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L’indipendenza catalana e il suo Badoglio sono già finiti. Ora parliamo di cose serie, per favore?

DI MAURO BOTTARELLI

rischiocalcolato.it

Probabilmente verrà ricordata come la secessione interruptus. Sicuramente, come il caso di indipendenza sovrana più rapida del mondo. Roba da Guinness dei primati. La Repubblica catalana, proclamata giovedì scorso, è già finita. E il suo artefice scappato come un Badoglio qualsiasi in Belgio alla ricerca di esilio politico per evitare la galera: Bobby Sands sarebbe davvero fiero di lui e del suo coraggio. Quale esempio di sacrificio davanti all’ideale di un popolo! Oddio, proprio tutto il popolo non era con lui, basti vedere i numeri della marcia unionista tenutasi a Barcellona nel weekend e il fatto che, al netto dell’appello di Carlos Puigdemont alla resistenza pacifica, nessuno abbia mosso un dito. Tutti mangiare tapas e a farsi, giustamente, i cazzi loro nel weekend: strano, Madrid non doveva abbattere la sua vendetta impietosa sulla Catalogna?

Non doveva dar vita a un’occupazione militare e oscurantista? A una repressione degna di Franco? No, in verità si è comportata un po’ come le farsesche dittature militari del film di Woody Allen: non solo ha avvisato Puigdemont e i suoi sodali della Generalitat che avrebbero rischiato la galera a partire da oggi, garantendo loro 72 ore per riflettere ma, addirittura, gli ha permesso di espatriare! Non basta, per quanto il procuratore generale spagnolo, José Manuel Maza, abbia chiesto l’incriminazione per il presidente catalano destituito con l’accusa di ribellione, sedizione e malversazione (insieme ai ministri del suo governo per aver permesso la dichiarazione d’indipendenza), a tutti è stata – di fatto – concessa la scelta: presentarsi dinanzi ai giudici, affrontare il rischio di detenzione immediata (e la conseguente, potenziale condanna dai 15 ai 30 anni di carcere) in caso di mancata presenza o scappare. Qualcuno magari ci andrà anche in galera per i suoi ideali ma Puigdemont non ci ha pensato un attimo ed è volato a Bruxelles.

Dove? Dalle autorità europee, come un vero leader in esilio? No, quelle non lo cagano nemmeno di striscio e hanno detto chiaro e tondo che la Catalogna non la riconoscono manco se il Benevento riesce a vincere una partita prima della fine del campionato. E’ andato dai separatisti fiamminghi. Così pare, almeno. Perché se il governo belga si è trincerato dietro un “no comment”, il presidente della regione belga della Fiandre, il nazionalista fiammingo Geert Bourgeois, nega di avere in programma un incontro con l’ex presidente catalano. Unico a degnare Puigdemont di un pensiero, nientemeno che il cantautore e deputato uscente indipendentista, Lluis Llach, a detta del quale “il presidente Puigdemont, oggi è a Bruxelles in esilio, è una vera e propria denuncia contro lo Stato spagnolo davanti alle istituzioni europee e internazionali”. Diciamo che abbiamo assistito a mobilitazione un pochino più sentite: stasera si faranno una cantata assieme. Poi che fine farà, chiuso in un ambasciata a vita come Julian Assange? Una cosa è certa, sappiamo cosa farà il suo partito, il PDeCAT, il quale ha reso noto che parteciperà alle elezioni regionali convocate per il 21 dicembre dallo Stato spagnolo!

“Il 21 andremo alle urne, ci andremo con convinzione e ci impegniamo a rispettare ciò che dirà la società catalana”, ha detto il portavoce del partito, Marta Pascal. E allora c’era bisogno di fare tutto questo casino? Era necessario far mobilitare qualche milione di persone, far prendere botte a un migliaio di loro, fargli perdere giorni di lavoro (stupisce il dato del Pil catalano, almeno stando alle ore che i suoi cittadini hanno passato in piazza a manifestare, invece che lavorare), costringere Madrid a Consigli dei ministri e sedute straordinarie delle Cortes per arrivare a questo? Ovvero, Puigdemont a Bruxelles a mangiare praline, i catalani che vivono normalmente con il delegato spagnolo alla Generalitat per gli affari correnti e le urne condivise il 21 dicembre? Voglio dire, ci hanno tritato i coglioni dal 1 ottobre a oggi per arrivare a questo risultato da minorati mentali, facendo oltretutto affondare l’IBEX e costringendo centinaia di aziende a spostare la sede fiscale? Ditemi di no, per favore.

