L’industria dei sondaggi è in crisi

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Chiunque sa che i numeri, oggi più che mai, sono poco affidabili. Nonostante questo ogni conferenza stampa enfatizza ogni minimo calo o crescita.

I sondaggi non lasciavano scampo. Nel 2016, due giorni prima delle primarie democratiche in Michigan, l’autorevole Marist Poll predisse che la Clinton avrebbe avuto una vittoria schiacciante con un 57% contro il 40 di Bernie Sanders. Alla mattina delle primarie dell’8 Marzo, James Hohmann del Washington Post scriveva che “il Michigan dovrebbe essere un terreno fertile per i proclami populisti e protezionisti di Bernie Sanders, ma ci si aspetta che oggi perda le primarie democratiche di una doppia cifra.

“Quella notte sarà principalmente ricordata per la maratona di bizzarre conferenze stampa durante le quali Donald Trump, vincitore di tre primarie, sputazzava senza vergogna Bistecche Trump e Vino Trump. Ma se i telespettatori avessero spulciato tra i dati, avrebbero notato come Sanders stesse vincendo di un mirabolante (ed imprevedibile per i sondaggi) 1,5%. Fu allora che Nate Silver [giornalista statistico, ndt] lo chiamò “uno dei più grandi errori dei sondaggi nella storia delle primarie.”

Sondaggi disastrosi come quelli del Michigan dove i sondaggisti sbagliano le previsioni di circa 20 punti percentuali avrebbe dovuto mettere in guardia i giornalisti che si stavano dando in pasto al pubblico previsioni sbagliate per tutta la campagna del 2016 fino alla notte dell’8 Novembre.

Ma i portatori di handicap politico hanno grosso modo la stessa umiltà di Trump. Prendendo per esempio una settimana di Maggio, furono dati alle stampe titoloni del tipo “i primi sondaggi dicono che Biden domina sui democratici” (Politico), “Warren recupera? Il senatore del Massachusetts guadagna punti nei sondaggi” (Fox News) e “Numeri stratosferici per Beto O’Rourke e Bill de Blasio” (The Washington Post) [titoli non corrispondenti alla successiva realtà dei fatti, ndt].

Ciò che queste storie non dicevano è che oggi, sette mesi prima dello Iowa [la corsa alla presidenza USA inizierà dalle primarie 2020 in Iowa, ndt], i sondaggi hanno la precisione di un archibugio, e la maggior parte dei sondaggisti ne sono consapevoli. Diane Feldman, sondaggista di punta per i democratici, la mette così: “Voglio che i cittadini credano ai media, ma questi si stanno giocando la credibilità esagerando con i sondaggi.”

Come mai i sondaggi sulle nomination presidenziali sono così inaffidabili? Giusto un motivo tra tutti: nessuno sa chi andrà a votare. Nello Iowa, ad esempio, l’affluenza dei sostenitori quasi raddoppiò dal 2004 al 2008 (grazie, Barack Obama) e poi scese di oltre un quarto nel 2016. Secondariamente i cittadini americani disposti a rispondere al telefono ad estranei sono sempre di meno, il che rende difficile una analisi sensata in mancanza di un campione preciso. Questi problemi peggiorano quando il campo si ramifica in maniera imprevedibile come quello in questione.

Alla fine di Maggio l’Università di Manmouth affermava che solo il 9% dei democratici fosse indeciso. Davvero? Molto più realistiche erano le conclusioni dell’Università del New Hampshire di fine Aprile, secondo cui il 77% dei democratici del primo stato delle primarie “stessero ancora decidendo”. A peggiorare la situazione, persino chi ha deciso spesso cambia idea. Nel 2004 Howard Dean aveva un notevole vantaggio nello New Hampshire finché la sua candidatura crollò tra i sostenitori dello Iowa.

