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L'IMPRESSIONANTE CRESCITA DELLA MALATTIA MENTALE IN AMERICA

DI BRUCE E. LEVINE
Counterpunch.

Una conversazione con Robert Withaker

Nel 1987, prima dell’entrata sul mercato del Prozac e dell’attuale onnipresente uso di antidepressivi e psicofarmaci, il tasso di invalidità da malattia mentale degli Stati Uniti era di un americano su 184, ma dal 2007 questo numero si è più che duplicato arrivando a contare un americano su 76. Robert Whitaker era curioso del motivo che stava causando questo drammatico aumento dell’invalidità da malattia mentale. Le risposte sono nel suo nuovo libro, Anatomy of an Epidemic: Magic Bullets, Psychiatric Drugs and the Astonishing Increase of Mental Illness in America [“Anatomia di un’epidemia: proiettili magici, psicofarmaci e l’impressionante crescita della malattia mentale in America” ndt].

Le conclusioni di Whitaker creeranno dei problemi sia alla Big Pharma che alla psichiatria istituzionale, ma le sue credenziali e la sua abilità renderanno difficile emarginarlo. Whitaker, già autore di quattro libri, compreso Mad in America [“Pazzi in America”, ndr] che parla del maltrattamento dei malati mentali, ha vinto un George Polk Award come giornalista per il Boston Globe per delle opere sulla medicina ed un National Association of Science Writers Awards per il miglior articolo di rivista; inoltre, fu candidato finalista per un Premio Pulitzer. Nella tradizione di Michael Pollan, Eric Schlosser ed altri giornalisti investigativi che vengono presi sul serio, Whitaker è scrupoloso, equo e descrive fenomeni complessi in un modo facile da comprendere.

Levine: Dunque, il tasso di invalidità da malattia mentale è raddoppiato dal 1987 ed è aumentato di 6 volte rispetto dal 1955. Allo stesso tempo, l’uso di psicofarmaci è enormemente cresciuto negli anni ’50 e ’60, per poi schizzare alle stelle nel 1988, dopo che il Prozac è stato immesso sul mercato. Di conseguenza, oggi i soli antidepressivi e gli antipsicotici fatturano più di 25 miliardi di dollari ongi anno negli Stati Uniti. Ma come lei sa, correlazione non significa causalità. Cosa le fa credere che l’aumento dell’uso di psicofarmaci è il principale motivo dell’incremento delle malattie mentali?

Whitaker: la crescita del tasso di invalidità dovuta alle malattie mentali è semplicemente il punto di partenza del mio libro. I numeri sull’invalidità non provano nulla, ma, tenendo conto del fatto che questo impressionante aumento è avvenuto di pari passo con l’incremento da parte della nostra società dell’uso di psicofarmaci, questi dati sollevano un’ovvia domanda. E’ possibile che, per un qualche motivo imprevisto, il nostro paradigma di cura basato sulle medicine stia alimentando la crescita del tasso di invalidità? Per poter indagare sull’argomento bisogna domandarsi due cose. Primo: gli psicofarmaci influenzano il corso a lungo termine dei disturbi mentali per il meglio o per il peggio? Aumentano la probabilità che un soggetto sarà in grado di migliorare col tempo o che finirà per essere un invalido? Secondo: è possibile che un individuo con un mite disturbo possa avere una cattiva reazione ad un primo farmaco e che questo lo ponga poi su un sentiero che può portare ad una invalidità a lungo termine. Ad esempio, una persona con un lieve attacco di depressione potrebbe avere una reazione di tipo maniacale ad un antidepressivo, che verrebbe poi diagnosticata come disturbo bipolare e curata con un cocktail di farmaci. Questo succede di frequente? E’ possibile che si tratti di un percorso iatrogenico (disturbi causati dalle azioni dei medici) che sta contribuendo ad alimentare l’aumento nei tassi di invalidità?