Perché altrimenti tocca cominciare davvero a pensar male, cosa che in effetti ho fatto dall’inizio. Ovvero, pensare a una bella pantomima orchestrata per portare un po’ di instabilità nell’UE. Magari per dare una calmata sistemica a quel cazzo di overshooting dell’euro sul dollaro che non voleva calare. Oppure per eseguire uno stress test sul sistema bancario spagnolo e la sua resilienza, sia come tenuta che solvibilità e il possibile contagio al nostro in caso di tensione continua e bank-run a sportelli e bancomat. Oppure ancora per inviare un messaggio agli altri indipendentisti interni all’UE, tanto per fargli capire che alzare la cresta è facile ma tenerla dritta molto meno. Oppure ancora una nemmeno troppo velata minaccia relativa all’impasse dei negoziati sulla Brexit, proprio nel momento in cui Theresa May è più fragile a livello interno. Non lo so, magari avevano voglia di scherzare giusto per vedere l’effetto che fa, una specie di Candid Camera. Forse era una burla come quella delle scoregge registrate nella scena del bar di “Eccezziunale veramente”, con Puigdemont e Rajoy nella parte che fu di Abatantuono e Teocoli.

Ma, per favore, ditemi che tutta questa colossale pagliacciata non è stata fatta perché davvero Puigdemont e i suoi ci credevano. Come cazzo puoi sperare che Madrid resti ferma e impassibile a guardare, dopo che per primo ti sei messo dalla parte del torto, indicendo un referendum anti-costituzionale? E se Puigdemont avesse sovrastimato la reazione popolare, come dimostrerebbe la normalità della vita in Cataogna e il sì del suo partito alle elezioni anticipate indette da Madrid, allora l’intero quadro andrebbe riletto: altro che resistenza pacifica di massa e sciopero fiscale, l’indipendenza catalana è soltanto un enorme esercizio di sciovinismo ammantato da romanticismo nazionalista. E come tale va trattato. Io sono spiacente per vedove e vedovi nostrani di questa bella avventura ma, siate onesti, trattavasi e trattasi di una farsa: costata molti soldi e moltissima credibilità. Ora, magari, parliamo di cose serie. Io vi avevo messo in guardia.

Mauro Bottarelli

Fonte: https://www.rischiocalcolato.it

LInk: https://www.rischiocalcolato.it/2017/10/lindipendenza-catalana-suo-badoglio-gia-finiti-ora-parliamo-cose-serie-favore.html

30.10.2017

Pubblicato da Davide

64 Commenti

  1. Sembrava che potesse esserci una forte maggioranza di indipendentisti…ma guardando dall’Italia…come ha fatto Puigdemont a prendere una iniziativa simile senza avere la certezza di un fortissimo sostegno popolare?

    Avesse avuto un 40% di persone pronte a una ferma disobbedienza civile avrebbe avuto delle buone possibilità di ottenere quantomeno delle riforme dello statuto o magari anche della costituzione per arrivare a un referendum.

    Non solo non aveva il 40% ma avrebbe dovuto essere lui il primo duro e puro, invece sembra che se la sia data a gambe in Belgio dove sembra che lo rispediranno per direttissima nella sua amata Spagna.

    Rimane il fatto che si è dimostrato come AVENDO EFFETTIVAMENTE una alta percentuale di cittadini pronti a lottare qualsiasi potere centrale può essere messo in grandissima difficoltà.

    Dopo le figuracce della Le Pen, lo scoraggiamento di Mélenchon, la stupidità di Puigdemont, sta a vedere che gli unici che hanno il coraggio e la determinazione di essere antisistema fino in fondo saranno i tanto vituperati italiani.

    Se il M5S sta intorno al 25% e la Lega suoers il 15% qualcosa potrebbe succedere.

  2. Hahahah… A quanto pare è già tutto finito, in barba a quelli che pensavano già a chissà cosa… Ma figuriamoci.

  3. Questa faccenda ha tutta l’aria di essere appena cominciata, e tutto fa pensare che durerà a lungo.
    Si, é vero, al tempo dei baschi non c’era il digitale, adesso possono individuarli uno per uno. Tre milioni?

