Di Alireza Niknam
Il 28 febbraio 2026, in concomitanza con le prime ore di un attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, un missile di precisione ha colpito la scuola elementare femminile «Shajareh Tayyibeh» nella città di Minab.
Secondo quanto riferito, sono stati uccisi oltre 160 studenti (molti dei quali ragazze) e membri del personale scolastico, mentre altre decine di persone sono rimaste ferite.
Gli osservatori delle organizzazioni internazionali per i diritti umani e le istituzioni internazionali hanno condannato l'attacco definendolo una “grave violazione dell'immunità delle scuole” e un crimine di guerra.
Le Nazioni Unite, l'UNESCO e l'UNICEF hanno invitato tutte le parti coinvolte a condurre un'indagine rapida e trasparente sull'incidente. Gli Stati Uniti e Israele non hanno ancora rivendicato la responsabilità dell'attacco, ma analisi indipendenti (che esaminano filmati e immagini satellitari) indicano che il missile utilizzato era un Tomahawk statunitense e che Israele non era presente nella regione in quel momento.
Descrizione dell'incidente
Sabato 28 febbraio 2026, alle 10:45 ora locale, a seguito di intensi scontri aerei tra Stati Uniti/Israele e l'Iran, è stato lanciato un missile contro la scuola elementare femminile “Shajareh Tayyibeh”. Esperti locali hanno riferito che inizialmente una bomba è caduta vicino alla scuola, spingendo gli insegnanti a spostare le studentesse nella sala di preghiera.
Tuttavia, poco dopo, una seconda bomba ha colpito esattamente il luogo dove erano riuniti, uccidendo la maggior parte di coloro che avevano trovato rifugio. Secondo i dati ufficiali del Ministero della Salute iraniano, in questo attacco sono state uccise tra le 165 e le 182 persone. Questo attacco è avvenuto la mattina del primo giorno del conflitto su vasta scala. Le immagini trasmesse dai media nazionali hanno mostrato funerali di massa per i bambini a Minab, con le famiglie in lutto e la popolazione che si riversava nelle strade.
Prove e documentazione
Diverse fonti indipendenti hanno confermato le prove dell'attacco alla scuola. Il team di investigazione digitale di HRW e altri analisti di sicurezza hanno esaminato oltre 14 video pubblicati sui social media e provenienti da satelliti privati. Queste prove indicano che l'edificio scolastico è stato colpito da missili teleguidati e che sono state distrutte anche diverse strutture vicine. Le immagini satellitari post-attacco diffuse da Planet Labs mostrano il tetto della scuola e altri edifici crollati, con fumo nero che si alza dal sito.
Gli esperti militari che hanno analizzato un video dell'attacco missilistico lo hanno identificato come un missile da crociera Tomahawk, che solo gli Stati Uniti possiedono in quella regione. Secondo un rapporto di Amnesty International, testimoni oculari, tra cui un medico della Mezzaluna Rossa, hanno dichiarato che anche dopo il primo attacco gli insegnanti hanno cercato di mettere al sicuro le studentesse, ma il secondo attacco ha vanificato tutte le misure di protezione.
L'Iran afferma che una scuola femminile è stata colpita da un attacco aereo mortale. Ecco cosa sappiamo. - CBS News
Immagine satellitare prima e dopo l'attacco alla scuola femminile “Shajareh Tayyibeh” a Minab: l'immagine post-attacco (a destra) mostra la completa distruzione dell'edificio scolastico e del muro di cinta circostante da parte di missili a guida di precisione.
Reazioni
Azioni degli organismi internazionali: I funzionari delle Nazioni Unite per i diritti umani, l'UNESCO e l'UNICEF hanno condannato con forza l'attacco alla scuola. L'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha riferito che l'incidente è “profondamente preoccupante” e ha sottolineato la necessità di un'indagine immediata e indipendente. L'UNESCO ha osservato che “l'uccisione di studenti in un luogo di istruzione” costituisce una chiara violazione delle norme internazionali. L'UNICEF, pur esprimendo rammarico per “l'elevato numero di bambini feriti”, ha chiesto la cessazione immediata delle ostilità e il pieno rispetto delle leggi a tutela dei civili. L'UNICEF ha inoltre affermato che “prendere di mira bambini e scuole costituisce una violazione del diritto internazionale”. Il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia ha rilasciato una dichiarazione simile in cui condanna l'attacco e sottolinea che “i bambini devono essere tenuti al sicuro dalla guerra”.
La conclusione collettiva dei relatori delle Nazioni Unite ha chiesto l'istituzione di tribunali internazionali per i criminali di guerra, affermando che l'operazione era “sproporzionata e ingiustificata”.
