LE VERITA' NASCOSTE

DI GIANLUCA FREDA
Blogghete!

L’attacco della resistenza irachena alla base americana di Camp Falcon

La sera del 10 ottobre del 2006, gruppi armati della resistenza irakena colpivano la base americana di Camp Falcon, la più grande base americana in Iraq, 13 chilometri a sud della Zona Verde di Baghdad. La base venne rasa completamente al suolo, con un’immensa esplosione di cui avevo a suo tempo presentato il filmato (lo ripropongo qui sotto). Al momento dell’attacco, nella base si trovavano circa tremila persone, quasi tutte di nazionalità americana, tra soldati, ufficiali e personale addetto a varie mansioni. Gli incendi generati dall’esplosione continuarono a divampare per giorni e giorni. Le autorità del Ministero della Difesa americano si affrettarono a dichiarare che non c’erano state vittime, che nella base c’erano solo un centinaio di persone (a sorvegliare equipaggiamento militare del valore di miliardi e miliardi di dollari!) e che nella base c’erano stati solo un paio di feriti lievi.

La verità, come non è difficile immaginare, è molto diversa.Nell’attacco alla base Falcon la macchina militare americana perse buona parte del suo equipaggiamento militare e dei suoi veicoli da trasporto, fra i quali sei elicotteri Apache e un numero imprecisato di Humvee (le jeep blindate dell’esercito). E’ anche per questo che la situazione irakena è oggi completamente fuori controllo e che le notizie (non ufficiali) che vengono dalla Zona Verde parlano di “conquistatori” assediati nel loro stesso fortilizio, quotidianamente bersagliati da colpi d’artiglieria ai quali non hanno alcuna possibilità di reagire.

Contrariamente alle ridicole affermazioni delle autorità americane, il giorno successivo all’esplosione si contarono almeno 319 vittime dell’attacco, anche se il numero effettivo delle perdite non è mai stato reso noto. A questo indirizzo potete trovare un elenco delle vittime accertate (certamente molto inferiori alla cifra reale). La lista è stata redatta grazie ai registri dell’ospedale militare americano di al-Habbaniyah, che si trova 70 km. a ovest di Baghdad. Il personale dell’ospedale riferì di aver iniziato a ricevere personale militare americano deceduto o ferito nelle ore immediatamente successive all’esplosione. I giornali americani e occidentali si sono guardati bene dal dare risalto a questa vicenda, che è di fatto passata quasi totalmente sotto silenzio. Alcune foto satellitari dei resti della base (che già a suo tempo avevo pubblicato) vennero diffuse dall’agenzia russa Novosti Press. Si trovano con una semplice ricerca su internet e danno un’idea abbastanza precisa del disastro. Di questa catastrofe militare americana il cittadino occidentale che non possieda una connessione internet e non sia abituato a procurarsi l’informazione dalle fonti alternative (solitamente in lingua inglese) non ha avuto alcuna notizia. Se si pensa che le truppe americane vennero ritirate dalla Somalia in seguito all’abbattimento di un solo elicottero BlackHawk, non è difficile immaginare quali sarebbero potuti essere gli effetti sulla presenza militare americana in Medio Oriente se la notizia di questo macello fosse arrivata all’opinione pubblica. Fortunatamente (per il Pentagono) i media hanno compiuto ancora una volta il loro dovere, che è quello di nascondere e manipolare le notizie vere e scomode, sostituendole con tonnellate di scemenze senza importanza che mantengono distratto l’uomo della strada, sostituendo la realtà con un universo virtuale in cui il citrullo disinformato può bearsi e continuare a compiere il suo dovere di schiavo-consumatore.

Il disastro della Base Falcon spiega anche alcuni “strani” sviluppi della politica americana dell’ultimo anno, per esempio le inspiegabili “dimissioni” di Donald Rumsfeld. E’ vero che Rumsfeld aveva gestito la guerra in Iraq nel peggiore dei modi, che era un inetto sanguinario e ignorante, che la sua presenza nell’amministrazione americana rischiava di offrire all’opposizione democratica un facile strumento propagandistico per guadagnare consensi alle elezioni. Ma la presenza di personaggi squallidi e incapaci nell’amministrazione USA non era certo limitata a Rumsfeld e ciò non è mai stato fonte di preoccupazione per il potere d’oltreoceano. Senza contare che Rumsfeld, per quanto indegno, avrebbe saputo difendersi benissimo da qualunque accusa con la stessa faccia di bronzo che lui e i suoi compagni di massacri avevano mostrato in altre occasioni. Il vero motivo delle dimissioni di Rumsfeld fu probabilmente quello di offrire ai generali americani, già infuriati per l’incapacità del governo USA, un capro espiatorio per il disastro di Camp Falcon. Disastro ignoto al lettore citrullo del New York Times o del Corriere della Sera, ma fin troppo conosciuto dagli alti ufficiali dell’esercito, umiliati e sconfitti dal tragico mix di incapacità dei vertici politici e di abilità strategica della troppo sottovalutata resistenza irakena.

Qui sotto traduco la testimonianza che la solita fonte interna alla Green Zone (che pubblica regolarmente i propri reportage nella rubrica Green Zone Folies, presso www.tbrnews.org ) diede a suo tempo dell’esplosione di Camp Falcon, a cui ebbe modo di assistere dal palco d’onore della sua postazione sita a pochi chilometri di distanza.

“Baghdad, 12 ottobre 2006,

Martedì scorso ero nella mia stanza a scrivere una lettera a un amico. Sapevo che sarebbe stata censurata, perciò cercavo di essere il meno preciso possibile riguardo le condizioni in cui si vive quaggiù.

Intorno alle 23.00 ci fu un’immensa esplosione a sud della Zona Verde, seguita, a intervalli, da altre esplosioni molto forti, che furono in totale circa trenta o quaranta e andarono avanti per tutta la notte. Salii sul tetto e vidi una grande fontana di fiamme, ondate di fumo e detriti incandescenti che schizzavano in aria come fuochi d’artificio del quattro di luglio.

Il personale correva per tutto l’edificio, con gli occhi sbarrati dal terrore, domandandosi se la nostra base sarebbe stata colpita subito dopo. Normalmente, sentire esplosioni lontane che provengono da varie zone di Baghdad è per noi routine quotidiana. Succede ogni volta che un nuovo convoglio salta in aria a causa delle bombe degli insorti. Ma questa volta il rumore fu molto più forte e durò molto più a lungo di qualunque altra cosa che avessi mai udito.

Fu impossibile dormire con tutte quelle esplosioni e al mattino mi feci la barba e andai nel mio ufficio. Tra parentesi: sono fortunato ad avere una stanza le cui finestre non siano rivolte verso Baghdad. Gli insorti hanno fucili da cecchino, di solito americani, calibro 50, situati in edifici da cui si può controllare la zona da lontano; più di una volta, membri del personale che si stavano radendo davanti alla finestra del bagno si sono ritrovati col cervello spiaccicato sui muri dopo che il cecchino li aveva presi di mira. Il suono degli spari arriva dopo e mai, neppure una volta, gli uomini della nostra sicurezza sono riusciti a individuare le postazioni dei cecchini.

