Le “varianti,” una campagna terroristica per la vaccinazione COVID-19?

Mike Whitney
unz.com

In un recente articolo da prima pagina, il New York Times ha riferito che la nuova variante mutata del Coronavirus sarebbe più contagiosa o letale del virus originale. Secondo il Times, questa nuova variante potrebbe resistere ai trattamenti convenzionali e costringere le nazioni in lockdown a prolungare l’attesa per la revoca delle restrizioni. Ma, dato che “i casi di Covid su base giornaliera sono diminuiti del 77% da gennaio” e visto che il virus sembra in procinto “di estinguersi,” il pezzo del Times appare particolarmente sospetto. È davvero questa nuova mutazione, chiamata “variante,” così mortale come si dice, o i media stanno evocando un altro demone del Covid per spaventare il pubblico e indurlo a farsi vaccinare? Leggete questo estratto dell’articolo:

Gli scienziati del governo britannico sono sempre più del parere che la variante del coronavirus rilevata per la prima volta in Gran Bretagna sia collegata ad un maggior rischio di morte rispetto ad altri ceppi del virus, una tendenza devastante che evidenzia i gravi rischi e le notevoli incertezze di questa nuova fase della pandemia.

Il mese scorso, gli scienziati avevano riferito che c’era una “possibilità realistica” che la variante non solo fosse più contagiosa, ma anche più letale. Ora, in un nuovo documento affermano che è “probabile” che la variante possa essere collegata ad un aumentato del rischio di ospedalizzazione e di morte….

Le ragioni di questo elevato tasso di mortalità non sono del tutto chiare. Alcune prove suggeriscono che le persone infettate dalla variante potrebbero avere cariche virali più elevati, una caratteristica che renderebbe il virus non solo più contagioso, ma che avrebbe anche la capacità di ridurre l’efficacia di alcuni trattamenti.

Gli scienziati stanno anche cercando di capire quanto importante per l’aumentato rischio di morte possa essere la propensione della variante a diffondersi molto facilmente in ambienti particolari, come le case di riposo, dove risiedono persone già vulnerabili.

Indipendentemente dalla spiegazione, i consulenti scientifici del governo britannico, sabato scorso, hanno ribadito che i nuovi risultati hanno messo a nudo i pericoli che si troverebbero ad affrontare quei Paesi che dovessero allentare le restrizioni durante il diffondersi della variante.” (“Covid-19: U.K.-Based Variant Is Probably More Lethal, Scientists Say”, New York Times)

Non perderei tempo ad analizzare questo breve trafiletto, inviterei piuttosto a riflettere sulla fraseologia iperbolica dell’articolo, usata con la chiara intenzione di terrorizzare i lettori. L’autore non fa alcuno sforzo per sottolineare che ci sono poche prove, o addirittura nessuna, che la cosiddetta “variante” abbia innescato un picco di casi o causato un aumento della mortalità. Invece, dedica l’intero pezzo di 5 paragrafi a spargere terrore su una questione di cui il pubblico non sa quasi nulla. Perché l’autore dovrebbe fare una cosa del genere?

Consideriamo tre possibili ragioni:

1. L’autore crede di svolgere un servizio pubblico informando la popolazione americana su una questione di grave importanza.
2. L’autore sta gettando le basi per il prolungamento delle onerose restrizioni dei lockdown.
3. L’autore vuole spaventare sempre più persone e indurle a farsi vaccinare.

Penso che la risposta più probabile sia la numero 3 e che questo articolo, e le migliaia di altri simili, facciano parte di una campagna di terrore ben finanziata, diretta agli scettici dei vaccini che non hanno alcuna intenzione di farsi vaccinare per un’infezione che colpisce solo una piccola parte della popolazione e che sembra estinguersi di giorno in giorno. Perché una persona ragionevole dovrebbe acconsentire ad una pratica del genere?

Non si può però negare il fatto che la variante venga attualmente usata per alimentare l’isteria da Covid e perpetuare le condizioni repressive che [negli USA] sono state arbitrariamente imposte dai governatori Democratici che agiscono per conto di potenti oligarchi e di affabulatori climatici. Quindi, il modo migliore per affrontare questa situazione è fare un po’ di luce sull’argomento. Quello che ho intenzione di fare è presentare i punti di vista di alcuni rispettati professionisti che non hanno nessun interesse in capitolo ma che sono provvisti di una buona preparazione scientifica. In questo modo, i lettori potranno decidere da soli se l’articolo del Times abbia qualche merito o sia solo un’altra delle balle che rigurgita ogni giorno.