    Intanto cominciamo con il cancellare la Spagna dai programmi di vacanza.

    Perché?

    Per prudenza.

    • Questa faccenda ha tutta l aria di essere definitivamente finita anzi mai realmente cominciata

      • Premesso che non ne so abbastanza, la cosa che mi rende dubbioso é che sono tanto emotivi, si esaltano e si accasciano repentinamente e con facilità.

        Per il resto, come ogni popolo, sono una comunità composita con elementi rassegnati ed altri decisi e determinati.

        Confermo quello che ho scritto all’inizio, che sarebbe stata una vicenda istruttiva.

        Vedremo.

  4. Poi mi chiedono come mai sono sospettoso. Vi ricordate di Tsipras e del mitico referendum greco?

  5. I catalani che fanno terrorismo… 😀

    Vabbe’ diciamo la verità, tutto può essere però francamente…col capo politico che scappa come una lepre a chiedere pietà in un paese da dove lo rispediranno nelle braccia della Guardia Civil a pedate nel didietro…

    Comunque una cosa è certa e cioè che esistono segnali di inquietudine che non sono mai realmente “forti” ma si trovano nel mezzo di una situazione europea che ormai da quasi dieci anni non riesce più a stabilizzarsi.

    Speranze ce ne sono ma dipende da noi.

    Da noi italiani, perché a quanto pare i cugini transalpini si sono orrendamente rin colioniti

    Noi italiani andiamo TUTTI a votare e deve essere o per la Lega o per il M5S.

    • Si andate. andate a rimpinguare le tasche di questi cialtroni che percepiscono tot euro per per voto come rimborso elettorale. andateeeeeee.
      Qualcuno sa dirmi quanti milioni sono entrati alla lega dal mitico referendum sull indipendenza di Lombardia e Veneto?

      ahahahah..

    • Quante possibilità ci sono che Lega e il Movimento possano accordarsi tra loro generando un sodalizio stabile? Secondo me poche e se anche nascesse qualcosa verrà destabilizzato immediatamente in modo tale da consegnare palazzo Chigi ad un elemento sistemista, esponente delle larghe intese.

  6. E ancora una volta,ci viene in aiuto l antichissima ed esoterica scienza della fisiognomica,guardando il viso di questo politico.
    Dove sono,gli uomini che ci dovrebbero dirigere? Dove?

  7. “… l’indipendenza catalana è soltanto un enorme esercizio di sciovinismo ammantato da romanticismo nazionalista.”

    Si, Bottarelli, è vero, ma non del tutto.

    Non c’è solo questo aspetto. Magari i borghesi catalani non volevano arrivare a tanto e hanno mollato il carro che cominciava a prendere il suo abbrivio. Forse avevano solo da rimetterci e non volevano avere a che fare con altre istanze che esondavano oltre la questione “nazione” e rischiavanno di andare a lambire la questione “sociale”.

    A proposito, ma visto che un giorno si è l’altro pure si parla di elitè finanziarie, stavolta le elitè finanziarie pare che non sono rimaste alla finestra, anzi.

    Qualcuo andrà in galera? Qualcuno già ci è in galera. Oltre alla galera, alla legalità costituzionale, alle aziende e ai capitali (che vengono messi e spostati a piacimento loro) cosa hanno da metterci sul tavolo del conflitto sociale? Nulla.

    Anzi no, una legittima parata unionista con tanto di bandiere di tutti i tre tipi: quelle spagnole, quelle catalane e quelle blu stellate dell’Unione Europea. Fine e titoli di coda.

    E a ben vedere intorno a questo nulla del potere ci sarebbe di che riflettere.

    E men di nulla si dimostrano i dispositivi tampone come Podemos (vedere la loro insignificanza nella questione e la finale purga politica interna).

    Ridurre tutto in una burla e in una caricatura degli eventi per il solo piacere personale (effimero) di ritagliarsi un ‘avevo ragione’ pur pagando un grosso sconto di superficialità, non sembra un buon viatico per pretendere poi di farsi seguire alla caccia di cose serie.

    La stabilità è in mano alle elitès, finanziarie o militari che si mostrino di volta in volta. Vogliamo i posti di lavoro, i piani quinquennali e la stabilità? E allora non rompiamo le palle alle elites.

    E’ cosa serià distinguere elites finanziarie da elites militari?

    E’ cosa seria indurre a contrastare le elites finanziarie e pretendere allo stesso tempo di avere una migliore economia e maggiore benessere senza passare per alcun trambusto?