La reazione dell'Iran: L'Iran ha immediatamente definito l'attacco un “crimine di guerra degli Stati Uniti”. Il governo iraniano ha presentato denunce al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e alla Corte penale internazionale. Durante le cerimonie pubbliche di lutto, i funzionari hanno sottolineato la necessità di punire i responsabili. I politici iraniani hanno promesso di vendicare “il sangue degli studenti” contro gli Stati Uniti e Israele. I media ufficiali iraniani hanno ampiamente trasmesso le immagini dei funerali dei bambini e hanno messo in evidenza gli slogan “Morte all'America”. Il Ministero degli Esteri iraniano ha minacciato che, se la comunità internazionale non avesse agito, l'Iran si sarebbe riservato il diritto di perseguire i criminali autonomamente.
Analisi giuridica internazionale
L'attacco deliberato a un istituto scolastico civile costituisce una chiara violazione del diritto internazionale umanitario (DIU). La Quarta Convenzione di Ginevra e i suoi Protocolli aggiuntivi garantiscono esplicitamente l'immunità alle strutture scolastiche e sanciscono il principio di distinzione (separare gli obiettivi militari dai civili). Lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale classifica esplicitamente l'attacco intenzionale contro bambini e scuole come un “crimine di guerra”. Dal punto di vista delle leggi di guerra (incluso il “principio di proporzionalità”), è vietato qualsiasi attacco in cui le vittime civili superino il legittimo vantaggio militare previsto. Nell'attacco a Minab, il fatto che l'obiettivo fosse chiaramente una scuola piena di bambini e il momento dell'attacco a metà giornata – che indica un intento aggressivo – è un chiaro esempio di “crimine di guerra”.
Le azioni dei responsabili di questo attacco possono essere esaminate alla luce del diritto nazionale e internazionale. In primo luogo, per quanto riguarda la responsabilità degli Stati, gli attacchi sono stati sferrati dagli Stati Uniti, che, in quanto parte aggressore, hanno l’obbligo di condurre un’indagine seria e imparziale e di riferire i risultati al popolo e alle autorità internazionali. L’occultamento o la negazione ingiustificata violano gli obblighi internazionali. In secondo luogo, dal punto di vista del diritto penale internazionale, i funzionari che hanno progettato o eseguito l’attacco (dai comandanti sul campo ai decisori politici) possono essere accusati di crimini di guerra ai sensi dell’articolo 8 dello Statuto di Roma. Anche se fosse provata una semplice negligenza nell’osservanza delle leggi di guerra (come il mancato rispetto della presenza di bambini sul posto), è possibile un procedimento penale.
In definitiva, la comunità internazionale (il Consiglio di Sicurezza, i tribunali internazionali) ha il diritto di esigere giustizia e di chiedere alle autorità giudiziarie di avviare procedimenti legali.
Gli Stati Uniti e il regime israeliano hanno ripetutamente dimostrato di non avere alcun vincolo nei confronti del diritto internazionale e hanno ripetutamente violato queste leggi – o meglio, tutte le leggi internazionali – e spesso si vantano di queste ripetute violazioni, in un certo senso insultando le organizzazioni internazionali e queste leggi che garantiscono la sicurezza delle nazioni.
Non è forse giunto il momento che le organizzazioni internazionali fermino questi trasgressori della legge, almeno una volta, e li condannino? Se ciò non accadrà, indubbiamente nessun paese al mondo sarà al sicuro e assisteremo presto a un'altra guerra mondiale che minaccerà la vita di un numero incalcolabile di persone.
Di Alireza Niknam
16.03.2026
Alireza Niknam. Reporter e ricercatore nel campo dei gruppi terroristici, in particolare il gruppo terroristico di Mujahedin-e Khalq (MEK). Ha conseguito una laurea in scienze politiche presso l’Università di Teheran e scrive articoli per diverse agenzie di stampa internazionali. Oltre al giornalismo è commentatore politico e consulente del TerrorSpring Institute nel campo dell’antiterrorismo.
Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org
Le opinioni espresse in questo articolo riflettono il pensiero dell’Autore ma non necessariamente la linea editoriale di ComeDonChisciotte.

oliver 18 marzo 2026
E il Papa ameri cano non condanna il crimine.
ric 18 marzo 2026
ovvio e' stato eletto a Davos su suggerimenti d' oltre oceano...i cardinali hanno eseguito gli ordini sena fiatare...Mezza giornata di consultazioni e toh ! e' uscito il coniglio dal cappello .
naturalemente invece che condannare alza gli occhi a cielo e raglia un patetico : Preghiamo !