sono importanti gli estratti conti denominati in dollari australiani.
Riprova forse sarai più fortunato!!! -:))
Megas Alexandros 8 luglio 2022
L’Australia ha la bilancia commerciale passiva da 40 anni ovvero importa più di quello che esporta….. quindi non essendo autosufficiente, gli estratti conto denominati in dollari australiani sono importanti
maghi 8 luglio 2022
se uno ragiona solo in termini economico finanziari, perde tutti gli altri aspetti piacevoli della vita. Ognuno ha il suo ideale di fortuna. Stasera ho portato mia moglie fuori a cena a San Baronto sul Montalbano e con soli 17 euro abbiamo pure portato a casa gli avanzi per domani. Tra l'altro è pure cibo cucinato da loro e con maestria. Mi dispiace che ci fosse poca gente e gli stranieri non spendevano, ma stavano sulle panchine a guardare il panorama del bacino empolese dell'Arno con le ultime luci del sole al tramonto dietro i monti pisani. Almeno quello se lo godevano e con questi chiar di luna non è poco.
Megas Alexandros 9 luglio 2022
Infatti, io ragiono in termini di gente che sta a lavorare e cede i beni che produce agli altri in cambio di estratti conto.
Visto però che ti interessano di più gli aspetti piacevoli della vita e frequenti i miei stessi luoghi.... capire certe dinamiche fa in modo che anche gli altri possano godere dei piaceri della vita.
maghi 9 luglio 2022
dopo 46 anni di contributi ora preferisco produrre ciò che piace a me e non al padrone. Le mie verdure sono qualcosa di paradisiaco e poi faccio la spesa con tale oculatezza che mia moglie mi affida il suo bancomat, poi cucino, rigoverno, vado in posta ed in banca a scansare le trappole delle promotrici (meretrici?), mi occupo della dichiarazione dei redditi,e di tutti i lavoretti di casa. Non mi pare di essere un gaudente e nemmeno lo voglio essere visto i macelli che questi sempre combinano nella loro vita e in quella degli altri. Poi se dopo aver assolto tutti i doveri, come insegnavano una volta ai bambini: "Prima il dovere, poi il piacere", cerco qualche aspetto piacevole, come far felice mia moglie in una bella cornice paesaggistica, penso di essermelo meritato. Se non vado in Paradiso io, non ci va nessuno, visto che Gesù ha detto che ci vanno solo solo gli uomini (e le donne) di buona volontà. Spero che gli economisti siano tra questi, ma ho dei seri dubbi, poi spetta a Dio giudicare. Io posso solo fare delle valutazioni alla luce del Vangelo, quando me ne ricordo e se Dio me lo permette. D'altra parte non si può seguire Gesù e Mammona. Io seguendo Gesù, ho avuto sempre il necessario, come Lui promette. Ad ogni giorno è bastante la sua pena. Ora mi chiama la padrona, che ha scaldato la frittata di fiori di zucca e salvia, che ho cucinato alle 6 per il fresco. Ti saluto.
Megas Alexandros 9 luglio 2022
Un saluto anche a Te Caro, ti invidio la frittata con ì fuori di zucca…. aspetto la ricetta
maghi 10 luglio 2022
6 uova sbattute col sale. 4 agli a pezzetti leggermente soffritti, 10 fiori di zucca e 20 foglie di salvia, tutto tagliuzzato grossolanamente, leggermente saltate nel soffritto, mettere le uova sbattute, abbassare la fiamma, coprire, controllare che la frittata si sia rappressa abbastanza. 5 minuti in forno tiepido col grill superiore per dare un tocco di colore. Usare ingredienti di qualità, possibilmente naturali o bio e buon appetito.
Megas Alexandros 11 luglio 2022
Grazie la farò