In ufficio ho appreso che la Base Falcon di Operazioni Avanzate, una delle belle idee dei nostri ufficiali anziani con la testa nelle nuvole per piazzare postazioni fortificate in vari luoghi (come ad as-Saqr, capitale della provincia di Al Anbaar), era stata colpita da un’azione nemica, si era incendiata ed era poi improvvisamente esplosa a causa del surriscaldarsi delle tonnellate di munizioni in essa immagazzinate.

Camp Falcon si trova a Sukkaniya, nel quartiere meridionale di Baghdad chiamato ad-Durah. La “Base Falcon di Operazioni Avanzate” era la più recente e la più altamente fortificata delle nostre postazioni.

C’era il forte rischio che attentatori suicidi di Ramadi cercassero di attaccare la Falcon con veicoli carichi di esplosivo, perciò intorno alla base erano state disposte pesanti barriere di cemento, studiate proprio per prevenire simili attacchi. Ciò non ha scoraggiato i membri della Resistenza, che hanno sparato contro la Falcon lo stesso tipo di proiettili di mortaio che sparano in continuazione contro il cosiddetto “super sicuro” quartier generale della Zona Verde. La Falcon era ache il più grande arsenale di armi del Quartier Generale Americano a sud di Baghdad ed era dunque un bersaglio molto appetibile. In quest’occasione, come abbiamo poi sentito dire (ma gli ufficiali negano!), la Resistenza ha usato razzi Grad e Katyusha invece dei soliti proiettili di mortaio e i risultati sono stati immediati, duraturi e assolutamente devastanti.

L’installazione è ora ricolma di macerie fumanti e, ancora il giorno successivo, il fuoco continuava a divampare. Benché sia molto difficile fare stime precise, l’inventario dei beni della Falcon indica che il danno economico è stato certamente superiore al miliardo di dollari.

Questo per ciò che riguarda la perdita di beni. La perdita di vite è stata molto peggiore.

Oltre 300 soldati americani, tra cui membri dell’Esercito Americano e dei Marines, agenti della CIA, traduttori e contractor sono stati uccisi o feriti nell’immediatezza dell’attacco o sono morti subito dopo durante il viaggio verso l’ospedale o all’interno dell’ospedale stesso; più di 125 persone sono state gravemente ferite e richiedono cure speciali; altre 39 persone hanno riportato ferite minori. Secondo alcune testimonianze, frammenti di corpi carbonizzati e assolutamente irriconoscibili sono sparsi per tutti gli otto isolati della base.

122 membri delle forze armate irakene sono stati uccisi e 90 membri delle stesse, gravemente feriti, sono stati anch’essi evacuati verso l’ospedale militare americano di al-Habbaniyah, sito 70 km. a ovest di Baghdad. Il personale medico di al-Habbaniyah ha inizialmente dichiarato che l’ospedale militare che si trova all’interno della vicina base aerea occupata dagli americani aveva iniziato a ricevere persone morte e ferite. L’ospedale militare di al-Habbaniyah, il più grande dell’Iraq occupato, è stato aperto il 12 maggio di quest’anno in conseguenza del crescente (ma decurtato) numero delle vittime americane.

All’inizio, tre grandi aerei militari da trasporto, con le insegne della Croce Rossa sotto le ali e sulla fusoliera, sono atterrati nella base e le vittime sono state scaricate e inviate all’ospedale della base di al-Habbaniyah. A livello ufficiale, com’era prevedibile, abbiamo rilasciato un fiume di “comunicati ufficiali” in cui si diceva che c’era “solo qualche persona ferita e nessuna vittima”. Altrettanto prevedibilmente i nostri uomini hanno reagito in modo isterico, scagliando selvaggiamente bombe e razzi a casaccio su varie zone di Baghdad, uccidendo 120 civili irakeni e ferendone un numero imprecisato, appiccando incendi che continuavano a divampare il mattino seguente. Secondo voci insistenti, un container di proiettili d’artiglieria, che avrebbe dovuto contenere tra l’altro una specie di gas nervino (da usare contro le roccaforti dei militanti irakeni… le ombre di Hussein!) si sarebbe rivelato fasullo. Si trattava in realtà di semplice gas lacrimogeno, grazie a Dio, o a quest’ora saremmo tutti morti!

Ormai dovrebbe essere ovvio che le cifre relative alle vittime militari in Iraq e Afghanistan sono pesantemente sottostimate. Ad esempio, tre giorni fa c’era qui un giovane ufficiale che ha parlato con molti di noi. E’ assegnato alla base aerea da cui i corpi dei caduti vengono inviati a Dover, nel Maryland. Stando a ciò che ci ha detto, il mese scorso egli ha supervisionato il carico di oltre 170 feretri militari, ma stranamente le cifre ufficiali del Ministero della Difesa riportano solo una frazione di questo numero. Naturalmente egli non è al corrente di nomi, solo di numeri, e magari qualche alto ufficiale o qualche furfante della Halliburton sta inviando droga o fanciulle minorenni negli Stati Uniti nascondendole nei feretri, però quell’uomo non aveva motivo di mentire. Sarà interessante vedere se il sito del Ministero della Difesa pubblicherà il numero dei morti dell’incidente alla Base Falcon. Il tempo ci darà le risposte, ma loro no di certo. [E infatti né i nomi, né il numero esatto delle vittime della Base Falcon sono stati mai pubblicati sul sito del MdD americano, NdT]”

Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/
Link
21.12.2007

Pubblicato da Das schloss

Precedente IL COLLASSO DEL MODERNO SISTEMA BANCARIO E'ALLE PORTE
Prossimo IL CASO DI ILARIA ALPI E IL MOBY PRINCE: UNA CURIOSA COINCIDENZA

37 Commenti

  1. Ma quanto bisogna essere grulli per credere che ci possano essere trecento morti militari americani senza che nessuno se ne accorga? E dei 3000 parenti, nessuno fiaterebbe? Suvvia, torniamo a cose serie, lasciamo perdere la propaganda jihadista.

  2. Sono d’accordo. L’elenco di nomi riporto dal sito-bufala TBRNews non trova alcun riscontro. Fate qualche ricerca: possibile che quei nomi siano di loro esclusivo dominio? Non esistono famiglie, funerali, commemorazioni, citazioni su qualche giornale locale etc etc?

  3. Questo articolo è l’ennesima fregnaccia colossale di Freda, arrivare a pensare che il pentagono o addirittura la Halliburton riescano ad insabbiare la morte di 300 soldati Usa e 122 iraqeni è da psicopatici. E poi…mentre i tuoi commilitoni stanno morendo di una morte terribile tu cosa fai? Riprendi il tutto RIDENDO e poi metti il video su youtube?!?! Era semplicemente un deposito di munizioni…ed gli americani si guardano bene da tenere queste santabarbara attaccate alle proprie basi militari viste le stragi del passato.

