LEZIONI DAL CROLLO DEL MERCATO AZIONARIO DEL 1929


DI STEVE SCHIFFERES
BBC News

COSA ACCADDE?

Nell’ottobre del 1929 il valore dei titoli azionari scese fortemente in seguito ad una bolla speculativa avvenuta nei “Ruggenti Anni Venti”

In due giorni il Dow Jones industrial average decrebbe del 25% (portando al Martedì Nero, il 29 ottobre).

Il volume dei titoli scambiati raggiunse un primato che non fu superato per 40 anni.

Quando infine raggiunse il suo record al ribasso nel luglio 1932, il Dow Jones era crollato dell’89%, e non ritornò ai livello del 1929 fino al 1954.

QUALE FU LA CAUSA?

Le discussioni continuano in merito alle cause del crollo di Wall Street.

Con il valore delle azioni quadruplicato nel decennio precedente, esso ebbe tutte le caratteristiche di una bolla, con i titoli legati alle nuove tecnologie come quelle radiofoniche a fare da apripista.

Grazie ad una regolamentazione molto permissiva e a poche regole sull’insider trading, gli speculatori furono inoltre in grado di aumentare il valore dei titoli, e aziende-holding acquisirono partecipazioni in altre aziende senza utilizzare propri capitali.

I singoli individui furono in grado di acquistare titoli prendendo in prestito denaro a danno delle altre partecipazioni azionarie di loro proprietà.

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Infine, fattori politici – incluso un progetto di legge altamente protezionista approvato dal Congresso – contribuirono a gettare nel panico il mercato.

La banca centrale, la Federal Reserve, aveva inoltre abbassato in modo insolito i tassi per diversi anni per aiutare la sterlina britannica, che era ritornata al gold standard.


[Le speculazioni azionarie erano intense nel 1929]

QUALE FU L’IMPATTO?


[La Grande Depressione negli USA: 1929-1940]

Il crollo di Wall Street corrispose ad un forte declino nella produzione industriale degli Stati Uniti, che alla fine si propagò in tutto il mondo.

Le attività economiche statunitensi si ridussero di un terzo, e il tasso di disoccupazione raggiunse il 25%, con una riduzione per molti dell’orario di lavoro.

Inoltre, il sistema bancario statunitense andò completamente in tilt, e il primo provvedimento della nuova amministrazione Roosevelt quando giunse al potere fu quello di chiudere tutte le banche per due settimane, mentre gli ispettori federali esaminavano i loro libri contabili.

Senza sussidi di disoccupazione né aiuti governativi, il brusco calo dei redditi dei lavoratori ebbe un pesante effetto sui consumi e condusse ad una spirale negativa [che costrinse] un maggior numero di aziende a chiudere.

Molti osservatori ritengono che chi decise le politiche pubbliche in materia economica peggiorò il rallentamento economico adottando una politica monetaria rigida e tenendo i bilanci in pareggio mentre la crisi peggiorava.

Anche il commercio internazionale si ridusse una volta che gli Stati Uniti decisero di affrancarsi dal gold standard e di innalzare alte barriere doganali per scoraggiare le importazioni straniere.

QUALI SOLUZIONI FURONO TENTATE?

Inizialmente le autorità cercarono di ristabilire la fiducia nei confronti dei mercati facendo discorsi rassicuranti, con il presidente Herbert Hoover che diceva agli americani che l’economia statunitense era solida nelle sue fondamenta.

Solo una riduzione dei lavoratori nell’industria, si sosteneva, avrebbe in definitiva riportato la prosperità.


[Il crollo portò milioni di persone a vivere di stenti]

Si confidava nelle associazioni di volontariato per l’aiuto alle vittime della crisi..

Tutto cambiò dopo che Franklin D Roosevelt fu eletto presidente nel 1932, e il governo statunitense intervenne per fornire sussidi di disoccupazione, stabilizzare i mercati restringendo la produzione, incoraggiare i sindacati e creare un sistema governativo per le pensioni di anzianità e i sussidi di disoccupazione noto come sicurezza sociale. Tuttavia, l’amministrazione Roosevelt ebbe meno successo nel far tornare a crescere l’economia, mentre l’indice congiunturale rimase debole.

COME FU RISOLTA LA SITUAZIONE?

La Grande Depressione perdurò nonostante la varietà delle misure del New Deal che cercarono di alleviare la sofferenza degli individui fornendo posti di lavoro pubblici, assistenza sociale o sostegno per il pagamento dei mutui.

