LE VERITA' NASCOSTE

DI GIANLUCA FREDA
Blogghete!

L’attacco della resistenza irachena alla base americana di Camp Falcon

La sera del 10 ottobre del 2006, gruppi armati della resistenza irakena colpivano la base americana di Camp Falcon, la più grande base americana in Iraq, 13 chilometri a sud della Zona Verde di Baghdad. La base venne rasa completamente al suolo, con un’immensa esplosione di cui avevo a suo tempo presentato il filmato (lo ripropongo qui sotto). Al momento dell’attacco, nella base si trovavano circa tremila persone, quasi tutte di nazionalità americana, tra soldati, ufficiali e personale addetto a varie mansioni. Gli incendi generati dall’esplosione continuarono a divampare per giorni e giorni. Le autorità del Ministero della Difesa americano si affrettarono a dichiarare che non c’erano state vittime, che nella base c’erano solo un centinaio di persone (a sorvegliare equipaggiamento militare del valore di miliardi e miliardi di dollari!) e che nella base c’erano stati solo un paio di feriti lievi.

La verità, come non è difficile immaginare, è molto diversa.Nell’attacco alla base Falcon la macchina militare americana perse buona parte del suo equipaggiamento militare e dei suoi veicoli da trasporto, fra i quali sei elicotteri Apache e un numero imprecisato di Humvee (le jeep blindate dell’esercito). E’ anche per questo che la situazione irakena è oggi completamente fuori controllo e che le notizie (non ufficiali) che vengono dalla Zona Verde parlano di “conquistatori” assediati nel loro stesso fortilizio, quotidianamente bersagliati da colpi d’artiglieria ai quali non hanno alcuna possibilità di reagire.

Contrariamente alle ridicole affermazioni delle autorità americane, il giorno successivo all’esplosione si contarono almeno 319 vittime dell’attacco, anche se il numero effettivo delle perdite non è mai stato reso noto. A questo indirizzo potete trovare un elenco delle vittime accertate (certamente molto inferiori alla cifra reale). La lista è stata redatta grazie ai registri dell’ospedale militare americano di al-Habbaniyah, che si trova 70 km. a ovest di Baghdad. Il personale dell’ospedale riferì di aver iniziato a ricevere personale militare americano deceduto o ferito nelle ore immediatamente successive all’esplosione. I giornali americani e occidentali si sono guardati bene dal dare risalto a questa vicenda, che è di fatto passata quasi totalmente sotto silenzio. Alcune foto satellitari dei resti della base (che già a suo tempo avevo pubblicato) vennero diffuse dall’agenzia russa Novosti Press. Si trovano con una semplice ricerca su internet e danno un’idea abbastanza precisa del disastro. Di questa catastrofe militare americana il cittadino occidentale che non possieda una connessione internet e non sia abituato a procurarsi l’informazione dalle fonti alternative (solitamente in lingua inglese) non ha avuto alcuna notizia. Se si pensa che le truppe americane vennero ritirate dalla Somalia in seguito all’abbattimento di un solo elicottero BlackHawk, non è difficile immaginare quali sarebbero potuti essere gli effetti sulla presenza militare americana in Medio Oriente se la notizia di questo macello fosse arrivata all’opinione pubblica. Fortunatamente (per il Pentagono) i media hanno compiuto ancora una volta il loro dovere, che è quello di nascondere e manipolare le notizie vere e scomode, sostituendole con tonnellate di scemenze senza importanza che mantengono distratto l’uomo della strada, sostituendo la realtà con un universo virtuale in cui il citrullo disinformato può bearsi e continuare a compiere il suo dovere di schiavo-consumatore.

Il disastro della Base Falcon spiega anche alcuni “strani” sviluppi della politica americana dell’ultimo anno, per esempio le inspiegabili “dimissioni” di Donald Rumsfeld. E’ vero che Rumsfeld aveva gestito la guerra in Iraq nel peggiore dei modi, che era un inetto sanguinario e ignorante, che la sua presenza nell’amministrazione americana rischiava di offrire all’opposizione democratica un facile strumento propagandistico per guadagnare consensi alle elezioni. Ma la presenza di personaggi squallidi e incapaci nell’amministrazione USA non era certo limitata a Rumsfeld e ciò non è mai stato fonte di preoccupazione per il potere d’oltreoceano. Senza contare che Rumsfeld, per quanto indegno, avrebbe saputo difendersi benissimo da qualunque accusa con la stessa faccia di bronzo che lui e i suoi compagni di massacri avevano mostrato in altre occasioni. Il vero motivo delle dimissioni di Rumsfeld fu probabilmente quello di offrire ai generali americani, già infuriati per l’incapacità del governo USA, un capro espiatorio per il disastro di Camp Falcon. Disastro ignoto al lettore citrullo del New York Times o del Corriere della Sera, ma fin troppo conosciuto dagli alti ufficiali dell’esercito, umiliati e sconfitti dal tragico mix di incapacità dei vertici politici e di abilità strategica della troppo sottovalutata resistenza irakena.

