LE CASSANDRE DEL CLIMA

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI PAUL KRUGMAN
The New York Times

Sempre più spesso provo un senso di disperazione quando penso al destino del pianeta. Se state seguendo gli studi sul clima, sapete che cosa intendo dire: la sensazione che stiamo andando verso la catastrofe, ma nessuno vuole né sentirne parlare né fare qualche cosa per evitarlo.

E il punto è questo: non sto usando un’iperbole. Gli spaventosi avvertimenti di questi giorni, non sono allucinazioni di pazzi deliranti. E’ ciò che emerge dalla più ampia analisi dei modelli climatici, prevista dai principali ricercatori. La prognosi per il pianeta è peggiorata
sempre più già nel corso degli ultimi pochi anni.

Che cosa induce a questo nuovo pessimismo? In parte è il fatto che alcuni dei mutamenti annunciati, come la riduzione dei ghiacci del mare Artico, si stanno verificando molto più velocemente del previsto. E in parte è la crescente evidenza che, le reazioni a catena che amplificano gli effetti provocati dalle emissioni dei gas serra, sono più forti di quanto stabilito in precedenza. Per esempio da molto tempo si è capito che il surriscaldamento terrestre provocherà il disgelo della tundra e questo porterà all’emissione di diossido di carbonio il quale causerà un ulteriore riscaldamento, ma le nuove ricerche dimostrano che nei ghiacci permanenti è racchiusa una quantità di diossido di carbonio di gran lunga superiore a quella che si era immaginata, e ciò significa un impatto sul clima di gran lunga più grande.

Il risultato di tutto ciò è che gli scienziati che studiano il clima, in massa, sono diventati delle Cassandre, dotate di capacità di profetizzare disastri futuri, ma afflitte dall’impossibilità di fare in modo che qualcuno creda loro.

E non stiamo neanche parlando di disastri che avverranno in un lontano futuro. L’effettivo grande rialzo globale della temperatura terrestre, probabilmente non dovrebbe verificarsi sino alla seconda metà del presente secolo, ma assisteremo ad una enorme quantità di danni molto prima di allora.


Ad esempio, la rivista Science, nel 2007, titolava “Proiezione di un imminente cambiamento del clima con incremento dell’aridità nel Sudovest dell’America” – sì, “imminente” – e riportava “c’è un andamento generale che conferma” che la permanente siccità sta portando a condizioni di progressiva desertificazione, “che diventeranno il nuovo clima del Sudovest dell’America nell’arco di pochi anni o di una decennio”.

Perciò se vivete in quella zona, come Los Angeles, e amate quelle fotografie della scorsa settimana che mostrano cieli rossi e tempeste di sabbia a Sydney, in Australia, non avete bisogno di viaggiare. Tutto questo arriverà da voi in un futuro non molto distante.

A questo punto mi è fatto obbligo di negare che non c'è un singolo evento climatico che si possa attribuire al riscaldamento globale. In ogni caso il fatto è che i cambiamenti climatici provocheranno cose come tempeste di sabbia sempre più frequenti in Australia.

Allora, se vogliamo essere razionali, il crescente disastro climatico dovrebbe essere il nostro problema prioritario a tutti i livelli. Ma è ben chiaro che non lo è. Perché?

In parte la risposta è che è difficile mantenere l’attenzione della gente focalizzata sul problema. Benchè il dato fluttui, i Newyorkesi possono ricordare l’ondata di caldo che fece salire i termometri sopra i 30 gradi in Aprile, e anche a livello globale questo è sufficiente, anno per anno, a provocare un aumento della media della temperatura. Risultato: ogni anno che registra un caldo record, di solito è seguito da un certo numero di anni più freddi. Secondo l’Ufficio meteorologico Britannico, il 1998 è stato di gran lunga l’anno più caldo in assoluto, tuttavia la NASA – che ha senz’altro dati migliori - dice che l’anno più caldo è stato il 2005. E tutto questo porta a una troppo facile conclusione che il peggio sia passato.

Ma la principale ragione per cui noi ignoriamo i cambiamenti climatici è che Al Gore aveva ragione: questa verità è troppo difficile da digerire. Rispondere ai cambiamenti climatici con la determinazione che il problema richiede, non implicherebbe, contrariamente alla leggenda, la devastazione dell’intera economia. Ma rivoluzionerebbe il panorama economico, andando contro alcuni potentissimi e cementati interessi acquisiti anche se questo creerebbe nuove opportunità economiche.
E le industrie del passato oggi hanno armi ed esponenti ben piazzati; le nuove industrie del futuro no.

