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L’IDOLATRIA DEL FUCILE NELLA CULTURA AMERICANA D’OGGI


DEL PROF. RODRIGUE TREMBLAY
Global Reserach

Sosteniamo la causa di un’America libera dalla violenza armata, dove tutti gli americani vivono sicuri nelle loro case, a scuola, al lavoro e nelle nostre comunità. Come Brady Campaign lavoriamo per far promulgare ed entrare in vigore leggi, regolamenti e politiche pubbliche sulle armi attraverso un attivismo che parte dal popolo, sostenendo l’elezione di pubblici ufficiali che siano a favore di leggi contro le armi, e incoraggiando la pubblica consapevolezza della violenza armata”. Missione ufficiale del Brady Center per la Prevenzione della Violenza Armata[1].

Possiamo davvero affermare che il motto dell’attuale generazione americana è “In Guns We Trust” ? Questa è sicuramente l’impressione che si ha se prendiamo in considerazione gli ultimi avvenimenti.

Attualmente in America c’è una ossessione poco sana per le armi, una forma di idolatria delle stesse come strumento utile per appianare le differenze tra individui. Sembra che, in modo crescente, ogni qualvolta un individuo si sente mancato di rispetto la reazione sia spesso quella di affidarsi alle armi per sistemare le cose. Le prove di spaventosi incidenti legati all’impiego di armi sembrano moltiplicarsi e accadere su base giornaliera nell’attuale clima culturale americano.

Un dipendente scontento esce dal lavoro; va a casa, irrequieto, prende il fucile e torna in azienda per mettere a segno il suo piano: uccidere delle persone in una sparatoria scatenata. Uno squilibrato estremista politico manifesta contro un candidato che viene comunque eletto; l’estremista, deluso, imbraccia il fucile che si è procurato senza fatica, spara al politico e uccide un’altra mezza dozzina di persone. Un fervido fanatico religioso si mette in testa che in qualche modo la sua religione e i suoi adepti non sono ben visti: imbraccia il suo fucile e apre il fuoco a caso contro tutti quelli che gli si trovano attorno. Studenti frustrati che prendono dei brutti voti a scuola o che vengono emarginati dai compagni tornano a casa, prendono i fucili dei loro genitori e ammazzano gli insegnanti e qualche compagno.

Ci sono anche dei ragazzini disturbati di dieci anni che ricorrono alle armi perché sono stati sgridati dai genitori. Le armi le tengono ben nascoste nelle loro stanze e le puntano contro la madre o il padre. Molto lontano dal comandamento ‘Onora il padre e la madre’.

Sembrerebbe quasi che ci sia una crisi omicida da arma da fuoco negli Stati Uniti, ma l’idea che ci sia bisogno delle armi nella vita quotidiana di ogni individuo è così ben radicata e diffusa da determinare il persistere di uno stato di negazione collettiva. Duecento anni fa la maggior parte della popolazione viveva nelle fattorie. E’ comprensibile come i fucili fossero allora una necessità, sia per la caccia sia per finalità di protezione del singolo all’interno di un ambiente ancora selvaggio e relativamente poco regolamentato. Al giorno d’oggi, la gran parte delle persone vive in aree urbane sviluppate dove la caccia non è permessa. A che cosa si ricollega quindi questo bisogno di armi da fuoco, se non a quello di sparare alla gente?

C’è naturalmente il mito persistente che gli americani hanno il ‘diritto’ di accumulare grosse quantità di armi e di utilizzarle. E anche questa cosa sembra un retaggio dei tempi passati in cui la giovane repubblica americana era minacciata dai suoi precedenti padroni inglesi e correva il rischio di perdere l’indipendenza appena acquisita a seguito di un’invasione britannica. In quell’epoca era diffusamente percepita la necessità di poter creare rapidamente una milizia in grado di difendere il territorio, e i contadini armati avrebbero potuto assolverla. Questa è l’interpretazione logica che può essere data al Secondo Emendamento della Costituzione americana del 1789, il quale recita: “Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto”.

