Home / ComeDonChisciotte / L’ERRORE DI MEDVEDEV

L’ERRORE DI MEDVEDEV

LA RUSSIA HA DEI RIPENSAMENTI SULLA LIBIA

DI ISRAEL SHAMIR
Counterpunch

La Russia è diversa. Gli americani, gli inglesi e i francesi, bene o male hanno approvato i folli bombardamenti in Libia da parte delle loro forze (sì, alcuni dubitano che ci sia stato un beneficio per i soldi dei contribuenti). I russi, invece, sono senza dubbio nettamente contrari. L’Ambasciatore russo a Tripoli, Vladimir Chamov, ha ricevuto un’accoglienza trionfale a Mosca. Il Presidente Dmitri Medvedev lo ha fatto dimettere pubblicamente dopo aver ricevuto un cable da parte sua. Da quanto trapelato, l’Ambasciatore ha definito la risposta di Medvedev alla crisi libica, come “un tradimento degli interessi nazionali russi”. (In seguito le due parti hanno alleggerito i toni: il Foreign Office ha affermato che Chamov non è stato “licenziato”, ma solo “richiamato” da Tripoli e che mantiene la sua carica di ambasciatore e il suo stipendio, mentre Chamov nega di aver usato la parola “tradimento”).

Ai russi non piace l’intervento occidentale in Libia. I critici russi su internet fanno notare come i ribelli non sembrino veritieri; sono un agglomerato di ministri di Gheddafi licenziati
per corruzione, mujahedeen di Al-Qaeda, una marmaglia rafforzata dai soldati SAS e supportati dai migliori amici di ogni arabo, i missili cruise americani. I media russi hanno scoperto che la prima notizia di vittime civili causate dallo spietato Gheddafi, è stata inventata dagli editori di Londra e Parigi. Gli interventi occidentali hanno causato più vittime civili degli interventi dei ribelli. Il giornale di ampia diffusione Komsomolskaya Pravda ha pubblicato notizie dalla Russia che
negano nettamente i bombardamenti per opera di Gheddafi sui quartieri residenziali: si trattava invece di bombardieri francesi e inglesi.

I russi sono inclini a una visione cospirativa della politica. Pensano, infatti, che le rivolte siano state organizzate da nemici ben noti a loro: alcune forze arancioni in occidente, NED, CIA, Mossad, e chi più ne ha, più ne metta, in modo da creare caos, stile Iraq. Citano le dottrine israeliane e americane per promuovere il “caos costruttivo”. Poi sostengono Gheddafi e sono perfino dispiaciuti
per Mubarak. In particolare questo è vero per alcuni patriottici russi che ricordano come Gheddafi fosse dalla loro parte nel 2008, durante il conflitto in Georgia, e per il mondo degli affari che più volte è stato impegnato in progetti in Libia, dal gas alle ferrovie.

Il Presidente Dmitri Medvedev ha buone ragioni per pentirsi della fretta con la quale si è unito all’assalto dei media occidentali, infatti sarà criticato per quello che ai russi sembra già un secondo Kosovo. Probabilmente è stato deviato dai suoi consulenti che gli hanno consigliato di saltare sul carro mediatico internazionalmente riconosciuto del “fermare il massacro in Libia”; e lui c’è salito. La notizia del primo presunto massacro ancora riecheggiava quando Medvedev accusava Gheddafi di “crimini contro l’umanità”, e inoltre aveva aggiunto che non era più il benvenuto in Russia. Medvedev ha appoggiato la decisione di passare il caso libico all’ICC; anche se avrebbe dovuto capire dai russi in Libia che nel paese non stava accadendo niente di tanto particolare; giusto una rivolta di piccole dimensioni che stava per essere soppressa. La situazione può essere paragonata alle rivolte di Los Angeles del 1965 (60 morti e migliaia di feriti) o a quelle del 1992 (50 morti e migliaia di feriti), gli LA backs non avevano però Tomahawks a supporto.

Medvedev è anche considerato la persona che ha ordinato al suo Ambasciatore nel Consiglio di Sicurezza di astenersi. Quando la Russia e la Cina vogliono andare contro il volere dello sceriffo del mondo, generalmente si accordano sul voto – già dal fatidico voto del 2008 per lo Zimbawe quando la Russia aveva posto il veto per la prima volta da Dio sa quando e aveva bloccato la sanzione proposta dall’occidente contro la nazione africana. Successivamente, la BBC aveva dato la notizia della dichiarazione del segretario degli affari esteri britannico, David Millband secondo il quale la Russia aveva posto il veto sebbene il presidente russo avesse promesso di sostenere la risoluzione. Questa volta, apparentemente, Medvedev aveva prevalso e acconsentito a qualcosa che ora ha l’aspetto di un’altra campagna di Suez (ricordate il 1956, quando gli inglesi e i francesi avevano
tentato di liberare l’Egitto dall’Hitler-du-jour, Gamal Abdel Nasser e tenuto il canale per loro).

