Le colpe delle donne

Il Vangelo come manuale d'amore. Una riflessione per l'otto marzo, ma anche un'ideale lezione per far scoprire ai giovani le Sacre Scritture.

Le colpe delle donne

Di Stefano Vespo

Il gioco perverso tra gelosia e desiderio di possesso, ovvero tra senso del possesso esacerbato dalla provocazione della gelosia, penetra come un veleno nelle relazioni d’amore. Sembra, oggi, essere divenuto il marchio più tipico del rapporto tra uomo e donna. E questo, fin dall’adolescenza, fin dalle prime esperienze vissute tra i banchi di scuola. I temi dei miei allievi e, soprattutto, delle mie allieve, sono un elenco desolante degli effetti di questi due tristi aspetti dell’amore.

Perché il problema, come ho capito nel corso degli anni, si può ricondurre a quei due sentimenti, a quelle due passioni di fondo: la gelosia e il possesso.

A farne le spese, in modo più vistoso e consapevole, sono soprattutto le ragazze; ma anche per i ragazzi, gli effetti negativi, meno vistosi e meno coscienti, non sono però meno gravi.

Così, un giorno, forte di questa presa di coscienza, forte dei miei cinquant’anni e del rispetto dovuto ai capelli brezzolati, avevo deciso, dopo aver letto e corretto i loro temi, gli ennesimi temi nei quali descrivevano il loro rapporto con il proprio corpo, con lo sguardo degli altri, di parlare finalmente del loro modo di vivere l’amore.

Purtroppo, non so dire il perché, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata una storia tratta dal Vangelo: l’episodio dell’adultera. Sarebbe stato un inizio fallimentare, senza dubbio, cominciare un discorso con la figura di Cristo. Contro i nostri adolescenti imperversa un’operazione di sradicamento culturale, messa in opera dai mezzi di informazione e di intrattenimento digitali. Sarebbe partire con il piede sbagliato: per esperienza, so che l’unica cosa che gli è rimasta della nostra cultura, è un anticlericalismo bigotto e senza contenuto; una sorta di condizionamento, efficacissimo per mantenerli sospesi nel vuoto ed evitare qualunque riavvicinamento al passato, alla tradizione, alle radici, appunto.

E poi, tutta la questione si sarebbe avvitata intorno alla solita domanda da tifoseria calcistica: ‘professore, ma lei ci crede...a Dio?’, con la ‘a’, come se Dio fosse un complottista diffusore di fakes su resurrezioni, apocalissi e giudizi finali. Questa domanda avrebbe banalizzato del tutto il significato delle cose.

Ma non riesco a togliere quell’inizio, e quindi non so se pronuncerò mai quella lezione in classe. Un giorno, se avrò il coraggio di farlo, sarà più o meno così.