Per spiegare le spaventose fluttuazioni numeriche, i sondaggisti e gli impazienti redattori hanno creato una narrazione artificiale di candidati le cui preferenze vanno su e giù come se la campagna elettorale si svolgesse su un trampolino elastico. Queste le parole di Karlyn Bowman, analista di sondaggi per l’American Enterprise Institute: “ I sondaggisti pensano che sia una buona cosa per i loro affari avere sondaggi quasi ogni giorno”. Alcuni di loro stanno facendo prove con il web e gli sms. Ma finché non salta fuori un valido sostituto, quasi tutti questi sistemi non possono che falsificare i numeri, inflazionando artificialmente le risposte ricevute da, poniamo, elettori in giovane età.

Il sistema mediatico, da parte sua, non riesce a togliersi di dosso la dipendenza dai sondaggi più di quanto i candidati riescano a resistere alla tentazione delle apparizioni TV. Anche se i reporter fossero capaci di tornare al giornalismo vecchio stile facendo previsioni sui candidati in assenza di sondaggi e parlando invece con elettori, sostenitori regionali di partito e altre persone dentro all’ambiente elettorale, ebbene dato che tutte queste persone sono ora ipnotizzate dai sondaggi le loro risposte non potrebbero essere che preconfezionate. Non è rimasta alternativa se non affrontare le telecronache della corsa dei cavalli mentre questi ultimi stanno ancora allenandosi per la gara.

Walter Shapiro sta seguendo la sua undicesima campagna presidenziale ed è giornalista di The New Republic. Collabora con il Brennan Center for Justice ed è docente di scienze politiche a Yale.

Fonte: https://newrepublic.com/

Link: https://newrepublic.com/article/154124/polling-industry-crisis

June 21, 2019

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da TONGUESSY

 

9 Comments
  1. giorgio peruffo says

    I sondaggi riflettono le speranze di chi li commissiona.

  2. Tonguessy says

    Ci sono alcuni aspetti che l’articolo mette in rilievo. Il primo è che ormai non c’è più speranza di tornare al giornalismo investigativo, dato che l’opinione comune è comunque manipolata dalla propaganda mediatica. Le fonti risultano così avvelenate da non risultare più utilizzabili per la sete di informazioni.
    Collegato a questo c’è l’aspetto del business: la manipolazione nella Societé du Spectacle è soltanto una conseguenza della mole di novità che ci devono stupire ogni giorno. No spectacle no party.
    A latere di queste questioni esiste la verifica dei sondaggi, argomento non proprio banale. Se diamo retta a Popper questa è vera scienza, dato che viene falsificata ogni qualche ora. Siamo arrivati al punto in cui prima ci sono le tesi e poi arriva la matematica a supportarle. A dire il vero epistemologi di prim’ordine l’avevano sempre sostenuto decenni fa (Lakatos, Feyerabend) quindi non è una novità. Interessante che anche certi commentatori politici si rendano conto dell’utilità della scienza statistica. Un altro passo della postmodernità: viene distrutta anche la fiducia nella statistica senza trovare qualche rimpiazzo.

    1. Rosanna Spadini says

      Credo che siamo arrivati a quella fase in cui il risultato del “lavaggio del cervello” a lungo termine, si traduce in una particolare forma di cinismo e nel rifiuto categorico di credere a e in qualsiasi cosa. Forse non è più solo la “verità” in quanto tale ad essere distrutta, bensì l’assoluta possibilità di credere in un cambiamento. A questo punto il risultato prevedibile di questa operazione è la delegittimazione di ogni utopia, che sia in grado di modificare il mondo. I sondaggi registrano tutto ciò, il partito più consistente è quello dei non votanti… però nel momento in cui condivido tutto ciò che avete detto, noto anche che per le ultime europee i sondaggi sono stati abbastanza attendibili… forse solo il M5S ha perso più punti del previsto.

