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L’ARCHITETTURA DEL TERRORE: TRACCIANDO LA RETE ISRAELIANA DIETRO L’11/9 PARTE I

DI CRISTOPHER BOLLYN

Questo capitolo dedicato a “Solving 9-11” (“Risolvendo l’11/9”, ndt), ha il compito di svelare il ruolo svolto dalla rete criminale israelo-sionista, che le prove collocano dietro al crimine del secolo. Le informazioni, provenienti da materiale di dominio pubblico, supportano fortemente la tesi secondo la quale, ufficiali maggiori dell’agenzia d’intelligence militare israeliana, furono gli architetti di quell’attacco false flag [sotto falsa bandiera n.d.r.] che è stato l’11 settembre.

Ma ora, a quasi sette anni dall’11 settembre, il tempo di agire è ormai passato
Da “Only Dust Remains” (“Solo polvere rimane” ndt), New York Post, 9 Luglio 2008.

Non c’è nessun motivo per cui il bene non possa trionfare sul male…se solo gli angeli fossero tra le file della Mafia
– Kurt Vonnegut, “ A Man Without a Country” (“Un uomo senza Paese” ndt), 2005

Questi, sono tempi che mettono alla prova le anime degli uomini….
(Thomas Paine)
Thomas Paine fu il più popolare ed ispirato scrittore della Rivoluzione Americana.
La causa americana “ , scrisse in “Common Sense” (1776), “ è, in misura maggiore, la causa di tutti gli uomini”.

Nel 1787, “sopravvissuto alla bufera di una rivoluzione“, quella americana, e “nessun desiderio di imbarcarsi in un’altra ”, Paine ritorna in Europa, finendo per giocare un ruolo chiave nella Rivoluzione Francese, per perdere poi la propria testa.

“Ai cittadini degli Stati Uniti d’America” è una serie di lettere scritte da Paine tra il 1802 e il 1803, al suo ritorno sul suolo americano dopo un’assenza di 15 anni. Nella prima lettera scrisse “..ma mentre contemplavo con piacere l’alba della libertà sorgere in Europa, vidi con rammarico che il suo lustro si affievoliva in America. In meno di due anni dalla mia partenza, alcuni lontani segnali penosi suggerivano l’idea che i principi della Rivoluzione stessero spirando nella stessa terra che li aveva prodotti”.

Una fazione, che agisce di nascosto, sta nascendo in America; loro hanno perso di vista i principi originari ” scriveva Paine “ Loro cominciano a contemplare il governo come un monopolio lucrativo, ed il popolo come una proprietà ereditaria.

Duecento anni dopo, come studente americano di storia, sono giunto alla stessa osservazione: una fazione, agendo sottotraccia, stava nascendo in America. Questa fazione, vedeva il governo come un monopolio vantaggioso, di cui cercare il controllo. La nascente fazione, che secondo i miei studi prese il controllo nel
1980, era, inizialmente, ebraica per etnia e sionista per ideologia.


[Le spettacolari esplosioni che seguirono agli schianti (Wtc 2 – World Trade Center 2,), produssero fiamme chiare e fumo biancastro (dal fianco sinistro dell’area d’impatto), segno che della Thermite (materiale utilizzato per le esplosioni, ndt) fu precedentemente collocato nelle due sale computer colpite dall’aereo.
Quante erano le probabilità che entrambi i velivoli avrebbero potuto colpire, casualmente, proprio quelle due sale?]

[Le strane esplosioni che tagliarono fuori i lati est e nord della torre 1, provenivano dai due lati occupati dalle sale informatiche della “Marsh Kroll”, una compagnia di proprietà sionista, che ha tratto grande profitto da questa “guerra del Terrore”.
Notare la piuma bianca scivolare dal muro est e dall’angolo a sud-est, e la mancanza di un’esplosione simile, sul fianco ovest della torre.
Il velivolo ha colpito la torre nel mezzo. Come mai questa differenza?]

VIVERE NELL’ERA EBRAICA


[Ariel Sharon con l’esagono cabalistico,
il simbolo dello Stato Sionista d’Israele.
Sharon, noto terrorista e criminale di guerra,
divenne Primo Ministro nel 2001]

“ Voglio dirti una cosa, molto chiara. Non ti devi preoccupare delle pressioni statunitensi su Israele. Noi, il popolo ebraico, controlliamo gli Stati Uniti, e gli americani lo sanno.”
il Primo Ministro Israeliano Ariel Sharon al Ministro degli Esteri Shimon Peres, Ottobre 2001.

Dopo aver trascorso parecchi anni tra Europa, Israele e Medio Oriente, sono ritornato negli Stati Uniti verso la fine degli anni ’70, trovando le affermazioni dei media sul sionismo estremamente di parte e distorte. Il sionismo, un’ideologia razzista, è stato grossolanamente mal rappresentato dai mass-media statunitensi come un movimento progressista e democratico di liberazione nazionale, mentre si dipingeva Israele come una fetta kosher (il cibo puro permesso dalla legge ebraica, ndt) di Stati Uniti in Medio Oriente.
Era evidente che gli interessati a distorcere la visione del Medio Oriente, non erano altro che quegli ebrei devoti a quel programma politico genuinamente antiamericano e razzista chiamata sionismo, il nazionalismo violento e sciovinista proprio degli ebrei dell’Europa dell’Est, che occuparono brutalmente la Palestina dal 1948.

La copertura, onesta ed imparziale, dell’informazione su Israele e sul Medio Oriente, divenne sempre più difficile da trovare nei media statunitensi, durante gli anni ’80 e ’90. La vendita del canale progressista di Ted Turner, la Cable News Network (la CNN, ndt) a Gerald Levine dell’Aol Time Warner, e la trasformazione dell’informativa Christian Science Monitor, segnarono la fine dell’ultimo indipendente ed imparziale mercato di notizie sulla situazione mediorientale.
Un’etnia minoritaria, con un “ordine del giorno” straniero – il sionismo – ha conseguito il controllo monopolistico sui mezzi d’informazione.

Il monopolio ebraico nei media statunitensi, coincise con il coinvolgimento sempre più profondo, come principale supporter finanziario ed alleato politico dei sionisti, degli Stati Uniti d’America nel conflitto Arabo-Israeliano.
Questa combinazione si è rivelata estremamente dannosa per l’America, e disastrosa per i popoli della regione, come dimostrò l’invasione criminale del Libano da parte degli Israeliani nel 1982.


[Marine statunitensi mentre rimuovono cadaveri
dalla caserma bombardata a Beirut, 1983.
L’intervento degli Stati Uniti in Libano ha sortito
effetti disastrosi per Americani, Libanesi e Palestinesi.
]

Ben consapevole della crescente prevalenza e dominio degli ebrei sionisti in politica, nella finanza e negli ambienti accademici, giunsi alla conclusione che stavo vivendo nell’era Ebraica.

Da americano educato secondo valori cristiani, ho compreso che la cultura con la quale sono cresciuto si trovava sotto assedio, ridotta progressivamente ad una sotto-cultura.
Attraverso il controllo dell’informazione, una ben distinta cultura straniera ed anti-cristiana, fatta di pornografia, perversione e violenza, stava incalzando. Portatori di questi “nuovi valori” furono, originariamente, ebrei provenienti dall’est europeo. Grazie al loro controllo su mass media, film, radio e reti televisive, una sorta di dieta d’intrattenimento perverso, farcita di valori anti-americani, è stata imposta all’inconsapevole popolo statunitense.

Coincidente con la crescente presenza di questa fazione ebraico-sionista, fu l’incremento significativo del potere ebraico all’interno dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario del Governo. La loro influenza è rivelata dal modo in cui, il governo degli Stati Uniti, e le corti federali, hanno ingiustamente intentato causa contro persone innocenti, incluso il Presidente dell’Austria, sulla base d’accuse di crimini commessi contro il popolo ebraico nei secoli precedenti.
Nel frattempo, abbiamo assistito ad un incremento, nel numero e nella risonanza, dei crimini commessi dagli ebrei negli Stati Uniti e nell’arena internazionale, crimini che rimangono completamente impuniti.

Come in Unione Sovietica, questi criminali usarono anche nel suolo americano l’Olocausto, e le infamanti accuse d’anti-semitismo, come scudo per proteggere le loro reti criminali e i racket estorsivi, facendo spesso ricorso all’intimidazione e mettendo a tacere coloro che osavano esporre i crimini mostruosi nei quali erano coinvolti. Una “combinazione” segreta, oppure la rete sionista stava chiaramente manovrando i fili ai livelli più alti dietro le quinte?

GLI ARTEFICI ISRAELIANI DELL’11/9 : “Una cosa molto buona.”


[Benjamin Netanyahu,
leader dell’ala d’estrema destra del Likud,
il partito dei terroristi Irgun,
alla Ron Lauder School of Mossad U. (IDC),
Herzliya, 21 Gennaio 2008. (AFP/Getty)
]

Una cosa molto buona” [“It’s very good“] Benjamin Netanyahu, intervistato su ciò che ha significato l’11/9 nelle relazioni USA-Israele;
“New York Times”, 12 settembre 2001.

