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Liberalismo dell’obbligo

FONTE: ILPEDANTE.ORG

I tempi di crisi sono tempi di contraddizioni. Non fa eccezione il tempo presente, incatenato a un modello antropologico proiettato verso l’inesistente – il «progresso», il futuro – e perciò condannato a fissare sempre più in alto l’asticella delle sue promesse per giustificare la distruzione che semina nell’esistente. La contraddizione più macroscopica, quella logica, è nello scarto ormai osceno tra gli scopi dichiarati e gli esiti conseguenti. Lì si annida l’arsenale apologetico della colpevolizzazione delle vittime, della coazione a ripetere, dello scadimento di parola e pensiero nel bar-bar degli slogan, delle emozioni a comando, degli appelli all’irrazionalismo onirico delle «visioni» e dei «sogni» e di altri numeri già descritti altrove.

Chi viola la logica viola la realtà. Il principio di non contraddizione non si dimostra né si contesta perché il suo postulato è il dato – ciò che è dato, non ciò che è prodotto o interpretato – dell’esperienza di tutti (sensus communis). E chi viola la realtà, violando tutto ciò che è reale, non può che trovare asilo in un’immaginazione malata perché inconsapevole, nella credenza che le cose, come nella cosmogonia biblica, si creino e si avverino perché ripetute dai giornali, dai manifestanti, dagli hashtag, dai pappagalli dell’accademia e delle istituzioni.

Se il risultato è alienato e contraddittorio, non può non esserlo la teoria a monte, quella in cui si celebra la «libertà» dei tempi moderni e venturi già nell’etimo dei suoi miti corollari: il liberalismo politico, il liberismo economico, le liberalizzazioni dei servizi, la libera circolazione di merci, capitali e persone, la libertà dei costumi e del sesso che deve scardinare ogni cosa, anche i vincoli della biologia, l’Occidente libero, la crociata contro un passato corrotto, provinciale e bigotto dai cui pesi bisogna liberarsi. Per realizzare tutto ciò, detta teoria si traduce nella prassi palingenetica e spavalda delle «riforme» i cui frutti ricadono tutti e senza margini di deroga nel novero… delle limitazioni delle libertà, in ogni variante possibile.

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Pubblicato da Davide

7 Commenti

  1. Ho seguito il link e mi sono trovato sulla bellissima pagina, come piace a me, del Blog del Pedante, completamente riempita dalle parole grosse come macigni,solo parole scritte, nessun fronzolo tra gli occhi.
    Parole chiare e di alto pensiero, ho letto avidamente.
    Un poco fuori tema, devo dire che i nuovi “Acquisti” di CDC L’Alessandra e il Pedante non mi fanno derto rimpiangere il Bertani.
    Scritti così danno,a mio parere, un valore aggiunto al Sito, già alto,peraltro.

  2. Un ringraziamento a CDC per questa gradita scoperta del Pedante. lo aggiungerò alla lista dei siti che trovo leggibili quanto apprezzabili.

  3. Il Pedante (che seguo da alcuni anni) è un vero specialista della demistificazione del pensiero unico.

  4. Qui in CDC ho l’impressione che la vicenda Bertani abbia funto da sveglia. Qualcosa sembra essere cambiato…. In meglio.

    Bravi.

  5. Segue da tempo il pedante da twitter e, pur non condividendone alcune visioni, apprezzo molto l’efficacia delle sue parole nello scardinare molti luoghi comuni o il cosiddetto “pensiero unico”. Un buon acquisto per CDC.

  6. Vorrei fare un commento controcorrente. Non credo affatto che l’articolo sia originale e illuminante. Primo fra tutti commette degli errori semantici che non posso accettare tipo introdurre le argomentazioni parlando di “crisi” denota una sostanziale adesione al modello liberista anche se poi a parole dice altro; poi continua con l’equivoco tra servi, schiavi, sudditi come se fossero la stessa cosa. Infatti cita la frase celebre di Orwell che la libertà è schiavitù, mentre oggi è vero il contrario cioè che la schiavitù è libertà.
    In altre parole trovo l’intervento intrinsecamente narcisista e perciò esso stesso non condivisibile. Certo nel complesso contribuisce e amplia il dibattito, ma credo che il contributo sia in linea con le libertà che il web ci concede, e cioè di parlare, parlare, parlare, senza mai rompere i cogl…ioni. Anzi più narcisista sei, più sei funzionale al sistema che combatti.

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    PS bisognerebbe introdurre l’obbedienza monastica a chi si professa contro il sistema; diversamente sono solo chiacchiere.

  7. Alberto Capece Minutolo

    In realtà queste considerazioni piuttosto elementari nascono dal fatto di aver perfettamente introiettato la rozza idea di libertà del neo liberismo: ovvero la libertà è solo libertà da qualcosa, non è libertà di e per qualcosa. Così all’elenco delle obbligazioni che contraddirebbero la libertà se ne potrebbe contrapporre un altro: siamo obbligati a non essere pedofili, a non uccidere, a non rubare, a non stuprare e via dicendo. Se dice che gli obblighi contraddicono la libertà , ovviamente intesa nel senso miserabile adottato dall’autore, essa è perfettamente sovrapponibile. Capisco che il mirabile obiettivo di questi avanzi cinquestellari è quello di immerdare i marciapiedi in nome della libertà.

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