L’implicazione più logica è che si possa prendere qualche necessaria precauzione per difendere lo stato con una milizia armata ‘ben organizzata’, in un’epoca nella quale il governo federale americano era percepito come debole e incapace di allestire una risposta militare federale a un’invasione esterna o a una rivolta armata interna, e questo non dovrebbe impedire agli stati di creare gruppi armati per mantenere l’ordine. Questo era il clima costituzionale del tempo. – Le disposizioni della Costituzione americana non erano strutturate per essere una licenza aperta a tutti gli individui di armarsi, di ricorrere alle armi a loro piacimento e di costituire a piacimento una milizia singola ‘non regolata’.

Un’interpretazione così estensiva e stravagante in un contesto urbano moderno costituirebbe sicuramente la ricetta per l’anarchia politica e sociale. Inoltre, nei nostri giorni, il governo federale americano ha il pieno controllo della potente organizzazione militare americana e non ha nessun bisogno di milizie private per difendere il territorio. Oggigiorno poi le guardie di stato nazionali hanno di fatto preso il posto che le milizie private dell’ultim’ora avrebbero potuto occupare in passato. Oggi non c’è nessun bisogno di avere un esercito privato disponibile all’occorrenza per la difesa del territorio.

Ciononostante, alcuni giudici delle corti americane hanno stabilito, supportati in questo da alcuni politici, che il diritto vecchio di cent’anni di formare delle milizie ‘ben organizzate’ e di portare armi per difendere il territorio significa davvero che chiunque, nell’attuale sistema,è titolare di un diritto individuale assoluto di possedere armi pericolose nella misura e della qualità che vuole, comprese sofisticate armi d’aggressione, e di utilizzarle, senza che alcun governo elettivo possa interferire.

La pronuncia più recente sull’argomento è stata resa nel giudizio Parker contro il District of Columbia, nel quale lo scorso 9 marzo 2007 la Corte d’Appello del Distretto di Columbia si è pronunciata nel senso di ritenere che il divieto imposto dal District of Columbia di detenere armi a mano senza una licenza sia in contrasto con i diritti stabiliti dal Secondo Emendamento della Costituzione americana. Ecco come stanno le cose…e il massacro continua.

Quante tragedie dovranno ancora accadere prima che la mentalità cambi?

NOTE

[1] La Brady Campaign è un’associazione americana attiva dal 1974 che si batte per fermare l’uso delle armi in America principalmente attraverso campagne dirette a sensibilizzare la popolazione sull’argomento e attività dirette a promuovere l’approvazione di leggi in materia (www.bradycampaign.org) NdT

Rodrigue Tremblay è professore emerito di economia all’Università di Montreal e può essere contattato all’indirizzo mail [email protected] E’ autore del libro intitolato “The Code for Global Ethics” (www.thecodeforglobalethics.com) . Il libro “The Code for Global Ethics, Ten Humanist Principle” scritto dal dott. Rodrigue Tremblay, con prefazione del dott. Paul Kurts, è appena stato pubblicato dalla Prometheus Books.

Titolo originale: “Gun Idolatry in Current American Culture”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link
12.01.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RACHELE MATERASSI

Pubblicato da Das schloss

  • Erwin

    Le armi sparano SOLO se si preme il grilletto.
    Ogni ulteriore commento è superfluo.
    L’arma è l’unico strumento che rende gli uomini “uguali”.