Stiamo traendo benefici da un fatto, e questo fatto è l’attacco alle Torri Gemelle ed al Pentagono, e lo sforzo statunitense in Iraq
Benjamin Netanyahu, tratto da “Ma’ariv”, 16 aprile 2008

L’attacco terroristico ‘false flag’ che è stato l’11 settembre è un mostruoso crimine ebraico-sionista. I veri colpevoli di questo atroce crimine, sono stati coperti da una banda di sionisti ben pensanti, inseriti tra le più alte cariche del Governo statunitense, in particolare nel Dipartimento di Giustizia e nel sistema delle corti federali, dove la ricerca di giustizia per le vittime dell’11 settembre è ostruita ed ostacolata da più di 6 anni.
Le bugie e gli inganni sull’11/9 divulgate dai media controllati, sono state accettate come verità da milioni di cittadini.
Basate su una storiella costruita intorno ad un oltraggioso spettacolo di terrore, una fraudolenta “Guerra al Terrorismo” – artificio sionista per intaccare i nostri cari valori americani di libertà- ed altre tre, altrettanto costose ed illegali, guerre d’aggressione (Afghanistan, Iraq e Somalia,ndt) sono state finanziate.
Centinaia di vite sono andate distrutte, e più di cento miliardi di dollari spesi in questa impresa criminale e folle.

I media controllati hanno completamente ignorato le prove di un coinvolgimento israeliano nell’11/9, e si rifiutarono di investigare sulle domande senza risposta, su ciò che realmente accadde quel giorno. Parimenti, evitarono di indagare seriamente la versione ufficiale degli eventi, semplicemente non credibile, visto il gran numero di contraddizioni e la mancanza assoluta di prove a sostegno.

Il risultato: il pubblico è stato circuito da un confusionario miscuglio di fatti, finzioni, e disinformazioni, nel quale la verità è molto difficile da distinguere. Non è accettabile che una storiella senza fondamento possa passare per verità, mentre la realtà è soppressa e confusionaria. “Solving 9-11” (“Risolvendo l’11/9”, ndt) è il mio tentativo di metter chiarezza in questa confusione; scovare la verità, e svelare i veri colpevoli.

Ma lasciamoli continuare” scrisse Paine riferendosi a quella fazione crescente nel suo tempo, “..dategli ancora della corda che così porranno fine alla loro stessa piccolezza. C’è ancora troppo buon senso ed indipendenza in America per poter esser presi in giro da ogni tipo di fazione, straniera o domestica.

Ad ogni modo, Paine scriveva prima che la televisione diventasse lo stratagemma più persuasivo e potente per il controllo delle menti nel pianeta. Dato il fatto che la maggioranza degli statunitensi si fida della televisione, per le sue notizie e spiegazioni sugli eventi mondiali, non sono poi così sicuro che gli USA continueranno a non essere ingannati o manipolati da questa fazione sionista.

La fazione ebraica ha fatto danni immensi ed irreparabili alla nostra Repubblica ed al nostro prestigio nazionale. Oggi, la nostra unica gran Nazione, si trova in un vicolo cieco, in economia, in politica e nella morale. Senza una rivoluzione e cambiamenti epocali nel pensiero politico, non sono poi così ottimista sul fatto che giustizia sarà fatta per le vittime e per i cari dell’11/9, e che i veri colpevoli saranno portati a rendere conto davanti ad una corte degli Stati Uniti.

Ad ogni modo, credo che la scoperta della verità su quegli eventi, sia d’importanza estrema, e che i colpevoli debbano esser denunciati. Tutti noi abbiamo bisogno di sapere chi è stato, e come ha potuto farlo.
La ragione per cui l’attacco è stato fatto comincia ad apparire sempre più chiara, come rivelano le guerre criminali d’aggressione e la creazione di un oppressivo apparato di “sicurezza interna”, che hanno seguito questa scia d’eventi.

11/9: LA TESI ISRAELIANA

La coerenza, è qualcosa di vicino ad essere il marchio di una serie di vere credenze; e per lo meno, è razionalmente convincente
Robin Waterfield sulla dialettica di Socrate, “Plato’s Gorgias”, 1994

La cosa peggiore del mondo,” disse Socrate, “la suprema maledizione, è agire in maniera errata e non pagar pegno per questo ”.
Credo che le prove disponibili ed i fatti siano sufficienti a smentire la versione ufficiale, e la verità può essere alla nostra portata. I colpevoli devono essere trovati.

L’11/9 è un crimine insoluto; la storiella propagandata dal governo e dai media controllati non è stata provata per una semplice ragione: perché non è provabile. Per scovare la verità, bisogna usare il metodo socratico: porsi le domande, e sviluppare da qui le considerazioni dalle quali partire per trovare la verità.

Dal giorno in cui è successo, ho cominciato a far domande su di un coinvolgimento israeliano, per via delle prime prove, rese pubbliche, di una precedente conoscenza incidentale da parte dei cinque “israeliani danzanti” [cinque ragazzi israeliani fermati perchè stavano festeggiando e riprendendo l’attentato. N.d.r] e dei membri di una rete israeliana di messaggi istantanei, chiamata ODIGO. Sin dall’inizio, perciò, ho considerato la possibilità che gli attentati fossero un falso spettacolo terrorista architettato da Israele. I sionisti, dopo tutto, hanno una lunga esperienza in precedenti simili.

Ho indagato e fatto ricerche per sette anni, per vedere se le prove potessero supportare queste tesi.
Ho trovato una gran quantità d’indizi concordanti.
Scoprii che agenti dell’intelligence militare israeliana, devoti alla causa sionista, occuparono ogni posizione chiave nella saga dell’11/9. Questa concordanza, mi ha portato a credere che la pista giusta fosse quella israeliana.

Questo capitolo di “Solving 9-11” (“Risolvendo l’11/9”) ci svela la partecipazione rilevante della vasta rete criminale israelo-sionista, che le prove inchiodano sulla scena del crimine. Le informazioni contenute in questo capitolo provengono da materiale di pubblico dominio, e sono fortemente supportate dagli indizi per cui ufficiali superiori dei servizi militari dello Stato d’Israele sono i veri artefici dell’attacco terroristico false flag dell’11/9.

La verità si può dedurre dai fatti riportati e dalle prove.
E Socrate disse, “La verità non potrà mai dimostrarsi sbagliata

“LA GRANDEZZA DELLA PIANIFICAZIONE”

Se un giorno, probabilmente, si deciderà che alcune storie possono essere raccontate, si scoprirà che lo Stato d’Israele è coinvolto in azioni milioni di volte più sporche di quelle che avvengono in Colombia. Ma questocose sono decise dal Governo in riunioni di gabinetto. Se il Governo decide di fare qualcosa, nell’interesse nazionale, allora la sua azione è legittima. Ma se una persona vuole fare lo stesso, non può. Così è come stanno le cose. Molto semplice.
-Lieut. Gen. Rafael Eitan, Chief of Staff israeliano, 1978/83
“The Colombia Connection” Jerusalem Post, 1 settembre 1989

Nel dicembre del 2001 parlai degli attacchi terroristici dell’11/9 con Eckehardt Werthebach, ex capo del “Verfassungsschutz” , il servizio d’intelligence interno della Germania. “La precisione mortale” e “ la grandezza del piano” dietro gli attacchi, hanno richiesto “anni di pianificazione” disse Werthebach.

Un’operazione così sofisticata, mi disse, avrebbe richiesto un “piano prestabilito” concepito da un’organizzazione d’intelligence di Stato, un qualcosa che non si può ritrovare in un gruppo di “cani sciolti” come quello sospettato, capeggiato da Mohammed Atta quando studiava ad Amburgo. La nebulosa Al Qaida ed i Talebani afghani, non godono certo d’appoggi simili da parte di una forza d’intelligence nazionale.

Molte persone sono state coinvolte nella pianificazione di una simile operazione, e l’assenza d’infiltrazioni o di fughe di notizie, è un’ulteriore indizio che gli attacchi furono “azioni di stato organizzate”, prosegue Werthebach.

Andreas von Buelow, ex Presidente della commissione parlamentare che soprintendeva le agenzie d’intelligence tedesche, mi ha confessato che un’operazione così sofisticata come l’11/9 richiede un’organizzazione strutturata su 3 livelli base: “architettonico”, “gestionale”, ed “operativo”.
Atta e gli alti 19 arabi accusati di essere i dirottatori, erano parte del livello operativo, contribuendo semplicemente all’inganno, sostiene von Buelow. Così la messinscena è servita.

Von Buelow ha dichiarato di credere che dietro gli attacchi ci sia il Mossad, il servizio segreto israeliano. Questi attacchi, sostiene, sono stati creati per dirottare l’opinione pubblica contro gli Arabi, e per incrementare le spese militari e di sicurezza. Sei anni dopo, con più di 100 miliardi di dollari pagati dai contribuenti statunitensi per finanziare le guerre illegali “contro il terrorismo”, ed i disastrosi e dispendiosi conflitti in Afghanistan ed Iraq, non ci sono dubbi del grossolano utilizzo dell’11/9 per spingere le spese militari e di sicurezza oltre il tetto massimo.

Non riuscirai ad individuare il livello più alto” dice von Buelow, riferendosi alla “struttura architettonica”, che organizzò tutta questa messa in scena. A questo livello, prosegue, un’organizzazione pianificante, come il Mossad, è primariamente interessata ad influenzare l’opinione pubblica. Von Buelow conclude senza toccare il tema della necessità di un controllo a tenuta stagna dei mezzi informativi, necessario per far sì che questa frode su larga scala abbia successo.

Il 95% del lavoro delle agenzie d’intelligence a livello mondiale, è fatto d’inganni e disinformazione” dichiara von Buelow. Disinformazione che è largamente propagandata tra i canali principali, per creare una versione più accettabile dei fatti. “I giornalisti non hanno ancora posto la più semplice delle domande” aggiunge, “ e chi si distanzia dalla versione ufficiale è etichettato come pazzo”.