Qualche giorno dopo, l’uomo forte in Russia, Vladimir Putin, ha criticato severamente le mosse di Medvedev.
Egli ha chiamato l’intervento occidentale “una nuova crociata” e consigliato ai leader occidentali di “pregare per le loro anime e chiedere il perdono di Dio” per tutto il sangue versato. Questo ha riscosso il plauso generale. Medvedev ha cercato di controbattere con un vuoto commento del tipo “non nominare tu le crociate”, ma neppure lui è riuscito a trovare qualcosa di positivo sulla campagna NATO in Libia.

Come al solito, la reazione spontanea russa è sempre contro ogni intervento occidentale. Erano contro l’intervento americano in Vietnam e in Corea, Iraq e Afganistan, e contro le guerre
coloniali di Francia e Inghilterra. I russi non credono proprio che l’intervento americano abbia a che fare con l’amore per la democrazia, i diritti umani o il valore della vita. Per loro una rosa è una rosa e l’intervento occidentale è l’intervento occidentale, uno dei tanti nel quale si sono trovati dalla parte di chi riceve.

Medvedev, comunque, non ha lasciato che l’intervento occidentale continuasse ad andare avanti per la pura e semplice ragione di “supportare l’Europa”. L’idea è che è meglio che la NATO sia occupata a sud che a est. Per la Russia, la Libia è molto meno importante della Georgia, dell’Ucraina e perfino dell’Afganistan. Se la bestia deve nutrirsi di qualcosa, meglio che si tratti di qualcuno del Maghreb, dove comunque i Russi hanno una salda posizione. Uno scrittore di WPR ha definito il momento come “una seconda Tilsit” la NATO: riconoscere l’immutabilità dei confini est in occidente in cambio di mano libera a sud. Per questo Poland non è stato contento dell’operazione Odyssey Dawn: invece di essere in prima linea in uno dei più importanti confronti, questo
spostamento a sud ha lasciato i poli in un cul-de-sac geografico.

Non ci dobbiamo far incantare dall’immagine dell’occidente contrapposto all’oriente. Con il lento declino statunitense, il potere europeo inizia a consolidare il suo ruolo. La guerra in Libia è un’iniziativa francese. È stata iniziata da Sarkozy per tentare di rimettere in piedi l’impero francese in nord africa, 50 anni dopo il trattato di Evian, che ne aveva apparentemente confermato
il destino. Questa era una vecchia idea del presidente francese.
Durante la sua prima campagna elettorale, egli aveva proposto la formazione dell’Unione Mediterranea. Il progetto della MU era appoggiato da Israele.
I turchi invece si erano opposti fermamente, come hanno fatto ora, in modo pacato, per l’intervento in Libia. L’Italia supportava la MU e, come previsto, anche l’intervento. La Germania era
contro la MU e è contro l’intervento. Da questo punto di vista, l’intervento in Libia è l’inizio di una nuova ondata di colonialismo europeo nel Maghreb.

Un osservatore russo nota un’inquietante somiglianza tra quest’operazione e una portata avanti un centinaio di anni fa in Libia, durante una precedente ondata di colonialismo.
All’epoca l’Italia, aggressiva e forte della recente unità, era alla ricerca di un impero e aveva deciso di impadronirsi della Libia, provincia ottomana. Allora come adesso, i giornali scrivevano di
libici in cerca di libertà, oppressi dalla pressione ottomana e del dovere morale dell’Italia di liberarli. I turchi erano ridotti male e cercarono di trovare un modo di salvare la faccia nell’arrendersi.
Proposero di dare all’Italia la Libia, per gestirla e colonizzarla, a patto che la sovranità rimanesse tra la Sublime Porta. Gli italiani rifiutarono e iniziò così la loro Dawn Odyssey.

I turchi combatterono valorosamente e in particolare un ufficiale dimostrò il suo coraggio: si trattava di Mustafa Kemal, detto in seguito Ataturk. La solitaria voce contro l’intervento era di un giovane socialista, Benito Mussolini. La campagna italiana in Libia è stata il primo bombardamento aereo, esattamente cento anni fa, nel 1911, e la storia ha conservato il nome di Giulio
Gavotti, il primo pilota a portare avanti un bombardamento.

La Russia moderna non è l’URSS; non ha troppe ambizioni nel mondo. È preoccupata per la sua parte di mondo e non desidera essere impegnata su altri fronti. Per la Russia, il fatto che l’Europa si stia dirigendo a sud, non rappresenta una minaccia, ma piuttosto la ripresa della Francia del suo ruolo regionale: è per questo che la Russia si è astenuta al consiglio di sicurezza
Onu.

Il Presidente Gheddafi è riuscito a dar fastidio a molte persone in diversi luoghi. Ha infastidito Francia e Russia stringendo patti senza poi mantenerli. Cables di Wikileaks fanno riferimento a questa situazione più volte, in particolare in 10PARIS151 riportando: “l’irritazione francese nei confronti della Libia sta aumentando poiché il paese non sta mantenendo quanto promesso
riguardo visti, scambi professionali, educazione in lingua francese e accordi commerciali” “Noi (e i libici) parliamo molto, ma abbiamo iniziato a notare che le parole non sono seguite dai fatti in Libia.”
Gheddafi ha irritato i sauditi ma, ancora peggio, il suo stesso popolo.