“Il Vangelo è un testo su cui, penso, chiunque possa riflettere liberamente. Aver affidato ad una casta religiosa il ruolo di interprete unica e assoluta di quel libro ha finito per fare del male alla stessa religione cristiana. Il Vangelo ha un futuro ancora lunghissimo, più lungo delle strutture religiose che sono nate sopra di esso, perché contiene messaggi e principi che ancora oggi appaiono folli: e appaiono folli perché non siamo ancora capaci di comprenderli del tutto. Mentre riflettevo sui vostri temi, e ne digerivo tutto lo sconforto, il dolore, mi è ritornato in mente un episodio del Vangelo. Non so dire il perché, ma in questo periodo è un episodio che mi occupa spesso i pensieri, dandogli però un ordine, devo ammettere, piuttosto che una fissazione. Si tratta dell’episodio dell’adultera. Quante figure femminili ci sono nei Vangeli! Sembrano testi scritti da una sensibilità tutta al femminile: forse li hanno dettati le donne: chi può dirlo! Di ogni episodio del Vangelo possono darsi letture infinite, ognuna delle quali è riduttiva rispetto alla sua natura simbolica. Ma ciò dipende dal fatto che quella parola deve poter valere in ogni contingenza storica. Anche la mia sarà riduttiva, parziale, legata alla contingenza del tempo in cui viviamo. In quell’episodio di cui vi dicevo, c’è una donna, trascinata in piazza per una colpa terribile: l’adulterio, cioè il tradimento. Ecco degli uomini che si preparano ad eseguire una sentenza di morte: hanno un sasso in mano, pronto ad essere scagliato, per ferire, per uccidere. Gesù si trova lì, ad assistere in silenzio. Ma la sua autorità viene subito percepita ed interpellata. ‘É giusto quello che stiamo compiendo?’, gli viene chiesto. La risposta è divenuta proverbiale: ‘chi è senza peccato scagli la prima pietra’. Una risposta lapidaria, è il caso di dirlo, trattandosi di pietre. Parole che rendono del tutto simbolico l’episodio, che spalancano abissi psicologici e temporali veramente vertiginosi. Le pietre, innanzitutto, vengono avvicinate alle colpe degli stessi accusatori: la pietra scagliata da un uomo, il quale è anch’egli colpevole, è una pietra carica delle sue stesse colpe, del suo stesso peccato: è una pietra che ferisce, che uccide, e uccidendo, libera temporaneamente l’uccisore dalla coscienza di avere anche lui una colpa. Cosa stanno scagliando, in realtà, quegli uomini sul corpo di quella donna? É chiaro: si tratta delle loro proprie colpe. Subito viene colta una profonda connessione tra la colpa della donna e la colpa di chi vorrebbe scagliare la pietra. La donna, si rassegna a subire la condanna, pensando di meritarla; gli uomini, si preparano ad eseguirla, pensando così di proiettare fuori di loro qualsiasi responsabilità, di non essere anche loro colpevoli dello stesso peccato della donna. Ma di quale colpa si tratta? É la colpa dell’adulterio, del tradimento. Da cosa nasce un tradimento? Anche questo è risaputo: dal non sentirsi adeguatamente amati. Ecco perché la colpa è di entrambi: dell’uomo e della donna, insieme. Della parte maschile, come di quella femminile.

Con quella frase, Gesù scava tutta la distanza temporale tra noi e lui e ci raggiunge, con una velocità istantanea. Il suo corpo e la sua voce sono presso di noi, adesso.

Quante relazioni d’amore, oggi, vengono vissute all’insegna della relazione tra la donna lapidata e i suoi lapidatori. L’uomo, l’uomo di questo tempo, non non è in grado di amare realmente la donna, perché ne desidera soltanto il corpo; non è in grado di andare oltre un’esigenza mitica di perfezione fisica, sia propria che della donna che possiede. La donna, d’altro canto, condivide lo stesso pregiudizio; ma questo pesa più su di lei, che finisce per sentirsi perennemente inadeguata; perché il corpo, guarda caso, è per sua natura soggetto ad imperfezioni. Una donna, oggi, si sente costantemente messa in questione: non crede, in fondo, di meritare amore, perché soggetta alle imprevedibili imperfezioni del corpo, che non dipendono da lei. Avverte benissimo, con quell’acutezza di cui solo le donne sono capaci, quando lo sguardo dell’uomo che lei ama, ossessionato dalla corrispondenza tra il corpo e i modelli prestabiliti, comincia a sfuggirla. Allora, tenta in tutti i modi di suscitare quel relitto di sentimento che è la gelosia: ‘se mi ama, il mio uomo dev’essere geloso di me: deve accusarmi, rimproverarmi, picchiarmi, se è il caso; ma almeno, così sarò sicura di essere amata’.

La radice vera di questo scadimento è una sola: la mercificazione del corpo. Altro che tempio dell’anima, come voleva San Paolo! In un contesto di mercificazione, l’amore viene anch’esso ridotto alla pura materialità del corpo.