  • stendec555

    senza avventurarsi nel lontano west, a dire il vero in america (pure sulla più affollata costa atlantica) ci sono ancora moltissime persone (non saprei quante in percentuale) che vivono in casette più o meno isolate, senza alcuna protezione a parte le mura di cartone, al limite talora una “fence” stile casa di paperino alta poco più di un metro, con le porte e le finestre che spesso sono sfondabili con un calcio ben assestato. tutti hanno i cani ma queste case sono realmente alla mercè di chiunque. inoltre quasi tutti vanno a caccia. sinceramente in molti casi li capisco, pur detestando le armi e non avendo mai preso in mano un fucile in vita mia…in america l’ordine, l’educazione della gente e le buone maniere nascondono solo in parte l’aggressività di un popolo per natura molto combattivo e direi anche piuttosto violento. anche se pure in italia abbiano il nostro crescendo di crimini, per noi continua a essere un mondo difficilmente comprensibile e per molti versi non così diverso dal vecchio far west…

  • alvit

    Evidentemente il Sig. Tremblay, pur abitando vicino e usando “quasi” lo stesso idioma, ha una vaga idea e rispetto per la Costituzione Americana che tra l’altro da qualche parte inizia con ” We the People” 🙂

  • Rossa_primavera

    Come si puo’ facilmente notare leggendo il secondo Emendamento
    ,non siamo solo noi italiani ad avere qualche principio e qualche regola obsoleti nella costituzione.Del resto il sistema dei valori su cui poggia
    la loro societa’,ammesso che di valori si possa parlare,poggia su criteri
    molto diversi da quelli italiani ed europei in genere:il loro ordinamento
    giuridico difende in primis la proprieta’ privata e il profitto,in seconda
    battuta i diritti individuali mentre da noi e’ esattamente l’opposto,almeno
    in teoria.Se un ladro negli States si introduce di notte in un’abitazione
    privata armato di semplice temperino,il padrone di casa che eventualmente lo uccidesse con una pistola non andrebbe incontro a
    conseguenze penali,da noi subirebbe una condanna per eccesso di
    legittima difesa:sono due impostazioni differenti che riflettono due
    scuole di pensiero differenti.
    Detto questo in effetti l’articolista ha ragione,negli Stati Uniti e’ troppo
    facile per chiunque procurarsi un’arma e sfogare le proprie frustrazioni
    sul bersaglio di turno,che puo’ essere l’ex insegnante,l’ex fidanzata,
    l’ex datore di lavoro,questo soprattutto tenendo conto del fatto che
    in quel paese piu’ del cinquanta per cento della popolazione fa uso di
    psicofarmaci.Il mix liberta’ di armarsi e uso di psicofarmaci e’ davvero
    di grande pericolosita’ sociale.Per porre rimedio a questa situazione
    non e’ necessario abolire il secondo emendamento,stravolgendo
    cosi’ i principi dei loro padri costituenti,basterebbe subordinare questa
    liberta’ di armarsi a determinate garanzie,tipo il fatto di non ricorrere
    ad alcun tipo di psicofarmaco e una visita psichiatrica preventiva
    obbligatoria,come avviene tuttoggi nella maggior parte dei paesi europei.Insomma la possibilita’ di detenere un’arma deve a mio
    avviso essere necessariamente subordinata a vincoli ben precisi.

  • alecale

    benvengano le armi per salvaguardarsi da un governo tiranno , e questo e’ il senso del II emendamento .
    e molto presto credo che andranno ad usarle per quel proposito.
    F.E.M.A. lo sa e sta gia preparandosi da anni ormai .

    un’ altro stato molto vicino al”italia ha lo stesso emendamento , ed e’ La Svizzera per chi non lo sapesse. una 20 d’anni fa davano armi pesanti anche agli italiani con solo la carta di identita , ora non piu . ma uno svizzero puo aquistare un kalasnikov o m16 o una qualsiasi arma da assalto con solo la I.D. . Il problema e’ che la differenza tra gli svizzeri e gli americani e’ tanta …. ma se fosse stato cosi anche per l’italia ???? o epr tanti altri stati mentalmente ” sani ” potrebbero essere le cose differenti?

