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L'EURO SPINGE L'ITALIA VERSO LA DEPRESSIONE

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
blogs.telegraph.co.uk

Ecco l’ultimo grafico dell’evoluzione

delle masse monetarie pubblicato dalla Banca d’Italia. Osservate l’M3.

È terribile. (pagina 7 di questo rapporto).

È davvero eloquente. Non esiste accusa

più chiara alla naturale disfunzionale dell’unione monetaria. L’Italia

è spinta verso la depressione, ed è criminale.

Evidentemente, l’Italia e la Germania

non possono più dividere la stessa politica monetaria. Ergo, la

Germania dovrebbe lasciare l’UEM, pronto.

La Banca d’Italia ha annunciato che

l’economia italiana si è contratta dello 0,5% nell’ultimo trimestre

del 2011. Perderà ancora l’1 5% quest’anno, con crescita

zero nel 2013.

Questo è un risultato diretto

delle politiche maldestre di austerità pro-ciclica imposte da

Angela Merkel e dalla BCE – l’infame lettera di Jean-Claude Trichet

– senza che arrivi un compenso da un rilancio monetario o del commercio estero.

E tutto questo farà grossi danni

in Italia…

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Fonte: http://blogs.telegraph.co.uk/finance/ambroseevans-pritchard/100014296/the-euro-is-pushing-italy-into-depression/

18.01.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

Pubblicato da supervice

  • supervice

    EUROZONA: “LA MEGLIO MORTE”?

    DI JACQUES SAPIR
    Ria Novosti

    L’eurozona sembrava aver conosciuto un momento di tregua in questa prima metà di gennaio del 2012. I tassi di interesse, ancora molto elevati alla fine del mese di dicembre, erano calati, in particolare su Italia e Spagna. La Spagna aveva potuto prendere in prestito giovedì 12 il doppio dalle somme richieste, mentre l’Italia, venerdì 13, aveva piazzato obbligazioni a due 2 anni al 5%, tasso sconosciuto, e in qualche modo insperato dopo le catastrofiche emissioni di inizio dicembre.

    Ma, nella metà di questo venerdì 13 (tenetevi, tenetevi, ci saranno delle ragioni di essere superstiziosi?), è arrivato l’annuncio del downgrade del credito di Francia e Austria. E così la Francia alla fine ha perso la tripla A che simboleggiava la politica finanziaria condotta dal Presidente Sarkozy.
    La spiegazione del miglioramento congiunturale della situazione, che somiglia molto a quello che i Romani chiamavano nell’antichità la “meglio morte”, è semplice. È l’iniezione importante di liquidità effettuata dalla Banca Centrale europea alla fine del mese di dicembre del 2012 che ha permesso questo allentamento dei tassi di interesse. Allargando il ventaglio dei collaterali che le banche commerciali possono portare in garanza ed estendendo le loro linee di credito, sono arrivati a queste banche più di 450 miliardi di Euro. Gli effetti si sono fatti sentire sui mercati obbligazionari, almeno sul breve termine.

    Questo spiega perché le emissioni di buoni del Tesoro sia italiani che spagnoli sono state un successo. Ma i problemi di fondo non sono stati ancora sistemati.

    Le banche commerciali europee, infatti, si precipitano immediatamente a depositare i titoli che hanno acquistato presso la Banca Centrale Europea. Questo meccanismo, detto di “pronti contro termine “, permette loro di rifinanziarsi a tassi molto bassi. Significa che ancora in Europa non esiste un mercato interbancario, un problema ricorrente dalla fine del mese di ottobre. La BCE ha potuto alleggerire temporaneamente le banche, ma non si è mossa per risolvere il problema.

    Oggi l’importo totale di questi “pronti contro termine” è impressionante: 489 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti più di 200 miliardi di euro di debiti sovrani dei paesi “a rischio” che sono stati comprati alle banche dalla BCE.
    La situazione resta, peraltro, molto preoccupante in parecchi paesi. Così, in Spagna si dibatte sempre di una crisi molto grave delle finanze locali. L’aumento delle insolvenze nel pubblico prosegue sulla sua strada e, oggi, le regioni non trovano più prestiti se non sono a tassi usurai: la Catalogna è stata obbligata a prendere in prestito a più del 9%. Questo aumento degli insoluti ha fin da ora gravi conseguenze nel settore privato, dove si manifestano a loro volta i mancati pagamenti.
    È un processo già visto in Russia dal 1995 al 1998. Ogni ondata di insolvenze del pubblico genera un’onda ancora più grande di insoluti privati che provocano di nuovo insoluti fiscali che determinano ancora insoluti nel pubblico.