Non si tratta solo di interessi acquisiti. Si tratta anche di idee ormai ben fissate. Per tre decadi l’ideologia politica dominante in America ha esaltato l’impresa privata e ha denigrato il governo, ma il cambiamento climatico è un problema che può essere trattato soltanto da azioni di governo.
Piuttosto che accettare i limiti della loro filosofia, molti hanno deciso di negare che il problema esista. Ed eccoci qui, con la più grande sfida che il genere umano sia mai stato costretto ad affrontare, nel migliore dei casi messa nel cassetto come un possibile argomento politico. Tuttavia non sto dicendo che l’amministrazione Obama abbia sbagliato a porre la sanità al primo posto. Era indispensabile dimostrare agli elettori un traguardo raggiungibile prima del prossimo Novembre. Ma le leggi per il cambiamento climatico sarebbe meglio che fossero il prossimo punto.

E, come ho puntualizzato negli ultimi paragrafi, possiamo farlo. Anche se gli esperti del clima hanno ricevuto consensi dicendo che la minaccia è peggiore del previsto, gli economisti esperti stanno acquisendo favore perché affermano che il controllo delle emissioni nocive è meno costoso di quanto si temesse.

Allora, adesso è il momento di agire. Ok, a rigor di termini, il tempo è scaduto. Ma meglio tardi che mai.


Titolo originale: "Cassandras of Climate"


Fonte: http://www.nytimes.com

Link

27.09.2009


Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PAOLA BOZZINI

Commenti (52)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. nomorelie 4 ottobre 2009

      concordo ma che bisogno c'è di risvegliare le coscienze con la menzogna?

      non facevano prima a dircela giusta dall'inizio?
      il "riscaldamento globale provocato dall'uomo" è funzionale ai soliti noti per spennarci fino all'osso.

      sia nel portafolgio che nelle emozioni e sicurezze.

    1. io 3 ottobre 2009

      Eschilo, le scie chimiche non sono la soluzione che ci salvera'...anzi fanno proprio parte del gioco.Hanno lo scopo di manipolare il clima in modo tale da creare emergenze (siccita', insufficiente irradiazione solare... insomma tutto cio' che possa danneggiare raccolti ed ecosistema).
      Io le vedo ogni giorno, loro e gli aerei.Osservo con attenzione e comincio a capirci qualcosa...

    1. Matt-e-Tatty 3 ottobre 2009

      Al di là degli effetti climatici umani, gli idocarburi han già fatto abbastanza danni... fonti energetiche che non richiedono carbone, petrolio, centrali a fissione, torri eoliche ecc ci sono.... solo che la mia farmacista non mi ha ancora procurato il palladio e l'acqua pesante che gli ho chiesto... dice che è sprovvista e non ce n'è nei magazzini... non è che a qualcuno ne avanza un pò in cantina? Mi seve una fonte energetica per il mio rifugio antiatomico antibyotech antiesperimentoclimatico antiglaciazioneriscaldamentonaturale insomma... antimatto... coltiverei così i miei pomodori indoor in attesa che i pazzi furiosi finiscano di scannarsi e finalmente si possa vivere in modo normale... sempre che non si aprano i fusti proprio quando si saranno finalmente levati tutti dai ...MAglioni... (dico così a mia figlia quando mi scappa una parolaccia e lei si mette a ripeterla...).

    1. microcosmo 3 ottobre 2009

      Ti ringrazio per aver sviluppato in modo più esauriente la questione. Poi volevo precisare:
      La mia critica non è che "chi critica le teorie del Global warming causato da emissioni di CO2 ignora i problemi del mondo". Mi era però filtrata dai commenti precedenti la sensazione che: siccome la teoria della CO2 e global warming è una fuffa, vogliono spaventarci con delle cose non vere.
      Personalmente penso che l'aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera può sicuramente essere considerato un sintomo o almeno un campanello d'allarme che, essendo cavalcato dalla informazione ufficiale può essere un ottimo pretesto per sensibilizzare le persone ad una coscienza ambientale. Cerchiamo di prendere il buono del messaggio e svilupparlo con le dovute precauzioni tenendo presenti i concetti che hai così ben esposto nel tuo commento. E' giusto porre dei dubbi ma non concordo nel buttare tutto nel cestino, dicendo che vogliono solo metterci paura o specularci. Il rischio è di gettare dubbi sulla neonata coscienza collettiva del disagio ambientale del pianeta.