TERRORE COME INGANNO

Il terrore è teatro
John Le Carrè, “The little drummer girl”, 1983

Il terrore è teatro ed il teatro è illusione” è il tema di “The little drummer girl”, il romanzo realista sulle operazioni sotto copertura israeliane in Europa, scritto da John Le Carrè.

Sulla vecchia realtà noi abbiamo imposto la nuova finzione” dice Joseph, l’agente israeliano del libro, incaricato di creare una falsa storia su di un terrorista palestinese. Lo stesso metodo per cui storie false furono create per i dirottatori dell’11/9.

Il terrore è teatro ” aggiunge un altro personaggio “Noi ispiriamo, terrorizziamo, risvegliamo indignazione, rabbia.. la guerriglia è il grande attore del mondo”.

L’illusione è tutto ciò che il teatro rappresenta, dice il personaggio principale, un’attrice britannica, “il teatro è un gioco di prestigo. Sai che significa? Contro gioco di prestigo? Che sei stato fregato”.

Le Carrè nella sua promozione del libro esprime un “sincero ringraziamento” ad “alcuni ex ufficiali ed ufficiali in servizio” dei servizi segreti d’Israele, ed “una speciale gratitudine” al generale Shlomo Gazit, ex capo dell’intelligence militare.

I protagonisti israeliani del libro, ne escono senza un graffio, mentre Palestinesi ed Europei sono fatti a pezzi in falsi attentati terroristici. In una scena, un Palestinese rapito, è messo dentro il bagagliaio di un’auto, fatta poi esplodere in un’area di servizio di un Autobahn tedesco.

La disinformazione, noi usiamo definirla così, è creata per distrarre l’occhio nemico, e lo fa anche molto bene,” Picton, l’irascibile e sarcastico comandante di polizia britannico, rimprovera un agente del Mossad, dopo aver visto la presentazione, da parte di questi, di una falsa prova fabbricata ad arte. “ Ma questo è troppo semplice per te e Misha. Siete un gruppo di fanatici super istruiti, dovreste andare oltre. ‘Nessuna carne morta per noi, oh no! Noi usiamo carne viva. Carne araba. Carne olandese,’ E così avete fatto. Facendolo saltare in aria dentro una bella Mercedes. La loro.

Tecniche simili sono state usate a lungo, attraverso “bombardamenti suicidi” nei territori palestinesi, iracheni ed afghani occupati, per uccidere e mutilare migliaia di persone innocenti, e fomentare la violenza di parte. Questi attacchi terroristi, sono quotidianamente indicati come “suicidi”, senza che le prove siano esaminate.

Dei Palestinesi” delle cui storie di vita reale ci da qualche informazione la trama di “The little drummer girl”, “alcuni sono morti, altri sono stati fatti prigionieri, mentre il resto presumibilmente, è per la maggior parte senza casa o disperso” scrisse Le Carrè nel luglio del 1982, quando l’esercito israeliano comandato dal criminale di guerra e noto terrorista sionista Ariel Sharon, compiva giornalmente nuove atrocità in Libano.


[Migliaia di Palestinesi furono trucidati
nei massacri, organizzati dagli israeliani,
di Sabra e Shatilla nel settembre del 1982.
Una commissione d’inchiesta dichiara Ariel Sharon
responsabile personalmente.
18 anni dopo, da riconosciuto criminale di guerra,
diviene primo ministro d’Israele.]

Sharon, noto genocida appartenente all’ala d’estrema destra del Likud, divenne primo ministro d’Israele agli inizi del 2001, nello stesso periodo in cui George W. Bush fa il suo ingresso alla Casa Bianca come Presidente non-eletto, creando la medesima pericolosa concomitanza tra politica ed ideologia, che produsse l’invasione illegale del Libano del 1982.

IL “PIANO PRESTABILITO” DELL’11/9

Se solo accettassimo il giudizio esperto di Werthebach, sul fatto che la grandiosità di un atto simile ha richiesto un piano prestabilito ordito da un’organizzazione d’intelligence di Stato, allora dovranno esserci le prove di come quest’organizzazione abbia messo in collegamento i vari soggetti chiave del ramo operativo, che hanno agito dietro le quinte.
Se solo potessimo distinguere alcuni elementi, o identificare alcuni dei soggetti di questa rete, riusciremmo a scoprire gli altri individui coinvolti, attraverso la reciproca connessione.

Per compiere un attacco terrorista così sofisticato come quello dell’11/9, gli architetti del piano avrebbero dovuto creare una struttura organizzativa negli USA in più anni, se non addirittura in decenni. Questa struttura è necessaria per collegare tra loro i soggetti, inclusi coloro impiegati nelle attività di mancata investigazione e di copertura. Tutte le “basi devono essere coperte”.

La struttura organizzativa, è necessaria per fornire canali sicuri o “pipelines” (condotti, ndt) all’organizzazione criminale, attraverso i quali l’operazione terrorista è preparata e posta in essere. Un condotto sicuro può essere una compagnia, un gruppo di persone, ma anche un singolo individuo. La cosa più importante, è che si consacri alla causa, con tutto il cuore. Quando la struttura è stata completata e l’impianto collocato, l’interruttore è acceso, e l’atrocità, a lungo pianificata, diviene realtà.

Non ci sono prove di chissà quale diavolo di “Al Qaida”, o altra organizzazione araba o musulmana interessata, o semplicemente in grado, di compiere un attacco così raffinato.
Mentre dall’altra parte, ci sono un gran quantitativo di prove sul fatto che, una struttura militare israeliana, che utilizza travestimenti arabi quando necessario, sia dietro l’11/9. Questo network, ha messo in comunicazione tra loro i più alti ufficiali e veterani dell’intelligence con altri giocatori chiave, con società ed investitori, coinvolti nei preparativi degli attacchi.

Ci sono le prove di una matrice dell’intelligence israeliana che connette ogni giocatore ed entità dietro l’11/9.
Ad esempio, la carica più importante, a livello di applicazione di leggi negli Stati Uniti d’America, dove le decisioni esecutive riguardanti le scelte di non investigazione federale sono prese, è occupata da Michael Chertoff, un israeliano la cui madre fu una delle prime agenti dei servizi segreti dello Stato ebraico. Con il fedele sionista Michael Chertoff nella posizione chiave di Assistente Procuratore Generale, in grado di controllare la divisione criminale del Dipartimento di Giustizia, gli israeliani avevano la sicurezza di operare senza paura di esporsi o di essere indagati. Chertoff giocò un ruolo centrale anche nelle indagini per gli attacchi al World Trade Center del 1993.


[Michael Chertoff, Capo Sicurezza Nazionale,
ha origini israeliane per via materna.
Come Assistente Procuratore Generale gestisce
la Divisione Criminale del Dipartimento di Giustizia, nel 2001
ha diretto le “non indagini” sull’11/9.]

Parimenti, due giudici federali consacrati alla causa sionista, Alvin K. Hellerstein e Michael B. Mukasey, hanno virtualmente soprainteso a tutte le vertenze per i massicci attacchi distruttivi, così come per il falso attentato del 1993 al WTC (World Trade Center, ndt).
Non c’è da stupirsi che non ci sia ancora stato un solo processo, per ognuna delle 96 famiglie che hanno scelto di cercare giustizia attraverso le corti, piuttosto che accettare il risarcimento del governo per la perdita dei loro cari. Meno di 2 mesi prima del settimo anniversario, rimangono da disporre meno di 7 casi sugli originari 96, ed ancora nessun processo è stato pianificato.
Per i congiunti si può chiamare a stento giustizia. Come loro stessi affermano, “Giustizia ritardata significa giustizia negata”.

La spaventosa assenza d’indagini significative o di scoperte, i singolari atti di confisca e la distruzione di prove, l’evasione e liberazione di tutti i sospetti israeliani, l’uso d’ingiustificate misure di segretezza per bloccare le scoperte nelle investigazioni federali e nei processi sul peggior attacco nella storia degli Stati Uniti, tutto, indica la presenza di una struttura terrorista israeliana, protetta da esposizioni esterne.

Sembra ragionevole che il network del terrore che è stato protetto da agenti sionisti di grado più alto è esso stesso struttura sionista. Se fosse vera l’esistenza di una rete araba, islamica, o anche americana, questa avrebbe dovuto rivelarsi tempo fa. Il fatto che questo network dietro l’11/9, sia stato difeso sin dall’inizio da agenti sionisti e dai media da questi controllati, ci suggerisce fortemente quanto questi siano consacrati e devoti alla loro causa.

Chiaro che ci furono immediati ed evidenti indizi sul coinvolgimento d’Israele, in particolar modo nella forma dei cinque israeliani danzanti, e con la scoperta di una trasmissione di messaggi istantanei, presumibilmente in ebraico, attraverso un sistema testuale creato in Israele, ODIGO, che avvertivano i destinatari di un imminente attacco terroristico al World Trade Center.

MICHAEL GOFF, IL “FURBO” DELLA PTECH, E LA “GUARDIUM”

La storia della Ptech è un punto cruciale nella storia dell’11/9, visto il software utilizzato per coordinare simultaneamente le FAA con il NORAD ed i servizi segreti.
James Hecht, “Ptech,9/11, and USA-Saudi terror” (“ La Ptech, l’11 settembre, ed il terrore saudita-statunitense”, ndt)

La Ptech, insieme con la MITRE Corporation, furono alla base delle FAA per i due anni precedenti l’11/9.
Il loro compito specifico era quello di controllare i casi di inter-operabilità della FAA con il NORAD e con le Air Force, nei casi d’emergenza.