Per prima cosa, guardate questa video intervista con Sunetra Gupta, professoressa di epidemiologia teorica presso il dipartimento di zoologia dell’Università di Oxford, e Wolfson Research Fellow della Royal Society. Ecco cosa ha detto:

Può darsi che alcune di queste varianti siano più trasmissibili, ma la verità è che, all’interno di un sistema in cui si ha molta immunità condivisa, … ciò che si tende ad ottenere è un’esclusione competitiva dove ha successo l’infezione con il più alto tasso di riproduttività. Ciò significa che si potrebbe avere una nuova variante anche con un aumento marginale della trasmissibilità. Ma questo non ha un grande effetto materiale o fa una qualche differenza nel modo in cui trattiamo il virus. In altre parole, l’impennata del virus non può essere attribuita ad una nuova variante….

L’altra domanda è se queste varianti siano più virulente e la verità è che non lo sappiamo, ma è improbabile che lo siano perché i dati non sembrano indicare un’eventualità del genere, nonostante i titoli allarmistici… Gli agenti patogeni tendono ad evolversi verso una minore virulenza…, perché questo massimizza la loro trasmissibilità… È molto più probabile che questi ceppi non siano materialmente così diversi da dover modificare le nostre politiche.” (Sunetra Gupta: Are these new variants more transmissible?” You Tube)

Ripeto: “Gli agenti patogeni tendono ad evolversi verso una minore virulenza.”

Quello che la Gupta vuol dire è che, man mano che il numero di ospiti suscettibili diminuisce, il ceppo che meglio si adatta a questa nuova situazione è quello che dominerà. Questo non significa che diventerà più contagioso o letale, al contrario, come sottolinea la Gupta, queste infezioni tendono ad indebolirsi nel tempo, non a diventare più forti o più letali. Come mai?

Perché il numero di persone in grado di contrarre il Covid si riduce sempre di più. Ricordate, il virus si è già diffuso due volte in tutta la popolazione, il che significa che il pool di potenziali ospiti si è drasticamente ridotto. Quindi, che le nuove varianti siano leggermente diverse o no, il numero di casi, di ricoveri e di morti continuerà a diminuire. Le infezioni non hanno una vita infinita, né la variante è un virus nuovo o inedito. Si tratta di una leggera variazione dell’agente patogeno originale, il che significa che il virus è in via di estinzione.

Notate come questa analisi sia in conflitto con l’allarmismo dell’articolo sul Times. Noi stiamo cercando di spiegare cos’è una variante, mentre il Times utilizza la paura di un patogeno sinistro e invisibile per costringere la gente a comportarsi in un certo modo, in questo caso a farsi vaccinare. La nostra spiegazione è un appello al buonsenso della ragione e del giudizio, quella del Times è una manipolazione delle emozioni più oscure e personali sulla paura e sulla morte. Quale preferite?

Qui c’è di più sull’argomento da un patologo diagnostico, la dottoressa Claire Craig, che fornisce una spiegazione un po’ più tecnica:

La sequenza genica del SARS-CoV-2 ha circa 30.000 caratteri. Anche modificandone alcuni, il virus non cambierebbero di molto la sua forma, se così non fosse [il virus] non funzionerebbe in modo corretto. Diffondere paura per una fuga immunitaria non solo è inutile, ma anche irresponsabile, soprattutto quando non ci sono prove a sostegno di tali affermazioni.” (Claire Craig)

In sostanza, la Craig sta dicendo la stessa cosa che abbiamo detto prima, cioè che piccole mutazioni del virus non avranno alcun effetto sulla reazione immunitaria di persone che avevano già contratto l’infezione. Quindi, l’attuale abbondanza di “varianti” non dovrebbe essere motivo di allarme. Se avete già avuto il Covid o se avete già un’immunità per una precedente esposizione ad infezioni simili, (SARS, per esempio) il nuovo ceppo non dovrebbe essere un problema.

Ecco una spiegazione più lunga, che alcuni lettori potrebbero trovare eccessivamente tecnica e forse noiosa, ma vale la pena leggerla lo stesso per rendersi conto che i media stanno deliberatamente fraintendendo il discorso scientifico allo scopo di terrorizzare il pubblico. Questo è un estratto da un articolo di Michael Yeadon, ex vicepresidente della ricerca sulle allergie e le vie respiratorie di Pfizer. Ecco cosa aveva detto:

La gente è convinta che questo virus stia mutando in modo tale da eludere un’immunità precedente. Questo è completamente infondato, soprattutto per quanto riguarda l’immunità…(che viene) acquisita naturalmente dopo aver superato l’infezione ….