Ritorniamo a quella scena di duemila anni fa. Intorno a Gesù e alla donna sembra che non ci sia rimasto più nessuno: ‘dove sono quelli che ti accusavano?’ chiede Lui; ‘non c’è più nessuno’, risponde lei. ‘Non c’è più nessuna colpa intorno a me’. Quale senso di liberazione profonda deve avere invaso il suo animo, prima costretto dalle catene di una colpa, la quale, prima di essere stata imposta dagli altri, si era imposta da sola. Il cuore riprende a battere, l’anima a respirare. Non c’è più nessuno intorno. Solo lei e quell’uomo, che la guarda come nessuno mai l’aveva guardata. Lo sguardo di un uomo innocente, disarmato, paziente. Di uomo che attende che dal volto di lei, a poco a poco, possa affiorare qualcosa di molto antico, qualcosa che era stato dimenticato, anche da lei, soprattutto da lei.

Gli occhi della donna, lentamente, iniziano a splendere; il suo volto riluce di un sorriso. Non si tratta di lei: non proviene da lei quella effusione di chiarore che le pervade l’espressione. É qualcosa che sta alle sue spalle, in alto. É una grandiosa regione di luce, di cui lei era inconsapevole portatrice. Una luce che per quel breve attimo ha pervaso il suo corpo. Ma è stato lo sguardo di quell’uomo a farla riaffiorare: senza quegli occhi, nemmeno lei l’avrebbe potuta vedere.

Ecco qui, la soluzione ai nostri mali: è così semplice, in fondo. Basta soltanto saper guardare e saper attendere. Ma non la superficie: la profondità. Basta comprendere che ogni donna porta dentro di sé il dono di un amore spirituale oceanico, e che ogni uomo ha il compito di evocarne la bellezza, con il proprio sguardo, rinunciando a qualsiasi difesa, a qualsiasi tentativo di appropriazione. É un processo che va compiuto insieme.

Ma viviamo in un momento in cui la nostra civiltà, dopo aver mercificato con successo il corpo, si avvia a mercificare anche la parte più spirituale dell’uomo: il pensiero. Siamo ancora agli inizi della digitalizzazione e delle scoperte dell’intelligenza artificiale, e il cammino è lungo, ma l’esito sarà quello. Eppure, quella semplice storia di Gesù e l’adultera, piantata lì, proprio nel cuore della nostra storia, ci ricorda qual è la strada che noi dovremmo invece percorrere’.

Di Stefano Vespo

08.03.2025

Stefano Vespo. Poeta e scrittore. Laureato in Filosofia, attualmente insegna lettere al Liceo di Nicosia. Sposato, vive a Sperlinga. Scrive su temi di politica e società su ComeDonChisciotte.


Commenti (28)

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    1. uomospeciale 8 marzo 2025

      Intanto nel solito assoluto e assordante silenzio degli uomini e dei media, si sta sancendo PER LEGGE che la vita degli uomini vale meno di quella delle donne, ( tramite la legge sul femminicidio ) con tanto di condanne aumentate, e di corsia preferenziale nei processi e nei risarcimenti.
      Nessuno tra i pene muniti di camera e senato ha trovato nulla da obbiettare a quella che è la legge più incostituzionale e ingiusta che si sia mai vista.
      Almeno sarà chiaro anche per legge quello che è sempre stato nella vita e nel vivere, e cioè che gli uomini per le donne e per lo stato non sono persone, ma vengono considerati solo carne da cannone e bestiame da sfruttare e basta

    2. ric 8 marzo 2025

      e pensare che il " genere " .si tende a non piu' menzionarlo per le pari opportunità tanto invocate . Dire madre o padre e' diventata una blasfemia , fare distinzione di sesso presto sara' un reato da perseguire. Gia' in certe scuole del nord hanno vestito i maschi da femmine e viceversa per abituarli ai nuovi vangeli moderni...

