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LE NUOVE ARMI DELLA CINA

DI JOHN CHUCKMAN
DissidentVoice.org

Da qualche tempo a questa parte la Cina ha preso più volte di sorpresa l’America in questioni militari, e sorprese di questo tipo non sono cose con cui l’America si trovi a proprio agio; tra le parti politiche dell’establishment americano, alcune stanno diventando irritabili ed imbarazzate. Non è chiaro quanto di tutto questo sia basato su analisi genuine e quanto sulla paranoica reazione che caratterizza l’atteggiamento americano verso gli arabi sin dall’11 settembre. Ci sono anche indizi di possibili tracce di pregiudizio anti asiatico, che ha una lunga storia in America e nella sua linea politica. La reazione paranoica dell’America a diversi fatti accaduti nel passato – l’ascesa del Giappone, il comunismo, il fondamentalismo islamico – riflette un arrogante atteggiamento imperiale di facile e scontata superiorità che non accetta di buon grado l’intromissione altrui.

Non molti anni fa, quando la Cina fece esplodere una testata termonucleare, che analisi chimiche di campioni atmosferici rivelarono poi molto simile a quanto di meglio l’America avesse in quel momento, cioè alla testata W-88, ci fu una specie di caccia al traditore che ricordava gli anni dell’era McCarthy. L’attenzione si concentrò su di uno scienziato cino-americano in forze al laboratorio di Los Alamos, e il New York Times, indubbiamente spinto dall’FBI, iniziò contro di lui una campagna di subdole allusioni.L’FBI accusò l’uomo di un numero improponibile di cose, una tecnica usata dalla polizia politica per ottenere un qualche patteggiamento, ma la mancanza della benchè minima prova contro di lui fece sì che lo dovettero rilasciare, però con la carriera finita e la reputazione infangata. Sembrava non essere passato per la mente di alcuno che la nuova armata di scienziati e ingegneri cinesi, che si vedevano andare in giro con i migliori computer portatili, proprio come una volta facevano gli uomini d’affari inglesi quando giravano con ombrello e bombetta, avrebbe potuto sviluppare questa nuova tecnologia autonomamente, o perlomeno semi-autonomamente, pur beneficiando di “pezzi” di tecnologie sviluppati da altri, ma di cui sempre ci si avvale nell’evolvere nuovi metodi di lavoro.

La Cina ha messo in orbita un certo numero di satelliti, incluso uno con equipaggio, ed ha un programma spaziale molto ambizioso, che comprende l’atterraggio di uomini sulla luna. Le forze armate americane vedono lo spazio vicino alla terra come la base più importante per la loro futura “proiezione di potere” sul pianeta, con una militarizzazione spaziale molto avanzata, per cui la Cina rappresenta una sfida che ancora non si sente da parte dell’India. Il fracasso fatto dai repubblicani sotto l’amministrazione di Clinton sulla remota possibilità che la Cina avesse contribuito segretamente alle elezioni in America, ci diede sentore delle paure paranoidi che risiedono in certe parti della società americana.

Più di recente, la Cina ha lanciato nello spazio un veicolo destinato alla distruzione di un satellite. Un antiquato satellite meteorologico cinese, in orbita a circa 500 miglia dalla terra, più o meno la stessa orbita occupata da una flotta di satelliti spia o di posizione americani, è stato il bersaglio di quel test, che sembra essersi concluso con successo. Il messaggio era chiaro: la Cina è in grado di distruggere satelliti che in questo momento sono gli occhi dell’America per la guerra. La notizia era particolarmente drammatica perchè arrivava poco dopo che l’America aveva dovuto ammettere che un potente laser cinese, o un qualche altro tipo di raggio di energia diretta dalla terra aveva, qualche tempo prima, travolto un satellite spia americano sopra la Cina, accecandolo temporaneamente.

Il “distruggi satelliti” cinese portò un bel po’ di accuse circa l’aggressività della Cina e la sua militarizzazione dello spazio, ma queste affermazioni sono poco accurate. Sono anni che gli Stati Uniti stanno militarizzando lo spazio, gradualmente e furtivamente. Il programma dello space shuttle, ad esempio, è sempre stato militare, poichè le navette sono molto costose ed inefficaci per un normale programma scientifico, anzi, a volte hanno addirittura ritardato lanci di importanti progetti scientifici.