  4. Ti chiedo:
    Ma quanto bisogna essere grulli per credere alle stime delle vittime dell’esercito o dei media americani e occidentali?
    Tutte le informazioni vere sono tagliate, cancellate o manipolate. Quella gente non vuole farci pensare troppo, solo quel che basta a decidere cosa comprare a Natale
    Nonostante questo non dovremmo credere a queste testimonianze?
    Stiamo nel serio e diciamocelo….
    Chi crede alle versioni “ufficiali” (della guerra in Iraq/Afganistan e dell’11 settembre, eccetera) dei governi è solo un povero ignorante.
    E chiamami pure jihadista se ti va. Io e gli altri “non credenti” siamo solo persone consapevoli, libere e informate.

    P.S. guardati “Zeitgeist” per comprendere, lo trovi ovunque nel web.

  5. l’hai vista la botta? allora regolati su quanto bisogna essere grulli.

  6. Un conto è credere che il governo americano abbia attaccato l’iraq per le armi di distruzione di massa, un conto è credere che possa nascondere la morte di 300 propri soldati. Puoi nascondere i “danni collaterali”, le vittime di Falluja e simili, ma i PROPRI soldati che non tornano a casa vivi, quelli non li puoi nascondere.

  7. Esplosione grande=tanti morti? La fai semplice…

  8. possiamo accettare solo buone notizie dai nostri Eroi per la Democrazia!
    queste notizie non vogliamo neppure sentirle, ci danno noia
    … e la seconda guerra mondiale noi italiani l’abbiamo vinta! chiaro?

  9. Tagliamo la testa al toro: 1—> http://truthline.files.wordpress.com/2006/10/fob7.jpg 2—> http://proliberty.com/observer/falconphoto.jpg A questi indirizzi potete vedere quella che gli ingenui pensano essere i resti di una base militare…va beh, ognuno ha le proprie convinzioni. Come potrete vedere l’unica cosa visibile in primo piano sono i container del DEPOSITO DI MUNIZIONI! Sullo sfondo, a non più di 200 metri di distanza si può vedere la REALE base militare perfettamente integra.
    Anticipo colui che coerentemente con la sua mentalità complottista mi ribatterà:”La foto è del 12 quindi i demoni americani in meno di 48 ore sono riusciti a ripulire un migliaio di metri quadri da resti umani e macerie.”
    Visto che “ancora il giorno successivo, il fuoco continuava a divampare” sarebbe stato quantomeno difficile rimuovere quattro centinaia di cadaveri e le macerie con il fuoco e le esplosioni continue…in 12 ore!

    P.s. La lettera che chiude l’articolo qui sopra è si riportata da http://www.tbrnews.org tuttavia è stata riciclata da quest’ultimo sito-patacca. In precedenza infatti è stata pubblicata su http://www.jihadunspun.com, sito LEGGERMENTE (ma solo leggermente) di parte e famoso per le cazzate colossali in esso contenute.

  10. E’ sempre meglio credere che il mondo è come vorreste che fosse piuttosto che vedere la realtà delle cose, meglio pensare che sia fantascienza, penso che sia molto probabile che l’accaduto prospettato sia vero.

    Fatevi un giro qui:

    http://www.liveleak.com/view?i=95d_1193174722

    http://www.liveleak.com/view?i=d69_1172121413

    E guardatevi gli altri filmati, non credo che si siano divertiti con fuochi d’artificio, se fate caso potete notare nel filmato una torretta piegata dallo spostamento d’aria di una o più esplosioni, non lo fai certo con un razzo un lavoro del genere, le esplosioni necessarie per fare un lavoro simile erano troppo forti per essere state generate da un razzo o altre bazzeccole.
    Quindi l’attacco c’è stato, e la distruzione di materiale esplosivo è stata ingente, l’America ha fatto un’altra figura di mxxxa, che si aggiunge alle perdite catastrofiche delle IED, ho notato che hanno sviluppato una tecnica molto buona per far saltare i mezzi.
    Aspettano sempre a far saltare la bomba quando il mezzo è in prossimità di un punto di riferimento visivo ben preciso, chissà se i militari americani si sono resi conto che usano i pali della luce o i bordi degli edifici come mirino ? Si preme il pulsante appena la parte iniziale dell’humvee si avvicina al punto di riferimento e boom, chi si è visto si è visto.
    Povera America a che punto di disperazione stanno arrivando, i media coprono tutto finchè possono e fra 10 anni i film con il nuovo eroe del momento di Holliwood parleranno delle gesta eroiche dei soldati non abbastanza supportati dalla popolazione (Irachena e USA), così dovremo sorbirci una nuova serie di Rambo.
    Perchè gli eroi ci sono nelle situazioni disperate, nelle battaglie perse o peggio nelle guerre che portano alla sconfitta.

    Che vi piaccia o no le cose vanno così, direi che avremo sviluppi interessanti nei prossimi mesi, non ci annoieremo.

  11. Ah dimenticato, tutti gli elicotteri abbattuti fino ad oggi in Iraq sono caduti per cause non dovute ad attacchi degli “insorgenti”, sia chiaro che sono stati tutti guasti meccanici, avete mai sentito parlare di elicotteri abbattuti ?
    Noooo possiamo stare tranquilli !

  12. cmq gli yankee stanno vincendo, si vede perfettamente dal video, inoltre hanno la situazione saldamente in pugno.
    sempre così ragazzi! yeh ah! (grido del missisipi)

  13. Sarà come dici, sta di fatto che il tuo commento non ha la benchè minima attinenza con ciò che riporto nel mio post.

  14. “E’ sempre meglio credere che il mondo è come vorreste che fosse piuttosto che vedere la realtà delle cose”—>Ho linkato 2 foto proprio per evitare questo futile commento..inutile, quando si parla coi sordi. “Una torretta piegata dallo spostamento d’aria di una o più esplosioni, non lo fai certo con un razzo un lavoro del genere”—>direi che appunto per vedere la “realtà delle cose” non capisco perchè affermi qualcosa solo dal punto di vista probabilistico! La torretta (che è costruita con schifosissimi pezzi prefabbricati) può essere stata danneggiata alla base anche da un colpo di mortaio ed essersi inclinata per questo danneggiamento…come fai a sapere che è stato lo spostamento d’aria? Dal video mica si può capire ciò, perchè nel video non è mostrata la base della torretta. A me la tua opinione probabilistica e non confermata sembra un film di fantascienza.

  15. Nelle stesse foto che hai indicato si vede un’area rasa al suolo grande più o meno quanto un centro commerciale. 320 morti ci stanno tutti e anche qualcosa di più. Nelle foto le macerie sparse un po’ ovunque si vedono abbastanza bene. Per i resti umani magari ci vorrebbe un ingrandimento. Tanto l’attacco quanto l’esplosione furono trasmessi in diretta da Al Jazeera, quindi direi che non dovrebbero esserci dubbi sul fatto che siano realmente avvenuti. Non so se l’articolo di Green Zone folies sia stato pubblicato prima su tbrnews o su jihadspun. So per certo che l’autore scrive regolarmente (con cadenza più o meno settimanale) su tbrnews e che le cose che dice, oltre che ricche di riscontri, appaiono piuttosto credibili. Finora ha inviato alcune decine di articoli sulla vita nella Green Zone. Se stai sostenendo che è un impostore, dovrai fare qualcosa di più che aprire una diatriba su chi lo ha pubblicato prima. Mi fa poi abbastanza ridere l’affermazione del lettore secondo il quale “sarebbe impossibile tenere nascosta la morte di 300 persone”. Certo che è impossibile. Infatti le famiglie delle vittime sanno bene cos’è successo, come lo sanno benissimo i curatori di tbrnews (che delle vittime hanno pubblicato nomi e cognomi) e i loro lettori. E’ solo che i media tradizionali (almeno quelli occidentali) non hanno dato alcun risalto alla vicenda, che è così rimasta confinata ai parenti dei morti e a chi usa internet per informarsi invece che per scaricare mp3. Cioè ad una ristrettissima minoranza dell’opinione pubblica. Perché un evento “non esista” è necessario e sufficiente evitare che abbia risalto sui media e poi lasciare i complottisti e i debunker a scannarsi sui forum. Che danno volete che facciano?