Indira Singh, “Risk Architect” (“L’architetto del rischio”, ndt)
Commissione dell’11/9 per i cittadini, 9 settembre 2004


[Indhira Singh insieme ad altri,
propagandò la falsa storia del “terrorismo arabo”,
mettendo in relazione la Ptech con Sauditi, erroneamente accusati.
Chi c’era veramente dietro a questa campagna di disinformazione?
]

La mia scoperta datata 2005, che l’azienda di software “Ptech” (Quincy, Massachussets) fosse una messinscena orchestrata nell’ambito di un’operazione d’intelligence israeliana, è la chiave per comprendere il ruolo dei servizi segreti d’Israele dietro i crimini dell’11 settembre. Questa scoperta ci ha aiutato a smascherare altre persone chiave.


[Michael Goff, il “furbetto” della Ptech. ]

Michael Goff è stato l’uomo chiave per la Ptech, dalla sua fondazione nel 1994.
Goff, un giovane avvocato sionista di Worcester, Massachusetts, passò poi alla “Guardium”, una compagnia israeliana produttrice di software, strettamente collegata con i servizi israeliani. Questo è stato il collegamento cruciale che ci ha aiutato a localizzare la vasta rete d’intelligence, che ha lavorato dietro le quinte dell’11/9.

Attraverso l’interrelazione tra Goff e la Guardium, scopriamo come i funzionari militari siano collegati a tutti gli altri elementi chiave. Questo spiega anche come, una subdola ditta israeliana di software spia, sia riuscita a entrare nel sistema informatico governativo e militare statunitense.

La Ptech è una presunta compagnia araba, finanziata dai Sauditi, che ha ricavato un suo spazio all’interno del più critico sistema computeristico militare e governativo statunitense.
Dal 2002, ha fornito software a più di 18 agenzie federali, comprese: FBI, U.S Treasury (Agenzia del Tesoro, ndt), Custom Service ( Agenzia Servizi Doganali, ndt), Secret Service (Servizi Segreti, ndt), Department of Energy (Dipartimento Energia, ndt), Army ( Esercito,ndt), Navy (Marina, ndt), Air Force (Aviazione,ndt), Federal Aviation Administration (Amministrazione dell’Aviazione Federale, ndt), e US Postal Service ( Servizo Postale Federale), e la NATO.

Gli investigatori dell’Agenzia delle Dogane (U.S. Custom Service), il 6 dicembre 2002 perquisirono gli uffici della società. Le autorità federali erano interessate a presunti collegamenti tra questa, ed un saudita di nome Yassin Al-Qadi (a.k.a. Al-Kadi). Il nome di Qadi fu aggiunto nella lista nera dell’Onu il 19 ottobre 2001.
Daniel Glaser, un ebreo Vice-Assistente Segretario nel settore Terrorist Financing and Financial Crimes (finanziamenti terroristi e crimini finanziari) presso il Dipartimento del Tesoro statunitense, descrisse Al-Qadi, in una testimonianza rilasciata al congresso nel 2004, come “un importante terrorista finanziario ed un agevolatore”.

Nel dicembre 2007, dopo un’indagine durata 6 anni e 2 mesi, Yassin Abdullah Al-Qadi venne prosciolto da tutte le accuse da un’autorità giudiziaria in Svizzera. I fondi di Al-Qadi, furono ingiustamente congelati per 6 anni, sulla base delle accuse avventate di Daniel Glaser, un sionista irresponsabile operante negli uffici del Tesoro, che proseguirà poi nelle sue “attività”, concertando il congelamento e successivo via libera dei fondi nord coreani.


[Daniel Glaser, vice assistente segretario del Tesoro,
a Pechino, dicembre 2006; nel 2001 diresse
il Dipartimento per i “finanziamenti del terrorismo e crimini finanziari”.
Rappresenta gli Stati Uniti?]

Come un immigrato musulmano libanese, finanziato da un saudita sospettato di essere “uno sponsor dei terroristi”, abbia potuto promuovere una ditta di software all’intero governo statunitense, non è mai stato spiegato da coloro che, come Indira Singh, promuovono il mito post attentati, della “Ptech” come parte centrale del network arabo del terrore.
Miss Singh stessa è un mistero. Perché propaganda storie di terrorismo arabo senza alcuna prova, se non delle accuse infondate fatte da ufficiali sionisti, infiltratisi nel Dipartimento del Tesoro?

Le mie scoperte su Goff, uomo chiave della Ptech all’epoca, direttore marketing e responsabile vendite, avrebbero demolito il mito arabo: Goff stava lavorando per la Guardium, società guidata da ufficiali dell’intelligence israeliana. Ma le mie rivelazioni furono ignorate dai “beoni” che continuarono a spingere la versione del mito arabo, allo stesso modo di presunti detective imparziali.

Il collegamento tra la Ptech e la Guardium attraverso la figura di Goff, è la chiave della struttura del terrore dietro l’11/9.
Il software della Ptech,che ha capacità di spionaggio, attività di sorveglianza e d’intervento, secondo “esperti” come la Singh, girava su tutti i computer del governo statunitense, al tempo dell’11/9.
Goff, personalmente responsabile del reperimento software per le “Ptech di proprietà araba” e per il marketing, continuava a lavorare per la Guardium, compagnia di ricerca e sviluppo per l’aeronautica israeliana.

Perché Goff lascia improvvisamente il praticantato legale, e come fa a trovare impiego alla Ptech, dove diviene un professionista della creazione di software, prendendo decisioni manageriali su quali software una compagnia araba può usare? Questo semplicemente non ha senso. Cosa c’è dietro il suo business con l’intelligence militare israeliana?

CHI E’ LA “GUARDIUM”?

La Guardium è un’estensione della Log-On Software, una compagnia gestita dai servizi militari, con base a Ramat Gan, in Israele. La Log-on software venne fondata dal maggiore Gil Migdan e da Joseph Segev, ex capo programmatore ed ufficiale per le telecomunicazioni della marina israeliana. Vice presidente è Danny Zeitouny, capo programmazione logistica per la IDF, la Israel Defense Forces (Forze di Difesa Israeliane, ndt).

Uno dei direttori della Guardium è Gill Zaphrir (a.k.a. Zafrir), un colonnello israeliano che “ ha diretto il dipartimento ricerca e sviluppo dell’aviazione israeliana ”.


[Col.Gil Zafrir della Guardium
Capo dipartimento ricerca e sviluppo della Israel Air Force]

Nel profilo biografico dedicato al colonnello Zaphrir, “Business Week” scrive:

Mr. Gill Zaphrir è partner della Veritas Venture Partners. Si unì a questa società nel 1999, con il compito di gestirne i fondi. Mr Zaphrir ha maturato esperienze di gestione, ricerca, e sviluppo, nelle forze aeree israeliane e nell’industria aerospaziale. Prima di unirsi a Veritas nel 1999, ha guidato il dipartimento ricerca e sviluppo della Israeli Air Force (l’aviazione dello Stato d’Israele, ndt).
Nel 1987, collaborò come ingegnere di sistema al primo progetto satellitare israeliano, sotto gli auspici della IAI-MBT.

Mr Zaphrir è il Direttore della Bamboo Mediacasting Inc, e della Guardium Inc. Fu Direttore della eShip-4u Inc.
Nato e cresciuto in Israele, ha prestato servizio come ufficiale di rotta nell’aeronautica militare, raggiungendo il grado di colonnello (riservista). Gestisce la B.Sc dalla Technion di Haifa, operante nel ramo dell’ingegneria aeronautica, ed è docente di un MBA (master in business administration, ndt) per la Bar-Ilan Business School, in Israele.

Co-fondatore e Direttore della Guardium è Amit Yoran, l’israeliano venuto da West Point, e divenuto il manager della rete di sicurezza informatica per il Pentagono e per la Segreteria della Difesa. Yoran continua ad operare come lo “Zar” indiscusso della cyber-sicurezza del Department of Homeland Security (Dipartimento statunitense per la Sicurezza Nazionale, ndt)


[Amit Yoran, hacker israeliano di alto livello
con legami nell’intelligence militare.
Designato responsabile per la sicurezza informatica del Pentagono,
dell’Air Force e del Governo USA.
]

“Business Week” scrive a proposito del “dottor Yoran”:

Il dottor Amit Yoran è co-fondatore, capo-esecutivo e presidente della Guardium Inc.
Fu Presidente e Chief Executive della Riptech Inc, co-fondata nel 1998. Venne nominato da George W. Bush capo della “cyber amministrazione”, con il ruolo di responsabile per il coordinamento delle attività nazionali di sicurezza informatica.
Prima ancora, è stato Vice Presidente di una società internazionale di servizi di sicurezza, la Symantec Corp., occupandosi principalmente della gestione delle infrastrutture di sicurezza in 40 Paesi.

Prima di passare nel settore privato, lavorò come Network Security Manager al Dipartimento della Difesa, gestendo le operazioni dei vari network del Pentagono. Prestò servizio come ufficiale dell’aviazione statunitense, col ruolo di Direttore dei “programmi di vulnerabilità” nel team preposto alla “risposta alle emergenze di difesa informatica”,
Progettò l’ architettura di sicurezza del Pentagono, e la spina dorsale della Segreteria della Difesa.