Questo è quindi il punto iniziale del libro. Ciò che ho fatto in seguito è stato dare un’occhiata a ciò che la letteratura scientifica – una letteratura che si protrae ormai da 50 anni – ha da dire su tali problemi. E questa letteratura è notevolmente coerente nella storia che racconta. Sebbene gli psicofarmaci possano essere efficaci a breve termine, aumentano la probabilità che un individuo diventi un malato mentale cronico nel lungo termine. Sono rimasto sorpreso nel vedere emergere quest’immagine più e più volte nel tracciare i risultati a lungo periodo degli studi sulla schizofrenia, l’ansietà, la depressione e il disturbo bipolare. Inoltre, la letteratura scientifica mostra che molti pazienti trattati per un per un problema più lieve peggiorino in risposta ad un farmaco – ovvero hanno un episodio di tipo maniacale dopo aver preso un antidepressivo – che può condurre ad un nuova e più grave diagnosi come il disturbo bipolare. Questo è un percorso iatrogenico ben documentato che sta aiutando ad alimentare l’aumento delle cifre dell’invalidità.

Ora, potrebbero esserci vari fattori culturali che contribuiscono all’aumento del numero di invalidi mentali nella nostra società. Ma gli studi – e questa è davvero una storia tragica – mostrano chiaramente che il nostro paradigma di cure basato sui farmaci è una delle cause primarie.

Levine: ho un po’ di esperienza clinica e ho potuto vedere vari esempi di ciò di cui stai parlando; avevo già esaminato molti degli studi scientifici che tu esponi dettagliatamente in Anatomy of an Epidemic, quindi non sono un lettore del tutto ingenuo. Ad ogni modo, leggendo il tuo libro e capendo l’enormità del problema e quanto sia schiacciante l’evidenza di un’orribile crisi, ho cominciato ad avere un po’ di voltastomaco. Mi chiedo, dal momento che hai approfondito la ricerca, hai cominciato facendo dei confronti con Rachel Carson e Silent Spring [“Primavera Silenziosa”, ndt]? In particolare, una tale enorme e inutile tragedia, che colpisce diversi milioni di persone compresi bambini, non viene praticamente ancora trattata dai mass media.

Whitaker: Un mio amico giornalista, che è stato per lungo tempo reporter per il Washington Post ed il Newsday, ha detto che anche lui ha pensato a Silent Spring quando ha letto Anatomy of an Epidemic. Ed ero in effetti sbalordito da molto di ciò che ho scoperto mentre facevo ricerche per il libro, facendomi a volte sopraffare dalla vastità della tragedia. Mi lasci fare un esempio specifico. Quando ci si documenta sull’ascesa della malattia bipolare giovanile in questo paese, si nota che si manifesta di pari passo con la prescrizione di stimolanti per curare l’AHDH [Sindrome da Deficit di Attenzione e da Iperattività, ndt] e di antidepressivi per curare la depressione. Prima di iniziare ad usare questi farmaci, si scopre che i ricercatori hanno segnalato che la malattia maniaco-depressiva, come allora veniva chiamato il disturbo bipolare, non si è praticamente mai manifestata nei bambini in fase prepuberale. Ma una volta che gli psichiatri hanno cominciato a curare i bambini “iperattivi” con il Ritalin, hanno iniziato ad esaminare soggetti in fase prepuberale con sintomi maniacali. La stessa cosa è avvenuta quando gli psichiatri hanno cominciato a prescrivere antidepressivi a bambini ed adolescenti. Una significativa percentuale ha avuto reazioni di tipo maniacale o ipomaniacale a tali farmaci. Quindi, nella letteratura medica possiamo vedere documentati questi due percorsi iatrogenici per un disturbo bipolare giovanile. E poi cosa succede ai bambini ed agli adolescenti che hanno ricevuto questa diagnosi? Ora prendono farmaci più pesanti e spesso cocktail di medicine e si scopre che questo trattamento non li aiuta affatto. Si scopre che un’alta percentuale finisce per diventare un “rapid cycler” [paziente con una forma periodica di disturbi depressivi e bipolari, ndt], il che significa che mostrano gravi sintomi “bipolari” e che ci si può aspettare che diventino malati cronici nel corso della loro vita. Sappiamo anche che gli antipsicotici atipici (come il Risperdal e lo Zyprexa), prescritti a bambini bipolari, causano una serie di problemi fisici ed è alquanto provato che causino un declino cognitivo a lungo termine. Quando si mettono insieme tutte queste informazioni, si finisce per documentare una storia di come la vita di centinaia di migliaia di bambini negli Stati Uniti sia stata in questo modo distrutta. Difatti, credo che il numero di bambini ed adolescenti che sono finiti per essere “bipolari” dopo essere stati curati con uno stimolante o un antidepressivo oggi va ben oltre il milione. Questa è la storia di un danno recato su una scala inimmaginabile.

