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LETTERA APERTA A ISRAELE DA LAUREN BOOTH, REGNO UNITO

A CURA DI GILAD ATZMON

Questa mattina avevo l’intenzione di scrivere un articolo sul saccheggio della flottiglia di aiuti diretta a Gaza da parte di vostri soldati. Come avrete potuto leggere, un ufficiale delle Forze di Difesa Israeliane è stato rinviato a giudizio da un tribunale militare, sospettato di aver rubato dei computer portatili ai passeggeri. E’ da notare come il quotidiano Haretz ora si riferisca alla flottiglia denominandola “flottiglia di aiuti”. Proprio com’era. Invece della flottiglia del “terrore”, come avrebbero voluto i vostri leader che fosse chiamata. Ma faccio una digressione. Dunque, eccomi, pronta per scrivere il mio pezzo, quando mi sono imbattuta in un articolo uscito su ynetnews. Cercava di spiegare nei dettagli lo sgomento forse provato da qualcuno per via del saccheggio. Un ufficiale di rilievo delle Forze di Difesa Israeliane ha dichiarato a proposito dei furti verificatisi sulle navi: “Ci dev’essere un grave problema all’interno delle IDF per quanto riguarda i valori”.

Ho fissato quelle parole a lungo. E, invece di scrivere il mio pezzo, ho deciso di scrivervi. Perché non posso fare a meno di domandarmi: ma chi, sulla faccia della terra, ha ancora riserve di “sgomento” messe da parte di fronte al comportamento delle vostre forze armate? Voglio dire, ma suvvia ragazzi. Al di là dei confortevoli viali di Tel Aviv, il resto del mondo trova che la frase “Esercito Morale”, quando usata per riferirsi alle IDF, sia in pratica uno scherzo grosso, (tristemente catastrofico), e di portata globale. Sullo stesso piano di, ad esempio, il rifiuto del riscaldamento globale oppure i due mandati di George Bush.
Ora, qui l’ho fatto ancora una volta. Vi ho fatto arrabbiare molto. Ma, per favore, datemi ancora qualche attimo in più per spiegare perché sto scrivendo questa lettera. Perché non ho l’intenzione e non voglio nemmeno insultarvi. Di certo non più di quanto ho fatto in passato. Sono seduta qui, con la lavatrice e tante altre cose ancora da fare in casa, per farvi una domanda. Come madre e come essere umano che sono ho bisogno di sapere perché non vedete il male che viene fatto nel vostro nome?

Come fate a non vedere?

Come forse sapete già, ho partecipato alla prima missione Freegaza nel 2008. Questo vuol dire che non solo ho il piacere di conoscere personalmente le brave donne che hanno fondato il FGM (Freegaza Movement). Vuole anche dire che avevo molti amici e colleghi sulla flotta attaccata dalle vostre forze armate a maggio.
Sapete, (di nuovo per un secondo consideratemi una madre e non una “nemica”) nessuno tra quelle brave persone è un terrorista che vuol introdurre armi illegalmente per gli “estremisti”. Sono uomini e donne di estrema umanità e preoccupate per lo stato del mondo. Persone che non riescono a condurre una vita normale mentre il vostro stato, il vostro esercito, i vostri coloni, tormentano altri esseri umani. Ogni minuto ogni giorno. Di ogni mese e ogni anno.
Da sessantadue anni.

Non vorrei essere scortese. Ma arriva un momento in cui dire “Non sapevo cosa stesse succedendo” comincia ad essere trito e ritrito. Si capisce, vero? Tutta questa farsa di essere “scioccati” dal comportamento pessimo di vostri soldati, ha fatto ridere tutti i non israeliani; in effetti, ci fa ridere.

Il saccheggio di questa settimana da parte di vostri soldati, non è la prima volta che si verifica, non è vero? Forza. Ripensateci. Ce ne sono state tante, ma tante altre. Ve ne siete dimenticati? Vi do una mano. Prendete un computer e digitate le parole “IDF looting” (saccheggi IDF) nel motore di ricerca google. Potreste (o forse no) essere sorpresi nel ritrovarvi di fronte a più di 64.000 risultati. Ora prima che perdiate il controllo urlando che “i nostri nemici dicono falsità nei nostri confronti”. Fatemi il piacere. Leggete alcuni dei risultati sulla prima pagina. Non vi prenderà troppo tempo. Va bene perché non prendere tutta la mattina per leggerli? Dopo tutto, è in qualche modo il vostro dovere sapere che cosa si sta facendo nel vostro nome, non vii pare? Voglio dire, quando si commettono delle atrocità in guerra con i shekel delle vostre tasse, avete il diritto di sapere.

