Le nostre radici non crescono nel cemento

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Quando arriva il fine settimana non posso fare a meno di fare un’immersione nella natura.
Nel verde ritrovo la centratura e la pace ed è normale che sia così: per millenni abbiamo vissuto a stretto contatto con la terra, poi l’urbanizzazione ha alterato questo equilibrio consolidato, generando in tutti noi, chi più chi meno, una condizione di malessere: dolori agli occhi e al collo, insonnia, frustrazione, irritabilità e scatti d’ira, mal di testa, affaticamento mentale, abbattimento. Tutti disturbi che possono, nel tempo, indebolirci.

Le città, infatti, ci offrono protezione e comfort, ma il nostro sistema nervoso non si è del tutto adattato all’ambiente urbano e sente la mancanza di una stimolazione da parte dell’ambiente naturale, quello che ha permesso la sopravvivenza della nostra specie nel tempo.

Per stare meglio, per ritrovare felicità e salute, tutti abbiamo bisogno del contatto con la natura.
Lo sanno bene i giapponesi che praticano fin dall’antichità lo Shinrin-Yoku, ovvero l’arte di camminare nei boschi. In Giappone è comune trovare medici che prescrivono ai pazienti un bel “bagno nella foresta” perché è stato appurato – ormai anche dalle ricerche scientifiche – che passeggiare tra gli alberi è utile per ridurre lo stress, rafforzare il sistema immunitario e ritrovare il buonumore e le energie.
La natura ha il potere di stupire e rilassare, ma anche di abbassare il colesterolo, regolarizzare la pressione sanguigna, decelerare il battito cardiaco e ridurre i livelli di adrenalina, aiutando a prevenire malattie cardiovascolari e tumori.

Il nostro sistema immunitario, infatti, ha la capacità di ENTRARE IN RELAZIONE con le emissioni delle piante, i cosiddetti terpeni, e questi svolgono su di esso un’influenza utile nello stimolare soprattutto alcune sue funzioni specifiche. In particolare aumenta il numero delle cellule killer che rimuovono i virus dall’organismo, impediscono l’insorgere del cancro e combattono il tumore nel caso di una malattia oncologica (secondo studi effettuati su diversi campioni di persone, trascorrere una sola giornata in un bosco fa aumentare in media di circa il 40% queste cellule killer naturali e il numero rimane superiore al normale per circa una settimana, mentre si allunga a un mese circa per una permanenza di 2-3 giorni). Va notato, infine, che queste cellule non solo sono più numerose dopo aver trascorso del tempo nel bosco, ma sono anche più attive.

Non c’è da stupirsi. La natura è la nostra casa, siamo INTERCONNESSI con lei e il nostro cervello rettiliano (la sede degli istinti primari e delle funzioni corporee autonome) e il nostro sistema limbico (correlato alle funzioni fondamentali per la conservazione della specie) lavorano al meglio in un ambiente naturale e selvaggio.

È necessario però respirare profondamente, osservare, sentire, odorare e camminare in consapevolezza per sperimentare davvero i benefici di qualche ora passata nel verde. Ovvero stabilire un contatto con le piante e con la terra attraverso tutti e cinque i sensi.

È una pratica che si può affinare con il tempo.
Basta cominciare a “fare regolari tuffi nella natura”.
E pian piano si potrà riscontrare che si torna con rinnovata energia ai nostri compiti quotidiani.

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VB

 

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