    1. Zret 2 ottobre 2009

      Nella foto si vedono anche delle scie tossiche, la causa principale di TUTTI i disastri ambientali e non solo.

      Vedi www.tankerenemy.com

    1. Stevin 2 ottobre 2009

      Stento a credere ciò che leggo.

      Paul Krugman qualche settimana fa ha scritto un articolo epocale in cui sputtanava gli economisti che si raccontano le favole a cui credono solo loro.

      E adesso si fa prendere in braccio da chi racconta la favola del riscaldamento globale per lanciare la più grande bolla speculativa di tutti i tempi?

      Ma chi è, Dr. Jeckyll e Mr. Hide?

    1. Stevin 2 ottobre 2009

      Più che il sarcasmo aiuterebbe il buon senso e la diversificazione dele fonti di informazione.

    1. Galileo 2 ottobre 2009

      Si! In effetti è un diabolico geniale.

    1. nuovobiopresto 2 ottobre 2009

      E diabolico.

    1. Tonguessy 2 ottobre 2009

      ERRATO! Ce lo stanno mettendo nel q.

      La legge del Menga la conosci? E quella del Volga?

    1. Galileo 2 ottobre 2009

      Insomma, tutto quello che devo fare per sopravvivere in mare è: 1) Non cadere in una bolla di metano 2) Quando mi tuffo evitare il fustino dei veleni della Montsanto 3) Assicurarmi che sia una giornata soleggiata 4) Evitare le meduse…

    1. Galileo 2 ottobre 2009

      Sei geniale.

    1. Galileo 2 ottobre 2009

      Vamos Tonguessy, se “vic” mi dice che non morirò per colpa del CO2, di qualcosa devo pur morire, un tuffo nel fustino Dixan di turno e mi darò una “capocciata” che ci rimango, no!...o comparirà un mostro verde gelatinoso che mi sputa in faccia?!

    1. vic 2 ottobre 2009

      Siamo all'ombra di un tasso. Con noi c'e' un famoso Stratega Fiscale Governativo. Il suo lavoro consiste nell'ecogitare le tasse del futuro.