Uno dei risultati google ha rivelato che un soldato delle Forze di Difesa Israeliane confessò di aver rubato una carta di credito da una abitazione posta a nord della striscia di Gaza durante l’Operazione Piombo Fuso. Vi ricordate? Il soldato, appartenente al battaglione di ricognizione della fanteria Givati, la usò per prelevare 1.600 shekel in Israele. Un piccolo atto criminale.
Parte di una criminalità molto più ampia.

Un crimine contro l’umanità, sia perché lo ignorate oppure perché siete tenuti all’oscuro volutamente da parte delle vostre autorità.
E come già ho avuto modo di menzionare, voi avete accesso a internet, non siete costretti a rimanere al buio. A meno che, ovviamente, non vi troviate a vostro agio lì dentro.

L’ultimo saccheggio da parte delle IDF a danno della proprietà di civili, mi ha fatto pensare alle donne Al Samouni che ho incontrato l’anno scorso sulle macerie delle loro abitazioni preso Al Zaytoun (vi mando qualche foto in allegato). Voi potreste vagamente ricordare quel nome, “Al Samouni”. Facciamo un esercizio della memoria. Il sabato 3 gennaio 2009 è iniziata l’incursione israeliana nel quartiere Al Zaytoun.
Il giorno dopo, 4 gennaio 2009, le vostre forze hanno bombardato la stessa zona.
Lunedì 5 gennaio 2009 alle ore 7:00, di nuovo le vostre forze bombardano la stessa area di Hay nel (quartiere) Al Zaytoun. Uno dei razzi ha colpito il terzo piano della casa di Tallal Hilmi Al Samouni. Successivamente sono arrivati i soldati a sparare per uccidere.

Complessivamente, 26 membri della famiglia Al Samouni sono stati uccisi, compresi 10 bambini e 7 donne. La Croce Rossa ha potuto accedere all’area soltanto tre giorni dopo per evacuare i morti e i feriti, la maggior parte dei quali erano in condizioni così gravi che sono stati portati in Belgio, Egitto e Arabia Saudita per ricevere le cure adeguate.

Permettetemi di elencarvi i loro nomi visto che probabilmente non li conoscete. Poiché siete delle persone gentili, sono sicuro che volete portare loro i vostri rispetti e forse anche pregare per loro.

Elenco dei bambini uccisi

• Azza Salah Al Samouni, anni 3.
• Waleed Rashad Al Samouni, anni 17.
• Ishaq Ibrahim Al Samouni, anni 14.
• Ismail Ibrahim Al Samouni, anni 16.
• Rifka Wael Al Samouni, anni 8.
• Fares Wael Al Samouni, anni 12.
• Huda Nael Al Samouni, anni 17.
• Ahmad Atieh Al Samouni, anni 14.
• Mu’tassim Mohammed Al Samouni, anni 6.
• Mohammed Hilmi Al Samouni, anni 5.

Elenco delle donne uccise

• Rahma Mohammed Al Samouni, anni 50.
• Safa’ Hilmi Al Samouni, anni 25.
• Maha Mohammed Al Samouni, anni 22.
• Rabbab Azzat Al Samouni, anni 32.
• Laila Nabih Al Samouni, anni 40.
• Rifqa Mohammed Al Samouni, anni 50.
• Hannan Khamis Al Samouni, anni 36.

Elenco degli uomini uccisi

• Tallal Hilmi Al Samouni, anni 55.
• Attieh Hilmi Al Samouni, anni 25.
• Rashad Hilmi Al Samouni, anni 42.
• Tawfiq Rashad Al Samouni, anni 23.
• Mohammed Ibrahim, anni 26.
• Ziyad Izzat Al Samouni, anni 28.
• Nidal Ahmad Al Samouni, anni 30.
• Hamdi Maher Al Samouni, anni 23.
• Hamdi Mahmoud Al Samouni, anni 70.

Lo scorso marzo le donne e i bambini mi hanno portato in giro tra le macerie della loro comunità. Ho visto i graffitti razzisti lasciati sui muri di una stanza dove una ragazza adolescente doveva ancora dormire. Un ricordo lasciatole da niente meno che dall’“Esercito Morale”. C’erano scritte “torneremo” sia in ebraico, sia in inglese, e poi ho visto una vignetta volgare che mostrava una casa che esplodeva con le parole “siete qui” spiritosamente aggiunte. Una bella ragazza mi ha raccontato di come si stesse per sposare prima dell’attacco. La sua famiglia aveva messo da parte diverse migliaia di dollari per la sua dote (i risparmi messi da parte da molte persone all’interno di una stessa famiglia per molti anni, come potete immaginare). Era stata nascosta sotto un letto dentro una valigia per la felice occasione. Sua madre aveva alcuni gioelli antichi appartenuti per generazioni alla famiglia, anche sotto forma d’oro. Bene, ecco, i vostri soldati, hanno bombardato queste persone, dopo hanno sparato ai loro figli, in seguito hanno razziato tutto quello che avevano i sopravvissuti. Vi giuro, controllate su google, guardate dentro ai vostri cuori, sappiate che questo succede.