  3. SanPap says

    Il risultato del sondaggio dipende dalla qualità del campione di intervistati
    La qualità del campione dipende dalla qualità della sua stratificazione (es. un’opinione politica può dipendere dell’età, dalla scolarizzazione, dal sesso, dall’occupazione ecc.) e dalla numerosità degli intervistati per strato; la numerosità di intervistati per strato dipende dalla variabilità delle risposte nello strato … che poi, in ultima analisi, è proprio quello che si sta cercando; per risolvere questi problemi esistono delle apposite tabelle che permettono di preparare campionamenti attendibili ad un certo livello (es. al 60%, al 75%, al90 %) ma in genere il campione che ne viene fuori è molto ampio (è tanto più attendibile quanto più è ampio) e quindi molto costoso e richiede molto tempo per consultarlo ed estrarne i risultati.
    Si ricorre quindi ad altre tecniche, alcune serie (mi costruisco un campione e interrogo sempre quello; lo taro sulla base delle interviste già fatte e dei risultati che si sono poi veramente verificati, ossia studio quanto il campione è in grado di fare previsioni; quando faccio un nuovo sondaggio, aggiusto i risultati in base alla sua capacità di fare previsioni … anche questa tecnica è costosa, ma fornisce risultati più rapidamente) e altre ridicole che forniscono risposte ridicole, ma spesso utili per altri scopi (manipolazione ?), non quello della conoscenza del fenomeno.

  4. Vincenzo Siesto da Pomigliano says

    E’ ovvio finché i sondaggi vengono manipolati….

  5. Holodoc says

    I sondaggi servono ad influenzare il voto. Lo influenzano mostrando come vincente il partito che controlla i media.

    In questo modo gli elettori sono invogliati a votarlo (vogliono che il loro voto sia utile e non venga disperso) e scoraggiati da votate partiti più piccoli ed emergenti.

    Se i sondaggi quindi non ci azzeccano più… è semplicemente perché gli elettori non votano più chi è gradito ai media!

  6. Rossi Mario says

    I sondaggi hanno la stessa valenza scientifica delle previsioni del tempo.Traetene voi la validità.

  7. carla says

    Alla discesa in campo più famosa corrisponde anche il flop più clamoroso dei sondaggi italici. Questo significa che per beffare i sondaggisti basta rispondere come loro vogliono. Vuoi sempre che ti dica che voto pdiota? ti dirò quello che vuoi e poi nel seggio voto per chi mi pare. Per non essere manovrati mentire sempre come loro fanno con noi.

  8. cristina says

    I numeri parlano solo se le fonti sono attendibili altrimenti sono pre-confezionati per far credere che…per manipolare una realtà, per pilotare le opinioni nel caso in cui ci fossero opinioni perché a volte non c’è neanche un opinione che richiede un elaborazione mentale frutto di esperienze dirette ed incrociate con il mondo reale. Chi analizza i dati si accorge subito delle anomalie, delle contraddizioni, del falso perché nei sondaggi fanno dichiarazioni cd di comodo cariche di speranze che sono l’opposto della realtà e le dichiarazioni si possono modificare anche in base a chi hanno difronte. Il giornalismo investigativo è l’eccellenza del giornalismo tutto il resto è fuffa o informazioni piatte, si sente spesso frasi del tipo ” dicono che…” “se dice che…allora significa che..” “hanno detto questo quindi..” e sono frasi di chi vive staccato-e dalla realtà perché credono nella cd signora speranza e cavalcano emozioni fuori-controllo perché i cervelli sono stati manipolati con i cd lavaggio del cervello che ha l’intento di appiattire o livellare le opinioni. I cambiamenti ci sono e ci saranno sempre perché sono inevitabili e distruggono ogni tipo di resistenza verso un cambiamento. Il grafico è eccezionale perché fotografa con i dati la cd crisi, i grafici aiutano a sviscerare un tema complesso e pieno di aree grigie cioè opache perché pieni di dichiarazioni di comodo, nei sondaggi è molto importante il linguaggio perché le parole hanno la potenza di aprire e capire lo scenario y. Le parole sono come il cd look accecano coprono aprono modificano tagliano……..

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