  16. esplosione grande=su base affollata di soldati=tanti morti

    E’ una delle prime regole della guerra: se il tuo nemico riesce a colpirti con efficacia, allora smentisci che il colpo ti abbia fatto danni. Questo per non alzare il morale della Resistenza. Da entrambe le parti usano questo tipo di propaganda, sia nell’esercito USA, sia nei Resistenti, quando qualche comandante viene ucciso e loro smentiscono finchè possono (i Talebani avevano fatto la stessa cosa con la morte di Mullah Dadullah: smentita finchè hanno potuto).

    Tra chi fa “propaganda jihadista” e chi fa “propaganda bushista”, in mezzo ci stanno anche persona che guardano ai fatti per quello che sono. Quella era una affollata base militare americana. Colpita con decine di colpi di mortaio che hanno causato grandi esplosioni. Solo un bushista allo stadio terminale può credere che non ci siano stati morti e o che ci siano stati solo due o tre morti.

  17. E le fregnacce colossali di Alexis dove le mettiamo invece ? 😛
    Secondo te i “depositi di munizioni” stanno così, senza alcun militare che le sorvegli ? Ma quanti anni hai, si può sapere ? Vai a leggere il Topolino, che per te è già troppo…

  18. Rectotal fai attenzione ad usare troppo la logica, Alexis potrebbe spaventarsi ed in preda ad un attacco isterico darti del “islamo-fascio-jihadista” ! :-))

  19. Gli struzzi continuano a tenere la testa sotto la sabbia… vero Alexis ? :-))

  20. La discussione si era anche fatta interessante fichè un’idiota ha iniziato a rispondere in maniera sfottente a ogni post. Probabilmente chi di dovere ha chiamato la cavalleria per difendere “l’articolo-farsa”. Per quanto mi riguarda la discussione non la continuo a queste condizioni.

  21. Ti sbagli, non sono mai stato sostenitore di Bush. Semplicemente, penso che non si possano nascondere 300 morti americani.

  22. Cosa dici stupidaggini?

    “Four other U.S. helicopters — three military and one civilian — were shot down in Iraq between January 20 and last Friday, raising concerns that insurgents are becoming more proficient at downing the aircraft.”

    Tratto nientepopodimenoche dal sito della CNN. Prima di fare affermazioni, vedi di verificarle.

  23. Non prendertela, è così quando ti trovi di fronte a gente che vive di ideologie invece che di dubbi.

  24. “E poi…mentre i tuoi commilitoni stanno morendo di una morte terribile tu cosa fai? Riprendi il tutto RIDENDO e poi metti il video su youtube?!?!”

    Veramente i militari americani hanno fatto anche cose molto peggiori (e mi riferisco solo alle loro attività sul web). Fino a non molto tempo fa esisteva un sito gestito dai militari di stanza in Iraq in cui venivano pubblicate le immagini dei corpi macellati di civili irakeni e/o soldati statunitensi (indistintamente) sottotitolate da commentini ironici. A volte queste foto venivano “vendute” ad altri siti in cambio di immagini porno. Poi il sito fu chiuso dalle autorità statunitensi, ma non mi meraviglierei se robaccia simile fosse ancora reperibile in qualche recesso del web. Caro Alexis, se proprio si vuole partire in quarta definendo “fregnaccia” e “farsa” un articolo altrui, occorrerebbe stare almeno molto attenti a:

    1) Fare affermazioni fondate su fatti rigorosi, non su ipotesi campate in aria o dogmi senza senso (ad es.: “I militari americani non farebbero mai una cosa simile!”, oppure “Se fossero morte 300 persone lo si verrebbe a sapere!”). Contrapporre a un elenco dettagliato di vittime citate con nome e cognome affermazioni generiche fondate su illazioni campate in aria, non è il miglior modo di farsi prendere sul serio, né la miglior strategia dialettica per difendere opinioni così “impegnative”.

    2) Essere preparati a ricevere risposte dello stesso tenore. In questo senso le risposte di Hassan (di cui condivido alcuni contenuti, non certo il tono) te le sei strameritate ed è inutile, adesso, che ti atteggi a vittima.
  25. Alexis, ti posso confermare che questa patacca sarà già stata smontata 4000 volte. L’elenco dei nomi è di pure fantasia. Ma come diavolo si fa a credere che non solo si possano occultare in una volta sola 300 e rotti morti (come minimo eh, magari erano pure 3000), senza che le famiglie se ne accorgano, ma anche che dopo che tutti i siti fuffa degli USA hanno pubblicato l’elenco dei nomi dei presunti morti, vedendo il nome del prorpio congiunto qualcuno non abbia detto “ma guarda, vuoi vedere che non è vero che mio figlio John è scappato con una ballerina come mi aveva detto il comando militare, ma è morto nell’esplosione?”. E non ci sia voluto andare a fondo.

    http://www.tbrnews.org è un sito di pura disinformazione, pubblica solo puttanate. Ed è , o era, non è che lo seguo più molto, specializzato nell’inventarsi decine di migliaia di morti USA in Iraq.

    Nei giorni scorsi è circolata ovunque la notizia che ci sono stati 73,846 morti USA in Iraq nelle due guerre del golfo. Arriva tutti gli anni (con cifre aumentate): http://www.rense.com/general79/since.htm

    La raffinata metodologia è questa: ogni anno vengono fornite dal governo USA le cifre sulla mortalità dei veterani, mortalità dovuta a qualsiasi causa e ovviamente a casa loro negli USA (malattie, incidenti in macchina etc). Ed è scritto con assoluta chiarezza. Questi qua invece dicono che sono i morti occulti della guerra in Iraq, svelati dallo stesso governo USA, su un proprio sito, in un momento di distrazione. Ovviamente sanno benissimo di mentire, ma gli allocchi ci cascano.

    E chi pubblica queste cazzate fa bene, benissimo, perchè su queste idiozie ed altre affini negli USA ci hanno costruito sopra un industrietta del complotto, hanno visite sui siti, radio, su cui vendono spazi pubblicitari, scrivono libri per i grulli e ci fanno i soldi sopra.