Sapete che questo è il modo in cui il vostro esercito tratta volutamente i palestinesi.

Prima che urliate “menzonga” o “antisemiti”, per favore, vi prego. Da genitore a genitore. Da essere umano a essere umano. Nel nome del Dio di tutte le fedi, fatte un respiro, sospendete la vostra incredulità e poi continuate a leggere. Perché, oh Israele. Cosa succederebbe se, supponiamo, io non fossi l’antisemita come hanno cercato di dipingermi i vostri estremisti informati su wikipedia. E cosa succederebbe se, soltanto il dieci per cento dei 64.000 risultati google per “saccheggi IDF” fosse completamente vero? Cosa succederebbe allora? Di che cosa vi rendete complici? Cosa farete se solo per un secondo la verità vista da tutto il resto del mondo sulla brutalità di vostri leader riempisse le vostre menti e i vostri cuori come succederà sicuramente un giorno?

Le mie parole, trovandomi all’esterno, sembreranno senz’altro dure, perfino ingenue. Allora ecco quest’articolo dal Jerusalem Post di oggi.

“Secondo le informazioni analizzate dall’organizzazione per i diritti dell’uomo Yesh Din, tra il settembre del 2000 e la fine del 2009, meno del sei per cento tra le quasi 2.000 inchieste aperte contro i soldati dell’IDF sospettati di crimini contro i palestinesi hanno ricevuto un atto d’accusa formale. Durante lo stesso periodo, secondo diverse stime, migliaia di civili palestinesi venivano uccisi come risultato delle attività delle IDF. Quante tra queste uccisioni hanno avuto come esito un atto d’accusa? Quattro. Non il quattro per cento – soltanto quattro”.

Diventa sempre più chiaro come i vostri giovani uomini e le vostre giovani donne siano allenati per comportarsi come animali. Questi fatti, le razzie, le fotografie pubblicate su internet da Eden Abergil, non possono più essere catalogati con la dicitura “casi isolati”.

Spetta a voi di chiedervi che cosa vogliano dire.

Sono veramente dispiaciuta se le mie parole vi hanno offeso. Volevo soltanto parlare con voi direttamente per una volta.

A proposito, c’erano circa 400 computer portatili, 600 cellulari e inoltre denaro in contanti ed effetti personali, materiale trattenuto dal vostro esercito che non è ancora tornato in possesso dei passeggeri della flottiglia di aiuti. Vedete, quando si sono imbarcati, per qualche motivo, quelle brave persone, non avevano pensato che sarebbero state derubate dalle IDF.

Vostra con speranza,

Lauren Booth

Titolo originale: “An open letter to Israel From: Lauren Booth, UK

Fonte: http://www.gilad.co.uk
Link
22.08.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di NIKLAUS47

Pubblicato da Das schloss

  • grillone

    bella inniziativa, questa lettera; scritta anche molto bene, dicendo le cose come stanno senza particolari risentimenti(in modo anglosassone, appunto 🙂 peccaco che, queste iniziative, soprattutto con israele, non servano a niente

  • vic

    Il saccheggio e’ sempre stato la prerogativa di qualunque esercito.
    Anche la distruzione, come direbbe Lapalisse.

    Piu’ l’esercito proviene da una civilta’ che si ritiene acculturata piu’ il saccheggio e’ profondo.
    Ah, che decisione geniale fu quella dell’esercito USA di difendere solo il ministero del petrolio Iraqeno, lasciando andare a ramengo tutto il resto. Doppio saccheggio: uno controllato, quello del petrolio, l’altro incontrollato: quello del museo di Baghdad. Museo che conteneva reperti di inestimabile valore, testimonianze dell’antica civilta’ umana.

    Il continuo ragionare in termini militari non ci fara’ mai uscire da questa desolante situazione di una presunta civilta’ superiore, l’occidente a locomotiva USA ed a cervello molto ebraico, la quale e’ talmente pervasa da un modo di pensare e di agire diabolico da finire per distruggere se stessa.
    Anche gli Aztechi si consideravano una civilta’ superiore alle altre della regione. Erano ossessionati dalla guerra, anzi la guerra era il loro motore economico. Eppure erano ben organizzati. La loro capitale era pulitissima. Il mercato organizzatissimo e ben funzionante. In quella loro insaziabile sete di sangue covava il germe dell’autodisintegrazione, malgrado tutti i sensi di superiorita’ che avevano verso i popoli meno “civilizzati”.