Fu solo con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, quando il governo statunitense adottò infine una politica di deficit spending di tipo keynesiano su larga scala, che l’economia si riprese.

La produzione statunitense raddoppiò durante la guerra, e la disoccupazione svanì con donne e neri entrati a far parte della forza lavoro per rimpiazzare i milioni [di uomini] arruolati nell’esercito.

Al suo culmine, il governo statunitense prendeva in prestito metà del denaro necessario per finanziare la guerra, mentre l’altra metà veniva raccolta attraverso il fisco.

QUALI SONO LE LEZIONI PER L’ATTUALE CRISI?

Vi sono tre principali lezioni che i policy makers stanno applicando all’attuale crisi.

La prima è che i mercati finanziari, le banche e l’economia reale sono interconnessi, perciò un problema irrisolto in un settore può trasmettersi negli altri.

La seconda è che l’intervento attivo e rapido del governo per allentare la pressione sull’economia è essenziale in periodi di reale crisi economica. La risposta lenta e probabilmente sbagliata del governo statunitense e delle banche centrali negli anni ’30 rese il declino più forte.

In terzo luogo, vi è il rischio di un vuoto politico durante l’interregno. Nel 1933 la crisi bancaria statunitense peggiorò durante i cinque mesi compresi tra l’elezione del nuovo presidente e la sua entrata in carica.

Questo potrebbe spiegare come mai entrambi i candidati abbiano appoggiato il piano di salvataggio dell’amministrazione Bush nonostante [avessero] alcuni dubbi in merito.

Titolo originale: “Lessons from the 1929 stock market crash “

Fonte: http://news.bbc.co.uk/
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09.10.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANDREA B.

IL CROLLO ATTUALE DEL DOW JONES RICORDA LA CADUTA DEL 1929


DI PAUL JOSEPH WATSON

Prison Planet

Un paragone dell’attuale crollo di Wall Street con gli eventi del 1929 mostra che, nonostante un ulteriore crollo ieri [16 Ottobre N.d.t.] in cui ha perso oltre 700 punti, l’indice Dow dovrebbe cadere di un altro 27% oltre il rimbalzo dovuto al piano di salvataggio prima di raggiungere il livello più basso.

“Nel 1929 assisteremo ad un ‘rally’ di due giorni quasi del 19%, seguito da un declino del 6%, infine, dal punto massimo di quella risalita, perdemmo il 27%”, ha spiegato questa mattina alla CNBC Edward Loef della Theodoor Gilissen Bankiers.

Quel picco di due giorni è stato replicato dagli eventi dell’inizio della scorsa settimana prima che il Dow crollasse nuovamente e si avviasse e soffrire di nuovo oggi [17 ottobre N.d.T.].

Un paragone dei due grafici indica che il Dow potrebbe non avere ancora toccato il minimo come affermano molti traders.

Almeno un altro significativo crollo sarebbe in previsione.

“Se guardate all’indice Dow Jones in questo contesto, anche in questo caso abbiamo visto una risalita di due giorni che è riuscita a recuperare almeno il 24% dal suo minimo di venerdì, e ieri abbiamo visto una nuova pressione sulle vendite, perciò penso che se la storia deve essere di guida per noi, ci si deve aspettare un altro declino sino a raggiungere un minimo del 27% al di sotto del rimbalzo successivo al piano di salvataggio, cosa che mi aspetto prima della fine della prossima settimana, dato che i nuovi minimi del 1929 arrivarono sette giorni dopo quel rimbalzo che abbiamo visto sia allora che oggi” ha detto Loef.

Le previsioni di Loef si sono dimostrate accurate in passato. Il 18 settembre egli aveva predetto che il Dow sarebbe affondato sino agli 8000 punti entro un mese quando allora era attorno agli 11.000. Oggi al Dow mancano appena 500 punti circa di caduta dal momento in cui la previsione di Loef si avvererà [In realtà a oggi, 21 ottobre, il Dow Jones è attorno ai 9000 punti, essendo leggermente risalito dal momento in cui è stato pubblicato l’articolo n.d.t.].

Ieri i mercati Usa hanno avuto la loro peggiore caduta dal 1987, dopo che un rapporto ha confermato che l’economia ha subito il peggiore calo in tre anni nelle vendite al dettaglio.

