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L'INDIA SI UNISCE ALLA ZONA ASIATICA DI ESCLUSIONE DEL DOLLARO, E SCAMBIER CON L’IRAN IN RUPIE

FONTE: Zero Hedge

Due settimane fa scrivemmo un post che avrebbe reso evidente che, mentre gli Stati Uniti e l’Europa avrebbero continuato a dire che tutto va bene e che loro sono, in qualche modo, solvibili, l’Asia sta drizzando le antenne. Per testimoniarlo: “Per chiunque si chieda a cosa potrebbe somigliare l’abbandono per il dollaro dello status di riserva monetaria, facciamo una citazione da Hollow Men: non con un colpo, ma un gemito. O, in questo caso, a una serie intera di accordi bilaterali che quietamente cercano di rimuovere la valuta statunitense come intermediario.
Come in questi esempi:
World’s Second (China) And Third Largest (Japan) Economies To Bypass Dollar, Engage In Direct Currency Trade“, “China, Russia Drop Dollar In Bilateral Trade“, “China And Iran To Bypass Dollar, Plan Oil Barter System“, “India and Japan sign new $15bn currency swap agreement“, e ora questo: “Iran, la Russia sostituisce il dollaro con il rial e il rublo negli scambi, afferma la Fars“.

Oggi

aggiungiamo l’ultimo paese

che si è associato alla zona asiatica di esclusione del dollaro: “India

e Iran si sono accordati per pagare una parte dei 12 miliardi di dollari

annui per gli scambi petroliferi in rupie, ha riferito venerdì

una fonte governativa, ricorrendo alla valuta sanzionata dopo più

di un anno di problemi di pagamento di fronte alle nuove e ancora più

dure sanzioni degli Stati Uniti.”

Per sintetizzare: Giappone, Cina, Russia,

India e Iran, i paesi che insieme fanno la parte del leone della produzione

mondiale e che, combinati, sono tra i più grandi esploratori e produttori

di energia. E ora hanno tutti accordi bilaterali parziali, e sarà molto

probabile che questi accordi da bilaterali diventino multilaterali,

grazie alle iniziative di politica estera di Obama che, cercando di

spingere questi paesi nell’angolo, li ha costretti a cercare piattaforme

alternative, escludendo il dollaro.

Ma sì, a parte quanto detto sopra,

il dollaro è ancora la moneta di riserva… se non altro quello

con cui si fanno i calcoli per sapere quanto soldi si pagano in cambio

di un collaterale del “mondo sviluppato”.

Sull’insediamento dell’India nel circolo

del dollaro sfortunato, dalla Reuters:

Una delegazione

indiana è stata a Teheran questa settimana per discutere le opzioni

per i pagamenti e la fonte ha detto che la decisione di pagare in rupie

è stata presa in una riunione che si

è tenuta lì.

“La Banca Centrale

dell’Iran aprirà un conto con una banca indiana per ricevere i

pagamenti e per trattare le importazioni”, ha detto la fonte che

ha conoscenza diretta della materia, aggiungendo che il sistema nuovo

partirà “presto”.

La fonte non ha specificato

il nome della banca indiana. Ma altre fonti hanno riferito

che l’Iran potrebbe aver aperto un conto con la Banca UCO indiana che

non ha interessi negli Stati Uniti.

Cosa è diventata l’India?

India, il quarto maggiore

consumatore di petrolio al mondo, si affida all’Iran per circa il 12

per cento delle sue importazioni, 350.000-400.000 barili al giorno (bpd),

ed è il secondo maggior cliente petrolifero di Teheran dopo la Cina.

Ma Washington ha scagliato sanzioni finanziarie ancora più

rigide sull’Iran e vuole che l’Asia, il più

grande mercato petrolifero di Teheran,

tagli le importazioni in una manovra per spingere la nazione islamica

a rinunciare alle sue ambizioni nucleari, che sospetta siano dirette

alla produzione di armi.

E, oh sì, abbiamo dimenticato la Turchia,

la porta d’ingresso (ultimamente molto incazzata) per l’Europa.

Giovedì

Turchia e Iran hanno riferito di voler aumentare i trasferimenti finanziari

e che quest’attività è in preparazione per rafforzare i legami tecnici

bancari.

Quando il dollaro va a vuoto e la valuta

è svalutata, comincia il baratto:

Il Segretario al Commercio

indiano Rahul Khullar ha detto questa settimana che la delegazione indiana

in Iran potrebbe eludere le sanzioni statunitensi per proteggere le

forniture di petrolio e per promuovere le esportazioni indiane.

La fonte statale ha riferito che l’Iran ha acconsentito a incrementare le importazioni dall’India che assommavano a circa 2,7 miliardi di dollari nel 2010/11 e che comprendono farina di semi di lino, riso e tè.

Ciò proteggerà in qualche modo (l’Iran) dalla volatilità del tasso di cambio”, ha detto la fonte.

Ironicamente, come è stato affermato

qui in passato varie volte, decretando le sanzioni proposte e l’embargo,

gli Stati Uniti, ma soprattutto l’Europa, non stanno facendo altro che

tirarsi la zappa sui piedi, preparando il terreno per un disprezzo assoluto,

e così la fata buona politica aguzza nazionalmente per il piace di

Cina, degli Stati Uniti ma permetterà alla “zona asiatica di esclusione

del dollaro” di acquistare ancora più greggio e a prezzi più convenienti,

mentre nel contempo costringerà a costruire relazioni monetarie più

strette con i paesi vicini, relazioni che si affidano sempre meno sulla

sempre meno rilevante valuta di riserva mondiale.

L’appoggio asiatico per le sanzioni statunitensi è vitale dato che la regione compra più di metà delle esportazioni quotidiane di greggio dall’Iran. L’Unione Europea ha accettato in linea di principio a fermare le importazioni di greggio iraniano e potrebbe finalizzare il bando il 23 gennaio..

La Cina, il più grande cliente petroliero dell’Iran, ha rifiutato le sanzioni statunitensi ritenendole inadeguate e ha difeso le sue massicce importazioni dal secondo maggiore produttore petroliero nell’OPEC.

La necessità può essere la madre di tutte le virtù del dollaro, ma Obama è sicuramente il padre delle necessità.

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Fonte: http://www.zerohedge.com/news/india-joins-asian-dollar-exclusion-zone-will-transact-iran-rupees

21.01.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

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