Siamo sicuramente contro l’intervento in Libia, ma la possibilità di supportare Gheddafi ancora non è stata presa. Muammar Kaddafi aveva/ha due facciate: da una parte era un leader autoctono che ha garantito al suo popolo il più alto standard di vita in Africa; generosi sussidi, cure mediche e educazione gratuiti. Egli ha sostenuto la causa di Palestina/Israele come stato unico e si è fatto amico Castro e Chavez. Dall’altra parte, negli ultimi 5 anni, Gheddafi e la sua cricca sono stati indaffarati a smantellare il welfare dello stato libico, privatizzando e cannibalizzando
il sistema sanitario ed educativo, accumulando ricchezze e facendo affari con compagnie estere di gas e petrolio, per i propri interessi.
“Il nuovo Gheddafi” ha portato via molte conquiste sociali e non ha dato al suo popolo la libertà politica di base. Il suo supporto allo stato unico in Palestina si è prosciugato nel 2002, tanto tempo
fa.

I miei amici a Tripoli non supportano Gheddafi. Sicuramente sono contro l’intervento occidentale, ma a loro non piace il vecchio colonnello per le sue abitudini dittatoriali. Sono
adulti, vogliono prendere parte alle decisioni, sono contro la corruzione e vogliono che l’Islam abbia un ruolo maggiore. Ai loro occhi Gheddafi ha mantenuto la retorica anti-imperialista per utilizzarla in pubblico, ma il suo modo di fare è stato occidentale e neo-liberale. Va bene
che Gheddafi si sia preso gioco dei reali sauditi e che abbia schernito i leader occidentali, ma allo stesso tempo ha dato la ricchezza libica agli stranieri. Mentre ci si mantiene dalla parte dei non interventisti, bisogna ricordarsi che non tutti gli anti-Gheddafi sono lacchè occidentali o soldati di al-Qaeda.

La politica non offre un letto sul quale abbandonarsi ai trionfi del passato. Con il dovuto rispetto per Muammar Gheddafi e i suoi risultati del passato, è rimasto in carica troppo a lungo. Ci sono avvisaglie che portano a pensare alla remota possibilità che superi la tempesta una volta sconfitte le forze straniere.
Questo potrebbe essere il punto di partenza per la democrazia in Libia, non necessariamente una democrazia sullo stile europeo, ma un modo migliore per i libici di partecipare nella forgiatura delle proprie vite.

Titolo originale: “Russians Have Second Thoughts on Libya”

Fonte: http://www.counterpunch.org/
Link
04.04.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di LETIZIA TOCCI

Pubblicato da Das schloss

  • Tonguessy

    Apprendiamo da questo articolo che i Russi sono così sprovveduti da non avere interpellato l’intelligence per capire cosa stesse succedendo lì e, sull’onda emotiva delle rivolte nordafricane, fossero convinti che la storia sarebbe durata una settimana o giù di lì. Bene, a tanto serve l’intelligence russa in un posto storicamente ben collaudato come la Libia.
    Si parla poi di ” NED, CIA, Mossad” come ispiratori delle rivolte libiche.
    Peccato non siano menzionati il Qatar (paese che è nella coalizione bombardante) che tramite Al Jazeera ha iniziato a diffondere notizie artatamente false assieme a Presstv di Ahmadinejad. Certo, anche la saudita Al Arabyia, tutte emittenti unite nel disinformare le popolazioni arabe su inesistenti massacri da parte di Gheddafi.
    Infine apprendiamo che la “solitaria voce contro l’intervento (in Libia) era di un giovane socialista, Benito Mussolini”. E Nenni allora? E Salvemini che difiniva la Libia “uno scatolone di sabbia”? Niente. Mussolini era solo, nell’immaginario dell’articolista. Peccato che Badoglio e Graziani, su ordine di Mussolini, diedero vita alle più feroci rappresaglie in terra libica, con tribunali volanti con diritto di morte per reati quali il possesso di arma da fuoco, e poi bombe e agenti chimici per stroncare la resistenza libica. Campi di concentramento che videro arrivare solo 60.000 delle 100.000 persone del Gebel iniziali.
    Mussolini pacifista? Ma mi faccia il piacere, mi faccia…..

  • Lestaat

    Mi fa piacere vedere che hai cambiato opinione riguardo gli eventi libici.

  • Tonguessy

    Non ho cambiato idea. Stavo ricercando le ragioni di comportamenti irrazionali da parte di Al Jazeera, e non le ho ancora trovate. All’epoca sembrava che le notizie diffuse fossero sensate, ma i fatti le hanno smentite. La domanda che mi facevo allora resta inalterata: che giovamento ne trae Al Jazeera (o l’iraniana Presstv) nel diffondere notizie false? Perchè queste emittenti prendono le difese di Hamas da una parte e poi diffamano Gheddafi? Più comprensibile è Al Arabiya, che da sempre è filoatlantista e avversaria di Al Jazeera.