Qui sotto traduco la testimonianza che la solita fonte interna alla Green Zone (che pubblica regolarmente i propri reportage nella rubrica Green Zone Folies, presso www.tbrnews.org ) diede a suo tempo dell’esplosione di Camp Falcon, a cui ebbe modo di assistere dal palco d’onore della sua postazione sita a pochi chilometri di distanza.

“Baghdad, 12 ottobre 2006,

Martedì scorso ero nella mia stanza a scrivere una lettera a un amico. Sapevo che sarebbe stata censurata, perciò cercavo di essere il meno preciso possibile riguardo le condizioni in cui si vive quaggiù.

Intorno alle 23.00 ci fu un’immensa esplosione a sud della Zona Verde, seguita, a intervalli, da altre esplosioni molto forti, che furono in totale circa trenta o quaranta e andarono avanti per tutta la notte. Salii sul tetto e vidi una grande fontana di fiamme, ondate di fumo e detriti incandescenti che schizzavano in aria come fuochi d’artificio del quattro di luglio.

Il personale correva per tutto l’edificio, con gli occhi sbarrati dal terrore, domandandosi se la nostra base sarebbe stata colpita subito dopo. Normalmente, sentire esplosioni lontane che provengono da varie zone di Baghdad è per noi routine quotidiana. Succede ogni volta che un nuovo convoglio salta in aria a causa delle bombe degli insorti. Ma questa volta il rumore fu molto più forte e durò molto più a lungo di qualunque altra cosa che avessi mai udito.

Fu impossibile dormire con tutte quelle esplosioni e al mattino mi feci la barba e andai nel mio ufficio. Tra parentesi: sono fortunato ad avere una stanza le cui finestre non siano rivolte verso Baghdad. Gli insorti hanno fucili da cecchino, di solito americani, calibro 50, situati in edifici da cui si può controllare la zona da lontano; più di una volta, membri del personale che si stavano radendo davanti alla finestra del bagno si sono ritrovati col cervello spiaccicato sui muri dopo che il cecchino li aveva presi di mira. Il suono degli spari arriva dopo e mai, neppure una volta, gli uomini della nostra sicurezza sono riusciti a individuare le postazioni dei cecchini.

In ufficio ho appreso che la Base Falcon di Operazioni Avanzate, una delle belle idee dei nostri ufficiali anziani con la testa nelle nuvole per piazzare postazioni fortificate in vari luoghi (come ad as-Saqr, capitale della provincia di Al Anbaar), era stata colpita da un’azione nemica, si era incendiata ed era poi improvvisamente esplosa a causa del surriscaldarsi delle tonnellate di munizioni in essa immagazzinate.

Camp Falcon si trova a Sukkaniya, nel quartiere meridionale di Baghdad chiamato ad-Durah. La “Base Falcon di Operazioni Avanzate” era la più recente e la più altamente fortificata delle nostre postazioni.

C’era il forte rischio che attentatori suicidi di Ramadi cercassero di attaccare la Falcon con veicoli carichi di esplosivo, perciò intorno alla base erano state disposte pesanti barriere di cemento, studiate proprio per prevenire simili attacchi. Ciò non ha scoraggiato i membri della Resistenza, che hanno sparato contro la Falcon lo stesso tipo di proiettili di mortaio che sparano in continuazione contro il cosiddetto “super sicuro” quartier generale della Zona Verde. La Falcon era ache il più grande arsenale di armi del Quartier Generale Americano a sud di Baghdad ed era dunque un bersaglio molto appetibile. In quest’occasione, come abbiamo poi sentito dire (ma gli ufficiali negano!), la Resistenza ha usato razzi Grad e Katyusha invece dei soliti proiettili di mortaio e i risultati sono stati immediati, duraturi e assolutamente devastanti.

L’installazione è ora ricolma di macerie fumanti e, ancora il giorno successivo, il fuoco continuava a divampare. Benché sia molto difficile fare stime precise, l’inventario dei beni della Falcon indica che il danno economico è stato certamente superiore al miliardo di dollari.

Questo per ciò che riguarda la perdita di beni. La perdita di vite è stata molto peggiore.

Oltre 300 soldati americani, tra cui membri dell’Esercito Americano e dei Marines, agenti della CIA, traduttori e contractor sono stati uccisi o feriti nell’immediatezza dell’attacco o sono morti subito dopo durante il viaggio verso l’ospedale o all’interno dell’ospedale stesso; più di 125 persone sono state gravemente ferite e richiedono cure speciali; altre 39 persone hanno riportato ferite minori. Secondo alcune testimonianze, frammenti di corpi carbonizzati e assolutamente irriconoscibili sono sparsi per tutti gli otto isolati della base.