Titolo originale: “Dow Jones Bloodbath Mirroring 1929 Rout “

Fonte: http://www.prisonplanet.com
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16.10.2008

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

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LonanHista
LonanHista
22 Ottobre 2008 , 23:17 23:17

Ecco uno di quegli articoli che cercano me piuttosto che io cercare loro. Innanzi tutto dobbiamo stabilire il punto di osservazione, dove cioè posizionarci per valutare la cosa, l’oggetto della nostra osservazione. Possiamo valutare dal punto di vista macro, cioè ponendoci sopra a tutta la questione e vederla in un contesto secolare,(il percorso della storia gli andamenti macro) cioè come osservare una città dal grattacielo più alto. All’ultimo piano avremo una visione totale della città ma ci sfuggirà il particolare. A metà grattacielo avremo una visione ottima del quartiere mentre della città ci rimane di osservare solo una parte e scendendo perderemo di vista città e quartiere ma avremo la visione totale della strada, di ciò che sta intorno al palazzo. Paragonare la crisi del 29 a quella di oggi non è possibile perché non ci sono le similitudini se non per gli effetti dal punto di vista finanziario e cioè la perdita della ricchezza accumulata attraverso il puro investimento finanziario e la speculazione. Anche se quando si accenna alla ricchezza “bruciata” bisognerebbe spiegare che non è come nel 29 quando ci furono persone che persero tutto. Oggi la ricchezza bruciata è solo virtuale, in quanto era una ricchezza fittizia,… Leggi tutto »

ario
ario
23 Ottobre 2008 , 5:10 5:10

Dicci tutto caro Lon

NerOscuro
NerOscuro
23 Ottobre 2008 , 5:27 5:27

Se non si paga come per il Blondet, avanti col prossimo articolo. Ciao

franchino
franchino
23 Ottobre 2008 , 8:39 8:39

e’ da qualche tempo che sbircio notizie su questo sito.
onestamente devo dire che mai una volta ho letto notizie positive : sembra che tutti noi viviamo in paesi di m…. dove niente funziona e tutti noi “poveri tapini” passimo la gionata a prenderlo nel c….
Suggerisco a chi manda gli articoli di predere qualche compressa di Prozac oppure -meglio- di scopare di piu’ che fa bene allo spirito e al corpo.
Ai lettori invece di predere con le pinze tutto quello che viene scritto anche perche’ ognuno di noi con un po’ di fantasia puo’ inventarsi delle panzane.
Sicuramente qualche articolo e’ supportato da dati veri e quindi dobbiamo preoccuparci di quello che ci attornia …pero’ … se su cento articoli ogni volta che leggo devo mettermi sempre una mano davanti e una dietro…come faccio a distinguere il vero che mi e’ utile dal fantasioso?
chi lo sa se qualcuno fa articoli per “orientare”?
boh? io sono sicuro di si !

reza
reza
23 Ottobre 2008 , 14:10 14:10

Quella ricchezza fittizia ha avvelenato l’economia americana e gli effetti reali, quelli che si sentono sulla pelle e nel c……, gli stanno subendo quei oltre UN MILIONE di americani che hanno perso la casa; 776 mila solamente negli ultimi tre mesi.

A mio avviso , in questo momento ci sono molti opinioni che gli avoltoi chiamati “giornalisti” sparano coi mezzi di comunicazione di massa, esclusivamente per confondere la gente, e pochi pareri autorevoli, sulla natura e sull’andamento della crisi, ma nessuno parla sul come fermarla e questo è il lato più ambiguo in cui hanno un preciso ruolo anche i politici.

Se siamo in democrazia bisogna dar voce al popolo su una cosa cosi importante, ma questo non viene in mente a nessun politici, ne di governo , né dell’ opposizione. probabilmente perché al loro datore di lavoro; la finanza, non piace che lo fanno .

reza
reza
23 Ottobre 2008 , 16:39 16:39

Quella ricchezza fittizia ha avvelenato l’economia americana e gli effetti reali, quelli che si sentono sulla pelle e nel c……, gli stanno subendo quei oltre UN MILIONE di americani che hanno perso la casa; 776 mila solamente negli ultimi tre mesi.

A mio avviso , in questo momento ci sono molti opinioni che gli avoltoi chiamati “giornalisti” sparano coi mezzi di comunicazione di massa, esclusivamente per confondere la gente, e pochi pareri autorevoli, sulla natura e sull’andamento della crisi, ma nessuno parla sul come fermarla e questo è il lato più ambiguo in cui hanno un preciso ruolo anche i politici.