      ( Trieste, all'asilo i bimbi si scambiano i vestiti per la "parità di genere", ma i genitori insorgono ).
      Vogliono la parita' quando conviene loro ,. e io glie la concederei solo dopo aver visto le donne lavorare in fonderia .nelle strade da asfaltare , e nei cantieri sui tetti delle case.
      Ora il " maschilinicidio " sara' reato minore , trattato come un peccato veniale con tutte le attenuanti possibili ...

      poi mi fanno ridere quanto si lamentano specie le femministe delle violazioni del loro corpo, dove una pacca sulle chiappe diventa violenza sessuale ....vilipendio del immagine femminile....

      ma tutte quelle trasmissioni in tarda serata , dove ogni 5 salti di canale almeno in 3 ci trovi culi in aria , tette al vento , boccacce orripilanti che leccano un microfono , vorreste dire che sono frutto del maschilismo ?
      e pretendete di avere rispetto ? Ma se non avete rispetto voi stesse lasciando liberamente senza mai protestare per simili e penose rappresentazioni di voi stesse ...ma cosa pretendete?

      femministe andata affan.....o !

    3. uomospeciale 8 marzo 2025

      Io ormai per certe cose ho smesso pure di arrabbiarmi
      Se non si arrabbiano gli uomini davanti alle montagne di cadaveri dei loro simili bruciati come spazzatura nelle guerre:
      ( 99% uomini )
      mentre qui ancora si farnetica di patriarcato, discriminazione, e di oppressione delle donne...
      Ormai se uno ha un cervello anche solo vagamente funzionante, non sa manco più che dire...Gli cascano solo le palle per terra e basta.
      Di sicuro io per le donne o per lo stato non mi sacrifico e la pelle non ce la lascio.... Gli altri si accomodino pure.
      In fondo i servi, servono.
      Anzi a 'sto punto proibirei per legge agli uomini qualsiasi carica politica, militare, e giudiziaria.
      Se gli uomini devono arrivare ai vertici solo per leccare i piedi alle donne, e metterlo in çul0 a tutti gli altri uomini, è meglio che stiano a casa unendosi ai sacrificabili.

    4. ric 8 marzo 2025

      sante parole !!

    5. Darkman 8 marzo 2025

      Una delle effettive ingiustizie sociali che subiscono le donne è ad esempio il fatto che per vari tipi di lavoro, a parità di mansione, vengono pagate meno degli uomini. Ma i tanti governi ipocritamente femminoidi non hanno mai aggiustato questo torto e hanno invece fomentato doppiopesismi e destabilizzazioni con propagande isteriche e surreali come il femminicidio. Detto ciò una festa della donna in sé è tanto patetica quanto lo sarebbe una festa del maschio: noi siamo solo l'incarnazione di forze cosmiche che combinandosi in determinati modi possono generare forme di armonia ed equilibrio. Esaltare lo yin denigrando lo yang è demenza (e viceversa). A me piacerebbero le feste se celebrassero la complementarietà e rafforzassero i legami collettivi ma da molto tempo hanno smarrito questa funzione.

    6. ric 8 marzo 2025

      non risulta che a pari mansioni le donne siano meno pagate.
      ma risulta che le donne pur vivendo piu' al lungo vadano in pensione prima degli uomini.

    7. uomospeciale 8 marzo 2025

      Risposta doppia, la cancello

    8. uomospeciale 8 marzo 2025

      Casomai non lo sapessi in Italia è impossibile pagare una donna meno che un uomo
      ( a parità di mansione incarichi e ore di lavoro )
      Chi lo facesse si esporrebbe ad un vertenza sindacale da levargli la pelle, questa è solo una delle tantissime leggende metropolitane messe in giro per spalare letame sugli uomini.
      La verità è che ovunque vengano impiegate le donne se ne guardano bene dal fare straordinari orari notturni lavori faticosi e pericolosi:
      ( e proprio per questo giustamente meglio pagati )
      Quando avevo i dipendenti ho perduto il conto delle donne che mi chiedevano di spostare i turni per non dover lavorare di notte o nei giorni festivi* e il totale di ore lavorate al mese dalle donne era sempre e sottolineo SEMPRE inferiore alla media delle ore lavorate dagli uomini.
      E basterebbe chiedere a qualsiasi imprenditore con un buon numero di dipendenti per sentirsi riferire le stesse identiche esperienze, che non cambiano mai da un settore all'altro.