  • MartinV

    Portare le armi era un privilegio riservato al potere (nobili e militari) nell’Europa dalla quale gli antenati degli odierni statunitensi si sono allontanati.
    Per questo è per loro un principio fondante… e visto che per loro portare armi rappresenta la libertà, è ovvio che non vogliano rinunciarvi. Anche a costo degli effetti collaterali sopra descritti…

  • stendec555

    è proprio così. tuttavia loro non ragionano come noi. in america il prendere medicinali e psicofarmaci è considerato normale. se uno non sta bene, ha qualche forma di malessere, va dal dottore-psicologo e automaticamente incomincia a prendere bombe di vario genere. basta una piccola influenza che partono con antibiotici che stenderebbero un cavallo…..per loro sono come caramelle, cosa c’entrano gli psicofarmaci con le armi? molti americani non capirebbero il nesso…bisogna comunque avere armi in casa per difendersi, anzi magari se sono senza armi mi viene ancora più l’ansia e sarò costretto a prendere più psicofarmaci…..risolvere ogni problema subito, così sono gli americani. c’è da lavorare, da divertirsi, ci sono mille cose da fare, mica hanno tempo per queste cazzate. se non sto bene prendo bombe, se voglio difendermi mi armo, stop…..ovvio che non tutti sono così ma la cultura dominante è questa.

  • stendec555

    è esattamente così…

  • vic

    In Svizzera su queste questioni si pronuncia il popolo.

    Giustappunto il fine settimana prossimo la popolazione e’ chiamata a votare se vuol continuare a tenere il fucile mitragliatore (quello dato in dotazione al cittadino-soldato) in casa o no. I sondaggi danno l’esito molto tirato. Va pure detto che l’idea di votare sull’argomento viene dal basso, cioe’ sono state raccolte le firme per proporre l’iniziativa popolare.
    Si ricordi che la data di fondazione del primo nucleo di confederazione e’ il 1291, non propriamente l’altro ieri. A confronto gli USA sono ancora dei bambinelli col pannolino. Fra guerre interne, moti e subbugli, parecchi di stampo religioso, la democrazia ha avuto il tempo per decantare, cosi’ come lo stato confederale. Il problema oggi e’ un altro: se il numero di “nuovi” cittadini venuti da fuori e’ troppo alto, quel patrimonio di spirito democratico cresciuto ed assestatosi nei secoli, viene dilavato. E’ difficile dire dove stia la linea della barca piena, ma da qualche parte sta. Finora comunque lo spirito popolare s’e’ opposto con fierezza all’adesione in quel club prive’ che e’ divenuta l’UE. Dopo anni di gnorrismo, finalmente anche i politici del collegio governativo si sono resi conto che il popolo da loro “governato” da quell’orecchio proprio non ci sente. Anzi ci sente sempre meno, anno dopo anno. Le fette di salame conviene mangiarsele piuttosto che mettersele sugli occhi.

    Detto questo, e’ bene ricordare che le societa’ europee sono ben diverse dalla societa’ statunitense. Negli USA ca. 1 persona su 100 sta in carcere per una condanna definitiva. In Europa ca. 1 su 1000, perfino l’Italia non e’ lontana da questa proporzione. Le cifre parlano da sole, insomma.

    Lasciare in mano ad una societa’ simile a quella statunitense armi di distruzione di massa in quantita’ industriale e’ una cosa da veri incoscienti. Altro che Iraq, l’Iraq sono loro.

    E’ un argomento tabu’ a quanto pare.

  • Rossa_primavera

    Certo ma converrai che una piccola indagine preventiva sul soggetto
    cui si affida una calibro 45 o una magnum non sarebbe una cosa
    sconveniente:se la stessa arma finisce nelle mani di uno psicopatico o
    di un onesto padre di famiglia il potenziale pericolo per la societa’ e’
    molto diverso.Un minimo di cautela insomma.