  • Hamelin

    Completamente in disaccordo con l’articolista per quanto riguarda il ruolo della Russia nella cordata dei “volenterosi…” Dall’articolo esce un dipinto della Russia ingenua e quasi infantile , sprovvista di informazioni e credulona cosa che storicamente non è mai accaduto…E credo neanche stavolta.
    A mia opinione il mancato intervento pro Libia sta nel fatto che con questo attacco i Russi possono saggiare le forze dei possibili avversari per trarne un vantaggio informativo da poter sfruttare nel prossimo futuro sul campo ( Quando la strana coppia USA+Israele passeranno a fase 2 ovvero conquista Nord Africa e attacco all’Iran )…Nello scacchiere i Russi offrono sul piatto il cavallo per eliminare la regina.

  • Earth

    E’ l’ipotesi piu’ credibile che abbia sentito finora.

  • Tonguessy

    con questo attacco i Russi possono saggiare le forze dei possibili avversari

    Pensi quindi che i russi non sappiano abbastanza sulle potenzialità degli USA? O ti riferisci a qualche altra potenza? In realtà gli USA non sono troppo convinti di aprire un terzo fronte in nordafrica, quindi la loro adesione è poco significativa. Semplicemente non sono in grado di sostenere un altro sbarco di mezzi e uomini.
    E’ mia convinzione invece che la questione libica offra notevoli informazioni sull’imbecillità dei governanti globali. Cina e Russia, ad esempio. Inutile che Putin sbraiti dopo che i buoi sono scappati dalla stalla: poteva fare una politica più conservativa e restare fedele al vecchio alleato imponendo il veto. Invece tutti hanno preferito usare sistemi speculativi, ovvero scommettere su una rapida risoluzione a favore degli insorti, come in Tunisia ed Egitto. Come in ogni speculazione i guadagni eventuali sono enormi, ma presentano rischi elevati. E così stanno perdendo tutti, perchè Gheddafi non molla, anzi.
    Certo, se oltre alle SAS di Cameron ci fossero migliaia di corpi speciali e mezzi le cose sarebbero diverse. Ma tutti scagliano la pietra e poi nascondono la mano, consapevoli di come siano andate le storie in Iraq e Afganistan. Nessuno le vuole quelle pessime pubblicità in casa.
    Insomma Russia, Cina, Qatar, Francia, Italia, UK e USA vogliono il petrolio libico senza scomodarsi troppo. Hanno sacrificato non solo il cavallo ma anche due torri, e sono in una situazione di stallo che molto probabilmente volgerà a loro svantaggio. Questi sono i politici di oggi.
    Una stringata analisi sui rapporti politico/economici Libia-Italia è qui
    http://www.appelloalpopolo.it/?p=2999

  • VeniWeedyVici

    La Russia purtroppo si svegliera’ solo al prossimo attentato “islamico” nel suo territorio. Per logica empirica ci sono buone probabilita’ che avverra’ prima dell’ invasione NATO in Iran, e li’ ne vedremo delle belle. Se cosi’ sara’, l’ occidente avra’ fatto l’ errore di calcolo piu’ grande della storia, che decretera’ la fine della societa’ occidentale. Noi virus e parti empie del macchinone dovremo colpire allora.

  • ROE

    Medvedev dirà di essere stato ingannato e chiederà scusa.

  • andyconti

    Si…direi che l’analisi e’ corretta. In fondo…questi potenti non sono da sopravvalutare, sono solo amministratori di condominio su scala piu’ ampia.

  • Hamelin

    Non sono d’accordo.Seppur vero che i politici sono fallibili ( e falliti aggiungerei io ) bisogna ad ogni modo non sottovalutare le mosse altrui.
    Gli USA sono reticenti per piu’ motivi , la campagna d’Africom è roba progettata da 10 anni almeno e il fronte lo apriranno eccome prima o poi.Le scaramucce che si sentono sono solo la copertura da dare in pasto ai media ed all opinione pubblica.
    Putin non sbraita inutilmente , i buoi non sono scappati . Vuole far credere che sia cosi’ ed avverte.Mai sottovalutare i Russi.Hanno il pregio di far pagare l’arroganza a caro prezzo…Ne sanno qualcosa un certo Napoleone e un certo Hitler che hanno perso i loro Imperi a causa di sogni di facili conquiste…

  • totalrec

    Posso suggerire? Al Jazeera è una TV creata e finanziata dall’emiro del Qatar, Khalifa al Thani; il quale ha preso il potere nel 1995 deponendo suo padre con un colpo di stato, appoggiato da americani e inglesi. Si tratta del tipico fantoccio petrolifero degli USA e la TV da lui finanziata non è altro che la traduzione in arabo della propaganda occidentale, che utilizza gli stessi stilemi, gli stessi format e spesso lo stesso personale della BBC e della CNN.