      *+25% di retribuzione per lavoro notturno dalle 24:00 alle 6:00 e i turni di notte li fanno quasi solo gli uomini e allora che famo? Paghiamo il 25% in più anche le donne con la stessa identica mansione ma che di notte dormono invece di lavorare?
      Ma dico io..
      Dovrebbe pur bastare la logica e l’evidenza dei fatti a chiudere la questione, no?
      Mettiti fuori da un casello autostradale dopo le 10 di sera e conta quante macchine, furgoni o camion ci sono guidati da una donna, e ti renderai conto da solo di quello che sto dicendo.
      Ma ormai la gente è pure capace di uscire alle 2 del pomeriggio in una giornata accecante di luglio con 40 gradi e poi dire che sta nevicando…

      Aveva ragione Goebbels:

      "Ripeti una menzogna 1000 volte, e diventerà la verità"

    9. Darkman 8 marzo 2025

      Bah, secondo l'Inps in media le donne percepiscono uno stipendio il 20% inferiore rispetto ai colleghi uomini. Di mia madre posso dirlo con certezza che fa l'Operatore socio-sanitario e guadagna circa il 10% in meno dei colleghi maschi impiegati nella stessa struttura.

    10. uomospeciale 8 marzo 2025

      L'inps fa questi calcoli basandosi sugli stipendi quindi sulle ore effettivamente lavorate, come ho chiarito anche sopra. Quanto a tua madre posta una sua busta paga e quella di un suo collega assunto a pari mansione, orario di lavoro, anzianità, e ore effettivamente lavorate, e poi ne riparliamo.

    11. BrunoWald 9 marzo 2025

      Le donne, lo stato... Hai ragione. Ma qual'è il ruolo degli uomini, in questa vicenda?

      Definirli "vittime" sarebbe indegno, e poi è un ruolo già appaltato alle donne. Io li definirei pecoroni conformisti.

      Per cominciare, in un paese in cui mia moglie, se mi uccide, riceverebbe una sentenza minore di quella che infliggerebbero a me, io non mi sposo, per principio, o vado da un'altra parte. Ma questo è solo un dettaglio.

      Alla situazione che descrivi siamo arrivati grazie all'ignavia di milioni di zerbini, che per quieto vivere hanno avallato ogni follia e ogni capriccio degli ultimi cinquant'anni. Non è necessario sbraitare, o picchiare i pugni sulla tavola, per essere presi sul serio: basta un "no", sereno ma fermo, quando è necessario.

    12. uomospeciale 9 marzo 2025

      Ruolo?
      Quale ruolo?...Nessun ruolo. Gli uomini su qualsiasi questione che li riguardi direttamente non fiatano, non commentano, non esistono proprio:
      Al massimo gettano la spugna e basta.
      La massima reazione che può avere l'uomo e il maschile in genere alla campagna d'odio che lo vede come bersaglio, da 50 anni e al continuo avvelenamento delle relazioni tra i sessi è quella del disimpegno sistematico.... Insomma di andarsene.
      E infatti se ne stanno andando in massa, sembra che siano ancora qui tra di noi, ma in pratica è come se non ci fossero.
      Una fuga silenziosa ma devastante sia dalle relazioni che dagli obblighi e dai doveri che queste comportano.
      Adottano verso le donne e lo stato, l'atteggiamento di cinismo, distacco, menefreghismo e indifferenza che si riserva a una EX moglie che ti ha fatto più corna di un cesto di lumache*

      Non lavorano, non si impegnano, non difendono, non rischiano, non si sacrificano più per niente e per nessuno tranne che per loro stessi.

      I primi a notare questo atteggiamento negli anni '90 lo chiamavano "sganciamento emotivo"
      Chi era più grezzo e diretto invece lo chiamava:
      "salvati il çul0"😄

      Di questo passo si va completando la società del "divorzio sociale tra i sessi" che avevo teorizzato ancora negli anni '90
      Ossia con uomini e donne sempre più divisi e astiosi, tasso di natalità sempre più ridotto o assente del tutto, utero artificiale, leggi di genere, giustizia di genere, dilagare della pornografia e del sesso virtuale.....E aspettiamoci anche una società con decine di milioni di persone di 40 e passa anni che non sono mai andati a letto con nessuno, come accade già oggi in Giappone..