Se siamo in democrazia bisogna dar voce al popolo su una cosa cosi importante, ma questo non viene in mente a nessuno dei politici, ne di governo , né dell’ opposizione. probabilmente perché al loro datore di lavoro; la finanza, non piace che lo fanno .

vinan
vinan
25 Ottobre 2008 , 12:37 12:37

Caro LonanHista, mi trovo in parte d’accordo con te ma: 1) l’economia reale (produzione di beni e servizi) richiede una domanda di mercato, ovvero consumatori che abbiano bisogno di quei beni e servizi per rispondere ai loro bisogni; 2) i prezzi devono corrispondere alla reale utilità dei beni/servizi e non essere gonfiati (esempio: stesso paio di scarpe, e quindi pari qualità, ma venduti nelle bancarelle a tot e molto di più in altri negozi solo a causa di loghi o marchi che non aggiungono nulla in qualità ma solo in prezzo); 3) i redditi delle famiglie ed i livelli di occupazione devono essere tali per cui questi si possano permettere di comprare detti beni/servizi possibilmente senza ricorrere ai prestiti; Premesso cio: 1) di beni e servizi c’è un’altissima domanda nel mondo. Basta guardare alle condizioni di vita dei paesi in via di sviluppo. Da loro bastano investimenti limitati e microcredito; 2) i prezzi devono essere soggetti a limitazioni (e quindi norme commerciali) e non lasciati nelle mani di aziende che li gonfiano solo perchè riescono ad imbonire la gente a pagare di più; 3) limite ai prezzi significa deflazione, ovvero beni/servzi meno cari, ovvero meno ricorso al debito, ovvero esportazione… Leggi tutto »

LonanHista
LonanHista
26 Ottobre 2008 , 5:37 5:37

Da qualche settimana mi sento come se qualcuno mi avesse scippato e derubato qualcosa di importante e ora ne sta facendo un uso improprio e assolutamente sbagliato. Mi riferisco alla crisi finanziaria in atto, protagonista assoluta della scena mediatica, come se essa fosse apparsa all’improvviso, allo stesso modo di un devastante terremoto, mentre era stata prevista da anni, e non solo dal sottoscritto, che ne avvertiva il divenire già anni fa, perché essa già era in corso. Nel 1996 il cantante americano BruceSpringsteeen, rockstar planetaria impegnata sui temi sociali scriveva e portava al successo una canzone dal titolo:The Ghost of Tom Jodd, che traendo spunto dal protagonista di un libro che raccontava della grande depressione del 1929, in poche semplici frasi ha descritto lo scenario che si prospetta in questa epoca e cioè di milioni di persone costrette o meglio ridotte a vivere in strada mentre vige uno stato di polizia. Addirittura quasi 20 anni fa, il prof.GiovanniArrighi insegnante di sociologia presso StateUniversity di NewYork, pubblicava un libro(il lungo XX secolo, ed,Il Saggiatore) che non era solo la storia del capitalismo moderno dal rinascimento fino ad oggi, ma una vera e propria mappa dei macro- andamenti ciclici che caratterizzano la… Leggi tutto »

LonanHista
LonanHista
26 Ottobre 2008 , 5:58 5:58

La verità è che i banchieri e gli speculatori guadagnano di più creando valore dal nulla sui mercati finanziari che non investendo in sviluppo nel terzo mondo e aprendo così nuovi mercati all’economia reale. è proprio questo che voglio dire. che i grandi capitali finanziari cercano un profitto sempre maggiore e siccome nell’economia reale questo profitto non è garantito da qualche anno i capitali finanziari si sono spostati nei mercati virtuali, hanno generato bolle pazzesche, ricchezza virtuali inesigibili e oggi sono state scaricate sull’economia reale già in crisi, a causa del fatto che vi è uno squilibrio sempre maggiore tra gli accumuli di capitale delle realtà emergenti e la difficoltà dell’occidente a far fronte a questa nuova relatà. loro si arricchiscono noi ci impoveriamo. e a livello macrosistemico per riequilibrare questa sproporzione nel contesto sociale, noi occidentali lentamente stiamo scivolando negli standard di vita dell’operaio cinese. si veda la bolkestein che aveva questo scopo e si veda come a subire gli effetti più gravi sia la middleclass che negli usa è stata portata a livello delle fasce più basse. anni si fa si diceva che i cinesi avrebbero raggiunto i nostri stessi standard di vita. ma sta succedendo il contrario,… Leggi tutto »