Quindi, perchè i media non lo hanno segnalato? La risposta è che i media, quando trattano di medicina, di base ripetono la narrativa modellata dai dottori accademici che sono leader in una particolare disciplina; in questo caso, degli psichiatri accademici hanno raccontato una storia della “scoperta” di nuove malattie – come il disturbo bipolare giovanile – e di farmaci per trattarle che sono sicuri, efficaci e necessari. Raccontano questa storia al pubblico anche quando i loro stessi studi riscontano che i loro pazienti affetti da bipolarismo giovanile – i quali potevano semplicemente essere stati “iperattivi” o aver avuto a che fare con un momentaneo attacco di depressione – finiscono per avere sintomi gravi di bipolarismo, con la possibilità che siano cronicamente malati a vita. Il problema è che la nostra società si fida dei dottori accademici affinchè raccontino una storia sincera ed in questo ramo della medicina è abbastanza facile documentare – ed io l’ho fatto in Anatomy of an Epidemic – che la psichiatria accademica ha tradito tale fiducia.

Levine: Arriviamo al problema degli psicofarmaci che sistemano gli “squilibri chimici”. Quest’ida è stata definitivamente cruciale per rendere attraenti per i pazienti depressi il Prozac ed altri antidepressivi. Ad ogni modo, di questi tempo anche gran parte della psichiatria istituzionale ha fatto marcia indietro sul’idea che le persone depresse abbiano troppa poca serotonina tra le loro sinapsi e che gli antidepressivi sistemino questo squilibrio chimico. Forse è solo una mia opinione, ma non posso fare a meno di vedere un rapporto tra la Big Pharma e l’amministrazione Bush, che ha convinto gli Americani del fatto che fosse necessario che gli Stati Uniti invadessero l’Iraq poiché Saddam Hussein possedeva armi di distruzione di massa ed aveva una connessione ad Al-Qaeda. Ovviamente, il legame tra Saddam Hussein ed Al-Qaeda era semplicemente una bugia ed il fondamento logico delle armi di distruzioni di massa era falso. Lei pensa che la Big Pharma e la psichiatria istituzionale abbiano mentito riguardo la teoria degli squilibri chimici nel momento in cui il Prozac ha invaso il mercato nel 1988, oppure pensa che abbiano sperato nella veridicità di questa teoria in quanto faceva vendere farmaci – e si è semplicemente rivelata sbagliata?

Whitaker: La teoria della depressione dovuta a bassi tassi di serotonina è stata studiata per la prima volta negli anni ’70 e nei primi anni ’80 e quegli studi non rivelarono che i soggetti diagnosticati con depressione avevano “la serotonina bassa”. Come il NIHM (National Insitute of Mental Health) ha notato nel 1984 in conclusione di queste ricerche: “Gli aumenti dei decrementi del funzionamento dei sistemi serotonergici non sono di per sé probabilmente associabili alla depressione”. Quindi, perchè il pubblico venne informato diversamente?

La risposta è un po’ complicata. Alla fine degli anni ’70, il mercato degli psicofarmaci subì un declino ed improvvisamente la psichiatria si vide come una professione sotto “assedio”, dovendo ora competere con un fiorente numero di psicologi ed altri terapisti ‘non medici’ per i pazienti. Di conseguenza, tale professione – ai suoi livelli più alti – decise di vendere al pubblico un modello biomedico di disturbi mentali, in quanto questo modello avrebbe naturalmente enfatizzato l’importanza di prendere le “medicine” per curare una malattia e solo gli psichiatri erano in grado di prescrivere tali farmaci. Questa narrazione iniziò con la pubblicazione del DSM-III [Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders – terza edizione, ndt] nel 1980, che l’APA (American Psychiatric Association) proclamò come un enorme “conquista scientifica”; presto la stessa APA annunciava che erano state compiute delle grandi scoperte sulla biologia dei disturbi mentali. E nel momento in cui la psichiatria iniziò a raccontare una storia che non era basata sulla scienza, ma che era piuttosto simile ad una campagna di marketing, credo che abbia cominciato a credere ai suoi stessi slogan. Non lo so per certo, ma sono pronto a scommettere che Bush, Rumsfeld, Cheney ed altri cominciarono a credere alle loro stesse dichiarazioni pubbliche sulle armi di distruzione di massa e sulla connessione tra Saddam Hussein e Al-Qaeda, e qualcosa di simile è accaduto alla psichiatria americana quando il Prozac arrivò sul mercato. L’ambiente smise di guardare alla scienza che mostrava che la teoria della depressione da bassi tassi di serotonina era fondamentalmente fallita, iniziando invece a credere alla sua stessa propaganda.

