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Foto LaPresse/ Claudio Furlan 21 Maggio 2019, Milano Visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Memoriale della Shoah Nella foto: Sergio Mattarella Liliana Segre

Liliana Segre non riceveva 200 insulti al giorno… prima.

DI NICOLO’ ZULIANI

termometropolitico.it

Liliana Segre non riceveva 200 insulti al giorno… prima.

Sabato 26 ottobre, su Repubblica, a firma di Pietro Colaprico è uscito un articolo intitolato “Liliana Segre, ebrea. Ti odio” Quegli insulti quotidiani online. All’interno cita un rapporto dell’osservatorio antisemita e sostiene che la Segre riceva 200 insulti al giorno. Il rapporto esce due giorni dopo e dice una cosa diversa; i dati si riferiscono al 2018, non al 2019. Gli episodi di antisemitismo sono 197 all’anno, non 200 al giorno.

 

“personaggi pubblici come Gad Lerner, Emanuele Fiano, Sandro Parenzo, Enrico Mentana e Liliana Segre sono spesso vittime di invettive antisemite, specie sui social”.

Antisemitismo in Italia nel 2018, pg.12

Leggetelo voi e fatevi un’idea, ma non si capisce perché debba prendere solo la Segre o come 197 all’anno siano diventati 200 al giorno.

Dal report

Il punto, comunque, non è questo: è il risultato.

Oggi pubblicare articoli di hatebaiting è la norma. Basta pubblicare belle donne, gente ricca e/o famosa, immigrati, ebrei, perché sotto appaiano due o tre commenti ripugnanti. Sulla pagina Facebook della testata i numeri si possono tranquillamente quintuplicare. Purtroppo o per fortuna per il mio fegato, Facebook non consente la ricerca interna con le parole chiave, ma sul sito dell’osservatorio si possono consultare alcuni campioni.

Il motivo per cui questo accade di più sui social e non nei siti d’informazione è da un lato la rapidità – su Facebook sei già loggato, non devi compilare campi e inserire password – e dall’altro la solidarietà della folla. Succede con qualsiasi argomento; uno legge il titolo di una notizia e non va a leggere l’articolo, bensì i commenti. Appena trova un commento che gli piace, lo replica a modo suo.

Quello dopo farà lo stesso, raddoppiando il carico per attirare l’attenzione.

È impossibile decidere se il proliferare di deiezioni digitali sia competenza più della DIGOS o del reparto di psichiatria, ma di sicuro sta avendo delle conseguenze concrete. La scorta è stata data a Liliana Segre e non a Gad Lerner, a Parenzo, a Mentana o Fiano; eppure la nostra Liliana nazionale non era presa più di mira di Gad Lerner.

È stata insomma una decisione emotiva costruita su un articolo emotivo scritto sulla base di commenti emotivi concepiti da scimmie emotive che ora sono ancora più emotive, sono ancora più determinate nella loro crociata farneticante, che non è l’antisemitismo o il razzismo: è l’ego.

Non cambia molto, nel breve termine

Prima dell’articolo Liliana Segre non riceveva 200 insulti e non aveva bisogno di scorta, adesso è finita alla ribalta e non solo li riceve eccome, è pure diventata un bersaglio per tutti quegli animali analfabeto-psicotici che se sentono profumo di cinepresa non esitano a fare le cose più turpi e immonde col sorrisetto ebete.

Si potrebbe dire che è procurato allarme, ma ripeto, non è questo il punto.

Più passa il tempo, più vedo succedere questa roba, più mi convinco che la rabbia digitale trova radici nell’anonimato, non nella convinzione politica. Nel fatto che i loro autori sono persone frustrate dalla sensazione d’irrilevanza che hanno come unica valvola di sfogo un sacchettino di pietre da tirare a chi vedono come rilevante, ebrei o immigrati, destra o sinistra.

E per la cronaca, questo dovrebbe valere anche per chi scrive articoli senza pensare alle conseguenze che avranno sulle persone, esponendole a rischi che prima di reinterpretare a la pénis du chien un report non correvano, e forse non avevano nemmeno bisogno di una scorta.

 

Nicolò Zuliani

Fonte: https://www.termometropolitico.it/

Link: https://www.termometropolitico.it/1465466_liliana-segre-non-riceveva-200-insulti-al-giorno-prima.html

11.11.2019

Pubblicato da Davide

9 Commenti

  1. Appunto, sono anonimi, questi insulti. E se sono anonimi, e se sono 197 in un anno (cioè uno ogni due giorni, praticamente come… due morbilli all’anno), come diavolo si fa a costruirci sopra un’analisi sociologica o anche solo un accenno di introspezione psicologica, su gente che non si sa chi è, cosa pensa, da dove scrive e perché. Io non so perché prima di scrivere gli articoli non ci si pensa, o forse considerano i lettori come minus habens, da prendere per il culo a prescindere.

    Comunque la somiglianza tra Mattarella e Segre è impressionante.