Il dr. Yoran è stato anche Direttore della Guardium Inc., specializzandosi in “accertamenti sulla vulnerabilità dei sistemi e programmi d’assistenza” . Grazie alla sua carica direttoriale, operando a stretto contatto con organizzazioni d’intelligence e con agenzie legali nazionali ed internazionali, in modo da intervenire nelle brecce all’infrastruttura di sicurezza nazionale.

Membro di facoltà aggiunto alla George Washington University, diresse un dottorato di ricerca nell’area tematica della “Intrusion Detection Technologies” ( Tecnologie per la scoperta d’intrusi, ndt ).

La relazione lavorativa tra Michael Goff e Amit Yoran, e la società di copertura dei servizi, la Guardium, sono un esempio eccellente della trappola tesa dai servizi israeliani operativi in America del Nord.
Non ho informazioni specifiche sul quando, esattamente, cominciarono questi rapporti tra Goff e l’intelligence militare, ma credo di poter affermare prima del 1994, quando abbandonò improvvisamente il praticantato nello studio legale per cominciare a lavorare per l’“araba” Ptech.

Sia il padre, che il nonno di Goff , appartenevano ai gradi più alti della International Jewish Order of the B’nai B’rith (a.k.a Benai Berith), un esclusivo circolo massonico ebraico-sionista (precluso ai non ebrei), fondato a New York nel 1843.

FIGLI DEL BENAI BERITH

La B’nai B’rith è un occulto, ma estremamente potente ed influente ordine massonico. E’ l’organizzazione progenitrice della ADL, Anti Defamation League ( Lega Anti-diffamazione, ndt), che ha una grande influenza tra i legislatori statunitensi. Parente della Hillell, un’associazione di studenti ebraici che si trova praticamente in ogni campus universitario degli Stati Uniti.

Lo stesso New York Times può esser considerato come il “portavoce” del B’nai B’rith, essendo la proprietà in mano alla famiglia Sulzberger, una delle più influenti alla guida della loggia newyorkese numero 1 del B’nai Brith.

Le relazioni di Goff con i fondatori israeliani della Guardium sono state il canale attraverso il quale il software spia israeliano venne fornito alla Ptech.
Il software spia dell’impresa, venne installato negli anni precedenti l’11 settembre, all’interno dei network informatici più critici del governo statunitense.

Il lavoro del ragazzo in questa operazione è di operare tagli” dice l’agente del Mossad nel romanzo “The Little drummer girl”. “E’ tutto quello che deve fare. Rompere i circuiti.”.
Nella vita reale fu Goff ad operare i tagli alla Ptech; fu lui il collegamento tra i programmatori militari israeliani e la rete informatica dell’esercito degli Stati Uniti.

Al tempo in cui Goff lavorava per la Ptech, Yoran era il network security manager al Dipartimento della Difesa, ideatore del sistema di sicurezza informatico del Pentagono. Si trovava nella posizione ideale per poter installare il software Ptech all’interno del sistema informatico statunitense.
La relazione tra Michael Goff, la Ptech, la Guardium, e Amit Yoran, ci può fornire una spiegazione logica di come l’impresa di software spia sia finita nella rete informatica dell’esercito USA.

La Guardium, è strettamente collegata con i network dei servizi militari israeliani attivi negli Stati Uniti d’America. Alcune delle compagnie chiave collegate a questa sono la Amdocs, la ViryaNet, la Nice Systems e la CreoScitex. Come la Guardium, tutte queste società sono gestite da ufficiali maggiori del servizio segreto d’Israele.

Degne di nota soprattutto la Amdocs e la Nice Systems, due aziende coinvolte nel complotto dei finti studenti d’arte, quei programmatori informatici ed esperti di demolizioni che nel 2000 e nel 2001 tentarono d’infiltrarsi negli uffici della Drug Enforcement Agency (Dea,ndt), secondo quanto trapelato da un documento della stessa agenzia nell’estate del 2001.

Secondo questo rapporto, la “maggior attività” nelle attività d’infiltrazione, fu “ avvertita in Florida ”. “Hollywood e la Florida sembrano essere luoghi preferenziali per questi individui, che hanno differenti recapiti nella zona” sostiene il verbale della Dea.
Hollywood è anche l’area d’incontro tra 15 dei 19 dirottatori arabi dell’11/9.
Se, come sembra, l’operazione degli “studenti d’arte” è legata agli avvenimenti dell’11/9, allora è evidente che anche la Amdocs e la Nice Systems sono coinvolte.

La maggioranza degli “studenti d’arte” intervistati, ha ammesso di aver prestato servizio nell’intelligence militare, chi occupandosi d’intercettazione di segnali elettronici, e chi in unità addette agli esplosivi. Alcuni di essi avevano relazioni strette con ufficiali militari israeliani alti in grado. Uno di loro, per esempio, era il figlio di un generale a due stelle, un altro ha lavorato come guardia del corpo per il Comandante dell’esercito, mentre un altro ancora ha fatto parte dell’unità preposta ai missili Patriot.
I detective della Dea giunsero alla conclusione che l’immagine di queste persone, in viaggio per gli Stati Uniti a commerciare arte, proprio non si accordava con il loro background
” . Che affermazione!

“SPECIALIZZATI NELLE DEMOLIZIONI”

Uno degli agenti israeliani era il ventisettenne Lt. Peer Segalovitz, comandante di plotone del 605° battaglione delle forze speciali israeliane tra le alture del Golan.
Segalovitz e gli 80 uomini del plotone da lui comandati “sono specialisti in demolizioni”.

Secondo il rapporto, “Segalovitz ammette che potrebbe far esplodere palazzi, ponti, macchine e qualunque altra cosa ci sia bisogno”.
Se l’operazione d’intelligence israeliana degli “studenti d’arte” è collegata con l’11/9, allora la presenza dei programmatori informatici militari e degli esperti in demolizione comincia ad avere un senso, date le prove che indicano che gli attacchi terroristici richiesero grandi abilità di manovra tra reti informatiche ed esplosivi.

NICE SYSTEMS

La Nice Systems Inc., succursale statunitense la cui proprietà è interamente in mano ad una compagnia israeliana con lo stesso nome, fu guidata dal generale di brigata Shlomo Shamir dall’aprile 2001, quando ne divenne Presidente e Responsabile amministrativo (Chief executive officer).
Siamo nel periodo esatto in cui gli impiegati israeliani della Nice Systems e della Amdocs, furono arrestati per tentativo di infiltrazione tra le fila della DEA e di altri palazzi governativi, presentandosi come studenti d’arte. Il generale Shamir, era sicuramente al corrente della cattura con l’accusa di spionaggio dei suoi dipendenti inviati negli Stati Uniti, prima dell’11 settembre.


[Brig. Gen. Shlomo Shamir]

Il generale Shamir “ha costituito e comandato la divisione di progettazione dal quartiere generale delle IDF, e prestò servizio come diplomatico militare per lo Stato d’Israele in Germania fino al 1994, quando cominciò a lavorare per la Scitex America Corp., compagnia che diresse dal 1997, trasformatasi poi in CreoScitex America Inc.

Avinoam Naor Aharonovich, uno dei fondatori della Amdocs, fu presidente e CEO (chief executive officer, capo amministrazione, ndt) dal 1995 al 2002 della Amdocs Management Ltd., il gruppo di amministrazione della compagnia. Come chief executive officer, aveva una completa responsabilità di coordinamento delle politiche operazionali e delle attività per i sussidi operativi dell’azienda.


[Avinoam Naor Aharonovich della Amdocs.]

Un gran numero di funzionari del consiglio dell’Amdocs, tutti israeliani, si spostarono tra la Nice Systems, la ViryaNet LTd., e la Guardium. A volte, un individuo vuole trasferirsi in una compagnia per ritornare poi alla precedente. Altre volte, come nel caso di Gill Zaphrir, un individuo è coinvolto in un fondo di venture capital, (capitale speculativo, ndt) per sostenere una compagnia, mentre è direttore della compagnia che sta finanziando.


[Elad Yoran
]

Elad Yoran (altrimenti conosciuto come Naftali Yoran), il fratello maggiore di Amit, manteneva una simile posizione bipolare tra la Broadview International e la Riptech, la compagnia del fratello, specializzata in “hacking” (pirateria informatica, ndt) all’interno di reti informatiche, per poi rivendere alle organizzazioni
colpite i software di protezione Riptech.

GLI “HACKER ETICI” DI AMIT YORAN

Mr Amit Yoran è il capo amministrativo della Riptech, una compagnia statunitense che impiega “hacker etici” per testare la vulnerabilità delle reti, incluse quelle delle compagnie di servizi pubblici,” scrive l’Irish Times, in un articolo del 5 ottobre 2001.
Secondo l’articolo, appropriatamente intitolato “ Welcome to the art of electronic warfare” ( “Un benvenuto nell’arte della guerra elettronica” ) , “Yoran afferma che la sua squadra ha ottenuto successi nell’infrangere le reti operative pubbliche, soprattutto in Europa ”.

Per il Los Angeles Times, articolo del 20 Agosto 2001, la compagnia di Yoran è riuscita ad infiltrarsi nelle reti informatiche di dozzine di aziende energetiche:

La Riptech Inc., una compagnia di sicurezza di Alexandria, Va., ha testato i sistemi di sicurezza di decine di aziende energetiche clienti. In ogni test, sono riusciti a penetrare nei network connessi ad internet degli enti, riuscendo poi ad introdursi nelle griglie di reti di controllo del sistema, che in linea teorica dovrebbero essere inviolabili, secondo il presidente della Riptech, Amit Yoran.