    Le cattive notizie non arrivano mai da sole, e si è saputo, praticamente in simultanea, che i negoziati per la ristrutturazione del debito greco erano stati sospesi e che i paesi dell’eurozona dovrebbero ancora contribuire a un livello pari a parecchie decine di miliardi per un nuovo piano di salvataggio della Grecia.

    Infine, in Italia, le voci si moltiplicano per un ritorno di Berlusconi, il cui nome, se pronunciato, fa oramai l’effetto di un drappo rosso agitato sotto gli occhi dei banchieri.

    Questa incapacità dei paesi europei nel trovare soluzioni praticabili non è una novità. La gestione della crisi, dall’autunno 2009, è stata segnata dalle soluzioni parziali e temporanee, dal fai da te e dagli annunci ad effetto che si sgonfiano rapidamente. Con una costanza degna di una migliore causa, non si è voluto prendere sul serio questa crisi e realizzare le soluzioni necessarie: o un’avanzata verso il federalismo europeo o uno scioglimento ordinato dell’eurozona. Ma tutto questo si paga.

    I paesi dell’eurozona sono oramai di fronte all’ora della verità. Conoscendo i (cattivi) riflessi dei politici, ci si deve aspettare che posticiperanno ancora le decisioni, nella speranza di guadagnare alcuni mesi, alcune settimane. Il fatto che siamo in anno elettorale in Francia, e che alcuni dei candidati – Marine Le Pen e Nicolas Dupont-Aignan per non nominarli – fanno campagna sul tema dell’uscita dall’euro, va a favore di questa ultima eventualità.

    Come Anna Bolena sul patibolo, possiamo sentirli quasi pronunciare, “Ancora un minuto, signor boia”. Ma i mercati finanziari potrebbero rivelarsi ancora più intrattabili di un boia in carne e ossa.
    Non lasceranno che il governo francese arrivi alle elezioni presidenziali di metà aprile senza che una catastrofe non si produca prima di allora.

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    Fonte: Zone euro : le « mieux de la mort » ? [fr.rian.ru]

  • elio_c

    Non ci capisco più niente.. se l’Italia è spinta in depressione dall’Euro, che cosa ha spinto l’Inghilterra, con la sua Sterlina Sovrana, ad una decrescita 8 volte la nostra?

    estraggo da qui:

    http://theautomaticearth.blogspot.com/2012/01/january-16-2012-quo-vadis-britannia.html

    using a common international purchasing measure, dollars, no other economy in the world has shrunk even remotely as much as the UK [..]

    Table 1 shows that the fall in UK GDP in 2007-2010 was $562 billion compared to the next worst performing national economy, Italy, with a decline of $65 billion i.e. the decline in UK GDP in the common measuring yardstick of dollars was more than 8 times that of the next worst performing national economy.

  • Nauseato

    Con una costanza degna di una migliore causa, non si è voluto prendere sul serio questa crisi e realizzare le soluzioni necessarie: o un’avanzata verso il federalismo europeo o uno scioglimento ordinato dell’eurozona. Ma tutto questo si paga.

    Ma tutto questo si paga.
    Il fatto è che TUTTO – o prima o poi – si paga. Tutto. Sempre.

  • AlbertoConti

    Effettivamente l’analogo grafico per la Germania (M2) è quasi speculare a quello italiano: minimo a metà 2009 e poi violenta crescita (http://intermarketandmore.finanza.com/italia-occhio-alle-scadenze-titoli-e-alla-massa-monetaria-39417.html). Prima il “cavaliere” e poi il “professore” o ci sono o ci fanno, ma comunque il risultato è il default italiano. Quanto alla Merkel non ha da ridere: ammazzare l’asino le costerà il suo culone.

  • LeoneVerde

    La loro scelta politica.