122 membri delle forze armate irakene sono stati uccisi e 90 membri delle stesse, gravemente feriti, sono stati anch’essi evacuati verso l’ospedale militare americano di al-Habbaniyah, sito 70 km. a ovest di Baghdad. Il personale medico di al-Habbaniyah ha inizialmente dichiarato che l’ospedale militare che si trova all’interno della vicina base aerea occupata dagli americani aveva iniziato a ricevere persone morte e ferite. L’ospedale militare di al-Habbaniyah, il più grande dell’Iraq occupato, è stato aperto il 12 maggio di quest’anno in conseguenza del crescente (ma decurtato) numero delle vittime americane.

All’inizio, tre grandi aerei militari da trasporto, con le insegne della Croce Rossa sotto le ali e sulla fusoliera, sono atterrati nella base e le vittime sono state scaricate e inviate all’ospedale della base di al-Habbaniyah. A livello ufficiale, com’era prevedibile, abbiamo rilasciato un fiume di “comunicati ufficiali” in cui si diceva che c’era “solo qualche persona ferita e nessuna vittima”. Altrettanto prevedibilmente i nostri uomini hanno reagito in modo isterico, scagliando selvaggiamente bombe e razzi a casaccio su varie zone di Baghdad, uccidendo 120 civili irakeni e ferendone un numero imprecisato, appiccando incendi che continuavano a divampare il mattino seguente. Secondo voci insistenti, un container di proiettili d’artiglieria, che avrebbe dovuto contenere tra l’altro una specie di gas nervino (da usare contro le roccaforti dei militanti irakeni… le ombre di Hussein!) si sarebbe rivelato fasullo. Si trattava in realtà di semplice gas lacrimogeno, grazie a Dio, o a quest’ora saremmo tutti morti!

Ormai dovrebbe essere ovvio che le cifre relative alle vittime militari in Iraq e Afghanistan sono pesantemente sottostimate. Ad esempio, tre giorni fa c’era qui un giovane ufficiale che ha parlato con molti di noi. E’ assegnato alla base aerea da cui i corpi dei caduti vengono inviati a Dover, nel Maryland. Stando a ciò che ci ha detto, il mese scorso egli ha supervisionato il carico di oltre 170 feretri militari, ma stranamente le cifre ufficiali del Ministero della Difesa riportano solo una frazione di questo numero. Naturalmente egli non è al corrente di nomi, solo di numeri, e magari qualche alto ufficiale o qualche furfante della Halliburton sta inviando droga o fanciulle minorenni negli Stati Uniti nascondendole nei feretri, però quell’uomo non aveva motivo di mentire. Sarà interessante vedere se il sito del Ministero della Difesa pubblicherà il numero dei morti dell’incidente alla Base Falcon. Il tempo ci darà le risposte, ma loro no di certo. [E infatti né i nomi, né il numero esatto delle vittime della Base Falcon sono stati mai pubblicati sul sito del MdD americano, NdT]”

Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/
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21.12.2007

37 Commenti
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marko
marko
23 Dicembre 2007 5:07

Ma quanto bisogna essere grulli per credere che ci possano essere trecento morti militari americani senza che nessuno se ne accorga? E dei 3000 parenti, nessuno fiaterebbe? Suvvia, torniamo a cose serie, lasciamo perdere la propaganda jihadista.

marzian
marzian
23 Dicembre 2007 5:32

Sono d’accordo. L’elenco di nomi riporto dal sito-bufala TBRNews non trova alcun riscontro. Fate qualche ricerca: possibile che quei nomi siano di loro esclusivo dominio? Non esistono famiglie, funerali, commemorazioni, citazioni su qualche giornale locale etc etc?

Alexis
Alexis
23 Dicembre 2007 6:58

Questo articolo è l’ennesima fregnaccia colossale di Freda, arrivare a pensare che il pentagono o addirittura la Halliburton riescano ad insabbiare la morte di 300 soldati Usa e 122 iraqeni è da psicopatici. E poi…mentre i tuoi commilitoni stanno morendo di una morte terribile tu cosa fai? Riprendi il tutto RIDENDO e poi metti il video su youtube?!?! Era semplicemente un deposito di munizioni…ed gli americani si guardano bene da tenere queste santabarbara attaccate alle proprie basi militari viste le stragi del passato.

dadin
dadin
23 Dicembre 2007 7:00

Ti chiedo:
Ma quanto bisogna essere grulli per credere alle stime delle vittime dell’esercito o dei media americani e occidentali?
Tutte le informazioni vere sono tagliate, cancellate o manipolate. Quella gente non vuole farci pensare troppo, solo quel che basta a decidere cosa comprare a Natale
Nonostante questo non dovremmo credere a queste testimonianze?
Stiamo nel serio e diciamocelo….
Chi crede alle versioni “ufficiali” (della guerra in Iraq/Afganistan e dell’11 settembre, eccetera) dei governi è solo un povero ignorante.
E chiamami pure jihadista se ti va. Io e gli altri “non credenti” siamo solo persone consapevoli, libere e informate.

P.S. guardati “Zeitgeist” per comprendere, lo trovi ovunque nel web.