Nel febbraio del 2001, Amit Yoran, allora responsabile amministrativo della Riptech, in un’intervista all’Associated Press, rivelò che gli hacker spesso s’introducono all’interno di un sistema attraverso un computer che gestisce un sito web. Sostiene Yoran, “Una volta che sei dentro (al server, ndt) ci sono pochissime protezioni tra te e le altre parti della rete”.


[Elad Yoran, Tim Belcher e Amit Yoran,
“ senior hacker “ della Riptech]

L’ 11 dicembre 2000, il Washington Times riporta che la Riptech “fu fondata da Elad e Amit Yoran, due laureati israeliani provenienti dal West Point, con anni di esperienza nel settore della sicurezza, e da Tim Belcher, un veterano della missione Desert Storm, che assunse il ruolo di responsabile per la tecnologia”. L’articolo continua: “Amit Yoran collaborò nel ridisegnare la struttura di sicurezza dei computer del Pentagono”.

Le minacce cambiano ogni giorno. Ci sono sempre stati e sempre ci saranno fuori di qui criminali. I delinquenti non andranno mai via” dice Elad Yoran, responsabile finanziario della compagnia.
Lui lo dovrebbe sapere. Fu responsabile marketing e vice presidente per lo sviluppo economico ai tempi dell’11/9.

La specialità della Riptech è la gestione della sicurezza ed il controllo costante dei network informatici” scrive il 23 ottobre 2000 il Washington Times, proprio nel momento in cui la compagnia privata dei fratelli Yoran annunciava una infusione di 23 milioni di dollari in un capitale venture.

Stranamente, il Washington Times riporta la notiziadell’assunzione di Yoran alla Riptech nell’agosto del 2001, quando è vice presidente della società da 2 anni. Scrive il Times “ Elad Yoran fa il suo ingresso nellla Riptech come vice presidente esecutivo per lo sviluppo della società e responsabile marketing. Mr Yoran era il vice presidente della Broadview International”.

Ma quasi due anni prima, il 25 ottobre 1999, lo stesso Washington Times riferisce: “ Elad Yoran si è unito alla RipTech Inc., fornitrice di servizi per la sicurezza informatica di Alexandria, assumendo la carica di vice presidente esecutivo. Nel recente passato rivestiva il ruolo di socio anziano alla Broadview, una banca d’investimenti specializzata in fusioni ed acquisizioni di compagnie nel settore dei media e delle informazioni tecnologiche.”

In entrambi i casi è stato scritto che Yoran è stato Presidente della Broadview, una delle misteriose entità di depositi della Riptech, prima della fusione con la stessa.
Elad Yoran stava chiaramente rivestendo due ruoli: da una parte finanziava la compagnia dalla sua posizione di “vice presidente” alla Broadview International un fondo occulto di denaro che versa milioni di dollari nelle casse della Riptech, dall’altra è “vice presidente esecutivo” della Riptech, la compagnia privata beneficiaria di quei fondi, co-fondata con il fratello nel ’98.

Ed è attraverso questi enti segreti finanziatori, come la Broadview e la Veritas Venture Partners, che si vede chiaramente la mano dell’intelligence militare israeliana nella gestione di compagnie di sicurezza informatiche da loro stessi create, come la Guardium.

Prima di divenire direttore della Guardium, per esempio, il colonnello Gill Zafrir fu “attivo nella gestione dei fondi della Veritas” e finanziatore della Guardium. Nel 1999, prima di unirsi alla Veritas, il colonnello “era comandante del dipartimento ricerca e sviluppo delle forze aeree israeliane

SECURITY GROWTH PARTNERS

Elad Yoran è anche chief executive officer (responsabile amministrativo, ndt) e fondatore di una compagnia di investimenti, la Security Growth Partners (SGP).

A proposito della “missione” della compagnia, il suo sito web recita:


La missione della Security Growth Partners è quella di supportare le società che forniscono soluzioni di sicurezza per il mercato. SGP lavora per un’industria diversificata, includendo la tutela della information technology (IT), la protezione delle infrastrutture critiche (Critical Infrastructure Protection, CIP), la sicurezza interna e i mercati relativi.

La SGP è molto più che un fondo o un’organizzazione speculativa. Noi individuiamo le opportunità più desiderabili, e siamo ampiamente coinvolti nelle strategie e nelle operazioni di ogni compagnia con la quale lavoriamo.

Più che un semplice investimento, noi capitalizziamo le nostre ampie competenze ed esperienze nel settore sicurezza e la nostra rete di contatti, per aiutarli a far crescere il loro business.

Il fondatore della SGP, Elad Yoran “consiglia le società leader del mercato, ed aiuta le compagnie emergenti attraverso tecnologie innovative a crescere rapidamente. Mr. Yoran è anche consigliere di governi ed organizzazioni in materia di sicurezza e rischi d’impresa.

La lista dei partner della SGP è molto interessante. Include suo fratello Amit Yoran, ed un altro israeliano, Ilan Juran, il cui cognome è un altro modo per pronunciare il cognome Yoran.

Ilan Juran ha lavorato presso la Polytechnic University di Brooklyn, New York. E’ il direttore del programma israelo-statunitense per la sicurezza delle infrastrutture civili, un’iniziativa dello Urban Utility Center di cui è Direttore Esecutivo. Il suo programma “è designato a promuovere la collaborazione, così come la condivisione di conoscenze e tecnologie, tra i governi degli Usa e d’Israele e importanti organizzazioni per le infrastrutture.”


[Ilan Juran]

Tim Belcher, co-fondatore della Riptech, la compagnia degli “hacker etici”, è un altro consigliere della SGP. Un estratto della sua biografia recita:

Mr. Belcher ha condotto accertamenti su alcune delle infrastrutture più critiche di una Nazione, inclusa per esempio, l’amministrazione dell’aviazione federale per il controllo del traffico aereo (Federal Aviation Administration’s Air Traffic Control, ndt). Ha collaborato con organizzazioni governative come l’Amministrazione Nazionale e Spaziale dell’Aeronautica (National Aeronautics and Space Administration), l’ Ufficio nazionale di ricognizione (National Reconnaissance Office), la Segreteria alla Difesa (Office of the Secretary of Defense), ed il Comando per la Guerra Spaziale e Navale (Space and Naval Warfare Command).

LA KROLL CONNECTION

E’ interessante notare come Jeremi M. Kroll, il direttore della Marsh Kroll, è anche nella “consulta” della Security Growth Partners di Elad Yoran. Questa è una connessione cruciale nell’individuazione della rete sionista dietro gli attentati; abbiamo colpito la linea principale.


[Jeremy Kroll della Marsh Kroll]

Kroll, figlio di Jules B. Kroll, è stato direttore della Marsh Kroll, una divisione della Marsh & McLennan Co. (MMC) dal 1996. Il nesso tra Elad e Amit Yoran, e la SGP (Security Growth Parteners, ndt), svela un collegamento chiave tra i sionisti americani e l’intelligence militare israeliana.

La MMC è diretta da Jeffrey Greenberg, figlio di Maurice Raymond Greenberg ( alias “Hank”). Maurice Greenber, chief executive officer della A.I.G, è stato partner commerciale di Jules B. Kroll dal 1993, quando comprò il 23% della Kroll Inc. per 15 milioni di dollari. Nel 2004, la MMC acquista la parte restante della Kroll per il prezzo fortemente inflazionato di 1,9 miliardi di dollari. Jules Kroll si è ritirato in pensione nel luglio 2008.


[Jeffrey Greenberg, CEO della MMC.
Il primo aereo è penetrato direttamente all’interno della sala informatica della sua compagnia.
Un’incredibile coincidenza, o realtà?

]

LA KROLL SECURITY AL WORLD TRADE CENTER

Douglas Frantz, reporter del New York Times, scrive nel 1994 che la Kroll Associates fu responsabile della “ricostruzione della sicurezza al World Trade Center dopo gli attentati terrostici del 1993”. Questo è un punto cruciale: chi controllava la sicurezza al WTC è il primo sospettato per la demolizione delle torri gemelle. Fu proprio nella sala computer della Marsh Kroll Usa, nella torre nord, che il primo aereo si è schiantato o è stato guidato con precisione. La fiamma arancione chiaro ed il fumo biancastro che provenivano dalla sala in fiamme della Marsh USA, indicano una reazione alla Thermite. Il gasolio in fumo di un jet, produce fiammate scure e fumo nerastro.

John O’Neill, ex capo dell’anti-terrorismo per l’FBI che condusse indagini su Al Qaida, fu il responsabile sicurezza del complesso del WTC, e morì assassinato nel suo primo giorno di lavoro l’11/9.
O’Neill venne nominato dal direttore della compagnia di sicurezza della Kroll, Jerome M. Hauer.
Evidentemente la Kroll ha continuato a gestire la sicurezza del WTC dal 1993 fino all’11/9.


[Jerome Hauer (sulla sinistra), primo direttore
dell’Ufficio Gestione Emergenze del sindaco Giuliani
e colui che decise di collocare il bunker di comando nel WTC 7.
]

Prima di associarsi alla Kroll, Hauer, un ebreo sionista, è stato direttore dell’Ufficio Gestione Emergenze (Office of Emergency Management, OEM) dove è stato la forza trainante per la costruzione di un bunker di comando nel WTC 7 di Larry Silverstein, la torre che crollò su se stessa alle 5:21 p.m. dell’11/9. La testimonianza di Larry Silverstein, e prove fisiche, suggeriscono che il WTC 7 sia stato demolito con esplosivo e thermite.