    Quanto a PressTV, i suoi notiziari sono viziati dalla convinzione del governo iraniano di poter ripetere in nordafrica lo stesso giochetto fatto con l’Iraq all’epoca dell’invasione americana: lasciare che gli americani creino il caos e poi sfruttarlo a proprio vantaggio, utilizzando la forza militare e religiosa delle milizie sciite per inserirsi nel territorio e controllarlo. Si tratta, a mio avviso, di un piano illusorio e potenzialmente fallimentare; ma tant’è, non pretendo certo di saperne di più degli 007 iraniani. I quali, dopo aver efficacemente contrastato le rivoluzioni colorate di casa propria, hanno salutato con entusiasmo quelle dei paesi arabi. Siccome è improbabile che non riconoscano in esse la stessa trappola cui l’Iran è sfuggito per miracolo, è probabile che abbiano fatto i loro conti. Secondo me li hanno fatti senza l’oste – e forse cominciano a capirlo anche loro, visto che gli entusiasmi iraniani per le rivoluzioni si sono piuttosto raffreddati dopo la repressione in Bahrein…

  • geopardy

    Fare un paragone tra l’Iran e questi paesi è come paragonare l’Inghilterra alla Moldavia.
    Tralasciamo il fatto che lì c’è una democrazia fondata sulla morale islamica, ma democrazia è, almeno secondola la nostra concezione di un uomo un voto.
    Andiamo a paragonare i sistemi economici, nella penisola arabica abbiamo al potere caste compradore che, praticamente, producono poco o niente con un loro know how, mentre l’Iran ha proprie industrie sviluppate e superiori sia alla Turchia che ad Israele su molti settori tecnologici e di bioingegneria.
    Hanno proprie industrie elttroniche e di software in cui sono all’avanguardia insieme all’India, hanno industrie e marchi automobilistici propri (recentissima la vettura a energia mista idrogeno ed elettrica con capacità notevoli di autosufficienza), hanno una propria industria bellica, producono in proprio i loro satelliti che lanciano in proprio nello spazio e così via, insomma è il paese di gran lunga più avanzato di tutto il mondo islamico e dell’intero centrasia.
    Non vedo perchè non debba essere preso a modello dagli altri paesi islamici, è la loro Germania.
    A differenza della Germania godono di una notevole indipendenza dall’occidente e non sono sottomessi ad altri paesi asiatici, con cui hanno una prtnership di cooperazione.
    Tutto ciò nonostante i continui embarghi della cosiddetta “comunità internazionale”.
    Non credo che i popoli islamici non guardino favorevolmente ad un sistema del tipo iraniano, forse per questo incoraggiano le rivoluzioni, perchè sanno di godere fondamentalmente delle simpatie di buona parte dell’opinione popolare araba.
    Probabile che i servizi iraniani qiesto lo sappiano.
    Ciao
    Geo

  • Iacopo67

    L’articolista afferma che Gheddafi stava smantellando lo stato sociale negli ultimi 5 anni, come se fosse colpa sua, ma questo non è esatto, sono state le ingerenze del FMI a costringerlo in quella direzione, alle solite misure neoliberiste, le privatizzazioni, e lo smantellamento dello stato sociale. Gheddafi aveva avuto paura ad opporsi, essendo già stato bombardato dai “portatori di democrazia”.

  • Tonguessy

    Caro Freda, se come dici le due emittenti sono ammanicate con gli USA, mi dovresti spiegare perchè sostengono Hamas e gli Hezbollah che hanno pesantemente battuto Tzahal. Come ho avuto modo di annotare le due cose non vanno molto d’accordo: imperialismo USA da una parte ed intifada palestinese, Hamas ed Hezbollah dall’altra. ProUSA e contro Israele? Si è mai vista una cosa del genere?
    Comunque mi fa piacere che anche tu abbia notato un notevole errore di valutazione da parte qatariota, iraniana, americana (e italiana, francese, inglese, russa, cinese etc…).
    Insomma non ho visto nessuno che abbia azzeccato le previsioni del tempo libiche. Questo è secondo me un pesantissimo errore tanto di intelligence che diplomatico da parte di stati che, in chiave di espansione geopolitica, porteranno a gravi conseguenze. O a nessuna conseguenza, perchè se tutti sbagliano nessuno ne trae vantaggio. Esilarante, se non fosse che ci sono delle vere tragedie dietro.

  • Tonguessy

    Ne sanno qualcosa un certo Napoleone e un certo Hitler che hanno perso i loro Imperi a causa di sogni di facili conquiste…

    Oh, certo che anche i russi hanno dato una sonora lezione agli afgani quando hanno deciso di invadere il loro paese, no? Forse ti è sfuggito un particolare: è molto più facile inebetire le masse con informazioni e svaghi telecomandati che invadere il loro paese. Neanche in Vietnam è andata diversamente. Invece nel Cile di Allende e da noi….
    Gli USA progettano continue guerre. Il vero problema è che se prima c’era la Russia adesso c’è anche la Cina, e sono due competitor da non sottovalutare. Non possono permettersi di pestare i piedi a queste due potenze. A meno che, come nel caso libico, non si diano loro la zappa sui piedi per macroscopici errori di valutazione, e lascino la porta aperta al solito imperialismo USA.
    Credimi, sbagliano anche loro. E sbagliano grosso.
    Una domanda: perchè Putin si sarebbe incazzato così tanto se non avesse visto con i suoi occhi che ormai i buoi erano scappati (leggi: che i privilegiati rapporti con la Libia di Gheddafi erano ormai compromessi)?