È importante capire che, al momento dell’infezione, il sistema immunitario scompone l’agente infettivo in piccoli pezzi. Ognuno di questi brevi frammenti proteici viene fatto riconoscere alle cellule del sistema immunitario, quasi come in un confronto all’americana. Le cellule [del nostro sistema immunitario] hanno una capacità davvero sorprendente di riconoscere le diverse strutture proteiche e ci saranno cellule che riconosceranno i vari frammenti dell’agente invasore. Le cellule che riconoscono un singolo pezzo sono istruite a moltiplicarsi mantenendo la selettività, in modo che, dopo pochi giorni o un paio di settimane, il nostro corpo conterrà un gran numero di cellule specifiche per quel frammento di virus. Le cellule del sistema immunitario hanno una vasta gamma di funzioni. Alcune producono anticorpi e altre sono programmate per uccidere le cellule infettate dal virus, riconoscibili da particolari marker all’esterno della membrana cellulare, che indicano che quella particolare cellula è già stata invasa.

In quasi tutti i casi,… questo sistema adattativo intelligente è in grado di respingere l’infezione. Soprattutto… questo evento vi lascia con molti e diversi tipi di cellule della “memoria” a lunga durata che, in caso di un nuovo contatto con il virus, elimineranno rapidamente qualsiasi tentativo di reinfezione. Quindi, non verrete più contagiati dallo stesso virus e, dal momento che al virus non è permesso replicarsi, non contribuirete più alla sua trasmissione.”

Mutazioni e varianti.

“Molti virus sono soggetti ad errori quando si replicano nelle vostre cellule. Fanno “errori di battitura,” per cui il virus risultante sarà leggermente diverso dal virus genitore. A volte questi piccoli cambiamenti non hanno alcun effetto per quanto riguarda comportamento del virus. Altre volte, il cambiamento rende il virus incapace di fare qualcosa di importante per la sua stessa sopravvivenza. È possibile che un cambiamento migliori leggermente le sue capacità di sopravvivenza e così, col tempo, nei campioni clinici si ritroverà una percentuale sempre maggiore di questo virus. La sua “direzione di marcia” generale è quella di diventare sempre meno dannoso ma più facile da trasmettere, per arrivare poi ad essere un altro dei 40 virus, circa, che causano quello che tutti noi chiamiamo ‘il comune raffreddore.’

Ciò che generalmente NON accade è che i mutanti diventino più letali per gli ospiti (noi). Ma il punto chiave su cui volevo soffermarmi è l’enorme grandezza del genoma del SARS-COV-2. Ricordo che è costituito da circa 30.000 lettere di codice genetico che, una volta trascritte, formano circa 10.000 aminoacidi combinati in diverse proteine virali. Ora potete vedere che l’entità dei cambiamenti nelle lettere del codice genetico è veramente minuscola in confronto alla totalità. 30 lettere modificate potrebbero essere circa lo 0,1% del codice virale. In altre parole, il 99,9% di quel codice non sarebbe diverso da quello del cosiddetto ceppo Wuhan. Allo stesso modo, i cambiamenti nelle proteine interessate da quelle alterazioni del codice genetico sono praticamente neutralizzati dalla stragrande maggioranza delle sequenze proteiche invariate. Quindi, il vostro sistema immunitario, riconoscendo, come fa, forse parecchie decine di quei pezzettini…. non verrebbe certo ingannato da un paio di piccoli cambiamenti in un minuscolo settore di questi frammenti. No: il vostro sistema immunitario saprebbe immediatamente che questo è un invasore già visto prima, e non avrebbe alcuna difficoltà ad affrontarlo rapidamente e senza darvi sintomi. Quindi, [il fatto che le varianti siano più letali dell’originale] è un’affermazione scientificamente non valida…

… anche se le mutazioni alterassero un paio di questi frammenti, la maggior parte…. del virus mutato sarebbe ancora invariata e verrebbe riconosciuta dal sistema immunitario stimolato da un vaccino o da un sistema immunitario precedentemente infettato dal virus e una risposta pronta e vigorosa vi proteggerà ancora. ..