  • stendec555

    sì sì…ma tanto loro sono fatti così. gli americani sono un popolo a parte. l’america è un posto affascinante e puoi conoscere gente spendida ma su questi argomenti non c’è (in genere) da discutere. d’altronde hanno pure avuto al governo degli psicopatici (vedi ad esempio il clan dei neocon). gli americani resteranno per sempre culturalmente un popolo di guerrafondai e sono pure pronti a correre il rischio che armi finiscano nelle mani di folli. per loro la difesa della proprietà privata resta un valore indiscutibile.

  • Beverast

    il problema sono gli spostati come te che sarebbero capaci di premerlo a “cazzo”.
    E dato che uno come me non si fida della capacità del 60% della popolazioni di andare oltre al ragionamento di una scimmia con la banana in mano, le armi sai dove ve le potete infilare.

    Se avete le palle, usate armi bianche. Facile sparare, come i pisciasotto

  • alecale

    condivisibile vic ,, pero il polpolo e’ il popolo ed e’ uguale in tutti gli stati . il popolo dovrebbe pronunciarsi su TUTTO cio che succede . mentre se il popolo lo si fa diventare ignorante e lo si mantiene tale ecco che si ha bisogno di qualcuno che guidi il pecoraio .

  • Rossa_primavera

    E ti diro’ che da un certo punto di vista condivido maggiormente la loro
    impostazione che la nostra:ad esempio in Italia le leggi sulla legittima
    difesa sono troppo penalizzanti per l’aggredito e troppo premianti per
    l’aggressore.Ricordo che qualche anno fa dove abito io accaddero due
    incresciosi episodi a distanza ravvicinata:un commerciante uccise un ladro che si era introdotto di notte in camera sua e un ragazzo ubriaco
    uccise in auto tre persone.Al termine dei due processi il primo ebbe
    una pena maggiore rispetto al secondo e questo a mio avviso costituisce
    un’enorme ingiustizia:il primo fu costretto ad uccidere per difendere se
    stesso e la sua famiglia o almeno lui si percepi’ in pericolo tanto da
    sparare e uccidere,il secondo invece si mise in macchina a guidare
    cosciente del fatto di essere un pericolo per se e per gli altri.
    Negli Stati Uniti appunto i due casi avrebbero avuto un esito totalmente
    differente,anzi nel primo caso non ci sarebbe stato processo.

  • MartinV

    dormito male ?

  • stendec555

    diciamo che vista la quantità di armi che circolano in usa e quanto sono facilmente esposti a potenziali furti, aggressioni e omicidi i proprietari di case la cosa acquisisce un senso. è una cultura nettamente diversa, è la cultura protestante d’altronde. l’americano in breve non può concepire che in una società così opulenta (molti americani continuano a considerare l’america la terra promessa) come quella usa in cui la libertà di far soldi (questo è il significato del termine libertà in america) è più o meno potenzialmente alla portata di tutti, alcuni scelgano la strada della criminalità, della droga etc etc…questi meritano di essere dannati in vita, di essere eliminati al più presto e di bruciare all’inferno…..dunque se sparo a uno che mi entra in casa faccio una cosa più che giusta. lo stesso discorso riguarda la pena di morte (presente in buona parte degli stati). da noi sarebbe considerato barbarie, in usa un argomento su cui si può discutere ma che trova d’accordo molte persone.

  • Erwin

    Effettivamente (mi) sono spostato dal luogo popolato da soggetti quali lei.Per sua conoscenza miro e premo il grilletto SOLO quando serve.Sa odio il rumore!

  • Beverast

    Qualsiasi imbecille che prende la mira e spara SOLO quando serve pensa che sia effettivamente il momento in cui “serve”.

    Spariamo anche meno cazzate, oltre ai proiettili.

    Per sua conoscenza, lei non sa nulla di me per potermi apporre in una categoria. Io so che lei spara, e tanto è sufficiente, anche perchè quel nick lo ricordo da lontano, in altri luoghi, so molto più io di lei quanto lei non sappia di me.