  • Hamelin

    No non mi é sfuggito nessun particolare , le tue considerazioni sono corrette.
    Ad ogni modo io sono dell’idea che il blocco asiatico seppur diverso e con interessi contrastanti si unirà qulora gli USA-Nato e compagnia bella procedano spediti verso Oriente.Putin poi s’é Incazzato perché Medvedev ha fatto la figura del somaro ( rimanendo in tema di bestie ) in mondovisione e perchè in fondo essendo anche lui Imperialista gli scoccia che un altro gallo metta becco nel suo pollaio.

  • totalrec

    Cit.:
    se come dici le due emittenti sono ammanicate con gli USA

    Non lo dico affatto. PressTV, come ho scritto prima, non è certo ammanicata con gli USA, essendo strettamente legata al governo iraniano. Il quale sostiene e arma Hamas e Hezbollah, dunque nessuna sorpresa se l’emittente da esso gestita manifesta le stesse simpatie.

    Per quanto riguarda Al Jazeera, i suoi finanziatori (indiretti) sono americani, non israeliani. Ritenere che Israele e USA condividano sempre e comunque gli stessi interessi e gli stessi obiettivi è un grave errore di prospettiva. In ogni caso, trattandosi di un’emittente rivolta ad un pubblico arabo fortemente avverso a Israele, difficilmente potrebbe fornire una copertura anti-Hezbollah o anti-Hamas degli eventi mediorientali senza svelare il proprio gioco.

  • Lestaat

    Il sostegno a parole non è che sia sostegno Tonguessy.
    Dai mezzi di propaganda arriva semplicemente quello, parole.
    E come rendere presentabile una TV araba che non lo fa? Impossibile. E allora riempiamo di retorica filo palestinese un paio di canali arabi e per il resto gli facciamo dire quel che ci pare da usare come propaganda qui da noi. Non è nemmeno un giochetto originale, è il normale modus operandi dei mezzi di propaganda. Bisogna coprire tutti i possibili buchi informativi così da poter mischiare il tutto in un pastone senza senso dove si può dire tutto e il suo opposto, l’importante è decidere a priori quali due alternative dare.
    E sono d’accordo che sia un errore pesante da parte degli stati, ma ormai abbiamo capito che il potere sta altrove, non negli stati, questi non sono che al lumicino, smembrati, svuotati di ogni significato, comprati quanto possibile e/o sottomessi alle bisogne dell’impero economico, quello vero, quello che possiede materie prime e mezzi di produzione, mentre gli stati, come le monarchie dei secoli passati, si perdono tra le parole ricchezza, produttività e prodotto, che non significano una mazza.
    Non c’è proprio nessuna contraddizione Tonguessy, è il solito funzionamento, ovunque.

  • Tonguessy

    Discorsi interessanti. Proviamo a valutare l’operato di Al Jazeera, Al Arabyia e PressTV in chiave imperialista. Ovviamente l’avamposto imperiale più importante della regione è Israele. Verrebbe da dire che chi denuncia soprusi ed abusi nei confronti dei palestinesi, si schiera esplicitamente contro tale politica imperialista, perchè sposta l’opinione delle persone verso una presa di coscienza dei problemi. Nella fattispecie: Al Jazeera e PressTV hanno da sempre dimostrato di sostenere la lotta dei palestinesi, mentre Al Arabyia è nata proprio per contrastare il crescente successo di Al Jazeera come fonte di informazione non embedded (ovvero al servizio dell’impero).
    Insomma delle due l’una: o schierarsi contro le politiche espansionistiche israeliane significa esprimersi CONTRO chi da sempre sostiene con fiumi di denaro quello Stato in perenne guerra (ovvero gli USA), oppure sostenere con reportages disonesti e falsi tale politica imperiale nel MO e nordafrica.
    Quello che succede invece, e che contrasta qualsiasi logica coerente, è che si sta manifestando una politica (ed un’informazione) dissociata, bipolare: si scatena l’informazione contro l’impero per quanto riguarda la Palestina, e si scatena l’informazione a favore dell’impero quando c’è in ballo la Libia.
    Caro Freda, sono anni che ci martelli con il termine USraeliani. A questo punto credo che ci dovresti dare delle spiegazioni al riguardo: USA ed Israele sono la stessa entità (pur con differenti identità) oppure sono enti diversi e quindi difficilmente o per nulla assimilabili?