    E’ cosa seria distinguere finanza (cattiva) ed economia (buona) un tanto al quintale come fossimo in una fiaba da mulino bianco?

  8. Bottarelli è troppo precipitoso poiché utilizza gli occhiali del secolo scorso per interpretare il processo d’indipendenza catalano.
    Ieri Oriol Junqueras ha scritto un articolo nel Punt-Avui di Girona [vera roccaforte dell’indipendentismo] che nei prossimi giorni verranno prese decisioni che… sembreranno incoerenti. Ebbene, Junqueras ha chiesto alla gente di avere fiducia [d’altra parte non si rischiano fino a 30 anni di carcere senza una buona ragione, giusto?], e da quanto ne so [gli amici indipendentisti mi passano gli ordini del giorno di ANC e Omnium tramite whatsapp] tutti erano avvisati che questa non era una passeggiata [soprattutto quando si vuole fare una rivoluzione assolutamente pacifica].
    È bene ricordare che gli indipendentisti non avrebbero mai e poi mai voluto arrivare alla repubblica tramite una dichiarazione unilaterale poiché sarebbe stata una indipendenza zoppa e senza la giusta legittimità.
    Io credo che il vero obiettivo è sempre lo stesso, ossia, riuscire a fare il benedetto referendum concordato con effetti legali tramite il quale il perdente accetta il risultato pacificamente.
    Visto che è probabile che alle elezioni del 21-D si presenteranno due blocchi uniti [indipendentisti-repubblicani vs. costituzionalisti-monarchici] questa tornata elettorale sembra, in effetti, un referendum “monarchia vs. repubblica”.
    E se vincessero nuovamente gli indipendentisti?

    • Il punto è tutto nelle elezioni.
      Se aumentano i seggi possono ancora vincere altrimenti bisognerà riconoscere che hanno fatto un pasticcio.

      Non ho capito se Puigdemont ha chiesto o no l’asilo.
      Nel caso non sarebbe un buon segno.

      • Domani [anzi oggi] alle 12h30 è previsto un discorso di Puigdemont in diretta dal Belgio.
        È bene che chiarisca qualche cosa altrimenti molta gente si sentirà ingannata.
        E quella parte più radicale di questa gente potrebbe anche decidere di cambiare il modello di lotta se non gli viene spiegata la ragione per cui bisognerebbe accettare la convocazione elettorale fatta da Madrid che per loro è ormai un paese straniero…
        Accettare le elezioni significa che si dipende ancora da Madrid, dunque, la repubblica – di fatto – non esiste.
        Vedremo.
        Hasta pronto.

        • Giulio, ascolta questo signore, Santi Vila, cosa dice nel 2014.

          Perchè dovevano fare i tagli di 6000 milioni…la gente si inkatza…e allora gli devi dare il contentino…
          Quale?
          Ti inventi il discorso “sovranista”…il discurs soberanista o relatiu soberanista che gli dà speranza…ma in chiave di legalità ossia col cavolo che lo fai sul serio sennò Madrid ti fa nero…
          E infatti a un certo punto Santi Vila come sai si dimette…

          Qui Santi Vila a un forum economico a dicembre 2014. Per capire inizia dal minuto 17:53…il bello arriva da 18:36, fine a 19:05, totale un minuto e venti

          https://www.youtube.com/watch?v=8Fj6WhtTB7o

          Saprai dell’intercettazione uscita recentemente di Junqueras che dice che “si decimos la verdad estamos muertos”…e oggi Oriol dice che in fondo le elezioni sono una cosa buona…

          Puigdemont non scappa da Madrid…scappa dai catalani… 😀

          • Fa bene a scappare dato che ormai persino i catalani hanno capito che tutta questa storia è una pagliacciata!