      *Anzi tenuto conto della percentuale di divorzi è molto probabile che qualsiasi donna che vedi in giro sia proprio l'ex moglie di qualche povero sventurato che magari sta ancora pagando pure da divorziato e a carissimo prezzo, qualche ciulatina che non era manco un granché..

    13. BrunoWald 9 marzo 2025

      "Nessun ruolo. Gli uomini su qualsiasi questione che li riguardi direttamente non fiatano, non commentano, non esistono proprio".

      Ma è proprio questo atteggiamento, questa diserzione, ad aver prodotto la situazione attuale.

      Che poi, ciò riguarda forse un terzo degli uomini, o poco più, oltre la metà essendo invece dei "progressisti" che hanno interiorizzato tutte le panzane del femminismo.

      A livello sociale non si può fare nulla, i poteri che forgiano gli stati d'animo collettivi - tra cui l'odio e la sfiducia tra i sessi - sono troppo forti, ma al livello personale e familiare un uomo degno di questo nome può fare la differenza.

      Al contrario dei tempi di mia nonna, molte donne oggi sono immature, fragili, confuse ed emozionalmente instabili, cosa che celano dietro la classica facciata da "indipendenti ed emancipate". Inconsciamente, cercano un uomo che rappresenti per loro il baricentro di cui hanno bisogno - anche sapendo dire "no", quando ci vuole. Se invece si ritrovano gli zerbini che descrivi anche tu - "si cara, hai ragione cara..." - non mi sorprende che finiscano per farsi scopare da qualcun altro.

      Il discorso sarebbe lungo, ma mi fermo qui.

      Ribadisco: hai ragione su tutta la linea, nella tua analisi, che però non tiene conto di quanto sopra.

      Il divorzio sociale, il disimpegno, comprensibilissimi, fanno il gioco del nemico: conducono infatti al collasso della civiltà e alla nostra estinzione. Quando i selvaggi saranno padroni delle nostre città, ci sveglieremo tutti di soprassalto.

    14. uomospeciale 10 marzo 2025

      CIT:

      " Ma è proprio questo atteggiamento, questa diserzione, ad aver prodotto la situazione attuale "

      Guarda, ti sbagli:
      Singolarmente non si può fare niente con le leggi attuali,che vedono sempre l'uomo e il padre ridotti solo a donatori di seme e bancomat ambulanti -mentre l'intera società e le leggi sono piegate a 90 gradi sulle pretese femminili.

      (Solo l'invasione islamica potrà cambiare le cose con la forza: Quindi a questo punto ben venga)

      Né si può cambiare l'atteggiamento delle masse maschili su certe questioni, perché è proprio una peculiarità tipica del carattere degli uomini agire in questo modo:
      Mi spiego meglio,

      Da quando ci siamo evoluti i maschi della nostra specie sono geneticamente predisposti a difendere le proprie risorse,il proprio territorio e le femmine, (viste come una risorsa) sia dagli altri maschi che da qualsiasi altro "nemico" questa tendenza si è sempre resa evidente nei fatti con milioni di uomini che a qualsiasi livello sia politico che mediatico, sia in guerra che in pace....
      Non fanno altro che tentare di aggiungere continui vantaggi, privilegi e tutele alle donne:
      Proprio per questo motivo tutte le leggi misandriche e antimaschili che ci penalizzano sono state votate da parlamenti composti in gran parte o in tutto da uomini con buona pace del cosiddetto patriarcato,infatti
      se ci fai caso quello degli uomini di potere verso le donne, è il tipico atteggiamento che molti padri riservano ai continui capricci e pianti di una figlia adolescente:
      E cioè, cercano di accontentarla in ogni modo... anche a discapito di qualsiasi concetto di giustizia, equità ed educazione.
      Ma se concedere quello che va pagato da altri costa poco o nulla ai pochi uomini che stanno ai vertici politici economici e legali,
      il risultato è che alla base della piramide per milioni di uomini costretti a vivere nella mErd@ da una società che li discrimina, li copre di obblighi, doveri e aspettative....sfruttandoli e considerandoli sacrificabili o colpevoli di ogni nefandezza, sta diventando letteralmente intollerabile.