Per di più, la storia dello squilibrio chimico ha fatto molto di più del solo stimolare le vendite di farmaci. Ha reso desiderabile l’immagine pubblica degli psichiatri. Ora apparivano come dottori in infettologia o altre specializzazioni rispettate e le loro medicine erano “come insulina per i diabetici”. La storia dello squilibrio chimico parlava del progresso medico, di una disciplina che stava svelando i segreti del cervello. Infatti, quando il Prozac arrivò sul mercato, sui giornali si leggeva di come ora la psichiatria avesse una nuova ragione per “sentirsi fiera” e di come la sua immagine pubblica fosse migliorata. Così, alla fine degli anni ’80 ed nei primi anni ’90, quella dello squilibrio chimico è una storia che racconta come, non tanto le menzogne, quanto la delusione professionale si fosse trasferita nel cuore del campo.

In un momento successivo, comunque, poiché la teoria dello squilibrio chimico continuava a cadere a pezzi, gli psichiatri della comunità di ricerca capirono che stavano raccontando una “frottola”. Posso ancora ricordare – era l’estate del 1998 – quando chiesi ad uno psichiatra accademico di spicco se la storia dello squilibrio chimico fosse davvero “veritiera” e lui mi rispose affermando che era una “metafora utile” che “aiutava i pazienti a capire il perchè avessero bisogno di prendere le loro medicine”. Questa è la vera tragedia della psichiatra moderna – è diventata una disciplina medica consacrata a raccontare una storia pubblica che ha fatto apparire buoni i suoi farmaci, invece di raccontarne una radicata in una scienza onesta.

Levine: La Big Pharma ed i suoi partners della psichiatria istituzionale vorrebbero che il pubblico credesse che gli unici critici della psichiatria siano gli adepti di Scientology. In realtà, molti scienziati che sono critici della psichiatria lo sono anche nei confronti della pseudoscienza di Scientology. So che molti di coloro che criticano seriamente la psichiatria non sono dei fanatici ‘anti-farmaci’. Ad esempio, so che lei ha parlato con “sopravvissuti psichiatrici” – ex pazienti che vogliono riformare la cura della salute mentale. David Oaks, uno dei principali attivisti del movimenti dei sopravvissuti psichiatrici, ripete spesso che alcuni membri della sua organizzazione MindFreedom continuano a prendere i loro psicofarmaci mentre altri scelgono di non farlo, e ciò per cui MindFreedom ed altri sopravvissuti psichiatrici stanno lottando è fornire una scelta veramente informata e una gamma più ampia di possibili cure. Lei crede che la lotta di David Oaks sia quella giusta?

Whitaker: Big Pharma ed i suoi partners della psichiatria istituzionale hanno usato Scientology con arguzia per placare le critiche sui loro farmaci. Onestamente credo che se Scientology non fosse in circolazione, allora la nostra società potrebbe avere una discussione più razionale sul paradigma di cura basato sui farmaci. Per quanto riguarda la posizione presa da MindFreedom e dagli altri sopravvissuti psichiatrici, penso fondamentalmente che sia la posizione giusta da prendere, con un paio di avvertimenti. Per poter offrire una “scelta veramente informata”, un individuo ha bisogno di sapere se un tale trattamento ha dimostrato di migliorare il corso a lungo termine del disturbo o di peggiorarlo. Hanno bisogno di essere informati sui problemi fisici e cognitivi a lungo termine che spesso emergono con l’uso quotidiano di psicofarmaci. Quindi fornire alle persone una “scelta veramente informata” è un arduo compito.