          • D’altra parte giovedì scorso, il giorno nel quale era filtrata la notizia che Puigdemont aveva accettato di convocare le elezioni in cambio della revoca dell’art. 155, la CUP convocò una manifestazione davanti alla Generalitat nella quale comparvero manifesti con scritto “traditore”. Io credo che Puigdemont – vero indipendentista, sincero e democratico – è rimasto mortificato per ciò che accadde quel giorno poiché si è sentito tradito da chi ha scatenato la piazza per esercitare pressioni su di lui. So per certo che Puigdemont è sempre stato consapevole del rischio del carcere. Un suo ex compagno di partito del CiU aveva dichiarato, in un’intervista che vidi in televisione, che Puigdemont era la persona più testarda che aveva conosciuto e che era perfettamente consapevole del suo futuro: o l’indipendenza o la carcere. Ma giovedì scorso [il giorno in cui si è dimesso Santi Vila] qualcosa si è rotto dentro quest’uomo: forse ha capito che non vale la pena rischiare 30 anni di carcere per diventare il martire di qualche ingrato. Troppo facile predicare eroismo quando sono gli altri che rischiano. E adesso, come tu dici, è probabile che stia scappando dai catalani.
            In queste ultime due settimane [dopo la dichiarazione sospesa] ho più volte detto agli indipendentisti: “A parte la narrativa del popolo oppresso molto ben rappresentata dal video ‘Help Catalonia’ nel quale questo messaggio risulta essere poco credibile poiché troppo esagerato, esiste un piano B? Se questa è l’unica arma che avete e se non ci saranno altri eventi repressivi da parte del governo, non andrete troppo lontano”. Ma loro mi rispondevano: “Fidati”, e io: “Visto che avete scelto la non violenza, o interviene un’entità esterna che vi aiuta riconoscendo la repubblica, oppure questo risultato è il massimo che potevate raggiungere”.
            Oggi alle 12h30 Puigdemont finalmente dovrà parlare chiaro.

    • A mio parere, non è strano perché queste cose sono previste in anticipo.
      Aggiungo che il mio sospetto è che lo scopo di tutto era mettere un bel FINE allla questione indipendenza della Catalogna. Ora verranno prese misure per evitare che accada di nuovo e così si capirà che Puigdemont era solo un idiota utile a questo piano.

      • Nel 2012, all’inizio del processo indipendentista avevo il tuo stesso sospetto.
        E l’ho perfino espresso agli amici indipendentisti, i quali mi hanno risposto che ero troppo diffidente.
        Il mio sospetto deriva da un semplice ragionamento su Artur Mas, il delfino di Jordi Pujol che nel 2012 annuncia la virata di CiU [partito storicamente autonomista e negoziatore con Madrid] verso l’indipendentismo.
        Mi chiedevo la ragione della virata.
        Sopravvivenza politica o scappatoia “berlusconiana” alle inchieste giudiziarie sulla corruzione di CiU?
        Un dettaglio: il prossimo dicembre [o gennaio] Andorra annullerà il segreto bancario…

  9. C’era da aspettarselo. Ma non lo avevate capito che dopo 500 anni di unità la voglia di indipendenza fosse solo un fatto di folklore, più simile al tifo calcistico che ad un vero senso patriottico?
    E poi, non ho mai visto andare contro ai carrarmati uno con la pancia e il conto corrente in banca pieni!

  10. Articolo allucinante quanto spregevole. Comunque: Ogni precipitazione dello scontro politico e sociale mette alla prova gli orientamenti generali della sinistra e ne svela la natura profonda. Le sinistre riformiste di Spagna e Catalogna rappresentate da Podemos e Izquierda Unida hanno mostrato tutta la loro subalternità all’imperialismo spagnolo.
    Garzon, segretario di I.U spudoratamente si lascia andare a dichiarazioni del tipo:” Non è coerente essere comunista e indipendentista…il comunismo è internazionalista…”. BEATA IGNORANZA POLITICA E STORICA! Un popolo che opprime un altro popolo non può essere libero diceva Marx, rivendicando l’indipendenza della Repubblica dell’Irlanda dalla corona britannica. “Libera unione di libere nazioni” sostenevano Lenin e Trotsky. Perciò l’autodeterminazione delle nazionalità oppresse fu una delle bandiere della Rivoluzione d’Ottobre e della Terza Internazionale Comunista. Capito cari Garzon e Podemos? Ad ogni modo non credo che la partita sia conclusa, e stando l’Europa, questa Europa, messa maluccio, ne vedremo delle belle, si fa per dire, non solo in Spagna ma ovunque…

    • Ma perché spregevole?