      V: Buongiorno signor stratega. Ci racconti delle sue preoccupazioni, dei suoi successi e dei suoi sogni.
      SFG: Buongiorno a tutti. Noi strateghi del futuro amiamo stare all'ombra. Sono felice di trovarmi in questo meraviglioso posto ombreggiato. Dapprima le racconto delle nostre preoccupazioni.
      V: Va bene.
      SFG: Siamo molto preoccupati che finisca il petrolio.
      V: Tutti ci facciamo un pensiero. Dovremo cambiare abitudini, mi sa.
      SFG: Noi siamo preoccupati perche' niente petrolio, niente tasse sulla benzina!
      V: Accidenti. Noi cittadini risparmieremmo un bel po'. Mi piace l'idea del niente tasse. Al limite rinuncio al petrolio.
      SFG: Eh eh, noi siamo molto furbi. Stiamo escogitando le tasse del futuro. Abbiamo imparato la lezione. Bisogna tassare attivita' che fanno tutti, che sono obbligati a fare, che faranno per tutta la vita. Bisogna tassare beni eterni, cioe' che non si esauriscono mai.
      V: Scopro in lei un filosofo della fiscalita'. Mi spieghi meglio.
      SFG: Tassare il petrolio fu un grandissimo errore. Stiamo dando indicazioni chiare ai nostri governanti affinche' tassino beni che non spariscono, anzi che aumentano nel tempo.
      V: Perbacco. In lei giace un genio incompreso.
      SFG: Prenda il CO2. Due piccioni con un fava.
      V: ?
      SFG: Il CO2 tende ad aumentare. Non si esaurira' mai. Tasse garantite per sempre! Entrate fiscali in perpetuo aumento. Non e' geniale la tassa sul CO2?
      V: Insomma.
      SFG: Le diro' di piu'. All'interno dei nostri uffici la chiamiamo tassa sulla respirazione. Ma gli esperti di marketing governativo ci hanno consigliati di scegliere per il pubblico un nome piu' breve, una sigla, come CO2.
      V: H2O, CO2, O2, O3, un due tre. C'e' un certo ritmo, lo riconosco.
      SFG: Poi vede, nessuno si esime dal respirare. Nessuno puo' evadere la tassa sul respiro, ops sul CO2. Se per caso una volta nella vita decide di smettere di respirare, noi siam li' a misurare il CO2 dovuto alla decomposizione e lo tassiamo pure dopo morto!
      V: Brrrrrr. Ci parli dei suoi progetti futuri, non mi piacciono i discorsi lugubri.
      SFG: Oh, sono molto entusiasta. Abbiamo sguinzagliato degli addetti un po' ovunque.
      V: !
      SFG: Si', ne sono fiero. E' un'idea formidabile, certo ancora da perfezionare: misurare i passi!
      V: ?
      SFG: Per ora stiamo stimando i passi percorsi. I nostri addetti spargono in giro per la penisola una speciale polverina proprio per quello.
      V: Oddio, non mi dica che sta escogitando...
      SFG: La tassa sul passo! Non dipende dal petrolio, mio caro!
      V: Lei mi sconcerta. C'e' altro?
      SFG: A dire il vero vorremmo completare la tassa sul passo con una agevole tassa sul sedere. Cosi' becchiamo anche quelli che non camminano.
      V: Sicuro che non ci sono problemi d'applicazione?
      SFG: A dire il vero c'e' qualche problema a tassare i passi fatti all'estero e le sedute all'estero. Ma ci stiamo lavorando alacremente. Disponiamo di ottimi giovani collaboratori pieni di fantasia.
      V: Accidenti. lei mi fa' rimpiangere i bei tempi puzzolenti del petrolio.
      SFG: Coraggio, si faccia coraggio.
      V: Vuole un te'? Glielo offro volentieri.

      I due si sorbono un buon te' rinfrescante al tasso barbasso.
      Dalla sua tana ci saluta con la zampina quel simpatico animaletto noto come tasso.
      E' l'unico che si entusiasma a sentir parlare di giovani tasse.

    1. Eschilo 2 ottobre 2009

      Ma stanno già facendo qualcosa: il fenomeno noto come "SCIE CHIMICHE" probabilmente non è altro che un estremo tentativo di raffreddare il pianeta terra. Ma è la soluzione migliore?
      La tecnica è la stessa usata dalle case farmaceutiche: se una persona si ammala per via dell'alimentazione errata, non si cerca di correggere l'alimentazione ma si cerca di dare una nuova medicina. Allo stesso modo, invece di sospendere le cause inquinanti, si cerca iniettare nell'atmosfera nuove sostanze (nocive per l'uomo???)... la catastrofe sembra inevitabile.

    1. Paxtibi 2 ottobre 2009

      Perché non si parla di inquinamento delle falde acquifere? Delle polveri sottili? Delle radiazioni? Dei veleni petrolchimici? E si nasconde tutto ciò dietro la retorica catastrofista? A cosa serve?

      Perché quelli sono problemi veri ma prettamente locali, i cui responsabili potrebbero essere facilmente identificati.

      Il Global Warming è invece un "problema globale," ottimo come scusa per introdurre una tassa mondiale indiscriminata, che sarebbe praticamente la prima pietra nella costruzione del governo mondiale.

      Ed è quindi normale se l'utile idiota Krugman si presta da bravo zerbino alla diffusione della propaganda dei suoi sponsor.

    1. Jack-Ben 2 ottobre 2009

      se fossi in te starei attento alla seconda opzione.... cerca di non far finire la festa

    1. glomer 2 ottobre 2009

      ce lo stanno mettettendo nel c...!!! purtroppo!!!
      :-(((

    1. glomer 2 ottobre 2009

      Su questo non ci sono dubbi... ;-)

    1. francesco67 2 ottobre 2009

      Se devo attenermi a cio che vedo pare che le scie chimiche piu che spostarsi si dissolvano su stesse cadendo in verticale. Pare che la loro composizione sia ben piu pesante di quella dell'aria. Diciamo che escluderei che vadano in Israele o Russia. In tutti i modo non ho le conoscenze per poterlo determinare.

Visualizzati 20 di 52 commenti approvati.