  26. “La raffinata metodologia è questa: ogni anno vengono fornite dal governo USA le cifre sulla mortalità dei veterani, mortalità dovuta a qualsiasi causa e ovviamente a casa loro negli USA (malattie, incidenti in macchina etc). Ed è scritto con assoluta chiarezza. Questi qua invece dicono che sono i morti occulti della guerra in Iraq” […]

    Molto interessante. Hai delle prove di ciò che stai dicendo o ti limiti a ripeterlo per sentito dire? Voglio dire, qui nessuno pensa di avere la verità in tasca, ma di fronte a un elenco dettagliato di 300 e passa morti ci si aspetta che le smentite siano altrettanto dettagliate.

    Scrivi: “Questa patacca sarà già stata smontata 4000 volte”. Posso chiederti dove, come, quando?
    Ho provato a dare un’occhiata sul web. I siti che contestano l’attendibilità di TBRnews sono quasi tutti del tenore di quello che trovate all’indirizzo http://www.drlaniac.com/articles/view.asp?file=ConspiracyDisinfo.htm

    Il quale non trova di meglio, per screditare TBRnews, che accusarlo di aver pubblicato materiale “negazionista”, di essere un sito “neonazista” il cui scopo sarebbe quello di ridicolizzare indirettamente la sinistra anti-Bush. So per esperienza personale che quando si ricorre a questi argomenti per screditare il lavoro altrui, di solito è perché si è alla canna del gas sul piano argomentativo. Ho anche imparato che accuse di questo tipo sono, nella maggior parte dei casi, una vera e propria cartina di tornasole dell’affidabilità di una fonte. Sono ovviamente pronto a ricredermi, ma avrei bisogno di argomenti circostanziati, non di chiacchiere.

  27. Qui nessuno vuole prendere per oro colato la lista di vittime presentata da Brian Harring e TBRNews. Trattandosi però di una lista molto precisa e dettagliata, mi aspetterei smentite un po’ più articolate dell’affermazione secondo la quale “sarebbe impossibile tenere nascosta la morte di 320 soldati”. Quest’affermazione è straordinariamente sciocca per i seguenti motivi:

    1) Contesta con un dogma campato in aria una lista circostanziata, che presenta nomi, cognomi e gradi militari. Se si vuole dimostrare l’inattendibilità di un documento è opportuno rispondere con un altro documento o con fatti dimostrabili, non con chiacchiere e illazioni.

    2) Si fonda sul presupposto (errato) che il Ministero della Difesa americano, quando fornisce alle famiglie dei caduti la notizia della morte di un congiunto, si dilunghi a descrivere nei dettagli il luogo, i motivi e le circostanze della morte.

    3) Si fonda sul presupposto (errato) che le famiglie di tutti i militari di stanza in Iraq si conoscano fra loro e si telefonino tutti i giorni. In realtà, la famiglia di un militare dell’Ohio morto in azione, difficilmente verrà a sapere che nella stessa azione è morto anche un militare proveniente, ad es., dal Connecticut, o anche solo da un quartiere vicino.

    4) Si fonda sul presupposto (errato) che una notizia abbia grande rilievo per l’opinione pubblica IN SE’ e non in proporzione all’attenzione ad essa riservata dai media. Non è così, come ben sa chi si occupa di controinformazione. Notizie di enorme rilevanza vengono considerate marginali dalle masse (o restano addirittura del tutto sconosciute) se “Repubblica” non le strilla in prima pagina per una settimana e se Vespa non ne fa oggetto di una serie di trasmissioni. Viceversa, notizie di nessuna importanza sociale (“allarme pedofilia”, delitti di cogne, improbabili epidemie di meningite, ecc.) scatenano panico e clamore quando i media decidono di “montarle” a dovere.

    5) Nega la realtà e la storia. In tutte le guerre, di qualsiasi tempo e latitudine, le autorità governative sono riuscite a nascondere con successo all’opinione pubblica la reale entità dei disastri militari. Per fare solo qualche esempio: nel 1944, nel disastro di Devon Beach (http://www.guardian.co.uk/secondworldwar/story/0,,1223749,00.html), morirono 750 soldati e marinai americani nel corso di un’esercitazione che fu intercettata da unità navali tedesche. La storia e le cifre del disastro sono rimaste segrete per 50 anni.

    Sempre nel 1944, il giorno della vigilia di Natale, la nave belga Leopoldville, che trasportava 2.235 soldati americani attraverso il canale della Manica, fu colpita da un sottomarino tedesco e affondò. Si contarono 763 morti, ma nessuno, in America, ebbe la minima notizia dell’accaduto per molti anni. Alle famiglie delle vittime fu detto che i loro congiunti erano “scomparsi in azione”, senza ulteriori dettagli. Nessuno si fece troppe domande. (http://www.history.com/minisites/leopoldville/viewPage?pageId=264 ).

    Il 17 giugno 1940 la nave da trasporto militare inglese Lancastria fu affondata da un’incursione aerea tedesca poco fuori dal porto di Saint-Nazaire. Morirono 3.000 persone, tra militari e civili, e anche in questo caso gli strumenti della censura militare funzionarono benissimo. (http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/768384.stm)

    L’attitudine a “smontare” le affermazioni documentate con insulti generici e affermazioni apodittiche è ciò che, a mio avviso, ha reso nel tempo poco credibile e piuttosto screditata la categoria dei cosiddetti “debunker”. I quali, con un po’ di umiltà e documentazione in più, avrebbero potuto invece rappresentare un utile elemento di confronto nella ricerca della verità.
  28. Avevo postato il commento solo per dare ragione ad Alexis, non per riaprire la polemica, perchè mi rendo conto che se uno crede a una patacca come questa non c’è prova che lo possa smuovere.
    Oh, l’articolo dice anche che Donald Rumsfeld si è dimesso per la carneficina di Falcon Crest, e che gli USA sono asserragliati nella Zona Verde, senza poter uscire, senza poter reagire, senza più mezzi bellici e assediati dalla resistenza. L’articolo è di un anno fa, e basta vedere gli sviluppi successivi della guerra in Iraq per capire quanto ci abbiano preso.

    Comunque, per il poco che può servire:

    1. patacca sui 73,846 soldati USA morti. Non ci vuole molto a vedere che è un falso: basta controllare il link del sito governativo USA citato.
    Nel dubbio, questo è un articolo di sul sito di AlexJones, che denuncia e smonta quest’altra balla:
    http://www.prisonplanet.com/articles/september2007/270907_complete_hoax.htm
    Di articoli simili ce ne sono a bizzeffe, ma ho scelto quello del sito di Alex Jones proprio perchè mi pare difficile poter accusare Paul Joseph Watson e Alex Jones di anticospirazionismo.
    Dato che ogni anno viene pubblicato il tasso di mortalità fra i vetarani, ogni anno i buffoni cercano di spacciare il numero dei veterani morti per qualsiasi causa a casa loro come i morti in guerra. Sono 4 anni che vanno avanti. E andranno avanti per sempre.