Il mio secondo avvertimento è questo: come società, ci aspettiamo che la comunità medica sviluppi la forma di cura migliore. Non vogliamo una società medica che ci offre una terapia che porta regolarmente ad una brutta fine. E quindi, se dovessimo tracciare un progetto per riformare l’attuale paradigma di cura, sarebbe bello se la comunità psichiatrica provasse a sviluppare degli approcci terapeutici usando gli psicofarmaci in un modo selettivo e misurato che favorisca buoni risultati sul lungo termine. In altre parole, credo che la psichiatria abbia la responsabilità di creare un modello basato sull’evidenza per usare i suoi farmaci, un modello che contempli i dati degli esiti sul lungo termine. Nella sezione delle soluzioni di Anatomy of an Epidemic, scrivo di come i medici e gli psicologi nella Finlandia del nord usano gli psicofarmaci in maniera selettiva e oculata nel momento in cui trattano pazienti al loro primo episodio psicotico ed i loro esiti sul lungo termine sono di gran lunga i migliori nel mondo occidentale. Perciò, se si crede nella medicina basata sull’evidenza, allora la psichiatria americana dovrebbe guardare al programma finlandese come un modello per riformarsi. I dottori hanno una responsabilità da prendere, ma credo che si percepisca dalla posizione di David Oaks la convinzione che tale responsabilità non può essere affidata alla psichiatria istituzionale. E’ giusto che lui lo creda, ovviamente, ed è questo che rende tragica la psichiatria americana moderna.

Bruce E. Levine è uno psicologo clinico; il suo ultimo libro è “Surviving America’s Depression Epidemic: How to Find Morale, Energy, and Community in a World Gone Crazy” [“Sopravvivere all’Epidemia della Depressione Americana: Come Trovare Morale, Energia e Comunità in un Mondo Impazzito” ndt]

Titolo originale: “The Astonishing Rise of Mental Illness in America”

Fonte: http://www.counterpunch.org
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28.04.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO

Pubblicato da Das schloss

  • Tonguessy

    Una volta prendevano l’LSD per far sembrare il mondo diverso. Adesso prendono il Prozac per farlo sembrare normale. E nessuno più degli americani ha bisogno di un mondo normale. Good ole days….

  • mickey

    Credo che dovremmo soprattutto proteggere i nostri figli. Ricordare che anche la nostra percezione di genitori può contribuire ad una diagnosi di patologia. La nostra vita frenetica ci porta ad avere sempre meno tempo per seguire i nostri figli, e ad avere sempre meno pazienza, energie e tolleranza per quello che forse in altri contesti sarebbe “vivacità” o “fase difficile” della crescita. Ci si aspetta sempre di più, e sempre prima dai bambini anche dal punto di vista scolastico.
    Un insano aumento delle nostre aspettative può essere uno degli ingredienti della medicalizzazione dell’infanzia. Credo che non sia più solo un problema americano.

  • speranza

    come in tutte le cose ci vuole buon senso e nello specifico medico grande competenza che non vuol dire solo titoli, cattedre ecc.ma che pone il medico a fare diagnosi certa.

    che gli antidepressivi siano indispensabili nel trattamento della depressione è assodato, come è indiscutibile che ad essi, nella fase post acuta, venga asssociato un percorso psicoterapico profondo, nel caso il malato fosse pronto a farlo perchè al contrario si potrebbe ottenere la reazione opposta, cioèdi nevrotizzazione.

    è indubbio che la depressione non ha soltanto una causa e qui si smonta subito l’ipotesi ristretta a “squilibri chimici”che hanno si la loro importanza ma non sono ripeto la causa, essendo la depressione un modo di reagire (che può avere origini genetiche o semplicemente di predisposizione) a più sollecitazioni negative o considerate tali dal malato che non ne è consapevole.

    quindi si agli antidepressivi come scelta terapeutica della depressione diagnosticata da medici competenti, per gli scettici si può sempre provare con l’iperico che però ha tempi lunghi d’azione per cui necessita della consapevolezza del malato ad avere dei problemi, cosa che capita solo post-prima depressione.

    poi il non meno importante discorso psicoterapeutico che ripeto è fondamentale per il malato in quanto gli da gli strumenti necessari a garantirgli una maggiore se non totale stabilità futura anche in assenza di supporto psicoterapico.

    in ultimo mi meraviglia che nell’articolo non si accenni minimamente al fatto che la depressione può essere sia reattiva che endogena.