Devo esortarvi a fare una piccola ricerca per conto vostro per verificare se quello che… il governo vi sta dicendo concorda con la letteratura scientifica pre-2020 e le linee guida ufficiali …. o se non lo fa. Se trovate un’occasione in cui ciò che vi viene detto è l’esatto contrario della scienza e delle linee guida pre-2020, congratulazioni! Avete scoperto che vi stanno ingannando e vi stanno mentendo.” (“Variants, Covid”, Michael Yeadon, My Thread Reader)

Mentre la spiegazione di Yeadon è molto più lunga di quella della dottoressa Craig, le loro opinioni sulla variante sembrano essere identiche. Infine, c’è questo, da un articolo [già tradotto e pubblicato da CDC] di Rosemary Frei, su Off Guardian:

Si scopre che la tanto decantata contagiosità e pericolosità delle varianti si basa, in gran parte, sulle conseguenze, teoriche, di un solo cambiamento [nella struttura proteica virale] che sembrerebbe derivare da una mutazione genica. E, come mostrerò in questo articolo, questa tesi è molto traballante…

I funzionari della sanità pubblica, i politici e i principali media di tutto il mondo hanno concentrato la loro attenzione su queste varianti subito dopo la pubblicazione di tre lavori teorici sulla B.1 .1.7, una variante originaria del Regno Unito. Il primo era stato un briefing tecnico di Public Health England pubblicato il 21 dicembre… il secondo è un documento pubblicato il 23 dicembre da un gruppo di modellazione matematica alla London School of Hygiene and Tropical Medicine e il terzo un manoscritto di modellazione teorica pubblicato il 31 dicembre da un folto gruppo di scienziati britannici.

Secondo questi tre modelli teorici, la prova principale di un legame più forte tra la forma N501Y del nuovo coronavirus e la RBD proviene solo da tre studi scientifici, lavori che descrivono esperimenti eseguiti sui topi o in vitro, non osservando se, di fatto, le varianti siano veramente più contagiose o più letali… Nessuno dei tre documenti è stato controllato per l’accuratezza da osservatori oggettivi, un processo chiamato ‘peer review’. Ciononostante, tutti e tre sono stati considerati scienza infusa da molti scienziati, politici, funzionari della sanità pubblica e dalla stampa.

Gli stessi autori di quel documento concludono che questo risultato dovrebbe essere interpretato con cautela. Poiché è stato sequenziato un numero limitato di campioni con profilo S-negativo [cioè, test che erano positivi per due delle tre porzioni del test PCR ma non per la terza, il tratto di gene S], non abbiamo potuto escludere la presenza di altre mutazioni S associate a questo profilo…. Inoltre non abbiamo potuto determinare se la delezione abbia interessato il primer o altre regioni di legame della sonda, perché le loro coordinate non erano disponibili.

C’è da scommettere che analoghi giochi di prestigio siano presenti dietro la nuova ondata di articoli e di titoli che si concentrano sul cambiamento dell’aminoacido soprannominato E484K… Le dichiarazioni sul terribile pericolo rappresentato dalle nuove varianti non hanno solide basi scientifiche… sembrano essere finalizzate più a spaventare il pubblico per condizionarlo a restrizioni sempre più dure e persistenti, piuttosto che a creare politiche veramente basate sull’evidenza.

Quindi, seguite le regole d’oro. Leggete le fonti scientifiche primarie. Analizzatele e pensate con la vostra testa. Non lasciate che il vostro raziocinio venga spazzato via dai comunicati di paura che arrivano a getto continuo, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.”
(“The shaky science behind the ‘deadly new strains’ of Sars-Cov-2,“ The Off Guardian)

Quindi, l’intera teoria della “variante” si basa su 3 o 4 articoli che non sono stati sottoposti a peer review, non forniscono prove inequivocabili dei loro risultati e non sono stati nemmeno controllati dal punto di vista della correttezza scientifica. Gli autori potrebbero anche aver scritto della fantascienza, eppure i media e gli esperti di salute pubblica ci sbavano sopra e insistono che il pericolo è reale. Ma lo è veramente?

No, non lo è. Questo della variante è solo l’ultimo di una lunga lista trucchi utilizzati per generare paura e perpetuare lo stato di emergenza, in modo da spaventare il pubblico e costringerlo a farsi iniettare un cocktail tossico che altera i geni e che potrebbe avere un impatto drammatico sulla fertilità, sulla longevità e sulla sopravvivenza stessa.

Non fatevi travolgere dall’isteria. Le persone che stanno orchestrando questa elaborata bufala non hanno a cuore il vostro benessere. In effetti, potrebbero anche volervi mandare all’altro mondo prima del tempo.

Mike Whitney

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/mwhitney/is-the-variant-being-used-to-scare-people-into-getting-vaccinated/
23.02.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org