La flotta americana di satelliti spia e militari, molte delle cui potenzialità restano segrete, è oggigiorno usata attivamente come arma. I paesi amici delle politiche americane hanno molti vantaggi perchè ricevono dati di valore inestimabile, mentre quelli avversari sono lasciati in condizioni sfavorevoli. Questo è stato fatto, per esempio, nel sostegno dell’Iraq nella guerra contro l’Iran e nel sostegno di Israele durante l’assalto al Libano: due esempi che si prestano a provare che l’America usa queste sofisticate tecnologie non per difesa, ma a sostegno di aggressioni che in quel momento fanno i suoi interessi.

Forse la più evidente militarizzazione americana dello spazio è il nuovo programma di missili anti-missile, un programma non solo di ricerca, ma di applicazione di tali armi. Non importa quanto inefficace sia al momento – ha fallito in molti test, e scienziati indipendenti asseriscono che la programmazione al computer per questo sistema sia piuttosto lontana dalle nostre attuali possibilità – ma il fatto che l’America ci stia spendendo nuovi bilioni di dollari contribuisce a rendere apprensivi sia la Cina che la Russia. Quegli stessi scienziati, ed altri esperti, alcuni anni fa avevano segnalato che un nuovo programma da “guerre stellari” avrebbe dato inizio ad un’altra corsa agli armamenti, e non si sbagliavano. I russi hanno annunciato di aver sviluppato una nuova testata che dopo il lancio si muove in modo imprevedibile nel tragitto verso il bersaglio. Potrebbero presto anche servirsi di una versione mobile del loro accuratissimo missile intercontinentale Topple-M.

La risposta della Cina include l’abilità di distruggere satelliti spia necessari come occhi per tale sistema ed un incremento nel numero e nella qualità dei propri missili intercontinentali. Il missile cinese DF-31A è il suo primo a combustibile solido, il che significa che può essere lanciato più velocemente di quelli a combustibile liquido, ed è il primo che può raggiungere qualsiasi parte degli Stati Uniti. Può anche essere utilizzato in versione mobile, e stanno già sviluppandone uno da adattare a sottomarini. E’ da notare che finora il deterrente nucleare della Cina era piuttosto modesto e, per quel che ne sappiamo, consisteva in un paio di dozzine di missili, con qualche riserva riguardo alla possibilità che ne possedesse altri, ma in modo limitato.

La Cina ha usato il suo test anti-satellite per attirare l’attenzione dell’America e portarla ad una negoziazione riguardo al suo nuovo programma di missili anti-missile. Hanno si ottenuto l’attenzione cercata, in quanto c’è stata una reazione molto contrariata a Washington, ma non si sa se ne seguiranno negoziazioni. L’offerta immediata della Cina di rinegoziare un trattato contro la militarizzazione dello spazio è stato ignorato. L’ostinato punto di vista dell’America è che la propria difesa anti-missile è parte integrante del suo complesso piano anti terroristico, un argomento che ha minato non poco la credibilità americana, specialmente alla luce del fatto che essa vuole piazzare questi missili anti-missile proprio negli stati satelliti della ex Unione Sovietica, alle porte della Russia, che lo vede come un progetto di grande antagonismo nei suoi confronti. Si è anche parlato di un progetto americano di piazzare missili anti-missile in Afghanistan, per contrastare i missili balistici intercontinentali della Cina, altra idea provocatoria mirata a creare incertezze in Cina riguardo al senso dei propri deterrenti nucleari.

Un’altra sorpresa militare ad uscire di recente dalla Cina è stata quella di inaugurare il nuovo Jian-10, uno swept-wing fighter. Il progetto di sviluppare tale aereo è stato tenuto segreto, per cui la sua apparizione ha creato molto stupore. E’ più o meno lo stesso tipo di caccia dell’americano F-16, o dell’Eurofighter Typhoon, o del MIG-29 russo, ma le sue possibilità non sono del tutto comprese. Che abbia le stesse prestazioni dei suoi consimili caccia supersonici o meno, l’aereo rappresenta un notevole sforzo tecnico e manufatturiero da parte dei cinesi, il che fa presagire la prossima concorrenza cinese nell’aviazione civile, quando imparerà a competere. L’attuale filosofia militare della Cina di gestire con parsimonia le sue risorse per i soli progetti atti a garantire i suoi maggiori bisogni futuri le ha permesso di competere nel costoso settore di alta tecnologia dell’aviazione, campo ristretto ad un numero limitato di nazioni.