  • speranza

    ho commesso un errore volevo scrivere ….anche in assenza di supporto psicofarmacologico e non psicoterapico

  • Eurasia

    Non c’è da stare molto tranquilli. Il DSM Manuale Diagnostico e statistico dei Disturbi Mentali diventa sempre più corposo… con la scusa che non è stata ancora individuata alcuna causa biologica dei disturbi mentali gli addetti ai lavori si inventano di sana pianta nuove psicosi. Di seguito i più recenti disturbi mentali inseriti nel DSM: nevrosi da pensione, depressione mascherata, disturbo di rabbia intermittente, sindrome da dipendenza ambientale, disturbi da eccesso di attenzione, sindrome da carenza di gratificazione, sindrome distruttiva dell’anima, depressione post-coitale, sindrome da revolving door, disturbo del figlio mancato, ostinazione infantile, disturbo da deficit di attenzione e iperattività per adulti, sindrome della vescica iperattiva, menopausa maschile, sonnambulismo sessuale, l’insonnia del turno di notte, sindrome amotivazionale, sindrome da mobbing, sindrome di deprivazione materna, sindrome del focolare e dipendenza dal lavoro familiare, sindrome da stress postnatalizio, cyber ipocondria, compulsive on-line gambling … etc. etc. Senza considerare poi che alcuni psichiatri redattori di questo manuale, in uso in tutto il mondo, sono al soldo delle case farmaceutiche… La prima edizione del DSM comprendeva un centinaio di disturbi descritte in un centinaio di pagine… la IV quasi 400 descritte in oltre 2000 pagine… mentre la V, uscirà nel 2012, sembra necessiti di due volumi.

  • vic

    Anche l’ayahuasca va alla grande, secondo i grandi illuminati pensatori USA, come questo qua:

    http://projectcamelotproductions.com/interviews/peter_sterling/peter_sterling.html

    Ogni cosa che tocca il mondo occidentale, viene stravolta. Ci dimentichiamo di cosa le industrie farmaceutiche combinano con le sostanze prodotte dalla foresta Amazzonica, per propinarcele in forma ed imballaggio adeguato. Grande marketing, non c’e’ che dire. Coi vari governi li’ proni a tutto avallare. Glup.
    Peccato che l’intervista non ha avuto luogo sul golfo del Messico, sarebbe stata piu’ appiccicosa, per modo di dire.

    Forse la vera qualita’ dell’intelletto umano e’ la confusione, come dice il noto slogan degli eletti: ordo ab chao.

    Ti saluto, carissimo, devo farmi una banale tazza calda di cacao.

  • vic

    Guarda un po’ se e’ descritta la sindrome depressiva post controllo mentale.
    C’e’ parecchia gente, ex. partecipante a programmi psichici di una note agenzia, che soffre di notevoli disturbi psichici, chissa’ come vengono menzionati nel super manuale!

    Chissa’ perche’ questi famosi luminari psi-ecc. non studiano certi strani assassini: Siran Siran, Lee Oswald, quelli del ginnasio Columbine, ..
    Sbagliero’, ma puzzano da lontano di controllo mentale, con o senza sostanze strane.

    Ormai ci siamo dentro tutti, nelle acque di scarico delle grandi citta’ queste sostanze vengono rilevate in quantita’ impressionante.