Valdez
Valdez
23 Dicembre 2007 8:00

l’hai vista la botta? allora regolati su quanto bisogna essere grulli.

marko
marko
23 Dicembre 2007 10:41

appunto

marko
marko
23 Dicembre 2007 10:43

Un conto è credere che il governo americano abbia attaccato l’iraq per le armi di distruzione di massa, un conto è credere che possa nascondere la morte di 300 propri soldati. Puoi nascondere i “danni collaterali”, le vittime di Falluja e simili, ma i PROPRI soldati che non tornano a casa vivi, quelli non li puoi nascondere.

marko
marko
23 Dicembre 2007 10:44

Esplosione grande=tanti morti? La fai semplice…

vraie
vraie
23 Dicembre 2007 10:55

possiamo accettare solo buone notizie dai nostri Eroi per la Democrazia!
queste notizie non vogliamo neppure sentirle, ci danno noia
… e la seconda guerra mondiale noi italiani l’abbiamo vinta! chiaro?

Alexis
Alexis
23 Dicembre 2007 11:31

Tagliamo la testa al toro: 1—> http://truthline.files.wordpress.com/2006/10/fob7.jpg 2—> http://proliberty.com/observer/falconphoto.jpg A questi indirizzi potete vedere quella che gli ingenui pensano essere i resti di una base militare…va beh, ognuno ha le proprie convinzioni. Come potrete vedere l’unica cosa visibile in primo piano sono i container del DEPOSITO DI MUNIZIONI! Sullo sfondo, a non più di 200 metri di distanza si può vedere la REALE base militare perfettamente integra.
Anticipo colui che coerentemente con la sua mentalità complottista mi ribatterà:”La foto è del 12 quindi i demoni americani in meno di 48 ore sono riusciti a ripulire un migliaio di metri quadri da resti umani e macerie.”
Visto che “ancora il giorno successivo, il fuoco continuava a divampare” sarebbe stato quantomeno difficile rimuovere quattro centinaia di cadaveri e le macerie con il fuoco e le esplosioni continue…in 12 ore!

P.s. La lettera che chiude l’articolo qui sopra è si riportata da http://www.tbrnews.org tuttavia è stata riciclata da quest’ultimo sito-patacca. In precedenza infatti è stata pubblicata su http://www.jihadunspun.com, sito LEGGERMENTE (ma solo leggermente) di parte e famoso per le cazzate colossali in esso contenute.

Grossi
Grossi
23 Dicembre 2007 12:08

E’ sempre meglio credere che il mondo è come vorreste che fosse piuttosto che vedere la realtà delle cose, meglio pensare che sia fantascienza, penso che sia molto probabile che l’accaduto prospettato sia vero. Fatevi un giro qui: http://www.liveleak.com/view?i=95d_1193174722 http://www.liveleak.com/view?i=d69_1172121413 E guardatevi gli altri filmati, non credo che si siano divertiti con fuochi d’artificio, se fate caso potete notare nel filmato una torretta piegata dallo spostamento d’aria di una o più esplosioni, non lo fai certo con un razzo un lavoro del genere, le esplosioni necessarie per fare un lavoro simile erano troppo forti per essere state generate da un razzo o altre bazzeccole. Quindi l’attacco c’è stato, e la distruzione di materiale esplosivo è stata ingente, l’America ha fatto un’altra figura di mxxxa, che si aggiunge alle perdite catastrofiche delle IED, ho notato che hanno sviluppato una tecnica molto buona per far saltare i mezzi. Aspettano sempre a far saltare la bomba quando il mezzo è in prossimità di un punto di riferimento visivo ben preciso, chissà se i militari americani si sono resi conto che usano i pali della luce o i bordi degli edifici come mirino ? Si preme il pulsante appena la parte iniziale dell’humvee si… Leggi tutto »

Grossi
Grossi
23 Dicembre 2007 12:31

Ah dimenticato, tutti gli elicotteri abbattuti fino ad oggi in Iraq sono caduti per cause non dovute ad attacchi degli “insorgenti”, sia chiaro che sono stati tutti guasti meccanici, avete mai sentito parlare di elicotteri abbattuti ?
Noooo possiamo stare tranquilli !

nello
nello
23 Dicembre 2007 12:36

cmq gli yankee stanno vincendo, si vede perfettamente dal video, inoltre hanno la situazione saldamente in pugno.
sempre così ragazzi! yeh ah! (grido del missisipi)

Alexis
Alexis
23 Dicembre 2007 12:52

Sarà come dici, sta di fatto che il tuo commento non ha la benchè minima attinenza con ciò che riporto nel mio post.