    • Alberto Capece Minutolo

      finalmente qualcuno che comprende qualcosa di ciò che sta accadendo

    • Chi esce davvero sconfitto da questa rivoluzione [per ora fittizia… mai dire mai…] sono le vecchie e le nuove sinistre.
      Le vecchie sinistre da molti anni sappiamo da che parte stanno [da ascoltare le parole di Alfonso Guerra riguardo agli indipendentisti].
      Sinceramente speravo che tutta questa spinta repubblicana da parte dei coraggiosi catalani ispirasse un partito come Podemos a reclamare un referendum nazionale monarchia-repubblica che avrebbe avuto un effetto sistemico sia in Spagna che in Europa.
      Ma purtroppo Podemos – che sembra il classico partito “stesso vino in botte nuova” – non ha raccolto la sfida.

  11. Un po’ di caos fa sempre bene, ripulisce e ricicla un po’ di rifiuti umani ed ideologici, e consente a qualcuno di occupare spazi e pensieri…La parte condivisibile di questo articolo sta proprio nelle ipotesi relative agli effetti meno evidenti di questa storia. Ma di evidente c’è che si tratta di una finta rivoluzione, che non ha scaldato più di tanto gli animi dei catalani, nonostante la spinta mediatica dei loro governanti sia stata notevole. Tuttosommato non è durata neanche tanto e non ci sono nemmeno stati incidenti gravi di sangue o altro; certo, bisognerebbe stare sul posto per avere il polso preciso della situazione, ma non si deve dimenticare che in generale gli Spagnoli (nonostante le pretese autonomie, fra le quali la più convinta è probabilmente quella dei baschi) rimangono un popolo nazionalista. Se poi si è consentito al capo dei rivoluzionari di scappare, in un territorio molto sospetto, vicino alle sedi del mostro europeo, non è così certo che verrà rimandato al mittente. A Bruxelles si potrebbe chiudere il cerchio di questa storia.

  12. Una pagliacciata che dovrebbe metterci in guardia dai “rivoluzionari” di casa.

  13. Alberto Capece Minutolo

    L’autore e i commentatori sono afflitti dall’incapacità ontologica di essere seri. Se non si capisce quale impatto possa avere la fuga all’estero di dirigenti politici, cosa che è all’origine di tutte le guerre d’indipendenza, rivoluzioni e rivolte, allora tuti i cuor di leone da tastiera nella misura in cui sono pecore nella vita reale, dovrebbero prendere il capino e scuoterlo per vedere cosa è rimasto, ammesso che mai ci sia stato qualcosa.

    • Puigdemont continua a predicare di non fare atti violenti [il suo avvocato sostiene che questa preoccupazione supera la paura della prigione] e finché avrà la fiducia degli indipendentisti non ci saranno atti violenti.
      Pertanto, le parole che pronuncerà in questi giorni sono IMPORTANTISSIME.
      Forse – per essere serio e credibile – dovresti spiegare come si passa l’esame della patente sulla serietà

    • Quale impatto può avere la fuga all’estero di Puidgemont&Co.?
      Cosa vuoi dire? Ti spiace spiegarti?
      Grazie.

    • Effettivamente bisogna riconoscere che già la fotina, molto ispirata, conferisce una certa serietà, per non dire ovviamente dei contenuti alti ed illuminanti il gregge.

  14. Già dall’inizio avevo detto e sostenuto che la questione catalana era tutta una pagliacciata, spiegandone le ragioni; tuttavia qualche ingenuo (in questa discussione presente) era intervenuto vivacemente contro la mia tesi.
    I fatti finora verificatisi a me danno ragione, agli ingenui, invece, vivaci ceffoni morali. Nonostante la sempre più chiara evidenza, però, non si distolgono dalle loro inconsistenti teorie, continuando a giocare a fare i politologi da tastiera smunta.

    • “A parte l’inconsapevole popolo Catalano, del tutto ignaro di essere mero strumento eterodiretto, la questione indipendentista è tutta una farsa, probabilmente architettata al fine di fare pressioni politiche per ottenere ben altro.
      L’indipendenza è solo lo specchietto per le allodole, altrimenti non si spiegherebbe, ad esempio come mai la Guardia Civil non abbia menomamente sfiorato i seggi ove hanno espresso la loro falsa preferenza gli appartenenti alla nomenclatura catalognese (Sindaco etc., etc.)”.

      Ossia, un classico teorema complottista tautologico che i fatti hanno già invalidato da tempo.
      Capisco però che non è facile separarsi dalle convinzioni delle quali ci s’innamora anche perché vedere complotti ovunque è – in fondo – rassicurante sebbene deprimente.
      Veramente l’unico soggetto davvero inconsapevole sembri essere tu.