      E non potendo arrivare a considerare le donne come veri e propri nemici,

      ( perchè gli uomini hanno sempre avuto una sola reazione e una sola legge contro i nemici:distruggerli )

      L'unica scelta che gli rimane è farsi da parte in massa: a decine di milioni, rifiutandosi di continuare a giocare con regole truccate che li vedono sempre perdenti, e sfruttati da un sistema che li opprime.
      Questa è la risposta MGTOW*:
      e distruggerà ogni cosa,perché ovunque nel mondo sono in aumento continuo gli uomini che si sono seduti a dormire sotto un albero aspettando che vada tutto in malora.
      E non hanno nessuna intenzione di rialzarsi.

      *In Europa e America li chiamano MGTOW, in Cina "gli sdraiati" in Giappone "ritirati" o "erbivori" in India e Africa " rami secchi" ma il risultato non cambia:
      sono centinaia di milioni di uomini giovani e in buona salute, in piena età produttiva e riproduttiva che non si sposano,
      non fanno figli,
      non lavorano, ( o cercano qualsiasi modo possibile per non lavorare )
      non competono,
      non corteggiano,
      non difendono niente e nessuno,
      non costruiscono,
      non producono,
      ecc ecc

      Guardano il mondo rilassati facendo il meno possibile, pescando sdraiati sotto un albero o dormendo fino a mezzogiorno.

      E alla chiamata di qualsiasi dovere,rispondono sempre:
      io non lo faccio, mandateci qualcun altro"
      E alle donne:
      Si ciao, ci sentiamo... Ti chiamo io, eh?...
      hanno perso qualsiasi interesse alla sopravvivenza di questa società:
      Non gliene frega più niente...Di niente.

    15. BrunoWald 11 marzo 2025

      Molto interessante questa cosa dei MGTOW, non ne sapevo quasi nulla. Riguardo ai paesi occidentali non mi sorprende affatto, mentre dubito che sia un fenomeno così diffuso nel sud del mondo... Ma anche in Cina & paesi vicini, dove mi sembra che esistano ancora emormi masse in modo robotico, pronte a obbedire senza discutere.

      Il fenomeno che descrivi è tragico, non per gli individui che hanno scelto quello stile di vita, ma per le sue conseguenze a medio termine. Del resto, si dice che viviamo in "tempi apocalittici", è qualcosa che sentiamo tutti nell'intimo, per cui anche i "rami secchi" non sono fuori posto.

      Probabilmente, quando la civiltà attuale inizierà a crollare, ci sarà ancora in giro un numero sufficiente di giovani maschi che non si sdraieranno affatto, ma al contrario si armeranno e prenderanno con la forza ciò che altri non saranno più in grado di difendere.

      Come è accaduto varie volte nella storia dell'umanità, si creeranno i propri "regni barbarici", con i loro harem e le masse di schiavi che lavoreranno al posto loro. Pare che sia una legge di natura.

      In ogni caso, quel che abbiamo costruito in secoli di sacrifici siamo destinati a perderlo.

    16. BrunoWald 11 marzo 2025

      PS: comprendo il tuo punto di vista, ma non si può giustificare lo sbracamento totale del sesso maschile degli ultimi cinquant'anni. Se uno non è capace di farsi rispettare da moglie e figli, qualche problema ce l'ha, e pure grosso: non ci si può nascondere dietro alle leggi.

      Anzitutto bisogna saper scegliere: persone sane le trovi anche fra le donne. Oppure restare scapoli, scelta più che degna. Ma cedere su tutta la linea non ha nulla a che vedere con la predisposizione genetica a proteggere donne e bambini: significa, semplicemente, essere senza carattere.