Alexis
Alexis
23 Dicembre 2007 13:28

“E’ sempre meglio credere che il mondo è come vorreste che fosse piuttosto che vedere la realtà delle cose”—>Ho linkato 2 foto proprio per evitare questo futile commento..inutile, quando si parla coi sordi. “Una torretta piegata dallo spostamento d’aria di una o più esplosioni, non lo fai certo con un razzo un lavoro del genere”—>direi che appunto per vedere la “realtà delle cose” non capisco perchè affermi qualcosa solo dal punto di vista probabilistico! La torretta (che è costruita con schifosissimi pezzi prefabbricati) può essere stata danneggiata alla base anche da un colpo di mortaio ed essersi inclinata per questo danneggiamento…come fai a sapere che è stato lo spostamento d’aria? Dal video mica si può capire ciò, perchè nel video non è mostrata la base della torretta. A me la tua opinione probabilistica e non confermata sembra un film di fantascienza.

rectotal
rectotal
23 Dicembre 2007 14:15

Nelle stesse foto che hai indicato si vede un’area rasa al suolo grande più o meno quanto un centro commerciale. 320 morti ci stanno tutti e anche qualcosa di più. Nelle foto le macerie sparse un po’ ovunque si vedono abbastanza bene. Per i resti umani magari ci vorrebbe un ingrandimento. Tanto l’attacco quanto l’esplosione furono trasmessi in diretta da Al Jazeera, quindi direi che non dovrebbero esserci dubbi sul fatto che siano realmente avvenuti. Non so se l’articolo di Green Zone folies sia stato pubblicato prima su tbrnews o su jihadspun. So per certo che l’autore scrive regolarmente (con cadenza più o meno settimanale) su tbrnews e che le cose che dice, oltre che ricche di riscontri, appaiono piuttosto credibili. Finora ha inviato alcune decine di articoli sulla vita nella Green Zone. Se stai sostenendo che è un impostore, dovrai fare qualcosa di più che aprire una diatriba su chi lo ha pubblicato prima. Mi fa poi abbastanza ridere l’affermazione del lettore secondo il quale “sarebbe impossibile tenere nascosta la morte di 300 persone”. Certo che è impossibile. Infatti le famiglie delle vittime sanno bene cos’è successo, come lo sanno benissimo i curatori di tbrnews (che delle vittime hanno… Leggi tutto »

Hassan
Hassan
23 Dicembre 2007 16:26

esplosione grande=su base affollata di soldati=tanti morti

E’ una delle prime regole della guerra: se il tuo nemico riesce a colpirti con efficacia, allora smentisci che il colpo ti abbia fatto danni. Questo per non alzare il morale della Resistenza. Da entrambe le parti usano questo tipo di propaganda, sia nell’esercito USA, sia nei Resistenti, quando qualche comandante viene ucciso e loro smentiscono finchè possono (i Talebani avevano fatto la stessa cosa con la morte di Mullah Dadullah: smentita finchè hanno potuto).

Tra chi fa “propaganda jihadista” e chi fa “propaganda bushista”, in mezzo ci stanno anche persona che guardano ai fatti per quello che sono. Quella era una affollata base militare americana. Colpita con decine di colpi di mortaio che hanno causato grandi esplosioni. Solo un bushista allo stadio terminale può credere che non ci siano stati morti e o che ci siano stati solo due o tre morti.

Hassan
Hassan
23 Dicembre 2007 16:28

E le fregnacce colossali di Alexis dove le mettiamo invece ? 😛
Secondo te i “depositi di munizioni” stanno così, senza alcun militare che le sorvegli ? Ma quanti anni hai, si può sapere ? Vai a leggere il Topolino, che per te è già troppo…

Hassan
Hassan
23 Dicembre 2007 16:30

Rectotal fai attenzione ad usare troppo la logica, Alexis potrebbe spaventarsi ed in preda ad un attacco isterico darti del “islamo-fascio-jihadista” ! :-))

Hassan
Hassan
23 Dicembre 2007 16:32

Gli struzzi continuano a tenere la testa sotto la sabbia… vero Alexis ? :-))

Alexis
Alexis
24 Dicembre 2007 7:32

La discussione si era anche fatta interessante fichè un’idiota ha iniziato a rispondere in maniera sfottente a ogni post. Probabilmente chi di dovere ha chiamato la cavalleria per difendere “l’articolo-farsa”. Per quanto mi riguarda la discussione non la continuo a queste condizioni.

marko
marko
24 Dicembre 2007 8:29

Ti sbagli, non sono mai stato sostenitore di Bush. Semplicemente, penso che non si possano nascondere 300 morti americani.

marko
marko
24 Dicembre 2007 8:35

Cosa dici stupidaggini?

“Four other U.S. helicopters — three military and one civilian — were shot down in Iraq between January 20 and last Friday, raising concerns that insurgents are becoming more proficient at downing the aircraft.”