STORIA DELLA “SICUREZZA” ISRAELIANA NELL’AUTORITA’ PORTUALE

C’è una storia molto significativa, ma poco conosciuta, di ufficiali maggiori dell’intelligence israeliana intenti ad ottenere il controllo della sicurezza negli aeroporti, porti, ponti, gallerie newyorkesi, e al World Trade Center, negli anni ’80.
Le cariche d’esplosivo e la Themite che hanno demolito le torri, non si sarebbero potute collocare senza l’appoggio di chi aveva il completo controllo della sicurezza.

Ad ottenere l’appalto al WTC furono ufficiali maggiori dei servizi israeliani, perseveranti nel raggiungere l’obiettivo dal 1987. Questo passo, è stato l’inizio per il completamento del piano inizialmente architettato nel 1979 da Isser Harel, l’allora capo dei servizi segreti d’Israele (Direttore dello Shin Bet, 1948-1952; Direttore del Mossad, 1947-1963).

Harel, in passato Direttore dell’intelligence di Haganah negli anni ’40, è considerato il fondatore dei servizi segreti in Israele. Haganah ed Irgun, furono le più grandi organizzazioni di terroristi e miliziani sionisti attive in Palestina, prima della creazione nel 1948 di Israele. Entrambe le organizzazioni furono coinvolte negli attentati al King David hotel, e in altri atti terroristici.

Harel, chiaramente coinvolto nel progetto a lungo termine, confessò più di 20 anni prima a Michael D. Evans, un missionario americano-sionista, che il terrorismo “sarebbe potuto arrivare in America”. Terroristi arabi avrebbero colpito l’edificio più alto degli Stati Uniti, “un simbolo della vostra fertilità”, disse Harel.


[Michael D. Evans, è un sionista ebreo della “Linea Dura”
che si finge cristiano. Nella foto, Evans abbraccia Menachem Begin, capo terrorista dell’Irgun,
che ordinò l’attentato al King David Hotel.
Isser Harel parlò ad Evans del piano di bombardare il World Trade Center
nel 1979, nello stesso periodo di questa foto.
]

Evans, un ebreo sionista con importanti legami con ufficiali israeliani, scrisse alcuni articoli di giornale sulla profezia di Harel, e ne parlò in un’intervista che seguì la pubblicazione del suo libro del 2004, intitolato “The american prophecies, terrorism and the mid-east conflict reveal a nation’s destiny”.

(N.B.: la predizione sull’11/9 di Harel è discussa con maggiori dettagli nel capitolo precedente intitolato “America the target”.)

Harel cenò con Evans il 23 settembre 1979, secondo quanto sostiene lo stesso Evans, e gli disse che l’alleanza degli Stati Uniti con l’Arabia Saudita “era pericolosa e avrebbe potuto sviluppare una tolleranza per il terrorismo tra i cittadini”. Harel continuò sostenendo che “fondamentalisti islamici finiranno per colpire gli Usa” .

Titolo originale: “The Architecture of Terror: Mapping the Israeli Network Behind 9-11”

Fonte: http://www.bollyn.info
Link
24.07.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di IVAN TALLORU

Pubblicato da Das schloss

  • lucamartinelli

    personalmente non avevo dubbi su chi fosse il vero artefice dell’11 settembre. le idee me le sono chiarite dopo avere letto, anni fa, un bel libro di Claudio Gatti sulla strage di Ustica. il titolo era: il quinto scenario. l’abilita’ dei sionisti di compiere qualsiasi cosa e di sparire senza lasciare traccia è incredibile. sono davvero bravi, purtroppo. saluti a tutti

  • geopardy

    Quello che scrive Bollyn, in sostanza, lo afferma anche Blondet nei suoi libri sull’argomento.
    Riguardo a Bollyn che dovrebbe essere stato arrestato per resistenza alla polizia nel 2006, sembra penda un sospetto di neo-nazismo, il che di per se potrebbe essere pregiudiziale sulle sue opinioni, ma va anche aggiunto che, anche se la suddetta appartenenza fosse vera, ciò potrebbe non invalidare niente una seria analisi dei fatti, bisognerebbe sapere l’attendibilità delle citazioni.
    Comunque, aldilà di chi ci sia dietro, è innegabile che la cosa ha portato un enorme vantaggio ad Israele, la quale aveva appena incassato a Joannesburg nel 2001 una pressochè unanime condanna internazionale per apartheid e violenza, con la solita esclusione degli Usa, naturalmente.
    Le cose gli si stavano mettendo proprio male, quando il suo “grande nemico” ed agente della Cia (almeno fin quando c’era L’URSS) Bin Laden gli avrebbe (mi vien che ridere) progettato dalle grotte afgane, un’operazione che neanche l’URSS con tutto il Patto di Varsavia sarebbe stata in grado di fare durante il massimo del suo splendore (e ne conosciamo l’enorme efficienza che avesse).
    Un Bin Laden di cui si monitoravano tutte le mosse e gli spostamenti, dato che era già considerato il nemico numero 1 degli Usa (specialmente dopo l’uragano di attentati alle ambasciate americane in Africa).
    Nonostante conoscessero ogni patologia di cui fosse afflitto e qualsiasi cura facesse in merito, ha potuto organizzare il più colossale e spettacolare attentato della storia dell’umanità, neutralizzando, Cia, Fbi, Norad e tutto l’armamentario di security più potente mai concepito dall’uomo, neanche nei libri di fantascienza, lo stesso sistema che con una consolle in Usa pilota aerei killer dall’altra parte del mondo, incredibile e con che cosa?
    Con quattro taglierini.
    Se fosse vero c’erano tutti gli estremi per sciogliere l’intero sistema a cominciare dal Pentagono, invece tutti i responsabili dell’epoca, sembra siano stati addirittura promossi.
    Personalmente, ammesso fosse implicato, non crederei alla sola ipotesi del Mossad, neanche loro da soli avrebbero potuto arrivare a tanto e senza l’enorme complicità di tutti gli organi sopra citati o almeno i loro vertici.
    La cosa è più grande ed articolata e non escluderei neanche certi sauditi nell’eventuale implicazione, ma neanche certi pachistani (tutti al servizio della Cia, praticamente e forse neanche lo stesso Bin Laden, chissà).
    Dopo quest’azione l’esercito Usa ha potuto presentarsi in centr’ Asia, impensabile prima dell’Undici settembre, proprio dove le sue tre più dirette concorrenti per il predominio, cioè, Russia, Cina e India, hanno i loro interessi più vitali sia dal punto di vista energetico sia strategico.
    Un’ altra potenza ha gli stessi interessi e poteva diventare indipendente, l’Europa, ma ora?
    Quindi, per quanto potente possa essere la lobby ebraica, avrebbe potuto far incastrare tutto ciò?
    Quanta reale potenza economica ha la lobby israeliana in Usa?
    Lessi tempo fa che essa sarebbe quantificata nel 7% circa delle ricchezze, per quanto abili è difficile contrastare l’altro 93% se è in disaccordo, specialmente negli Usa, paese in cui tutto è regolato dalla potenza economica.
    Dietro, probabilmente, c’è tutto un oscuro calcolo ben più complesso dell’attuazione del mitico e “biblico” (ammesso e non concesso) ritorno in Israele del popolo ebraico, non credo che il mondo sia strutturato su questo mito per quanto utile esso sia alla causa di certi potenti.
    Ciao
    Geo

  • paolapisi

    Sì, Bollyn è stato arrestato per resistenza alla polizia e su di lui pende un sospetto di neonazismo, ma quel che è peggio pende un sospetto di cialtronaggine estrema.

    Certo, bisognerebbe controllare le citazioni, ma anche se fossero vere, significherebbero ben poco. Quella di Bibi Netanyahu è vera, ma difficilmente può essere presa come una confessione: ovviamente il vecchio delinquente likudista intendeva solo dire che dopo l’11 settembre le relazioni USA-Israele erano ulteriormente migliorate.

    Per il resto, è il solito confuso pappone di fatti sparsi, che anche ammesso che siano tutti autentici (mi sia lecito dubitarne) non provano affatto che il Mossad o israele o la “lobby” abbiano ordito, per di più da soli, l’11 settembre. Sicuramente il Mossad ha organizzato numerose false flag operation, ma questo non vuol dire che le abbia organizzate tutte. Sono d’accordo con te quando dici che il Mossad da solo non avrebbe potuto farlo, mentre tenderei a escludere un coinvolgimento di Pakistan (tesi Chossudowsky, che sta accusado l’ISI anche per gli attacchi di Mumbai) e Arabia Saudita negli attentati del 9.11: che gliene sarebbe venut o in tasca? Entrambi sono stati, come era prevedibile, enormemente indeboliti dalla “guerra al terrore”, e per di più il Pakistan ne è l’evidente prossimo obiettivo (l’Arabia saudita a seguire, si accettano scommesse). Per di più Pakistan e Arabia saudita erano gli unici due paesi al mondo (oltre allo Yemen) che riconoscevano il governo del Mullah Omar.

    Dire che Israele abbia tratto vantaggio dalle guerre di Bush non è una prova di colpevolezza: l’argomento del cui prodest non è affatto irresistibile. Se è per questo, il paese che più si è avvantaggiato dalle guerre contro Iraq e Afghanistan è senza il minimo dubbio l’Iran, ma nonostante la mia avversione per il regime degli ayatollah, neanche in un momento di ubriachezza molesta mi verrebbe in mente che vi possa essere stato un coinvolgimento iraniano negli attentati dell’11 settembre.

