Liberalismo dell’obbligo

FONTE: ILPEDANTE.ORG

I tempi di crisi sono tempi di contraddizioni. Non fa eccezione il tempo presente, incatenato a un modello antropologico proiettato verso l’inesistente – il «progresso», il futuro – e perciò condannato a fissare sempre più in alto l’asticella delle sue promesse per giustificare la distruzione che semina nell’esistente. La contraddizione più macroscopica, quella logica, è nello scarto ormai osceno tra gli scopi dichiarati e gli esiti conseguenti. Lì si annida l’arsenale apologetico della colpevolizzazione delle vittime, della coazione a ripetere, dello scadimento di parola e pensiero nel bar-bar degli slogan, delle emozioni a comando, degli appelli all’irrazionalismo onirico delle «visioni» e dei «sogni» e di altri numeri già descritti altrove.

Chi viola la logica viola la realtà. Il principio di non contraddizione non si dimostra né si contesta perché il suo postulato è il dato – ciò che è dato, non ciò che è prodotto o interpretato – dell’esperienza di tutti (sensus communis). E chi viola la realtà, violando tutto ciò che è reale, non può che trovare asilo in un’immaginazione malata perché inconsapevole, nella credenza che le cose, come nella cosmogonia biblica, si creino e si avverino perché ripetute dai giornali, dai manifestanti, dagli hashtag, dai pappagalli dell’accademia e delle istituzioni.

Se il risultato è alienato e contraddittorio, non può non esserlo la teoria a monte, quella in cui si celebra la «libertà» dei tempi moderni e venturi già nell’etimo dei suoi miti corollari: il liberalismo politico, il liberismo economico, le liberalizzazioni dei servizi, la libera circolazione di merci, capitali e persone, la libertà dei costumi e del sesso che deve scardinare ogni cosa, anche i vincoli della biologia, l’Occidente libero, la crociata contro un passato corrotto, provinciale e bigotto dai cui pesi bisogna liberarsi. Per realizzare tutto ciò, detta teoria si traduce nella prassi palingenetica e spavalda delle «riforme» i cui frutti ricadono tutti e senza margini di deroga nel novero… delle limitazioni delle libertà, in ogni variante possibile.

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7 Commenti
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clausneghe
clausneghe
28 Dicembre 2019 3:19

Ho seguito il link e mi sono trovato sulla bellissima pagina, come piace a me, del Blog del Pedante, completamente riempita dalle parole grosse come macigni,solo parole scritte, nessun fronzolo tra gli occhi.
Parole chiare e di alto pensiero, ho letto avidamente.
Un poco fuori tema, devo dire che i nuovi “Acquisti” di CDC L’Alessandra e il Pedante non mi fanno derto rimpiangere il Bertani.
Scritti così danno,a mio parere, un valore aggiunto al Sito, già alto,peraltro.

Platypus
Platypus
28 Dicembre 2019 3:19

Un ringraziamento a CDC per questa gradita scoperta del Pedante. lo aggiungerò alla lista dei siti che trovo leggibili quanto apprezzabili.

Giulio Pelernei
Giulio Pelernei
28 Dicembre 2019 3:19

Il Pedante (che seguo da alcuni anni) è un vero specialista della demistificazione del pensiero unico.

A IX century man
A IX century man
28 Dicembre 2019 3:18

Qui in CDC ho l’impressione che la vicenda Bertani abbia funto da sveglia. Qualcosa sembra essere cambiato…. In meglio.

Bravi.

Sirius
Sirius
28 Dicembre 2019 3:17

Segue da tempo il pedante da twitter e, pur non condividendone alcune visioni, apprezzo molto l’efficacia delle sue parole nello scardinare molti luoghi comuni o il cosiddetto “pensiero unico”. Un buon acquisto per CDC.

Nightwhisperer
Nightwhisperer
28 Dicembre 2019 3:19

Vorrei fare un commento controcorrente. Non credo affatto che l’articolo sia originale e illuminante. Primo fra tutti commette degli errori semantici che non posso accettare tipo introdurre le argomentazioni parlando di “crisi” denota una sostanziale adesione al modello liberista anche se poi a parole dice altro; poi continua con l’equivoco tra servi, schiavi, sudditi come se fossero la stessa cosa. Infatti cita la frase celebre di Orwell che la libertà è schiavitù, mentre oggi è vero il contrario cioè che la schiavitù è libertà.
In altre parole trovo l’intervento intrinsecamente narcisista e perciò esso stesso non condivisibile. Certo nel complesso contribuisce e amplia il dibattito, ma credo che il contributo sia in linea con le libertà che il web ci concede, e cioè di parlare, parlare, parlare, senza mai rompere i cogl…ioni. Anzi più narcisista sei, più sei funzionale al sistema che combatti.

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PS bisognerebbe introdurre l’obbedienza monastica a chi si professa contro il sistema; diversamente sono solo chiacchiere.

Alberto Capece Minutolo
Alberto Capece Minutolo
28 Dicembre 2019 3:18

In realtà queste considerazioni piuttosto elementari nascono dal fatto di aver perfettamente introiettato la rozza idea di libertà del neo liberismo: ovvero la libertà è solo libertà da qualcosa, non è libertà di e per qualcosa. Così all’elenco delle obbligazioni che contraddirebbero la libertà se ne potrebbe contrapporre un altro: siamo obbligati a non essere pedofili, a non uccidere, a non rubare, a non stuprare e via dicendo. Se dice che gli obblighi contraddicono la libertà , ovviamente intesa nel senso miserabile adottato dall’autore, essa è perfettamente sovrapponibile. Capisco che il mirabile obiettivo di questi avanzi cinquestellari è quello di immerdare i marciapiedi in nome della libertà.