  • Tonguessy

    E’ fin troppo chiaro che la propaganda ha un ruolo essenziale e di prim’ordine nel mantenere o alterare uno stato di cose. Tweeter e Facebook in tutto il MO e nordafrica insegnano. La propaganda è fatta di parole. Dietro alla propaganda si nasconde però un piano di investimenti economici enormi, con relative scommesse speculative. Se il Qatar e Al Jazeera hanno fatto propaganda anti-Gheddafi è perchè speravano (come TUTTI gli altri attori geopolitici, Cina e Russia compresi) in una facile risoluzione del conflitto a favore dei rivoltosi, con conseguenti contratti e appalti miliardari a favore dei loro sodali. Il potere è tutto lì, nel mantenere e se possibili accrescere l’area di influenza. Gli Stati non sono altro che la base geografica che permette a questi piani di esprimersi. La speculazione è cosa diversa dalla diplomazia. La prima pretende immediati guadagni accettando alti rischi, la seconda fa piccoli passi e ha piani pluridecennali di consolidamento a rischi molto bassi. Nel caso libico abbiamo assistito alla vittoria dell’apparato speculativo su quello diplomatico. E, ripeto, la propaganda amplifica solo la voce del padrone. Se il padrone è vittima di una sindrome bipolare, anche l’informazione sarà di quel tipo

  • totalrec

    Gentile Tonguessy, sa perché passa la voglia di leggere ciò che lei scrive? Perché i suoi ragionamenti sono schematici come il disegno di una casa fatto da un bambino. Tutto si svolge per parallelismi o antitesi, tutto è bianco oppure nero e tutta la complessità delle strategie di dominio è bandita dal discorso. Così, se io non mi accodo agli strepiti imbecilli di chi vede in Berlusconi la malvagità incarnata, ritenendo che il problema politico italiano sia un bel po’ più complesso, divento automaticamente un “berlusconiano”. Così, anche in questo intervento, lei rispolvera il criterio del “se non è A, allora è B”, senza tenere conto dell’esistenza di molte altre lettere e di molti altri alfabeti. Nello specifico, Israele è uno dei tanti stati satellite degli USA, che viene sostenuto e finanziato in quanto caposaldo della strategia di dominio americana in Medio Oriente. Questo non vuol dire che non possieda – entro i limiti in cui gli USA lo consentono e in molti casi perfino un bel po’ oltre – una strategia di dominio autonoma sulla regione e interessi specifici, i quali entrano in molti casi in conflitto con gli stessi dominanti. Perfino dei puri “fantocci” come Mubarak o Ben Ali avevano uno straccio di visione strategica indipendente, figuriamoci Israele, che possiede armi e influenza per portare la propria autonomia un bel po’ al di là dei timidi rigurgiti politici dei burattini arabi. Stesso discorso per l’informazione, che non sarebbe il pericoloso moloch di rimbecillimento collettivo che è se non adottasse strategie assai più complesse del semplice “pro-contro”, “bianco-nero”. Insomma – lo dico senza alcun rancore – i suoi commenti avrebbero bisogno di indulgere meno all’ideologia e allo schematismo e di piantare più saldamente i piedi sulle concrete dinamiche di conflitto per essere attendibili (e qualche volta intelligibili).

  • Tonguessy

    Ahi, ahi, caro Freda! Detto da chi da anni ci martella con concetti unificanti e assolutamente e definitivamente colorati come gli “USraeliani”, l’accusa di schematismo mi sembra venga da un pulpito quantomeno controverso.
    Tralasciando l’infelice scivolone sul berlusconismo che suona troppo da sofismo fuori luogo piuttosto che da controargomentazione sulle vicende massmediatiche e politiche mediorientali, vorrei chiedere perchè, se esiste un’identità di intenti tra USA ed Israele tale da avere permesso la forgia di questo nuovo acronimo nonchè neologismo, tale identità debba venire spezzettata nel nome di una non meglio identificata colorazione pastello che, guarda caso, salta fuori solo quando ormai non esistono migliori argomentazioni.
    USraeliani sì, ma solo quando fa comodo?
    Gradirei (se non chiedo troppo) sapere a quale “ideologia” e “schematismi” appartengono i miei commenti. E, magari, cosa si intenda per “ideologia” in questo caso. Così mi faccio un’idea più precisa, al solo fine di offrire ragionamenti meno “schematici come il disegno di una casa fatto da un bambino” (anche se, lo ammetto, lo trovo enormemente più sincero di una natura morta dipinta ad olio da un pensionato, indubbiamente meno schematica).
    Cordialità

  • totalrec

    Cit.:
    vorrei chiedere perchè, se esiste un’identità di intenti tra USA ed Israele tale da avere permesso, ecc.

    Perché non c’è nessuna unità d’intenti e nessuno, tanto meno il sottoscritto, ha mai detto o dato ad intendere una cosa del genere. Il termine “USraeliano” (del quale, peraltro, non mi servo più fin dall’inizio dell’amministrazione Obama) sta semplicemente a denotare quei momenti in cui le due entità, per ragioni strategiche contingenti, tendono ad operare di concerto rispetto ad obiettivi limitati. E’ lei ad attribuire a questo lemma – che viene usato per riferirsi a situazioni specifiche, tatticamente delimitate nel tempo – una valenza monolitica, universale ed astratta. Immagino che ciò dipenda dalla sua personale tendenza (cui accennavo nell’altro post) a riportare qualunque opinione al suo personale alfabeto binario, composto solo da due lettere. E’ esattamente questo che intendo quando le rimprovero lo “schematismo” e l'”ideologia”.