Gli investimenti militari della Cina, come molte altre cose che riguardano quel Paese, sono pesantemente criticati dall’establishment americano. La verità è che, a conti fatti, essi rappresentano una frazione di quanto spendono gli Stati Uniti. E’ comunemente accettato che i dati conosciuti sulla spesa militare della Cina non sono che il 10% di quanto spende l’America, anche se, alcuni sostengono, il bilancio potrebbe essere di un’ulteriore metà di quello, in spese occulte. Forse hanno ragione, ma non si sa quante spese occulte ci siano nei bilanci americani, specialmente di quelli in nero, per cui il fatto indiscusso rimane che l’America spende più della metà del resto del pianeta in armamenti.

Le nuove spese militari della Cina sono largamente dettate da quanto vede come attitudini e comportamenti imperiali da parte dell’America. Ricordiamoci dell’incidente dell’aereo spia americano che volava vicinissimo allo spazio aereo cinese nei primi anni dell’amministrazione Bush e che fu fatto atterrare a forza dai cinesi. Un atto estremamente provocatorio, paragonabile al volo di un U-2 americano sui cieli russi pochi giorni prima di un incontro tra Eisenhower e Khrushchev. Durante la più recente e minore crisi, la nuova amministrazione Bush prese una posizione dura, senza chiedere scusa (un pilota cinese era morto nel tentativo di far atterrare l’aereo spia americano) e pretese l’immediato ritorno dell’aereo e dell’equipaggio. Dopo un po’ Bush cedette, dopo essersi consultato con il suo più esperto padre, adottando un approccio più conciliante, per cui la Cina rilasciò prontamente l’equipaggio, e, dopo averlo smantellato, anche l’aereo spia, che fu riconsegnato in una cassa, gesto che riprendeva un fatto simile accaduto molti anni prima, e che sicuramente aveva fatto ridere molto quelli del Pentagono, quando un pilota sovietico decise di fuggire con uno dei più sofisticati caccia russi in Giappone. Nessuno sa quanto i cinesi abbiano appreso dallo studio dell’equipaggiamento elettronico top secret dell’aereo spia, perchè generalmente le attrezzature più complesse sono fatte esplodere dall’equipaggio in caso di impatto sul terreno o di atterraggio forzato, anche se alcune cose si possono comunque dedurre da un meccanismo demolito, però si sa che spesso questi strumenti non funzionano.

La Cina non ha mai sfidato la leadership mondiale americana, nè mai se lo è prefisso come scopo, ma l’incidente dell’aereo spia è stato interessante per diverse ragioni, prima tra cui che la Cina ha dimostrato la volontà di opporsi al comportamento aggressivo dell’America sul proprio territorio. Se si fosse trattato di sparare, forse la Cina non avrebbe vinto, ma l’opinione pubblica mondiale era a suo favore rispetto all’incosciente comportamento americano.

Pochi americani si rendono conto di quanto questo tipo di comportamento rischioso avesse caratterizzato l’attività dell’America durante la guerra fredda. Negli anni ‘50 i sorvoli di aerei militari americani sull’Unione Sovietica erano abituali; Khrushchev era irritato ed arrabbiato per queste continue scorribande, che, come ebbe ad osservare il presidente Eisenhower stesso, avrebbero provocato una guerra se fossero state fatte dai russi su territorio statunitense. Ci furono anche numerosi confronti con sommergibili nucleari, con diverse abrasioni e collisioni dovute all’avvicinamento di sommergibili americani a quelli russi. Difatti è stato scritto, e ci sono prove fotografiche che lo fanno pensare, che il sofisticato sommergibile nucleare russo, il Kursk, che si inabissò durante i primi test il 12 agosto del 2000 e in cui morirono i 118 uomini dell’equipaggio, fosse affondato per colpa di un siluro lanciato per errore da un comandante americano, la cui nave stava attentamente osservando le manovre del Kursk. Se così è stato, ciò spiegherebbe quello che a molti sembra un trattamento di riguardo che Bush ha adottato verso i russi nonostante la passata storia di belligeranza e le molte differenze politiche.

Questo passaggio è stato tratto dal libro “What’s It All About? The Decline of the American Empire” di John Chuckman, pubblicato da Constable & Robinson Ltd., Londra, e disponibile presso Indigo Books, Canada.

John Chuckman vive in Canada ed è stato capo economista di una grande compagnia petrolifera canadese.

Fonte: http://www.dissidentvoice.org
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26.06.2007

Tradotto per www.comedonchisciotte.org da GIANNI ELLENA

Pubblicato da Das schloss