DI DANIEL HANNAN
Telegraph.co.uk
Può essere vero questo? I governi di Francia e Germania cercano di rovesciare il capo di stato di una vicina democrazia? Ai politici cechi viene detto di utilizzare il procedimento di impeachment contro il loro presidente – non per accuse di corruzione o abuso di ufficio, ma perchè si attiene a una posizione politica che aveva adottato pubblicamente ancor prima di diventare presidente [l'opposizione al Trattato di Lisbona n.d.t.]?
Lo stesso Klaus ha scritto della natura intollerante e autoritaria che egli definisce “Europeismo”. Ora egli è l'unica cosa che rimane sul suo cammino, e ne subisce tutta la potenza. Ho scritto più volte di quella che chiamo “l'odiosa forza” dell'Unione Europea: il modo in cui, oltre a essere essa stessa non democratica, chiede ai suoi stati membri di sacrificare parte della loro democrazia interna; il modo in cui ottiene che persone per altri versi buone compiano azioni cattive. Spero che la fermezza di Klaus convinca la gente – non solo nella Repubblica Ceca o in Gran Bretagna, ma in tutta la UE – della natura di ciò con cui abbiamo a che fare.Titolo originale: "The EU turns its hideous strength against Václav Klaus"
Fonte: http://blogs.telegraph.co.uk
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12.10.2009
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ALCENERO
Alexis 16 ottobre 2009
La presidente irlandese Mary McAleese ha firmato l’atto di ratifica del trattato di Lisbona due settimane dopo il referendum che ha visto un netto successo dei sì con il 67 per cento dei voti. Adesso manca solo la firma del presidente della Repubblica ceca, Vaclav Klaus.
Nonostante il parlamento di Praga abbia da tempo votato la ratifica del Trattato, la firma di Klaus non è affatto scontata. Grazie anche ad un pretestuoso ricorso di fronte alla corte costituzionale ceca, il presidente può permettersi di prendere tempo. Già i programmi della presidenza svedese, che avrebbe voluto varare il pacchetto di nomine ad un vertice a fine ottobre sono saltati. E ora qualche dubbio plana anche sulla possibilità di fare le nomine entro dicembre, il che comporterebbe comunque una proroga di alcuni mesi per la Commissione in carica.
Il paradosso della vicenda è che il ritardo dovuto al boicottaggio degli antieuropei finisce per dare ragione ad almeno una delle loro obiezioni: lo scarso controllo democratico che i cittadini hanno sui destini dell’Europa. Approvato da tutti i ventisette governi e dalla stragrande maggioranza dei parlamenti nazionali, il Trattato di Lisbona è rimasto in sospeso per oltre un anno a causa del primo referendum irlandese, vinto dai no per poche decine di migliaia di voti. Mezzo miliardo di europei hanno dovuto piegarsi alle bizze di alcune migliaia di irlandesi. Ora restano appesi ai capricci di un uomo solo. Che, udite udite, non vuole firmare perché accusa l’Europa di scarsa democrazia…