  • Davide71

    Ciao a tutti:
    secondo me la causa principale dell’aumento della devianza mentale è l’accumularsi di idee errate imparate a scuola e di uno stile di vita che sempre meno stimola l’essere umano ad evolvere. I due problemi sono evidentemente correlati. L’abuso di droghe legali (caffé, té, sigarette, coca-cola, cioccolato e chissà cos’altro che non sappiamo…), illegali (cocaina e marijuana in primis, poi eroina e pasticche di ogni genere) e di psicofarmaci ha solo lo scopo di compensare temporaneamente il disagio psichico degli uomini che non vivono la vita che dovrebbero.
    Uno dei problemi più gravi, secondo me, è l’atmosfera da “carcere” o meglio da “comunità di recupero” che si respira in maniera sempre più opprimente man mano che vengono meno le nostre disponibilità economiche, le nostre libertà e si fa sempre più evidente l’inutilità delle nostre vite passate in fabbriche che stanno per chiudere, di scuole che non preparano al lavoro, di enti pubblici autoreferenziali.
    Oltre modo deleteria è l’incapacità di incanalare l’aggressività degli uomini che attanaglia la società moderna. Una volta, se due bambini si picchiavano per strada, il massimo che succedeva era che i genitori gli dessero un ulteriore ceffone. Oggi è una tragedia fare entrambe le cose. La gente è costretta a trattenere la propria aggressività (componente naturale dell’essere umano) a livelli insopportabili, soprattutto perché vi sono certe forze che mirano a fomentarla a livelli parossistici.
    Insomma abbiamo una società castratrice al massimo grado che si lamenta che siamo tutti castrati!
    Gli psicofarmaci sono solo una soluzione temporanea, perché non agiscono alla base del problema, e prima o poi il corpo li rigetta, provocando catastrofi.
    Io non credo che eliminando il consumo di psicofarmaci si eliminerebbero i malati; semplicemente i soggetti sarebbero costretti ad affrontare le conseguenze dello stress a cui sono sottoposti molto prima.
    Non credo neanche che cominciando ad impasticcarli fin da bambini si faccia del bene, ma finché quelli non capiscono che non puoi pianificare la vita di ogni essere umano dalla culla alla tomba temo che la strada sarà proprio quella di impasticcarli fin da piccoli PER LEGGE!

    Una volta Napolitano disse che un italiano su tre soffre di disturbi psichici. Forse non conosce gli altri due…
    P.S. vi sono anche parecchi “furbi”, che sfruttano il loro disagio psichico per rientrare nella rete di protezione della società ed avere incentivi economici, benefici legali (inclusa l’imperseguibilità) e quant’altro. Alcuni di questi sono perfettamente sani e gli altri non sono certo così stupidi da guarire. Pazzo sì ma mica scemo!

  • stonehenge

    …la colpa è solamente del capitalismo che riempie la gente di ansie, stress e competizione.

  • Eurasia

    Foucault-Chomsky: Parte I – Potere e Società Futura – http://www.youtube.com/watch?v=8dgtXCTmAoI&feature=related

  • myone

    La valida conoscenza dovrebbe essere esclusiva di chi si prende le responsabilita’ mondiali,
    di servire il mondo, visto che siamo in questo sistema, e dopo averlo appianato intelligentemente,
    il tempo che rimane, lasciarlo alla libera conoscenza individuale.
    La societa’ invece, e’ un marasma di liberta’ organizzato, che illude l’ arrivare e fa sognare il perbenismo,,
    o meglio ancora, la possibilita’ di sopravvivenza.
    Nulla e’ garantito e nulla e’ otimizzato per una vita giusta ed equilibrata,
    dove valori e vero che serva, viene amalgamato per un vivere personale e sociale.
    Ecco perche’ ci si ammala, l’ uomo intelligente sente il peso dell’ impossibilita’ di avere, e di reagire,
    ad un mondo stupido, frenetico, inutile, futile, e fatto di gomma.
    Quando la mente , il pensiero, si sono ingabbiati, la vita finisce, e le conseguenze,
    spingono le conseguenze stesse della vita che si e’ scelta, ad arrivare alla fine e al fondo.
    Anche le cose piu’ elementari, sono calpestate, da soldi, politiche, discorsi,
    e da una marea nera di imbecilli con la testa piu’ malata di tutti,
    che sono quelli che si prendono la briga, e che gli e la diamo, di non mancare a questa realizzazione,
    della distruzione di tutto il sistema umano.
    Sembra la solita simfonia, ma le circostanze mondiali, quando arrivano,
    e si fanno accompagnare da quelle naturali, non fanno altro che metterci davanti a questa realta’,
    dove l’ uomo, filosoficamente e spiritualmente, ne e’ il solo e l’ unico artefice.