      • Intanto i fatti evidenziano che la cantonata la presa Lei, dimostrando l’inconsistenza delle sue supercazzole del tipo: “classico teorema complottista tautologico che i fatti hanno già invalidato da tempo”.
        Quindi due cose: metta da parte la cafonaggine e mi dia del Lei (perchè non siamo compari, meno che mai amici) e impari a dare senso compiuto alle locuzioni.
        Infine, non basta avere un amico (presunto) al Mossos de Squadra, come pure ha vantato, per capire la questione catalana.

  15. La paura vince la noia … non la pancia vuota..e senza un popolo con la pancia vuota le rivoluzioni si infrangono di fronte alla inesorabile realtà che dopotutto non ce la passiamo così male da rischiare l’addiaccio…

  16. La finiscano di rompere i cabasisi questi spagnoli unionisti e separatisti; perchè non vanno a ballare il falmenco e a organizzare una plaza de toros: farebbero di certo più bella figura!

  17. 10 e lode.

  18. Solo una riflessione.
    L’ articolo si commenta da se,
    Come si puo’ ancora accettare un confronto dialettico con qualcuno dei “menestrelli” del Titanic che affonda da anni con le solite “litanie” rappresentative dei “servi del potere”.
    Lo dico per qualche poster (che io considero brillante) che vedo anche qui replicare, e comunque partecipare ,ad una discussione “inutile”, messa su un piano di analisi completamente falsato da chi ha scritto l’ articolo.
    Lasciate perdere gli articoli dei “menestrelli della corte dei falliti” e partecipate invece ai soli threads (numerosi) spunti di riflessione che sollevano molti articoli ripresi da CDC.

  19. Applausi.
    C’era addirittura qualche giornalista come tale Mitt Dolcino che vaneggiava di “Sangue nelle Strade” e altre bestialità. Alla fine invece “Tutti a mangiare tapas e a farsi, giustamente, i cazzi loro nel weekend”. Come era ovvio sarebbe andata.
    Il Carnevale di Barcellona fuori stagione è finito.
    Non si può non concordare con Mauro Bottarelli: torniamo a parlare di cose serie.
    Probabilmente i cosiddetti “Indipendentisti” si sono definitivamente saziati dopo la vittoria in campionato del Girona sul Real Madrid: perché va bene la “Patria”, ma vuoi mettere il Calcio!

    • “Probabilmente i cosiddetti “Indipendentisti” si sono definitivamente saziati dopo la vittoria in campionato del Girona sul Real Madrid: perché va bene la “Patria”, ma vuoi mettere il Calcio!”

      ahahahahah………

  20. Puidgemont da Bruxelles : “Siamo pronti ad andare in prigione per 30 anni”.

    (ilfattoquotidiano.it)

    Certo…detto da Bruxelles suona proprio come una presa per i fondelli……….era meglio tacere!

  21. che teatro dell’assurdo è diventata questa storia!

  22. Beh Puigdemont ha fatto(bene) il suo lavoro e ora, in un modo come non mai nella storia, tutti sanno che la Catalogna ha dichiarato l’Indipendenza. Il dado è tratto, si può solo andare avanti, non si torna indietro, libertà e giustizia a venire…I Catalani lo sanno benissimo e otterranno ciò che vogliono! Puigdemont è ospite dei Fiamminghi, a due passi dal centro della Ue, quelli che unici in Europa hanno bloccato l’accordo CETA e che tra l’altro hanno dei conti in sospeso con la Spagna. Siamo appena all’inizio di una tempesta che sicuramente travolgerà l’Europa nei prossimi decenni!

    • Speranzoso. 🙂

      • Non coltivo questi stati d’animo fallimentari caduti assieme a un intero mondo. Il mio stato è affermativo e il mio animo è FIDUCIOSO.. Ci vivo molto meglio, miro nel concreto ai risultati e non soppeso né il quanto né il come.