  • Truman

    Sulla strategia del “caos costruttivo” si ritrova diverso materiale, ad esempio:

    IL PROGETTO PER UN “NUOVO MEDIO ORIENTE”

    Dalle guerre asimmetriche al «caos costruttivo» [www.monde-diplomatique.it]

    La nuova carta americana del Vicino Oriente [www.ariannaeditrice.it]

  • Tonguessy

    Si chiama Argumentum ad hominem, ed è quel sofisma che vuole screditare chi porta certe argomentazioni invece di controbattere a tali argomentazioni. Più precisamente si tratta della sottotipologia Ad Personam, dove si dichiara che l’interlocutore soffre di una qualche deficienza. Inutile aggiungere che tali sofismi sono l’anticamera per la rissa e denotano una sostanziale inabilità a portare adeguate controargomentazioni.
    Ma oggi non ho voglia di risse per cui declino temporaneamente l’invito

    E veniamo all’esilarante “alfabeto binario, composto solo da due lettere. E’ esattamente questo che intendo quando le rimprovero lo “schematismo” e l'”ideologia”
    Vedi, figliuolo, il mio ed il tuo computer non capiscono altro che l’alfabeto binario, eppure ci hanno permesso di comunicare concetti molto diversi tra loro senza perderne un solo dettaglio. Per loro esiste solo zero ed uno. O bianco e nero, come i pixel del tuo tft, lcd, led etc che sta riportando queste mie parole. Dove sarebbe quindi il problema della logica binaria? Cosa ti sta sottraendo in termini di informazioni possibili? Pensi che una foto digitale vista sul tuo computer abbia uno “schematismo” o un'”ideologia” che le vecchie foto fatte con fotocamere a rullino non avevano?
    Bene, la lezione di informatica è finita e puoi pure tornare sulla tua tangente da cui teorizzare le infinite varietà dei possibili andamenti geopolitici. L’importante poi è che tu voti Berlusconi per fare un dispetto a La Repubblica. Hai mai pensato di tagliarti le palle per fare un dispetto a tua moglie? Quando hai fatto posta un’articolo qui sui CDC che ci ragioniamo sopra. Sempre con logica binaria, perchè i computer non permettono altro.

  • totalrec

    Cit.:
    Si chiama Argumentum ad hominem, ed è quel sofisma che vuole screditare chi porta certe argomentazioni invece di controbattere a tali argomentazioni.

    Ma neanche per idea. Lei mi ha attribuito (e mi attribuisce spesso) affermazioni e punti di vista che non mi sono mai sognato di presentare o di condividere. Gliel’ho fatto notare e questa si chiama “replica” o “precisazione”, non “argomento ad hominem”. Dopodiché mi sono anche interrogato sui meccanismi psicologici che conducono a questo continuo stravolgimento delle opinioni altrui per adeguarle alle proprie invettive. Questa si chiama “sociologia della comunicazione” o “psicanalisi” ed ha una rilevanza che va ben oltre le nostre diatribe personali. Anche in questo caso, dunque, l’attacco personale c’entra poco.

    Cit.:
    Vedi, figliuolo, il mio ed il tuo computer non capiscono altro che l’alfabeto binario, eppure ci hanno permesso di comunicare concetti molto diversi tra loro […] Dove sarebbe quindi il problema della logica binaria? Cosa ti sta sottraendo in termini di informazioni possibili?

    Domanda ed argomentazioni a dir poco esilaranti. Provi a chiedere al suo magico computer un’opinione articolata sui meccanismi delle crisi geopolitiche globali o sui loro possibili sviluppi e poi mi saprà dire qualcosa sugli esiti della logica binaria applicata a fenomeni complessi. Se avessi saputo prima di stare parlando a un computer, probabilmente non mi sarei disturbato a scrivere queste repliche.

    (GF)

  • Tonguessy

    Gentile Tonguessy, sa perché passa la voglia di leggere ciò che lei scrive?
    E chi cazzo ti ha mai chiesto di fornire opinioni sul gradimento che suscitano i miei commenti?
    Si stava parlando di Russia e Libia e salti fuori con questo carpiato triplo che nulla ha a che vedere con le argomentazioni. Che ti ci creda o no questo sofisma si chiama Argumentum ad hominem.
    “Le argomentazioni ad hominem fanno parte delle tecniche dilatorie chiamate ignoratio elenchi, di fatto sono manovre diversive (a volte indicate in francese chiffon rouge o in inglese red herring) che distolgono l’attenzione dall’argomentazione per puntarla su colui che la sostiene”. (wiki)

  • bstrnt

    Sic stantibus rebus dubito molto che i missili e i bombardamenti occidentali possano portare la democrazia in Libia.
    Abbiamo visto quanto l’impero e il suo degno stuolo di scagnozzi (Comunità europea) e bulli internazionali sono riusciti a fare in giro per il mondo, iniziando da Vietnam e Corea e finendo con Afganistan, Iraq e Libia.
    Si abbiamo “liberato” l’Afganistan dai terribili Talebani facendo e continuando a fare migliaia di morti, poi abbiamo “liberato” l’Iraq dal sanguinario Saddam alla modica cifra di unmilionecinquecentomila morti, ora tocca alla Libia, vediamo se riusciamo pure lì a decimare la popolazione.
    Queste sono le ultime malefatte di un impero del male morente che si trascinerà nella tomba i suoi lerci sodali