    2. Falcon Crest:
    Questi cialtroni hanno tentato di spacciare come il video dell’esplosione di Camp Falcon un vecchio video postato dai marines almeno NOVE MESI PRIMA e qualcuno ci prova ancora:
    http://video.google.com/videoplay?docid=-4008998611354663538&q=U.S.+Ammo+Dump+Camp&total=4&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=1
    E per sovrammercato hanno aggiunto che si trattava dell’esplosione di nucleari tattiche o di armi chimiche.
    http://video.google.com/videoplay?docid=6353078760809070630&q=ammo+iraq&total=202&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=2

    Come si può facilmente vedere, si tratta di questo video:
    http://video.google.com/videoplay?docid=1410660598904719984&q=ammo+explosion&total=145&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=1
    http://video.google.com/videoplay?docid=5770002064518646480&q=ammo+iraq&total=202&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=0
    http://video.google.com/videoplay?docid=4686416031253950235&q=ammo+kirkuk&total=4&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=1
    http://video.google.com/videoplay?docid=-2570642522794047378&q=ammo+kirkuk&total=4&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=2
    etc. etc.
    Solo che aveva un piccolissimo difetto: era stato stato la prima volta postato su google video nel gennaio 2006, e cioè nove mesi prima l’esposione di Falcon Crest: una quisquiglia, sia ben chiaro, ma suonava male. L’epsiodio in questione fra l’altro è avvenuto a KIRKUK e non a Baghdad, precisamente nel 2004: un altro dettaglio secondario, me ne rendo conto. E con ogni evidenza si riferisce all’esposione controllata di un vecchio deposito di armi irachene (per questo i soldati USA ridono e scherzano). L’unico reale problema di questo video è che era stato postato decine e decine di volte, prima dell’attacco a Camp Falcon, e così dopo un po’ ci si è resi conto che non era il più atto alla bisogna, e ne dovevano trovare un altro. Anche se nel dubbio continuana far circolare pure quello, magari qualcuno ci casca ancora. Allora hanno postato il video che compare in quest’articolo, che riguarda sempre lo stesso episodio di Kirkuk (basta confrontarli) , ma aveva almeno il vantaggio di aver circolato di meno, essendo di qualità inferiore:.
    Guarda, se vuoi c’è anche questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=U1ZvWJXoWXM&NR=1

    3. I nomi dei presunti morti e feriti di Camp Falcon non risultano nelle liste ufficiali dei morti USA in Iraq. E per forza non esistono, perchè sono inventati di sana pianta. E’ probabile che il comando USA menta alle famiglie sulle circostanze della morte di un soldato, ma prima o poi che è morto glielo devono dire. Perchè i familiari si accorgono che il loro congiunto è svanito nel nulla. Ma mettiamo pure che i parenti di questi 319 siano così distratti da non essersi resi conto che il loro figlio/marito/fratello era scomparso senza lasciare traccia, neanche dopo che è stata pubblicata la lista dei presunti morti hanno pensato bene di prendere qualche informazione? Neanche uno di tutti i parenti di tutti i presunti 319 si è preoccupato sapendo che il proprio congiunto compariva in una lista di presiunti morti di Camp Falcon? Ovviamente nessuno ha mosso una paglia perchè i nomi erano inventati.

    4. Basta fare un giro su internet per trovare centinaia di articoli che smontano le balle di Tbr News, sui morti e su qualsiasi altro argomento. Digiti TBRNews e guardi i risultati: non è poi così diffiicile.

  29. Scusa, mi sono sbagliata e ho postato la risposta sotto il tuo commento successivo. Nel dubbio, la riposto qua:

    Avevo postato il commento solo per dare ragione ad Alexis, non per riaprire la polemica, perchè mi rendo conto che se uno crede a una patacca come questa non c’è prova che lo possa smuovere.
    Oh, l’articolo dice anche che Donald Rumsfeld si è dimesso per la carneficina di Falcon Crest, e che gli USA sono asserragliati nella Zona Verde, senza poter uscire, senza poter reagire, senza più mezzi bellici e assediati dalla resistenza. L’articolo è di un anno fa, e basta vedere gli sviluppi successivi della guerra in Iraq per capire quanto ci abbiano preso.

    Comunque, per il poco che può servire:

    1. patacca sui 73,846 soldati USA morti. Non ci vuole molto a vedere che è un falso: basta controllare il link del sito governativo USA citato.
    Nel dubbio, questo è un articolo di sul sito di AlexJones, che denuncia e smonta quest’altra balla:
    http://www.prisonplanet.com/articles/september2007/270907_complete_hoax.htm
    Di articoli simili ce ne sono a bizzeffe, ma ho scelto quello del sito di Alex Jones proprio perchè mi pare difficile poter accusare Paul Joseph Watson e Alex Jones di anticospirazionismo.
    Dato che ogni anno viene pubblicato il tasso di mortalità fra i vetarani, ogni anno i buffoni cercano di spacciare il numero dei veterani morti per qualsiasi causa a casa loro come i morti in guerra. Sono 4 anni che vanno avanti. E andranno avanti per sempre.

    2. Falcon Crest:
    Questi cialtroni hanno tentato di spacciare come il video dell’esplosione di Camp Falcon un vecchio video postato dai marines almeno NOVE MESI PRIMA e qualcuno ci prova ancora:
    http://video.google.com/videoplay?docid=-4008998611354663538&q=U.S.+Ammo+Dump+Camp&total=4&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=1
    E per sovrammercato hanno aggiunto che si trattava dell’esplosione di nucleari tattiche o di armi chimiche.
    http://video.google.com/videoplay?docid=6353078760809070630&q=ammo+iraq&total=202&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=2

    Come si può facilmente vedere, si tratta di questo video:
    http://video.google.com/videoplay?docid=1410660598904719984&q=ammo+explosion&total=145&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=1
    http://video.google.com/videoplay?docid=5770002064518646480&q=ammo+iraq&total=202&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=0
    http://video.google.com/videoplay?docid=4686416031253950235&q=ammo+kirkuk&total=4&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=1
    http://video.google.com/videoplay?docid=-2570642522794047378&q=ammo+kirkuk&total=4&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=2
    etc. etc.
    Solo che aveva un piccolissimo difetto: era stato stato la prima volta postato su google video nel gennaio 2006, e cioè nove mesi prima l’esposione di Falcon Crest: una quisquiglia, sia ben chiaro, ma suonava male. L’epsiodio in questione fra l’altro è avvenuto a KIRKUK e non a Baghdad, precisamente nel 2004: un altro dettaglio secondario, me ne rendo conto. E con ogni evidenza si riferisce all’esposione controllata di un vecchio deposito di armi irachene (per questo i soldati USA ridono e scherzano). L’unico reale problema di questo video è che era stato postato decine e decine di volte, prima dell’attacco a Camp Falcon, e così dopo un po’ ci si è resi conto che non era il più atto alla bisogna, e ne dovevano trovare un altro. Anche se nel dubbio continuana far circolare pure quello, magari qualcuno ci casca ancora. Allora hanno postato il video che compare in quest’articolo, che riguarda sempre lo stesso episodio di Kirkuk (basta confrontarli) , ma aveva almeno il vantaggio di aver circolato di meno, essendo di qualità inferiore:.
    Guarda, se vuoi c’è anche questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=U1ZvWJXoWXM&NR=1

    3. I nomi dei presunti morti e feriti di Camp Falcon non risultano nelle liste ufficiali dei morti USA in Iraq. E per forza non esistono, perchè sono inventati di sana pianta. E’ probabile che il comando USA menta alle famiglie sulle circostanze della morte di un soldato, ma prima o poi che è morto glielo devono dire. Perchè i familiari si accorgono che il loro congiunto è svanito nel nulla. Ma mettiamo pure che i parenti di questi 319 siano così distratti da non essersi resi conto che il loro figlio/marito/fratello era scomparso senza lasciare traccia, neanche dopo che è stata pubblicata la lista dei presunti morti hanno pensato bene di prendere qualche informazione? Neanche uno di tutti i parenti di tutti i presunti 319 si è preoccupato sapendo che il proprio congiunto compariva in una lista di presiunti morti di Camp Falcon? Ovviamente nessuno ha mosso una paglia perchè i nomi erano inventati.