Tratto nientepopodimenoche dal sito della CNN. Prima di fare affermazioni, vedi di verificarle.

marko
marko
24 Dicembre 2007 8:37

Non prendertela, è così quando ti trovi di fronte a gente che vive di ideologie invece che di dubbi.

rectotal
rectotal
24 Dicembre 2007 8:53

“E poi…mentre i tuoi commilitoni stanno morendo di una morte terribile tu cosa fai? Riprendi il tutto RIDENDO e poi metti il video su youtube?!?!” Veramente i militari americani hanno fatto anche cose molto peggiori (e mi riferisco solo alle loro attività sul web). Fino a non molto tempo fa esisteva un sito gestito dai militari di stanza in Iraq in cui venivano pubblicate le immagini dei corpi macellati di civili irakeni e/o soldati statunitensi (indistintamente) sottotitolate da commentini ironici. A volte queste foto venivano “vendute” ad altri siti in cambio di immagini porno. Poi il sito fu chiuso dalle autorità statunitensi, ma non mi meraviglierei se robaccia simile fosse ancora reperibile in qualche recesso del web. Caro Alexis, se proprio si vuole partire in quarta definendo “fregnaccia” e “farsa” un articolo altrui, occorrerebbe stare almeno molto attenti a: 1) Fare affermazioni fondate su fatti rigorosi, non su ipotesi campate in aria o dogmi senza senso (ad es.: “I militari americani non farebbero mai una cosa simile!”, oppure “Se fossero morte 300 persone lo si verrebbe a sapere!”). Contrapporre a un elenco dettagliato di vittime citate con nome e cognome affermazioni generiche fondate su illazioni campate in aria, non è… Leggi tutto »

paolapisi
paolapisi
24 Dicembre 2007 23:02

Alexis, ti posso confermare che questa patacca sarà già stata smontata 4000 volte. L’elenco dei nomi è di pure fantasia. Ma come diavolo si fa a credere che non solo si possano occultare in una volta sola 300 e rotti morti (come minimo eh, magari erano pure 3000), senza che le famiglie se ne accorgano, ma anche che dopo che tutti i siti fuffa degli USA hanno pubblicato l’elenco dei nomi dei presunti morti, vedendo il nome del prorpio congiunto qualcuno non abbia detto “ma guarda, vuoi vedere che non è vero che mio figlio John è scappato con una ballerina come mi aveva detto il comando militare, ma è morto nell’esplosione?”. E non ci sia voluto andare a fondo. http://www.tbrnews.org è un sito di pura disinformazione, pubblica solo puttanate. Ed è , o era, non è che lo seguo più molto, specializzato nell’inventarsi decine di migliaia di morti USA in Iraq. Nei giorni scorsi è circolata ovunque la notizia che ci sono stati 73,846 morti USA in Iraq nelle due guerre del golfo. Arriva tutti gli anni (con cifre aumentate): http://www.rense.com/general79/since.htm La raffinata metodologia è questa: ogni anno vengono fornite dal governo USA le cifre sulla mortalità dei veterani,… Leggi tutto »

rectotal
rectotal
25 Dicembre 2007 6:35

“La raffinata metodologia è questa: ogni anno vengono fornite dal governo USA le cifre sulla mortalità dei veterani, mortalità dovuta a qualsiasi causa e ovviamente a casa loro negli USA (malattie, incidenti in macchina etc). Ed è scritto con assoluta chiarezza. Questi qua invece dicono che sono i morti occulti della guerra in Iraq” […] Molto interessante. Hai delle prove di ciò che stai dicendo o ti limiti a ripeterlo per sentito dire? Voglio dire, qui nessuno pensa di avere la verità in tasca, ma di fronte a un elenco dettagliato di 300 e passa morti ci si aspetta che le smentite siano altrettanto dettagliate. Scrivi: “Questa patacca sarà già stata smontata 4000 volte”. Posso chiederti dove, come, quando? Ho provato a dare un’occhiata sul web. I siti che contestano l’attendibilità di TBRnews sono quasi tutti del tenore di quello che trovate all’indirizzo http://www.drlaniac.com/articles/view.asp?file=ConspiracyDisinfo.htm Il quale non trova di meglio, per screditare TBRnews, che accusarlo di aver pubblicato materiale “negazionista”, di essere un sito “neonazista” il cui scopo sarebbe quello di ridicolizzare indirettamente la sinistra anti-Bush. So per esperienza personale che quando si ricorre a questi argomenti per screditare il lavoro altrui, di solito è perché si è alla canna… Leggi tutto »

rectotal
rectotal
25 Dicembre 2007 9:11

Qui nessuno vuole prendere per oro colato la lista di vittime presentata da Brian Harring e TBRNews. Trattandosi però di una lista molto precisa e dettagliata, mi aspetterei smentite un po’ più articolate dell’affermazione secondo la quale “sarebbe impossibile tenere nascosta la morte di 320 soldati”. Quest’affermazione è straordinariamente sciocca per i seguenti motivi: 1) Contesta con un dogma campato in aria una lista circostanziata, che presenta nomi, cognomi e gradi militari. Se si vuole dimostrare l’inattendibilità di un documento è opportuno rispondere con un altro documento o con fatti dimostrabili, non con chiacchiere e illazioni. 2) Si fonda sul presupposto (errato) che il Ministero della Difesa americano, quando fornisce alle famiglie dei caduti la notizia della morte di un congiunto, si dilunghi a descrivere nei dettagli il luogo, i motivi e le circostanze della morte. 3) Si fonda sul presupposto (errato) che le famiglie di tutti i militari di stanza in Iraq si conoscano fra loro e si telefonino tutti i giorni. In realtà, la famiglia di un militare dell’Ohio morto in azione, difficilmente verrà a sapere che nella stessa azione è morto anche un militare proveniente, ad es., dal Connecticut, o anche solo da un quartiere vicino. 4)… Leggi tutto »