  • MIRDAD

    Io credo che se usassero la loro sovranità monetaria e uscissero dalla crisi tutto il mondo verrebbe a conoscenza di cosa si puo fare con una moneta sovrana,l’Argentina lo sta gia facendo nei fatti. Ovviamente I BANCHIERI hanno tutto l’interesse di tenere affamato il popolo inglese,sotto sotto ci sono interessi e speculazioni e chissà che altro…

  • AlbertoConti

    Questo argomento offre l’innesco ad una domanda di fondo (non certo l’unica tra quelle dirimenti): può la Banca Centrale, nel sistema mondo attuale, determinare la massa monetaria? Di banche centrali ne esistono tante quante sono gli Stati, e non sono certo tutte identiche, tranne che per alcune funzioni generali. Come ad es. lo studio dell’economia del paese attraverso anche i flussi monetari e valutari con l’estero. Neppure la creazione di base monetaria è più una caratteristica comune alle BC. In teoria Bankitalia distribuisce circa 1/8 delle banconote stampate dalla BCE, come da patto costitutivo dell’euro. In pratica vediamo crollare M0 in Italia mentre s’impenna in Germania. Forse che paghiamo la Golf in banconote? Certo che no, ma il risultato non cambia. Cosa farebbe la FED in una situazione simile tra Stati confederati? La cosa più evidente è che gli USA hanno i dollar-bond da sempre, e ci pagano gli squilibri della loro bdp con la Cina, gli emirati, ecc. mentre noi siamo qui a mendicare l’idea degli eurobond dalla culona, per ora senza alcun esito. Ma è chiaro che questa non è la soluzione, anzi è il problema. Un problema così grosso che gli anglosassoni pensano seriamente di risolverlo col III conflitto mondiale, mentre noi ci culliamo nell’illusione che questo no, non è possibile, è troppo grossa! Dal punto di vista dei sistemi monetari siamo veramente alla frutta, il vecchio paradigma di una Bretton Woods degenerata e tradita è già al capolinea, almeno dal 2008. Bisogna esser ciechi per non vederlo, e completamente stupidi per aggiungere la complicazione inutile dell’euro di Maastricht, nato per fallire. Lo chiamavano “stabilità”! Questo è il titolo di un film satirico.

  • AlbertoConti

    Tale è la tua fede nella MMT che non ti accorgi neanche più delle colossali stronzate che dici. La city mantiene l’UK da un pezzo applicando quei principi, predicando bene e razzolando male!

  • MIRDAD

    E il popolo dove lo metti lo mandi affanculo!
    Abbiamo visto abbastanza dove ci ha portato il capitalismo city compresa.

  • AlbertoConti

    Appunto. Il popolo la prende nel culo, e partecipa allo sfacelo, anche moralmente, mentre i “lord” se la godono, ma non per molto ancora, spero. Tra tutte le rivolte popolari quella inglese di quest’estate è stata la più squallida.

  • MIRDAD

    Su questo sono daccordo con te, il mio timore e che noi in italia con l’informazione che abbiamo a disposizione e senza cultura finanziaria abbiamo tutte le carte in regola per un tonfo tremendo.

  • albsorio

    Ricordo delle discussioni quando era nato l’Euro, allora si diceva che andava a 1,30 sul Dollaro sarebbe stata la fine perché avrebbe danneggiato le esportazioni, andò anche a 0,80, quello che più è cambiato è la logica predatoria a tutti i livelli, ora abbiamo troppi “prenditori” e pochi imprenditori, Monti è solo la sublimazione di questo fenomeno, se l’Italia fosse ancora la Nazione dell’intraprendere, forse Monti non sarebbe dov’è. A chi ama giocare coi grafici qui si può divertire, http://www.timingcharts.com/charts da vedere la linea verde rappresenta la volontà dei grandi investitori, come si vede “fanno” il mercato. Anche se sembra impossibile si potrebbe tagliare loro le unghie, come? La prima mossa è abolire il signoraggio sull’Euro, la seconda eliminare il fenomeno del High Frequency Trading, la terza mossa tornare alla Democrazia, nel Parlamento europeo, i “tecnici” dovrebbero solo realizzare gli indirizzi dei politici, portavoce del volere del popolo, allora l’1% ricco sarebbe ridotto al rispetto degli altri esseri umani, o comunque ridimensionati. per chi volesse leggere sull’High Frequency Trading questo è il link http://www.sisde.it/gnosis/Rivista20.nsf/ServNavig/17