    4. Basta fare un giro su internet per trovare centinaia di articoli che smontano le balle di Tbr News, sui morti e su qualsiasi altro argomento. Digiti TBRNews e guardi i risultati: non è poi così diffiicile.

  30. Paolapisi: le cose che dici saranno anche vere, ma che diavolo c’entrano con l’argomento di cui stiamo parlando? E’ un vecchio trucco debunker quello di smentire le cose che nessuno ha mai detto (o che sono state dette in recessi di internet noti solo ai debunker a caccia di sciocchezze) per evitare di smentire quelle in esame. Qui nessuno ha mai parlato di 73.000 morti americani, si è solo detto che le cifre fornite dal Ministero della Difesa USA sono di molto inferiori a quelle reali. Lo stesso articolo di Prison Planet che citi, inizia con l’affermazione che “Chiunque, tranne le persone più ingenue, è ormai consapevole che le cifre dei morti e dei feriti in Iraq viene deliberatamente sottostimata”. Lo hai letto, prima di citarlo?

    Idem dicasi per il video dell’esplosione di cui hai riportato l’indirizzo. Si sa da un secolo che è fasullo, è scritto perfino nei commenti di Youtube che lo accompagnano e nessuno lo ha mai negato. Non è di quel video che stiamo parlando, ma di questo:

    http://www.liveleak.com/view?i=559f5101fa

    Questo video è stato ripreso da una telecamera fissa e trasmesso da Al Jazeera la sera stessa dell’attacco. Dici che è falso anche questo? La vedi quella nuvola a forma di fungo che si innalza al cielo al minuto 3:57 del filmato? Ti sembra così inverosimile che abbia fatto delle vittime in una base che ospitava tra le 3.000 e le 5.000 persone (sono dati del Pentagono, poi ridotti a un centinaio di persone dopo l’incidente)? E se a questo filmato aggiungiamo le testimonianze del personale dell’ospedale di Al-Habbaniya, è davvero così difficile fare due più due? Certo, due più due non fa sempre quattro e si può sbagliare; ma l’errore andrebbe dimostrato, non affermato per principio spostando il discorso su cose che non c’entrano niente.

    L’affermare poi che “I nomi dei presunti morti e feriti di Camp Falcon non risultano nelle liste ufficiali dei morti USA in Iraq” rivela il pregiudizio di base da cui parte ogni tua considerazione. Se l’oste dice che il vino è buono, deve esserlo per forza. Come potrebbe mai mentirci una così brava persona?
    Quanto agli articoli che “smonterebbero” le affermazioni di TBRNews, io ho trovato solo quelli che accusano i titolari del sito di neonazismo, antisemitismo, apostasia del sacro dogma dell’Olocausto e altre fesserie del genere; oppure che fanno considerazioni inattinenti, simili alle tue. Puoi indicarmi qualcosa di più serio e razionale? Grazie.
  31. Allora:

    1. come ho scritto sopra, avevo postato qui per errore la risposta al tuo post precedente:
    tu chiedi “Qui nessuno ha mai parlato di 73.000 morti americani, si è solo detto che le cifre fornite dal Ministero della Difesa USA sono di molto inferiori a quelle reali. “ . Bè, per esempio, tu, nel post a cui rispondevo, scrivevi: “La raffinata metodologia è questa: ogni anno vengono fornite dal governo USA le cifre sulla mortalità dei veterani, mortalità dovuta a qualsiasi causa e ovviamente a casa loro negli USA (malattie, incidenti in macchina etc). Ed è scritto con assoluta chiarezza. Questi qua invece dicono che sono i morti occulti della guerra in Iraq” […] Molto interessante. Hai delle prove di ciò che stai dicendo o ti limiti a ripeterlo per sentito dire”. E così ti ho postato le prove che chiedevi. I pataccari di TBR e affini usano la mortalità globale (per qualsiasi causa e negli USA) dei veterani delle guerre in Iraq per dire che sono i morti in guerra.
    Sì, ho letto l’articolo di Prison Planet, e ho postato proprio quello per mostrare come perfino i complottisti di Prison Planet davanti alle idiozie estreme alla TBR si fermano.

    2. Io ho parlato del video citato nell’articolo. In quanto a http://www.liveleak.com/view?i=559f5101fa (di cui nell’articolo non si parla)
    mostra solo, a grande distanza, che c’è stata una notevole esplosione, cosa che nessuno ha mai negato (anche CNN ha trasmesso un video dell’esposione ). Ovviamente, al-jazeera di nucleari tattiche o di vittime non parla affatto. Mostra solo il botto e dice che è grosso. Punto. Se non ci credi fatti tradurre l’audio da qualcuno che sa l’arabo. La nuvola che si vede al minuto 3.57 (e che ai miei occhi non è esattamente a forma di fungo) può essere dovuta a un’esplosione nucleare? NO, assolutamente:
    http://www.antiwar.com/blog/2006/11/07/what-happened-at-camp-falcon/
    E in ogni caso subito dopo l’attacco a Camp Falcon sono riprese le attività normali, cosa inconcepibile nel caso di un’esplosione atomica.

    3. Come sai perfettamente, io non ho scritto che la prova che la lista è falsa è che i nomi non compaiono nelle liste ufficiali e che gli USA sono incapaci di menzogna. Ho scritto che i nomi dei 319 presunti morti – che non sono mai morti perchè non sono mai nati – sono circolate su migliaia di siti fuffa e di post di gonzi, eppure nessuno dei familari di quei 319 inesistenti signori ha mai fiatato. 319 militari morirebbero in un’esplosione, i loro nomi sono dappertutto, e neppure uno degli amici, conoscenti, nemici, parenti di queste persone fa la benchè minima domanda, pur avendo notato che i loro amici/congiunti sono scomparsi nel nulla? Nè le autorità militari possono aver detto ai familiari che erano morti altrove, perchè, apppunto, i nomi non compaiono nelle liste ufficiali.

    E con questo chiudo. Perchè, come dicevo prima, non c’è argomento al mondo che possa convincere chi crede a queste ignobili patacche, che servono solo a ingrassare chi alimenta l’indistria del complotto (i complotti esistono, per carità, ma non sono questi).