paolapisi
paolapisi
25 Dicembre 2007 10:47

Avevo postato il commento solo per dare ragione ad Alexis, non per riaprire la polemica, perchè mi rendo conto che se uno crede a una patacca come questa non c’è prova che lo possa smuovere. Oh, l’articolo dice anche che Donald Rumsfeld si è dimesso per la carneficina di Falcon Crest, e che gli USA sono asserragliati nella Zona Verde, senza poter uscire, senza poter reagire, senza più mezzi bellici e assediati dalla resistenza. L’articolo è di un anno fa, e basta vedere gli sviluppi successivi della guerra in Iraq per capire quanto ci abbiano preso. Comunque, per il poco che può servire: 1. patacca sui 73,846 soldati USA morti. Non ci vuole molto a vedere che è un falso: basta controllare il link del sito governativo USA citato. Nel dubbio, questo è un articolo di sul sito di AlexJones, che denuncia e smonta quest’altra balla: http://www.prisonplanet.com/articles/september2007/270907_complete_hoax.htm Di articoli simili ce ne sono a bizzeffe, ma ho scelto quello del sito di Alex Jones proprio perchè mi pare difficile poter accusare Paul Joseph Watson e Alex Jones di anticospirazionismo. Dato che ogni anno viene pubblicato il tasso di mortalità fra i vetarani, ogni anno i buffoni cercano di spacciare il… Leggi tutto »

paolapisi
paolapisi
25 Dicembre 2007 10:51

Scusa, mi sono sbagliata e ho postato la risposta sotto il tuo commento successivo. Nel dubbio, la riposto qua: Avevo postato il commento solo per dare ragione ad Alexis, non per riaprire la polemica, perchè mi rendo conto che se uno crede a una patacca come questa non c’è prova che lo possa smuovere. Oh, l’articolo dice anche che Donald Rumsfeld si è dimesso per la carneficina di Falcon Crest, e che gli USA sono asserragliati nella Zona Verde, senza poter uscire, senza poter reagire, senza più mezzi bellici e assediati dalla resistenza. L’articolo è di un anno fa, e basta vedere gli sviluppi successivi della guerra in Iraq per capire quanto ci abbiano preso. Comunque, per il poco che può servire: 1. patacca sui 73,846 soldati USA morti. Non ci vuole molto a vedere che è un falso: basta controllare il link del sito governativo USA citato. Nel dubbio, questo è un articolo di sul sito di AlexJones, che denuncia e smonta quest’altra balla: http://www.prisonplanet.com/articles/september2007/270907_complete_hoax.htm Di articoli simili ce ne sono a bizzeffe, ma ho scelto quello del sito di Alex Jones proprio perchè mi pare difficile poter accusare Paul Joseph Watson e Alex Jones di anticospirazionismo. Dato che… Leggi tutto »

rectotal
rectotal
25 Dicembre 2007 13:15

Paolapisi: le cose che dici saranno anche vere, ma che diavolo c’entrano con l’argomento di cui stiamo parlando? E’ un vecchio trucco debunker quello di smentire le cose che nessuno ha mai detto (o che sono state dette in recessi di internet noti solo ai debunker a caccia di sciocchezze) per evitare di smentire quelle in esame. Qui nessuno ha mai parlato di 73.000 morti americani, si è solo detto che le cifre fornite dal Ministero della Difesa USA sono di molto inferiori a quelle reali. Lo stesso articolo di Prison Planet che citi, inizia con l’affermazione che “Chiunque, tranne le persone più ingenue, è ormai consapevole che le cifre dei morti e dei feriti in Iraq viene deliberatamente sottostimata”. Lo hai letto, prima di citarlo? Idem dicasi per il video dell’esplosione di cui hai riportato l’indirizzo. Si sa da un secolo che è fasullo, è scritto perfino nei commenti di Youtube che lo accompagnano e nessuno lo ha mai negato. Non è di quel video che stiamo parlando, ma di questo: http://www.liveleak.com/view?i=559f5101fa Questo video è stato ripreso da una telecamera fissa e trasmesso da Al Jazeera la sera stessa dell’attacco. Dici che è falso anche questo? La vedi quella… Leggi tutto »

paolapisi
paolapisi
25 Dicembre 2007 15:15

Allora: 1. come ho scritto sopra, avevo postato qui per errore la risposta al tuo post precedente: tu chiedi “Qui nessuno ha mai parlato di 73.000 morti americani, si è solo detto che le cifre fornite dal Ministero della Difesa USA sono di molto inferiori a quelle reali. “ . Bè, per esempio, tu, nel post a cui rispondevo, scrivevi: “La raffinata metodologia è questa: ogni anno vengono fornite dal governo USA le cifre sulla mortalità dei veterani, mortalità dovuta a qualsiasi causa e ovviamente a casa loro negli USA (malattie, incidenti in macchina etc). Ed è scritto con assoluta chiarezza. Questi qua invece dicono che sono i morti occulti della guerra in Iraq” […] Molto interessante. Hai delle prove di ciò che stai dicendo o ti limiti a ripeterlo per sentito dire”. E così ti ho postato le prove che chiedevi. I pataccari di TBR e affini usano la mortalità globale (per qualsiasi causa e negli USA) dei veterani delle guerre in Iraq per dire che sono i morti in guerra. Sì, ho letto l’articolo di Prison Planet, e ho postato proprio quello per mostrare come perfino i complottisti di Prison Planet davanti alle idiozie estreme alla TBR si… Leggi tutto »