    1. Giudice Holden 8 marzo 2025

      Pare che in realtà uno dei lapidatori avesse commentato: "Vabbè, facile parlare così, però avrei voluto vedere che avresti fatto se fosse stata tua moglie..." Ma opportunamente la frase è stata omessa dal testo.

      A parte gli scherzi, comunque il brano citato non faceva parte del Vangelo di Giovanni, è stato aggiunto secoli dopo.

    1. Nonso 8 marzo 2025

      Datemi un punto di appoggio e solleverò una donna.

      Nonso

    2. Nonso 8 marzo 2025

      Parafrasi: se mi date una donna, le faccio la festa.

    3. Nonso 8 marzo 2025

      Fammi la grazia e perdona i miei errori, io correrò subito* da te, te lo giuro.
      *Dopo gli allacci di luce e gas, grazie.

    4. ric 9 marzo 2025

      ti prendo in parola ....provaci !

      https://ae01.alicdn.com/kf/Sb91be1cc5ae943ab83b544e6297dec8eN.jpg?width=1000&height=1000&hash=2000

    5. Nonso 13 marzo 2025

      Ric sei ione positivo o negativo?

    1. gix 8 marzo 2025

      Se non ricordo male, la donna ha il potere (solo teorico?) di dare la vita, o almeno così è stato fino ad ora. Quindi, sempre in teoria, nessuno può obbligarla a procreare, se non vuole o non ne ha l'aspirazione. Qualunque dibattito, anche basato sui vangeli, non dovrebbe perdere di vista questo modesto particolare.

    2. BrunoWald 8 marzo 2025

      E quindi, sempre in teoria, se per caso decide invece di non abortire, nessuno può obbligare l'uomo a mantenerne i figli, se non vuole o non ne ha l'aspirazione.

      Mi sembra equo, no?

      PS: né l'uomo né la donna hanno alcun "potere" sulla Vita, ne sono solo i meri veicoli, strumenti di una forza immensamente più grande di loro.

      Almeno, così è stato fino ad ora: transumanesimo ed uteri artificiali ci renderanno tutti obsoleti e rottamabili. Sai come si dice: tra i due litiganti, il terzo gode...

    3. gix 9 marzo 2025

      Nulla da obiettare su questo, ma a me interessa soprattutto, più che altro per curiosità, sapere quale potrebbe essere il ruolo della donna nella questione della sopravvivenza o meno della specie. Non c'è dubbio che l'uomo e la donna, presi singolarmente, non hanno alcun potere sulla Vita, soprattutto se qualcuno dall'alto ha idee imperscutabili sul futuro e sulla sopravvivenza della nostra specie. Ma è anche vero che le colpe delle donne (e degli uomini ovviamente) possono ricadere sui figli, soprattutto quelli che non dovessero nascere per idee e sviluppi culturali contrari alla procreazione.

    4. BrunoWald 9 marzo 2025

      Hai colto l'essenza del problema. Qualcuno dall'alto ha messo in atto una gigantesca operazione di ingegneria sociale, per arrivare precisamente alla situazione attuale: uomini e donne che non servono alla vita, letteralmente, dei mangiatori inutili, come dicono gli "amici" del WEF.

      Senza dubbio le colpe delle ultime due o tre generazioni ricadranno sui figli, nel senso che questi non ci saranno proprio, e spariremo ingloriosamente. Salvo miracoli.

    1. danone 8 marzo 2025

      Il Vangelo secondo Vespo.
      Avrei qualche critica da fare all'autore, ma riflettendoci attentamente mi accontento, perchè visti i tempi, va già di lusso leggere l'interpretazione di Vespo.
      Ai più fanno bere tutte le sere l'interpretazione del Vangelo secondo Vespa e non ti sto a dire cosa ti succede se ti infili di là, perchè ce l'hai davanti e attorno tutti i giorni.

    1. afrin 8 marzo 2025

      Se si tratta di Von der PfiBom, datemi due pietre...

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