  32. 1. Ripeto: lo hai letto l’articolo di PrisonPlanet prima di citarlo? Non si parla affatto di TBRNews, ma di un altro sito, http://www.halturnershow.com, che ha pubblicato la notizia-patacca. E’ chiaro che la storia dei 73.000 morti è una bufala e non mi risulta che né l’articolo mio, né TBRNews che ne è la fonte, la abbiano mai presa sul serio. Se vuoi screditare TBRNews dovresti contestare affermazioni tratte da TBRNews, non dal primo sito-patacca che trovi in rete. E poi fammi capire: secondo te i nomi pubblicati nella lista di Brian Harring sarebbero tutti ex veterani morti di malattia o d’incidenti d’auto? O magari presi a casaccio dall’elenco del telefono? E se è così, come mai non esiste un solo sito di debunker che abbia pubblicato una così ghiotta e facile smentita?

    2. Continui a smentire affermazioni che nessuno ha mai fatto. Chi ha mai parlato di “esplosioni atomiche”? C’è stata un’esplosione, non certo atomica, ma sicuramente poderosa, a giudicare dalle immagini di Al Jazeera. Ci vuole molta buona volontà per pensare che un’esplosione del genere non abbia provocato vittime, soprattutto in presenza delle testimonianze del personale dell’ospedale di Al-Habbaniya, della lista di Harring e delle affermazioni di una fonte irakena (http://abutamam.blogspot.com/search?q=camp+falcon) secondo la quale gli americani si sarebbero rifiutati di restituire alle famiglie i corpi di almeno sei traduttori irakeni morti nell’esplosione. Non stento a credere che il commentatore di Al Jazeera non parli di vittime, visto che stava solo osservando le esplosioni da lontano, come chiunque altro. Però di vittime parlano il personale dell’ospedale e la fonte di Green Zone Folies e devi ancora spiegare perché mai queste testimonianze sarebbero da scartare a priori, pur essendo, a giudicare dalla magnitudine dell’esplosione, piuttosto logiche e credibili. Quanto poi al fatto che a Camp Falcon “siano subito riprese le attività normali”, questo è ciò che hanno sostenuto le autorità americane. Se è così, sono più fessi di quel che credessi, visto che il materiale esploso (come tutte le munizioni americane) conteneva uranio impoverito, il che dovrebbe rendere la zona un posto decisamente poco salubre per l’attività lavorativa. Del resto, se si guardano le foto del campo scattate un paio di giorni dopo l’attacco (http://www.rense.com/general73/falcphotos.htm), il posto non sembra esattamente pullulare di frenetica attività.

    3. Scrivi: “319 militari morirebbero in un’esplosione, i loro nomi sono dappertutto, e neppure uno degli amici, conoscenti, nemici, parenti di queste persone fa la benchè minima domanda, pur avendo notato che i loro amici/congiunti sono scomparsi nel nulla?”

    Il fatto è che non sono “scomparsi nel nulla”. Sono morti, e la loro morte sarà sicuramente stata comunicata alle famiglie (anche se non riportata nei bollettini ufficiali). Credi davvero che nelle comunicazioni di questo tipo le autorità militari spieghino per filo e per segno ai parenti dove si trovava il loro congiunto quando è morto, in quale momento e in quali circostanze sia avvenuto il decesso? E se anche la cosa saltasse fuori, le autorità militari hanno mille modi di mettere a tacere le domande e le proteste dei familiari: dalla persuasione psicologica, alla minaccia di ritorsioni penali, alla promessa di risarcimenti e rendite vitalizie, per non parlare di metodi più drastici a cui i servizi segreti non sono certo estranei. Non è complottismo, è quello che è avvenuto in occasione di tutti disastri militari del passato (alcuni li ho citati in un post precedente) che i governi avevano bisogno di mettere a tacere.
  33. Come volevasi dimostrare. Se qualcuno può credere che le autorità americane abbiano messo a tacere tutti i familiari amici conoscenti vicini di casa di 319 persone il cui nome è stato pubblicato da migliaia di siti e non una delle migliaia di persone che conoscevano questi 319 morti abbia confermato la bufala di TBRNews, allora può davvero credere a tutto. O dobbiamo ritenere che i servizi segreti USA abbiano usato “metodi più drastici” con tutti? E questo, sia ben chiaro, senza prendere la minima misura contro quel gioiello informativo che è TBR news (magari facevano prima a oscurare TBR News, per mettere a tacere il tutto, che a pagare minacciare e uccidere tutti i parenti, amici, conoscenti, vicini di casa dei 319). E senza neppure chiedere al “personale dell’ospedale” di non sciacquarsi la bocca con TBR News, e con TBR News soltanto: già, perchè TBR e Brian Harring non ci spegano affatto come mai il presunto personale ospedalero abbia passato la lista dei presunti morti e feriti a loro, e solo a loro, come li abbiano raggiunti, niente di niente. Gli hanno mandato un’email presso quella di perla di sito, scegliedolo per la acclarata credibilità e autorevolezza? gli hanno telefonato dall’ospedale dettando i nomi? un piccione viaggiatore? telepatia? Tanto sanno che i loro lettori queste domande non se la fanno: altrimenti avrebbero da tempo smesso di leggerli
    Di esplosione di nucleari tattiche parla chi ha messo in rete http://www.liveleak.com/view?i=559f5101fa : non è difficile, basta schiacciare il link e leggere il titolo (per la cronaca, è lo stesso video trasmesso anche da BBC).
    I 319 della lista di Brian Harring non sono morti nè a Camp Falcon nè altrove perchè sono nomi di fantasia. Inventati, semplicemente, come tutto il resto.

    E con questo chiudo davvero.

  34. Per essere inventati, sono molto precisi e dettagliati, non sono stati smentiti e – quel che più conta – riportano la fonte delle proprie affermazioni. Le tue illazioni non hanno nessuna di queste caratteristiche. Se TBRNews possiede quella lista è solo perché, come sapresti se ogni tanto lo leggessi invece di cercare di screditarlo con dogmi senza fondamento, alcune delle sue fonti lavorano all’interno della Green Zone e hanno accesso a dati riservati. Non è la prima volta che forniscono informazioni su eventi irakeni, poi confermati dai media a debita distanza cronologica. Perciò, come farebbe ogni giornalista serio, continuerò a prendere per buoni i dati pubblicati, in attesa di smentite più articolate. Quanto al chiudere TBRNews, la cosa sarebbe stata doppiamente inutile. Inutile perché una notizia pubblicata su internet rimbalza su centinaia di siti diversi e non basta chiuderne uno soltanto. E inutile perché, per evitare che una notizia diventi di dominio pubblico, è sufficiente tappare la bocca ai media mainstream. Internet conta poco, è seguito ancora da un numero troppo limitato di persone e l’attendibilità delle notizie pubblicate in rete, anche le più precise, è continuamente insidiata dai “debunker”, che contestano ogni documento e ogni fonte dall’alto delle loro chiacchiere anticomplottiste. Non tutti sono abbastanza smaliziati da saper cogliere la differenza di valore tra un documento dettagliato e la sua smentita fondata su massicce dosi di aria fritta. Basterebbe questa discussione a dimostrarlo.

  35. Non c’è peggior idiota di chi non vuol vedere la verità.

  36. Buono a sapersi da chi insulta.