        • Guarda, non è per romperti le scatole ma per farti riflettere. A me ribatti pure come vuoi..ma poi..fermati per te a pensare un secondo…se vuoi:

          Fiducia : “Attribuzione di potenzialità conformi ai propri desideri, sostanzialmente motivata (…)”

          Speranza: “Attesa fiduciosa, più o meno giustificata, di un evento gradito o favorevole”

          Ora, giochiamo pure con le parole…se vuoi.
          Sostanzialmente non esiste una vera e propria differenza tra l’essere “fiduciosi” e l’essere “speranzosi”.
          Dunque rifletti un secondo (senza paura….non ti accade nulla di brutto). Tu dici : “Non coltivo questi stati d’animo fallimentari”
          mentre in realtà stai facendo proprio quello (almeno…dal TUO punto di vista..attenzione è il TUO…..ok?)

          Tolti gli occhiali da sole:
          Puidgemont ha fatto un lavoro PESSIMO, se si vuol credere alla sua buona fede, e io personalmente non ci credo affatto!
          Attenzione altrettanto ha fatto Rajoy…

          Siamo certamente all’inizio di una tempesta che travolgerà l’Europa ma mi sa, così, per intuito, che NOI (popoli) saremo quelli che se la prenderanno in saccoccia.
          Ciò che dico io è motivato dal fatto che il POTERE i questo momento ha un POTERE mai visto, delle potezialità MAI VISTA, una conoscenza MAI VISTA, noi popoli non abbiamo NULLA, possiamo essere annientati in ogni istante.

          Ciò che dici tu è motivato dalla speranz….EHM…NO….dalla fiducia!

          • Naturalmente sono di parere opposto, la mia direzione è completamente diversa dalla tua. Io traggo quello che so contaminandomi, si superano i pregiudizi, la molto comune sclerosi egotica. Perché forse so molto bene come si creano le cose dal nulla, le creo anch’io…..cosicché io ho fiducia e non speranza.

          • “Io traggo quello che so contaminandomi, ”

            Non capisco. Lo lego a quello che hai scritto prima cioè che non mi coinvolgo. potresti spiegarmi cosa intendi?

          • Mi “inquino” mi contamino con le ragioni dell’Altro, dell’escluso, dell’o-sceno(il fuori scena). Alla larga dalla binaria(logica) amico-nemico, incluso-escluso, vero-falso, bene-male,immanente-trascendente…….fuori e dentro, non cosa farmene del (tuo) POTERE (teologico-politico). Sono disposto alla Ragione dell’Altro, quell’altro che viene…..ed è prima di me….

          • Quando sarai davvero “oltre” quella (binaria) logica non ci sarà nessun Altro, né prima, né dopo, né soprattutto Te. E ti accorgerai che non sarai mai contaminato, ma la contaminazione. Non so che farmene di ogni cosa, mi coinvolgo con tutto.

  23. Secondo me questo articolo deliberatamente sottovaluta quello che è accaduto e che sta accadendo.
    La gente a votare ci è andata davvero. I Catalani indipendentisti ci sono davvero. Quelli che si sono fatti incarcerare ci sono davvero.
    Non comprendo bene la strategia di Puidgemont. Secondo me, quando si fa una scelta di questo tipo si va fino in fondo. Ci si fa arrestare e diventi Nelson Mandela. Si chiama il popolo alla disobbedienza civile, fino alla vittoria o alla sconfitta.
    Forse se l’è fatta sotto. E ha sbagliato lui. Ma la causa catalana resta là, e si incancrenisce, che ci piaccia o no.

  24. Gente che è consapevole di giocarsi 30 anni di galera per raggiungere un nobile obiettivo senza volere usare la violenza, ha tutto il mio rispetto.
    Troppo facile predicare eroismo se la galera se la fanno gli altri.

    • Ho appena visto un telegiornale di sky. il giornalista non ha avuto esitazioni, il reato principale indicato nella richiesta di estradizione, l’insurrezione mi pare, non esiste in Belgio, il processo potrebbe durare anni e il nostro ha già parlato alla televisione e potrà, in questo modo, essere attivo nelle elezioni indette da Madrid.

      Proprio non mi riesce di capire la posizione di quelli che hanno in mente la visione romantica (?), moralistica (?), del sacrificio “per la causa”. Troppi film? Romanzi d’appendice? Devastati dalla religione?

      Ad ogni modo con quelli non ci farei, non dico una rivoluzione, anche una gita fuoriporta potrebbe rivelarsi pericolosa con loro.

  25. Ecco qua:

    http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-41881961

    un risultato molto significativo, e difficilmente prevedibile per chi conosce i belgi.

    Ma tant’é, siete invitati a rimettervi in saccoccia i nomignoli e l’intento lapidatorio, almeno per il momento.