    Per il resto, io sono una delle poche persone al mondo a non avere una verità in tasca sull’11 settembre. Capire quello che è davvero successo non è possibile, per il mare di disinformazione sparso sia da chi sostiene la versione ufficiale, sia da molti complottisti. Pensa che anni fa avevo creduto fermamente alla cazzata del missile contro il Pentagono: Poi alla fine ho controllato i dati, e ovviamente contro il Pentagono si è schiantato un aereo. Quando leggo un articolo “complottista” come faccio a sapere se stanno scrivendo un mare di balle o se stanno esponendo fatti veri? Quando ho controllato, spesso erano balle, ma chi ha il tempo e la voglia di contrallare tutto? A questo punto mi limito a dire che la versione ufficiale è contraddittoria e non sta in piedi, e dunque l’amministrazione USA deve avere avuto un certo livello di coinvolgimento (quale precisamente non saprei: copertura? organizzazione? Boh).

    Anche per quanto riguarda la lobby, sono d’accordo con te e anzi confesso di non poterne più. La lobby israeliana esiste, e lobby o non lobby, i crimini sionisti totalmente impuniti sono sotto gli occhi del mondo, se uno li vuole guardare. Ma la tesi ultra-reazionaria che la “buona America” sarebbe prigioniera di un gruppo di ebrei cattivi, unici colpevoli dei crimini USA, è politicamente e ideologicamente aberrante. Quando leggo Petras – Petras, non Blondet – tessere gli elogi dei criminali di guerra del Pentagono perchè a suo dire si opporrebbero alla lobby mi viene da urlare. Estremizzando la storia della lobby, esimi esponenti della ex-sinistra stanno tuonando che gli USA devono liberarsi dall’influenza ebraica per fare i propri “interessi nazionali”. Cioè, difendono paro paro l’imperialismo USA, purché non funzionale agli interessi di Israele. Allora secondo Petras e seguaci la guerra in Vietnam andava bene perchè di sicuro Israele non c’entrava niente? La lobby ormai viene usata in funzione assolutoria dell’imperialismo USA. Seondo una certa letteratura, ormai purtroppo dominante in ambienti ex-progressisti, questo non esiste più, c’è solo un pugno di evil jews.

  • totonno

    Bello l’articolo ed ottima l’esposizione dei fatti , personalmente sostengo queste tesi da tempo , e sempre preso per matto o antisemita , a sostegno di ciò penso che anche nei fatti di Munbai ci sia la mano sionista , vi consiglio la lettura di un’ottimo articolo scritto da Blondet su Effedieffe che spiega molto bene la dinamica degli avvenimenti Indiani., e delle conseguenze alle quali porteranno .

  • myone

    Un altro passo avanti. Nomi cognomi e foto. Gia’ a qualcosa. Ma a che serve se solo per l’ onore della cronaca quando nessuno si interessa a questo e tutto va in un altro senso? Nemmno un giudice onesto, civile, penale, di qualche che sia risma, per tentare un’ accusa e abilitare cosi un’ informazione e un agire che diventi pubblico, di conoscenza e d’ azione. Politica e resto vanno a braccetto, sopratutto con la vigliaccheria e con la codardia.

    Per un melone, si smuove questo e altro.

  • geopardy

    Cara Paola,
    sorvoliamo sull’Iran, lo vedo come uno stato sotto pressione che sembra sfuggire al controllo diretto dell’impero, quindi stoppo qui.
    Non credo che Israele, se gli attacchi alle torri non sono stati fatti “dall’onnipotente” Bin Laden, possa essere totalmente estraneo ad un fatto del genere.
    Quello che non so è dove tu abbia trovato le prove che sul Pentagono sia caduto un aereo, veramente se ce l’hai esibiscile, io non ci sono riuscito ed ho una bella quantità di materiale, anche visivo sull’argomento.
    Quello che ti vorrei dire è che un missile da crociera è simile ad un aereo, ma di piccole dimensioni rispetto ad un boeing 747 o 737.
    Tolta un’ esplosione in cui non si capisce neanche cosa colpisca il Pentagono, filmata da una telecamera che a detta del governo di Bush era in tempo reale, non ho visto altro, ma neanche un reperto di un aereo.
    Quello che tu dici a proposito della lobby ebraica, utilizzata come foglia dii fico per nascondere lo spietato imperialismo degli Usa, la condivido in larga misura.
    I coloni israeliani, i più fanatici e spietati che si conoscano in Israele (tanto da far paura anche agli altri) provengono in maggioranza, guarda caso, dagli Usa e sono così, non perchè ebrei, molti altri e tolleranti lo sono in Israele, ma perchè provengono da una terra arrogante, forse gli evangelici americani e tutta la compagnia degli urlanti “ti vedo, Signore, ti vedo!” sono meno fanatici?
    Io credo ancora di più.
    Non dimentichiamoci che i cosiddetti campioni dei diritti civili, prima di schiavizzare gli africani, hanno sterminato, in quello che forse è il più grande genocidio della storia, praticamente tutte le popolazioni pre-colombiane del nord America e quando ciò avveniva non c’erano certo gli ebrei là e neanche durante le deportazioni dei neri c’erano, che mi risulti.
    Quindi quando si nasce così come nazione (naturalmente provenivano dall’Europa e non è certo un bel blasone per noi), in più si resta impuniti, allora c’è da temere il peggio, perchè la mentalità non è una cosa che si estingue in poche generazioni, specialmente in condizioni di totale impunità (un po’ come succede ad Israele oggi nei confronti dei palestinesi).
    Ho sentito discorsi di politici americani di non più di 20-30 anni fa, da far impallidire Borghezio e da far compiacere Hitler, in merito al destino dei bianchi, in particolar modo quelli di estrazione anglo-sassone (anche qui gli ariani), naturalmente, di governare tutte le altre razze (se avessero detto specie, poco cambiava), per portarle fuori dalla selvaggia e verso il vero progresso.
    Eurocentrismo con l’aggravante dell’anglo – sassonismo e senza il peso dell’olocausto sulle spalle, anzi….
    Per quanto riguarda l’Arabia Saudita, non dimentichiamoci che sono tutti petrolieri e soci dei Bush e company, vista l’impennata del petrolio di questi anni, casualmente finita con una crisi da cronometro svizzero, appena l’era Bush è giunta alla fine, direi che c’hanno molto guadagnato.
    Certo non solo loro, tutti i produttori petroliferi, anche la Russia, ma nessuno, secondo me, poteva prevedere una riorganizzazione post-eltsinina così veloce che ha stupito il mondo, quindi, non credo pensassero di dargli un potere così grande in poco tempo.
    La questione Russa è la più impellente per i “padroni del mondo”, la concorrenza aumenta in tutti i settori, la squadra dei burocrati dell’era Eltsin è stata cacciata ed il controllo esterno sulla Russia si è ridotto ai minimi termini se non di più.
    Si può dire che i russi possono iniziare a viaggiare con le loro gambe e non con la sedia a rotelle della Nato come fa la UE.
    Il Pakistan, effettivamente non c’ha guadagnato in niente, anzi, ci ha rimesso un po’ in tutto, con la destabilizzazione dell’Afganistan, anche se potrebbe essere un errore di calcolo delle dirigenze di allora, ma non voglio insistere.

    Non aggiungo altro, ma non assolvo Israele con formula piena.
    Ciao

  • paolapisi

    Ciao. Sull’Iran questa volta non ho detto davvero niente: l’ho citato solo per dire che se ragionassimo solo coll’argomento del cui prodest arriveremmo appunto a una conclusione folle, perchè alla fin fine l’unico a guadagnarci davvero è stato l’Iran, che però ovviamente non c’entra niente. Quindi il cui prodest da solo non porta da nessuna parte.

    Per quanto riguarda il presunto missile che invece era un aereo, qui trovi un mare di link che dimostrano che la teoria del missile è una cazzata: http://www.oilempire.us/pentagon.html (sito “complottista”). Naturalmente ci sono decine e decine di siti non complottisti che hanno smontato la storia del missile.

    D’accordissimo con quanto scrivi sugli USA. Per quanto riguarda i sauditi, l’aumento del petrolio ha arricchito tutti i paesi produttori, ed è dipeso da numerosi fattori, fra cui certo la guerra contro l’iraq: ma giusto perché gli USA ci hanno messo 5 anni e rotti a vincere la guerra. Se l’avessero vinta subito, non ci sarebbero state conseguenze sul prezzo del petrolio. Non che voglia difendere l’orrida monarchia saudita, ma secondo me con l’11 settembre non c’entra. E l’Arabia saudita, come conseguenze della guerre bushane ha perso tutto il peso poltico che aveva nell’area a vantaggio dell’Iran. Ed era un esito prevedibilissimo. Sai come piace ai sauditi il governo sciita filo-irianiano che gli USA hanno scodellato direttamente da Teheran a Baghdad. I sauditi avrebbero preferito avere il petrolio a 2 dollari al barile che veder trasformato l’Iraq in una colonia (USA-)Iran.

    Israele non lo assolvo manco io sull’11 settembre (e lo condanno alla pena massima su tutto il resto) , semplicemente non lo so. E certo le prove del coinvolgimento di Israele non le ho trovate in questo articolo. E comunque a capire che cosa è successo davvero l’11 settembre ci ho rinunciato da un pezzo.

  • edo

    citaz. Pisi: A questo punto mi limito a dire che la versione ufficiale è contraddittoria e non sta in piedi, e dunque l’amministrazione USA deve avere avuto un certo livello di coinvolgimento (quale precisamente non saprei: copertura? organizzazione? Boh).

    Mi sfugge il senso del “Boh”.