    Noi occidentali siamo gli Aztechi moderni. Faremo la loro fine se non ci liberiamo da quel modo di ragionare pervicacemente aggrappato a parole come bombardamento, missili, armi tecnologiche, servizi segreti, crescita perenne, vendetta. Insomma di un modo di pensare che fa continuamente a pugni con il buon senso del convivere civile.
    A nulla serve il progresso scientifico e poi quello tecnologico se la mentalita’ e’ infestata da ragionamenti abbietti, dalla perpetua osssessione per la vendetta. Modo d’azione che ci venne inculcato fin dai tempi del Vecchio Testamento.
    Basta parlare in termini militari. Anche su questo blog e’ un continuo esprimersi con parole sanguinarie. Con esse non si arriva da nessuna parte. Ben rare sono le rivoluzioni sanguinarie riuscite.

    Vediamo la figura di uno che fece il grande passo, dal sanguigno all’estatico.
    Si tratta del vero padre spirituale della Svizzera moderna, una figura decisamente storica. Era capitano di un esercito di mercenari, che per il loro coraggio e la loro fedelta’ venivano assoldati un po’ da tutte le monarchie del continente. Ebbene, costui ad un certo punto, dopo avere meditato a lungo, dopo essersi trasformato in eremita e visionario, diede il piu’ lungimirante consiglio che avesse mai potuto dare ai confederati di allora: “niente piu’ scorribande fuori dai confini, concetrazione sul buon governo interno e soprattutto adozione di una politica di neutralita’ armata. Principi che valgono fino ad oggi e che se adottati dal mondo occidentale, migliorerebbero l’oscena situazione di parecchio. E darebbero una prospettiva in positivo, perlomeno. Principi che avrebbero evitato le innumerevoli scorribande coloniali occidentali. I sorprusi degli uni versoi gli altri, che continuano tutt’oggi, a nostra vergogna ed a vergogna di chi le perpetra.
    Il nome di questo eroe nazionale, praticamente sconosciuto in Italia (figuriamoci, gli Italiani quel loro vicino l’hanno sempre disprezzato con una sequela di luoghi comuni uno piu’ banale dell’altro) non per niente patrono della nazione, non e’ Guglielmo Tell, bensi Nicolao, versione italianizzata di Niklaus von Flüe.

    Questa e’ la stoffa di cui sono fatti i padri delle patrie, quelli veri, non quelli mitologici. Che con la loro saggezza continuano a nutrire ed ispirare la politica del loro paese anche dopo secoli. Che delusione, non era un massone!

  • AlbertoConti

    …. “Poiché siete delle persone gentili, ….” …. No, i “gentili” sono gli altri, ovvero carne da macello. Su questo punto il sionismo è chiarissimo, è razzismo allo stato puro, tal quale il mito della superiorità della razza ariana. Più che tal quale probabilmente sono gli stessi individui a conservare quel “sacro” fuoco (dell’inferno).

  • vimana2

    Israele sa autocriticarsi solo per faccende banali e per doppi o tripli o quadrupli scopi….se nn infiniti scopi.
    Per farsi vedere buono e per recitare la parte di uno stato in cui le regole giuridiche ed etiche hanno senso mentre ormai tutti sanno che la legge giuridica in israele serve solo per i cittadini/residenti di religione ebraica ( oppure per i turisti di religione cristiano sionista/riformata ) chi nn lo è ( ebreo ) la legge giuridica nn ha alcun valore…..

  • kiteni

    Buone intenzioni con risultato patetico. Pensate, sono secoli che sappiamo dell’inutile intento di fare ragionare un fanatico o, molto peggio, una societá fanatizzata e questa anglo-epica giornalista ci riprova un’ennesima volta… senza risultato. Israele é un paese militarizzato in mano a ultra-nazionalisti (vedi i sionisti), a fanatici religiosi (vedi i coloni) e a delinquenti mafiosi venditori di armi (vedi i militari). Punto. Questa é la triste realtá della minuscola nazione medio-orientale. In quanto alla Flottiglia della Pace vale quanto detto prima, nobili intenzioni con risultato patetico. Chi parla ancora di quell’evento? A chi credete che le importi ancora di Gaza o di Tel Aviv? Claro, a quelli che viaggiano con centinaia di laptop e cellulari che poi si fanno fregare dal soldatino di turno.
    Nobili intenzioni, buone intenzioni…… passate un buon autunno.