  2. Aritcolo mette in evidenza condizione psicologica (cognitiva ed emotiva) sempre + presente in ns società e negli spazi (sempre meno) di interazione e socializzazione umana, sia fisici (xes stadi) sia virtuali (xes facebook, instagram) etc …
    Importante è dire IO esisto, … trasformando l’idioma io (parte + nobile dell’uomo) in un suono sempre più simile al raglio del somario (ioioio ….).
    Bei segni di cattivi tempi.

  3. Nel frattempo la Kommissione Segre/Boldrini è passata in Senato, il che è esattamente quanto si voleva ottenere.

  4. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Ma, detto sinceramente, a noi che cavolo ce ne frega? Perciò fate molta attenzione!!! Non vi sembra, tutto questo tormentone, una “distrazione di massa” operata dalla casta al potere (d’altronde ben rappresentata dall’esimio Mattarella) da problemi ben più impellenti e drammatici?
    Possono distrarre quanto vogliono, ma alla fine le nefandezze, le insormontabili contraddizioni del criminale sistema borghese capitalista, in Italia ben rappresentato dall’ “esimio” Mattarella per l’appunto, saranno palesi a tutti, anche ai più scettici: si deve solo organizzare il popolo tartassato…

  5. E’ desolante! Nulla di tutto quello che accede nel nostro turpe, ambiguo, malsano. disfatto paesello può essere valutato, osservato con semplicità e candore!!! Necessita sempre girargli attorno con cautela, sospetto e prudenza quale mangusta attorno ad un rettile velenoso!!! L’affaire Segre! Una torbida e squallida manfrina studiata, preordinata a tavolino dai soliti noti! Il solito torbido manovrare delle nostre pseudo-istituzioni teso a volto a sempre maggior controllo mediante l’uso di notizie false e tendenzione tese e volte a turbare l’ordine pubblico!!!! Sapete, è una chiara ipotesi di reato!!! Di Maio e & datevi da fare! Messa in stato di accusa l’abusivo del Colle please!!!!! E non tirate troppo la corda, potrebbe non finire sempre bene! Capito mi hai????????????

  6. Mi pare una analisi piuttosto superficiale, come già rilevato da altri.
    Il punto di tutta la vicenda non è certo la solitudine della vita moderna e le frustrazioni personali!
    Il punto è tutto politico. Il ‘ragazzo’ parte col piede sbagliato, come dimostra la frase:

    “Basta pubblicare belle donne, gente ricca e/o famosa, immigrati, ebrei, perché sotto appaiano due o tre commenti ripugnanti”

    che mostra già tutto il “bias” della sua percezione.
    In realtà poteva scrivere: “basta pubblicare la faccia di Salvini perché appaiano due o tre mila commenti da codice penale” (codice penale teorico, astraendo dalla concreta Magistratura che lo deve applicare …)
    Bisogna capire che non stanno facendo una “campagna contro l’odio“; per quanto discutibile, non sarebbe deteriore quanto ciò che è effettivamente in corso. Ovvero una genuina campagna d’odio, ma contro i target giusti, cioè il cittadino dello stato nazionale in quanto tale, senza declinazioni (quelle reperibili nel bestiario moderno delle minoranze speciali).

  7. La commissione Segre dovrebbe chiamarsi Boldrini-Segre. Sarebbe tutto più chiaro. Se la Segre ha accosentito di mettere il suo nome alla commissione voluta dalla Boldrini ( la quale fa capo alle ONG di Soros) allora si becchi gli insulti. Quanto al razzismo antisemita vada a vedersi come vivono i palestinesi…in PALESTINA.

  8. Sono in sostanziale disaccordo con l’idea secondo cui anonimato e massa siano la matrice per i presunti diritti di mettersi in luce infangando chicchessia.
    Posso solo portare l’esempio di una piccola comunità montana dove tutti si conoscono eppure succede proprio quello che è causato (secondo questo articolo) da “la solitudine e la mancanza di un confronto coi nostri simili”. Cioè abusi di ogni tipo. Si va dal parcheggio in aree riservate senza averne titolo alla delazione senza motivo, fino a casi che si trascinano in tribunale. Comunità di un centinaio di anime, non l’infinito mediatico dei social. Eppure succede esattamente lo stesso. Gente armata di fucile virtuale pronta a sparare contro tutti. Il fatto è che il disagio sociale non è prerogativa dei social. I social, semmai, fanno solo da cassa di risonanza ad un fenomeno che ormai ha infettato tutta la società. Prendiamo i SUV. Persino l’Alfa Romeo, storica marca di auto sportive, adesso si è messa a costruire brutte copie dei Porsche Cayenne. Tutto ruota attorno all’americanizzazione del gusto, devi dimostrare che sei un eletto e quindi ostentare la tua vicinanza a quel dio dei padri pellegrini che prima sterminarono chi li salvò (Thanksgiving) e poi…..

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