rectotal
rectotal
25 Dicembre 2007 17:28

1. Ripeto: lo hai letto l’articolo di PrisonPlanet prima di citarlo? Non si parla affatto di TBRNews, ma di un altro sito, http://www.halturnershow.com, che ha pubblicato la notizia-patacca. E’ chiaro che la storia dei 73.000 morti è una bufala e non mi risulta che né l’articolo mio, né TBRNews che ne è la fonte, la abbiano mai presa sul serio. Se vuoi screditare TBRNews dovresti contestare affermazioni tratte da TBRNews, non dal primo sito-patacca che trovi in rete. E poi fammi capire: secondo te i nomi pubblicati nella lista di Brian Harring sarebbero tutti ex veterani morti di malattia o d’incidenti d’auto? O magari presi a casaccio dall’elenco del telefono? E se è così, come mai non esiste un solo sito di debunker che abbia pubblicato una così ghiotta e facile smentita? 2. Continui a smentire affermazioni che nessuno ha mai fatto. Chi ha mai parlato di “esplosioni atomiche”? C’è stata un’esplosione, non certo atomica, ma sicuramente poderosa, a giudicare dalle immagini di Al Jazeera. Ci vuole molta buona volontà per pensare che un’esplosione del genere non abbia provocato vittime, soprattutto in presenza delle testimonianze del personale dell’ospedale di Al-Habbaniya, della lista di Harring e delle affermazioni di una fonte… Leggi tutto »

paolapisi
paolapisi
25 Dicembre 2007 19:15

Come volevasi dimostrare. Se qualcuno può credere che le autorità americane abbiano messo a tacere tutti i familiari amici conoscenti vicini di casa di 319 persone il cui nome è stato pubblicato da migliaia di siti e non una delle migliaia di persone che conoscevano questi 319 morti abbia confermato la bufala di TBRNews, allora può davvero credere a tutto. O dobbiamo ritenere che i servizi segreti USA abbiano usato “metodi più drastici” con tutti? E questo, sia ben chiaro, senza prendere la minima misura contro quel gioiello informativo che è TBR news (magari facevano prima a oscurare TBR News, per mettere a tacere il tutto, che a pagare minacciare e uccidere tutti i parenti, amici, conoscenti, vicini di casa dei 319). E senza neppure chiedere al “personale dell’ospedale” di non sciacquarsi la bocca con TBR News, e con TBR News soltanto: già, perchè TBR e Brian Harring non ci spegano affatto come mai il presunto personale ospedalero abbia passato la lista dei presunti morti e feriti a loro, e solo a loro, come li abbiano raggiunti, niente di niente. Gli hanno mandato un’email presso quella di perla di sito, scegliedolo per la acclarata credibilità e autorevolezza? gli hanno telefonato… Leggi tutto »

rectotal
rectotal
27 Dicembre 2007 6:26

Per essere inventati, sono molto precisi e dettagliati, non sono stati smentiti e – quel che più conta – riportano la fonte delle proprie affermazioni. Le tue illazioni non hanno nessuna di queste caratteristiche. Se TBRNews possiede quella lista è solo perché, come sapresti se ogni tanto lo leggessi invece di cercare di screditarlo con dogmi senza fondamento, alcune delle sue fonti lavorano all’interno della Green Zone e hanno accesso a dati riservati. Non è la prima volta che forniscono informazioni su eventi irakeni, poi confermati dai media a debita distanza cronologica. Perciò, come farebbe ogni giornalista serio, continuerò a prendere per buoni i dati pubblicati, in attesa di smentite più articolate. Quanto al chiudere TBRNews, la cosa sarebbe stata doppiamente inutile. Inutile perché una notizia pubblicata su internet rimbalza su centinaia di siti diversi e non basta chiuderne uno soltanto. E inutile perché, per evitare che una notizia diventi di dominio pubblico, è sufficiente tappare la bocca ai media mainstream. Internet conta poco, è seguito ancora da un numero troppo limitato di persone e l’attendibilità delle notizie pubblicate in rete, anche le più precise, è continuamente insidiata dai “debunker”, che contestano ogni documento e ogni fonte dall’alto delle loro… Leggi tutto »

Grossi
Grossi
4 Gennaio 2008 16:27

Non c’è peggior idiota di chi non vuol vedere la verità.

Alexis
Alexis
24 Gennaio 2008 6:54

Buono a sapersi da chi insulta.